Apr 29

L’Assemblea delle Regioni insulari dell’Unione europea: “Insularità troppo debole”.

Le politiche e le strategie mirate che dovranno essere adottate dall’Unione europea per lo sviluppo delle regioni insulari e ultraperiferiche, sono state al centro dell’assemblea generale della conferenza delle Regioni periferiche e marittime e della Commissione Isole.

All’evento, che si è tenuto a Cagliari, hanno preso parte, tra gli altri, la presidente della Regione Alessandra Todde, il vicepresidente Giuseppe Meloni, il presidente del consiglio regionale Piero Comandini, la presidente della Commissione Isole Marie Antoinette Maupertuis, e il presidente della Conferenza delle regioni periferiche e marittime (Crpm), Filip Reinhag.

Nel suo intervento la presidente Todde ha affermato che “…l’avvio di una strategia dedicata da parte dell’Ue rappresenta un passaggio senza precedenti, decisivo.

Questa strategia – ha proseguito Todde – deve diventare il punto di partenza per orientare le politiche europee del prossimo ciclo, a partire dalla programmazione 2028-2034, dove il tema dell’insularità è ancora troppo debole. Ma perché funzioni, serve una scelta chiara: le isole devono essere riconosciute come una categoria specifica, con esigenze proprie, senza essere confuse con altre realtà territoriali già dotate di strumenti dedicati.

Il problema è evidente, le isole partono da una condizione strutturale diversa: la distanza, la discontinuità territoriale, i costi aggiuntivi non sono eccezioni, sono la normalità per cittadini e imprese. E questo si traduce in minore competitività e in un processo di convergenza più difficile rispetto alle regioni continentali.

Le isole non chiedono privilegi, ma di poter partecipare pienamente al progetto europeo, con regole che tengano conto della realtà in cui vivono. Sia i cittadini che le imprese delle regioni insulari si trovano costantemente ad affrontare una sorta di tassa nascosta, che limita la loro capacità di integrarsi nel mercato interno.

Le norme sugli aiuti di Stato – ha concluso Todde – devono essere allineate agli obiettivi di policy stabiliti dai trattati, compresi quelli della coesione, e le politiche territoriali per le isole necessitano di un approccio specifico, volto a superare le difficoltà derivanti dalla geografia e a rafforzarne la competitività e l’attrattività, anziché essere limitate da norme stringenti sugli aiuti di Stato”.

“Oggi inizia per me ufficialmente una nuova responsabilità. Sono cresciuto politicamente dentro questo progetto, passo dopo passo, condividendo battaglie, idee e visione con tante persone straordinarie”. Così il consigliere regionale oristanese del M5S, Alessandro Solinas, ha aperto il post sulla sua pagina Facebook, il giorno della nomina a coordinatore del M5S per la Sardegna. “Oggi, dopo essere già stato votato dal consiglio nazionale, a seguito di un confronto con i territori, assumo ufficialmente il ruolo di coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, con grande senso di responsabilità e con la consapevolezza che davanti a noi ci sono sfide decisive per il futuro della Sardegna e del Movimento, succedo a Ettore Licheri, che ringrazio per il lavoro svolto e al quale faccio i migliori auguri nel ruolo di nuovo vicepresidente, ringrazio anche Giuseppe Conteper la fiducia mostrata nel volermi affidare questo incarico. Ci aspetta un grande lavoro – ha proseguito Solinas -, per portare avanti il quale so che potrò contare sui nuovi coordinatori provinciali, su tutti i nostri parlamentari, consiglieri regionali e comunali, ma soprattutto sui tanti attivisti e simpatizzanti sparsi per la nostra isola, il cui coinvolgimento e apporto saranno fondamentali. Sarà fondamentale il rapporto e la presenza che garantiremo indipendentemente a tutti i territori che vorranno contribuire al nostro progetto di governo e di crescita. Nei territori da oggi inizierà il mio lavoro, con i gruppi territoriali e con tutte le forze vive e vivaci della nostra società. Metteremo al centro del nostro lavoro – ha aggiunto Alessandro Solinas – il contrasto allo spopolamento, la spinta all’innovazione, la sanità, la crescita economica dei territori e la costruzione di nuove opportunità per le giovani generazioni, continueremo a lavorare insieme alla nostra Alessandra Todde, nella grande sfida per il futuro della nostra isola. Il nostro cammino politico continua H concluso il neo coordinatore regionale del M5S -, più forte, più maturo, ma con lo stesso entusiasmo del ragazzo che tanti anni fa si è iscritto al movimento per cambiare le cose, un entusiasmo che coltivo ogni giorno per non dimenticarlo mai”.

Il 16 settembre 2026 suonerà la campanella di inizio delle lezioni per tutte le scuole di ogni ordine e grado della Sardegna. L’ultimo giorno è fissato, invece, per l’8 giugno 2027, a eccezione delle scuole dell’infanzia che termineranno il 30 giugno. I giorni di lezione saranno complessivamente 204 (203 nel caso in cui si festeggi il Santo Patrono in un giorno della settimana). E’ quanto ha stabilito la giunta regionale che, su proposta dell’assessora della Pubblica istruzione, Ilaria Portas, ha approvato il calendario scolastico 2026-2027. “Oggi abbiamo approvato il nuovo calendario scolastico – afferma l’assessora Portas -, uno strumento di pianificazione importantissimo per le famiglie, per gli studenti e le studentesse e per tutti i lavoratori e le lavoratrici della scuola, che potranno organizzare e coniugare i propri tempi di vita personale e il lavoro con congruo anticipo. L’obiettivo – prosegue l’esponente della giunta Todde – è garantire la continuità didattica e il diritto allo studio, assicurando il rispetto dei 200 giorni minimi di lezione previsti dalla legge, ma cercando al contempo un equilibrio che favorisca il benessere di ragazze e ragazzi e insegnanti, e il rispetto di tutte le festività e dei tempi di lavoro e ripresa di quali necessita la scuola. In questa cornice regionale comune, resta salvo il ruolo dell’autonomia scolastica: ogni istituto potrà infatti adattare il calendario alle esigenze specifiche del proprio territorio”. Il calendario per l’anno scolastico 2026/2027 è stato predisposto tenendo conto delle seguenti festività fissate dalla normativa statale: Tutte le domeniche; 4 ottobre 2026 – Patrono d’Italia; 1 novembre 2026 – Festa di tutti i Santi; 8 dicembre 2026 – Immacolata Concezione; 25 dicembre 2026 – Natale; 26 dicembre 2026 – Santo Stefano; 1° gennaio 2027 – Capodanno; 6 gennaio 2027 – Epifania; 29 marzo 2027 – lunedì dell’Angelo; 25 aprile 2027 – Anniversario della Liberazione; 1. maggio 2027 – Festa del Lavoro; 2 giugno 2027 – Festa nazionale della Repubblica; Festa del Santo Patrono (secondo la normativa vigente, se ricade in un giorno di lezione); Ulteriori stop sono previsti per le vacanze natalizie, dal 23 al 31 dicembre 2026 e dal 2 al 5 gennaio 2027; 9 febbraio 2027: Martedì Grasso; Vacanze pasquali dal 25 marzo al 27 marzo 2027; 30 marzo 2027 (martedì successivo al Lunedì dell’Angelo); 28 aprile 2027: Sa Die de sa Sardigna; 2 giorni a disposizione del Consiglio d’Istituto (1 nel caso in cui la Festa del Santo Patrono del Comune di pertinenza ricada nel periodo scolastico).

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