Il Pd incalza la presidente-assessora Todde sulla sanità: “Servono risorse e politiche radicali”.

“Siamo molto preoccupati per la situazione della sanità in Sardegna, servono politiche molto radicali”. E’ quanto ha detto il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Roberto Deriu.
Le critiche alla gestione sanitaria della presidente-assessora Todde arrivano, quindi, non solo dal centrodestra, che ha firmato la mozione in discussione oggi in aula, ma anche dall’interno del campo “quasi” largo.
All’indomani del vertice del gruppo, il Partito democratico vuole puntualizzare la sua posizione: “Tutto origina dalla mancanza di medici – è, in sintesi, l’analisi del capogruppo Deriu -. Si perdono 100 medici l’anno, li si recupera facendo rientrare le persone dalla pensione, e con altri sistemi che però sono insufficienti, e non coprono tutta la cifra. Questo determina la congestione del pronto soccorso, e questo mancato funzionamento negli anni ha determinato il collasso del sistema”.
Roberto Deriu ha poi sgombrato il campo da qualsiasi dubbio sulla condivisione del documento della minoranza. “Respingiamo i tentativi di strumentalizzare una questione così grave come quella della sanità – ha detto il capogruppo Pd -, se l’opposizione è davvero, come dice, preoccupata della sanità, deve aiutarci a portare a termine i provvedimenti finanziari in modo urgente”.
La richiesta indirizzata all’esecutivo, già anticipata ieri, è quella dello stanziamento urgente di risorse: “Noi vogliamo sostenere la presidente Todde in questo sforzo, abbiamo chiesto quindi che innanzitutto siano rese disponibili le risorse con la variazione di bilancio immediata.
In secondo luogo, queste politiche vanno coltivate, cioè bisogna riuscire a portare i medici nelle strutture a ricostruire il sistema della medicina generale nel territorio e poi curare tutti gli aspetti organizzativi della emergenza urgenza del pronto soccorso e degli ospedali”.
Per Deriu i rapporti con il M5S e “Nostra Signora della Supponenza”, dopo le tensioni delle scorse settimane, “…ora sono buoni; abbiamo stabilito un nuovo dialogo, che però deve svolgersi tutti i giorni. Quindi, al di là del fatto che i rapporti siano buoni, bisogna sostanziarli con un confronto sulle politiche e sulla attuazione delle politiche; non basta prendere una decisione, ma bisogna anche portarla a termine”
Per quanto riguarda l’interim, per Roberto Deriu si tratta di un segnale che c’è una presa in carico “…molto forte, anche simbolica, perché la salute è il principale problema della Regione. Nel momento in cui potremmo avere un ridisegno completo della governance sanitaria, allora, in quel momento, la presidente potrà delegare questo compito”.
La discussione in aula sulla sanità si era aperta con l’auspicio di “…un confronto franco e leale” da parte del capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, che ha chiesto alla presidente e assessora a interim della sanità, di riferire in aula sulla situazione sanitaria sarda e attuare, entro trenta giorni, un piano di intervento dettagliato finalizzato a garantire la stabilità organizzativa del sistema sanitario, la riorganizzazione della sanità territoriale, dell’emergenza-urgenza, dei pronto soccorso e delle liste d’attesa, per migliorare la qualità dei servizi resi ai cittadini. Truzzu ha riconosciuto “…con onestà intellettuale, che non tutte le problematiche della sanità sono imputabili a Todde, ma con lei sono peggiorate”.
Secondo Truzzu “…ci sono poi una sentenza della Corte Costituzionale e una del Tar che riconoscono i commissariamenti come illegittimi, e questo genera, quindi, un’instabilità sul sistema”. Sull’interim della presidente Truzzu ha detto che “…è un errore: fare l’assessore alla sanità significa impiegare 24 ore della propria giornata al servizio del sistema per trovare soluzioni e rispondere alle tante emergenze. Se uno fa anche il presidente della Regione è impossibile riuscire a fare entrambe le cose bene”.

“La sanità sarda non è entrata in crisi ieri”. Così la presidente della Regione, Alessandra Todde, ha aperto la sua replica alla mozione del centrodestra sulla situazione sanitaria nell’Isola, rivendicando la scelta politica di una “visione” di lungo periodo contro quella che ha definito una lunga stagione di “programmazione assente”. Un sistema frammentato, con una medicina territoriale esistente solo sulla carta e un’emergenza-urgenza “costretta a vivere nell’improvvisazione”, sono gli elementi segnalati da Todde come ereditati dalle precedenti gestioni. La governatrice ha respinto le accuse di mancanza di una direzione chiara, illustrando i cinque pilastri della sua strategia per la stabilità: rafforzamento dell’assessorato, centralizzazione dei processi, aumento delle piante organiche, programmazione pluriennale e integrazione ospedale-territorio. “Non siamo qui per raccontare una sanità perfetta, ma per dire la verità: abbiamo scelto di passare da una sanità che rincorre i problemi a una che prova a governarli”, ha sottolineato. Sul fronte del personale, la presidente ha presentato numeri definiti come “una linea di lavoro chiara”: tra il 2024 e il 2025 sono stati acquisiti 1.500 infermieri, 982 dirigenti medici e 943 oss. Terminata anche l’era dei medici a gettone: i contratti per i codici maggiori scadranno inderogabilmente il 30 giugno 2026, sostituiti da concorsi strutturati e un rafforzamento degli organici dell’emergenza-urgenza. Todde ha poi rivendicato con orgoglio l’accelerazione sui fondi Pnrr. A dicembre 2025, i cantieri delle Case della Comunità sono passati dal 26% al 94% di attivazione, mentre gli Ospedali di Comunità hanno raggiunto il 100% degli interventi programmati, ha chiarito Todde. Per quanto riguarda le liste d’attesa, la presidente ha puntato sulla trasparenza attraverso l’adozione della Piattaforma Nazionale operativa da gennaio 2025 e l’istituzione del Ruas (Responsabile Unico dell’Assistenza Sanitaria). La strategia per l’abbattimento si articola poi su un massiccio piano di investimenti che coinvolge sia il sistema pubblico che quello privato accreditato. Per il pubblico sono stati stanziati 7,7 milioni di euro per il triennio 2023-2025 per le prestazioni aggiuntive degli specialisti, con liquidazioni già avviate. A questi si aggiungono 7,6 milioni di euro programmati nel 2024 per il personale, di cui circa 2,9 milioni risultano già liquidati a marzo. Per il privato dopo aver interamente speso un primo stanziamento di 5,4 milioni di euro nel 2024, la Giunta ha programmato ulteriori 5 milioni di euro per il 2025 per l’acquisto di prestazioni mirate a ridurre i tempi d’attesa. Un punto fermo della replica ha riguardato il diritto alla salute nelle aree interne. Con il nuovo bando per le sedi disagiate, che prevede incentivi fino a 3.700 euro mensili, la giunta punta a colmare il vuoto dei medici di medicina generale, portando circa 100 nuovi medici sul territorio in due anni. La conclusione è diretta: “Oggi la Regione ha una direzione – precisa Todde -, e questa direzione è fondata su scelte verificabili. Abbiamo deciso di scegliere e di operare facendo ciò che è giusto e non ciò che è facile. Non siamo qui per raccontare una sanità perfetta, ma per dire la verità: non esistono scorciatoie, la sanità sarda ha bisogno di tempo, di stabilità e di scelte coraggiose. E noi abbiamo deciso di assumerci fino in fondo questa responsabilità”.

La giunta comunale di Oristano ha approvato la delibera che autorizza la rinegoziazione dei mutui con la Cassa depositi e prestiti. Il provvedimento rientra nelle azioni di ottimizzazione della gestione finanziaria dell’ente e mira a liberare risorse da destinare a nuovi investimenti e al miglioramento dei servizi. L’operazione consentirà al Comune di ottenere un significativo alleggerimento delle rate di ammortamento nel breve periodo, con un risparmio pari a 134.129 euro nel 2026 e 150.223 euro nel 2027, per un totale di oltre 284 mila euro nel biennio. Risorse che saranno utilizzate, nel rispetto della normativa vigente, sia per finanziare nuove opere pubbliche, sia per sostenere la spesa corrente. Dal punto di vista tecnico-finanziario, la rinegoziazione risulta conveniente: l’analisi effettuata evidenzia infatti un valore attuale netto (van) positivo, pari a 499,69 euro, a conferma della sostenibilità e dell’efficacia dell’operazione. I mutui rinegoziati manterranno la scadenza originaria, ma beneficeranno di nuove condizioni, con rate più leggere nel biennio 2026-2027 e una successiva rimodulazione secondo un piano di ammortamento a rate costanti. “L’Anci, accogliendo le tantissime istanze provenienti da tutta Italia, si è fortemente impegnata per favorire l’accesso dei comuni italiani alla rinegoziazione dei mutui con la Cassa depositi e prestiti – osserva il sindaco Massimiliano Sanna –. A dicembre è stata poi la stessa Cassa depositi e prestiti a intervenire, disciplinando la materia con una circolare che fissa le caratteristiche e le regole. Il Comune di Oristano con questa operazione può liberare risorse importanti. È una scelta di responsabilità che ci consente di dare respiro al bilancio comunale e di programmare nuovi interventi a favore della città, in un momento in cui è fondamentale sostenere gli investimenti e i servizi per i cittadini”. Soddisfazione anche da parte dell’assessore al Bilancio e programmazione, Simone Prevete: “La rinegoziazione dei mutui rappresenta uno strumento efficace di gestione attiva del debito. I risparmi ottenuti nel 2026 e nel 2027 ci permetteranno di recuperare margini finanziari preziosi creando le condizioni per nuove azioni strategiche. L’operazione è stata attentamente valutata e garantisce piena convenienza economica per l’ente”. A seguito del perfezionamento dell’operazione, il Comune procederà con le necessarie variazioni di bilancio per adeguare gli stanziamenti alle nuove condizioni dei mutui e destinare le economie conseguite, nel rispetto degli equilibri finanziari e delle disposizioni normative vigenti.

Si è tenuto, questa mattina, a palazzo Campus-Colonna, un incontro tra il Comune di Oristano e l’Ats finalizzato a definire gli ultimi passaggi amministrativi per la permuta tra l’Hospice e palazzo Paderi. Alla riunione hanno partecipato il sindaco Massimiliano Sanna, l’assessore al Patrimonio Paolo Angioi e il commissario liquidatore di Ats Stefano Scano, insieme ai dirigenti e ai tecnici dei due enti. L’incontro ha consentito di fare il punto sullo stato della procedura alla luce delle nuove valutazioni dell’Agenzia delle Entrate, che hanno aggiornato il valore dei beni oggetto di permuta. Le nuove stime hanno aperto la strada a una soluzione che si profila come particolarmente efficace: una permuta per equivalenza tra i beni, senza necessità di conguagli economici tra le parti. Nel corso del confronto sono state condivise le azioni da intraprendere per recepire le nuove valutazioni e procedere speditamente verso la definizione dell’operazione, considerata strategica sia per il patrimonio comunale sia per il sistema dei servizi socio-sanitari del territorio. “L’aggiornamento delle valutazioni rappresenta un passaggio tecnico importante che affrontiamo con spirito di collaborazione istituzionale – ha dichiarato il sindaco Massimiliano Sanna –. La possibilità di arrivare a una permuta per equivalenza consente di semplificare il percorso e di accelerare i tempi, nell’interesse della comunità. Auspichiamo una rapida conclusione di una vicenda che si trascina da troppi anni”. “Stiamo lavorando per adeguare gli atti alle nuove determinazioni dell’Agenzia delle Entrate e per assicurare la piena sostenibilità dell’operazione – ha aggiunto l’assessore al Patrimonio, Paolo Angioi –. L’incontro con Ats è stato utile per condividere un percorso chiaro”. Il commissario liquidatore di Ats, Stefano Scano, ha dato massima disponibilità a proseguire nel confronto con il Comune per giungere a una soluzione condivisa partendo dalle nuove valutazioni che consentono oggi di ipotizzare una chiusura dell’operazione più lineare ed equilibrata. Nei prossimi giorni gli uffici procederanno con gli adempimenti necessari per l’aggiornamento degli atti e la prosecuzione dell’iter amministrativo, con l’obiettivo di arrivare in tempi rapidi alla definizione della permuta che, infine, dovrà avere il via libera dal Consiglio comunale.

I migliori cavalieri, protagonisti della Sartiglia 2026, sabato 18 aprile, alle 18.30, saranno premiati all’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano. Saranno attribuiti premi alle migliori discese alla stella e alle migliori evoluzioni delle due giornate. Premiati anche i migliori complessi sardi e spagnoli. In base alle classifiche ufficiali della Sartiglia 2026 saranno assegnati i seguenti premi: Premio Enrico Fiori – Migliori Complessi: Costumi Sardi ad Andrea Concas – Antonella Rosa – Federico Misura; Costumi Spagnoli: Ilaria Rosa – Sonia Cadeddu – Giorgia Madeddu. Domenica 15 febbraio: Miglior discesa alla stella Federico Fenu. Migliori evoluzioni : 1° Andrea Concas – Antonella Rosa – Federico Misura; 2° Davide Fiori – Rodolfo Manni – Gianluca Fais; 3° Andrea Piroddi – Andrea Manias – Alberto Vacca; 4° Alessio Garau – Gianluca Russo – Alberto Musu; 5° Francesco Carboni – Paolo Soddu – Salvatore Montisci. Martedì 17 febbraio: Miglior discesa alla stella: Sergio Ledda. Migliori evoluzioni: 1° Alessio Garau – Gianluca Russo – Alberto Musu; 2° Gianfranco Manunza – Tullio Zucca – Giampaolo Secci; 3° Alberto Matta – Gianluca Manunza – Roberto Serra; 4° Andrea Arbau – Francesco Salis – Giuseppe Garau; 5° Matteo Licheri – Filippo Sechi – Sergio Ledda. Il Comitato Sartiglia, presieduto da Carlo Pala, ha deciso, inoltre, di attribuire i seguenti premi: Miglior stella d’argento domenica – Premio Alessandro Lombardi, al cavaliere Federico Fenu. Miglior stella d’argento martedì – Premio Paolo Rosas, al cavaliere Sergio Ledda. Miglior stella d’oro – Premio Pietro Serrag al cavaliere Giampaolo Mugheddu. La giuria della Sartiglia 2026 era composta da Salvatore Migheli (presidente), Roberto Palmieri, Roberto Salaris e Ignazio Serra, giudici di merito, Federico Fadda e Antonio Mura, giudici di qualità. La serata si aprirà con i saluti del sindaco di Oristano, Massimiliano Sanna; di Carlo Cuccu, presidente della Fondazione Oristano; e di Carlo Pala, presidente Comitato Sartiglia. Durante la manifestazione saranno proiettati filmati sui principali momenti dell’ultima edizione della giostra. La serata, organizzata dalla Fondazione Oristano in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Oristano, sarà presentata da Davide Urgu.

Attimi di preoccupazione a Oristano, dove una parte di cornicione è crollata dal tetto dell’edificio scolastico di via Solferino. L’episodio, fortunatamente senza conseguenze per le persone, ha fatto scattare immediatamente le misure di sicurezza. A segnalare l’accaduto è stata la consigliera comunale di minoranza, Carla Della Volpe. Sul posto sono intervenuti gli addetti per delimitare l’area interessata: sono state posizionate transenne per impedire l’accesso e tutelare alunni, insegnanti e personale scolastico. L’edificio ospita, attualmente, anche alcune classi della scuola primaria del Sacro Cuore, trasferite temporaneamente nella struttura di via Solferino per consentire lavori di manutenzione nella sede principale. Non si registrano feriti, ma l’episodio ha inevitabilmente suscitato preoccupazione tra famiglie e personale. Nelle prossime ore sono attese verifiche tecniche approfondite per chiarire le cause del crollo e accertare eventuali criticità strutturali. Non si esclude la necessità di interventi urgenti per la messa in sicurezza dell’intero stabile. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).
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