Lug 08

Via al Piano Newgens, il primo programma straordinario della Regione per i giovani.

La Regione Sardegna compie uno dei più importanti investimenti mai realizzati a favore delle giovani generazioni, destinando quasi 100 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027 alla formazione di alto livello, alla ricerca, all’innovazione e al lavoro qualificato.

Con il Piano Newgens e le misure Step (Strategic Technologies for Europe Platform, Piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa), approvati dalla giunta regionale su proposta dell’assessora del Lavoro, Desirè Manca, prende forma una strategia che punta a costruire il capitale umano della Sardegna, sostenendo l’occupazione, la creazione d’impresa e la formazione di competenze altamente specializzate nei settori tecnologici strategici.

Un investimento che guarda al futuro dell’Isola, offrendo ai giovani l’opportunità di formarsi anche fuori dalla Sardegna, per poi riportare competenze, innovazione e valore al servizio dello sviluppo economico e sociale del territorio.

“Il Piano Newgens rappresenta una scelta strategica della Regione per il futuro della Sardegna. Il nostro obiettivo – dichiara l’assessora del Lavoro, Desirè Manca – non è soltanto aumentare l’occupazione giovanile, ma migliorarne la qualità, investendo sulle competenze e creando le condizioni perché i giovani possano costruire il proprio percorso di vita e di lavoro nella nostra Isola. Vogliamo accompagnare i giovani nella formazione, favorire l’acquisizione di competenze sempre più qualificate e richieste dal mercato, e trasformare anche le esperienze maturate fuori dalla Sardegna in un valore aggiunto per il nostro territorio”.

Dietro questa visione c’è un investimento concreto: quasi 100 milioni di euro. Con una dotazione di 44,2 milioni di euro, il Piano Newgens finanzierà interventi per favorire l’occupazione stabile, la creazione di impresa, rafforzare le competenze e accompagnare le nuove generazioni verso un lavoro qualificato.

Accanto a queste misure, la nuova Priorità Step, mette a disposizione 52 milioni di euro per sostenere la formazione e l’occupazione nei settori tecnologici strategici individuati dall’Unione europea: tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse e biotecnologie. Gli interventi comprendono percorsi di upskilling e reskilling, incentivi alle imprese che assumono personale qualificato, strumenti di microcredito per startup innovative, contratti di ricerca, master, borse di studio e dottorati realizzati in collaborazione con le Università di Cagliari e Sassari.

Tra gli indirizzi approvati figura anche l’innalzamento dell’indennità massima dei tirocini extracurriculari finanziati dal Piano Newgens, fissata in mille euro lordi mensili, con l’obiettivo di favorire una più ampia partecipazione.

L’attuazione del Piano sarà affidata ad Aspal, in collaborazione con la direzione generale del Lavoro, la direzione generale della Pubblica Istruzione, le Università, gli enti di ricerca e il partenariato economico e sociale.

“Con questa programmazione – conclude l’assessora del Lavoro – compiamo una scelta strategica: investire sulle persone, sulle competenze e sul talento dei nostri giovani, perché il capitale umano è la vera leva dello sviluppo della Sardegna. Attraverso il Piano Newgens e le misure Step puntiamo al contempo a rafforzare il sistema produttivo, sostenere l’innovazione e trasformare la conoscenza in nuove opportunità di sviluppo per tutta l’isola”.

La pubblica accusa ha chiesto una condanna a 16 anni di reclusione per Monica Vinci, la donna di 54 anni accusata dell’omicidio della figlia Chiara Carta, la tredicenne uccisa con numerose coltellate nella loro abitazione di Silì il 18 febbraio 2023. La richiesta è stata formulata davanti alla Corte d’Assise di Cagliari, dal pubblico ministero Valerio Bagattini, al termine di una lunga requisitoria. Il processo riprenderà il prossimo 9 settembre con la discussione della difesa. Al centro del dibattimento resta il tema della capacità di intendere e di volere dell’imputata al momento del delitto. Il perito nominato dal giudice per le indagini preliminari aveva infatti accertato un totale vizio di mente, ritenendo Monica Vinci completamente incapace di intendere e di volere quando uccise la figlia. Di diverso avviso il pubblico ministero, che ha sostenuto le conclusioni del proprio consulente, Stefano Ferracuti. Pur riconoscendo che la donna fosse affetta da una grave patologia psichiatrica, il consulente della Procura ha escluso l’incapacità totale, parlando invece di una capacità soltanto parzialmente compromessa. Per questo il pm ha chiesto che venga riconosciuta esclusivamente l’attenuante del vizio parziale di mente. Nel corso della requisitoria, Bagattini ha spiegato di non condividere le conclusioni del neuropsichiatra Maurizio Maresca, perito dell’Asl e già autore della consulenza disposta durante le indagini. Quest’ultimo aveva descritto l’omicidio come un gesto completamente fuori controllo, provocato da una grave schizofrenia paranoide, sottolineando come un simile delitto non possa essere spiegato con una semplice lite familiare. Secondo la ricostruzione dell’accusa, invece, la discussione tra madre e figlia, nata perché la ragazzina voleva uscire con un’amica, non sarebbe di per sé sufficiente a spiegare quanto accaduto, ma dimostrerebbe che Monica Vinci conservasse una residua capacità di comprendere e di agire. Partendo da una pena base di 24 anni e applicando l’attenuante della seminfermità, il pubblico ministero ha quindi chiesto una condanna a 16 anni di reclusione. La Procura ha inoltre evidenziato la persistente pericolosità sociale della donna, chiedendo che, al termine della pena, venga applicata una misura di sicurezza di tre anni in una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), struttura nella quale Monica Vinci è tuttora ricoverata e sottoposta a cure dopo aver tentato il suicidio subito dopo l’omicidio. Nel corso dell’udienza è intervenuta anche l’avvocata Anna Paola Putzu, nominata parte civile dall’ex marito dell’imputata. La parola passerà ora alla difesa, rappresentata dall’avvocato Gianluca Aste, che il 9 settembre illustrerà le proprie conclusioni, sostenendo la tesi dell’infermità totale e della conseguente non imputabilità della donna. (articolo di Giorgio Mastino, Ornews Oristano).

La situazione della pista ciclabile che collega la circonvallazione di Oristano al prolungamento di viale Repubblica, al ponte di Brabau e a Torre Grande, approda in consiglio comunale, a Oristano, attraverso un’interpellanza rivolta al sindaco e alla giunta dai rappresentanti dell’opposizione (prima firmataria Maria Obinu). Nel documento si evidenzia il valore strategico dell’infrastruttura per la mobilità sostenibile, la sicurezza dei cittadini e la valorizzazione turistica del litorale, sottolineando però la necessità di interventi su manutenzione, illuminazione e decoro del percorso. Tra i punti sollevati figurano le criticità legate alla sicurezza e alla fruibilità della pista, la richiesta di conoscere le interlocuzioni avviate con la Provincia per il miglioramento del tracciato e la messa in sicurezza dei tratti ritenuti più problematici. L’interpellanza chiede inoltre se esistano progetti per il potenziamento della rete ciclabile cittadina e, in particolare, per il prolungamento del collegamento tra Torre Grande e Cabras, con il coinvolgimento degli enti competenti. Particolare attenzione viene riservata anche alla rotonda di Brabau, di competenza provinciale, per la quale vengono richieste informazioni sulle iniziative intraprese dal Comune per ottenere interventi di pulizia, manutenzione e sistemazione dell’area. Nel documento si domanda inoltre quale sia stato il contributo dei rappresentanti di Oristano in Provincia sul tema della viabilità ciclabile e della cura delle infrastrutture interessate. I firmatari chiedono infine tempi certi per risposte concrete su illuminazione, manutenzione e sviluppo della rete ciclabile tra Oristano, Torre Grande e Cabras, indicando il modello adottato dal Comune di Cabras come possibile esempio di programmazione e investimento nella mobilità sostenibile. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

Il Consorzio Uno, ente gestore della sede universitaria di Oristano, e l’Università degli Studi di Cagliari, hanno organizzato un convegno dal titolo “Governare le Destinazioni. Nuove figure per lo sviluppo”, sulle Destinazioni Turistiche e sulla figura del Destination Manager, profilo in uscita dal corso di laurea in Management delle Destinazioni e del Turismo Culturale (Mdtc), che l’Università degli Studi di Cagliari ha istituito nella sede di Oristano dall’anno accademico 2025/2026. L’iniziativa è nata con l’obiettivo di promuovere il confronto sul governo delle destinazioni turistiche e di far conoscere il nuovo corso di laurea in Management delle Destinazioni e del Turismo Culturale, e in particolare il curriculum in Progettazione e Gestione delle Destinazioni Turistiche, attivato dall’Università degli Studi di Cagliari presso la sede di Oristano, che forma la figura professionale del Destination Manager. Si tratta di un percorso formativo innovativo nato per rispondere alle esigenze dei territori e delle organizzazioni, pubbliche e private, che operano nel turismo, nella cultura e nello sviluppo locale, formando professionisti capaci di accompagnare i processi di crescita e valorizzazione delle destinazioni. Il corso di studi, peraltro, prevede anche un secondo curriculum in Progettazione e Gestione degli Eventi e del Turismo Culturale, finalizzato alla formazione di professionisti altamente qualificati, capaci di ricoprire ruoli strategici nella progettazione, organizzazione e promozione di eventi e nella valorizzazione del patrimonio culturale del turismo culturale, operando con efficacia in contesti lavorativi diversificati. Questo secondo percorso di studi sarà al centro di un ulteriore importante appuntamento, in programma nel prossimo autunno, dedicato in particolare alla valorizzazione turistica dei beni e delle attività culturali. La manifestazione, fissata in calendario per giovedì 9 luglio, alle 9.30, presso l’Auditorium di San Domenico, in via Lamarmora , a Oristano, sarà articolata in tre panel dedicati rispettivamente a: Mobilità e Accessibilità, Esperienze locali di costruzione delle destinazioni, La figura del Destination manager e l’organizzazione delle destinazioni. Aprirà i lavori, il rettore dell’Università degli Studi di Cagliari, Francesco Mola, mentre Giuseppe Melis, direttore del Centro Servizi di Ateneo per l’Innovazione e l’Imprenditorialità dell’Università di Cagliari e docente di Progettazione e Gestione delle Destinazioni Turistiche, terrà la relazione. “Il convegno – ha detto Melis – non nasce con l’obiettivo di rappresentare in modo esaustivo tutte le esperienze di sviluppo turistico presenti in Sardegna, molte delle quali meritevoli di attenzione e approfondimento (cosa che faremo sicuramente con altri eventi), ma di offrire alcuni punti di vista differenti sul tema della governance delle destinazioni e sulle competenze necessarie per accompagnarne i processi di sviluppo. L’intento è quello di favorire il confronto tra istituzioni, operatori, amministratori e professionisti, contribuendo alla diffusione di una cultura manageriale delle destinazioni turistiche.” “Questo corso rappresenta per la sede universitaria di Oristano un passo importante – ha aggiunto Gian Valerio Sanna, presidente del Consorzio Uno -. Dopo quasi 30 anni dalla sua istituzione, il corso di studio dedicato al turismo cambia pelle, andando incontro alle esigenze di professionalità e competenze che il mondo contemporaneo richiede per affrontare la complessità. Siamo convinti che gli operatori del settore, i policy makers e le amministrazioni pubbliche sapranno cogliere questo sforzo e sapranno apprezzare la professionalità delle ragazze e dei ragazzi di tutta l’isola che sceglieranno di formarsi qui a Oristano”. All’organizzazione del convegno hanno concorso Assidema e Destinaction, due associazioni professionali che riuniscono i manager di destinazione italiani.

Oristano si prepara ad accogliere “Le Notti del Vino – Calici, Vicoli e Sapori”, l’iniziativa inserita nel programma nazionale promosso dall’Associazione Nazionale Città del Vino che il 31 luglio 2026 animerà il centro storico cittadino con un ricco programma dedicato alle eccellenze vitivinicole, agroalimentari e gastronomiche del territorio. Per consentire la più ampia partecipazione degli operatori interessati, il Comune di Oristano ha pubblicato l’avviso per la raccolta delle manifestazioni di interesse rivolte ad aziende vitivinicole, attività di ristorazione, produttori agroalimentari, consorzi di tutela e associazioni di categoria. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare le produzioni locali, promuovere il patrimonio culturale e identitario del territorio e rafforzare la collaborazione tra imprese, istituzioni e operatori economici, contribuendo alla crescita dell’attrattività turistica della città e dell’intera provincia. “Le Notti del Vino rappresentano un’importante occasione per valorizzare il nostro centro storico e per mettere in rete le migliori espressioni del comparto vitivinicolo, agroalimentare e della ristorazione – sottolinea il sindaco di Oristano Massimiliano Sanna -. Oristano aderisce con convinzione a questa iniziativa nazionale perché crediamo che la promozione delle produzioni di qualità, della cultura e delle tradizioni locali possa generare nuove opportunità di sviluppo economico e turistico per il territorio. Vogliamo che la città sia sempre più protagonista di eventi capaci di attrarre visitatori e di raccontare l’identità autentica della nostra comunità”. “Dopo la recente adesione all’Associazione nazionale delle Città del vino, con questa manifestazione Oristano entra in circuito che consente di mettere in mostra le eccellenze produttive del territorio, rafforzare il legame tra vino, cultura e turismo e offrire nuove opportunità di promozione e sviluppo per il sistema economico locale – aggiunge l’assessora alle Attività Produttive, Valentina de Seneen -. Vogliamo costruire un evento partecipato che coinvolga direttamente aziende vitivinicole, ristoratori, produttori e associazioni, creando una collaborazione concreta tra i diversi protagonisti del territorio. Le Notti del Vino saranno un’occasione per promuovere le eccellenze locali, favorire l’incontro tra produttori e consumatori e valorizzare il grande patrimonio enogastronomico della provincia di Oristano. Invitiamo tutti gli operatori interessati a presentare la propria manifestazione di interesse e a contribuire alla realizzazione di un appuntamento che potrà diventare un punto di riferimento per la promozione delle nostre produzioni e della nostra identità territoriale”. Il programma della manifestazione prevede un convegno dedicato alla cultura del vino e all’enoturismo, spazi destinati alla promozione e degustazione delle produzioni vitivinicole, iniziative culturali e divulgative e una grande cena all’aperto che coinvolgerà i ristoratori aderenti lungo le vie del centro storico, offrendo a cittadini e visitatori un percorso tra sapori, tradizioni e produzioni di qualità. Possono aderire all’iniziativa i pubblici esercizi e le attività di ristorazione della Provincia di Oristano, le aziende vitivinicole operanti nel territorio regionale, i produttori agroalimentari, i consorzi di tutela e gli altri soggetti pubblici e privati la cui partecipazione sia coerente con le finalità dell’evento. La partecipazione è gratuita. Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro le ore 13 del 15 luglio, utilizzando l’apposita modulistica pubblicata dal Comune di Oristano e trasmettendola tramite Pec, oppure consegnandola all’Ufficio protocollo dell’ente.

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