Quattordici incendi in Sardegna, paura nell’Oristanese. Ancora caldo torrido nell’Isola.

Sul fronte incendi ancora una giornata impegnativa in Sardegna. Sono quattordici quelli divampati nelle ultime 24 ore, tre dei quali hanno richiesto l’intervento dei mezzi aerei della flotta regionale, con lo spegnimento più critico a Villanova Truschedu.
Le fiamme, partite dalla periferia del piccolo paese dell’Oristanese hanno minacciato alcune aziende agricole e bruciato una zona boscata. Oltre a diverse squadre a terra, è stato necessario fare intervenire un elicottero della base di Sorgono e anche il Super Puma da Fenosu.
Intanto, ci sarà ancora un gran caldo nella nostra regione, con la Sardegna che resterà sulla graticola nei prossimi giorni, con temperature che raggiungeranno picchi anche di 39/40 gradi e, in media, non scenderanno mai sotto i 36.
E’ quanto confermano gli esperti dell’ufficio meteo dell’Aeronautica militare. “In questi giorni abbiamo avuto picchi di 38/39 gradi – sostengono dal centro di Decimomannu – con temperature più alte nell’entroterra, come nel Campidano. Questa situazione proseguirà fino a sabato, quando le temperature scenderanno”.
Ma non c’è da aspettarsi refrigerio. “Si abbasseranno, infatti – precisano gli esperti, di un paio di punti, con massime che potranno comunque raggiungere i 36/37 gradi, ma in generale in tutta la Sardegna il termometro non scenderà sotto i 33/34 gradi nelle ore centrali della giornata”. Domenica 6 luglio situazione analoga e inizio settimana senza troppi scossoni, con i venti che saranno in regime di brezza nelle ore più calde.

Le alte temperature degli ultimi giorni hanno provocato una preoccupante moria di pesci nello stagno di S’Aqua ‘e Urchi, in territorio di Cabras. A lanciare l’allarme è stato il presidente della cooperativa “Laguna Aqua Urchi”, Salvatore Pinna, che gestisce il compendio in concessione dal Comune: “Ci sono già decine di quintali di pesce morto – ha detto Pinna -. L’acqua è priva di ossigeno e la situazione rischia di peggiorare”. Pinna ha chiesto all’amministrazione comunale di estendere anche a questo stagno gli interventi in corso negli specchi d’acqua più grandi del territorio, dove le ruspe stanno liberando i canali per facilitare il ricambio idrico. “Anche qui c’è un canale di collegamento con lo scolmatore, ma non abbiamo le risorse per intervenire”, ha aggiunto Pinna. La preoccupazione del presidente della cooperativa cabrarese è condivisa anche da Gianni Fanni, presidente di Unicoop Oristano, che ha effettuato un sopralluogo e sollecitato un rapido coinvolgimento delle autorità competenti. Lo stagno di S’Aqua ‘e Urchi, esteso su circa dieci ettari, è gestito da oltre quarant’anni dalla cooperativa, che vi svolge anche attività di ittiturismo. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

Un giovane di 20 anni versa in gravi condizioni in seguito ad un incidente stradale avvenuto nella tarda mattinata di oggi nel centro storico di Cuglieri. Secondo una prima ricostruzione, il ragazzo stava percorrendo in discesa via Carlo Alberto quando, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo della bicicletta finendo contro un muro di fronte al municipio. L’impatto è stato particolarmente violento, provocando al giovane un trauma cranio-facciale. Sul posto sono intervenuti tempestivamente gli operatori del 118 che, dopo aver effettuato una prima valutazione delle condizioni del paziente, hanno richiesto l’intervento dell’elisoccorso per il trasferimento d’urgenza all’ospedale di Sassari, dove il ragazzo è stato ricoverato in codice rosso. Al momento non sono disponibili ulteriori informazioni sul quadro clinico del giovane. Le autorità competenti stanno conducendo le indagini per chiarire le cause esatte dell’incidente. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

Oristano si conferma “Comune riciclone”. Ieri, a Roma, nell’ambito dell’annuale Ecoforum di Legambiente, è stato premiato per i risultati raggiunti con la raccolta degli imballaggi in plastica. La cerimonia di premiazione della XXXII edizione del concorso “Comuni ricicloni”, iniziativa organizzata da Legambiente con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica, ha visto sfilare i Comuni che si sono aggiudicati la prima posizione nell’ambito della regione di appartenenza e della propria categoria demografica (Comuni sotto i 5.000 abitanti, Comuni tra 5.000 e 15.000 abitanti, Comuni sopra i 15.000 abitanti e Capoluoghi di provincia). Il Comune di Oristano, la Città di Palermo, il Consorzio Area Vasta Medio Novarese sono le realtà più virtuose per la raccolta degli imballaggi in plastica. A Oristano è andato il premio del Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica (Corepla) con questa motivazione: “La regione Sardegna nel 2024 si conferma in testa alla classifica delle regioni per la raccolta pro capite con 36,4 kg di imballaggi in plastica. Tra i comuni che sono un esempio per l’impegno nell’attenzione per la qualità della raccolta si distingue Oristano con circa 30.000 abitanti, una raccolta pro capite elevata e una qualità nettamente superiore alla media regionale confermando come sia possibile arrivare ad avere un buon risultato sia in termini di quantità che di qualità e mantenerlo negli anni”. Il premio è stato ritirato dall’assessora comunale all’Ambiente, Maria Bonaria Zedda. Nel 2024, la raccolta di imballaggi in plastica in Italia è stata di oltre 1.500.000 tonnellate, un dato in crescita del 4% rispetto al 2023 con una media pro capite che supera i 26 kg. A guidare la classifica si confermano la Sardegna e il Veneto, rispettivamente con 36,4 e 30,9 kg per abitante. Sul podio anche la Liguria con 29,6 kg pro capite, +11% rispetto allo scorso anno. Sono 7.396 i Comuni serviti con copertura del 97% della popolazione, pari a oltre 57.000.000 di cittadini. Lo scorso anno sono state riciclate 931.096 tonnellate di rifiuti di imballaggio in plastica, per lo più provenienti da raccolta differenziata urbana direttamente gestita da Corepla, una quantità che permette di sfiorare con un anno di anticipo l’obiettivo di riciclo definito dalle direttive europee e fissato al 50%. Sempre nell’ambito della gestione Corepla, i rifiuti non ancora riciclabili sono stati recuperati per l’87% dai cementifici in sostituzione dei combustibili fossili tradizionali – con conseguente riduzione dell’impatto ambientale- e per il 13% nei termovalorizzatori. Solo lo 0,06% è stato smaltito in discarica.

In riferimento alle segnalazioni sulla gestione del verde pubblico in città e nelle frazioni, il Comune di Oristano precisa che le piazze e le aree verdi di via Milis e via Sorgono sono interessate da un cantiere ancora in corso di collaudo. Il Comune non ha quindi ancora preso in carico la manutenzione di quelle aree. Si precisa, inoltre, che il programma di gestione del verde indesiderato è stato attivato dal Comune a partire da febbraio 2025, e ha interessato tutte le strade e marciapiedi del centro urbano come previsto dal piano del diserbo. A giugno è stato avviato un secondo ciclo di diserbo, meccanico e chimico, per debellare le erbe cresciute a seguito delle piogge di maggio e parte di giugno. Si tratta di interventi minori rispetto a quelli posti in essere nel primo ciclo ed interessano strade e marciapiedi dove le erbe sono ricresciute. Gli interventi realizzati hanno dato buoni risultati e non si riscontrano criticità. Nelle aree verdi, dove il diserbo chimico non si può attuare, vengono realizzati interventi con l’ausilio di mezzi meccanici. Le criticità emerse in piazza Mariano, relativamente al tappeto erboso, precisa ancora il Comune, non sono determinate da una insufficiente manutenzione, e sono oggetto di verifica e di intervento da parte della ditta esecutrice dei lavori. Sugli sfalci antincendio, entro il 3 giugno, come già comunicato, in notevole anticipo rispetto a quanto fatto negli anni passati, il Comune ha completato tutti gli interventi. Sono state ripulite tutte le formelle della città e delle frazioni, assicurata quotidianamente la pulizia della spiaggia ed intensificata quella del lungomare di Torre Grande. La pulizia delle strade, infine, viene svolta regolarmente ogni 15 giorni e attentamente monitorata dagli uffici comunali.

La spiaggia di Torre Grande torna a offrire servizi completi ai bagnanti. Da domani, infatti, riapriranno i bagni pubblici, realizzati sul lato sinistro della torre costiera. Sul lato destro della torre è stato posizionato un nuovo blocco servizi, in sostituzione di quelli distrutti da un incendio appiccato nel corso di un raid vandalico, realizzato con materiali resistenti e nel rispetto delle normative ambientali e di accessibilità, per garantire comfort e sicurezza a residenti e turisti. Sarà attivato entro pochi giorni. Si tratta di una soluzione provvisoria, in attesa che si completino i lavori di riqualificazione del lungomare, al termine dei quali sarà realizzata una struttura più gradevole dal punto di vista estetico e sarà definita una nuova programmazione dei servizi alla balneazione.

“Le arti, oggi più che mai, possono aiutarci a raccontare e a rendere accessibili i nostri luoghi della cultura”. E’ racchiuso nelle parole del presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni, l’obiettivo del Sardegna Archeofilm Festival 2025, organizzato dalla Fondazione Mont’e Prama, in collaborazione con Firenze Archeofilm, Archeologia Viva e Giunti Editore, che si è aperto all’interno dell’area archeologica che ha restituito al mondo i celebri Giganti di pietra. Il cinema per raccontare la storia, l’archeologia e il territorio, quindi, come sottolineato da Giulia Pruneti, per Archeologia Viva, e Tore Cubeddu, curatore e voce del festival nel loro interventi. “La location del rinvenimento dei famosi Giganti rende la manifestazione ancora più suggestiva, portandoci indietro nel tempo e nello spazio”, ha detto Pruineti. “L’Archeofilm Festival è una grandissima opportunità per vedere sia il cinema di finzione che il documentario raccontare in modo differente il patrimonio storico-archeologico sardo, italiano e internazionale – ha ribadito Tore Cubeddu -. È un’occasione per confrontarsi con le grandi storie del passato e per rivedere, con occhi nuovi, i nostri luoghi della cultura”. Per Muroni il cinema è un importante strumento di valorizzazione: “Abbiamo scelto di celebrare il cinema proprio qui, in un sito che parla di archeologia e identità. Il Sardegna Archeofilm Festival ci consente di inserirci in un circuito internazionale virtuoso”. Nel corso della prima serata è stato proiettato il documentario in concorso “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario”, diretto da Vanni Gandolfo, presente all’incontro. Il film ha raccontato il lungo e complesso lavoro sul celebre mosaico pompeiano custodito al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. A seguire, l’etruscologo Paolo Giulierini, già direttore del Mann, ha guidato il pubblico in una riflessione dal titolo “Il Mito nella Storia del Cinema: dall’epica classica ai blockbuster”. La serata si è conclusa con la proiezione del film in concorso “Maasai Eunoto”, diretto da Kire Goda.
Commenti recenti