La Sardegna impugna la legge sulle aree idonee.

La Regione impugna, davanti alla Corte Costituzionale, la legge 15 gennaio 2026, numero 4, sulle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili, ritenuta lesiva delle prerogative statutarie e del governo del territorio.
“È una scelta necessaria, di fronte a una norma che interviene in modo puntuale e invasivo su materie di competenza primaria della Regione, svuotando la pianificazione e riducendo il ruolo delle autonomie locali”, dichiarano gli assessori degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda e dell’Industria Emanuele Cani.
Il ricorso si fonda sulla violazione degli articoli 3, 4 e 14 dello Statuto speciale e richiama il ruolo della Regione nella pianificazione territoriale.
“La legge statale – sostengono Spanedda e Cani – sostituisce la pianificazione con automatismi: individua direttamente le aree, comprime ogni margine di valutazione e riduce il governo del territorio a una presa d’atto. È un’impostazione che svuota le competenze regionali e locali”, sottolineano gli esponenti della giunta Todde. In questo quadro, la Sardegna rivendica il percorso già avviato con la legge regionale n. 20, che disciplina in modo organico l’individuazione delle aree idonee.
Noi una norma ce l’abbiamo già, certamente da adeguare ma costruita sulle nostre competenze, tenendo insieme transizione energetica, tutela del paesaggio e pianificazione. Il punto non è dire no alle rinnovabili, ma decidere come e dove, con regole coerenti e responsabilità chiare”.
Un ulteriore profilo riguarda, spiegano da viale Trento, i beni pubblici dismessi, che la norma statale tenta di trattenere nella disponibilità dello Stato, nonostante lo Statuto ne preveda il trasferimento alla Regione.
“Il ricorso evidenzia, inoltre, i rischi per il patrimonio paesaggistico e culturale, anche in relazione a contesti di altissimo valore e alle aree di protezione dei siti riconosciuti a livello internazionale. Vengono, quindi, contestati “…i meccanismi che attribuiscono al Governo poteri sostitutivi fondati su valutazioni discrezionali, alterando l’equilibrio istituzionale e riducendo gli spazi di autonomia, aggirando nei fatti il ruolo della Corte Costituzionale”.
Infine, un capitolo a parte sono le scelte di Roma sull’eolico a mare: “Colpisce la distanza tra le scelte normative del Governo nazionale, in particolare il Piano dello spazio marittimo, e le dichiarazioni politiche: mentre si introducono automatismi che ampliano le aree disponibili – concludono Spanedda e Cani -, si riconosce per esempio che l’eolico offshore presenta criticità rilevanti in termini di costi, maturità tecnologica e impatto visivo”.

Il capogruppo Paolo Truzzu, con i consiglieri Piga, Cera e Sorigia, ha illustrato la proposta di legge del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia sull’ “istituzione dell’osservatorio regionale sui tempi d’attesa in Sanità in Sardegna (Ortass)”. La proposta legislativa ha come principale obiettivo quello di monitorare e analizzare le politiche di riduzione dei tempi d’attesa per le prestazioni sanitarie nel Servizio sanitario regionale (Ssr), includendo strutture pubbliche, private accreditate e private. Nell’Ortass, l’organismo permanente per il monitoraggio e la governance delle liste d’attesa, è prevista la partecipazione dei rappresentanti istituzionali e aziendali del sistema sanitario regionale (l’assessore che lo presiede, i due direttori dell’assessorato, i responsabili delle Aziende Sanitarie e delle Aou, un consigliere in rappresentanza della maggioranza ed uno per le opposizioni). L’Osservatorio – nelle intenzioni dei proponenti – garantirà la pubblicazione di dati interpretabili e omogenei, evidenziando criticità e proponendo azioni correttive, trasmettendo al consiglio, almeno una volta l’anno, un report sui progressi e i risultati ottenuti. Ulteriore compito dell’osservatorio sarà quello di analizzare l’efficacia degli interventi finanziati per ridurre le liste d’attesa, con particolare attenzione alla distribuzione territoriale e al raggiungimento degli obiettivi prefissati; monitorerà inoltre le sospensioni, le agende incomplete e l’inappropriatezza prescrittiva, promuovendo uniformità di trattamenti tra le aziende sanitarie. L’attuazione della legge non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale. Negli interventi dei consiglieri non sono mancati riferimenti critici all’operato della Giunta regionale, riguardo alla gestione della sanità sarda. “La maggioranza – ha affermato il capogruppo Truzzu – a due anni dall’insediamento, dimostra di non avere chiaro che cosa intenda fare per migliorare servizi e prestazioni che, rispetto a due anni fa sono peggiorati. Allo steso modo di come preoccupano le diversità di vedute che emergono, tra l’assessora e il direttore generale, riguardo al futuro dei piccoli ospedali, insieme con l’assenza di proposte per risolvere le note carenze della medicina territoriale”. “Non strilliamo ma proponiamo soluzioni – ha dichiarato Fausto Piga, riferendosi alla condotta dei 5 Stelle nella passata legislatura all’opposizione del centrodestra – perché sulle liste d’attesa vogliamo dire basta all’improvvisazione del “campo largo” al governo; vogliamo conoscere gli effetti degli stanziamenti approvati dal consiglio per ridurne i tempi di attesa e sapere quali siano i risultati ottenuti dal Ruas (responsabile unico dell’assistenza) a più di un anno di distanza dalla nomina del dottor Minerba”. “Sempre più sardi rinunciano alle cure – ha incalzato Alessandro Sorgia – e la situazione della Sanità non è migliorata nonostante il siluramento del dottor Bartolazzi”. Emanuele Cera ha posto invece l’accento sulle carenze della medicina territoriale, soprattutto nei territori più deboli, ad incominciare dall’Oristanese: “Le risposte promesse dalla presidente e assessora Todde, fino ad oggi sono state di facciata e l’intero sistema sanitario è in piena emergenza”.

Un balzo in avanti del contenzioso, trainato dall’incertezza normativa sulle energie rinnovabili e dal boom di cause seriali dei precari della scuola sulla cosiddetta carta docente. È il quadro emerso dalla relazione del presidente facente funzioni del Tar Sardegna, Tito Aru, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 nella sede di piazza del Carmine a Cagliari. Il presidente ha letto la relazione nel suo periodo transitorio perché dopo l’addio di Marco Buricelli, la procedura per la sua sostituzione si è conclusa qualche settimana fa, ha comunicato Aru, e a capo del Tribunale amministrativo sardo per la prima volta ci sarà una donna, la Consigliera di Stato Giulia Ferrari. I ricorsi depositati nel 2025 sono stati 1.279, con un incremento del 15% rispetto ai 1.110 dell’anno precedente. Nonostante il balzo in avanti del contenzioso, le pendenze sono stabili rispetto al 2024 attestandosi a 1.630 ricorsi alla fine dell’anno scorso (e a poco più di 1.400 alla data odierna). Solo 18, ad oggi, i ricorsi depositati prima dell’1 gennaio 2021 ancora da decidere. Il Tribunale ha garantito tempi rapidi: ben il 33% dei ricorsi del 2025 è stato già deciso con sentenza di merito nello stesso anno. Ma resta l’allarme per i vuoti in organico: il personale amministrativo conta solo 12 unità su 16 previste, con una carenza che riguarda anche il settore informatico. Il fronte più caldo è quello energetico, con 129 ricorsi sulle rinnovabili in un clima di “caos” legislativo dopo le bocciature della Consulta alle leggi regionali. Sul punto Aru è stato netto: “Solo un quadro normativo stabile e sicuro possa costituire il necessario presupposto per un’azione degli uffici dell’autorità amministrativa solida, improntata alla certezza e alla prevedibilità”. Senza regole certe, il rischio è una “esposizione a possibili richieste risarcitorie in relazione ad attività imprenditoriali illegittimamente interdette”. Un peso anomalo sul bilancio del Tribunale è arrivato dai 343 ricorsi per la “Carta docente”. Si tratta di precari che, dopo aver vinto la causa civile, devono rivolgersi al Tar perché il ministero non paga. Aru è stato duro: “Una crepa, dunque, solo apparentemente marginale, ma che come detto è molto grave, perché è indice di una profonda inefficienza e irrazionalità del sistema”. Il fenomeno è finito sotto la lente della Corte dei Conti poiché “i 500 euro originari non pagati si moltiplicano per n volte” tra spese legali e raddoppio dei giudizi. Aru ha descritto il magistrato amministrativo come il “giudice della complessità, chiamato a risolvere situazioni di forte e talvolta impenetrabile intreccio tra interessi pubblici e privati”. Un compito svolto con estrema precisione, come dimostra il bassissimo tasso di riforme in appello: solo il 4,4% delle sentenze è stato annullato dal Consiglio di Stato. Il Tribunale apre ora all’intelligenza artificiale per compiti di segreteria, come l’anonimizzazione degli atti, pur ribadendo che “la funzione del giudicare resti quella tradizionale incentrata sulla scienza e coscienza del giudice”. (articolo di Marzia Piga, Ansa Sardegna).

“Sul fronte dei carburanti e in attesa dell’applicazione del taglio delle accise disposto ieri dal governo si registra anche oggi una nuova ondata di rincari su tutta la rete regionale, al punto che il prezzo medio del gasolio in modalità self ha raggiunto in Sardegna 2,117 euro al litro, mentre la benzina costa in media 1,881 euro/litro”. Lo afferma Adiconsum Sardegna sulla base dei dati Mimit. “Le compagnie petrolifere non hanno perso tempo ritoccando al rialzo i listini alla pompa prima che scattasse il taglio delle accise – spiega il presidente Giorgio Vargiu -. Con l’applicazione della misura fiscale varata ieri dal governo pari ad una riduzione, considerata anche l’Iva, da 0,244 euro al litro sia per il gasolio che per la benzina, il prezzo medio del diesel scenderà in Sardegna a 1,873 euro al litro, quello della verde a 1,637 euro/litro, con un risparmio da circa 12 euro sul pieno. Una misura che, tuttavia, avrà una durata di soli 20 giorni, e non interviene in modo strutturale sull’eccessivo peso della tassazione che vige sui carburanti per il quale ribadiamo la richiesta al Governo di istituire in via permanente il sistema di accisa mobile. In questo delicato momento – aggiunge Vargiu – è fondamentale vigilare sulla corretta applicazione del decreto varato ieri dal governo, ed in tal senso sono positivi i controlli sulla rete annunciati oggi da Mimit e Mef e il rafforzamento delle sanzioni verso i trasgressori: Adiconsum Sardegna farà la sua parte ed è pronta a denunciare alle competenti autorità quei marchi petroliferi che non trasferiranno totalmente il taglio delle accise sui prezzi finali praticati ai consumatori – avverte Vargiu -. Al tempo stesso invitiamo gli automobilisti a segnalarci andamenti anomali dei listini di benzina e gasolio, e ricordiamo loro che è possibile individuare gli impianti con i prezzi più convenienti sul territorio attraverso il sito dell’Osservatorio carburanti del Mimit”.

“Il prossimo 5 aprile, il giorno di Pasqua, presso la Sala del paesaggio del Museo di Cabras, aprirà al pubblico la nuova mostra sui Giganti di Mont’e Prama, finalmente e per la prima volta riuniti in un’unica e complessiva esposizione”. Lo ha annunciato il presidente della Fondazione, Anthony Muroni. “Nei giorni di venerdì 3 e sabato 4 ci saranno delle pre-aperture riservate alla comunità di Cabras. Si tratta di una esposizione temporanea, frutto del lavoro della Fondazione, in stretto coordinamento con i Musei nazionali di Cagliari, la Soprintendenza, l’amministrazione comunale di Cabras e la Regione. “Ma in fondo – ha dettoMuroni -si tratta solo di un immenso patrimonio collettivo, di questa comunità locale, dell’intera comunità sarda e di chiunque al mondo sia interessato alla storia antica, all’evoluzione dell’essere umano e del suo pensiero”.

I Carabinieri della Radiomobile della Compagnia di Oristano, inzieme ai militari della Stazione di Arborea, hanno arrestato, in flagranza di reato, un 33enne, disoccupato, ritenuto responsabile di violazione delle misure cautelari. L’intervento è stato effettuato scaturito dopo la segnalazione del dispositivo elettronico, che ha consentito di rilevare, in tempo reale, la violazione delle prescrizioni dell’autorità giudiziaria. I militari dell’Arma sono intervenuti subito, riuscendo a trovare e bloccare l’uomo, che si trovava nell’abitazione dei genitori. All’arrivo dei Carabinieri, il 33enne ha prima tentato di nascondersi in un armadio e poi, una volta scoperto, ha opposto resistenza, strattonando i Carabinieri. Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Massama.

Il Comune di Oristano ha pubblicato il bando per l’assegnazione in concessione decennale dei posteggi liberi dei settori alimentare e non alimentare presso il mercato all’aperto della piazza Lucio Abis. La domanda di partecipazione devono essere spedite al Comune di Oristano, piazza Eleonora 44, 09170 Oristano, mediante raccomandata A/R o mediante consegna a mano all’Ufficio Protocollo del Comune, oppure inviate tramite Pec al seguente indirizzo: istituzionale@pec.comune.oristano.it entro le ore 23,59 del 18 aprile.
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