Ott 03

I parlamentari vogliamo sceglierli noi. No a una legge elettorale incostituzionale.

Su “il Fatto Quotidiano” è stato pubblicato oggi un appello in cinque punti del Coordinamento democrazia costituzionale sulla legge elettorale. Questa lettera è l’oggetto di una petizione rivolta ai capi-partito e promossa da “il Fatto Quotidiano” in collaborazione con Change.org (piattaforma di petizioni). Chi vuole firmare la petizione può farlo sul sito internet del quotidiano www.ilfattoquotidiano.it .

“Malgrado due pronunce della Corte costituzionale, che hanno pesantemente censurato il Porcellum e l’Italicum… ancora una volta una ristretta oligarchia, composta dai capi dei principali partiti, potrà determinare la composizione delle Assemblee parlamentari, assegnando il seggio ai propri fedelissimi ed espropriando gli elettori della possibilità di scegliersi i propri rappresentanti… La volontà degli elettori viene ulteriormente manipolata attraverso una formula che favorisce coalizioni di facciata destinate a sciogliersi dopo il voto, a scapito delle formazioni non coalizzate e della pari dignità dei cittadini elettori… Facciamo appello alle elettrici e agli elettori a mobilitarsi per informare i cittadini… e fare arrivare ai partiti una disapprovazione forte e netta rispetto alle scelte che stanno discutendo in Parlamento.

1. La partita che si sta giocando sulla legge elettorale è una partita sulla Costituzione perché il modello di democrazia consegnatoci dai Costituenti e convalidato dal referendum del 4 dicembre, è fondato sulla centralità di un Parlamento rappresentativo attraverso il quale trova espressione il principio supremo che la sovranità appartiene al popolo, per cui “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” (art. 49 Costituzione).

2. Malgrado due pronunce della Corte Costituzionale, che hanno pesantemente censurato il Porcellum e l’Italicum facendo sorgere la necessità che il Parlamento intervenga per far sì che sia restaurato un sistema elettorale omogeneo per le due Camere e coerente con la Costituzione, il disegno di riforma elettorale oggi in discussione, ripropone di nuovo il carattere oligarchico e manipolativo della volontà popolare che viziava i precedenti sistemi.

3. Ancora una volta una ristretta oligarchia, composta dal capo o dai capi dei principali partiti, potrà determinare la composizione delle Assemblee parlamentari, assegnando il seggio ai propri fedelissimi ed espropriando gli elettori della possibilità di scegliersi i propri rappresentanti. Inoltre si potranno tenere fuori dal Parlamento le minoranze sgradite impedendo di fatto la nascita di nuove formazioni politiche. Col nuovo sistema quasi due terzi dei seggi verranno attribuiti sulla base di liste bloccate, mentre per la quota eletta con il maggioritario, la minima possibilità di scelta insita nel collegio uninominale verrà annullata mediante il meccanismo del voto unico. La volontà degli elettori, inoltre, viene ulteriormente manipolata attraverso una formula che favorisce coalizioni di facciata destinate a sciogliersi dopo il voto, a scapito delle formazioni non coalizzate e della pari dignità dei cittadini elettori.

4. Chiediamo che siano ricostruite le condizioni di legittimità democratica del Parlamento: che il prossimo Parlamento non sia eletto un’altra volta con una legge elettorale incostituzionale, che sia consentito a tutti i cittadini elettori di scegliersi liberamente i propri rappresentanti, che sia eliminato ogni meccanismo che manipoli la volontà degli elettori (come il voto unico per la lista e il collegio) o che possa adulterare la volontà espressa dal voto popolare.

5. Facciamo appello alle elettrici e agli elettori a mobilitarsi per informare i cittadini, per organizzare confronti e discussioni sulla legge elettorale e la Costituzione, per fare arrivare ai partiti e ai loro rappresentanti nel territorio una disapprovazione forte e netta rispetto alle scelte che stanno discutendo in Parlamento. (Coordinamento democrazia costituzionale).

Il 31 ottobre scadono i termini per la presentazione delle domande per l’iscrizione nell’albo dei presidenti di seggio. Il modello di domanda è disponibile sul sito internet del comune di Oristano e presso l’Ufficio elettorale, in piazza Eleonora. Sono esclusi dalla funzione di presidente: a) coloro che alla data delle elezioni abbiano compiuto il settantesimo anno di età; b) i dipendenti dei ministeri dell’Interno, delle Poste e dei Trasporti; c) gli appartenenti in servizio presso le Forze armate; d) i medici provinciali, gli ufficiali sanitari ed i medici condotti; e) i segretari comunali e i dipendenti dei comuni, addetti o comandati a prestare servizio presso gli uffici elettorali comunali; f) i candidati alle elezioni per le quali si svolge la votazione. Le domande possono essere presentate all’Ufficio Protocollo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13 e nei pomeriggi del martedì e del giovedì dalle 16 alle 18; per posta, allegando fotocopia del documento d’identità (farà fede la data di arrivo al Protocollo del Comune); tramite mail, sempre con fotocopia del documento d’identità, all’indirizzo protocollo@comune.oristano.it o istituzionale@pec.comune.oristano.it.

Domenica 8 ottobre, alle 17, nella sala conferenze dell’Archivio di Stato, in piazza Ungheria, a Oristano, nell’ambito delle “Letture della Costituzione” per la “Domenica della Carta”, l’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia), in collaborazione con l’Archivio di Stato di Oristano, ha organizzato una tavola rotonda sull’art. 9 della Costituzione “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. L’argomento assume particolare rilievo, in questo momento, sia per le disastrose conseguenza dell’incuria e della mancata prevenzione delle emergenze idro-geologiche, sia per le nuove norme urbanistiche che la Regione si accinge ad approvare. Proprio per questo motivo, gli Archivi costituiscono una inesauribile fonte documentale per lo studio e la ricostruzione storica. L’Anpi, che è particolarmente sensibile a tutti i temi contenuti nell’art. 9 della Costituzione, così come avvenuto per le letture precedenti incentrate su altri articoli, intende promuoverne la conoscenza attraverso l’informazione e il dialogo col pubblico. Interverranno, fra gli altri, Michela Poddigue ed Eleonora Manca, direttrice e collaboratrice dell’Archivio; Aldo Borghesi, direttore Istsac Nuoro; Graziano Bullegas, presidente Italia Nostra Sardegna; Carla Cossu, presidente provinciale Anpi Oristano.

Mercoledì 4 ottobre, alle 19, presso il Centro servizi culturali Unla, a Oristano, presentazione del libro “Parole senza tempo”, di Marco Porcu (Scione Editore Roma). Presenta il libro Sabrina Sanna, con Massimo Piras e Pino Porcu. “Le poesie non si spiegano, se raggiungono il posto giusto le senti, ti grattano dentro” (Margaret Mazzantini). Marco, uomo di studio e di ricerca, di passioni forti e decise. Uomo travagliato ma anche umanamente ricco. La sua sete di sapere lo portava a sognare di cogliere “il lampo della verità”, e ricevere “la carezza dell’universo”. Con la trasfigurazione poetica ha dato unità alla complessità del suo spirito e alle sue umane contraddizioni. “Parole senza tempo” è il libro di poesie dell’oristanese Marco Porcu, autore sensibile, scomparso prematuramente qualche anno fa.

Aveva appena aperto la chiesa e si trovava in ufficio quando un malvivente lo ha aggredito con un coltello e lo ha rapinato. Vittima il parroco di Terralba, don Giovanni Battista Madau, di 80 anni. Questa mattina, poco prima delle 7, il prete ha aperto la parrocchia e si è fermato in ufficio per sbrigare alcune faccende. Dopo qualche minuto ha sentito dei rumori provenire dalla chiesa, è uscito per verificare di cosa si tratasse e si è trovato di fronte il malvivente con il volto coperto e armato di coltello che lo ha strattonato facendogli perdere l’equilibrio. Il rapinatore si è quindi impossessato del borsello del parroco, appoggiato sulla scrivania dell’ufficio, che conteneva circa 300 euro e, dopo aver rubato anche il telefonino e un mazzo di chiavi, è fuggito. Il sacerdote, passato lo spavento, ha fatto scattare l’allarme e sul posto sono subito arrivati i Carabinieri del paese. Alcuni passanti hanno riferito di aver visto uscire dalla chiesa una persona che si è allontanata in sella a una bicicletta. I militari hanno sentito altri testimoni e acquisito i filmati delle telecamere presenti nella zona.

Sempre a Terralba, la notte scorsa, c’è stato un attentato incendiaro. A essere preso di mira è stato Stefano Dessanai, comandante della Polizia municipale, a cui è stata bruciata l’auto. Già in passato Dessanai aveva subito intimidazioni analoghe. Le fiamme hanno danneggiato anche la vettura della moglie, che era parcheggiata vicino all’auto del comandante della Polizia municipale, davanti all’abitazione della coppia, in via Gallura. I malviventi sono entrati in azione in piena notte. Utilizzando degli stracci imbevuti di liquido infiammabile, hanno dato fuoco alla Citroen Xara di Desannai e poi sono fuggiti. Le fiamme si sono velocemente propagate, avvolgendo anche la vettura della moglie. Sul posto sono subito intervenuti i Vigili del fuoco e i Carabinieri di Terralba. Il rogo è stato domato nel giro di un’ora, ma la Citroen è andata completamente distrutta. I Carabinieri della Stazione di Terralba e della Compagnia di Oristano hanno avviato le indagini sull’attentato, acquisendo sin da subito i filmati delle telecamere installate nella zona. “E’ certamente un brutto episodio – ha detto il sindaco di Terralba, Sandro Pili -. Lo considero, infatti, un attacco alle istituzioni. Non credo ci siano state particolari attività della Polizia municipale che possano, in qualche modo, aver provocato un gesto di questo genere, solo ordinaria amministrazione e normali controlli. Ora aspettiamo il risultato delle indagini dei Carabinieri. Questa mattina ho sentito il comandante Dessanai che era ancora molto scosso”.

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.