Apr 29

“Giornata per la salute e vittime sul lavoro”, Oristano ha ricordato i morti per l’amianto.

Oristano ha celebrato la “Giornata Mondiale per la salute e le vittime sul lavoro”. Nella rotonda di via Petri, i rappresentanti delle istituzioni, l’Associazione ex esposti amianto e una rappresentanza dell’Itis Othoca hanno deposto una composizione floreale davanti al monumento che ricorda le vittime oristanesi della fibra killer.

Durante la cerimonia il sindaco, Massimiliano Sanna, ha evidenziato l’impegno civile dell’Associazione ex esposti amianto e dell’Amministrazione comunale: “Un impegno che abbiamo voluto rafforzare attraverso l’iniziativa didattica «Amianto Zero», voluta dall’assessora all’Ambiente, Maria Bonaria Zedda. Questa cerimonia è l’espressione della nostra volontà di non dimenticare: le testimonianze, i paradossi, le fatiche e i danni legati a una risorsa che si è rivelata drammatica e ingannevole. Tutto questo ci sprona a essere ancora più consapevoli dell’importanza di tutelare l’ambiente e la salute di chi ha vissuto e lavorato a contatto con l’asbesto.

L’iniziativa economica non può mai contraddire la dignità umana e la salvaguardia dell’ambiente. Chiedere giustizia per le vittime, finanziare bonifiche, cure e ricerche mediche: questa è la buona battaglia che ci vede al fianco delle storie di denuncia e di riscatto che oggi vogliamo onorare. In questo percorso, la collaborazione tra le Istituzioni è necessaria e fondamentale, soprattutto di fronte alle esigenze collettive e ai mutamenti globali, organizzativi e produttivi, che si profilano all’orizzonte, purtroppo talvolta in maniera ambigua.

La scienza è chiara: l’urgenza di bandire l’amianto non è più in discussione. Eppure, in molte parti del mondo si attende ancora l’interdizione definitiva della fibra killer. Guidare l’innovazione e diffondere la cultura della sostenibilità non è mai facile. Tuttavia, è nostro dovere riflettere sul patrimonio di memorie, sofferenze e conquiste. Infine, vedere che proprio qui, in Sardegna, si sviluppano reti, partenariati e progetti medico-scientifici di assoluto rilievo, ci dà ulteriore forza e speranza nel perseguire, insieme, l’obiettivo «Amianto Zero» e noi dobbiamo impegnarci per conseguirlo”.

La giornata è proseguita all’Itis Othoca, alla presenza dell’assessora regionale all’ambiente, Rosanna Laconi, e con un videomessaggio di Fabrizio Protti, presidente dello Sportello nazionale amianto, con un seminario dedicato al progetto “Amianto Zero”, promosso dall’assessorato comunale all’Ambiente e dall’Associazione ex esposti amianto, in collaborazione con la Pro Loco di Oristano e l’Itis Othoca.

“A Oristano, come purtroppo sappiamo, la presenza dell’industria che produceva amianto risale agli anni Sessanta e Settanta – ha detto l’assessora Maria Bonaria Zedda introducendo i lavori -. Fino ai primi anni Novanta uscirono lastre e derivati di cemento-amianto molto utilizzati in edilizia e ancora oggi presenti in molti edifici. Nel 1992, finalmente, l’amianto fu dichiarato fuori legge, ma già da prima si erano moltiplicati i casi di malattia e si erano verificati i primi decessi attribuibili agli effetti della fibra killer. Parallelamente cresceva la presa di coscienza nell’opinione pubblica.

In questo contesto, a Oristano, si è fatto primo interprete Giampaolo Lilliu che, da lavoratore, sindacalista e promotore dell’Associazione regionale ex esposti amianto, è stato in prima linea in un’azione costante di segnalazione, denuncia e sensibilizzazione, in particolare sollecitando la bonifica dei siti e la tutela degli ex esposti. L’Associazione svolge tuttora un’incessante azione educativa e di monitoraggio. Oggi tutti conosciamo la pericolosità di un minerale che si è rivelato un killer terribile e silenzioso. E in questa giornata, vogliamo stimolare ancora di più la riflessione e la comprensione su quanto accaduto nel corso dei decenni, ma soprattutto realizzare e diffondere un’iniziativa educativa ed espositiva che racconta la storia e le vicende locali e globali dell’amianto”.

L’assessora Zedda si è poi rivolta agli studenti: “Ragazzi, il contributo vostro e dei vostri insegnanti, delle istituzioni e di tutti coloro che ci permetteranno di realizzare il programma «Amianto Zero» è fondamentale. Vogliamo completare il censimento sul territorio, raccogliere e diffondere competenze e premiare le ricerche scolastiche più meritevoli. È doveroso evidenziare la necessità di un impegno delle istituzioni, affinché non manchino le risorse a favore del completamento delle bonifiche sul territorio e sul patrimonio edilizio. La giunta guidata dal sindaco Sanna è impegnata in questo senso, ma tanto ancora resta da fare”.

L’assessora Zedda, infine, ha ricordato due iniziative che il Comune ha messo in agenda: “Promuovere un gemellaggio con altri Comuni che, come il nostro e come Casale Monferrato, hanno vissuto e subito questa esperienza, e ospitare a Oristano un meeting nazionale dedicato all’emergenza amianto”.

L’assessora regionale all’Ambiente, Rosanna Lacon,i nel suo intervento ha apprezzato l’iniziativa e il coinvolgimento dei giovani in una giornata utile a sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli dell’amianto. Ha condiviso la richiesta del Comune di Oristano e si è resa disponibile a sostenere i progetti delle istituzioni locali finalizzati alla realizzazione del censimento sulla presenza dell’amianto e alla bonifica dei siti inquinati e degli edifici costruiti con materiali pericolosi.

Dopo le piogge dei giorni scorsi, ritorna il bel tempo in Sardegna, con giornate soleggiate, ventilazione debole e un aumento significativo delle temperature, che rappresenta uno dei primi assaggi d’estate in questa primavera instabile. Una situazione climatica che dovrebbe perdurare per l’intero ponte del 1° maggio sino a domenica, quando è attesa una nuova area perturbata, che però dovrebbe dare seguito solo a velature senza precipitazioni. “Intanto, permane una coda di instabilità, con qualche locale precipitazione ancora oggi, ma dalle prossime ore ci aspettiamo la prevalenza dell’alta pressione di origine africana, che si espande su tutto il Mediterraneo, con qualche nube solo a ridosso dei rilievi – fanno sapere i meteorologi della base dell’Aeronautica militare di Decimomannu -; questo porterà a un aumento graduale delle temperature, con un incremento di 4 gradi nei prossimi giorni, e nelle zone centrali dell’Isola si potrebbe arrivare anche a superare localmente anche i 28 gradi.

Per il Referendum 2025, entro il 19 maggio, gli elettori affetti da gravissime infermità che ne impediscano l’allontanamento dalla propria abitazione o che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa da apparecchiature elettromedicali possono presentare la richiesta di voto presso il proprio domicilio. La domanda, compilata sul modulo disponibile sul sito istituzionale www.comune.oristano.it, deve essere presentata unitamente a: copia di un documento di identità; copia della tessera elettorale; un certificato, rilasciato dal funzionario medico, designato dai competenti organi dell’azienda sanitaria locale, in data non anteriore al quarantacinquesimo giorno antecedente la data della votazione, che attesti l’esistenza delle condizioni di infermità di cui al comma 1 dell’art. 1 del D.L 1/2006 convertito con modificazioni dalla legge 22/2006, con prognosi di almeno sessanta giorni decorrenti dalla data di rilascio del certificato, ovvero delle condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali. Durante le ore in cui è aperta la votazione, il voto sarà raccolto dal presidente della sezione elettorale competente. La domanda deve essere presentata, anche tramite persona delegata, come detto, entro lunedì 19 maggio, direttamente all’ufficio protocollo in piazza Eleonora d’Arborea 23, a Oristano, oppure tramite posta elettronica all’indirizzo ufficio.elettorale@comune.oristano.it o Pec istituzionale@pec.comune.oristano.it .

“Prevenire anziché intervenire”: è la linea guida condivisa durante la riunione del tavolo di coordinamento, in Prefettura, a Oristano, per definire le misure operative più efficaci in materia di lotta agli incendi in vista della stagione estiva. “Prevenire significa agire con tempestività e con una strategia condivisa – ha detto il prefetto di Oristano -. Con l’impegno di tutti i livelli istituzionali e il coinvolgimento attivo delle comunità locali, possiamo rafforzare la protezione del nostro patrimonio naturale e del tessuto economico che da esso dipende. Avviare ora le attività di prevenzione, definire le misure e i mezzi a disposizione, è fondamentale per affrontare con efficacia i mesi più critici, salvaguardando il territorio e la sicurezza dei cittadini”. Presenti al vertice l’assessora regionale alla Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, con i rappresentati del Corpo forestale, dell’Ufficio territoriale della Direzione generale della Protezione civile, il direttore del Servizio territoriale dell’Agenzia Forestas, il questore con i vertici di Carabinieri, Guardia di finanza, Vigili del fuoco, Capitaneria di porto, Polizia stradale, Rfi, Anas, Consorzio di Bonifica, Consorzio Industriale e sindaci del territorio. Il tavolo ha posto al centro l’importanza della prevenzione come primo strumento di contrasto agli incendi. I sindaci sono stati sensibilizzati al rispetto degli obblighi di legge in materia di sfalcio, pulizia delle strade, gestione dei terreni incolti e vigilanza attiva. Analogo impegno è stato richiesto alla Provincia, ad Anas e Rfi, con particolare riferimento alla necessità di rimuovere i rifiuti abbandonati e garantire la manutenzione delle aree di competenza. Per quanto riguarda la flotta aerea è stata confermata la presenza del Superpuma a Fenosu. È previsto anche l’impiego di un elicottero leggero, che sarà a breve disponibile con la gara regionale per l’acquisto di 4 nuovi mezzi.

Mercoledì 30 aprile, il Ceas Aristanis organizza una giornata di attività nell’ambito del progetto di riqualificazione e valorizzazione dei beni comuni “Le quattro stagioni negli Orti”. L’iniziativa, finanziata dalla Regione Sardegna e promossa dal Ceas Aristanis, in collaborazione con il Comune di Oristano, si conclude con un evento rivolto a tutta la cittadinanza. A partire dalle ore 9, la sede del Ceas diventerà uno spazio di incontro, cooperazione e scambio di buone pratiche per la cura di un bene comune. Saranno gli studenti a mettere a dimora specie vegetali tipiche degli orti estivi. “Sono numerose le iniziative realizzate e le azioni portate avanti per il decoro e la valorizzazione dell’area comunale di Sa Rodia, che ospita il Ceas – ha evidenziato l’assessora all’Ambiente del Comune di Oristano, Maria Bonaria Zedda –. Grazie al prezioso contributo della Regione Sardegna e al sostegno dell’Amministrazione comunale, un’intera area del Ceas Aristanis è stata riqualificata”. Sono stati realizzati sette orti rialzati, accessibili grazie all’impiego di materiali di recupero. Inoltre, è stata costruita una copertura di 80 metri quadrati a servizio dello spazio riqualificato, utile a facilitare le attività durante tutte le stagioni. La struttura è dotata anche di un sistema di raccolta delle acque piovane, destinato all’irrigazione delle colture ortive. In occasione della realizzazione degli orti invernali, sono state messe a dimora 120 piantine, coinvolgendo 70 studenti dell’Istituto Superiore “Lorenzo Mossa” e numerosi cittadini. Nei mesi successivi, i giovani utenti del Ceas Aristanis si sono presi cura delle piantine e hanno raccolto gli ortaggi, frutto dell’impegno e delle cure quotidiane. “Il progetto – ha osservato Antonio Ricciu, coordinatore dell’iniziativa e presidente della Cooperativa Sociale Nel Sinis, ente gestore del Ceas Aristanis – nasce per educare i giovani al rispetto dei luoghi pubblici e dell’ambiente. Promuove la partecipazione attiva dei cittadini alla vita della comunità e contribuisce ad accrescere il senso di appartenenza”.

Mercoledì 30 aprile, alle ore 18, la Biblioteca Comunale di Oristano ospita la presentazione dell’opera “Raccontando d’Amore – vol. 2”, pubblicata dall’Editoriale Documenta per la consulenza scientifica della Biblioteca di Sardegna: una raccolta di testimonianze orali sul tema dell’amore nel Secondo Dopoguerra in Sardegna. Il volume, già presentato in ventiquattro località dell’Isola, raccoglie oltre trenta racconti, relativi a ventinove comuni sardi, per un suggestivo breviario dei sentimenti negli anni Quaranta e Cinquanta. Storie di affetti taciuti, silenzi patiti, sguardi carpiti, sorrisi celati, sul filo del ricordo e dell’emozione. Racconti d’amore vissuti all’ombra del Secondo conflitto mondiale, che testimoniano una Sardegna spesso dimenticata nelle usanze e nelle consuetudini civili e sociali. A presentare l’opera sarà l’archivista Ilaria Urgu, accompagnata dalle letture di Barbara Caddeo. Ospite dell’incontro sarà Suor Gabriella, 86 anni, originaria di Mogoro, ma di casa a Oristano presso le Figlie di San Giuseppe di Genoni, che, intervistata nel volume da Ilaria Coni, porterà testimonianza del proprio amore speciale, quello per Dio, e di una vocazione religiosa nata in giovanissima età. Il libro si inscrive in seno alle attività della Biblioteca di Sardegna, ente di studio, promotore dal 2005 di ricerche etnografiche in ambito regionale, confluite nella costituzione di un imponente archivio di circa 210 mila fotografie e di oltre 4 mila testimonianze orali relative al primo Settantennio del Novecento in Sardegna.

Dee Dee Bridgewater, Jordan Rakei, Gregory Porter, Kurt Elling e gli Yellowjackets: grandi nomi della musica di scena, a fine luglio, nell’area archeologica di Tharros. Sono alcuni dei primi artisti del cartellone della 27esima edizione di Dromos. “Hope”, speranza, è il filo conduttore del festival, in programma da fine luglio a metà agosto, tra Oristano e gli altri centri della sua provincia che aderiscono al circuito del festival. Sul palcoscenico allestito nello scenario dell’area archeologica di Tharros, la città fenicia sulla costa del Sinis, a una ventina di chilometri da Oristano, sono attesi Kurt Elling e gli Yellowjackets il 26 per un omaggio ai mitici Weather Report, il gruppo più determinante e rappresentativo del jazz-rock tra gli anni settanta e ottanta del secolo scorso. Ancora, il cantante, produttore e polistrumentista neozelandese/australiano Jordan Rakei, di scena la sera dopo, domenica 27, arriva in Sardegna sull’onda lunga del suo quinto album, “The loop”, pubblicato l’anno scorso. Altra voce e altri suoni con l’americano Gregory Porter, di ritorno al festival il 29 luglio, otto anni dopo il suo precedente, applauditissimo concerto a Oristano. Con lui sul palco Tivon Pennicott al sassofono tenore, Chip Crawford al pianoforte, Ondrej Pivec all’organo hammond, Jahmal Nichols al basso e Emanuel Harrold alla batteria. Già ospite al festival Dromos il 30 arriva, con la sua voce inconfondibile, Dee Dee Bridgewater. Col suo quartetto di musiciste presenta, “We exist!”, progetto con cui esplora e reinterpreta le canzoni di protesta e l’impatto dell’attivismo attraverso la prospettiva delle donne. I quattro concerti a Tharros sono organizzati con il contributo e la collaborazione della Fondazione di Sardegna e della Fondazione Mont’e Prama.

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