Mar 07

Sanità pubblica al collasso, protesta dei Comitati sotto il consiglio regionale.

Sono arrivati da tutta la Sardegna, questa mattina, a Cagliari, per partecipare alla manifestazione regionale “Diritto alla salute e dignità per chi cura sono due facce della stessa medaglia”, promossa dal Coordinamento dei Comitati sardi per la sanità pubblica.

Il corteo, composto anche da numerosi sindaci, è partito da piazza dei Centomila per dirigersi sotto il consiglio regionale, dove in centinaia hanno manifestato per “la grave crisi che attraversa la sanità pubblica in Sardegna”.

“Il fallimento è sotto gli occhi di tutti”, attacca Gianfranco Angioni (Usb Sanità). Denunciamo da anni questa situazione drammatica con documenti ufficiali, mobilitazioni e continue segnalazioni alla politica e agli organi di stampa. Da tempo chiediamo la riapertura degli ospedali chiusi, il ripristino dei posti letto tagliati e un piano straordinario di assunzioni per medici, infermieri e operatori sanitari. Purtroppo – incalza Angioni – oggi i fatti confermano ciò che denunciamo da anni: la sanità pubblica è arrivata al punto di rottura”.

I comitati hanno poi ricordato la situazione di tanti Pronto soccorso al collasso, personale insufficiente, liste d’attesa interminabili. “In Sardegna la situazione è ancora più grave perché manca una vera medicina territoriale – aggiunge Angioni -. I servizi sul territorio, che dovrebbero rappresentare il primo filtro per i cittadini, sono insufficienti o del tutto assenti. Così tutto si riversa sui pronto soccorso e sugli ospedali, già allo stremo”.

I comitati hanno poi sottolineato come a rendere ancor più grave la situazione è l’attuale vuoto politico alla guida della sanità regionale, in quanto l’assessorato è privo de titolare, con l’interim della presidente della Regione Alessandra Todde.

“Ho molto apprezzato il vostro senso di responsabilità, non scontato, che vi fa onore. Ricevuta la vostra richiesta abbiamo subito calendarizzato l’incontro per un confronto necessario. Il dialogo non è mai mancato e si coglie la vostra voglia, da cittadini maturi, di collaborare con le istituzioni a cominciare dalla commissione Sanità, che ritengo sia l’interlocutore primario”. Così il presidente del consiglio regionale Comandini ha chiuso l’incontro con la delegazione dei comitati spontanei per la sanità pubblica, giunti da tutta la Sardegna, in via Roma, a Cagliari. La delegazione, affiancata da numerosi sindaci, è stata ricevuta in consiglio regionale dal presidente insieme ai capigruppo, alla presidente della commissione Sanità Carla Fundoni e alla presidente della Regio Alessandra Todde, anche nelle vesti di assessora della Sanità. Il primo a parlare è stato il presidente del coordinamento dei Comitati, Alessandro Rosas, che ha denunciato: “Abbiamo più volte stemperato il clima ma la situazione della sanità pubblica sta degenerando. Siamo qui per difendere la sanità pubblica, in un canale di dialogo proficuo con voi”. Il medico Francesco Carta, coordinatore del gruppo di studio dei comitati, ha aggiunto: “Serve un programma sociosanitario, le strutture sono male organizzate. E serve rafforzare la prevenzione, perché i sardi devono ammalarsi di meno”. Hanno preso poi la parola Alfio Desogus (Cagliari), la nuorese Elena Zidda che ha denunciato una situazione: “Al San Francesco i fratturati di femore ultra sessantacinquenni non vengono operati nelle 24 ore ma vengono mandati in giro per la Sardegna, soprattutto a Olbia”. Poi Silvio manca (Alto Oristanese) e Giovannino Sanna (Sos Barbagia) che ha rivelato: “Nel pronto soccorso di Sorgono ci sono appena due medici e la Chirurgia lavora appena 4 giorni”. La presidente Fundoni, a nome della commissione, ha ricordato l’impegno: “Ben vengano confronti e anche critiche ma la crisi della Sanità sarda è nota da tempo e sinora abbiamo tamponato tutte le emergenze. Ora c’è da affrontare in modo strutturale la questione della sanità territoriale e lo faremo anche con l’appoggio della rete delle farmacie sarde per offrire servizi sanitari alla portata del cittadino”. Poi la presidente Todde: “Il passato è noto, così come quello che sta accadendo. Dobbiamo misurare (è l’unico metodo che conosco) i risultati delle azioni che abbiamo intrapreso. In questi mesi abbiamo inserito medici di medicina generale, ne mancavano 560 e ora ne mancano 502. E’ una goccia, ma è un passo avanti. Li incentiviamo con 2 mila euro al mese in più se copriranno una delle 100 sedi disagiate che abbiamo individuato. Stiamo lavorando sugli ospedali di comunità e sulle case della salute: a giugno 2026, scadenza del Pnrr, avremo 46 case pronte e almeno 11 ospedali di comunità su 13”. La presidente ha parlato anche della questione del personale medico e infermieristico e ha aggiunto: “I medici a gettone hanno creato una disparità inaccettabile, che risolveremo con uno sforzo”. Sulla riorganizzazione sanitaria ha detto: “Di certo la nomina dei manager ha creato ritardi ma chi arriverà non troverà eredità del passato” . Mentre sulle liste d’attesa “…c’è un problema di accuratezza delle prestazioni. Certo non si può sentire una data del 2029 per una gastroscopia non urgente. Monitoreremo gli effetti delle azioni che stiamo mettendo in campo”. Altri temi complessi: “La farmacia dei servizi può dare un grosso contributo sul territorio, ne stiamo parlando con Federfarma e cercheremo di utilizzare le farmacie il più possibile”, mentre sul registro tumori la presidente ha detto: “Siamo in ritardo ma stiamo lavorando per caricare i dati”.

Sopralluogo istituzionale, a Bosa, del presidente della Provincia di Oristano, Paolo Pireddu, per verificare le condizioni della viabilità provinciale della Planargia, messa a dura prova dal maltempo degli ultimi mesi. La visita è stata organizzata dopo l’invito della capogruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio comunale di Bosa, Simona Cadoni, iniziativa condivisa con il sindaco Alfonso Marras, per consentire una verifica diretta delle principali criticità del territorio. Al sopralluogo hanno preso parte anche l’assessore ai lavori pubblici Federico Ledda e il consigliere provinciale Massimo Blandino. Durante la visita sono state esaminate diverse arterie della rete viaria provinciale colpite tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 da frane, smottamenti ed erosioni costiere. Particolare attenzione è stata dedicata al tratto del lungomare in località Turas, interessato da un cedimento strutturale. Il sopralluogo ha rappresentato una prima ricognizione per individuare le situazioni più critiche e stabilire le priorità di intervento per il ripristino delle condizioni di sicurezza. “La Provincia è pienamente consapevole delle criticità che interessano la viabilità di questo territorio – ha dichiarato il presidente Pireddu -. Lavoreremo in stretta collaborazione con i sindaci per individuare le priorità e dare risposte concrete, compatibilmente con le risorse disponibili, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza a cittadini, pendolari e attività economiche”. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Marras, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione istituzionale: “Quando si parla di tutela degli interessi della comunità non esistono divisioni. Solo attraverso il dialogo e il lavoro comune è possibile programmare interventi efficaci per la sicurezza e lo sviluppo del territorio”. Analogo apprezzamento è stato manifestato anche da Cadoni, secondo cui il sopralluogo rappresenta “…un segnale concreto di attenzione e vicinanza delle istituzioni al territorio”. Un nuovo sopralluogo è già previsto nei prossimi giorni in altri comuni della Planargia, in particolare a Magomadas e Modolo. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telgram).

 L’8 marzo non è soltanto una data sul calendario ma un richiamo quotidiano al valore del lavoro femminile nella società e nell’economia. Un ruolo che si esprime ogni giorno dell’anno e che trova nell’agricoltura uno degli esempi più concreti di crescita, innovazione e capacità imprenditoriale. Un settore dove la presenza delle donne continua a rafforzarsi, contribuendo in modo determinante allo sviluppo delle imprese e dei territori”. È il messaggio che arriva da Donne Coldiretti Sardegna, che proprio in occasione dell’ marzo, “Giornata internazionale della donna”, richiama l’attenzione sull’importanza dell’imprenditoria femminile in agricoltura, oggi sempre più chiamata a confrontarsi con sfide decisive come l’innovazione, la sostenibilità e la multifunzionalità delle aziende. In Italia sono quasi 200mila le imprenditrici agricole, pari al 28% delle aziende del settore, una presenza che rende l’agricoltura uno dei comparti con la più alta partecipazione femminile. Le imprese guidate da donne sono spesso protagoniste di percorsi innovativi e multifunzionali, dalla vendita diretta all’agriturismo, dall’agricoltura sociale alla trasformazione dei prodotti. Non a caso il 60% delle aziende agricole femminili è impegnato in attività sostenibili e green, mentre cresce anche il livello di formazione con una imprenditrice su quattro laureata. In questo quadro anche la Sardegna mostra numeri significativi e in crescita. Sulle quasi 39mila imprese femminili censite nell’Isola, il 20% opera in agricoltura, mentre il 23,4% delle aziende agricole sarde è guidato da una donna. Il settore agricolo, dopo il terziario, è infatti quello più rappresentato dall’imprenditoria femminile, a conferma di una presenza sempre più radicata nel tessuto produttivo regionale. “Le donne in agricoltura portano innovazione e lo stanno dimostrando costantemente nel settore – sottolinea la presidente nazionale di Donne Coldiretti, Mariafrancesca Serra – spesso tornando nei campi dopo percorsi di studio e formazione diversi e integrandosi nelle aziende storiche e familiari. È proprio questa capacità di unire tradizione e nuove visioni contemporanee che consente all’agricoltura di innovarsi, puntando su sostenibilità ambientale, benessere animale e nuove forme di impresa. Le donne sono protagoniste anche nella multifunzionalità e nei progetti che hanno un forte legame con l’educazione, l’inclusione e la valorizzazione delle aree rurali, che non sono più soltanto luoghi di produzione ma anche spazi di accoglienza e crescita sociale”. “Negli ultimi anni – evidenzia la coordinatrice regionale di Donne Coldiretti Sardegna, Maria Gina Ledda – la forbice con l’imprenditoria maschile si è progressivamente ridotta rispetto a cinque anni fa, ma siamo ancora lontani dall’essere pienamente soddisfatte. Nel mondo del lavoro il divario resta significativo, non solo in termini di occupazione ma anche nella guida delle imprese, con una presenza femminile ancora inferiore rispetto a quella maschile e con differenze salariali che rimangono evidenti”.

Si è concluso con un bilancio molto positivo l’incontro pubblico, organizzato dal Comune di Masullas e i Carabinieri della Compagnia di Oristano, dedicato alla prevenzione delle truffe telefoniche e telematiche “Non cadere nella rete”, tenutosi nell’aula consiliare. All’incontro hanno partecipato molti cittadini, fortemente interessati dagli sviluppi di un fenomeno criminale sempre più insidioso. I lavori, aperti dai saluti istituzionali del sindaco Ennio Vacca e dell’assessora alle Politiche Sociali Manuela Porta, hanno offerto un approfondimento a 360 gradi sulla sicurezza. Il primo intervento tecnico è stato affidato all’avvocato Federico Serratore (Foro di Cagliari), esperto in cyber security, che ha compiutamente delineato il quadro normativo e le attuali insidie del mondo digitale. Successivamente, il maggiore Enrico Concas, comandante della Compagnia di Mogoro, insieme al brigadiere Gabriele Petucco, comandante della Stazione di Morgongiori, hanno illustrato le casistiche che colpiscono il territorio, dal “falso appartenente alle Forze dell’ordine” o “finto nipote”, fino alle moderne frontiere del vishing (truffe telefoniche), del phishing (email ingannevoli) e del cosiddetto love scam, il raggiro sentimentale volto a spogliare le vittime dei propri beni. L’incontro ha fatto emergere la gravità del trauma psicologico che queste frodi comportano. Per questo motivo, il brigadiere Petucco ha rivolto un appello alla cittadinanza per scardinare il muro dell’isolamento: “Spesso chi viene raggirato – ha detto Petucco – prova un profondo senso di colpa o vergogna, ma è fondamentale rompere questo silenzio. Denunciare senza timore del giudizio degli altri è il primo passo per difendersi e l’unico strumento che ci permette di fermare i truffatori prima che colpiscano ancora”. Il maggiore Concas ha voluto rimarcare la dimensione sociale e umana del servizio svolto sul territorio: “La caserma non è solo un ufficio dove depositare denunce, ma un presidio di supporto costante. Consideratela un luogo dove trovare un consiglio o un conforto morale in ogni momento di dubbio o solitudine. Siamo qui per ascoltarvi e proteggervi, ben prima che per indagare”. L’Auser di Masullas, sempre in prima linea nel supporto alla terza età, ha ringraziato i Carabinieri e il Comune perchè “…questi incontri riducono l’isolamento dei nostri soci e forniscono armi concrete per non farsi sorprendere, la presenza dell’Arma è per noi un segno di grande sicurezza e vicinanza”. Come sottolineato dal comandante provinciale dei Carabinieri di Oristano, colonnello Steven Chenet, l’incontro si inserisce nel più ampio piano di prevenzione promosso dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri per la tutela delle fasce deboli.

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