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Ott 05

La Regione lascia il Comune di Oristano col culo per terra.

Il comune di Oristano non potrà usufruire degli spazi finanziari concessi dalla Regione agli enti locali, e non potrà accedere a una parte del milione e mezzo di euro di avanzo di amministrazione per gli investimenti pubblici.

“La decisione della Regione, che interessa i comuni più grandi dell’isola, ci preclude la possibilità di intervenire per finanziare la soluzione di numerosi problemi, primo fra tutti il progetto per la riapertura del teatro Garau – ha detto il sindaco di Oristano, Andrea Lutzu -.

È una decisione incomprensibile e inaccettabile, se si considera che ci sono comuni anche di piccole dimensioni che possono usufruire di ampi spazi finanziari e risorse cospicue, mentre i comuni più grandi, che nel corso degli anni hanno già dovuto sottostare ai rigidi limiti del Patto di stabilità, oggi si vedono sottrarre anche la possibilità di utilizzare i propri avanzi di amministrazione che potrebbero essere impiegati per aggredire importanti problemi locali”.

La legge stabilisce che “al fine di favorire gli investimenti nei settori strategici del proprio territorio, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono cedere, per uno o più esercizi successivi, agli enti locali del proprio territorio, spazi finanziari per i quali non è prevista la restituzione negli esercizi successivi”.

“Con una delibera del 27 settembre la Regione Sardegna ha stabilito le regole per il 2017 – ha precisato Lutzu -. Per il secondo anno consecutivo Oristano è tagliata fuori, mentre negli anni precedenti aveva ottenuto spazi per un milione 195 mila euro nel 2014, e per un milione e mezzo di euro nel 2015. È una decisione inaccettabile, che penalizza numerosi comuni sardi e che si somma agli eccessivi e in qualche caso imbarazzanti ritardi con cui la Regione liquida le risorse. Ritardi che espongono le casse del nostro ente, vincolandone numerose scelte. Il comune di Oristano è a credito di oltre 4 milioni di euro, che in buona parte ha già anticipato con risorse proprie”.

La missione a Roma del sindaco di Oristano, Andrea Lutzu, e dell’assessore all’Urbanistica, Federica Pinna, ha dato i risultati auspicati. La presidenza del Consiglio dei ministri ha, infatti, concesso la proroga di 60 giorni per il programma Oristano Est. “La commissione tecnica di monitoraggio del programma di riqualificazione delle periferie urbane ha dato parere positivo, e adesso attendiamo che la notizia abbia anche i crismi dell’ufficialità – ha detto, con viva e vibrante soddisfazione, il sindaco Lutzu -. Come avevamo detto non c’è il pericolo della perdita di finanziamenti. Il programma va avanti. Adesso abbiamo il tempo necessario per effettuare gli opportuni approfondimenti sul progetto del parco lineare. Con l’ultimo progetto in dirittura d’arrivo in questi giorni tutte le azioni finanziate dal bando con 17 milioni di euro, ad eccezione del progetto del parco urbano, procedono sulla strada tracciata. L’incontro alla presidenza del Consiglio dei ministri ci era sembrato subito molto soddisfacente – ha aggiunto Lutzu -. Un confronto utile per aiutare la nuova amministrazione comunale ad approfondire i progetti del programma Oristano Est e realizzare le iniziative più importanti per la città, in linea con le finalità del bando della sulla riqualificazione delle periferie urbane”. La proroga in arrivo da Palazzo Chigi dovrebbe dare tempo al comune di Oristano sino all’inizio del mese di dicembre.

La Procura di Cagliari sta dando una nuova accelerata all’inchiesta bis sui fondi ai gruppi relativa alla XIII legislatura, dal 2004 al 2009: un enorme lavoro di indagine avviato dalla magistratura a fine 2009, ma che sembrava essersi arenato perché, mentre a palazzo di giustizia ricostruivano il presunto peculato aggravato commesso dai consiglieri regionali in quel quinquennio, erano emersi gravi indizi di colpevolezza anche sull’utilizzo delle risorse pubbliche durante la successiva, la XIV quella dal 2009 al 2014. Indizi che avevano portato addirittura all’arresto di quattro consiglieri regionali: Carlo Sanjust, Mario Diana, Sisinnio Piras ed Eugenio Murgioni, tutti ex pidiellini finiti in carcere insieme all’imprenditore L’accelerata sulla precedente legislatura riguarda i consiglieri non entrati nel primo processo che si è concluso lo scorso 21 febbraio con tredici condanne in primo grado a cui vanno aggiunte quelle in appello di Silvestro Ladu, Beniamino Scarpa e Adriano Salis. Questo perché il gruppo dei sedici ex consiglieri già giudicati, al contrario di tutti gli altri, apparteneva al Gruppo Misto, sul quale si concentrò la prima indagine. Adesso la Procura sta analizzando la posizione dei consiglieri che facevano parte degli altri gruppi politici. Sono una cinquantina in tutto. Su circa venti si saprà tra il 10 ottobre e il 5 dicembre se verranno (o meno) rinviati a giudizio, come ha chiesto il pubblico ministero Marco Cocco, titolare della doppia inchiesta. Rispetto al primo processo c’è, però, un nuovo elemento: per alcuni consiglieri è arrivata o sta per scattare la prescrizione, che nel caso del peculato è fissata in dodici anni e mezzo e il conteggio comincia dal giorno in cui è stata presa la prima somma di denari pubblici oggetto dell’indagine. E’ successo lo scorso 25 settembre: per scadenza di termini non si è potuto procedere contro gli azzurri Nicola Rassu e Sergio Milia (poi passato con l’Udc e sotto indagine da consigliere dello scudo crociato). Entrambi erano accusati di peculato aggravato per un importo di 5mila e 4mila euro ciascuno. E lo stesso succederà il 12 gennaio 2018, con l’avvio del processo nei confronti di Claudia Lombardo, l’ex presidente del Consiglio finita sotto inchiesta per 1.500 euro: fra tre mesi anche per la Lombardo scatterà la prescrizione. Nello stesso processo di gennaio sul banco degli imputi siederanno altri due azzurri: l’allora capogruppo Mariano Contu, che è di nuovo un esponente della massima assemblea sarda, e l’ex senatore di Olbia Fedele Sanciu. Contu deve risponde di peculato per un milione e 600mila euro, Sanciu per 3mila euro (su un’identica somma è ugualmente arrivata la prescrizione). Ieri all’elenco dei consiglieri della XIII legislatura contro i quali si sta procedendo si sono aggiunti sei nomi, tutti di consiglieri di Rifondazione comunista. Si tratta dell’attuale senatore Luciano Uras, e di Ciriaco Davoli, Giuseppe Fadda, Paola Lanzi, Paolo Antonio Licheri e Ignazio Paolo Pisu. In quel quinquennio Davoli è stato a lungo tesoriere del gruppo e per questo deve rispondere di un presunto peculato di un milione e 55mila euro. L’accusa nei confronti di Uras vale 74mila euro. Per Fadda 21.700 euro, per la Lanzi 5.100, per Licheri 32.900, per Pisu 38.900. Il pm Cocco ha chiesto per tutti il rinvio a giudizio. Deciderà il 5 dicembre il Gup Roberto Cau. Il prossimo 10 ottobre, invece, sapranno se andranno a processo (o meno) i consiglieri di Fortza Paris e Udc. Per il partito sovranista figurano i nomi di Pasquale Onida ed Eugenio Murgioni. L’archiviazione è invece arrivata per Domenico Gallus. Sul fronte dello scudo crociato c’è intanto il deputato Roberto Capelli (fu lui stesso, a gennaio 2014, ad annunciare l’iscrizione sul registro degli indagati per un importo di 129.500 euro). E ancora: Giorgio Oppi, Sergio Milia, Renato Lai, più quattro consiglieri già condannati in primo grado: Sergio Marracini, i fratelli Vittorio e Alberto Randazzo, e Tore Amadu. Ancora: Sergio Obinu, Franco Cuccu e Andra Biancareddu. Sempre relativamente alla XIII legislatura, ha patteggiato (due anni e mezzo) il sardista Efisio Planetta, mentre l’allora capogruppo Giacomo Sanna è a giudizio (processo fissato il 18 gennaio). In questi giorni il tribunale di Cagliari dovrebbe fissare anche le udienze davanti al Gup a carico dei consiglieri dei Riformatori e del Pd. Tra i liberal democratici hanno ricevuto un avviso di garanzia Franco Sergio Pisano e Gavino Cassano più l’attuale capogruppo Attilio Dedoni e il deputato Pierpaolo Vargiu. Tra i democratici, cioè ex Ds ed ex Margherita, i nomi di peso sono quelli dei parlamentari Silvio Lai e Siro Marrocu e dell’attuale presidente del Cda alla Sardaleasing, Giacomo Spissu, presidente del Consiglio regionale in quella legislatura. E poi il sindaco di Sarroch, nonché presidente del Consorzio industriale Cacip, Salvatore Mattana. E, con lui, Antonio Biancu, Giuseppe Cuccu, Giovanni Giagu, Mariuccia Cocco e Simonetta Sanna. In attesa di conoscere la propria posizione giudiziaria pure i consiglieri in carica Gavino Manca e Franco Sabatini. Tra gli indagati anche Antonio Calledda, Alberto Sanna, Angela Corrias, Franco Sanna, Vincenzo Floris, Gian Battista Orrù, Nazareno Pacifico, Giuseppe Pirisi e Renato Cugini. Sempre nel Pd a processo c’è Francesca Barracciu, mentre sono state archiviate le posizioni del senatore-segretario regionale, Giuseppe Luigi Cucca, e dei deputati Francesco Sanna e Marco Meloni, usciti dall’inchiesta insieme a Eliseo Secci e Marco Espa. Anche l’ex sottosegretario Paolo Fadda non è più indagato. Non si sa ancora nulla sulle richieste che farà la Procura per i consiglieri di Progetto Sardegna: il neopresidente dell’Arst, Chicco Porcu, il sindaco di Alghero, Mario Bruno più Elia Corda, Alessandro Frau, Stefano Pinna e il neurofarmacologo Gian Luigi Gessa. È invece arrivata l’archiviazione per l’ex assessore ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda. Nella lista degli indagati figurano poi l’ex consigliere dell’Udeur, Carmelo Cachìa, già condannato lo scorso febbraio, e l’ex eurodeputato Idv, Giommaria Uggias, assolto nello stesso processo. Infine gli ex An. In quattro hanno ricevuto un avviso di garanzia: Matteo Sanna, Antonello Liori, Giovanni Moro e Ignazio Artizzu. Ma gli ultimi due hanno chiesto lo scorso giugno di essere giudicati con rito abbreviato. (Alessandra Carta, www.sardiniapost.it).

Una società immobiliare di Oristano “Case Belle srl” ha acquistato dal Comune di Cagliari il palazzo Accardo, edificio di interesse culturale, storico e artistico, fra largo Carlo Felice e via Crispi, proprio dietro il municipio di via Roma. La società oristanese si è aggiudicata l’immobile per 2 milioni e 707mila euro, cioè appena settemila euro in più rispetto alla base d’asta prevista dal bando. L’edificio di 1.766 metri quadrati su quattro piani ha 12 unità immobiliari, con al piano terra locali commerciali molto noti nel capoluogo sardo, come lo storico Caffè Svizzero, mentre gli appartamenti si trovano dal primo al quarto piano. Lo stabile è posto sotto tutela essendo stato realizzato tra il 1899 e il 1901, su progetto dell’ingegnere Dionigi Scano. Ora gli uffici del servizio tributi e patrimonio procederanno con le classiche verifiche di legge sul possesso dei requisiti di partecipazione alla gara, per l’aggiudicazione definitiva, cui seguirà la stipula del contratto. La Case Belle srl appartiene ai fratelli Fanari di Gonnosfanadiga, noti imprenditori, proprietari di un importante caseificio. “Ancora non abbiamo un’idea precisa sulla destinazione d’uso – ha detto Rosetta Fanari -, faremo prima un’indagine di mercato per capire se l’immobile ospiterà una struttura ricettiva o altro; ricordo, però, che per ora l’aggiudicazione è provvisoria. Quello che posso assicurare è che ogni intervento sarà rispettoso del bene storico e ogni progetto andrà prima approvato dalla Soprintendenza. Capisco le polemiche sul fatto che il Comune di Cagliari abbia perso un bene pubblico. Ma è assurdo che un edificio di quel pregio si trovi abbandonato e in condizioni pietose da anni. Noi, comunque, vogliamo rassicurare tutti: contiamo di valorizzarlo al meglio”. Ancora nulla di definitivo, invece, sul destino del citato bar storico al piano terra dell’edificio, anche se Rosetta Fanari ha detto che “…potrebbe essere valorizzato”.

Secondo appuntamento, venerdì 6 ottobre, alle 18, presso la sala conferenze dell’ Hospitalis Sancti Antoni,a Oristano. Per il ciclo di conferenze storiche sul tema “Caporetto, metafora della storia italiana?” interverranno Gastone Breccia, docente presso l’università di Pavia, e il Tenente Colonnello Emilio Tirone, dell’Ufficio storico dello Stato Maggiore dell’Esercito.

 

7 comments

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  1. drastico

    col culo per terra al comune di oristano l’ha lasciato la pessima giunta precedente!

  2. Zacca strada

    Non ci capisco più niente. Se è vero quello che ho letto sembra che la nuova maggioranza al Comune di Oristano sia favorevle alla nuova deleteria Circonvallazione. Ma stiamo scherzando? Lutzu durante la campagna elettorale ha sparato a zero sulla Circonvallazione e adesso fa marcia indietro. Comportandosi così fa peggio di Tendas che in campagna elettorale aveva promesso mari e monti e poi non ha fatto un c….! Tocca, oh Lutzu, non farci pentire di averti votato!

  3. Pino

    La verità è che alla Regione sono una massa di incompetenti. L’unico politico serio tra un casino di frilli era Maninchedda che è andato via anche se è rimasto inspiegabilmente in questa maggioranza di mezze calzette della politica.

  4. Giuseppe

    La preoccupazione di qualche genio è che si perda il finanziamento per la circonvallazione. Ma chi se frega, se chi ha preceduto la giunta Lutzu ha fatto una cretinata dando il via libera a una cosa stupida, inutile e pericolosa, non vedo perche sia necessario farla per forza.

  5. gallo

    scusate, ma veramente volete prendere in considerazione i megatecnici e superurbanisti della commissione? ma per carità, non facciamo ridere i polli…

  6. Gianni

    Caro Pig,

    non ho neanche letto l’articolo.
    Vorrei solo dire che non dovrebbe avere un titolo che tende allo scurrile, altrimenti i commenti a questo e a altri articoli, come ben si sa, cercano sempre di fare il meglio (il massimo) in quel campo.
    Sei bravo e sei utile alla città e a tutti noi che ti seguiamo, ma si deve anche cercare di avere uno stile e un “aplomb” che serva da guida e indirizzo.

    Cordialità.

  7. Pig

    Il titolo è stato volutamente provocatorio, e avevo messo nel conto che potesse suscitare anche reazioni come la tua.
    I suggerimenti (condivisibili o meno) sono comunque sempre utili e da tenere in debito conto.
    Grazie, Angelo.

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