Todde: “Mi piacerebbe fare un secondo mandato in Sardegna”. E il Pd che ne pensa?

“Ho fatto un patto con i cittadini e con i sardi: non ho nessuna ambizione nel rientrare in un contesto nazionale. Voglio chiudere bene il mio mandato e, se ci saranno le condizioni, rompere questa tradizione dell’alternanza”.
Lo ha detto, ragionando ottimisticamente, la presidente della Regione, Alessandra Todde, e la cosa non pensiamo possa far piacere al Pd, al cui interno molti vedono la “governatrice sola al comando” come il fumo negli occhi. Pd che, peraltro, per bocca del suo segretario regionale, Silvio Lai, aveva recentemente sostenuto come l’ipotesi di una ricandidatura della pentastellata fosse quanto meno prematura.
La fuga in avanti di Todde ha evidenziato come la presidente non abbia contezza di ciò che, in realtà, i sardi pensano della sua problematica legislatura. Al di là delle affermazioni di facciata da parte dei rappresentanti del “campo largo” (con il Pd isolano che continua a mordere il freno perchè sollecitato dai vertici romani di turarsi il naso e andare avanti fino alle elezioni politiche del 2027), basta citare, solo per fare un esempio, la pessima gestione della vicenda sulla transizione energetica e la tutela del territorio, e il caos gestionale della sanità, a cui Todde ha cercato di porre una pezza attraverso una paventata riorganizzazione progettuale che non solo non è mai decollata ma che col suo interim è addirittura peggiorata.
“Sono passati due anni e sembra che ne siano passati 10 – ha detto ancora la presidente -. Quindi tre anni ancora in prospettiva sono veramente molti per fare anche il bilancio della legislatura (sic!). Vorrei arrivare in una condizione in cui i cittadini sardi hanno ripreso fiducia rispetto a quello che può essere un percorso delle istituzioni, dei risultati che le istituzioni possono portare nel governo dell’Isola. Poi, se ci saranno le condizioni, sì, mi piacerebbe fare un secondo mandato. E credo che sia anche normale: se i cittadini pensano che abbiamo fatto un buon lavoro, penso che sia anche normale riproporsi”.
Poi ha aggiunto: “Una cosa che ho visto è che spesso si utilizza l’alternanza per nascondere poi il fatto che le cose non cambino. Quindi questa è una cosa che non deve succedere, cioè l’alternanza se deve essere, deve essere un’alternanza vera di politiche e di risultati, altrimenti diventa un modo ancora per ingannare i cittadini. Questa è una cosa invece importante, bisogna poi valutare gli effetti delle riforme, gli effetti delle politiche sul modo di vivere delle persone, altrimenti veramente non cambia nulla”.
E finora, infatti, non è cambiato proprio nulla.

Oristano si prepara ad accogliere una nuova edizione di Monumenti Aperti. La manifestazione si terrà sabato 9 e domenica 10 maggio, offrendo a cittadini e visitatori l’opportunità di riscoprire il patrimonio storico, artistico e culturale della città. La giunta Sanna ha deliberato l’adesione del Comune di Oristano alla XXX edizione della manifestazione, accogliendo la proposta dell’Associazione culturale Imago Mundi Onlus, che a livello regionale cura il coordinamento, l’organizzazione, la supervisione e la promozione dell’iniziativa. Come di consueto, il Comune ha affidato il supporto tecnico-organizzativo locale alla Fondazione Oristano, che collaborerà alla realizzazione dell’evento coinvolgendo istituzioni, associazioni e volontari del territorio. “Monumenti Aperti rappresenta ormai un appuntamento consolidato e di grande valore per la nostra comunità – ha dichiarato il sindaco Massimiliano Sanna –. I risultati ottenuti negli anni testimoniano il forte interesse e la partecipazione dei cittadini e dei visitatori. Fondamentale è il contributo delle scuole cittadine: grazie all’impegno degli studenti e degli insegnanti, i monumenti prendono vita e diventano luoghi di conoscenza e condivisione”. “Monumenti Aperti è una straordinaria occasione per promuovere e valorizzare le tante bellezze storiche, artistiche, architettoniche e culturali di Oristano – ha aggiunto l’assessore alla Cultura, Simone Prevete -. È un evento che rafforza l’identità della città e ne racconta la storia attraverso il coinvolgimento diretto della comunità, contribuendo al tempo stesso a renderla sempre più attrattiva dal punto di vista culturale e turistico”. Nei prossimi giorni saranno resi noti il programma dettagliato e l’elenco dei monumenti visitabili.

La giunta comunale di Oristano ha approvato lo schema di protocollo d’intesa con la Regione, che consente di accedere a un finanziamento di 3 milioni e 885 mila euro per l’itinerario delle sette Città Regie della Sardegna. La quota è destinata alla città di Oristano dal Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027, che riserva all’Itinerario delle Città Regie della Sardegna un importo complessivo di 30 milioni di euro. “Questo intervento si qualifica come un grande disegno di valorizzazione identitaria promosso dalla Regione Sardegna – ha sottolineato con soddisfazione il sindaco Massimiliano Sanna –. Il progetto dell’itinerario delle Città Regie trova oggi nuovo impulso sotto la regia della Regione, con l’obiettivo di mettere a sistema il patrimonio storico delle antiche città regie. Oristano lavorerà in sinergia con i comuni di Alghero, Bosa, Cagliari, Castelsardo, Iglesias e Sassari, dando vita a un percorso turistico e culturale integrato”. Il piano, che si svilupperà tra il 2026 e il 2029, prevede una fase di progettazione coordinata per garantire standard omogenei di accoglienza e comunicazione in tutta la rete delle città coinvolte. A Oristano si interverrà per la riqualificazione urbana dell’area e del tracciato delle mura medievali, per la realizzazione di un Portale delle Città Regie, per un’installazione olografica in realtà aumentata dell’antica Porta a Mare, in piazza Manno, e per la riqualificazione del Palazzo e della piazza di Città. Il protocollo d’intesa prevede la realizzazione di progetti capaci di qualificare la città sotto il profilo turistico, attraverso la valorizzazione delle risorse artistiche, culturali, sociali, linguistiche ed etniche connesse al periodo regio, garantendo un’integrazione anche con gli altri periodi storici. In particolare, sono previste azioni finalizzate a migliorare la competitività e l’attrattività, a sviluppare il turismo culturale e a completare il recupero e la valorizzazione dei beni culturali, museali e paesaggistici. Il protocollo punta, inoltre, a favorire la mobilità sostenibile e la destagionalizzazione dei flussi turistici, attraverso l’integrazione tra turismo balneare, diportistico, enogastronomico, culturale e del benessere.

A partire da mercoledì 1° aprile prenderanno il via le attività di diserbo che interesseranno progressivamente tutti i marciapiedi cittadini, comprese le frazioni. Questa prima fase dell’intervento sarà eseguita con modalità manuale e meccanica, e prenderà avvio nella zona sud dell’abitato, interessando le vie Laconi, Olbia, dei Mille e le aree limitrofe, come indicato nella pagina dedicata sul sito istituzionale del Comune di Oristano. Successivamente, le operazioni proseguiranno in tutte le altre vie cittadine. La fase iniziale si svilupperà per l’intero periodo compreso tra i mesi di aprile e maggio. Una seconda fase, programmata nei mesi di giugno e luglio, prevede invece interventi di tipo fitosanitario, che completeranno l’azione di contrasto alla crescita delle erbe infestanti. L’alternanza tra interventi meccanici e fitosanitari rappresenta un metodo già sperimentato con ottimi risultati nel corso dello scorso anno e che l’assessorato all’Ambiente ha deciso di confermare per garantire maggiore efficacia e continuità nel decoro urbano. Il servizio sarà svolto dalla ditta Ser.Co. di Iglesias. “Con l’avvio di questo nuovo ciclo di interventi confermiamo un modello organizzativo che ha già dimostrato la sua efficacia – ha dichiarato l’assessora all’Ambiente, Maria Bonaria Zedda –. L’azione combinata tra diserbo meccanico e trattamenti fitosanitari ci consente di intervenire in maniera capillare e programmata su tutto il territorio, migliorando il decoro urbano e la qualità degli spazi pubblici. Il nostro obiettivo è garantire una città più curata e vivibile, con interventi costanti e distribuiti nel tempo”. In occasione degli interventi, i cittadini dovranno prestare attenzione alla segnaletica temporanea e alle eventuali indicazioni operative pubblicate sul sito istituzionale.

La Polizia di Stato ha consegnato a monsignor Alessandro Floris, presso la Cattedrale di Oristano, l’Olio Santo di Capaci, destinato a essere utilizzato in occasione della prossima Messa Crismale del Giovedì Santo, durante la quale verrà consacrato come Sacro Crisma. L’olio è ricavato dagli ulivi coltivati nei pressi del luogo della strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, vittime della violenza mafiosa. Proprio in quel luogo, simbolo di una delle pagine più drammatiche della storia del nostro Paese, è stato realizzato il “Giardino della Memoria Quarto Savona Quindici” (dal nome del veicolo su cui viaggiava il giudice), dove sono stati piantati alberi d’ulivo dedicati a tutte le vittime innocenti delle mafie. Da quegli ulivi, curati dall’Associazione Quarto Savona 15, ogni anno viene prodotto l’olio che rappresenta “…un segno tangibile di memoria, rinascita e impegno per la legalità”. L’iniziativa, promossa dalla Polizia di Stato, in collaborazione con l’Associazione Quarto Savona 15, la Conferenza Episcopale Italiana e l’Associazione Donatorinati, si inserisce in un percorso volto a mantenere vivo il ricordo delle vittime delle mafie e a trasmettere alle future generazioni i valori della giustizia, della legalità e del servizio alle istituzioni.

“Nel mese della resurrezione sboccino tanti fiori delle donazioni”. Mauro Murgia, direttore del centro trasfusionale dell’ospedale San Martino di Oristano, invita così tutti i cittadini a donare il sangue, un gesto solidale e importante, nel mese della Pasqua. E’ stato, inoltre, diffuso il calendario delle tredici giornate di raccolta di sacche di sangue organizzate con le sezioni locali dell’Avis proprio nel mese di aprile. A Oristano si può donare il sangue presso il centro trasfusionale dell’ospedale San Mart dal lunedì al sabato, dalle ore 8 alle 12. Non occorre prenotarsi. “Solo nella nostra sede – ha detto Mauro Murgia – possiamo ricavare dalla stessa sacca anche un’unità di piastrine necessaria per i pazienti oncoematologici. E’ importante donare il sangue. Una dimostrazione di solidarietà, che ci consente di continuare a soddisfare il bisogno dei cittadini del nostro territorio”. Ecco le date della raccolta del sangue nei vari paesi della provincia: sabato 4 aprile a Terralba e Solarussa, venerdì 10 a Ghilarza, sabato 11 a Mogoro, domenica 12 a Marrubiu e San Vero Milis, venerdì 17 a Santu Lussurgiu, sabato 18 a Sedilo, domenica 19 a Terralba, mercoledì 22 a Bosa, venerdì 24 a Paulilatino, domenica 26 aprile ad Arborea e Milis.
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