Mag 04

25 mila sardi contro la nuova cementificazione delle coste voluta da Solinas.

La petizione popolare per la salvaguardia delle coste ha superato i 25 mila aderenti. Più di 25 mila persone che chiedono a gran voce la tutela dei litorali della Sardegna. Cittadini di ogni estrazione sociale.

Promossa dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e rivolta al Ministro per i beni e attività culturali e turismo, al Presidente della Regione autonoma della Sardegna e al Presidente del Consiglio regionale sardo, chiede il mantenimento dei vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, stabiliti dalle normative vigenti e dalla disciplina del Piano paesaggistico regionale (Ppr).

Norme e disposizioni di fondamentale buon senso, se si vuol mantenere una caratteristica ambientale della Sardegna e una strategica risorsa economico-sociale, eppure in grave pericolo.

Infatti, la proposta di legge regionale sul cosiddetto piano casa (deliberazione Giunta regionale n. 52/40 del 23 dicembre 2019) avanzata dalla Giunta Solinas consente ingenti aumenti volumetrici nella fascia costiera e anche nella fascia di massima tutela dei 300 metri dalla battigia marina, nonché la pressochè liberalizzazione dell’edilizia in area agricola.

Non solo. Le pessime intenzioni che trasversalmente attraversano la classe politica sono recentemente emerse (nonostante la devastante emergenza sanitaria determinata dalla pandemia di coronavirus Covid-19)con la privatizzazione strisciante delle spiagge determinata dalla legge regionale Sardegna n. 3 del 21 febbraio 2020, che prevede, a mera comunicazione dei concessionari demaniali, il mantenimento tendenzialmente permanente di chioschi e installazioni varie sul demanio marittimo, nonostante vi siano solo autorizzazioni stagionali.

Grazie anche a segnalazione del Gruppo d’Intervento Giuridico, il Governo nazionale l’ha impugnata davanti alla Corte costituzionale per violazione delle competenze statali in materia di tutela ambientale.

E ancora. Con la la deliberazione n. 17/21 del 1°aprile 2020, la Giunta regionale ha promosso il programma immobiliare relativo a due ingenti progetti edilizi sulle coste di Piscinas (Arbus) e di Monte Turnu (Castiadas), sostenuto da oltre 20 milioni di euro di fondi pubblici, assegnando la dichiarazione di preminente interesse generale e di rilevanza regionale in favore della variante urbanistica sul litorale del Comune del Sàrrabus.

Soltanto dopo veementi ampie proteste ed azioni legali ecologiste, con buon senso (finalmente!) l’atto è stato annullato in via di autotutela con deliberazione Giunta regionale n. 19/6 del 10 aprile 2020.

Siamo tanti, oltre 25 mila, e saremo ancora di più. Abbiamo difeso, difendiamo e difenderemo la nostra Terra, millimetro per millimetro. Ne  stiano certi. (Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, www.gruppodinterventogiuridicoweb.com).

Sono 1.317 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. Nell’aggiornamento del 3 maggio erano stati conteggiati 3 positivi in più per la provincia di Nuoro, si tratta invece di persone guarite clinicamente riscontrate positive al tampone (quindi non nuovi casi). Il dato odierno mostra l’unico incremento (+1) per la provincia di Cagliari. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 28.052 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 100, di cui 9 in terapia intensiva, mentre 553 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 433 pazienti guariti (+17 rispetto al dato precedente), più altri 112 guariti clinicamente. Resta invariato il numero delle vittime (119). Sul territorio, dei 1.317 casi positivi complessivamente accertati, 242 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+1 rispetto all’ultimo aggiornamento), 94 nel Sud Sardegna, 55 a Oristano, 78 a Nuoro, 848 a Sassari.

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