Lug 30

Febbre del Nilo, terzo caso in provincia di Oristano.

È stato accertato un nuovo caso umano di West Nile del 2026 in provincia di Oristano. Si tratta di una persona ultrasessantenne che, nei giorni scorsi, si è recata al Pronto Soccorso dell’ospedale San Martino di Oristano con sintomi febbrili.

I medici hanno da subito sospettato un contagio da West Nile; sospetto poi confermato dagli esiti delle analisi di laboratorio. La persona è tuttora ricoverata nella struttura ospedaliera oristanese.

Come di consueto, il dipartimento di Prevenzione della Asl di Oristano ha avviato l’inchiesta epidemiologica e attivato le misure di profilassi, tra le quali l’allerta alle autorità competenti per procedere alla disinfestazione dell’area di residenza della persona contagiata.

Salgono così a tre i casi di Febbre del Nilo riscontrati in provincia di Oristano nel 2026: il primo era stato accertato a nel mese di maggio su un soggetto ultrasessantenne che, dopo un breve periodo in ospedale, era stato dimesso, mentre il secondo risale ai giorni scorsi, su una persona ultranovantenne che, dopo aver contratto il virus e sviluppato la malattia, è purtroppo deceduta.

“Ricordiamo che il virus non si trasmette da uomo a uomo, ma esclusivamente attraverso la puntura di zanzara – spiega la direttrice del dipartimento di Prevenzione, Maria Valentina Marras –. Per questo, invitiamo ancora una volta le cittadine e i cittadini, in particolare i soggetti fragili e anziani, a proteggersi dalle punture di questo insetto, con l’utilizzo di spray repellenti e la copertura del corpo quando si è all’aperto, e con la schermatura delle finestre delle abitazioni quando si è in casa”.

Un’altra arma importante è la prevenzione: evitare i ristagni d’acqua nei sottovasi, cambiare spesso l’acqua delle ciotole degli animali, evitare di lasciare scoperte le piscine per bambini o altri contenitori d’acqua sono azioni utili a impedire che prolifichino le larve di zanzara, che negli ambienti umidi trovano il loro habitat ideale.

“Il terzo caso umano accertato a distanza di pochi giorni dal secondo – osserva la direttrice generale della Asl 5, Grazia Cattina –, ci dà la misura di quanto il virus sia presente, anche a causa di condizioni climatiche favorevoli alla proliferazione delle zanzare, per cui è importante non abbassare il livello di attenzione e adottare tutte le misure per proteggere se stessi e i propri cari, in particolare le persone più anziane e vulnerabili”.

Abbanoa ha restituito alla Regione i soldi dell’aiuto di Stato concesso nel 2013: 231.300.094,00 euro saldate telematicamente questa mattina tramite un bollettino “PagoPa” alla presenza del presidente Giudeppe Sardu, del direttore finanziario Antonio Mulas e del direttore generale Stefano Sebastio. La restituzione, dovuta, modifica gli assetti societari e accredita il modello di gestione pubblica come possibile soluzione anche per il futuro idrico della Sardegna, su cui si è chiaramente espressa l’amministrazione regionale, e in primis la presidente Alessandra Todde, assieme all’Ente di governo d’ambito (Egas) e ai comuni soci nelle assemblee di dicembre 2025 e di aprile 2026. Saranno, infatti, i Comuni i protagonisti della gestione del servizio: con la restituzione dell’Aiuto di Stato, si concretizzerà anche la rivoluzione nell’assetto societario di Abbanoa: i 342 Municipi soci avranno complessivamente circa l’86% del capitale sociale rispetto all’attuale quota di poco inferiore al 30%. Non solo: in questi mesi nessun Comune ha esercitato il diritto di recesso per l’uscita da Abbanoa. Era un’opzione contemplata nell’operazione di ridistribuzione delle quote che avrebbe consentito anche di monetizzare le azioni possedute. Allo stesso tempo nessun creditore si è opposto alla diminuzione del capitale sociale. Il più importante anzi, la Banca europea per gli investimenti, non ha avuto nulla da eccepire come pure la Commissione europea. La restituzione ha di fatto seguito le rigide regole europee in materia di restituzione degli aiuti di Stato. La restituzione è avvenuta senza alcun riflesso sull’operatività di Abbanoa, senza alcun rialzo sulle tariffe e senza alcuna limitazione agli investimenti per l’efficientamento delle infrastrutture. “Abbiamo lavorato senza sosta per arrivare a questo risultato – spiega Sardu – grazie anche all’impegno dei nostri advisor, a cominciare dallo Studio BonelliErede. Ora la nostra azienda ha le carte in regola non solo per gestire il servizio fino al 2028, ma anche per chiedere l’estensione della durata della concessione fino al 2034: Vogliamo dimostrare che è possibile anche per il futuro mantenere saldamente in mano pubblica la gestione dell’acqua in Sardegna, come del resto avviene in tutta l’Europa”.

La giunta regionale, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha approvato gli indirizzi operativi per la predisposizione del primo Piano regionale di gestione della Posidonia oceanica, dando attuazione alla legge regionale n.1 del 2020 e avviando un percorso organico per la tutela e la gestione sostenibile delle spiagge della Sardegna. Il provvedimento rappresenta un passaggio strategico nelle politiche regionali di conservazione degli ecosistemi costieri e si inserisce nell’attuazione del Programma regionale di Sviluppo 2024-2029 e del Piano integrato di Attività e Organizzazione (Piao) 2026-2028, che individuano proprio nella redazione del Piano uno degli obiettivi prioritari per la salvaguardia del patrimonio costiero. “Per troppo tempo la gestione della Posidonia è stata affrontata quasi esclusivamente come un’emergenza stagionale. Con questo provvedimento cambiamo prospettiva: la Regione si dota degli strumenti per governare il fenomeno in modo organico, fondando le decisioni su conoscenze scientifiche, monitoraggio e pianificazione. È un cambio di metodo prima ancora che di strumenti,” ha sottolineato l’assessora Laconi. La Posidonia oceanica, infatti, non costituisce un rifiuto, ma un elemento naturale fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi marini e costieri. I depositi che si formano lungo gli arenili svolgono un ruolo essenziale nella difesa delle spiagge dall’erosione, nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e nel mantenimento della biodiversità. Per questo motivo la loro gestione richiede criteri scientifici omogenei, pianificazione e soluzioni differenziate in relazione alle caratteristiche dei singoli litorali. La delibera assegna al Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali il coordinamento delle attività necessarie alla redazione del Piano e dispone la verifica del suo inquadramento rispetto alle procedure di Valutazione Ambientale Strategica (Vas) e di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), affinché tutte le future scelte siano pienamente coerenti con la normativa ambientale e con gli obiettivi di sostenibilità. Per garantire una gestione integrata del progetto sarà istituito, presso il Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali della Direzione generale della Difesa dell’Ambiente, un Ufficio di Piano composto da professionalità multidisciplinari del Sistema Regione, con il coinvolgimento di Arpas, della Direzione generale degli Enti Locali e degli altri soggetti istituzionali che potranno contribuire allo sviluppo del Piano. Sul piano tecnico-scientifico è inoltre previsto il supporto del Cnr-Ias di Oristano, attraverso una specifica convenzione operativa nell’ambito dell’accordo quadro già in essere tra la Regione Sardegna e il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il Piano sarà accompagnato da attività di studio, monitoraggio, sperimentazione, comunicazione e partecipazione rivolte ai territori e ai portatori di interesse, con l’obiettivo di costruire un modello di gestione condiviso e fondato sulle migliori conoscenze tecnico-scientifiche disponibili. Per la sua realizzazione la Regione ha destinato risorse pari a 4 milioni di euro nel triennio 2026-2028, già previste nel bilancio regionale.

I pazienti dell’ambulatorio di Cure primarie della Casa di Comunità di Oristano che devono rinnovare prescrizioni già ricevute in precedenza per terapie croniche – che non sono state modificate rispetto all’emissione dell’ultima prescrizione – possono compilare online il modulo di richiesta. Per completare il modulo è necessario accedere con un account Google. Dopo l’accesso, sarà possibile compilare il modulo e inviarlo online in modo rapido e sicuro. Le prescrizioni potranno essere ricevute tramite Fascicolo Sanitario Elettronico, via mail oppure ritirate allo sportello della Casa di Comunità di Oristano, in via Michele Pira 48, dal lunedì al venerdì, dalle 13 alle 14. Oltre ai dati anagrafici del paziente, nel modulo dovranno essere indicati i farmaci richiesti, il confezionamento e il dosaggio, il numero di confezioni necessarie, l’eventuale codice di esenzione ticket e la modalità con cui si desidera ricevere la prescrizione. “Continuiamo a mettere in campo soluzioni concrete per migliorare la qualità della vita dei pazienti, in particolare di quelli affetti da patologie croniche» – afferma la direttrice generale della Asl 5, Grazia Cattina –. L’obiettivo è estendere questo servizio anche alle altre Case della Comunità del territorio”.

Erbacce alte, vegetazione incolta e un livello di incuria che non può più essere definito semplice trascuratezza. A Cabras, nell’area tra via Alcide De Gasperi e via Massimiliano Kolbe, nel quartiere della 167 di Donna Annetta, i residenti denunciano una situazione che si trascina da anni, senza che l’amministrazione comunale intervenga con la tempestività e la continuità richieste. Le temperature estive trasformano le sterpaglie non rimosse in un potenziale innesco di incendi. Un rischio noto, prevedibile e puntualmente ignorato. Le condizioni del terreno, spiegano i residenti, sono tali da rendere qualsiasi scintilla un pericolo concreto per abitazioni, attività e persone. All’incuria si aggiunge un’emergenza igienico sanitaria: zecche e altri parassiti sono stati segnalati più volte. La denuncia è unanime: gli appelli non producono alcun risultato. Le prescrizioni regionali sulla prevenzione degli incendi e le ordinanze comunali sulla pulizia delle aree risultano, di fatto, disattese. “Le segnalazioni fino ad oggi non sono servite a nulla” affermano i cittadini. “Ogni estate ci ritroviamo in mezzo alle erbacce, ai parassiti e ai rischi. È evidente che manca una programmazione seria. E intanto siamo noi a pagarne le conseguenze”. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram)

Prosegue, al Museo “Giovanni Marongiu” di Cabras, il successo della mostra internazionale, organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama,”Tyrrehenòs e Sardò, principi Etruschi e guerrieri nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce”. I tesori etruschi su un lato dello spazio espositivo del Museo, quelli sardi dall’altro. Così lontani, così vicini, c’è scritto in una parete. E il punto di incontro (ma di punti di incontro ce ne sono tanti) è una statuetta trovata a Vulci, esposta in superficie di circa 1500 metri quadri. Piccola, ma sembra proprio una copia in miniatura di uno dei Giganti di Mont’e Prama. Ci sono altri esempi, ma questo forse è il più eclatante. La mostra, a cura di Daniele Maras, Paolo Giulierini, Raimondo Zucca e Giorgio Murru, è realizzata , come detto, dalla Fondazione Mont’e Prama, in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e il Comune di Cabras, e si potrà visitare fino al 9 novembre. Il progetto espositivo, realizzato con il coordinamento di Villagio Globale International, mette a confronto le aristocrazie etrusche e nuragiche durante il periodo Orientalizzante, unendo reperti d’eccellenza provenienti da diversi musei italiani, con una significativa selezione dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Il rasoio rinvenuto a Laerru è molto simile a esemplari di Tarquinia, Vetulonia e Populonia. Ma anche il leone di gusto orientalizzante che arriva dal santuario di Nurdole (Orani) e la fibula a sanguisuga dal santuario di S’Arcu ‘e is Forros (Villagrande Strisaili), sono testimonianze molto chiare. Nella mostra il “mare” che separa Sardegna e Toscana è un corridoio. Lontani, ma anche vicini: il visitatore, guardando alla sua destra e alla sua sinistra percepisce due culture quasi gemelle. L’acqua univa, non divideva. Nella costa toscana gli oggetti di produzione sarda furono importati in contesti funerari etruschi tra X e VII secolo a.C. Ma anche nell’isola “dalla vena d’argento” (come i Greci soprannominarono un tempo la Sardegna), sono stati trovati numerosi materiali etruschi, documento e dimostrazione di uno strettissimo rapporto. Le navicelle di bronzo sarde trovate in Etruria (tra le quali la più bella dalla Tomba del Duce di Vetulonia) sono il segno concreto di quella frequente navigazione che congiungeva popoli diversi in una cornice culturale comune. Infine, l’incontro tra la grande scultura monumentale sarda, rappresentata dai Giganti di Mont’e Prama, e la scultura etrusca delle origini, rappresentata dalle statue di Casale Marittimo e di Vetulonia, mostra ancora una volta l’aspetto umano delle immagini del passato, con una condivisione dei modi di vivere e di sentire. Sarà la battaglia del Mare Sardo del 535 a.C. tra i Greci di Focea e una flotta etrusca e cartaginese a stabilire i nuovi equilibri nel Tirreno. Questi ultimi, vittoriosi, si spartiranno le rispettive aree di influenza e da questo momento la Sardegna diverrà progressivamente una colonia cartaginese. L’esposizione mostra una Sardegna, isola ma mai isolata. Sempre dentro
una rete culturale mediterranea. Da protagonista. La mostra rimarrà aperta al pubblico sino al 9 novembre.

Prenderanno il via, il 2 agosto, a Oristano, le celebrazioni religiose dedicate a Santa Chiara, un appuntamento particolarmente sentito dalla comunità dei fedeli che culminerà con la festa liturgica dell’11 agosto. Il programma prevede la novena, in calendario ogni sera dal 2 al 9 agosto, alle 21. Nello stesso periodo saranno celebrate quotidianamente anche due Sante Messe, alle ore 7.15. Lunedì 10 agosto, vigilia della festa, alle 21, si terrà il tradizionale Transito di Santa Chiara, una intensa veglia di preghiera che ricorda il passaggio della santa di Assisi dalla vita terrena a quella eterna. La celebrazione, caratterizzata da momenti di silenzio, letture e canti, rappresenta uno dei momenti più suggestivi dell’intero programma religioso. Martedì 11 agosto, giorno della festa di Santa Chiara, saranno celebrate due Sante Messe: alle ore 9 e alle 20. Al termine della celebrazione serale si svolgerà la tradizionale benedizione e distribuzione del pane, gesto simbolico di condivisione e fraternità. Le celebrazioni si concluderanno mercoledì 12 agosto con la Santa Messa di ringraziamento, dedicata ai confratelli, alle consorelle, agli amici e ai benefattori che, con il loro impegno e la loro vicinanza, contribuiscono ogni anno alla buona riuscita della festa. Sarà un momento di preghiera e di gratitudine per i doni ricevuti e per il cammino condiviso dalla comunità.

La Polizia di Stato saluta il cane Aaron, Labrador Retriever di colore miele, nato l’11 gennaio 2014, che per oltre dieci anni ha operato al servizio della sicurezza dei cittadini come cane antiesplosivo della Squadra Cinofili della Questura di Oristano. La storia di Aaron ha avuto inizio nel febbraio 2015, quando, insieme al proprio conduttore, ha frequentato il 16° Corso per Conduttori Cinofili Antiesplosivo presso l’Istituto per Ispettori di Nettuno. Il percorso di addestramento ha consentito al binomio cane e poliziotto di conseguire la qualifica e sviluppare il rapporto di fiducia che costituisce il fondamento dell’attività dei nuclei cinofili. Al termine della formazione, Aaron e il suo conduttore sono stati assegnati alla Squadra Cinofili della Questura di Oristano, con sede presso il Caip di Abbasanta, dove sono stati impiegati sia nei servizi di bonifica preventiva in occasione di manifestazioni ed eventi vari, sia nelle attività di Polizia giudiziaria. Nel corso della sua carriera, Aaron si è distinto come uno dei cani antiesplosivo più longevi della Polizia di Stato, prestando servizio operativo per dieci anni, partecipando, fra l’altro, ai servizi di sicurezza predisposti all’Expo Milano 2015, il G7 Trasporti di Cagliari del 2017, il G7 Lavoro di Cagliari del 2024 e il Giubileo della Chiesa Cattolica del 2025, Grazie al suo fiuto sono stati rinvenuti e sequestrati numerosi materiali esplodenti e diverse armi detenute illegalmente. Tra gli interventi più significativi, il sequestro di circa 250 chili di fuochi artificiali illegali, effettuato nel dicembre 2023 insieme al cane poliziotto Bad; il rinvenimento di un fucile a canne mozze nascosto in un canale di scolo nel marzo 2022 ; e, nel luglio 2025, il ritrovamento di un mitra, un fucile, una pistola e numerose munizioni. Nell’ottobre 2025 Aaron ha concluso il servizio attivo per raggiunti limiti di età, e nel marzo 2026 è stato formalmente collocato in congedo, dopo l’assegnazione del nuovo cane antiesplosivo Quantas. Aaron ha continuato a trascorrere serenamente il suo tempo accanto al suo conduttore, condividendo con il giovane “collega” momenti di gioco e socializzazione. Negli ultimi mesi, tuttavia, il progressivo peggioramento delle sue condizioni di salute ha reso necessari approfonditi accertamenti veterinari che hanno purtroppo evidenziato una grave patologia incurabile, impedendogli di godere a lungo della meritata pensione. Con la scomparsa di Aaron, la Polizia di Stato perde un prezioso collaboratore che, con dedizione, equilibrio e straordinarie capacità operative, ha contribuito per anni alla prevenzione e al contrasto delle minacce legate agli esplosivi e alle armi clandestine. La Questura di Oristano rivolge, quindi, ad Aaron un commosso e riconoscente saluto, ringraziandolo per l’esempio di fedeltà, generosità e instancabile impegno che ha saputo offrire nel corso della sua lunga carriera al servizio della Polizia di Stato e dei cittadini.

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