Apr 08

Arpas: in Sardegna clima sempre più tropicale e livello del mare in aumento.

Il rapporto meteo e clima 2025 del Dipartimento Meteoclimatico di Arpas (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna), conferma con chiarezza un cambiamento ormai strutturale del clima in Sardegna.

Le temperature sono, infatti, stabilmente sopra la media climatica 1981-2010,precipitazioni sempre più irregolari e un aumento del livello del mare.

Non cambia solo il valore medio dei fenomeni, ma la loro dinamica. ll clima si manifesta oggi con caldo più prolungato, piogge concentrate e una maggiore intensità degli eventi meteorologici. L’analisi, basata su serie storiche di lungo periodo, sui dati della Rete unica regionale di monitoraggio ambientale e della Rete fiduciaria di Protezione civile, consente di leggere il 2025 come parte di una traiettoria climatica ormai definita, caratterizzata da una crescente instabilità del sistema. (I dati completi saranno disponibili a partire da venerdì 10 aprile sul portale Arpas).

Nel 2025 le temperature restano stabilmente sopra la media climatica 1981-2010, con un’anomalia di +1,3 °C per le massime e +0,8 °C per le minime. Il dato più significativo riguarda il mese di giugno, con un’anomalia di +4,1 °C, che rappresenta uno degli scostamenti più rilevanti registrati negli ultimi anni. Dopo una fase sotto media tra gli anni ’60 e ’70 e un primo superamento nei primi anni 2000, dal 2022 si consolida una nuova fase caratterizzata da anomalie in crescita.

Nel corso dell’anno aumentano i giorni in cui la temperatura supera i 30°C, che nelle aree interne dell’Isola superano ormai le 100 all’anno. Lungo le coste si conferma anche un numero molto elevato di notti tropicali, con temperature che non scendono sotto i 20 °C e che in alcune aree superano le cento notti annue. A emergere non è solo la frequenza, ma soprattutto la durata del caldo. L’indice di calore evidenzia una permanenza più lunga in condizioni di disagio termico, segnalando un caldo sempre meno episodico e sempre più persistente. Il rischio climatico si sposta così dai picchi alla continuità delle condizioni di caldo, con effetti diretti sulla salute, sulle attività economiche e sulla qualità della vita.

Il bilancio annuale delle precipitazioni resta complessivamente vicino alla media climatica, ma le piogge si distribuiscono in modo sempre più irregolare nel tempo e nello spazio. Nei mesi invernali e all’inizio della primavera si registrano accumuli anche superiori alla norma, con eventi intensi, come quello tra il 17 e il 19 gennaio 2025, quando in alcune aree si sono registrati oltre 336 mm di pioggia in sole 72 ore. A queste dinamiche si alternano fasi di marcata carenza idrica.

Il 2025 è stato segnato da fenomeni meteorologici di forte intensità. Tra giugno e luglio si sono registrate ondate di calore con temperature fino a 43 °C, mentre il 6 agosto a Chiaramonti è stato rilevato un indice di calore pari a 43,9.

Nel corso dell’anno sono state osservate 20 trombe marine, una delle quali ha interessato il Poetto di Cagliari, oltre a episodi di grandine di grande dimensione, con chicchi fino a 6 cm di diametro. Questi eventi si inseriscono in un contesto atmosferico sempre più caldo e instabile, nel quale i fenomeni di precipitazione intensa e le onde di calore tendono a essere sempre più frequenti, aumentando il rischio di alluvioni e il pericolo incendi boschivi.

Nel corso dell’inverno 2024-2025 si registrano circa 25 giorni di copertura nevosa, in linea con una tendenza alla riduzione osservata nell’ultimo decennio. L’aumento delle temperature determina un innalzamento della quota dello zero termico e una progressiva riduzione dell’accumulo nevoso, ormai limitato alle aree più elevate.

Il livello del mare lungo le coste della Sardegna registra un’anomalia di circa +27 cm rispetto al livello medio del mare di riferimento nazionale (Genova), con un aumento di circa 8 cm negli ultimi 25 anni. Il dato conferma una tendenza chiara e progressiva, con effetti concreti sulle aree costiere, sulle infrastrutture e sugli ecosistemi.

Il consiglio regionale ha approvato la legge sul salario minimo regionale, un intervento che introduce una soglia minima di 9 euro per le retribuzioni nei contratti di appalto e nelle concessioni affidate dalla Regione, dagli enti locali, dalle aziende sanitarie e dalle società controllate. “E’ un passo concreto per garantire dignità e qualità del lavoro. La Sardegna interviene in modo preciso – ha dichiarato la presidente della Regione, Alessandra Todde – in particolare nei settori ad alta intensità di manodopera, dove il costo del personale incide maggiormente e dove troppo spesso si sono scaricati gli effetti del massimo ribasso. Con questa legge si fissa un principio chiaro: il lavoro deve essere tutelato e adeguatamente retribuito”. La norma istituisce, inoltre, un Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, con funzioni di controllo, e la predisposizione di report annuali sull’applicazione delle disposizioni e sull’andamento dei costi della manodopera. “È un passaggio importante – ha proseguito Todde – perché non basta affermare un principio, bisogna anche vigilare sulla sua attuazione. Il monitoraggio sarà essenziale per garantire l’efficacia delle misure introdotte”. Con questo provvedimento, la Sardegna si unisce alle esperienze già avviate da altre Regioni, tra cui Puglia e Toscana, contribuendo a superare una fase di immobilismo su un tema che riguarda migliaia di lavoratrici e lavoratori. L’aula ha dato il via libera al testo di otto articoli con 27 voti favorevoli e l’astensione dell’opposizione (17 votanti). Primo firmatario il consigliere e coordinatore regionale del M5S, Alessandro Solinas. “Oggi la Sardegna scrive una pagina storica per il lavoro e per i lavoratori con l’approvazione della legge sul salario minimo – ha commentato Alessandro Solinas -. Una legge che, nello specifico, interviene per contrastare il fenomeno del dumping contrattuale, ovvero l’utilizzo di contratti collettivi poco o per nulla rappresentativi, spesso adottati per ridurre le tutele dei lavoratori”.

Da giovedì 9 aprile l’Ascot (Ambulatorio Straordinario di comunità territoriale) di Oristano traslocherà dagli attuali locali in via Carducci 33, al Poliambulatorio cittadino, in via Michele Pira 48. Per consentire il trasferimento di arredi, attrezzature e farmaci, il turno Ascot previsto per la mattinata di giovedì, dalle 9 alle 14, sarà sospeso, mentre sarà operativo quello del pomeriggio, dalle 14.30 alle 19.30 nella nuova sede di via Michele Pira. Sempre al Poliambulatorio di Oristano sarà trasferito, a partire dalle ore 20 di giovedì 9 aprile, anche il servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica). Per chiamare telefonicamente il servizio, i cittadini possono comporre il numero unico 116 117, attivo h 24, che li potrà mettere in contatto telefonico con il punto di continuità assistenziale. “Il trasferimento di questi due servizi nella struttura di via Michele Pira consentirà finalmente ai cittadini di poter attendere il proprio turno all’interno, in sale d’attesa climatizzate e più comode e accoglienti rispetto all’attuale sistemazione – spiega la direttrice generale della Asl 5, Grazia Cattina -. Inoltre, con il loro incardinamento della nuova sede, inizierà a prendere forma la Casa della comunità di Oristano, di prossima apertura, una struttura che sarà il perno della riorganizzazione dell’assistenza territoriale e integrerà, nell’ottica della medicina di prossimità, una serie di servizi sanitari e socio-sanitari per garantire un ampio ventaglio di prestazioni sul territorio”.

Il Settore Ambiente della Provincia, così come richiesto dal Comune di Oristano, ha disposto un intervento di disinfestazione contro le zanzare nel campo sportivo di San Nicola. L’intervento è programmato per venerdì 10 aprile, a partire dalle ore 6. Durante l’intervento devono essere adottate le seguenti precauzioni: non circolare durante l’erogazione dell’insetticida, mettere al riparo eventuali piccoli animali domestici, oggetti utilizzabili da bambini e adulti, non consumare frutta e ortaggi, eventualmente contaminati, per almeno 6 giorni. Qualora si verificassero condizioni meteorologiche avverse l’intervento verrà rimandato a data da destinarsi.

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