Mar 26

Magistratura batte politica: tra Gratteri e Delmastro il popolo ha scelto il primo.

“Per fortuna, la maggior parte dei votanti al referendum costituzionale sulla magistratura ha preso sul serio l’ammissione del ministro proponente (Carlo Nordio) fissata nel suo libro (Una nuova giustizia, pagg. 122-123).

Ovvero che il fine autentico della riforma (scampata) consisteva nel “mettere in riga” la magistratura, accusata di intralciare l’azione politica di qualsiasi maggioranza di governo: infatti (scrive il ministro) “si sa benissimo quanto sia stata limitata la sovranità della politica davanti all’invadenza delle Procure”.

In effetti, quello di domenica scorsa è stato un voto inteso a scegliere tra “ceto politico” e “magistratura”. Sono in parte tornati al voto gli sfiduciati dell’attuale politica (e delle attuali discipline elettorali). La comunità si è espressa a maggioranza nel senso di preferire la magistratura, che pure non sarà “perfetta” ma è di gran lunga migliore rispetto al ceto politico. La maggioranza dei votanti non ha esitato: tra Gratteri e Delmastro ha scelto il primo.

Del resto, era chiaro, già in corso di approvazione (rapida e “risoluta”) della legge di revisione costituzionale, che il fine sostanziale della riforma consisteva nel progressivo indebolimento dell’autonomia della magistratura. Ed era pure chiaro che quello sarebbe stato solo il “primo tempo” del disegno politico-costituzionale volto a mutare profondamente la “forma di governo” e la “forma di stato” del Paese: il “secondo tempo” sarebbe stato quello della riforma costituzionale per l’elezione diretta del primo ministro. Ma dopo l’esito referendario, c’è da credere (e da sperare) che la maggioranza di governo sarà più cauta nel completare l’iter procedurale di questa seconda revisione costituzionale (al momento, il testo è stato approvato una prima volta dal Senato; mancano quindi tre deliberazioni: le due della Camera e la seconda del Senato).

L’aspro scontro tra sostenitori del “sì” e sostenitori del “no” alla riforma costituzionale della magistratura ha visto divisi pure i costituzionalisti (com’è noto). Dalla parte del “sì”, si è sostenuto che la riforma, lungi dal colpire gli equilibri costituzionali, avrebbe «ristabilito quegli equilibri» (Augusto Barbera e Stefano Ceccanti).

Dalla parte del “no”, oltre a “svelare” il vero volto dell’operazione («con la scusa della lotta al correntismo», si tende a riportare la magistratura tutta «alle caratteristiche strutturali e organizzative che ne condizionavano il funzionamento nell’epoca pre-costituzionale», senza indipendenza e autonomia: Enrico Grosso), sono stati evidenziati seri dubbi di costituzionalità rispetto ai principi costituzionali supremi (che neppure una legge costituzionale può violare), come per la composizione dei due CSM mediante sorteggio, in quanto per le decisioni di competenza (frutto di discrezionalità amministrativa e normativa) la composizione dell’organo o degli organi di “autogoverno della magistratura” mediante elezione risulta doverosa, secondo il principio democratico-rappresentativo: principio costituzionale supremo (Sergio Bartole e Roberto Bin).

Ma a prescindere dai dubbi di costituzionalità, la ferma difesa della riforma (ad opera dei “costituzionalisti del “sì”) in nome dell’assoluta e perfetta distinzione tra magistratura giudicante e magistratura requirente, ha peccato di dogmatismo: come se vivessimo nell’olimpo giuridico e sociale, anziché nell’Italia già di Andreotti e Cossiga, di Chinnici e Livatino, di Craxi e Berlusconi, di Borsellino e Falcone, di Conso e Nordio, di Colombo e Davigo, e (fra molteplici esempi al femminile che pure si potrebbero fare) di Daniela Santanché per la “politica” e di Patrizia Todisco per la “magistratura” (già giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Taranto, Todisco fece quello che prima di lei avrebbero dovuto fare ministri, presidenti della Regione Puglia, sindaci del Comune di Taranto, tutti muniti del potere di ordinanza per motivi di sanità pubblica: emettere un provvedimento di chiusura degli impianti altamente inquinanti, dell’acciaieria ex Ilva. La magistratura intervenne nella “latitanza” della politica che poi ebbe pure l’impudenza di rendere inefficace il provvedimento della giudice Todisco, disponendo, con decreto-legge, la riapertura immediata degli impianti malgrado la loro pesante nocività acclarata).

Memore anche di questo sconcertante caso (2012) di grave “invadenza della politica” nell’attività della magistratura (altro che “invadenza delle procure”), non ho esitato a far parte del comitato “Giusto dire No”. Ma ho aderito pure per una fondamentale questione di metodo: le riforme costituzionali non possono essere approvate da una maggioranza parlamentare che è tale solo grazie alla distorsiva disciplina elettorale. Lo spirito dell’articolo 138 della Costituzione richiede assemblee di approvazione delle leggi costituzionali, elette secondo il sistema proporzionale puro”. (Maurizio Malo, giurista e costituzionalista, professore di diritto pubblico-costituzionale nell’Università degli studi di Padova, da ilfattoquotidiano.it).

Giornata intensa per i Vigili del fuoco, impegnati senza sosta nei diversi territori della provincia e dell’intera Sardegna colpiti dal forte maestrale. Le raffiche hanno raggiunto e in alcuni casi superato i 100 chilometri orari, provocando la caduta di alberi, divelto tettoie e coperture, e crato problemi alle linee elettriche e telefoniche. Tutte le squadre dei comandi provinciali sono intervenute per far fronte alle richieste di intervento. La Sardegna è stata, infatti, investita da un vero e proprio colpo di coda dell’inverno, con un ciclone di origine artica che ha portato un brusco calo delle temperature (fino a 10 gradi in meno) e condizioni di forte instabilità. Il maestrale ha soffiato con violenza soprattutto lungo le coste, dove nel mare “grosso” le onde hanno raggiunto i 7-10 metri, rendendo difficili i collegamenti marittimi e aumentato i rischi per la navigazione. Il peggioramento proseguirà almeno fino a domani, con burrasche diffuse e un clima decisamente invernale, che riporta l’isola indietro di settimane, tra freddo, vento e mareggiate. A Oristano una palma, già compromessa dal punteruolo rosso, è stata sradicata dal maestrale in via Cairoli; sì è spezzata in due ed è precipitata sul marciapiede e sulla strada. Per fortuna in quel momento non transitavano pedoni né auto. Poco dopo, il vento ha abbattuto un pino alto quasi 20 metri, in piazza della Basilica, a Santa Giusta. L’albero, messo a dimora nel 1969, quando venne riqualificata la piazza, è stato sradicato come un fuscello e si è adagiato all’interno del giardino, mentre le auto percorrevano le strade parallele, lasciando miracolosamente illesi pedoni a veicoli. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

Poco dopo le 13.30, una squadra dei Vigili del fuoco di Abbasanta è intervenuta, a Paulilatino, per una copertura in lamiera divelta da un’abitazione, in via Kennedy, a causa del forte vento. Dopo aver messo in sicurezza la zona e liberato una vettura rimasta sotto, con l’ausilio di autoscala e autogrù dalla sede centrale, sono stati messi in sicurezza e portati sulla strada anche gli elementi pericolanti e, una volta smontata la lamiera caduta sulla strada, è stata ripristinata la viabilità.

L’associazione de “Sa Corsa de Sa Loriga” di San Vero Milis interviene, dopo il recente comunicato della Prefettura di Oristano, per contestare alcuni passaggi relativi ai dispositivi di sicurezza e all’obbligo della presenza di un medico rianimatore durante la manifestazione. Il presidente Giulio Pisano, presente alla riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha ricordato che i cavalieri dell’associazione sono iscritti all’Asi, ente di promozione sportiva nazionale, e che si è in attesa della risposta ufficiale dell’Asi sulla certificazione del percorso, come già avvenuto per la Sartiglia. “Noi siamo iscritti all’Asi, come i cavalieri della Sartiglia – ha spiegato Pisano -. Abbiamo richiesto la certificazione perché la nostra corsa presenta le stesse caratteristiche della Sartiglia, anche per quanto riguarda il rispetto delle normative di sicurezza. Trattandosi di una manifestazione storico-culturale, e non agonistica o ippica, siamo esentati dall’obbligo di indossare protezioni specifiche. Siamo attualmente in attesa della certificazione”. Pisano ha inoltre sottolineato che queste osservazioni sono state esposte durante la riunione, ma non sarebbero state riportate nel comunicato ufficiale diffuso dalla Prefettura. “Non ho ancora interpellato i cavalieri – ha aggiunto Pisano -, ma, qualora dovessero contestare le imposizioni della Prefettura, si potrebbe arrivare anche alla decisione di non correre. Non si possono stravolgere la storia e la tradizione delle nostre manifestazioni culturali”. Il presidente ha infine sottolineato che, nella lunga storia de Sa Loriga, non si sono mai verificati incidenti.

Si è svolta oggi, presso la sede dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna di Abbasanta, la “Giornata della Legalità”, un importante incontro di sensibilizzazione rivolto agli studenti del Liceo Scientifico “Mariano IV” di Oristano – sede di Ghilarza – e dell’Istituto Comprensivo di Ghilarza e Abbasanta. Ad accogliere alunni e docenti sono stati il comandante dello Squadrone, capitano Tonino Ferrara, e il comandante della Compagnia Carabinieri di Ghilarza, capitano Antonio Zarrillo. Sono stati trattati temi importanti come il bullismo, il cyberbullismo, l’educazione al digitale, il divieto di portare con sé coltelli o altri oggetti atti ad offendere e le conseguenze legali connesse. Le attività sono proseguite con dimostrazioni del personale dello Squadrone Eliportato, che hanno consentito ai giovani di conoscere da vicino le modalità di intervento e le capacità operative del reparto. Particolare interesse ha suscitato tra gli studenti l’esibizione delle unità cinofile. L’iniziativa si è conclusa con la visita al Nucleo Carabinieri per la Tutela Agroalimentare, sempre presso la caserma “Diego Sini”, durante la quale sono stati illustrati i compiti istituzionali svolti a salvaguardia della qualità e della sicurezza dei prodotti agroalimentari.

Hanno scelto di sostenere il reparto di Pediatria dell’ospedale San Martino di Oristano, donando una poltrona-letto che permetterà ai genitori dei piccoli pazienti di riposare più comodamente accanto ai propri figli durante la degenza in ospedale. È il gesto di solidarietà del personale e degli studenti dell’Istituto tecnico industriale statale “Othoca” di Oristano che, nei giorni scorsi, con una delegazione di insegnanti e studenti, guidata dal dirigente scolastico Serafino Piras, ha consegnato il dono al reparto. La donazione si inserisce nel quadro di un progetto solidale nato nel 2024 in occasione del cinquantesimo anniversario di autonomia dell’Itis “Othoca”, che ha coinvolto attivamente gli studenti, promotori di una raccolta fondi rivolta all’intera popolazione scolastica. In particolare, è stata offerta la possibilità di contribuire mediante l’acquisto di una maglietta a prezzo simbolico, il cui ricavato è stato interamente destinato alla raccolta fondi per la Pediatria. Un esempio di impegno civico e sensibilità sociale, volto a sostenere il reparto pediatrico e a offrire un segno tangibile di attenzione nei confronti dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. “Ringraziamo di cuore il personale scolastico ed in particolare gli studenti dell’Istituto “Othoca” di Oristano per questo prezioso gesto di generosità – ha dichiarato la direttrice del reparto, Enrica Paderi, che ha accolto la delegazione dell’Othoca -. Il fatto che a farsi promotori di questa iniziativa siano stati dei giovani, che hanno dimostrato un grande senso civico, ci rende particolarmente felici e speranzosi per il futuro”.

Nel 2025 hanno effettuato sessanta chilometri. Quest’anno saranno ottanta. Non più il Nord della Sardegna, ma il Nuorese, ma sempre in cammino per curare “all’aria aperta” il diabete di tipo 1 e sensibilizzare le comunità locali sui corretti stili di vita per prevenire il diabete di tipo 2. Dal 30 aprile al 3 maggio ritorna l’appuntamento annuale con l’Ultramaratona a tappe della sezione sarda dell’Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici, con la collaborazione della Asl 5 di Oristano e della Asl 3 di Nuoro. Il tema, che è un messaggio e un obiettivo, è sempre lo stesso: “Diabete in cammino: prevenire e curare”, con la bandiera della prevenzione di Aniad Sardegna che questa volta sventolerà nel cuore del Nuorese. “L’iniziativa vuole promuovere uno stile di vita sano, sensibilizzando i partecipanti sull’importanza dell’esercizio fisico come strumento terapeutico – hanno precisato il presidente e il vicepresidente di Aniad Sardegna, Benedetto Mameli e Stefano Saderi -. Durante l’evento si potrà anche approfondire la conoscenza del proprio corpo e dei meccanismi legati al diabete, diffondere informazioni utili tra cittadini e amministrazioni e coinvolgere comunità e autorità dei comuni interessati dall’Ultramaratona”. L’iniziativa si avvale del sostegno della Asl 5 di Oristano e, in particolare, dello staff della Diabetologia, della Asl 3 di Nuoro, dell’ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari e dell’Associazione Medici Diabetologi (Amd). Grazia Cattina, direttrice della Asl 5 di Oristano, ha sottolineato: “Siamo soddisfatti di questa rinnovata collaborazione fra la nostra azienda e Aniad Sardegna per un duplice obiettivo comune: la cura dei pazienti e la prevenzione rivolta a tutti i cittadini”.

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