Apr 12

La giunta Tendas scivola sullo stemma.

Il comune di Oristano non cambia il suo stemma. Al sindaco “uscente” e agli oramai ex assessori ed ex consiglieri di maggioranza non è così riuscito neppure l’ultimo, estremo, inutile e puerile tentativo di affermare che qualcosina, in questi disastrosi anni di fallimentare consiliatura, l’hanno portata a termine.

E invece sono scivolati (tanto per cambiare) sulla classica buccia di banana, cadendo e sbattendo il muso, per l’ennesima volta, in quella che per Guido Tendas (dimenticando tutti i veri problemi di Oristano) è stata la priorità delle priorità e un’autentica fissazione: la modifica dello stemma. Quello che non si è capito è come mai un argomento di un’importanza così stratosferica, a sentire sindaco e scudieri di parte, sia stato portato all’attenzione del consiglio comunale soltanto a consiliatura oramai praticamente conclusa. Risultato finale, altra “smurrata” da incartare e portare a casa prima della fine dell’agonia.

Al sindaco Tendas, infatti, non sono bastati i 13 voti a favore della maggioranza di centrosinistra per approvare la delibera di modifica dello statuto comunale e introdurre nel nuovo stemma alcuni elementi della storia giudicale: l’albero eradicato degli Arborea e i pali dei Bas Serra, da unire allo stagno, in sostituzione della croce Sabauda. Per le modifiche allo statuto occorreva una maggioranza qualificata di 2/3 (17 su 25), ma al momento del voto, nonostante l’appello finale del sindaco (o forse proprio per questo? ndr) che ha chiesto al consiglio comunale l’unanimità, 13 consiglieri si sono espressi a favore e 4 contro.

In apertura di seduta è stato lo stesso sindaco a illustrare la proposta all’aula: “Credo che non ci siamo molti oristanesi orgogliosi dello stemma attuale con la croce dei Savoia, mentre lo stemma deve essere un elemento sul quale si deve riconoscere l’intera comunità oristanese. Nel nuovo stemma figurano lo stagno, l’albero degli Arborea e i pali dei Bas Serra, la famiglia degli Arborea che ha guidato la storia giudicale oristanese. La nuova proposta dello stemma – ha detto ncora il sindaco – nasce dal confronto con Giampaolo Mele (direttore dell’Istar), Momo Zucca (Curatore dell’Antiquarium Arborense) e Ivo Serafino Fenu (direttore della Pinacoteca comunale). C’è un grande attaccamento della comunità oristanese alla storia medievale della città ed è giusto valorizzare quella storia nei simboli della città. Il consiglio comunale è la sede per discutere di questi argomenti, ma lo si è fatto anche un mese fa in un importante convegno dell’Istar. Vogliamo lasciare un segnale (sic!) a una città che si accinge a una campagna elettorale che avrà momenti di asperità ed è giusto, invece, che si capisca che la città e la politica sanno unirsi su temi rilevanti, sui suoi simboli, sulla sua storia”.

La proposta del sindaco è stata accompagnata dal plauso della maggioranza e dalla ferma opposizione della minoranza. Per Mauro Solinas (Fortza Paris) l’ultima seduta utile del consiglio comunale si sarebbe dovuta concentrare su altri temi: “Avrei voluto discutere di altre cose: delle strade di campagna, di attività culturale, del foro boario e del teatro ancora chiusi. Invece, si vuole far approvare un nuovo stemma della città, esponendo il consiglio a una situazione ridicola. Sono stati coinvolti tre stimati storici, ma non ci siamo rivolti a un esperto di araldica, come invece, in questo caso, sarebbe stato doveroso”. Secondo Tonino Falconi (Oristano bene comune) una modifica allo stemma e al gonfalone della città è una cosa importante: “Sono simboli dall’altissimo valore identitario. Proporlo con una delibera così pasticciata fa parte dello stile e del modo di operare di questa amministrazione. È una cosa irriverente per la città e per il consiglio comunale”.

Di diverso avviso Mariano Musu, presidente della commissione Cultura, che ha ricordato il voto a favore dell’organismo consiliare e precisato che “…il consiglio comunale è nel pieno dei suoi poteri e ha il diritto e il dovere di portare avanti una proposta di grande importanza per la città”. “Proprio perché importante occorreva il coinvolgimento della città, evitando di arrivare all’ultimo momento in consiglio comunale – ha replicato Massimiliano Sanna (Api/Fli) -. Non approvo il modus operandi scelto, né il fatto di aver voluto sacrificare la discussione di altri argomenti su problemi che incidono sulla vita dei cittadini”. Roberto Martani (Pd) ha invitato a mettere da parte i tatticismi politici: “Non affrontare questo argomento equivale a una sconfitta della politica, significa non considerare adeguatamente il sacrificio e il valore delle persone che hanno fatto la storia della città. Ancora una volta si vuole segnare una linea di demarcazione, mentre sarebbe più opportuno mettere da parte le divisioni, mettendo al centro della politica i nostri cittadini, i loro problemi, la loro storia e il loro futuro”.

“Se è realmente importante per la città, e sono convinto che lo sia, perché non è stata coinvolta la città? – ha chiesto Marco Piras (Indipendente) -. Perché non abbiamo la possibilità di sentire una spiegazione degli storici che sono stati interpellati? Considerando che occorre una maggioranza qualificata di 17 voti è possibile che non ci sia stato un doveroso coinvolgimento della minoranza, una discussione, un approfondimento? Mi sento offeso nel mio ruolo di consigliere, così come credo si sentano offesi i cittadini oristanesi”. Secondo Giuseppe Obinu (Pd) “…la proposta del sindaco va incontro all’esigenza di una comunità che vuole riconoscersi intorno a un simbolo come quello degli Arborea, piuttosto che su quello dei Savoia. Perché non si vuole ridurre la discussione alla sua vera essenza: lo stemma proposto rappresenta la città più di quello con la croce dei Savoia? Discutiamo di questo e votiamo, senza altre argomentazioni pretestuose”. Per Simone Spahiu (Pd) “…lo stemma della città oggi ha il simbolo di un signore che ha succhiato il sangue dei sardi ed è stato un tiranno. Oggi dobbiamo semplicemente decidere se scegliere il simbolo con la croce dei Savoia o quello con l’albero degli Arborea. È tutto molto semplice. Tante altre città lo hanno già fatto e lo stanno facendo, posso capire che non si condivida il metodo, ma Oristano non merita il simbolo di un tiranno nel suo stemma”.

A detta di Giampaolo Lilliu, invece, “…si è voluto alimentare uno scontro, una divisione sapendo che non ci sarebbe stata la possibilità di trovare condivisione. Confronto e condivisione erano necessari e lo testimonia l’esigenza di avere 17 voti perché passasse. Lasciamo questo compito a chi avrà cinque anni per amministrare, spiegare e confrontarsi”. Secondo Giuliano Uras (Udc) “…che un sindaco, una giunta e una maggioranza che non si sono distinti per aver lasciato un segno di cambiamento in città, vogliano qualificare il loro mandato per una delibera come questa è singolare. Il sindaco non ha mai voluto aprirsi a un dibattito serio sui problemi della città e accade anche oggi sulla proposta dello stemma. Il sindaco vuole una medaglietta in zona Cesarini, ma su un tema di questa rilevanza sarebbe stato doveroso aprire un dibattito storico pubblico. Siamo contrari perché manca una seria analisi storica”. Dello stesso avviso Daniela Nurra (Idee rinnovabili), secondo la quale “…è mancato il confronto sulle motivazioni. Questo, inoltre, è un argomento importante, ma non urgente, e ci sono ancora problemi aperti e urgenti che dovrebbero essere affrontati e che invece sono stati sacrificati”. L’esame di argomenti più vicini ai problemi dei cittadini è stato sottolineato anche da Stefano Mureddu (Indipendente) e Giuseppe Puddu (Udc).

Dopo la diffida dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) ai comuni di Santa Giusta, Palmas Arborea, Cabras, San Vero Milis, Riola Sardo e Nurachi  “…ad effettuare spettacoli pirotecnici e fuochi d’artificio negli stagni dell’oristanese classificati come sito di interesse comunitario (Sic) o nelle vicinanze di zone con presenza di fauna, in relazione agli effetti acustici prodotti da alcuni tipi di fuoco d’artificio”, la questione è ora al vaglio della Questura di Oristano. Questura che, nel frattempo, ha imposto lo stop a fuochi d’artificio e agli spettacoli pirotecnici nei comuni citati, per motivi di sicurezza. Per il Questore Giovanni Aliquò mancano nelle licenze, a seconda dei casi, indicazioni essenziali sulla tipologia dei fuochi d’artificio da impiegare, sulle distanze di sicurezza, sul luogo prescelto e, inoltre, sono state riscontrate incongruenze sull’impiego dei prodotti  da usare per i fuochi d’artificio. Incongruenze che, in soldoni,  non essendoci le condizioni tecniche minime previste dalla legge che non consentono la predisposizione dei controlli e dei servizi di pubblica sicurezza, non hanno permesso al Questore di rilasciare il previsto nulla osta. La questione, secondo la Questura di Oristano, “…non è, infatti, meramente formale, considerato che riguarda l’incolumità dei cittadini, e questo giustifica lo stop allo sparo dei fuochi”.

Cinquantaquattro persone, molte delle quali appartenenti all’ambiente dei cosiddetti antagonisti, sono state denunciate con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, violenza, lesioni personali e danneggiamento, dopo i disordini avvenuti nell’Oristanese, nel novembre dello scorso anno, durante la manifestazione contro le basi militari in Sardegna, davanti al poligono di Capo Frasca. Tutti sono stati identificati dagli agenti della Digos, impegnati nelle indagini subito dopo la protesta a cui avevano preso parte 400 manifestanti. Un gruppo (circa un centinaio) si era staccato dal corteo principale e si era disposto lungo la rete perimetrale, per circa duecento metri. Molti avevano i volti coperti e utilizzando delle tronchesine avevano tagliato il recinto metallico con l’obiettivo di entrare all’interno del poligono. Le forze dell’ordine però avevano subito bloccato i varchi, impedendo di fatto l’invasione della base. La tensione era salita alle stelle e c’erano stati lanci di pietre da parte dei manifestanti e cariche di alleggerimento da parte della Polizia. Il bilancio conclusivo era stato di una decina di feriti tra gli agenti. Ora è arrivata la chiusura delle indagini da parte della Digos, che ha presentato la denuncia per 54 manifestanti, che grazie a filmati e video, sono stati identificati ugualmente nonostante avessero i volti coperti. In vista della prossima manifestazione del 28 aprile, la Polizia ricorda che ora si può procedere con l’arresto in differita e che la nuova norma verrà puntualmente applicata nei confronti di chi si renderà responsabile di violenze o episodi simili.

8 comments

Vai al modulo dei commenti

    • Friz on 12 aprile 2017 at 20:33
    • Rispondi

    La Giunta Tendas sta finendo come peggio non si poteva, con un altro flop in zona Cesarini. Complimenti!

    • nemo on 12 aprile 2017 at 21:09
    • Rispondi

    che figura di m….! come si fa a rivotare questi incapaci? non capisco come possa pensare il centrosinistra di riproporre gli attuali assessori. sarebbe un suicidio politico.

    • Silvio on 12 aprile 2017 at 21:46
    • Rispondi

    Portare in Consiglio comunale, peraltro all’ultimo momento, un argomento sapendo che non hai i numeri per approvarlo è demenziale.

    • Zacca strada on 12 aprile 2017 at 22:22
    • Rispondi

    Non ci posso credere…. Veramente la coalizione di Centro/Sinistra vuole fare le primarie col rischio che venga fuori un candidato sindaco del Pd e perda di sicuro le elezioni?

    • Gabriele on 13 aprile 2017 at 19:13
    • Rispondi

    E’ proprio vero, al Pd e al Centrosinistra in generale le esperienze non servono a niente. Sentendo le voci che circolano a Oristano, sembra che il nome più accreditato come candidato sindaco dei Dem sia quello dell’attuale Assessore Efisio Sanna, braccio sinistro di Antonio Solinasa. Con quale faccia si presenti Efisio Sanna agli elettori dopo la catastrofe che ha combinato la Giunta Tendasa e il Pd è difficile solo da immaginare. Così com’è difficile immaginare un rinco………. generale degli altri partiti della coalizione per dare l’ok a un nome già perdente in partenza. Con Maninchedda che dorme e non si oppone a uno scempio del genere e con gli altri alleati, a parte NoiOr, che di Efisio Sanna non ne vogliono sapere, se come si dice a Oristano il candidato del Centrodestra dovesse essere l’ottimo Alessio Putzu, già assessore comunale, per Efisio Sanna le possibilità di vittoria si ridurrebbero a zero. Come Sanna e il Pd sembrano avere poche possibilità anche i vari Martinez, Puddu, Cadau, Tomasi, e lo sconosciuto polo identitario Unidos+Progres che non ha ancora deciso chi sarà il candidato sindaco. Questa è la situazione in Città. Se poi Maninchedda si sveglia e decide di mandare a farsi benedire la zavorra Pd, forse le cose potrebbero anchecambiare. Per il momento non c’e storia: Putzu rischia di vincere facile, al primo turno.

      • gatto bianco on 14 aprile 2017 at 20:00
      • Rispondi

      Sei Nostradamus ?

    • gatto nero on 15 aprile 2017 at 20:01
    • Rispondi

    Putzu chi ?

    • Peppe on 15 aprile 2017 at 21:26
    • Rispondi

    Putzu Alessio da Oristano… quello che se sarà il candidato del centro-destra vincerà le elezioni comunali e farà perdere le elezioni al centro-sinistra e rimasugli vari. Contento?

Lascia un commento

Your email address will not be published.