Apr 28

Sa Die de sa Sardigna, Todde: “Autonomia schiacciata, più spazi di autogoverno”.

“Non solo una giornata di memoria, ma un’occasione di rilancio politico che parte da una denuncia forte: quella di un’autonomia compressa e schiacciata”.

Sono le parole della presidente della regione, Alessandra Todde, a margine della celebrazione, in consiglio regionale, di Sa Die de sa Sardigna, che ricorda l’insurrezione popolare, avvenuta nel 1794, che portò alla cacciata da Cagliari e dalla Sardegna dei piemontesi e del viceré Balbiano.

Prima del suo intervento in aula, a chiusura della manifestazione, Todde si è soffermata sui temi caldi su cui c’è tensione nei rapporti col governo, “…come il 41 bis, i temi energetici, o il tentativo di togliere l’intervento regionale di controllo ambientale per quanto riguarda le servitori militari”. Servitù che in Sardegna sono il 60% d’Italia. Temi su cui “si è visto il centralismo” dello Stato. Nonostante i punti di frizione, la strategia della presidente non mira allo scontro frontale fine a sé stesso.

L’obiettivo dichiarato è una “nuova autonomia” che superi la logica del lamento. “Non ci dobbiamo ricordare di essere sardi solo in un giorno particolare dell’anno – ha detto Alessandra Todde nel suo intervento, spiegando che i risultati arrivano quando la Regione è capace di essere propositiva e di presentarsi ai tavoli nazionali “non col cappello in mano, ma in maniera seria e con argomenti solidi”.

In quest’ottica si inseriscono i richiami alle vertenze entrate, al modello di nuova continuità territoriale o l’Einstein Telescope, citati come esempi di una collaborazione possibile. “Non solo rivendicazione, non solo scontro con il governo quando è necessario – ha sostenuto la presidente -, ma anche riconoscimento di leale collaborazione quando ci sono i presupposti. Ciò non toglie che i sardi meritino più rispetto. E più spazi di autogoverno”.

“Identità, autonomia e futuro”. Le celebrazioni per Sa Die de sa Sardigna, la giornata del popolo sardo istituita nel 1993 per ricordare, come detto, l’insurrezione del 28 aprile 1794 e la cacciata dei piemontesi da Cagliari, si sono svolte questa mattina nell’aula del consiglio regionale con uno sguardo proiettato all’Europa delle isole. Le manifestazioni si inseriscono nel quadro dell’Assemblea generale della Conferenza delle Regioni Periferiche e Marittime e della Commissione Isole, in programma a Cagliari. In aula sono intervenuti anche la presidente dell’Assemblea di Corsica e della Commissione Isole della Crpm, Marie-Antoinette Maupertuis, e il presidente della Crpm Filip Reinhag, che hanno ribadito la necessità di un’azione unitaria delle regioni insulari nei confronti delle istituzioni europee. Ma la giornata si è aperta con l’intervento, in video collegamento, del vice presidente del Parlamento europeo, Younous Omarjee, che ha sottolineato il valore delle autonomie e delle istanze provenienti dai territori periferici nel contesto europeo. Nel suo intervento, il presidente del consiglio regionale della Sardegna, Piero Comandini, ha richiamato il significato politico dell’insurrezione del 1794 come atto di dignità collettiva: “È tempo che per la Sardegna decidano i sardi all’interno di regole democratiche, che sono la riforma dello Statuto e una nuova legge statutaria. Vogliamo aprire una nuova stagione politica attenta ai temi dell’identità, dei diritti dei territori. È ora di aprire una profonda riflessione per ripensare la nostra autonomia e la nostra specialità”. Durante gli interventi dei capigruppo non sono mancati i toni polemici: “L’autonomia non può essere ridotta ad un post, a un tweet, a una mera clava propagandistica – ha evidenziato il leader di FdI, Paolo Truzzu -. Oggi i poteri in fin dei conti, se vogliamo, li abbiamo. Ma se non siamo in grado, o non vogliamo, esercitarli, stiamo sostanzialmente sparando a salve”.

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