Nov 17

Donna in bici travolta e uccisa da un’auto durante la notte.

Una donna di 36 anni, Silvia Obinu, residente a Riola Sardo, ha perso la vita, nella notte tra domenica e lunedì, dopo essere stata investita da un’auto lungo la statale 292, poco fuori dal centro abitato.

L’incidente è avvenuto poco dopo mezzanotte nel rettilineo che divide Nurachi da Riola Sardo. La donna stava percorrendo la strada in bicicletta quando, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata travolta da un’auto in transito. L’oscurità e la scarsa visibilità potrebbero aver contribuito al tragico impatto.

L’automobilista si è immediatamente fermato e ha lanciato l’allarme, ma all’arrivo dei sanitari del 118 non c’era più nulla da fare: la ciclista era deceduta a causa delle gravissime ferite riportate.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Oristano, il 118 e una pattuglia della Polizia stradale che ha effettuato i rilievi e avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica.
L’auto e la bicicletta sono state sequestrate. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

La Guardia di finanza di Oristano ha segnalato all’autorità giudiziaria un dipendente del Comune di Simaxis, accusato di aver utilizzato, per scopi personali, un auto dell’Unione dei Comuni della Bassa Valle del Tirso e del Grighine. Il dipendente, secondo le Fiamme gialle, terminato l’orario di lavoro, avrebbe continuato a usare la macchina del Comune per uso privato. Le attività investigative della Guardia di finanza avrebbero, infatti, documentato un uso costante ed esclusivo dell’auto, al di fuori delle esigenze istituzionali. La Procura della Repubblica di Oristano, a cui è stato denunciato il fatto, sta ora valutando le eventuali responsabilità penali dell’indagato. Quanto accaduto è stato segnalato anche alla Procura regionale della Corte dei Conti, per verificare se vi sia stato un danno erariale. Nell’occasione la Guardia di finanza ricorda come “…l’azione di controllo, a tutela della spesa pubblica, sia parte integrante della strategia antifrode portata avanti in collaborazione con le amministrazioni centrali egli enti locali, anche attraverso la “rete dei referenti antifrode”. L’obiettivo – si legge in una nota delle Fiamme gialle – è garantire che le risorse derivanti dalle imposte dei cittadini siano impiegate correttamente e si traducano in servizi concreti per la collettività”.

È durata poco meno di 24 ore, la fuga di Fabrizio Manis, commerciante di Oristano, di 43 anni, che questa sera si è presentato spontaneamente al carcere di Badu ’e Carros, a Nuoro, mettendo fine alla sua breve latitanza. L’uomo era sfuggito all’arresto domenica scorsa, quando i Carabinieri della Compagnia di Oristano lo avevano riconosciuto nei pressi dell’abitazione del padre, in via Sassari, e stavano per eseguire un ordine di carcerazione. Fabrizio Manis doveva, infatti, scontare una pena definitiva di due anni per una vecchia vicenda legata alla detenzione di marijuana. Per evitare l’arresto del figlio, il padre Gianni lo aveva aiutato a scappare ed era stato arrestato. Quando i Carabinieri avevano tentato di bloccare il figlio, il genitore avrebbe ostacolato l’intervento dei militari, aggredendoli. Da qui il fermo, con le accuse di favoreggiamento, resistenza e lesioni. Poi la svolta, con la costituzione di Fabrizio Manis a Nuoro. Gianni Manis, questa mattina, è comparso davanti al giudice del Tribunale di Oristano, Paola Bussu. Nei suoi confronti è stato emesso un provvedimento che gli vieta di allontanarsi da Oristano e uscire di casa dalle 22 alle 6, con obbligo di firma. Il pubblico ministero, Daniela Muntoni, aveva chiesto gli arresti domiciliari. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

I componenti della Consulta Ga.I.A., l’organismo costituito lo scorso 5 giugno su iniziativa della Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Puligheddu, saranno i protagonisti, giovedì 20 novembre, alle 11, nell’aula magna del Liceo De Castro, a Oristano, delle celebrazioni in occasione della “Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. L’incontro di Oristano è frutto della collaborazione della garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Puligheddu, le Acli provinciali di Oristano e il Liceo classico “De Castro”. Aprirà i lavori Giuseppe Scarpa, dirigente scolastico del De Castro; a seguire Daniela Masia Urgu, presidente Acli Oristano; Carla Puligheddu, garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Sardegna; Nicola Crobu, studente del Liceo De Castro e Componente del Consiglio nazionale delle ragazze e dei ragazzi. Nello spirito di una partecipazione corale e inclusiva della comunità educante, sono previste, le testimonianze degli studenti e studentesse presenti, di alcuni genitori, e di Pierpaolo Medda, docente di materie letterarie a Oristano. I componenti della Consulta Ga.I.A., Anna Usai, Enrico Delussu, Sara Farci, Sofia Ragnedda, Martina Fanutza, Viola Foddis, Paolo Rosa, Matteo Coda, Matteo Meloni, Carlotta Sanna, Diego Piroddi, Giorgio Pastore, Elisa Meloni, Francesco Marras, Riccardo Laquidara, Rossa Fantinel, Marisa Angius, provenienti da Sassari, Cagliari, Oristano, Nuoro, Tortolì, Arzachena, Oliena, Dorgali, Villasor, Carbonia, Iglesias, San Gavino, Villamassargia, Girasole, Monserrato, illustreranno progetti, iniziative e prospettive future. Il 20 novembre, “Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, la Consulta Ga.I.A., a cinque mesi dall’insediamento, nella sua prima uscita pubblica celebrerà il valore della Convenzione internazionale Onu, scritta a New York, nel 1989. Non una semplice celebrazione, quindi, ma una riflessione sul trattato più significativo al mondo, ancora oggi il più innovativo e il più ratificato da leggi statali (L’Italia ha ratificato e reso esecutivo con Legge n. 176 del 27 maggio 1991), che racchiude l’intera gamma dei diritti civili politici, economici, sociali e culturali, e che, se attuato pienamente, realizzerebbe la vera “rivoluzione culturale” , ovvero il riconoscimento che il minore di età non soltanto è oggetto di tutela e assistenza, ma anche soggetto di diritto, e quindi titolare di diritti in prima persona. Un progetto di democrazia onesta che nelle sue imperfezioni non si nasconde ma riconosce i suoi limiti e si adopera per superarli. I componenti della Consulta Ga.I.A., attraverso un processo democratico di confronto e dialogo, in questi primi cinque mesi hanno sperimentato l’impegno speciale di cittadinanza attiva e responsabile a favore di un’istituzione che li ascolta e tiene nella massima considerazione le loro opinioni. La Consulta Ga.I.A. nel supportare l’attività progettuale e propositiva della Garante contribuisce a riparare le ferite e le discriminazioni che generalmente escludono le Persone minori di età dai processi decisionali della nostra democrazia. “Nel riconoscere alle ragazze e ai ragazzi il diritto di parola e mettendomi in ascolto delle loro più profonde riflessioni – ha affermato la garante Puligheddu- auspico di incidere positivamente alla realizzazione del più grande progetto di inclusione intergenerazionale, per rendere la nostra società più forte, più giusta e più lungimirante”.

Uno spaccato della città nella prima metà del secolo scorso. Una mostra itinerante attraverso 23 fotografie d’epoca, realizzate da Luigi Serra, oggi conservate dagli eredi che le hanno messe a disposizione dell’Amministrazione comunale per abbellire numerosi angoli di Oristano e favorire la conoscenza della sua storia. A partire dai prossimi giorni, il progetto “Oristano museo a cielo aperto” offrirà una nuova proposta culturale e turistica, con un’esposizione realizzata in collaborazione con la famiglia Serra e con la Publicem, che in città gestisce gli impianti pubblicitari su cui saranno ospitate le fotografie d’epoca. “In linea con quanto previsto in occasione dell’affidamento del servizio, le nuove installazioni si confermano elementi di arredo urbano moderni e versatili, che oltre ad assolvere alla funzione di accogliere pubblicità, possono essere utili per veicolare campagne di comunicazione e promozione – ha sottolineato il sindaco Massimiliano Sanna –. Il progetto “Oristano museo a cielo aperto” è iniziato nel 2020 con l’allestimento, nel centro storico cittadino, di installazioni artistiche semi-permanenti che invitano all’osservazione di particolari scorci e opere architettoniche. La riproduzione delle ceramiche sospese in corso Umberto, così come le installazioni ceramiche realizzate in varie piazze, abbelliscono oggi la città offrendo un messaggio immediato su una nostra tipicità. Con la nuova installazione, dedicata alla storia urbana della prima metà del secolo scorso, diamo un ulteriore contributo alla valorizzazione della città e alla conoscenza dei cambiamenti avvenuti negli ultimi cento anni”. Per l’esposizione sono stati scelti 23 scatti, stampati su lastre di alluminio, che saranno posizionate sulle installazioni in acciaio corten nelle principali piazze della città. Le immagini della Oristano di un tempo sono realizzate, come detto, da Luigi Serra, fotografo oristanese molto noto e apprezzato, che aveva lo studio fotografico in via Dritta. A lui si deve una ricca produzione che testimonia le trasformazioni urbanistiche e gli avvenimenti che segnarono la storia di Oristano, a cui era molto legato. Le sue fotografie trasmettono le idee, i sentimenti e le emozioni che lo legavano alla città. Le foto saranno esposte in piazza Eleonora, piazza Ungheria, al Foro Boario, in piazza Manno e in altri punti del centro, creando un percorso che consentirà di riscoprire come la città sia cambiata e cresciuta nell’ultimo secolo. Tra le immagini più significative: il corteo dei cavalieri della Sartiglia in piazza Eleonora, davanti all’attuale Ufficio tecnico comunale; una veduta dall’alto della Torre di Mariano; uno scorcio tra via Foscolo e via Carducci prima della costruzione dei palazzi Saia; il monumento di Eleonora d’Arborea ancora recintato, e varie vie cittadine con le insegne di attività commerciali ormai scomparse ma ancora vive nel ricordo degli oristanesi più anziani. “Dopo questa esposizione dedicata alla Oristano del XX secolo, in futuro gli impianti pubblicitari potranno ospitare altre mostre tematiche, sempre con l’obiettivo di valorizzare la nostra storia e le nostre tipicità – ha osservato ancora il sindaco Sanna –. È la conferma della versatilità di questi impianti, oggetto di un acceso dibattito in città. Ogni opinione è legittima, purché resti nei limiti del rispetto verso le persone e l’istituzione comunale. Non si può tuttavia trascurare che il progetto nasce da uno studio realizzato con il contributo di un architetto incaricato dalla giunta Tendas, Roberto Talloru. Il materiale scelto, l’acciaio corten, è considerato sostenibile e resistente, molto utilizzato in tutta Europa, la cui qualità estetica cresce con il passare del tempo. Gli impianti sono stati acquistati dalla ditta vincitrice dell’appalto come parte dell’offerta migliorativa, pertanto nel rispetto del capitolato e del pano degli impianti approvato nel 2021”. Nella sua relazione, l’architetto Roberto Talloru spiegava che “… al fine di realizzare una proposta tecnica ed architettonica volta alla valorizzazione del decoro urbano attraverso l’inserimento di nuovi impianti pubblicitari multitasking, si è scelto di indirizzare la progettazione verso forme molto semplici e facilmente riconoscibili all’interno dell’ambito cittadino dando forte importanza allo studio dei materiali. L’arredo urbano di progetto è stato concepito nel rispetto del forte valore storico e urbano dell’intorno – si legge nella relazione -. I pannelli verranno realizzati con elementi piegati di acciaio Corten: un materiale adatto alla progettazione di forme sinuose, poiché crea superfici monolitiche, uniformi, con poche giunture. Il materiale relativamente costoso è giustificato dalla sua durabilità anche in cattive condizioni, la robustezza, l’impermeabilità, la duttilità di lavorazione per la creazione di qualsiasi forma, il suo aspetto moderno e accattivante. Il materiale è mutevole nel tempo. Il colore, infatti, si trasforma passando dal rosso ruggine al verde rame attraverso le tonalità del brunito e del grigio colorando la città con differenti tonalità così come avviene in natura. Al pannello affissionistico base sono stati affiancati diversi tipi di arredo urbano che stimoleranno l’aggregazione collettiva e sociale e nelle quali la città si riscoprirà sostenibile, tecnologica e partecipata”.

Il fotografo oristanese Stefano Orrù, da alcuni anni porta avanti un progetto di ricerca fotografica ispirato agli scatti realizzati in Sardegna tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Il suo obiettivo non è solo quello di riproporre l’estetica di quelle immagini – luce naturale, pose composte, abiti ricchi di significato –, ma anche di restituirne l’anima: il valore documentario, la memoria collettiva e il contesto culturale in cui furono realizzate. Attraverso lo studio delle tecniche fotografiche d’epoca e l’analisi di archivi storici, ha sperimentato linguaggi visivi che rievocano quel tempo senza mai perdere il legame con l’identità contemporanea. Ispirato principalmente dal lavoro del fotografo oristanese Achille Parnicich (1825-1925), che operava ad Oristano, con studio in via Carmine 19, ha cercato di ricreare le atmosfere dei ritratti dell’epoca. Da questa ricerca è nato “In sa posa a s’antiga”, un progetto che intende celebrare la memoria visiva e culturale delle comunità sarde. La mostra nasce dal desiderio di riportare alla luce lo stile dei fotografi oristanesi, accompagnando lo spettatore in un viaggio nel tempo che va dalla fine dell’Ottocento agli anni Cinquanta del Novecento. Attraverso un accurato lavoro di ricerca visiva, Stefano Orrù ha ricreato l’atmosfera dei ritratti d’epoca: luci morbide, sguardi intensi, pose solenni e abiti ricchi di storia e significato. Da questo studio è nata la prima mostra fotografica “Arratratus”, esposta a Cabras nel mese di settembre. Quest’anno decade il centenario della morte del Parnicich, per cui sembrava doveroso porgere un omaggio a un uomo che ha donato tanto per la memoria di Oristano e del territorio, dedicandogli una nuova esposizione fotografica, a Oristano, accostando fotografie storiche e costumi antichi campidanesi. “Gli abiti, le persone, le pose – spiega Orrù – diventano simboli di un passato che continua ad appartenerci. Con la mostra fotografica “Sa posa a s’antiga” ho voluto dare nuova vita a immagini che raccontano chi siamo e da dove veniamo.” La mostra, patrocinata dal Comune di Oristano-assessorato alla Cultura, in collaborazione con la Fondazione Oristano e col Centro di Documentazione e Studio sulla Sartiglia, si propone come un’occasione unica per riscoprire e valorizzare il ricco patrimonio vestimentario, culturale e folklorico locale attraverso il linguaggio universale della fotografia. La mostra verrà inaugurata il 22 novembre, alle 17.30, in vi Garibaldi 66, a Oristano, a sarà visitabile fino al 30 novembre

Il Consorzio Uno, il Rotary Club Oristano e il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università degli Studi di Cagliari organizzano un ciclo di seminari, dal titolo “Le aziende del territorio si raccontano. Lo storytelling aziendale”. Il progetto nasce da un’idea del Rotary Club Oristano, con la volontà di rafforzare il dialogo tra il mondo accademico e il tessuto imprenditoriale locale, in particolare nella provincia di Oristano, caratterizzata da una carenza di iniziative imprenditoriali strutturate. Attraverso un ciclo di incontri con imprenditori locali di successo, studenti e pubblico avranno l’opportunità di conoscere storie di impresa, modelli organizzativi, strategie di crescita e processi innovativi nati e sviluppati nel territorio. Gli obiettivi sono quelli di consentire agli iscritti ai corsi attivati nella sede gemmata di Uno-l’Università di Oristano di entrare in contatto con realtà produttive locali di eccellenza, promuovere la cultura di impresa, stimolare l’autoimprenditorialità e l’innovazione in un contesto locale che necessita di nuove iniziative, favorire il networking tra studenti e imprenditori, e valorizzare le eccellenze produttive e le storie di successo del territorio di Oristano. Il percorso si articola in una serie di incontri periodici presso il Chiostro del Carmine, sede del Consorzio Uno, a Oristano. Il primo appuntamento si terrà giovedì 20 novembre, alle ore 17, presso l’aula magna, al primo piano del Chiostro del Carmine, e avrà come titolo “Il territorio siamo noi! Il nuovo ruolo dell’imprenditore responsabile nella crescita delle economie locali”. Dopo i saluti istituzionali degli organizzatori, a introdurre e moderare l’appuntamento sarà il Stefano Zedda, diocente dell’Università di Cagliari, mentre gli interventi saranno a cura di Elisabetta Falchi dell’Azienda Falchi, Daniela Meloni della Limolo House 56 Green, e di Romina Deriu docente dell’Università di Sassari. Gli altri due seminari: si terranno giovedì 18 dicembre 2025 e giovedì 29 gennaio 2026. Tantissime le imprese coinvolte nei vari appuntamenti del progetto: dal Riso Ferrari ai supermercati Vicino a te, dal Gruppo assicurativo Melis alle Cantine Contini, e ancora il gruppo Crai, l’azienda Pintau, Italian Flavour Luxury Travels & Girls, e altre ancora. La partecipazione ai seminari è aperta al pubblico.

La Farmacia territoriale dell’Ospedale San Martino di Oristano resterà chiusa al pubblico per inventario nelle giornate di lunedì 1° dicembre, martedì 2 e mercoledì 3 dicembre. Gli utenti possono, quindi, ritirare i farmaci prima o dopo queste date.

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