Gli auguri del sindaco e dell’assessore per il nuovo anno scolastico.

Gli auguri del Comune di Oristano a studenti, docenti e personale scolastico: tra le sfide del presente, la pace, le guerre e l’intelligenza artificiale.
“Care studentesse e cari studenti, gentili dirigenti, docenti e personale scolastico, con l’inizio di un nuovo anno scolastico rivolgiamo a tutta la comunità scolastica di Oristano il nostro più sincero augurio di buon lavoro e di un percorso ricco di occasioni e scoperte.
Ogni nuovo anno che comincia porta con sé la promessa di qualcosa che ancora non conosciamo. Per voi studenti significa soprattutto crescere, imparare, fare domande, confrontarsi con gli altri e cominciare a costruire, giorno dopo giorno, il proprio futuro.
Viviamo in un tempo attraversato da grandi inquietudini. Le guerre feriscono popoli e comunità, costringendo milioni di persone a vivere nella paura e nella sofferenza. Per questo la scuola non può essere soltanto il luogo dove si trasmettono conoscenze: deve essere il luogo in cui si impara che la pace non è un concetto astratto, ma una responsabilità quotidiana, costruita attraverso il rispetto, il dialogo, la capacità di ascoltare e il rifiuto di ogni forma di violenza e di odio.
Accanto alle sfide del presente, ce ne sono altre che riguardano il futuro. L’intelligenza artificiale sta cambiando rapidamente il modo in cui studiamo, lavoriamo, comunichiamo e interpretiamo la realtà. È una straordinaria opportunità, ma anche una responsabilità. Imparare a utilizzarla significa soprattutto imparare a comprenderla, a verificarne i risultati e a non rinunciare mai al pensiero critico, alla creatività e alla capacità di scegliere.
Le tecnologie potranno trasformare profondamente il mondo, ma non potranno sostituire ciò che rende davvero umana una società: la solidarietà, la curiosità, la libertà di pensiero e la capacità di immaginare un futuro diverso. Ed è proprio questo il compito più importante della scuola: preparare non soltanto a trovare un lavoro, ma a diventare cittadini consapevoli, capaci di affrontare cambiamenti che oggi forse non siamo ancora in grado di prevedere.
Oristano guarda alla sua scuola con grande fiducia. La nostra città ha una storia e un’identità profonde, che affondano le loro radici anche nella Carta de Logu, testimonianza di una cultura del diritto e della convivenza civile che appartiene al nostro patrimonio più prezioso.
A voi, ragazze e ragazzi, chiediamo di avere il coraggio di guardare lontano. Non abbiate paura delle sfide: affrontatele con lo studio, la curiosità e la determinazione. Abbiate il coraggio di porre domande, anche quando le risposte sembrano difficili. Non smettete di immaginare il mondo che vorreste abitare e di lavorare per renderlo possibile.
Ai dirigenti, ai docenti e a tutto il personale scolastico rivolgiamo il nostro ringraziamento per il lavoro quotidiano, spesso silenzioso e complesso, con cui accompagnate i nostri giovani nel loro percorso di crescita.
Il Comune di Oristano continuerà a essere al fianco della scuola e delle famiglie, perché investire nell’istruzione significa investire nel futuro della nostra comunità.
A tutti voi auguriamo un anno scolastico sereno, ricco di incontri, conoscenze e nuove opportunità. Vi auguriamo di poter guardare al futuro con fiducia: perché, anche in un mondo attraversato da guerre e profonde trasformazioni, il futuro non è ancora scritto. È nelle mani delle nuove generazioni la possibilità di costruirne uno più giusto, più libero e finalmente in pace.
Buon anno scolastico a tutti”.
(Il sindaco di Oristano Massimiliano Sanna e l’assessore alla Pubblica istruzione Simone Prevete).

La Regione Sardegna ricorre ai magistrati amministrativi contro il ministero della Giustizia per il trasferimento dei detenuti in regime di 41 bis nel carcere di Uta. L’esecutivo guidato da Alessandra Todde, che lo aveva annunciato nei giorni scorsi, ha deliberato di agire davanti al Tar Sardegna per non aver ricevuto risposta nei termini di legge alla richiesta di accesso agli atti inoltrata dalla Regione il 4 agosto scorso. Da allora, fa sapere la Regione, il ministero della Giustizia non ha fornito alcun riscontro, fino all’arrivo nell’Isola dei primi detenuti, il 5 settembre scorso. “Lo avevamo annunciato e siamo conseguenti: ad un passaggio senza precedenti, rappresentato da una totale mancanza di collaborazione istituzionale, rispondiamo ricorrendo al Tribunale amministrativo per far valere il diritto della Sardegna a conoscere gli atti che hanno condotto alla decisione di trasferire nella nostra Isola un numero così spropositato di detenuti sottoposti al regime speciale, discriminandola rispetto alle altre regioni. Non arretriamo di un passo”, commenta la presidente Todde. “Si chiede alla Sardegna, che gode di uno speciale regime di autonomia con legge Costituzionale, di farsi carico delle conseguenze di una decisione assunta senza alcuna interlocuzione istituzionale. Inoltre, il principio di insularità, riconosciuto dalla Costituzione, viene di fatto utilizzato come elemento di penalizzazione per l’Isola. È una situazione inaccettabile”, aggiunge Todde. Il ricorso al Tribunale amministrativo rappresenta il primo passo di un’azione volta a tutelare le prerogative istituzionali della Regione Sardegna. “Ho il dovere di difendere le prerogative della nostra autonomia e di tutelare il tessuto sociale ed economico dell’Isola da ogni possibile effetto derivante da decisioni assunte senza coinvolgere il territorio. Su questo fronte – conclude la presidente – continueremo a far valere con determinazione le ragioni della Sardegna. Non ci fermeremo”.

Sette aerogeneratori da 7,2 MW ciascuno per una potenza complessiva di 50,4 MW: la società WPD Serra e Mesu Srl propone un parco eolico nei territori di Mogorella, Ruinas e Villa Sant’Antonio. La riunione congiunta, a Ruinas, dei tre Consigli comunali, dove ha partecipato anche Mauro Pili oltre ad una numerosa partecipazione popolare. Il progetto di un nuovo parco eolico in Marmilla accende la protesta dei territori coinvolti. Si tratta dell’impianto denominato “Serra e Mesu”, proposto dalla società WPD Serra e Mesu Srl, che prevede la realizzazione di sette aerogeneratori da 7,2 megawatt ciascuno, per una potenza complessiva di 50,4 MW, oltre alle opere necessarie per il collegamento alla Rete di trasmissione nazionale. Le pale eoliche dovrebbero sorgere nei territori comunali di Mogorella, Ruinas e Villa Sant’Antonio, in provincia di Oristano. Un intervento di dimensioni rilevanti, che ha suscitato la contrarietà delle amministrazioni locali e di numerosi cittadini, preoccupati per le possibili conseguenze sul patrimonio ambientale, paesaggistico e storico della zona. I Consigli comunali di Mogorella, Ruinas e Villa Sant’Antonio si sono riuniti congiuntamente in un’assemblea pubblica alla quale hanno partecipato moltissimi cittadini, rappresentanti dei comitati e Mauro Pili. I sindaci Gianni Tatti, Lorenzo Carcangiu e Antonio Quirino Cuccu hanno espresso una posizione comune di contrarietà al progetto della WPD Serra e Mesu Srl. Per gli amministratori, un intervento di questa portata rischia di modificare profondamente il territorio, incidendo su paesaggio, ambiente e beni storici che caratterizzano i tre Comuni. L’assemblea ha rappresentato un primo momento di mobilitazione popolare contro quella che i promotori della protesta definiscono l’ennesima iniziativa calata dall’alto, senza un adeguato coinvolgimento delle comunità locali. I rappresentanti della WPD Serra e Mesu Srl erano stati ufficialmente invitati a partecipare all’incontro per illustrare il progetto, le sue caratteristiche e le eventuali ricadute positive per il territorio. Tuttavia, non si sono presentati. La loro assenza ha alimentato le perplessità dei cittadini e dei comitati, che chiedono maggiore chiarezza su un’opera destinata a incidere su un’area considerata di particolare valore ambientale, paesaggistico e storico. La riunione congiunta dei tre Consigli comunali segna l’avvio di una mobilitazione che punta a contrastare la realizzazione del parco eolico «Serra e Mesu». La partecipazione all’assemblea testimonia la crescente attenzione delle comunità sarde verso i progetti di sviluppo delle energie rinnovabili e le loro possibili conseguenze sul territorio. Il confronto sul progetto proposto dalla WPD Serra e Mesu Srl si inserisce nel dibattito più ampio sulla transizione energetica in Sardegna, tra la necessità di produrre energia da fonti rinnovabili e la richiesta dei territori di tutelare il paesaggio, l’ambiente e il patrimonio storico. (Elia Sanna,Web news Sardegna – Telegram).
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