Feb 08

Oristano si candida a ospitare “l’Università del Mediterraneo”.

“Istituzione in Sardegna dell’Università del Mediterraneo, luogo di contaminazione culturale, scientifica e occasione di pace fra i popoli.”

E’ il titolo del convegno che si terrà a Oristano, sabato 21 febbraio, alle 10.30, presso l’aula magna dell’istituto tecnico “Lorenzo Mossa”, in via Carboni 10, organizzato dall’Associazione culturale Lucio Abis.

“Il convegno – ha detto il presidente dell’Associazione, Pietro Arca – intende affrontare il tema dell’istituzione in Sardegna della Università del Mediterraneo, un luogo non solo simbolico, ma fortemente rappresentativo della vocazione della Sardegna, centro del Mediterraneo, a svolgere una funzione di raccordo, di contaminazione e di valorizzazione delle diverse culture che vi si affacciano.

Consapevoli del forte carattere attrattivo e unificante che la cultura, la scienza e la conoscenza comportano, soprattutto nelle giovani generazioni, si intende lanciare una idea di ospitalità della diversità dei popoli, delle culture e delle religioni, attraverso la creazione di un polo universitario che si faccia carico di sperimentare e attuare questo sogno di tolleranza e di convivenza pacifica fra i popoli.

Oristano, ovviamente – ha aggiunto Arca -,  si candida a ospitare e creare questa prospettiva (perché sia anche un esempio di riferimento al mondo) che possa sperimentare come integrarsi, che significa, prima di tutto, arricchirsi, beneficiare di nuove conoscenze e allargare le prospettive di tutti”.

Secondo il presidente dell’Associazione Lucio Abs, stare insieme comporterà l’attraversare le nostre strade, i nostri vicoli venendo a contatto con lingue diverse, usi e costumi differenti, e cominciare un’opera ciclopica per costruire un Mediterraneo di incontro e di pace.

Lo scopo del convegno è quello, attraverso dirigenti scolastici, rettori dell’Università, docenti ed esperti, di fare una riflessione, complessa ma ambiziosa, sul ruolo e la funzione di centralità che la Sardegna e Oristano potranno assicurare, a partire dalla formazione e dalla ricerca scientifica, come luogo di confronto e amicizia.

Dopo l’introduzione del presidente dell’Associazione  culturale, Pietro Arca, i lavori proseguiranno con i saluti  istituzionali del sindaco del Comune di Oristano, Massimiliano Sanna e del presidente della Provincia, Paolo Pireddu. A seguire, interverrà Marilina Meloni, dirigente scolastico dell’istituto “Lorenzo Mossa”. La parola passerà poi ai relatori del convegno: Aldo Berlinguer, docente dell’Università di Cagliari; Francesco Bonini, rettore dell’Università Lumsa di Roma; e Francesco Mola, rettore dell’Università di Cagliari. Le conclusioni dei lavori sono state affidate a Gian Valerio Sanna, presidente del Consorzio Uno-l’Università di Oristano.

“La Regione sta impugnando il decreto Meloni sulle aree idonee. Su “Pratobello”, oltre ai comitati, audiremo anche ambientalisti, giuristi e costituzionalisti”. Lo ha detto il presidente della commissione regionale Urbanistica, Roberto Franco Michele Li Gioi (M5S). “Stiamo già impugnando il decreto Meloni, che toglie la competenza alle regioni e che vuole ridurre la Sardegna a un colabrodo, soprattutto nelle zone militari, di cui la Sardegna contiene il 65% del totale nazionale. Siamo stanchi di farci calpestare. Il Movimento 5 Stelle – ha proseguito Li Gioi – fa della transizione energetica un punto fermo, assieme alla difesa dell’ambiente e alla tutela del paesaggio. Siamo a favore della transizione ecologica, ma fermamente contrari alla speculazione energetica. La nostra legge 20 nasceva proprio per quello, governare e non subire, rispondendo peraltro a quanto richiesto dal D.L. 199. Le regioni dovevano individuare le aree idonee con leggi regionali. Poi è intervenuto il decreto 175 Meloni che noi stiamo già impugnando. Stiamo gestendo – ha aggiunto  Li Gioi – autorizzazioni rilasciate negli ultimi 30 anni, da Mauro Pili sino a Solinas. Noi non abbiamo autorizzato nessun nuovo impianto, sfido chiunque a dire il contrario. Noi non vogliamo fermare le rinnovabili, perché l’energia pulita è un valore per la Sardegna e non è accettabile che i nostri figli e i nostri nipoti restino in un’isola governata da gas e carbone. Come ha detto il presidente del consiglio regionale Comandini – ha concluso l’esponente del M5S – audiremo in commissione i comitati, ma audiremo, e penso che sia giusto, anche perché lo chiedono anche le opposizioni, tutto il mondo ambientalista, ma soprattutto ascolteremo il parere di illustri giuristi e costituzionalisti per evitare che in commissione si discuta di leggi incostituzionali a fortissimo rischio di impugnazione”.

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