Cresce l’attesa per il Giro di Sardegna. Giovedì partenza della 2^ tappa da Oristano.

Oristano è pronta ad ospitare il grande ciclismo internazionale con il Giro della Sardegna. Giovedì 26 febbraio, i campioni delle due ruote faranno tappa in città per la partenza della seconda frazione, che condurrà la carovana fino a Carbonia.
Ai nastri di partenza di una competizione che, dopo 15 anni, riporta il grande ciclismo nell’Isola, saranno presenti 23 squadre in rappresentanza di 26 nazioni: un dato che conferma il profilo internazionale della corsa e il crescente interesse attorno al progetto della Coppa Italia delle Regioni, che assegna la maglia blu Unioncamere.
Dal punto di vista sportivo, la tappa Oristano–Carbonia si presenta impegnativa e spettacolare: 136,3 chilometri di percorso con un dislivello complessivo di 1.810 metri, elementi che promettono battaglia sin dai primi chilometri. Il percorso tocca Arborea, Marceddì, il bivio Funtanazza, Montevecchio, Genna Sciria, Arbus, il Passo Bidderdì, il bivio per Fluminimaggiore, il Colle di Buggerru, il valico di Montecani, Nebida e Gonnesa, fino all’arrivo a Carbonia, nel cuore del Sulcis.
A Oristano, gli appassionati potranno seguire da vicino le prime fasi della gara nel cuore della città, lungo un tracciato che attraverserà piazza Roma, via Diego Contini e via Cagliari, offrendo immagini suggestive e grande partecipazione di pubblico.
Il ritrovo dei concorrenti è fissato per le ore 10, in piazza Roma, dove il sindaco Massimiliano Sanna e l’assessore allo Sport Antonio Franceschi li accoglieranno ufficialmente.
Alle 11.40 l’inizio del trasferimento e alle 11.50 la partenza ufficiale, da via Diego Contini, con passaggio in via Cagliari in direzione Santa Giusta. L’arrivo a Carbonia è previsto intorno alle 15.
“Oristano è pronta ad accogliere i grandi campioni delle due ruote – ha detto il sindaco Massimiliano Sanna –. In città l’attesa per questo evento sportivo è molto alta e gli appassionati sono tantissimi. Il Giro di Sardegna metterà l’Isola al centro delle cronache e delle immagini dei media internazionali. Per Oristano sarà una nuova e importante occasione di marketing turistico e culturale attraverso lo sport. Il ritrovo dei concorrenti in una delle piazze principali, all’ombra della maestosa Torre medievale di San Cristoforo, rappresenterà una cartolina di grande valore promozionale”.
“Con il Giro di Sardegna, Oristano ospita un altro grande evento sportivo di livello internazionale – ha aggiunto l’assessore allo Sport Antonio Franceschi –. Quando non si è ancora spento l’eco del successo della Mezza Maratona, le strade della città si animeranno con i grandi campioni del ciclismo mondiale”.
Tra i protagonisti più attesi figurano Filippo Zana, ex campione italiano e vincitore di tappa al Giro d’Italia 2023; Gianmarco Garofoli, azzurro ai Mondiali in Ruanda; Fausto Masnada, corridore di grande esperienza e vincitore di tappa al Giro d’Italia; l’ecuadoriano Jonathan Caicedo; il colombiano Iván Ramiro Sosa; e, soprattutto, il giovane talento Lorenzo Mark Finn, campione del mondo Juniores e Under 23, e speranza del ciclismo italiano.
“Un parterre di assoluto rilievo – ha concluso l’assessore Franceschi – che darà ulteriore valore alla competizione e attirerà l’attenzione del grande pubblico. La scelta di Oristano come una delle cinque tappe del Giro premia la vocazione di una città che crede, investe e cresce attraverso lo sport”.
Queste le tappe del Giro di Sardegna 2026: 25 febbraio, Castelsardo-Bosa; 26 febbraio, Oristano-Carbonia; 27 febbraio, Cagliari-Tortolì; 28 febbraio, Tortolì-Nuoro; 1° marzo, Nuoro-Olbia.
L’evento, organizzato dal GS Emilia, rappresenta la prima prova della terza edizione della Coppa Italia delle Regioni, coordinata e promossa dalla Lega Ciclismo Professionistico e dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome.
Nel 2026 la Coppa Italia delle Regioni unirà 25 gare per 40 giornate di competizione, attraversando 17 regioni italiane, confermandosi come uno dei progetti più significativi per la valorizzazione del ciclismo professionistico e dei territori. Il Giro della Sardegna è sostenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna, attraverso l’assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio.
“Si tratta di un evento sportivo molto atteso – ha affermato l’assessore regionale del Turismo, Franco Cuccureddu – che accenderà i riflettori mediatici internazionali sulla nostra Isola, e in Italia con le dirette quotidiane su Rai Sport, in un periodo nel quale soprattutto gli italiani iniziano a programmare le vacanze estive, ma anche quelle pasquali e i ponti tra fine aprile e i primi di maggio.
Il fatto che nelle cinque tappe vengano attraversate tutte le otto province, molti centri abitati sia della costa sia dell’interno, e si transiti vicino a importanti siti archeologici, ci consente di mettere in mostra alcuni prodotti turistici per i quali abbiamo in essere importanti azioni di marketing – ha concluso Cuccureddu –, quali ad esempio quelle legate al turismo nei borghi e al turismo culturale, con un focus sulle Domus de Janas, recentemente inserite nella lista Unesco del Patrimonio dell’Umanità”.,
“Riparte il grande ciclismo in Italia, con la Sardegna che apre la stagione – ha detto il presidente di Lega Ciclismo, Roberto Pella –. Stiamo costruendo una grande rete che mette a sistema sport, istituzioni e mondo produttivo. Avremo uno spettacolo con tanti corridori italiani che avranno modo di mettersi in evidenza. Come Lega Ciclismo abbiamo lavorato per dare massima visibilità all’evento con una copertura Rai Sport e internazionale quotidiana e live su HBO Max / D+ in Europa e Stati Uniti. La diretta partirà ogni giorno dalle 13:40 alle 15:20”.

“Ho richiesto sin dal mese di settembre un confronto sul piano nazionale che, come è stato anche dichiarato all’interno del verbale della conferenza Stato-Regioni del 18 dicembre, è molto pesante per la Sardegna, con tre carceri dedicate”. La presidente della Regione, Alessandra Todde, è intervenuta in consiglio regionale sul tema del trasferimento massiccio di detenuti in regime di 41bis durante la seduta d’aula dedicata. Il tutto in attesa della manifestazione di piazza, indetta proprio dalla presidente della Regione, per sabato 28, a Cagliari. Nel suo intervento, dopo l’illustrazione delle mozioni del centrodestra e della maggioranza, Todde ha chiarito che la Sardegna non mette in discussione la legittimità della misura 41bis, né la necessità di contrastare con fermezza la criminalità organizzata. “La nostra Isola – ha detto Todde – è e resterà dalla parte dello Stato nella difesa della legalità e della sicurezza. Il punto non è indebolire la lotta alle mafie, ma garantire equilibrio, proporzionalità e rispetto dell’Autonomia speciale. Oggi in Italia i detenuti col regime 41bis sono circa 720, e 90 sono già nelle carceri sarde. Dovrebbero arrivare a 240, secondo il piano del Governo, ma questi per il governo sardo sono numeri non sostenibili, anche perché non siamo in grado di assicurare le cure di questi carcerati con le risorse finanziarie della Regione. Ogni decisione deve rispettare l’autonomia della Sardegna e un piano di collaborazione leale tra istituzioni. Invece, a oggi non abbiamo avuto un confronto con la presidente Meloni e il ministro Nordio, che pure abbiamo sollecitato. La Sardegna non è la soluzione logistica di un problema complesso che riguarda il Paese, i nostri territori sono già fragili e questo trasferimento andrà anche a danno dei detenuti sardi che saranno trasferiti fuori dalla Sardegna”. La presidente ha poi ricordato l’appuntamento di sabato, “…al quale hanno aderito oltre 140 organizzazioni ufficiali e oltre 100 sindaci che parteciperanno con la fascia tricolore”. E ha chiarito che sul tema “…non devono esserci maggioranza e opposizione; è un tema dei sardi che deve essere portato avanti senza magliette, senza demagogia”.

“Oggi di primo mattino ho ricevuto la lettera del Presidente della Fondazione Mont’e Prama indirizzata al Ministro della Cultura, alla Presidente della Regione e al Sindaco di Cabras, nella loro qualità di Soci Fondatori. Con riferimento alle notizie apparse sulla stampa, relativamente a una indagine in corso attorno alla Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni (presidente della Fondazione) considera l’iscrizione nel registro degli indagati un atto dovuto – a seguito degli esposti presentati alcuni anni fa – ed è sicuro di poter dimostrare la totale correttezza e integrità del proprio operato”. E’ quanto ha scritto sulla sua pagina Facebook Andrea Abis, sindaco di Cabras. “Dal mio canto personale – ha proseguito Abis -, in qualità di Sindaco di Cabras e di Vicepresidente della Fondazione Mont‘e Prama, difendo i grandi risultati di questo organismo, che lavora incessantemente, con enorme impegno, professionalità ed entusiasmo per raggiungere obiettivi fondamentali per lo sviluppo locale di Cabras, dell’Oristanese e per la promozione culturale e identitaria dell’intera Sardegna. Abbiamo l’ambizione – ha aggiunto il sindaco di Cabras – di attestarci come grande museo nazionale e internazionale, e l’indagine in corso, in ordine alla quale esprimo piena e totale fiducia nella magistratura, non sposta di un millimetro i nostri obiettivi e il raggiungimento dei grandi traguardi che abbiamo all’orizzonte, primo dei quali in ordine di tempo l’imminente riunificazione di tutti i Giganti a Cabras”.

ll sindacato Nursing Up esprime “…forti preoccupazioni sulla salute e sicurezza del personale sanitario della Asl di Oristano che opera negli istituti penitenziari”. Il sindacato denuncia “…l’assenza di spazi adeguati a uso spogliatoi, con alcuni infermieri che sono stati invitati a usare una cella per poter utilizzare i servizi igienici e le docce a fine turno. Anche la sicurezza del perimetro dell’infermeria lascia a desiderare a causa del frequente libero accesso ai detenuti. In altre occasioni gli ambienti a uso sanitario vengono usati come temporaneo alloggio per detenuti. Al personale sanitario formato da infermieri e medici che operano per conto della Asl all’interno degli istituti penitenziari deve essere garantita l’igiene e la sicurezza degli ambienti e un contesto lavorativo ben delimitato e protetto dalle dinamiche organizzative e comportamentali connesse all’attività di detenzione e di sorveglianza – sostengono, in una nota, Marco Solinas dirigente della sigla e Rls Asl Oristano, e Diego Murracino, responsabile regionale del sindacato -. Il Nursing Up chiede alla direzione generale della Asl di Oristano, in applicazione al D.Lgs.81/08 Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, di adoperarsi con urgenza nella valutazione dei rischi e dello stato psico-fisico dei propri dipendenti che prestano servizio negli istituti penitenziari”.
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