Feb 27

Riunione Pd a Oristano: “Nessuno strappo politico ma serve un confronto serrato”.

Sembra affievolirsi la crisi dentro il “campo largo”, palesata dopo le nomine alle Asl, con gli assessori del Pd che, in disaccordo con la presidente Todde, hanno disertato per due volte la giunta.

Questo quanto scaturito dalla direzione regionale del Pd, a Oristano, che questa sera ha approvato la linea del segretario regionale, Silvio Lai, il quale ha ribadito che non c’è stato nessuno strappo politico con la presidente Alessandra Todde e col M5S.

“Noi non stiamo provocando una crisi, perché sarebbe irresponsabile. Il giorno che sarà necessario aprire una crisi lo faremo dichiarandolo. Quello che serve, quello che stiamo chiedendo, è un confronto serio – ha detto Silvio Lai nella sua relazione -. La presidente Todde ha detto che bisogna difendere il campo progressista e restare coerenti al programma elettorale. Io condivido questa affermazione. Difendere il campo progressista è un dovere e noi ne siamo convinti; siamo noi che siamo unitari in tutta la Sardegna, anche testardamente.Ma difenderlo non significa evitare le discussioni. Significa farle bene”.

Poi una mano tesa alla governatrice e al suo partito: “Non esiste un problema di compatibilità tra Pd e M5S, né tra il Pd e i sindaci di altre forze politiche, né tra il Pd e gli altri partiti della coalizione”. E sulla questione delle nomine ribadisce: “Noi non abbiamo mai posto questioni di appartenenza. Abbiamo posto questioni di coerenza con le sentenze e di professionalità adeguate”.

Insomma, ciò che è emerso dalla direzione del Pd è, a sentire i dem, “…la piena volontà di difendere e rafforzare il campo largo e progressista, nato in Sardegna e oggi esperienza positiva in molte città dell’Isola, da Cagliari a Sassari, da Nuoro ad Alghero, con sindaci differenti per appartenenza e proposta politica. Ma la coesione della coalizione richiede reciprocità, confronto preventivo e piena collegialità nelle decisioni, come da regole istituzionali oltre che politiche”.

Dopo due anni di legislatura, il Pd chiede quindi agli alleati un confronto serrato per “…un bilancio di metà mandato sui risultati importanti che si sono raggiunti, come su quelli ancora da raggiungere nei prossimi tre anni”.  Anche perchè, in vista delle prossime amministrative a Tempio, Porto Torres e Quartu Sant’Elena nel 2026 e, nel 2027, a Oristano, Carbonia e Olbia, bisogna dare l’immagine della compattezza e non quella della continua litigiosità. Questo quanto “suggerito”, ai due principali partiti del “campo largo”, dai piani alti in quel di Roma, e al Pd sardo non è rimasto altro che obbedire.

Sintetizzando, da parte del Pd c’è stato il solito, stantio “bau bau” e la consueta sortita aventiniana che ha fatto ipotizzare agli ingenui della politica chissà quali sfracelli, e che, invece, gazzosa a parte, anche questa volta non ha portato da nessuna parte. Anzi uno scopo,  a dire il vero, lo ha attenuto: quello di rafforzare ulteriormente la presidente Todde, che alle sortite del Pd ha sempre fatto spallucce, tirando avanti imperterrita per la sua strada, giusta o sbagliata che sia, perchè ha capito che “can che abbaia…”.

Medicina Democratica della Sardegna aderirà alla manifestazione indetta dal Coordinamento dei Comitati Sardi per la Sanità Pubblica, per il 7 marzo, a Cagliari, in difesa di un Servizio sanitario che garantisca la tutela della salute e assistenza di qualità, gratuita per tutti i cittadini. “La crisi del Servizio sanitario regionale – si legge on una nota  di Francesco Carta, referente di Medicina Democratica Sardegna – richiede impegni urgenti e programmatici non più rinviabili, che devono essere assunti dalla Regione, dalla giunta e dal consiglio regionale, con un coinvolgimento attivo degli enti locali e dei sindaci. La mobilitazione, la partecipazione attiva dei cittadini è fondamentale per garantire e affermare il diritto alla salute previsto dalla costituzione. Comitati spontanei e organizzati, vecchi e nuovi, si sono costituiti in tutta la Sardegna e parteciperanno alla manifestazione regionale a Cagliari”. Lo scopo è quello di sollecitare un’inversione di tendenza nelle politiche sanitarie, annunciata e auspicata, ma finora non praticata. Proprio per questo motivo, sull’ultimo numero dell’omonima rivista,  Medicina Democratica ha pubblicato una monografia sui problemi della salute in Sardegna, in particolare sugli atti del convegno sul Ruolo del Registro dei Tumori, svoltosi presso l’ospedale oncologico Businco, il 25 ottobre 2024, che può essere consultato sul sito: https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=18329.  Medicina Democratica della Sardegna si augura che il 7 marzo, a Cagliari, ci sia un’adesione massiccia alla manifestazione, che partirà dalla piazza dei Centomila (scalinate di Bonaria) e si concluderà di fronte al palazzo del consiglio regionale, in via Roma.

Per anni avrebbe sottoposto l’ex moglie a violenze fisiche e psicologiche. Ora per un 55enne di Oristano, su disposizione del Tribunale, sono scattati il divieto di dimora nel paese, il divieto di avvicinamento alla ex consorte e l’applicazione del braccialetto elettronico. La donna, oggi quarantenne, ha denunciato quanto accaduto un mese fa, ricostruendo agli investigatori un lungo periodo di maltrattamenti, iniziati nel 2016, quando era incinta. Il primo episodio sarebbe avvenuto nell’ascensore dell’ospedale, durante una discussione per una visita medica, dove il 55enne avrebbe schiaffeggiato la donna. Da quel momento, secondo quanto riportato nell’ordinanza cautelare, sarebbero seguiti insulti, aggressioni, atteggiamenti di controllo ossessivo e limitazioni alla libertà personale ed economica, spesso in un contesto segnato dall’abuso di alcol e sostanze. Le condotte violente, secondo l’accusa, non si sarebbero interrotte neppure dopo il matrimonio e la nascita del figlio. In un episodio avvenuto due anni fa, il bambino avrebbe tentato di difendere la madre durante una lite. A gennaio, dopo l’ennesimo episodio, la donna è fuggita in strada con il figlio e si è rivolta alle Forze dell’ordine. Le indagini, supportate dalle testimonianze di familiari e amici, hanno portato alla richiesta delle misure cautelari da parte del pubblico ministero Valerio Bagattini, accolta dalla giudice Serena Corrias. L’uomo dovrà mantenere una distanza di almeno un chilometro dall’ex moglie, non potrà contattarla in alcun modo, e sarà sottoposto a controllo tramite dispositivo elettronico. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

 

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