Mag 18

I pastori sardi pronti ad autodenunciarsi.

I pastori sardi si sono riuniti a Tramatza per fare il punto della situazione sul prezzo del latte. Tra gli allevatori c’è, infatti, un certo malcontento per lo stallo che, nonostante le promesse, non si è riusciti a sbloccare.

A Tramatza i pastori si sono detti pronti ad autodenunciarsi in massa, dopo i provvedimenti giudiziari ai danni di 14 colleghi e alle diverse denunce a causa dei versamenti del latte sulle strade. E’ questa una delle proposte emerse, con la consulenza dei legali, dall’assemblea. “Giusto autodenunciarci in 20mila – ha spiegato Gianuario Falchi, uno dei portavoce dei pastori -, perché chi è stato denunciato non ha fatto niente di più di quello che hanno fatto gli altri. Non stiamo parlando degli assalti alle cisterne, ma delle manifestazioni in giro per le strade della Sardegna”.

Per il momento non si parla di un immediato ritorno su strade e piazze, “…ma è chiaro – ha aggiunto Falchi – che stiamo aspettando entro l’estate fatti e risultati. Altrimenti è evidente che i pastori non possono aspettare ancora”.

Nella riunione di oggi si è fatto anche il punto sui prossimi incontri per provare a risolvere la questione del prezzo del latte. Martedì prossimo i pastori sono attesi alla Regione, in commissione Agricoltura, mentre per il 31 maggio è previsto un nuovo vertice in Prefettura, a Sassari.

“Il messaggio deve essere chiaro e la nostra proposta non deve essere strumentalizzata – ha concluso Falchi -: noi trattiamo con il ministro come istituzione deputata a darci risposte”.

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