Linee guida della Regione per proteggere i lavoratori nelle ore più calde.

Nelle ore più calde limitare le attività lavorative, introdurre rotazioni e pause in zone fresche, garantire acqua fresca disponibile, favorire l’acclimatamento, adottare vestiario idoneo, leggero e traspirante.
Sono alcune delle disposizioni contenute nelle “Linee d’indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalle radiazioni solari”, approvate dalla conferenza delle Regioni e Province Autonome e ora recepito dalla giunta regionale sarda, con una delibera che ne sollecita la massima diffusione tramite la direzione generale della Sanità, attraverso i Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spresal) dei dipartimenti di prevenzione delle Asl sarde.
“Le Linee guida, che nascono da un lavoro del coordinamento tecnico interregionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, rappresentano un passo avanti importante, perché per la prima volta si prende atto ufficialmente di un’evoluzione delle condizioni di lavoro legate ai cambiamenti climatici”, ha commentato l’assessore regionale della Sanità, Armando Bartolazzi, che ha sottolineato anche come nel documento vengano riportate indicazioni specifiche per i comparti più critici, come agricoltura, edilizia, logistica, con relative schede di autovalutazione che possono essere di supporto al datore di lavoro nell’attività di valutazione dei rischi in argomento.
Il documento, infatti, amplia i contenuti generali del Testo unico sulla salute e sicurezza nel lavoro, che disciplina gli obblighi del datore di lavoro in relazione alla valutazione dei rischi correlati ai fattori fisici ambientali, individuando i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall’esposizione al calore e alla radiazione solare e indicando gli strumenti tecnici di ausilio alla valutazione, da utilizzare nei diversi ambienti di lavoro, sia al chiuso (indoor) che all’aperto (outdoor).
Le linee guida elencano una serie di raccomandazioni: niente esposizione nelle ore più calde della giornata soprattutto per i lavori all’aperto, frequenti turnazioni, previsione di adeguate tempistiche per l’acclimatamento, utilizzo dei dispositivi per la protezione individuale.

Altra puntata nella battaglia giuridica sulla legge regionale 20 della Sardegna che ha definito le aree idonee e non a ospitare impianti da fonti di energia rinnovabile, recependo le direttive dei decreti del Mase. A gennaio scorso era stato il governo a decidere di impugnare e portare davanti alla Corte Costituzionale la norma perché ritenuta lesiva di tre articoli della Carta. Ora a confermare la necessità che sia la Consulta a sciogliere il nodo sono tre ordinanze, pubblicate nei giorni scorsi, con cui il Tar Sardegna sospende il giudizio sui ricorsi presentati dalla società Ef Agri Società Agricola. I giudici amministrativi cagliaritani, in sintesi, sottolineano che potrebbe essere illegittimo il potere delle Regioni di normare le aree non idonee con lo strumento legislativo anziché con atto di pianificazione regolamentare, come invece previsto dal decreto ministeriale del 10 settembre 2010. Il divieto assoluto di realizzazione di impianti, senza istruttoria specifica e senza valutazione caso per caso, si legge, “…viola il principio di proporzionalità e appare in contrasto con i principi fondamentali stabiliti dalla normativa statale e con gli obblighi derivanti dal quadro normativo europeo che mira a promuovere una rapida e diffusa transizione verso fonti energetiche sostenibili”. La società Ef Agri aveva presentato istanza di valutazione impatto ambientale (Via) per un progetto di impianto agri-voltaico nei comuni di Solarussa e Zarfaliu, che la Regione aveva prima sospeso, a settembre 2024, utilizzando la cosiddetta moratoria (la legge 5 approvata nello stesso anno). Da lì i primi ricorsi, poi l’aggiornamento della normativa con la legge 20, e l’ulteriore richiesta al Tar da parte della società energetica, di annullamento della norma. La decisione è arrivata nei giorni scorsi con un rinvio alla Consulta. A commentare la notizia è anche il Wwf, che invita nuovamente la Regione a rivedere gli strumenti normativi adottati “…superando rigidità eccessive che rischiano di compromettere gli obiettivi della transizione energetica. Secondo il Tar, la legge regionale non si è limitata a individuare le aree idonee – ha scritto in una nota l’associazione ambientalista -, ma ha imposto un divieto assoluto e generalizzato nella maggior parte del territorio sardo, qualificato come area “non idonea”, impedendo la valutazione concreta degli interessi pubblici coinvolti. Questo certamente a svantaggio delle future generazioni e in potenziale violazione dell’art. 9 della Costituzione”.

Sabato 5 luglio parte un’importante novità per la raccolta dei rifiuti nel centro storico di Oristano. Le utenze non domestiche (negozi, uffici, attività commerciali) avranno a disposizione un servizio integrativo per il conferimento della plastica, con giornate e orari specifici, pensati per migliorare il decoro urbano e ridurre l’accumulo di sacchi in strada nei fine settimana. La misura è stata comunicata anche attraverso una lettera firmata dall’assessora all’Ambiente, Maria Bonaria Zedda, e inviata al Centro Commerciale Naturale di Oristano e alle associazioni di categoria Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti, al fine di informare tutti gli associati. Il nuovo calendario prevede che l’esposizione della plastica possa avvenire domenica, lunedì, martedì, mercoledì e giovedì, dalle 20 alle 5 del giorno successivo; sabato, nella fascia oraria 13 – 14. Il servizio integrativo interessa numerose vie e piazze del centro storico, e quelle che rientrano nel perimetro del centro commerciale naturale: piazza Manno, via Vittorio Emanuele, via Duomo, via Sant’Antonio, via Diego Contini, piazza Cova (Pietro Riccio), via Tharros, via Tirso (da via Sardegna a piazza Roma), vico Tirso (da via Tirso a vico Verdi), piazza Roma, corso Umberto, vico Umberto (da via De Castro a corso Umberto), via De Castro, via Mazzini (da piazza Roma a via Solferino), via Figoli (da via Mariano IV a piazza Roma), via Serneste, via Garibaldi (da piazza Roma a via Serneste), via Parpaglia, piazza Corrias, piazza Martini, via Cittadella de Minorca, via Cagliari (da piazza Pili a viale San Martino), via Verdi (da via Figoli a via Canepa) e vico Verdi (da piazza Roma a via Verdi). “Questa novità rientra nel più ampio piano per il decoro urbano annunciato nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale – ha osservato il sindaco Massimiliano Sanna -. Dopo una riflessione su alcune criticità emerse, in particolare nel centro storico, è stato deciso di rivedere i calendari di raccolta in zona A, zona B e nella frazione di Silì, e di modificare in particolare il conferimento della plastica, anche per le utenze domestiche”. “Le vie del centro, nel fine settimana, si riempivano di buste che rimanevano esposte troppo a lungo – ha sottolineato l’assessora Maria Bonaria Zedda –. Era necessario intervenire. Il centro deve essere decoroso, accogliente e pulito. Oristano deve presentarsi come una città più vivibile per tutti e dobbiamo partire dal mantenimento delle strade più ordinate, soprattutto nel fine settimana”. A questo intervento si affiancano altre azioni previste dal piano: installazione di 100 nuovi cestini, tolleranza zero sull’abbandono dei rifiuti e attivazione di telecamere mobili di videosorveglianza nei punti sensibili della città per combattere il fenomeno delle discariche abusive. Con oltre l’80% di raccolta differenziata, Oristano si conferma tra i comuni capoluogo più virtuosi d’Italia. Ma l’obiettivo dell’Amministrazione comunale è alzare ancora l’asticella: più conferimenti corretti, meno degrado, più controlli, per una città più pulita e vivibile per tutti.

Sono aperti i termini per la presentazione delle istanze relative al Reis per l’annualità 2025. L’assessore ai servizi sociali del Comune di Oristano, Carmen Murru, ricorda che “…il Reddito di inclusione sociale è una misura regionale che prevede un sostegno alle famiglie che vivono una condizione di fragilità economica. È una misura di contrasto alla povertà rappresentata da un budget di inclusione che prevede un contributo economico mensile, erogato per 12 mesi, ed un progetto di inclusione sociale e lavorativa”. Il Reis è incompatibile con l’Assegno di inclusione (Adi), ma è compatibile con il supporto per la formazione e il lavoro, l’Assegno unico universale, e con ogni altra forma di aiuto e supporto erogato a livello nazionale e regionale. Per i nuclei familiari che diventano percettori Adi in corso di fruizione del Reis, stante l’obbligo di comunicazione tempestiva agli uffici amministrativi evidenziato nell’avviso, l’erogazione della componente economica del budget di inclusione sarà immediatamente interrotta. Qualora nei loro confronti sia stata già attivata una progettualità, il Servizio Sociale comunale e/o l’equipe valuta in accordo con il nucleo familiare l’opportunità di dare continuità alle azioni avviate. La domanda di accesso al Reis per l’annualità 2025 deve essere presentata online dalle ore 12 del 4 luglio fino alle 23.59 del 31 luglio, mediante utilizzo della piattaforma dedicata accessibile da questo sito istituzionale utilizzando esclusivamente il link https://portalesociale.comune.oristano.it. I cittadini interessati potranno ricevere informazioni e il supporto necessario alla compilazione dell’istanza presso lnformacittà (previo appuntamento) dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, e il martedì e giovedì anche il pomeriggio dalle 16 alle 19, telefono 0783/791628 – 0783/791629, email informacitta@comune.oristano.it, contatto whatsApp 3402569808 (no telefonate).

Momenti di paura, questo pomeriggio, in via Piemonte, a Oristano, per un incendio scoppiato sul balcone di un appartamento al terzo piano di un condominio. Le fiamme si sono sviluppate intorno alle 16.15 da un’unità esterna dell’impianto di climatizzazione e hanno coinvolto anche una bombola di Gpl da 15 chili presente nel balcone. Sul posto è prontamente intervenuta una squadra dei Vigili del fuoco del Comando provinciale di Oristano con autopompa e autoscala. Gli uomini del 115 hanno domato l’incendio e messo in sicurezza l’area, evitando conseguenze ben più gravi. A scopo precauzionale, gli occupanti dell’appartamento sono stati evacuati per permettere il completo ripristino delle condizioni di sicurezza. I danni alla struttura sono limitati grazie al tempestivo intervento dei soccorsi. Presenti sul posto anche i Carabinieri e la Polizia locale.
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