Mar 06

Sulla Sanità la Cgil avvia lo stato di agitazione: “Dalla Regione impegni disattesi”.

La Cgil ha indetto lo stato di agitazione nella sanità alla vigilia della manifestazione, a Cagliari, dei Comitati per la salute pubblica, che domani saranno ricevuti dal presidente del consiglio regionale, Piero Comandini.

Per il sindacato gli impegni della Regione rispetto al protocollo d’intesa firmato anche da Cisl e Uil il 4 agosto 2025 “…non sono stati realizzati. E quindi si tratta adesso di capire se anche attraverso la mobilitazione riusciamo a far cambiare idea alla presidente e a mettersi attorno a un tavolo per decidere come attuarlo e come farlo diventare realtà – ha detto il segretario regionale, Fausto Durante -.

Da subito noi abbiamo indicato quelli che sono i progetti più meritevoli di attenzione. Intanto la diminuzione delle liste d’attesa troppo lunghe; non c’è, fino a questo momento, al di là di interventi un po’ disorganici e avvenuti in modo estemporaneo, una vera e propria strategia, che significa individuare tipologie di esami più di frequente richiesta, potenziare gli organici, e intervenire sulla qualità e la quantità della domanda.

Poi c’è il tema del tempo troppo ampio che separa, per esempio, una diagnosi di una patologia dalle prime cure, e a volte parliamo anche di cure di natura oncologica che possono determinare la vita o la morte di un paziente.

C’è il tema del numero e della qualità dei medici di medicina generale, sia per la popolazione adulta, sia per i pediatri e le pediatrie per i bambini. Siamo nella condizione per la quale sono circa 400.000, su una popolazione di circa 1 milione e mezzo, gli abitanti che sono privi di medico di base assegnato loro secondo le caratteristiche della legge.

E, infine – ha sottolineato Durante -, siamo la regione d’Italia in cui è più alto il numero di persone che decidono di non curarsi più, pur in presenza di patologie gravi o importanti. Se non si curano più, ciò avviene per due ragioni: o perché il servizio del sistema sanitario nazionale non dà risposta in tempi ragionevoli alla richiesta di cura, di assistenza, di salute, oppure perché quelle stesse persone che rinunciano alle cure non trovano risposta nella sanità pubblica e non hanno denari sufficienti per accedere alla sanità privata.

Queste sono le urgenze principali che il protocollo conteneva come questioni su cui intervenire con urgenza. Non si è fatto nulla e la situazione di oggi è, nella percezione delle persone, più grave. Peggiorata rispetto a quando la Todde ancora non era presidente della Regione”.

Ora la dichiarazione dello stato di agitazione prevede che si avvii una procedura di negoziazione o di gestione del conflitto davanti ai prefetti della Sardegna. “Se non ci saranno ipotesi di sblocco della trattativa – ha concluso il segretario della Cgil -, e se non ci saranno proposte che convincono le organizzazioni della funzione pubblica a revocare la mobilitazione, andremo avanti con la protesta”.

Ottantamila residenti in meno negli ultimi dieci anni. Un calo demografico che colpisce soprattutto la fascia di età da 0 a 24 anni che ha subito il decremento più rilevante: 53.041 giovani in meno, il 66% della perdita demografica complessiva della Sardegna. Una situazione allarmante che descrive un orizzonte a tinte fosche per l’Isola. Dall’analisi di questi dati, e da una profonda riflessione sui rimedi necessari per arginare il fenomeno parte l’iniziativa del Partito democratico in consiglio regionale, presentata questa mattina dal capogruppo Roberto Deriu e dalle presidenti delle commissioni “Istruzione e Cultura” e “Sanità” Camilla Soru e Carla Fundoni, alla presenza del segretario regionale Silvio Lai. Un pacchetto di misure che interviene su più fronti (sostegno alla natalità, rafforzamento dei servizi educativi e tutela della famiglia) per provare a invertire la rotta. “Parte la campagna “0-24” – ha detto il capogruppo Deriu –; l’invecchiamento della popolazione sarda è l’emergenza delle emergenze che condiziona qualsiasi aspetto della vita civile. Senza giovani la tenuta economica e sociale della Sardegna è a rischio. Lo squilibrio demografico rende necessario un intervento straordinario”. Parole condivise da Camilla Soru e Carla Fundoni, che hanno illustrato gli interventi sul fronte dell’istruzione (dalla prima infanzia all’Università) e delle politiche sociali. Tra le iniziative messe in campo, il rafforzamento delle procedure per la procreazione assistita, il potenziamento dei centri diurni estivi per bambini, l’introduzione di misure a sostegno del benessere familiare e della natalità. “Le famiglie fanno figli solo se ci sono servizi. I costi per gli asili nido sono alti. Molte famiglie non possono permetterseli – ha detto Carla Fundoni – il nostro obiettivo è renderli accessibili a tutti e potenziare i presidi nei piccoli centri della Sardegna attraverso un piano straordinario di interventi”. Camilla Soru si è invece soffermata sulla situazione drammatica delle Università sarde: “Negli ultimi 10 anni c’è stato un notevole calo degli iscritti: 2700 studenti in meno negli atenei. Il 66% dei sardi va a studiare fuori ma il dato drammatico è un altro: sono tantissimi i giovani diplomati che non si iscrivono all’università per ragioni economiche. Da qui la nostra proposta per rendere i servizi educativi universali e gratuiti per tutti”. Obiettivo condiviso dal segretario regionale del Pd Silvio Lai: “Essere istruiti è un diritto. Gli ultimi dati ci dicono che 120mila famiglie sarde sono sotto la soglia di povertà e non hanno risorse per far studiare i propri figli. L’istruzione gratuita deve diventare la nostra bandiera”. Un piano straordinario di intervento che richiederà un grande sforzo finanziario. Una parte degli stanziamenti potrebbe arrivare dalle risorse aggiuntive ottenute dalla Sardegna con la positiva soluzione della vertenza entrate con lo Stato: “Stimiamo un costo intorno ai 50 milioni di euro – ha affermato il capogruppo Roberto Deriu –, oltre alle risorse della vertenza entrate, un’altra fetta potrebbe arrivare con la rimodulazione dei fondi destinati alla lotta per lo spopolamento andando a rivedere le misure che non hanno funzionato”.

Il sindaco di Oristano, Massimiliano Sanna, questa mattina, ha incontrato, a palazzo Campus-Colonna, una delegazione di “Sardegna al Centro 20Venti” guidata dal segretario provinciale, Giancarlo Mameli. Al centro del confronto, l’esame di alcuni punti programmatici sui quali è stata trovata un’intesa di massima e un impegno condiviso per l’ultimo anno di consiliatura. “Le risultanze dell’incontro saranno ora portate all’attenzione del tavolo politico della maggioranza – ha commentato il sindaco Sanna al termine della riunione –. Sui temi affrontati abbiamo riscontrato una significativa convergenza e confido nella possibilità di individuare una sintesi che consenta di proseguire l’azione amministrativa nell’ultimo anno di mandato con un rinnovato spirito di collaborazione. Voglio, inoltre, esprimere apprezzamento per l’apertura al dialogo e il senso di responsabilità dimostrati dagli esponenti di Sardegna al Centro 20Venti, un atteggiamento che considero positivo nell’interesse della città e della stabilità amministrativa”.

Il Comune di Oristano ha pubblicato l’avviso per una manifestazione d’interesse per il conferimento dell’incarico a sei anziani volontari per il servizio di sicurezza e assistenza agli alunni delle scuole dell’obbligo per gli anni 2026 e 2027. “Il progetto Nonno e Nonna Vigili – ha spiegato il sindaco Massimiliano Sanna – nasce per offrire agli anziani della nostra comunità l’opportunità di partecipare attivamente alla vita della città, mettendo a disposizione tempo, esperienza e senso civico per un servizio utile e prezioso. È un’iniziativa che unisce due valori importanti: da un lato la sicurezza dei nostri bambini all’ingresso e all’uscita dalle scuole, dall’altro la valorizzazione del ruolo sociale degli anziani, che possono continuare a sentirsi parte attiva della comunità. la presenza dei Nonni Vigili davanti alle scuole rappresenta anche un elemento di rassicurazione per le famiglie e per gli stessi studenti. Con la loro attenzione e con la loro esperienza contribuiranno a promuovere comportamenti corretti e a prevenire situazioni di pericolo nelle aree più frequentate dai ragazzi. Allo stesso tempo questo progetto rafforza il senso di comunità e di solidarietà tra generazioni, favorendo una collaborazione concreta tra cittadini e istituzioni a supporto del lavoro della Polizia Locale”. Il servizio sarà reso in forma volontaria, per un massimo di tre ore giornaliere, senza alcuna forma di retribuzione o compenso, a supporto della Polizia locale. Il Comune di Oristano provvederà alla copertura assicurativa contro il rischio di eventuali infortuni subiti dai Nonni Vigili. I volontari saranno impegnati in prossimità delle scuole pubbliche del territorio comunale, garantendo la copertura dei plessi scolastici interessati dal progetto. Il coordinamento sarà affidato al dirigente del Corpo di Polizia locale, che organizzerà il servizio in collaborazione con i dirigenti scolastici, anche per eventuali variazioni di orario o specifiche esigenze. Durante il servizio i Nonni Vigili dovranno indossare la dotazione prevista dal disciplinare approvato dalla giunta comunale. Il loro compito sarà stazionare davanti alla scuola assegnata, invitando gli studenti ad utilizzare correttamente gli attraversamenti pedonali e a rispettare la segnaletica presente nelle vicinanze degli istituti scolastici. Potranno inoltre segnalare eventuali situazioni di pericolo, atti di vandalismo o episodi di bullismo di cui vengano a conoscenza, anche lungo il tragitto casa-scuola e viceversa. I volontari potranno essere impiegati anche in occasione di eventi e manifestazioni cittadine o durante attività scolastiche all’aperto in aree verdi, parchi e giardini pubblici. I candidati giudicati idonei saranno invitati a frequentare un corso di formazione teorico-pratico tenuto dal personale della Polizia locale per definire ruoli, compiti e modalità operative del servizio. Possono presentare la propria candidatura i cittadini residenti nel Comune di Oristano di età compresa tra i 60 e i 75 anni, pensionati o disoccupati, in possesso di idoneità psico-fisica allo svolgimento delle attività previste, che godano dei diritti civili e politici, non abbiano riportato condanne penali passate in giudicato, né abbiano carichi penali pendenti, e non svolgano attività lavorative subordinate o autonome. Per i pensionati delle Forze dell’Ordine sarà considerato titolo di preferenza l’iscrizione alle relative associazioni. Le domande di partecipazione, compilate sull’apposito modulo disponibile sul sito istituzionale del Comune e presso il Comando della Polizia locale, dovranno essere presentate entro il 26 marzo e inviate all’indirizzo e-mail protocollo@comune.oristano.it oppure alla Pec istituzionale@pec.comune.oristano.it. Alla domanda dovranno essere allegati il certificato rilasciato dal medico di medicina generale, da non più di due mesi, attestante l’idoneità specifica allo svolgimento dell’attività di “Nonna/Nonno vigile”, e la fotocopia di un documento d’identità in corso di validità.

Non è più una semplice fluttuazione di mercato, ma un vero e proprio “stato di emergenza” per i portafogli. L’Ufficio studi Adiconsum d Cagliari, analizzando i dati ufficiali di oggi del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), evidenzia un’impennata preoccupante: il prezzo medio del gasolio (self) ha raggiunto quota 1,887 €/l, mentre la senzina (Self) si attesta su 1,762 €/l. Questi numeri, elaborati incrociando i flussi di consumo regionali e gli indici Istat sulla spesa per trasporti, delineano un quadro di “inflazione da trasporto” senza precedenti per l’Isola. L’elaborazione dei dati condotta da Adiconsum dimostra che l’impatto del caro-carburante per gli isolani è superiore alla media nazionale per ragioni strutturali: 1) Costo Diretto (Mobilità): considerando una percorrenza media annua di 15.000 km, l’aggravio diretto per ogni famiglia sarda è di circa 215 € l’anno rispetto ai prezzi medi dello scorso semestre. 2. Costo Indiretto (Beni Trasportati): poiché l’85% delle merci in Sardegna viaggia esclusivamente su gomma, il rialzo del gasolio a quasi 1,90 €/l genera un effetto a cascata sui prezzi al dettaglio. Il rincaro stimato per la logistica e la distribuzione dei beni inciderà per circa 265 € annui aggiuntivi a famiglia di cui 130€ solo per la distribuzione dei beni di prima necessità. La combinazione di questi fattori porta a una stima reale di 480 € di spesa extra annua per ogni nucleo familiare cagliaritano. Il presidente dell’Adiconsum di Cagliari, Simone Girau, commenta con estrema preoccupazione i dati odierni: “I numeri ufficiali di oggi, con il gasolio che sfiora 1,89 euro al litro, confermano i nostri timori: siamo di fronte a un assalto silenzioso ai risparmi dei cittadini. In una realtà come quella di Cagliari e provincia (ma il discorso può valere per tutta la Saardegna), dove l’auto è spesso l’unico mezzo di spostamento e dove i prezzi dei beni arrivano già gravati dai costi di insularità, questo scenario è insostenibile. Questi dati non sono opinioni, ma il frutto di un’elaborazione rigorosa su fonti ministeriali. Come Adiconsum chiediamo un monitoraggio immediato per bloccare ogni tentativo di speculazione lungo la filiera.” L’analisi ipotizza scenari ancora più foschi: qualora i carburanti dovessero stabilizzarsi sopra la soglia dei 2,15 €/l, l’impatto complessivo (diretto e indiretto) potrebbe superare i 750 € annui a famiglia, innescando una contrazione violenta dei consumi interni e mettendo a rischio la tenuta sociale di molti nuclei monoreddito. Adiconsum invita, quindi, i consumatori a segnalare aumenti anomali o sospetti e resta a disposizione per assistenza legale e informativa.

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