Mag 04

Screening oncologici, al San Martino ripresa l’attività di refertazione delle mammografie.

L’attività di refertazione delle mammografie nell’ambito dello screening oncologico, che nelle scorse settimane era stata sospesa a causa della assenza temporanea non prevista del personale medico presso la struttura di Radiologia territoriale dell’ospedale San Martino di Oristano, è ripresa già da alcuni giorni.

Le due specialiste in servizio hanno lavorato per recuperare il pregresso ed effettuato la lettura di tutte le mammografie eseguite nel mese di marzo e stanno procedendo con l’analisi di quelle del mese di aprile.

Alla ripresa delle attività erano 1.000 (e non 6.000 come erroneamente riportato in alcuni documenti aziendali) gli esami da refertare e attualmente sono circa 450 quelli residui, la cui lettura dovrebbe essere conclusa entro questa settimana per riallinearsi e riprendere con l’attività ordinaria.

Perché sia garantita la continuità del servizio anche in caso di assenze, ferie o malattia del personale, la direzione della Asl di Oristano ha comunque deciso di procedere con l’attivazione di una convenzione con la Asl di Cagliari e con la pubblicazione di un avviso, pubblicato lo scorso 29 aprile, per il conferimento di due incarichi libero-professionali a specialisti in Radiodiagnostica con specifica competenza senologica da destinare alla struttura di Radiologia territoriale di Oristano.

Nel 2025, così come nei due anni precedenti, il Centro screening oncologici della Asl di Oristano ha invitato il 100% della popolazione target (donne tra i 50 e i 69 anni) a sottoporsi alla mammografia, tramite lettera inviata a domicilio: lo scorso anno sono state 12.921 le donne chiamate a effettuare l’esame gratuitamente. All’invito hanno risposto in 5.984, il 46% di chi rientra nel target, un valore superiore all’obiettivo regionale del 35% che la Asl punta a incrementare ulteriormente nel corso di quest’anno.

“Le due azioni, la convenzione con la Asl 8, che ringrazio per la disponibilità, e il supporto di due ulteriori specialisti libero professionisti – motiva la direttrice generale Grazia Cattina – sono state pensate, fra l’altro, in un momento in cui non avevamo certezze sulle date di ripresa, per mettere in sicurezza e a rafforzare l’attività di screening mammografico, un servizio fondamentale per la prevenzione dei tumori in cui la nostra Azienda sanitaria crede fortemente. Il nostro obiettivo è quello di incrementare la già buona adesione allo screening mammografico”.

La demolizione della vecchia casa agricola nella rotonda di Brabau diventa l’ennesimo caso che riaccende le polemiche sull’operato della Soprintendenza e sulla gestione dei vincoli archeologici. L’ente ha imposto una serie di prescrizioni che ridimensionano in modo significativo l’intervento previsto dalla Provincia di Oristano. La decisione, recepita con una determinazione del 1° maggio dopo la richiesta di integrazioni al progetto, limita le demolizioni alle sole parti fuori terra, vieta lo sradicamento della vegetazione e impone un monitoraggio archeologico costante durante tutte le operazioni. In soldoni, niente interventi in profondità e attività sul terreno ridotte al minimo, con margini operativi praticamente azzerati. Alla base delle prescrizioni c’è la presenza, nell’area, del sito archeologico di Sa Osa, già individuato nel 2008 durante i lavori della provinciale 1. Sotto la collinetta al centro della rotonda si troverebbe infatti una porzione ancora non indagata di un contesto di grande rilievo, con strutture, fosse e pozzi profondi risalenti all’età del Bronzo e alla prima età del Ferro, da cui sono emersi resti vegetali fondamentali per le ricostruzioni archeobotaniche. Secondo la Soprintendenza, la presenza di stratificazioni anche a quote superficiali impone la massima cautela: qualsiasi intervento potrebbe interferire con depositi archeologici ancora sepolti. Da qui l’obbligo di operare con metodologia di scavo archeologico e con la presenza continua di un professionista in cantiere. Le conseguenze sul progetto sono evidenti. La riqualificazione complessiva dell’area – inizialmente prevista con nuove piantumazioni e una sistemazione a verde – viene di fatto ridimensionata. Le prescrizioni escludono lavorazioni invasive e impediscono lo sradicamento della vegetazione esistente, limitando fortemente le possibilità di intervento. Restano confermate solo le operazioni più urgenti: la rimozione dell’amianto dalla copertura dell’edificio, circa 110 metri quadrati di lastre in cemento-amianto, e la bonifica dell’area oggi utilizzata come discarica abusiva. Anche in questi casi, però, ogni attività dovrà muoversi entro i rigidi vincoli imposti sul sottosuolo. Il nodo più controverso resta però il precedente. Dopo gli scavi del 2008, la stessa Soprintendenza aveva recuperato i materiali di interesse e autorizzato la copertura del sito, consentendo la realizzazione della strada provinciale e quindi della rotonda. A distanza di 18 anni, l’impostazione cambia radicalmente. Le nuove prescrizioni introducono limiti stringenti su un’area già trasformata e su un progetto oggi costretto a muoversi con margini minimi. È qui che si concentra la critica più forte: quelle valutazioni avrebbero dovuto essere fatte allora. Se il sito imponeva tali cautele, la Soprintendenza avrebbe dovuto bocciare o modificare il progetto stradale già nel 2008, non autorizzarlo e tornare oggi a imporre vincoli che di fatto bloccano o snaturano gli interventi successivi. Una gestione che alimenta dubbi sulla coerenza delle decisioni e che continua a rendere difficile, per gli enti locali, programmare opere con tempi e regole certe. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

Alla vigilia della stagione estiva, con i primi turisti già arrivati in Sardegna, a Oristano esplode lo scontro tra Comune e attività del settore della ristorazione. Proprio mentre bar e ristoranti si preparano al periodo più importante dell’anno, l’amministrazione comunale stringe sui dehors e sui tavolini all’aperto, una scelta che molti operatori giudicano incomprensibile, considerando il servizio essenziale che offrono a cittadini e visitatori. Eppure, nel centro cittadino non mancano situazioni che alimentano ulteriori polemiche: alcuni dehors, più che spazi di accoglienza curati, appaiono come veri e propri accampamenti o “stazzi”, lontani dall’idea di un servizio decoroso e in linea con una città che ambisce a una vocazione turistica. Un elemento che rende ancora più difficile comprendere la linea adottata dal Comune, tra esigenze di decoro urbano e sostegno alle attività economiche. La tensione è salita pochi giorni fa davanti a Palazzo Campus Colonna, dove una delegazione di circa trenta titolari di bar e ristoranti ha manifestato chiedendo un incontro urgente per rivedere le norme sull’occupazione del suolo pubblico. Il sindaco Massimiliano Sanna ha ricevuto i rappresentanti in sala giunta per un confronto a porte chiuse, nel tentativo di trovare una mediazione su un regolamento che rischia di mettere in difficoltà l’intero comparto proprio nel momento cruciale dell’anno. Al centro della contestazione ci sono le nuove restrizioni che impongono un limite di 30 metri quadrati per i dehors e vincoli più rigidi sulle aree carrabili. Diversi esercenti hanno già ricevuto via pec l’ordine di smantellare parte delle strutture esterne entro pochi giorni. Una prospettiva che, secondo gli operatori, comporterebbe un crollo degli incassi e la perdita immediata di circa 50 posti di lavoro, con una media di due o tre dipendenti per locale a rischio senza il servizio all’aperto. Il regolamento, approvato nel settembre 2025, è già stato impugnato davanti al Tar da cinque operatori del centro storico, ma la sentenza è attesa solo in autunno. Un’attesa giudicata insostenibile dagli imprenditori, che temono di perdere un’intera stagione turistica. Per questo è stata avanzata al sindaco la richiesta di una deroga immediata, attraverso un passaggio urgente in Consiglio comunale, per mantenere gli spazi attuali almeno durante l’estate. Il malcontento tra gli esercenti è forte: senza gli incassi dei mesi estivi, molti temono di non avere le risorse per affrontare l’inverno. Una situazione che riapre il dibattito sulla reale vocazione turistica della città. Intanto, si attende la convocazione di un nuovo tavolo tecnico per cercare di sbloccare la situazione. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

I lavori della seduta del consiglio comunale di Oristano sono stati aggiornati a martedì 5 maggio, alle ore 18, presso la sala consiliare al Teatro San Martino, in via Ciutadella De Menorca,  per la discussione del seguente ordine del giorno:
1) Adesione del Comune di Oristano alla “Associazione Nazionale Città del Vino” (Prop. n. 17 del 24/03/2026);
2) Interrogazione urgente Consiglieri Obinu Giuseppe, Obinu Maria, Marcoli, Della Volpe, Marchi, Federico, Perra, Daga: “Condizioni della scuola dell’infanzia di via Campania”;
3) Interpellanza urgente Consiglieri Uras e Pisanu: “Grave stato di abbandono del verde urbano nella rotatoria di Via Ernesto Campanelli e nei marciapiedi delle vie limitrofe – inerzia dell’Assessorato all’Ambiente”;
4) Interpellanza urgente Consiglieri Uras e Pisanu: “Stato di degrado della piazzetta di Nuraxinieddu e totale assenza di programmazione nella gestione del verde pubblico”;
5) Interpellanza urgente Consiglieri Uras e Pisanu: “Sversamento di bitume non autorizzato in Area destinata a parco verde dietro il Foro Boario – Grave danno ambientale e responsabilità amministrativa”;
6) Interpellanza urgente Consiglieri Uras e Pisanu: “Stato di degrado e pericolosità dei marciapiedi e della viabilità urbana e frazionale”;
7) Interpellanza urgente Consiglieri Obinu Giuseppe, Obinu Maria, Marcoli, Della Volpe, Marchi, Federico, Perra, Daga: “Situazione di degrado, sicurezza e utilizzo degli spazi della biblioteca comunale”;
8) Interpellanza urgente Consiglieri Uras e Pisanu: “Grave stato di abbandono e degrado presso la Chiesa di San Giacomo Apostolo di Nuraxinieddu – Accertamento responsabilità politiche e richiesta di rimozione dell’Assessore all’Ambiente”;
9) Interpellanza urgente Consiglieri Uras e Pisanu: “Gestione dei lavori pubblici in Via Donatello e gravi disservizi causati alla cittadinanza”;
10) Interpellanza urgente Consiglieri Uras e Pisanu: “Mancato collaudo e mancata messa in esercizio della rete fognaria (acque nere) nel Viale Repubblica – Località Sa Rodia”;
11) Interpellanza urgente Consiglieri Uras e Pisanu: Mancata manutenzione del verde pubblico e grave rischio per la sicurezza degli studenti della Scuola di via Cairoli”;
12) Interpellanza urgente Consiglieri Uras e Pisanu: Grave carenza delle figure obbligatorie del “PLUS e conseguenze sul sistema dei servizi sociali nel Comune di Oristano;
13) Interpellanza urgente Consiglieri Uras e Pisanu: Mancato rinnovo del servizio di trasporto per minori diversamente abili presso le strutture sanitarie;
14) Interpellanza urgente consiglieri Uras e Pisanu: “Grave stato di degrado e pericolo dello spogliatoio e del campo di calcetto nella frazione di Nuraxinieddu;
15) Interpellanza Consiglieri Daga, Della Volpe, Perra, Federico, Marchi, Obinu Maria, Obinu Giuseppe, Marcoli: “Realizzazione di un percorso ciclo pedonale sul ponte del fiume Tirso”;
16) Interrogazione urgente Consiglieri Obinu Giuseppe, Obinu Maria, Marcoli, Della Volpe, Marchi, Federico, Perra, Daga: “Voglio una vita spericolata: stato dei lavori e condizioni di sicurezza della pista pedonale e ciclabile in via Vandalino Casu”;
17) Interpellanza urgente Consiglieri Marchi, Della Volpe, Daga, Perra, Federico, Obinu Maria, Marcoli, Obinu Giuseppe: “Contributo canone di locazione annualità 2025”;
18) Interpellanza Consiglieri Della Volpe, Daga, Perra, Marchi, Federico, Obinu Maria, Marcoli, Obinu Giuseppe: “Messa in sicurezza e igiene ambientale della Scuola dell’infanzia di Via Lanusei;
19) Interpellanza urgente Gruppo Consiliare “Oristano al Centro”: “Grave ritardo nell’erogazione del contributo integrativo per il canone di locazione (Fondo Nazionale ex Legge 431/98) e instabilità politico-amministrativa dell’esecutivo comunale”;
20) Interpellanza Consiglieri Daga, Della Volpe, Perra, Federico, Marchi, Obinu Maria, Obinu Giuseppe, Marcoli: “Chiusura dell’Antiquarium Arborense e stato di attuazione del finanziamento di euro 200.000 per l’accessibilità e l’abbattimento delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali”.
21) Interpellanza Consiglieri Della Volpe, Daga, Perra, Marchi, Federico, Obinu Maria, Marcoli, Obinu Giuseppe: “Criticità bando Servizio Ristorazione Scolastica”.
22) Interrogazione Consiglieri Federico, Marchi, Della Volpe, Perra, Daga, Obinu Maria, Marcoli, Obinu Giuseppe: “Gestione parcheggi a pagamento”.
23) Interrogazione urgente Consiglieri Federico, Marchi, Della Volpe, Perra, Daga, Marcoli, Obinu Maria, Obinu Giuseppe: “Mancata tutela della Fontana di Corriga;”
24) Interpellanza urgente Consiglieri Uras, Pisanu: “Grave e persistente abbandono di rifiuti nelle periferie e nelle arterie di collegamento alle frazioni. Richiesta di interventi immediati e chiarimenti”.

Il Comune di Oristano rinnova l’impegno nella sensibilizzazione sui rischi legati all’amianto e nella promozione della memoria delle vittime. Martedì 5 maggio, alle 9, nella rotonda di via Petri, si terrà la cerimonia commemorativa in occasione della Giornata in ricordo delle Vittime dell’Amianto, promossa come di consueto da Areas – Associazione regionale ex esposti amianto Sardegna, con il sostegno dell’amministrazione comunale. Alla commemorazione, aperta a tutta la cittadinanza, parteciperà il sindaco Massimiliano Sanna, che ha rivolto un invito alla comunità a prendere parte a un momento di raccoglimento e riflessione dedicato al ricordo di quanti hanno perso la vita a causa dell’esposizione all’amianto. Insieme a lui l’assessora all’Ambiente, Maria Bonaria Zedda, e il presidente dell’Associazione regionale ex esposti amianto, Giampaolo Lilliu. La cerimonia si svolgerà davanti al monumento dedicato alle vittime, opera dello scultore Fabio Sanna, donato alla città dall’Associazione regionale ex esposti amianto Sardegna e divenuto negli anni un luogo simbolico della memoria collettiva. L’iniziativa si inserisce nel programma di “Amianto Zero 2026”, il progetto promosso dall’assessorato comunale all’Ambiente e da Area, con la collaborazione della Pro loco Oristano e degli istituti scolastici cittadini, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della prevenzione, dell’informazione e della tutela della salute pubblica. “Ricordare le vittime dell’amianto significa rinnovare un impegno concreto verso la sicurezza, la prevenzione e la salvaguardia della salute dei cittadini – dichiara il sindaco Massimiliano Sanna –. La memoria di chi ha pagato il prezzo più alto deve continuare a guidare le istituzioni e la comunità in un percorso di consapevolezza, responsabilità e attenzione verso l’ambiente in cui viviamo”.

Lavarsi le mani: un gesto semplice, che può salvare la vita. Anche la Asl 5 di Oristano aderisce alla “Giornata Mondiale dell’Igiene delle Mani”, che si celebrerà martedì 5 maggio, in tutto il mondo, per mantenere alta l’attenzione sull’igiene delle mani non solo negli ambienti di assistenza e di cura, ma anche in comunità. Per l’occasione la direzione dell’ospedale San Martino di Oristano promuove un’iniziativa di sensibilizzazione rivolta a pazienti e visitatori. Dalle ore 9 alle 13, agli ingressi della struttura, saranno allestite due postazioni informative, in cui il personale sanitario effettuerà dimostrazioni pratiche, consulenze e attività interattive per rafforzare la cultura della prevenzione e della sicurezza delle cure. Tra le attività proposte, anche una dimostrazione pratica con il gel fluorescente, utile per evidenziare l’efficacia di una corretta igiene delle mani, e la distribuzione di opuscoli informativi su come eseguire correttamente questa pratica. La Giornata Mondiale dell’Igiene delle Mani, giunta alla sua 17esima edizione, è stata istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per sensibilizzare le persone alla prevenzione delle malattie infettive e al mantenimento di una buona salute. Il messaggio di quest’anno è “Save lives: clean your hands” (Salva vite: igienizza le mani). L’igiene delle mani è una procedura estremamente semplice, veloce e a basso costo ma con un elevato impatto in ambito sanitario che, eseguita nei momenti giusti e nel modo corretto, può salvare milioni di vite ogni anno. Questa pratica resta fondamentale anche quando si utilizzano i guanti che, utilizzati durante le procedure mediche, possono contaminarsi facilmente. Una volta indossati, devono essere rimossi, ad esempio dopo aver toccato un paziente, e l’igiene delle mani deve essere eseguita immediatamente, proteggendo sia il paziente che gli operatori da possibili infezioni. La campagna Oms rientra nell’obiettivo di una copertura sanitaria universale, ovvero il raggiungimento di una salute e un benessere migliori per tutte le persone di tutte le età. La prevenzione e il controllo delle infezioni, inclusa l’igiene delle mani, sono fondamentali per raggiungere tale copertura, in quanto rappresentano un approccio pratico e basato sull’evidenza scientifica, con un impatto dimostrato sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza dei pazienti a tutti i livelli del sistema sanitario. “Anche la nostra Asl ha scelto di aderire all’iniziativa – afferma la direttrice della Asl di Oristano, Grazia Cattina –, per richiamare l’attenzione della popolazione sull’importanza di un gesto spesso sottovalutato, eppure fondamentale, quale è il corretto lavaggio delle mani: grazie all’adozione di questa sana e semplice abitudine sarebbe possibile proteggersi dalle infezioni. Invitiamo perciò le persone che domani si recheranno in ospedale a fermarsi presso i nostri punti informativi, assistere alle dimostrazioni pratiche e ritirare il materiale informativo che verrà distribuito. Lavarsi le mani può davvero salvare la vita”.

Il 5 per mille ai servizi sociali del Comune di Oristano. L’iniziativa è dell’Assessorato ai Servizi sociali del Comune di Oristano che, attraverso una quota delle dichiarazioni dei redditi degli oristanesi, vuole offrire una possibilità di aiuto in più alle tante persone che necessitano di assistenza. Il Comune di Oristano rinnova la campagna per la destinazione del 5 per mille dell’Irpef a sostegno dei servizi sociali – spiega il sindaco Massimiliano Sanna -. Con un gesto semplice e gratuito, che non costa nulla al contribuente, si può fare la differenza a beneficio delle famiglie e delle persone fragili del nostro territorio. Scegliere di destinare il 5 per 1000 al nostro Comune significa investire nella comunità, nelle persone, nel futuro di chi vive situazioni di difficoltà. Ogni firma conta: chiediamo ai cittadini di compiere questo gesto di solidarietà”. “I servizi sociali operano ogni giorno per garantire supporto alle famiglie in difficoltà, inclusione sociale e interventi a favore di persone in condizioni di vulnerabilità – aggiunge l’assessore Giulia Murgia -. Le risorse derivanti dal 5×1000 andranno a rafforzare direttamente questi interventi, ampliando la rete di protezione sociale sul territorio. Vogliamo dunque offrire agli oristanesi un’opportunità in più per sostenere le attività del Comune nell’ambito delle politiche sociali e dare un aiuto concreto a chi soffre di più e necessita di maggiore aiuto”. Per destinare il 5×1000 ad un Comune è sufficiente apporre la propria firma nell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi. In automatico il tuo 5×1000 verrà assegnato al Comune di residenza.

L’associazione Le Belle Donne di Oristano promuove una raccolta fondi mediante la distribuzione di piante e fiori, che si terrà in piazza Roma, a Oristano, all’interno della Torre di Mariano, il 9 e 10 maggio, in occasione della Festa della Mamma. Per l’occasione, verrà allestita una mostra d’arte con l’esposizione di opere, omaggio di alcuni artisti. Euro Con l’iniziativa l’associazione si propone di sostenere l’assegnazione di due borse di studio di 4.000 ciascuna, ai figli di donne affette da tumore mammario, studenti della scuola media inferiore e di quella superiore, con lo scopo di offrire ai ragazzi un’occasione di crescita personale, culturale e linguistica, che contribuisca a rafforzarne autonomia, fiducia e prospettive future, attraverso un’esperienza formativa all’estero. Un gesto concreto per sostenere non solo le donne nel loro percorso di cura, ma anche i loro figli nel cammino verso il domani. Un progetto che è in attesa di valutazione, nell’ambito dell’edizione 2026 del concorso “Charity Goal”, indetto dalla Solowomenrun di Cagliari, manifestazione a cui l’associazione Le belle donne partecipa da diversi anni. L’escursione si effettuerà nel mese di giugno, nel territorio di un comune sardo ancora da selezionare fra i vari paesi presi in considerazione e si avvarrà dell’ausilio di una esperta guida del posto. Le interessate potranno fare richiesta di partecipazione secondo le modalità che verranno presto rese note dall’associazione. Le Belle Donne di Oristano è un’associazione nata nel 2012, come gruppo spontaneo di amiche che si sono ritrovate dopo essersi imbattute nell’esperienza del tumore mammario, con l’intento di aiutarsi e aiutare altre donne che hanno vissuto la stessa esperienza. Il 29 novembre 2019 si è quindi costituita come associazione di promozione sociale, con regolare atto costitutivo e statuto redatti nel rispetto della legge per le associazioni del terzo settore.

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