Mar 07

Partecipato convegno dell’Associazione Lucio Abis sullo sviluppo dell’agricoltura.

Lo sviluppo dell’agricoltura e il rafforzamento della filiera agroalimentare della provincia di Oristano sono stati i temi al centro del convegno promosso, a Oristano, dall’Associazione culturale Lucio Abis.

L’iniziativa ha riunito amministratori, studiosi e operatori del settore per un confronto sulle prospettive di crescita dell’agricoltura e dell’agroalimentare nel territorio oristanese, da sempre uno dei pilastri dell’economia locale, grazie alla vasta area irrigua che interessa il Campidano di Oristano, Arborea, Cabras e Terralba.

Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’associazione, Pietro Arca, che ha sottolineato come l’agricoltura continui a rappresentare una leva strategica per lo sviluppo del territorio, evidenziando la necessità di ripensare modelli e strumenti per rafforzare la filiera agroalimentare e renderla più competitiva in un contesto economico globale in continua evoluzione. Arca ha ricordato anche la crescente domanda di produzioni ecologiche e biologiche, la tracciabilità delle filiere e lo sviluppo dell’agricoltura rigenerativa, orientata al miglioramento della salute dei suoli, all’incremento della biodiversità e alla maggiore capacità di ritenzione idrica. Ha inoltre evidenziato il ruolo del Consorzio Uno-l’Università di Oristano, che sin dalla sua istituzione ha individuato, insieme al turismo, proprio nell’agricoltura e nell’agroindustria ambiti prioritari per la ricerca e la formazione.

Per i saluti istituzionali è intervenuta l’assessora alle Attività produttive del Comune di Oristano, Valentina de Seneen, che ha portato il saluto del sindaco Massimiliano Sanna e dell’Amministrazione comunale, sottolineando l’importanza del tema per la città e per l’intera provincia.

Ha aperto le relazioni, il professor Roberto Furesi, docente del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, che ha illustrato i dati relativi all’andamento dell’agricoltura in Sardegna, evidenziando alcune criticità. “Negli ultimi 20 anni, dal 2000 al 2020, l’agricoltura sarda ha perso la metà delle aziende. Sono passate da 107mila a circa 45mila e gli addetti sono scesi da 351mila a 85mila. La base produttiva si è ristretta notevolmente”. Furesi ha ricordato anche la contrazione di numerose colture: “Le orticole sono passate da 13mila a 6mila ettari, il frumento duro oggi occupa circa un quarto delle superfici coltivate 25 anni fa, mentre frutteti e oliveti hanno perso circa 30mila ettari. Meno 40% di vigneti, meno 60% di agrumeti, mentre colture come la bietola o il pomodoro da industria sono quasi scomparse”. Secondo il docente è necessario ripensare il sistema agricolo regionale: “Bisogna rilanciare gli investimenti, ridurre i tempi dei bandi e la burocrazia, potenziare l’assistenza tecnica moderna e tecnologica e rafforzare gli accordi di filiera. Fondamentale anche incentivare l’occupazione e sostenere le aree interne, dove il declino dell’agricoltura rischia di diventare irreversibile”.

Il presidente del Consorzio di Bonifica di Oristano, Carlo Corrias, ha richiamato il tema della gestione dell’acqua. “Per fare agricoltura serve acqua. Il nostro territorio utilizza circa 150 milioni di metri cubi all’anno e dispone di 36mila ettari attrezzati per l’irrigazione, anche se attualmente ne vengono irrigati circa 20mila. L’Oristanese è caratterizzato da un’agricoltura intensiva e qui si concentra il 18% della forza lavoro agricola della Sardegna”. Corrias ha ricordato il ruolo delle principali filiere produttive del territorio, dal lattiero-caseario di Arborea alla risicoltura, fino all’ortofrutta e alle produzioni foraggere, sottolineando l’importanza di investire in formazione, innovazione e digitalizzazione e di sostenere i giovani agricoltori.

Nella sua relazione, Gian Valerio Sanna, presidente del Consorzio Uno-l’Università di Oristano, ha sottolineato il ruolo dell’università e dei Patti territoriali che portarono alla nascita del Consorzio Uno: “Decidemmo di strutturare corsi che rispettassero le potenzialità di sviluppo della provincia: agricoltura, agroindustria e turismo. Ancora oggi il Consorzio Uno offre percorsi formativi in questi ambiti, recentemente aggiornati nelle tecnologie alimentari, nell’enologia e nelle biotecnologie marine”. Sanna ha poi affrontato il tema della gestione della risorsa idrica: “Se immaginiamo l’agricoltura come una macchina, l’assessore all’Agricoltura ha la chiave ma un altro collega tiene tirato il freno a mano. La gestione dell’acqua deve essere riportata sotto la giurisdizione dell’assessorato all’Agricoltura, lasciando ai Lavori pubblici la realizzazione delle opere”.

E’ stato, quindi, dato il via al dibattito. Il consigliere comunale di Oristano, Umberto Marcoli, che ha ricordato la tradizione agricola della provincia: “Questa provincia nasce con una forte vocazione agricola, grazie anche alla fertilità dei terreni e alla presenza di cooperative e industrie come lo zuccherificio. Oggi però dobbiamo ripensare il settore e garantire ai giovani un reddito adeguato”.

Il consigliere regionale e neo segretario regionale del M5S, Alessandro Solinas, ha posto l’accento sull’importanza della redditività del lavoro agricolo e della valorizzazione delle filiere storiche: “Penso alla filiera della vernaccia, che ha una storia millenaria. Inoltre, dobbiamo dare agli operatori strumenti adeguati e collegare sempre di più agricoltura e turismo”.

Il presidente provinciale di Confagricoltura Oristano, Tonino Sanna, ha evidenziato alcune criticità legate alla politica agricola comune e al sistema dei contributi: “I contributi non possono essere distribuiti in mille rivoli. Servono regole più chiare, sostegno al ricambio generazionale e interventi sul riordino fondiario”.

Anche Paolo Mele, componente della giunta nazionale di Confagricoltura, ha richiamato le difficoltà del settore: “Su 45mila aziende agricole sarde, solo 12mila fatturano più di 7.500 euro. Servono risorse e strumenti per sostenere le imprese, soprattutto di fronte all’aumento dei costi energetici e alle crisi internazionali”.

Battista Ghisu, ex commissario della Provincia di Oristano, ha sottolineato l’importanza delle relazioni introduttive: “La nostra agricoltura deve fare i conti con problemi che si trascinano da tempo. L’acqua è certamente un tesoro, ma soprattutto è la risorsa indispensabile per lo sviluppo degli agricoltori e deve essere gestita in modo efficiente”. Battista Ghisu ha evidenziato anche la necessità di una revisione del sistema di gestione idrica: “Tutto il sistema deve essere riorganizzato e gestito dalla Regione. Come ha annunciato anche il presidente di Confagricoltura, nei Consorzi di Bonifica ci sono le maestranze e le competenze per gestire il sistema. All’assessore chiediamo di ascoltare questa proposta”.

Emanuele Cera (consigliere regionale FdI) ha ricordato la figura di Lucio Abis, nel centenario della nascita. “Oggi l’assessore Agus si sta calando nel suo ruolo e mi auguro che possa dare un impulso importante al settore”. Cera ha poi richiamato i dati emersi durante il convegno: “L’agricoltura, la zootecnia e anche la pesca rappresentano comparti nei quali possiamo primeggiare. Abbiamo un’Università che forma i giovani e una scuola agraria, ma i ragazzi devono essere indirizzati e soprattutto messi nelle condizioni di produrre reddito”. E ha, inoltre, evidenziato criticità nella programmazione: “Abbiamo gestito una quantità enorme di risorse spesso investite male. Va ripensata la programmazione. Abbiamo una nuova opportunità e dobbiamo sfruttare i nuovi bandi per creare infrastrutture e favorire una crescita reale dell’agricoltura”. Infine un riferimento agli usi civici: “Nel nostro Comune di San Nicolò d’Arcidano non riusciamo ad assegnare i terreni irrigui ad uso civico perché non c’è richiesta. Evidentemente va rivisto il sistema degli incentivi all’agricoltura”.

Il sindaco di Terralba, Sandro Pili, ha parlato di un diffuso senso di sfiducia: “C’è scoramento nella politica, nelle istituzioni e nella Regione, comprese le agenzie regionali. Serve una riorganizzazione». Pili ha inoltre osservato che l’agricoltura spesso non è considerata una priorità: “L’assessorato regionale dell’Agricoltura viene visto come di serie B, e non appare una materia centrale nell’agenda politica. Per la provincia di Oristano questo è un problema molto serio. Tra le priorità indicate: “Le proposte emerse oggi sono valide. È necessario sostenere subito gli agricoltori facendo arrivare rapidamente le risorse disponibili e programmando gli altri interventi”. Infine un richiamo al ruolo delle agenzie regionali: “Va rivisto il lavoro delle agenzie agricole e potenziati gli uffici periferici con personale preparato”.

Gavino Zirattu (presidente regionale Anbi) ha richiamato i dati sull’irrigazione in Sardegna: “Su circa 200 mila ettari, il 25% è irrigato: non riusciamo a irrigare circa 60 mila ettari, e questo rappresenta un problema”. Zirattu ha ricordato anche alcune opere realizzate: “Nonostante gli errori fatti, molte cose sono state portate avanti. La diga Eleonora, ad esempio, è stata importante anche per la centrale elettrica che contribuisce ad abbattere i costi dell’acqua”. Ha poi ribadito il valore strategico della risorsa idrica: “L’acqua è fondamentale per l’economia della Sardegna e da essa dipende gran parte dell’economia agricola dell’isola”. Infine, un richiamo all’organizzazione del settore: “Non possiamo puntare tutto sull’ovino. L’economia funziona se funzionano tutti i comparti. Serve uno sforzo degli agricoltori per rafforzare cooperazione e associazionismo. Abbiamo esempi importanti come la 3A Arborea e la Cantina Santa Maria La Palma. Dobbiamo utilizzare meglio le risorse disponibili”.

Il consigliere regionale Peppino Canu (Sinistra futura) ha sottolineato come l’agricoltura rappresenti una delle principali prospettive di sviluppo per la Sardegna: “Il turismo non potrà crescere all’infinito. Se vogliamo un futuro dobbiamo rendere di nuovo appetibile l’agricoltura e coinvolgere i giovani”.

Le conclusioni del convegno sono state affidate all’assessore regionale dell’Agricoltura e Riforma agro-pastorale, Francesco Agus, che ha evidenziato la sfida dei cambiamenti climatici. “Credo che non sarà la nostra generazione a risolvere il problema del cambiamento climatico, ma la nostra generazione deve capire come sopravvivere. O cambiamo o scompariamo”. Agus ha sottolineato l’urgenza di investire nella rete irrigua: “Abbiamo previsto 150 milioni per il rimodernamento della rete irrigua, ma non bastano. Oggi perdiamo circa il 40% dell’acqua a causa di infrastrutture obsolete, con condotte anche in cemento-amianto. Tutta l’acqua che cade in inverno dovrà essere conservata perché potrebbe non piovere per anni”. L’assessore ha poi evidenziato la necessità di sostenere gli investimenti e favorire il ricambio generazionale: “Stiamo mettendo ordine nei bandi con circa 200 milioni di euro di investimenti per l’agricoltura e saranno attivati strumenti finanziari anche per i giovani. O si compete o si muore”. Infine un segnale di fiducia arriva dal settore vitivinicolo: “Nel mondo del vino vedo segnali incoraggianti: molti nuovi viticoltori sono giovani e spesso donne sotto i quarant’anni. Producono vini di qualità, parlano più lingue e uniscono tradizione e innovazione. Questo dimostra che una speranza c’è”.

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