Rimpatrio per tre colombiani agli arresti domiciliari a Oristano.

La Polizia di Stato di Oristano ha eseguito il rimpatrio di tre colombiani che, fino al momento dell’espulsione, si trovavano a Oristano agli arresti domiciliari.
I tre facevano parte di un gruppo di otto persone arrestate dai Carabinieri lo scorso agosto, perché sospettate di far parte di un’organizzazione criminale dedita alla coltivazione, produzione e distribuzione di droga.
Ai colombiani sono stati notificati i provvedimenti di espulsione del prefetto, poi eseguiti con i decreti di accompagnamento coattivo alla frontiera adottati dal questore.
Il risultato è stato conseguito grazie all’attività dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Oristano che ha curato le fasi organizzative dei rimpatri, e che ha potuto contare sulla sinergia con l’Arma dei Carabinieri, il Tribunale e la Procura di Oristano.
Anche le materiali attività di rimpatrio sono state eseguite dal personale della Questura, con una scorta nazionale che ha garantito la sicurezza delle operazioni, accompagnando i tre colombiani presso la frontiera di Roma-Fiumicino, dove sono stati imbarcati sui voli diretti verso la Colombia.
L’operazione fa seguito ai recenti rimpatri, effettuati dall’Ufficio Immigrazione, a carico di detenuti stranieri pericolosi di nazionalità georgiana, gambiana e kosovara, scarcerati dal carcere di Massama nell’ultimo mese e accompagnati verso i rispettivi Paesi d’origine.
Sempre nell’ambito dell’attività dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Oristano rientra il recente provvedimento del questore di accompagnamento al Cpr di Macomer di quattro richiedenti asilo di nazionalità tunisina ed egiziana. I quattro, già ospiti presso il Centro di accoglienza straordinaria di Cabras per richiedenti di protezione internazionale, sono stati indagati per vari reati, commessi a Cabras e Oristano, e per questo motivo sono stati ritenuti socialmente pericolosi e trattenuti nel Cpr di Macomer in previsione del loro rimpatrio.

Presso il Caip, il Centro addestramento e istruzione professionale della Polizia di Stato, di Abbasanta, è stata inaugurata un’opera d’arte dedicata alla memoria di Emanuela Loi, prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio. L’iniziativa nasce da un’idea del 51° corso allievi agenti ausiliari di leva, che in occasione del loro raduno annuale (quest’anno ospitato in Sardegna) hanno voluto promuovere la realizzazione di un tributo alla giovane poliziotta, simbolo di coraggio, dedizione e sacrificio. Emanuela Loi fu assassinata il 19 luglio 1992, in via D’Amelio, a Palermo, mentre prestava servizio nella scorta del giudice Paolo Borsellino, insieme agli altri colleghi che persero la vita nell’attentato. Alla cerimonia hanno preso parte il questore di Oristano Giovanni Marziano, l’assessore comunale alla cultura Alessandra Manca, i familiari di Emanuela Loi, e una rappresentanza degli allievi agenti del 231° corso di formazione e del 232° corso basico scorte e sicurezza, insieme alle autorità civili e militari locali e provinciali. Dopo i saluti istituzionali, l’artista Paoletta Dessì ha illustrato l’opera da lei realizzata: un altorilievo di 2,5 x 1,5 metri, composto da una struttura lignea, parti in gesso e sezioni dipinte. L’opera, ricca di simbolismo, rappresenta Emanuela attraverso un intreccio di onde che evocano i suoi capelli ricci, ma anche le chiome di un albero le cui radici affondano nel terreno della legalità, o ancora le onde del mare che si infrangono contro i muri dell’omertà. Il cielo blu richiama i colori della Polizia di Stato, mentre il volo degli uccelli simboleggia la libertà di chi sceglie la legalità, elevandosi al di sopra di ogni condizionamento e sopraffazione. La cerimonia si è conclusa con la scopertura dell’opera, all’interno della palazzina studi del Caip, da parte del direttore Denise Mutton e dell’agente della Polizia Emanuela Loi, nipote di Emanuela.

A Oristano, a Palazzo Arcais, è stata inaugurata la mostra dal titolo “Antonio Corriga. Idea e progetto”. L’esposizione, a cura di Sabina Corriga e Obler Luperi, è organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Oristano e dalla Fondazione Oristano, in collaborazione con l’assessorato alla Pubblica istruzione e beni culturali della Regione, la Provincia di Oristano, la Fondazione di Sardegna e l’Associazione culturale Antonio Corriga.“Rendiamo omaggio a un grande protagonista della cultura sarda – ha detto il sindaco Massimiliano Sanna –. Antonio Corriga a Oristano è stato protagonista di un fortunato percorso artistico, pittore, incisore e ceramista, ma anche di un’intensa attività politica e sociale che lo ha visto interprete di tante battaglie, in consiglio comunale, col Partito Socialista Italiano. Le sue passioni, arte e politica, si fondono con straordinario vigore in alcune delle sue opere più note. Con questa mostra vogliamo sottolineare l’importanza di questo straordinario personaggio nella storia dell’isola, ma soprattutto della nostra città”. “Antonio Corriga ha realizzato opere di straordinaria importanza – ha aggiunto l’assessore comunale alla Cultura, Simone Prevete –. Tra le tante opere non è possibile non ricordare i pannelli decorativi per il consiglio provinciale di Oristano, i dipinti per i municipi di Oliena, Arborea e Oristano, le grandi opere per le sedi del Banco di Sardegna di Cagliari e Sassari, ma anche opere sacre come la Pala d’altare della Chiesa di San Sebastiano a Oristano, la Crocefissione a Fonni, la Via Crucis a Gavoi, la Pala di San Francesco e il Trittico dei tre beati a Nuoro. La mostra, che da novembre a gennaio sarà ospitata nelle sale di Palazzo Arcais, pone l’attenzione su alcune fasi precedenti alla realizzazione delle sue opere e sui processi di costruzione delle idee. L’esposizione propone opere note e altre inedite in un’alternanza di visioni delle origini, immagini evocate dalla poesia, ritratti e processioni”. “Con questa mostra – ha sottolineato il presidente della Fondazione Oristano, Carlo Cuccu – proseguiamo nel percorso di valorizzazione delle grandi figure dell’arte sarda del Novecento, restituendo al pubblico non solo l’opera compiuta ma anche il processo creativo, le intuizioni e le passioni che hanno dato vita ai capolavori. Corriga è stato un artista colto e inquieto, capace di coniugare la tradizione e l’innovazione, l’impegno civile e la ricerca estetica. Portare le sue opere e i suoi studi a Palazzo Arcais significa riaffermare il ruolo di Oristano come centro vivo di produzione e riflessione culturale”. La mostra “Antonio Corriga. Idea e progetto” è curata da Sabina Corriga e Obler Luperi; coordinamento Francesco Obino; progetto tecnico Franco Moi; allestimenti Stefano Boi, Franco Moi, Alessandro Sanna; fotografie Gabriele Calvisi, Antonello Carboni, Giulio Luperi, Franca Perra; grafica Valter Mulas/ADWM; assistenti curatela Simona Cadeddu, Valentina Corona, Filomena De Gregorio; assistenti allestimenti Carla Lai, Natan Planargia, Fabio Sanna. La mostra rimarrà aperta fino all’11 gennaio 2026; orari di apertura: 10-13 e 16-19.
Commenti recenti