Mar 20

Debutto alla Camera per 17 deputati sardi.

Anche i diciassette deputati eletti nei collegi uninominali e plurinominali della Sardegna hanno mosso i primi passi in Parlamento.

A Montecitorio si stanno svolgendo le operazioni di accoglienza e registrazione, che andranno avanti fino a martedì 27 marzo, dalle 9 alle 20.30, mentre la nuova legislatura debutterà venerdì 23, quando si riuniranno le assemblee di Montecitorio e Palazzo Madama.

Per 14 dei 17 neo eletti nell’Isola si tratta di una novità assoluta, grazie soprattutto al successo del M5S. Hanno già vissuto questa procedura soltanto Emanuela Corda (M5S), Andrea Vallascas (M5S) e Romina Mura(Pd), che sono stati gli unici uscenti riconfermati nella tornata del 4 marzo.

Gli altri eletti nel proporzionale chiamati a sbrigare le formalità sono l’indagato del Pd Gavino Manca (capolista al nord); un altro indagato, condannato e prescritto Ugo Cappellacci (Fi, capolista nel listino sud); Pietro Pittalis (Fi, capolista al nord); Salvatore Sasso Deidda (Fdi, capolista nel collegio sud Sardegna); Guido De Martini (Lega, capolista al sud); Alberto Manca (M5S, collegio nord Sardegna);  Paola Deiana (M5S, seconda in lista nel collegio nord) e Lucia Scanu (M5S, terza nel listino sud).

Infine c’è il gruppo dei Cinquestelle vincitori nei sei collegi uninominali, a iniziare dalla grande sorpresa, l’allevatore Luciano Caddeddu, che a Oristano ha letteralmente asfaltato Gianni Lampis (centrodestra) e, soprattutto, Antonio Solinas del Pd, che giocava in casa, e al quale gli oristanesi hanno letteralmente voltato le spalle, punendolo sia perchè da consigliere regionale si è sempre disinteressato del territorio, sia per la sua inconsistenza politica in generale. Tra gli altri vincitori, il velista Andrea Mura (Cagliari), l’avvocato Mara Lapia (Nuoro), il funzionario Sfirs Pino Cabras (Sulcis), il legale Mario Perantoni (Sassari), il giornalista Nardo Marino (Olbia).

La Regione diventa titolare delle due centrali idroelettriche dell’Enel, Tirso 1 e Tirso 2, in provincia di Oristano. E’ questo il risultato di un lungo contenzioso, arrivato oggi alla conclusione con un accordo transattivo siglato dal commissario del Consorzio di Bonifica dell’Oristanese, Andrea Abis; dal direttore generale dell’assessorato ai Lavori Pubblici, Marco Dario Cherchi; dal responsabile per le Energie rinnovabili in Italia di Enel, Carlo Pignoloni; dall’amministratore unico di Enas, Giovanni Sistu. La Regione affiderà la gestione delle centrali a Enas (Ente acque della Sardegna), che beneficerà dei ricavi della vendita di energia elettrica a partire dal 1° gennaio 2018. La definizione dell’accordo economico comporta l’impegno per Enel a corrispondere una somma forfettaria, pari a 2,4 milioni di euro, al Consorzio dell’Oristanese e 7,2 milioni alla Regione. L’assessore regionale ai Lavori pubblici, Edoardo Balzarini, ha sottolineato l’importanza della scelta “…di arrivare a una transazione che consente di avere risorse economiche subito, senza aspettare il secondo grado di giudizio”. Intanto, ha spiegato l’amministratore unico di Enas, Sistu, “…la gestione provvisoria di Tirso 1 e 2 resterà in capo a Enel per uno o due anni, ma della redditività pari a 3 milioni l’anno beneficerà Enas, che potrà anche vendere l’energia prodotta”.

Una mattinata ecologica per ripulire le tre borgate marine di Cuglieri. L’iniziativa è della costituenda associazione “Turismo Insieme”, formata dagli imprenditori di Santa Caterina di Pittinuri, S’Archittu e Torre del Pozzo, con la partecipazione del comune di Cuglieri e la Croce Rossa. L’appuntamento è fissato per sabato 24 marzo, alle 9. L’appuntemento per imprenditori e cittadini è in riva al mare, armati di guanti, sacchetti e buona volontà, per la pulizia completa delle tre borgate della marina di Cuglieri, invase da rifiuti di ogni tipo. “È questa la prima azione comune degli imprenditori turistici e commercianti delle borgate che hanno avviato la costituzione della associazione “Turismo insieme” – hanno spiegato gli organizzatori -, finalizzata a realizzare una serie di interventi che vanno dalla promozione turistica all’abbellimento urbanistico e alla cura delle borgate, dalle attività di animazione territoriale alla organizzazione di eventi e attività culturali, compreso il coordinamento e l’organizzazione di attività escursionistiche e naturalistiche nel territorio. Ci proponiamo, inoltre, sempre d’intesa con il comune di Cuglieri – hanno aggiunto i rappresentanti degli imprenditori – di creare una “destinazione turistica” delle tre borgate della marina di Cuglieri, valorizzando tutte le attrazioni turistico-culturali, migliorando l’accoglienza e i servizi, perseguendo uno sviluppo sostenibile del turismo, in linea con la tendenza del piano strategico regionale”.

Sono state due settimane indimenticabili per chi le ha vissute, due settimane che hanno tracciato il più importante focus mai visto in un festival in Italia sulla cinematografia colombiana, segnando un legame profondo tra la Sardegna e il paese sudamericano, che resterà vivo per lungo tempo. L’edizione numero 11 del “Terre di confine filmfestival” è stata archiviata ad Asuni, con un bilancio che ripaga ampiamente il grande impegno messo in campo dagli organizzatori, per una kermesse già affermata che continua a macinare un successo dietro l’altro. Il festival è stato seguito con continuità nelle diverse tappe tra i comuni di Oristano, Cagliari, Sassari, Solarussa e Asuni. “La scommessa di quest’anno è stata quella di fare un programma molto intenso con tanti appuntamenti variegati che comprendessero sia proiezioni che incontri sul cinema, dando agli spettatori una miriade di possibilità di scelta – ha spiegato Marco Antonio Pani, al debutto come direttore artistico –. Il timore era che questo avrebbe potuto creare degli spazi vuoti, ma il pubblico ci ha dato ragione, rispondendo sempre molto bene. Siamo molto soddisfatti”. Tra gli appuntamenti di maggior successo, quello con gli ospiti Carlos Tribiño, regista di “El silencio del rio”, e con Jaime Manrique, direttore del festival “Bogoshorts” di Bogotà e più importante distributore di cortometraggi in Colombia. Ospite d’onore delle giornate asunesi è stato il noto regista Felipe Aljure, che ha presentato per la prima volta in Italia il suo capolavoro “Tres escapularios”. Aljure, promotore della “Legge cinema” del suo Paese, ha evidenziato le similitudini culturali tra Colombia e Sardegna, sottolineando l’importanza di avere una normativa adeguata sul cinema per dare slancio al settore e avere una voce cinematografica autonoma, fondamentale per porre un argine al colonialismo culturale. “L’auspicio per il futuro è che il “Terre di confine” possa crescere ancora di più senza cambiare lo stile – ha affermato Pani –; uno stile che non pretende di creare un evento gigantesco e pieno di glamour, ma di portare invece il cinema sardo e quello poco conosciuto di altre “terre di confine”, come la Colombia, con i loro protagonisti, a contatto con il pubblico, invitandolo a spostarsi in piccole comunità della Sardegna come Asuni e Solarussa, per vedere del buon cinema ma anche per scoprire dei territori bellissimi, con la loro gente e con le loro specificità artistiche, naturalistiche, archeologiche, culturali e gastronomiche. Un luogo di incontro che avvicini le culture e le persone nel nome del cinema”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.