Set 25

Grosso successo della conferenza dell’Istar “Oristano com’era”.

Un viaggio nella Oristano medievale e della prima età moderna, attraverso strade, piazze, palazzi, chiese, fortificazioni e il suo antico porto. È stato questo il filo conduttore della conferenza “Oristano com’era. La città e il suo porto tra Medioevo ed Età Moderna”, promossa dall’Istar.

La conferenza è stata organizzata con la collaborazione dell’Antiquarium Arborense, dell’assessorato alla Cultura del Comune di Oristano e della Regione Autonoma della Sardegna.

L’incontro, ospitato all’Auditorium dell’Hospitalis Sancti Antoni e seguito da un folto pubblico, ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento e divulgazione dedicata alla storia della città e alla sua trasformazione nel passaggio dall’età giudicale al dominio aragonese e spagnolo.

Protagonista della serata è stata Maria Grazia Rosaria Mele, ricercatrice dell’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea del Cnr, che ha accompagnato il pubblico alla riscoperta della città attraverso una straordinaria varietà di fonti: accordi internazionali, relazioni, concessioni, testamenti, registri patrimoniali, epigrafi, cartografia storica, fotografie e testimonianze materiali.

Un patrimonio documentario che ha permesso di ricostruire una Oristano dinamica e stratificata, restituendo la geografia della città intramuraria e i luoghi nei quali, nel corso dei secoli, si concentravano il potere politico, religioso ed economico.

Il percorso ha attraversato le antiche vie e i quartieri cittadini, da sa ruga Maista a sa ruga de sos Cavalleris, soffermandosi sui palazzi, sulle chiese, sui conventi e sulle caratteristiche domos solaiadas, gli edifici a più piani realizzati in pietra oppure in mattoni e calce.

Particolare attenzione è stata dedicata alle vicende legate agli ambasciatori francesi di Luigi I d’Angiò, al loro arrivo a Oristano attraverso Ponti Mannu, al borgo dei Figoli e alla Torre di Port’a Ponti.

Un approfondimento specifico ha riguardato il sistema difensivo e idraulico della città, con il fossato alimentato dalle acque del Tirso, il sistema di deflusso e, soprattutto, il porto di Oristano, elemento fondamentale per comprendere i rapporti della città con il Mediterraneo.
A rendere ancora più suggestivo l’appuntamento è stato l’intervento musicale di Gavino Murgia, che ha proposto anche momenti di improvvisazione ispirati ai temi musicali dei codici liturgici arborensi, creando un dialogo tra ricerca storica, memoria e tradizione musicale.

L’incontro è stato introdotto e coordinato da Giampaolo Mele, direttore scientifico dell’Istar, e ha visto i saluti istituzionali del sindaco di Oristano Massimiliano Sanna, dell’assessore alla Cultura Simone Prevete, della presidente dell’Istar Erika Vivian e della direttrice dell’Antiquarium Arborense Carla Del Vais.

La conferenza, inserita nel programma di iniziative dell’Istar organizzate con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla conoscenza della storia e del patrimonio culturale della città, affianca una serie di attività didattiche rivolte alle scuole, per favorire una maggiore conoscenza della storia di Oristano e della Sardegna.

“Riscoprire la storia della città significa imparare a leggere le tracce che ancora oggi ne caratterizzano il volto – sottolinea il direttore scientifico dell’Istar Giampaolo Mele –. L’incontro ha permesso di ricomporre, attraverso fonti diverse, una parte importante della geografia urbana di Oristano e di approfondire il ruolo che la città ebbe nella Sardegna giudicale e negli equilibri mediterranei delle epoche successive”.

Il programma dell’Istar proseguirà nei prossimi mesi con nuovi appuntamenti scientifici e divulgativi. L’11 dicembre, sempre all’Hospitalis Sancti Antoni, è in programma un convegno dedicato alla prima edizione in Spagna della Carta de Logu, pubblicata a Madrid nel 1567. Si tratta della celebre edizione curata dal giureconsulto sassarese Girolamo Olives, arricchita da commentari e glosse tuttora inediti che, nel loro complesso, risultano più estesi dello stesso testo del codice di Eleonora d’Arborea.

“L’Istar ha già costituito un’équipe di specialisti impegnata nella realizzazione di una prima edizione critica integrale dell’opera, la cui pubblicazione è prevista entro il 2027 – spiega Giampaolo Mele -. Il percorso conferma il ruolo dell’Istar nella ricerca, nella valorizzazione e nella divulgazione del patrimonio storico e documentario di Oristano e della Sardegna, mettendo in relazione ricerca scientifica, istituzioni, scuola e cittadinanza”.

Martedì 29 settembre, al Parco San Michele di Silì, si chiude il progetto “Cantos in Sardigna – Chent’annos de Grazia Deledda”, promosso dall’Accademia delle Tradizioni Popolari – Coro Femminile “Sa Pintadera” di Oristano, per celebrare il centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, avvenuta nel 1926. Il progetto è nato con l’obiettivo di ripercorrere, attraverso la musica, la poesia e la narrazione, la figura della grande scrittrice sarda e il profondo legame che Deledda ha sempre mantenuto con la propria terra, la sua cultura e le sue tradizioni. Nel corso del 2026, l’iniziativa ha portato concerti ed eventi in diverse località della Sardegna, proponendo un viaggio tra storia, cultura e tradizione attraverso la musica. L’appuntamento di Silì rappresenta l’evento conclusivo del progetto e assume un significato particolare anche per la scelta della data. Il 29 settembre, infatti, ricorre la festa di San Michele Arcangelo, figura alla quale Grazia Deledda era particolarmente devota e che compare anche in una delle sue fiabe. La serata, con inizio alle 21.30, proporrà un intreccio di letture, interventi poetici, musiche e canti dedicati alla scrittrice e alla sua opera. La direzione artistica è affidata al maestro Giovanni Andrea Puddu, mentre gli interventi musicali e poetici saranno curati da Ambra Pintore, accompagnata da Roberto Scala al basso e alla fisarmonica, e da Federico Valenti alla chitarra. Protagonista della serata sarà il Coro Sa Pintadera di Oristano, diretto dal maestro Puddu, insieme ai Fantafolk Boghes, con Vanni Masala, Andrea Pisu e Jonny Porcheddu, e al Coro La Vega di Milis, anch’esso diretto dal maestro Puddu. Particolarmente significativo sarà l’omaggio musicale a Grazia Deledda attraverso “America e Sardigna”, l’unica poesia scritta in lingua sarda dalla scrittrice, che sarà proposta dal Coro Sa Pintadera in una versione armonizzata dal maestro Giovanni Andrea Puddu. L’iniziativa vuole concludere il percorso celebrativo, riportando al centro la Sardegna raccontata e amata da Grazia Deledda, attraverso la forza della parola e della musica e il patrimonio delle tradizioni popolari dell’Isola. L’evento è realizzato con il patrocinio della Regione – assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, del Comune di Oristano – assessorato alla Cultura, e con la collaborazione di vari partner. L’ingresso è gratuito.

Farà tappa a Oristano, martedì 29 settembre, il tour cicloturistico “L’Isola diversa”, inserito nel viaggio nazionale “La Storia in Bici”, iniziativa che dal 2017 attraversa l’Italia in bicicletta promuovendo la conoscenza dei territori, della loro storia e delle loro tradizioni. Il tour sardo, organizzato dall’Associazione sportiva e culturale “La Storia in Bici”, con la collaborazione della Lilt – Lega italiana per la lotta contro i tumori, prenderà il via da Cagliari il 26 settembre per concludersi a Sassari il 3 ottobre. La carovana, composta da circa 70 ciclisti, attraverserà diversi territori dell’isola con l’obiettivo di valorizzare l’entroterra, promuovere la mobilità lenta e sostenibile e favorire la conoscenza del patrimonio storico, archeologico, ambientale e identitario della Sardegna. La tappa del 29 settembre, intitolata “Onde di sabbia e di memoria”, condurrà i partecipanti da Buggerru a Oristano, lungo un percorso di circa 85 chilometri, attraverso alcuni dei paesaggi più significativi dell’isola. L’arrivo della carovana è previsto alle 16, in Piazza Eleonora, dove i ciclisti saranno accolti dal sindaco Massimiliano Sanna, dai rappresentanti della Lilt di Oristano e dalla popolazione. La manifestazione unisce la dimensione sportiva a quella culturale e sociale. La bicicletta diventa infatti uno strumento per attraversare e conoscere la Sardegna, valorizzando le comunità e il patrimonio dei territori e contribuendo alla destagionalizzazione dei flussi turistici attraverso una forma di turismo sostenibile. Particolare attenzione è dedicata anche alla prevenzione e alla promozione di corretti stili di vita. L’attività fisica regolare rappresenta infatti un importante strumento di prevenzione e contribuisce al benessere e alla qualità della vita. In questo senso, la collaborazione con la Lilt rafforza il valore educativo e sociale dell’iniziativa, portando lungo il percorso un messaggio di consapevolezza e attenzione alla salute. Il presidente della Lilt di Oristano, Luciano Curella, sottolinea il valore dell’iniziativa e la piena sintonia con i principi della cultura della prevenzione promossa dall’associazione. La tappa oristanese rappresenta, inoltre ,un’occasione per valorizzare il territorio dell’Oristanese, le sue risorse ambientali, le sue tradizioni e la capacità della città di accogliere iniziative capaci di mettere in relazione sport, salute, cultura e promozione territoriale. L’appuntamento del 29 settembre si inserisce anche nel programma di Settembre Oristanese 2026, il cartellone di iniziative culturali, sportive e sociali dedicato alla valorizzazione della città e del territorio. “L’Isola diversa” proseguirà il suo viaggio attraverso la Sardegna fino all’arrivo a Sassari il 3 ottobre, nel segno di una modalità di viaggio lenta e sostenibile, capace di trasformare ogni chilometro in un’occasione di conoscenza, partecipazione e promozione della salute.

 

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