Sanità, Associazioni 118: “Serve un cambio di passo”.

Sistema dell’emergenza-urgenza del 118 in Sardegna sotto forte pressione. Tra carichi operativi che crescono, costi non coperti in maniera adeguata, carenza di volontari e crescente esposizione di responsabilità in capo ai presidenti delle associazioni.
Dall’assemblea regionale tenutasi a di Oristano è stato lanciato un grido di allarme: “Basta, è ora di cambiare”. Entro i prossimi giorni sarà definito un documento con una richiesta ufficiale di incontro rivolta alla presidenza della Regione, Alessandra Todde. L’obiettivo è quello di aprire un tavolo di confronto sul futuro del servizio di emergenza-urgenza 118 e sulla revisione complessiva della convenzione vigente.
Sul piano della tutela delle organizzazioni, è stato, inoltre, dato mandato di valutare e, se necessario, attivare strumenti di supporto legale rispetto alle criticità amministrative emerse e ai ritardi nei processi di liquidazione. Secondo quanto emerso dall’assemblea è a rischio la sostenibilità stessa del servizio.
“È arrivato il momento di superare definitivamente logiche emergenziali e proroghe infinite che svuotano di significato la riforma del Terzo Settore – ha spiegato Lucia Coi, presidente Anpas Sardegna -. Il volontariato non chiede privilegi né risorse forfettarie, ma il pieno riconoscimento del proprio ruolo, attraverso regole chiare, criteri di accesso trasparenti e un sistema di rendicontazione equo. Le nostre organizzazioni rappresentano un presidio di prossimità nei territori che non può essere ignorato o ridotto a semplice supporto operativo: è una funzione sociale essenziale che merita dignità, coerenza normativa e applicazione concreta delle leggi esistenti”.
Ma non ci sono stati ultimatum: “Non siamo qui per sospendere i servizi, né per creare contrapposizioni – ha detto Giovanni Mura, presidente Misericordie d’Italia Sardegna -, ma per aprire uno spazio di confronto reale su problemi che troppo spesso non trovano ascolto. Il volontariato sta attraversando una fase complessa: carenza di volontari, difficoltà organizzative, responsabilità crescenti e un progressivo indebolimento degli strumenti di sostegno e valorizzazione. Questa è un’occasione per costruire una posizione comune e chiedere con forza che il sistema istituzionale torni ad ascoltare chi, ogni giorno, garantisce servizi essenziali alle comunità”.
Secondo Antonio Dettori, referente 118 Avis Sardegna, “…la richiesta di un modello chiaro di rendicontazione, la definizione precisa dei costi del servizio e il riconoscimento adeguato delle figure operative rappresentano elementi essenziali per superare l’attuale condizione di incertezza”.
“In assenza di riscontri concreti nei tempi indicati – hanno sostenuto le associazioni – si valuteranno ulteriori iniziative condivise a tutela della sostenibilità complessiva del sistema e della tenuta del servizio di emergenza-urgenza 118″.

“La sanità sarda è verso un punto di non ritorno indicato con una data precisa: il 30 giugno prossimo”. Lo sostiene il gruppo del Pd del consiglio regionale, che si è riunito per esaminare un documento tecnico e dettagliato sulla situazione della sanità sarda. Una relazione, redatta sulla base di dati raccolti nel periodo di osservazione tra gennaio e aprile 2026, con l’obiettivo “…di far emergere dati che richiedono una riflessione istituzionale approfondita”, ha sostenuto il capogruppo Roberto Deriu. Secondo l’analisi del Pd, il sistema isolano sta scivolando verso una paralisi totale: sono 270mila i sardi che hanno rinunciato definitivamente alle cure, mentre 500mila cittadini sono privi del medico di base. Il documento fotografa un’emorragia costante di 100 medici di medicina generale all’anno e un sistema Cup che garantisce una risposta puntuale solo a un utente su quattro. La data cerchiata in rosso è il 30 giugno prossimo: senza una sterzata, avverte il Pd, i fondi del Pnrr per le strutture territoriali andranno in fumo e la scadenza delle convenzioni per i medici gettonisti porterà alla chiusura dei presidi d’emergenza nelle zone interne. Per scongiurare il collasso, il capogruppo Roberto Deriu ha chiesto uno stanziamento urgente di 100 milioni di euro, tramite una variazione di bilancio “lampo”, da approvare in 72 ore com’è avvenuto durante l’emergenza Covid. A pochi giorni dalla bocciatura della mozione del centrodestra sulla situazione del sistema sanitario regionale, bocciata dall’aula, questa volta è stato il Pd a lanciare il conto alla rovescia per il collasso del sistema, sollecitando la presidente Todde, che è anche assessora ad interim, a “…un dialogo sostanziato con un confronto sulle politiche”. Ma allo stesso tempo precisa: “Non si abbia la pretesa che la presidente possa raggiungere questo obiettivo da sola: siamo noi, tutto il consiglio regionale, i veri responsabili di una sanità che perde 100 medici l’anno e rischia la paralisi”. L’opposizione di centrodestra ne ha subito approfittato e ha attaccato frontalmente quello che ha definito “…un teatrino sulla pelle dei sardi”. Il capogruppo di FdI, Paolo Truzzu, ha evidenziato la contraddizione del Pd, che solo una settimana fa ha bocciato la mozione della minoranza, “…bollandola come strumentale, per poi riproporre, oggi lo stesso quadro apocalittico. Il Pd decida se vuole fare la maggioranza o l’opposizione”, ha detto Truzzu, che sta proseguendo nel pressing sulla governatrice affinché lasci l’interim, ritenuto “…un errore che impedisce una gestione a tempo pieno dell’emergenza”.

Su proposta dell’assessore regionale della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Meloni, la giunta ha approvato la variazione di bilancio triennale che avrà a disposizione oltre 350 milioni da programmare ulteriormente nel triennio, su un ammontare complessivo di 750 milioni, in parte già destinato dall’esecutivo alla sanità e a misure contro lo spopolamento. Il provvedimento passerà ora al consiglio regionale (in prima battuta alla commissione Bilancio) che potrà anche decidere di modificare la destinazione di tutti i fondi disponibili con vari emendamenti. Nel primo anno oltre 100 milioni andranno su sanità e politiche sociali, 30 milioni per la fusione dei tre aeroporti isolani, 6 milioni per la valorizzazione delle Domus de Janas, 30 milioni per lavoro e occupazione, di cui 10 per la formazione professionale.

Questa mattina, nei giardini pubblici di via Messina, a Oristano, si è svolta la cerimonia in ricordo del carabiniere Umberto Erriu, a 38 anni dalla sua tragica uccisione, avvenuta il 20 aprile 1988, per mano della feroce organizzazione criminale la “Banda della Uno Bianca”. Il militare, insignito della medaglia d’oro al valor civile e della medaglia d’oro come vittima del terrorismo “alla memoria”, perse la vita in un agguato che colpì al cuore l’Arma dei Carabinieri e l’intera nazione. Alla cerimonia hanno preso parte le maggiori autorità militari e civili della provincia di Oristano, oltre ai familiari di Erriu. Nato a Oristano il 21 gennaio 1964, Umberto Erriu era figlio di un appuntato dei Carabinieri. Studente brillante e mezzofondista di valore, Umberto Erriu si arruolò nell’Arma nel 1984, prestando servizio prima presso il Centro Sportivo Carabinieri di Bologna, poi al 2° Battaglione Liguria di Genova e infine alla Stazione Carabinieri di Castel Maggiore, nel bolognese. La sera del 20 aprile 1988, mentre svolgeva un servizio di pattuglia, insieme al carabiniere Cataldo Stasi, notò tre uomini sospetti a bordo di una Fiat Uno bianca parcheggiata nei pressi della Coop di via Gramsci. Durante il tentativo di controllo, i due Carabinieri furono travolti da una pioggia di fuoco. Nonostante le gravi ferite, entrambi cercarono di reagire, ma caddero sotto i colpi dei malviventi, vittime di un’esecuzione spietata. In memoria di Erriu portano il suo nome la Stazione dei Carabinieri di Simaxis, la Compagnia e la Stazione Carabinieri di Molinella, in provincia di Bologna, e le Sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Oristano e Quartu Sant’Elena. Presso i giardini pubblici a lui intitolati di via Messina, nei pressi del campo Coni dove Erriu si allenava quotidianamente, a lui intitolati, sorge un cippo con una targa per ricordare l’eroe oristanese.

Un’auto è andata completamente distrutta in un incendio divampato nella notte a Terralba. Le fiamme, di origine ancora da accertare, hanno interessato una Fiat Punto parcheggiata in via Sant’Ignazio. L’allarme è scattato intorno alle 01, quando alcuni residenti hanno notato il rogo svilupparsi dal vano motore del veicolo. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco del comando provinciale di Oristano, che hanno domato le fiamme, evitando ulteriori conseguenze. Nonostante il tempestivo intervento dei pompieri, per l’utilitaria non c’è stato nulla da fare, visto che è stata completamente distrutta. Sono in corso gli accertamenti da parte delle Forze dell’ordine per chiarire le cause dell’incendio. È questo l’ennesimo incendio che si registra a Terralba. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

Il Comune di Oristano ha indetto una selezione pubblica, per esami, per l’assunzione di un dirigente amministrativo con contratto a tempo indeterminato e pieno da destinare, quale prima assegnazione, alla direzione del settore Servizi alla persona e cittadinanza. I candidati, oltre ai requisiti generali, devono: essere in possesso del Diploma di Laurea magistrale (per le classi indicate nel bando) o specialistica (per le classi indicate nel bando) o conseguita con il vecchio ordinamento (per gli indirizzi indicati nel bando). Occorre inoltre alternativamente: essere dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni con almeno 5 anni di servizio in posizioni funzionali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso di laurea (magistrale o specialistica o di vecchio ordinamento), per i dipendenti delle amministrazioni statali reclutati a seguito di corso-concorso, il periodo di servizio è ridotto a 4 anni; essere dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, nonché in possesso di dottorato di ricerca o di diploma di specializzazione conseguito presso le scuole di specializzazione individuate con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che abbiano svolto almeno 3 anni di servizio in posizioni funzionali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso di laurea; essere cittadini italiani e aver maturato, con servizio continuativo per almeno 4 anni presso enti od organismi internazionali, esperienze lavorative in posizioni funzionali apicali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea. Il bando integrale è pubblicato sul sito internet del Comune. La domanda di ammissione al concorso dovrà effettuarsi esclusivamente per via telematica tramite il Portale Unico del Reclutamento “InPA”, previa iscrizione online obbligatoria al portale stesso, autenticandosi con Spid/Cie/Cns e compilando il format di candidatura. La domanda dovrà essere presentata entro le ore 13 del 25 maggio. Il Comune garantisce un servizio di supporto per l’assistenza alla presentazione della domanda all’indirizzo mail servizio.personale@comune.oristano.it e ai recapiti telefonici 0783 791234/263, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.

Oristano si prepara a diventare il palcoscenico della finalissima regionale dell’87esima edizione di Miss Italia 2026. La decisione – si legge in una nota dell’Amministrazione comunale – è stata ufficializzata dalla giunta Sanna, che ha approvato la proposta dell’assessore al Turismo Simone Prevete. L’evento, in programma il 29 agosto, rappresenta il momento conclusivo del percorso di selezione nell’Isola e porterà all’elezione di Miss Sardegna 2026, che accederà alle fasi nazionali del concorso. Una manifestazione di forte richiamo mediatico e turistico, destinata a rafforzare il ruolo della città nel circuito degli eventi regionali e nazionali (sic!). La serata si annuncia come un momento di forte promozione del territorio: in passerella si alterneranno le finaliste provenienti da tutta la Sardegna, impegnate in sfilate e momenti di intrattenimento che valorizzeranno identità, tradizioni e cultura locale. È previsto il coinvolgimento di artigiani, associazioni culturali e artisti del territorio, con spazi dedicati anche al costume tradizionale oristanese. Al momento non è stata ancora scelta la piazza che ospiterà l’evento, ma si sta pensando a piazza Eleonora d’Arborea e piazza Roma con l’area intorno alla Torre di Mariano, scenari simbolici del centro storico, capaci di garantire grande impatto visivo e partecipazione di pubblico. La Sardegna, nella storia di Miss Italia – si legge ancora nel comunicato -, ha già espresso vincitrici di livello nazionale. Tra queste Franca Dall’Olio, prima sarda a conquistare la fascia nel 1963, e Alessandra Meloni nel 1994, a conferma della qualità e del talento espressi dall’Isola. Il precedente rafforza il valore simbolico dell’appuntamento di Oristano (ma per carità… ndr) . “Ospitare la finalissima regionale di Miss Italia – ha dichiarato il sindaco Massimiliano Sanna – rappresenta un’importante opportunità di visibilità per la città. Portiamo a Oristano un evento capace di attrarre pubblico e attenzione mediatica (ma quando mai… ndr) (, valorizzando al tempo stesso la nostra identità culturale e le nostre eccellenze”. Sulla stessa linea l’assessore al Turismo Simone Prevete: “Abbiamo voluto fortemente questo appuntamento che proietta Oristano sul palcoscenico nazionale (boom!). La finalissima rappresenta un’occasione concreta per promuovere Oristano attraverso un format riconosciuto a livello nazionale (che è talmente stantio che ormai non lo guarda più nessuno, tant’è che la Rai da anni non trasmette più la finale sui suoi canali principali ma su Rai play! Oppure la si può vedere su San Marino Rtv. ndr). Sarà uno spettacolo di qualità (sic!), costruito in sinergia con il territorio e con l’obiettivo di lasciare un segno. Con questo appuntamento, Oristano si conferma città capace di ospitare eventi di grande respiro, unendo spettacolo e cultura in una proposta moderna e di qualità (ma per favore… ndr)”.
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