Gen 27

A Oristano il Comune ha ricordato le vittime della Shoah.

Come in tutta Italia, si sono tenute oggi, anche a Oristano, le celebrazioni per la “Giornata della Memoria”.

In piazza Eleonora, di fronte alla chiesa di San Francesco, l’istituzione cittadina più importante, il sindaco Massimiliano Sanna, assieme al prefetto e altre autorità, ha deposto una corona di fiori davanti all’ulivo e alla targa che ricordano la tragedia della Shoah.

“Ci ritroviamo oggi davanti a questo albero d’ulivo, piantato come segno vivo e duraturo, per celebrare il “Giorno della Memoria” – ha detto il sindaco Massimiliano Sanna aprendo la cerimonia -. Questo non è soltanto uno spazio urbano, ma un luogo della coscienza civile della nostra comunità.

Qui abbiamo scelto di affidare alla terra e al tempo il compito di custodire il ricordo delle vittime della Shoah, delle leggi razziali e delle persecuzioni subite dai cittadini ebrei in Italia e in Europa, affinché quel ricordo continui a parlare alle generazioni presenti e future. Oggi ricordiamo coloro che furono deportati, imprigionati, umiliati e uccisi, ma anche chi visse la privazione della libertà, l’orrore quotidiano della discriminazione, l’esclusione civile e morale.

La memoria, però, non può e non deve essere un esercizio fine a sé stesso. La memoria è assunzione di consapevolezza, formazione delle coscienze, costruzione di un sentire comune fondato sulla conoscenza, sulla responsabilità e sulla solidarietà. Ricordare significa assumersi un impegno: vigilare, interrogarsi, reagire. Un fenomeno di inaudita brutalità, un crimine assoluto nella storia dell’umanità, che non ha risparmiato categorie e gruppi sociali considerati “inferiori”: omosessuali, rom e sinti, persone con disabilità, testimoni di Geova, dissidenti politici, oltre al popolo ebraico, bersaglio principale di un progetto di sterminio sistematico.

Questa cerimonia, solo in apparenza, guarda al passato – ha aggiunto il sindaco Sanna -. In realtà è un monito permanente contro la crudeltà umana, contro l’arretramento del diritto, contro la spietatezza della sopraffazione. La Shoah rappresenta il punto più estremo a cui può giungere l’uomo quando è accecato dall’odio e imbevuto di ideologie totalitarie che negano l’umanità dell’altro.

Ricordare, dunque, non significa restare immobili nel dolore, ma scegliere da che parte stare: dalla parte della democrazia, dei diritti, della dignità umana. La democrazia non è mai una conquista definitiva. È sempre esposta al rischio di indebolirsi o di degenerare, come dimostrano i fenomeni di regressione democratica a cui assistiamo a livello mondiale. Per questo è fondamentale vigilare affinché il potere si eserciti entro limiti chiari e predeterminati, a tutela della vita della democrazia e della libertà di tutti, in contrasto con ogni tendenza alla personalizzazione e all’accentramento del potere politico. La storia ci insegna che custodire questi limiti è essenziale per prevenire l’arbitrio, proteggere i diritti fondamentali e garantire che la dignità della persona resti al centro dell’ordinamento dello Stato.

Non possiamo, dunque, che raccogliere la sfida indicata dal Cardinale Carlo Maria Martini nel suo libro “Sogno un’Europa dello Spirito”, del 1999, parole che oggi risuonano con forza rinnovata: “[…] la sfida a costruire una società senza nemici, senza avversari, una società in cui le diversità si riconcilino e si integrino”. Che questa sfida – ha concluso il sindaco di Oristano – diventi anche la nostra. Che Oristano continui a custodire la memoria non come semplice ricordo del passato, ma come responsabilità viva verso il presente e il futuro, affinché la dignità umana, la democrazia e la libertà restino i fondamenti della nostra società”.

Bandiere a mezz’asta in consiglio regionale in occasione del “Giorno della Memoria”. Anche l’assemblea ha voluto rendere omaggio alle vittime dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici nei campi nazisti. “La storia insegna ma non ha scolari, diceva Antonio Gramsci. E oggi, alla luce di quanto accade in tanti, troppi Paesi a noi più o meno vicini, per confini o valori democratici – ha detto il presidente del consiglio regionale, Piero Comandini -, abbiamo il dovere di celebrare la “Giornata della Memoria” come convinta e decisa condanna di ogni forma di antisemitismo, di violenza verso il singolo e verso intere popolazioni, di rifiuto dell’uso della forza come risoluzione delle controversie. Questa Giornata ci deve ricordare che la vita deve sempre prevalere sulla morte”.

“Il 27 gennaio non è una data rassicurante. Non consola, non pacifica. Inquieta. Deve interrogare. E deve farlo soprattutto oggi”. Si apre così, con un invito a interrogarsi sui fatti del nostro tempo, il messaggio della presidente della Regione, Alessandra Todde, per la “Giornata della Memoria”. “Le persecuzioni e i campi di concentramento non sono stati un incidente della storia, né una follia improvvisa: sono il risultato di decisioni politiche rese possibili dal consenso o dall’indifferenza di società intere – aggiunge Todde -. Lo hanno vissuto sulla loro pelle i 290 deportate e deportati sardi internati nei campi nazifascisti. La storia del Novecento europeo ci ha insegnato che il razzismo non è solo odio. È un sistema. È una struttura di potere che decide chi è dentro e chi è fuori. Chi è tutelato e chi è sacrificabile. Per questo oggi non possiamo fingere di non vedere – afferma la presidente, riferendosi agli eventi attuali che sconvolgono il mondo -. Non possiamo non vedere Minneapolis, dove donne e uomini muoiono per mano di uno Stato che dovrebbe proteggerli, e dove quella morte si trasforma in un simbolo globale di un razzismo che continua a produrre vittime. Non possiamo non vedere Gaza, dove una popolazione intera vive sotto una violenza che nega futuro, diritti, sicurezza, e dove il dolore dei civili viene troppo spesso ridotto a danno collaterale. Non possiamo non vedere l’Iran, dove giovani donne e uomini vengono uccisi per aver chiesto uno Stato che rispetti diritti, libertà e futuro”. La presidente rivolge poi la sua attenzione al Vecchio Continente: “Non possiamo non vedere il riemergere, anche in Europa e in Italia, di conflitti, linguaggi che normalizzano l’odio, che riscrivono la storia, che relativizzano il fascismo e banalizzano l’antisemitismo”. Todde conclude il suo discorso con un invito: “Come istituzioni e come cittadini abbiamo una responsabilità precisa. Chiediamoci ogni giorno se stiamo tollerando un’ingiustizia, se stiamo voltando lo sguardo davanti a una persecuzione, se stiamo lasciando spazio a chi esercita violenza. Il 27 gennaio non ci chiede silenzio. Ci chiede responsabilità”.

“Per la Sardegna il governo nazionale ha messo sul piatto intanto 33 milioni. E sottolineo intanto. Per l’Emilia Romagna abbiamo messo sul piatto 20 milioni, quindi mai tanta somma per rimborsare i primi interventi è stata messa a disposizione. Naturalmente con questa somma, oltre a consentire ai comuni di poter coprire i servizi e i beni richiesti, consentirà anche di affidare i primi incarichi progettuali. Dopodiché si andrà avanti con altre risorse, e l’ho detto all’inizio, man mano che saranno presentati i progetti, man mano che la presidente della Regione avrà individuato nel dettaglio gli interventi da effettuare e le priorità, che secondo me sono legate alle grandi infrastrutture e alle imprese colpite che debbono poter cominciare a lavorare sarà corrisposto il relativo denaro”. Lo ha detto il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, al Poetto di Cagliari, per verificare i danni provocati dal passaggio del ciclone Harry – “Quindi è una polemica assolutamente inutile – ha aggiunto il ministro -. Chi conosce il codice di Protezione civile sa che l’articolo 25 dice che intanto bisogna affrontare i primi interventi, dopo si passa alla ricostruzione. Per cui quello che sarà necessario fare sarà messo a disposizione dei tre presidenti di Regione. Sono qui per testimoniare intanto concreta vicinanza del Governo nazionale alla Sardegna, alle comunità colpite, al governo regionale e locale, e per assumere impegni che sono abituato a mantenere. Gli impegni sono quelli di restare accanto alle istituzioni fino a quando non si sarà concluso il processo di normalizzazione. Significa ripristinare i servizi essenziali, restituire al territorio la rete infrastrutturale che è stata fortemente colpita, consentire agli imprenditori nel più breve tempo possibile di poter riprendere la loro attività e ricostruire tutto quello che è stato distrutto. Serve prevenzione. Ora sappiamo che il ciclone arriva anche in Sardegna e se lo sappiamo dobbiamo organizzarci di conseguenza. Quindi prevenire – ha concluso Musumeci -, a volte rivedere la pianificazione urbanistica e portarla avanti d’intesa con la Protezione civile, per capire quali sono le aree più deboli, più vulnerabili, più fragili, per consolidarle, io credo che sia l’obiettivo che tutti dobbiamo perseguire”.

Vento forte, mareggiate sulle coste e piogge abbondanti (in particolare nell’Oristanese) sono in arrivo in gran parte della Sardegna. Due i bollettini di allerta meteo diramati dalla Protezione civile regionale. Il primo riguarda vento e mareggiate: “Dalle prime ore di mercoledì 28 e fino al pomeriggio di giovedì 29 gennaio sono previsti venti forti di componente occidentale su tutta la Sardegna, con locali e temporanei rinforzi fino a intensità di burrasca sulle coste occidentali e sui rilievi. Inoltre, per la giornata di mercoledì sono possibili mareggiate da ovest sud-ovest sulle coste occidentali esposte con altezze d’onda significativa oltre i 4 metri”. Il secondo bollettino riguarda il rischio idrogeologico e idraulico. Il centro funzionale decentrato di Protezione civile ha emesso, a partire dalle 14 di martedì 27 e sino alla mezzanotte di mercoledì 28 gennaio, un avviso di allerta per codice giallo (criticità ordinaria) per rischio idrogeologico e rischio idraulico nel Sulcis Iglesiente; codice giallo per rischio idrogeologico e rischio idraulico sull’area nel Campidano; codice giallo per rischio idrogeologico e rischio idraulico sull’area nella Sardegna sud orientale; codice giallo per rischio idrogeologico e rischio idraulico nel Logudoro; codice arancione (criticità moderata) per rischio idrogeologico, e codice giallo per rischio idraulico nella Sardegna centrale; codice arancione per rischio idrogeologico e codice giallo per rischio idraulico sull’area nella Sardegna centro occidentale.

In riferimento alle recenti dichiarazioni dell’Amministratore unico di Sogeaor srl (società privata responsabile della gestione dell’aeroporto di Oristano-Fenosu), riportate dagli organi di informazione, secondo cui “…il Consorzio Industriale si è proposto di acquisire il 51% delle quote, senza però fare un’offerta”, il Consorzio Industriale Provinciale Oristanese (Cipor) ha rfitenuto opportuno fornire una precisazione ufficiale. “Il Cipor – si legge nella nota -, la cui missione istituzionale è sostenere lo sviluppo produttivo del territorio, ha avviato da tempo un’interlocuzione con Sogeaor srl, finalizzata a valutare l’ingresso nella compagine societaria attraverso l’acquisizione della quota di maggioranza, attualmente detenuta dal socio privato, con l’obiettivo di contribuire al rilancio dello scalo di Oristano-Fenosu. Nella consapevolezza del valore strategico dell’aeroporto quale infrastruttura a supporto dello sviluppo economico locale, l’intento del Consorzio è stato delineato con chiarezza: acquisire il 51% delle quote di Sogeaor senza condizioni, completare gli interventi necessari per rendere pienamente operativa l’infrastruttura e assumere la responsabilità della programmazione e dell’indirizzo gestionale, demandando invece la gestione operativa ai soci privati titolari del 49%. Per garantire un percorso improntato alla massima trasparenza e correttezza amministrativa, alla fine del 2024 il Cipor ha avviato un iter formale, conferendo a una primaria società di consulenza internazionale l’incarico di redigere una valutazione indipendente del valore economico di Sogeaor, basata su dati contabili e di bilancio oggettivi e corredata da una due diligence comparativa con società aeroportuali analoghe. Dalla perizia è emerso che, allo stato, Sogeaor non presenta un valore economico di mercato. Tale esito, tempestivamente condiviso con gli interlocutori, rappresenta una fotografia oggettiva della situazione patrimoniale ed economica della società di gestione. A fronte di questa valutazione, nell’aprile 2025, il Consorzio ha ricevuto da Sogeaor una controproposta che il Cipor non ha potuto accogliere in quanto non supportata da valutazioni oggettive e verificabili, indispensabili in considerazione della natura pubblica del Consorzio, anche considerando il valore aggiunto che l’eventuale ingresso del Cipor apporterebbe in termini di attrazione di finanziamenti, capacità progettuale e potenziamento infrastrutturale dello scalo. Da questo momento si sono interrotte le interlocuzioni con la Sogeaor. Il Consorzio Industriale Provinciale Oristanese, nell’ambito delle proprie competenze, conferma la disponibilità a un confronto serio e costruttivo sul futuro dell’aeroporto di Oristano-Fenosu, basato su ipotesi realistiche. Il Cipor ribadisce, inoltre, la volontà di collaborare con tutti i soggetti istituzionali interessati per individuare soluzioni concrete e sostenibili, capaci di restituire allo scalo un ruolo effettivo e utile allo sviluppo del territorio”.

Il consiglio comunale di Oristano è stato convocato per martedì 10, giovedì 12 e giovedì 19 febbraio, alle 18, presso la sala consiliare al Teatro San Martino, in via Ciutadella De Menorca, a Oristano, per la discussione del seguente ordine del giorno: 1) Approvazione Bilancio di previsione triennale 2026 -2028 e relativi allegati (Prop. n. 1 del 12.01.2026); 2) Interpellanza urgente consiglieri Maria Obinu, Marcoli, G.Obinu, Della Volpe, Daga, Perra, Federico, Marchi: “Applicazione del decreto in materia di sicurezza alle manifestazioni equestri, Sartiglia 2026, obbligatorietà dei dispositivi di protezione, responsabilità amministrative e scelte dell’Amministrazione comunale”. Il Comune ricorda ai consiglieri che per quanto concerne il Bilancio di previsione, a norma del vigente regolamento di contabilità, il termine per la presentazione di eventuali emendamenti al protocollo dell’ente, utilizzando il modulo disponibile in area riservata, è di 7 giorni antecedenti la data della 1ª convocazione del consiglio comunale, fissata per il 10 febbraio.

Entro il mese di marzo 2026, il Comune di Oristano deve approvare l’aggiornamento del Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) per il Triennio 2026/2028. Il Piano nazionale anticorruzione (Pna 2022), approvato dall’Autorità nazionale anticorruzione, al fine di disegnare un’efficace strategia anticorruzione, prevede che le amministrazioni realizzino forme di consultazione con il coinvolgimento dei cittadini e delle organizzazioni portatrici di interessi collettivi in occasione dell’elaborazione e aggiornamento del proprio Piano. Cittadini, associazioni o altre forme di organizzazioni portatrici di interessi collettivi, organizzazioni di categoria ed organizzazioni sindacali operanti nell’ambito del Comune di Oristano, possono formulare osservazioni (solo relativamente alla sezione 2.3) finalizzate ad una migliore individuazione delle misure di prevenzione della corruzione, di cui l’amministrazione terrà conto in sede di stesura della sottosezione relativa ai rischi corruttivi e trasparenza. Nell’intento di favorire il più ampio coinvolgimento, i portatori d’interesse sono invitati a presentare contributi attraverso l’allegato che si trova nel sito del comune di Oristano, che dovrà essere compilato in tutte le sue parti allegando copia di documento di riconoscimento in corso di validità. Tutti i soggetti interessati possono dunque trasmettere, entro il 16 febbraio, il proprio contributo propositivo agli indirizzi di posta elettronica trasparenza@comune.oristano.it o protocollo@comune.oristano.it, oppure con consegna all’ufficio protocollo generale, in piazza Eleonora 25, a Oristano.

È realizzata in cemento-amianto, la condotta idrica rinvenuta nell’area dei lavori per la nuova maxi rotatoria tra il ponte sul Tirso e il centro commerciale Porta Nuova; intervento inserito nel secondo lotto della circonvallazione nord di Oristano. Il ritrovamento ha determinato la sospensione del cantiere. La conferma arriva dai dirigenti comunali, Alberto Soddu e Sara Angius, che hanno risposto a una richiesta formale di chiarimenti presentata di recente dal presidente dell’Associazione regionale ex esposti amianto della Sardegna, Giampaolo Lilliu. Sulla vicenda il presidente di Areas era intervenuto già lo scorso novembre; successivamente, a dicembre, anche i consiglieri comunali di centrosinistra avevano depositato un’interpellanza urgente. Nella nota diffusa dal Comune si spiega che, durante l’esecuzione dei lavori, è emersa una condotta idrica non rilevata nella fase di approvazione del progetto definitivo, nemmeno in sede di conferenza dei servizi. La tubazione, che serve anche l’abitato di Cabras, interferisce con la realizzazione dell’opera stradale. Per risolvere la criticità, l’amministrazione comunale ha avviato un confronto con i tecnici di Abbanoa. Tra marzo e novembre dello scorso anno sono state inviate tre comunicazioni al gestore del servizio idrico, corredate da una perizia di variante che prevede la posa di un nuovo tratto di condotta. La rimozione della tubazione esistente, invece, dovrà essere effettuata da Abbanoa. Al momento, precisano Soddu e Angius, si è ancora in attesa dell’approvazione formale della perizia da parte del gestore. Secondo quanto riportato nella nota, non emergerebbero al momento gravi rischi di inquinamento ambientale. Tuttavia, per escludere qualsiasi criticità, il Comune annuncia che richiederà l’intervento dell’Arpas per accertamenti tecnici più approfonditi. La comunicazione è stata trasmessa, per conoscenza, anche al presidente della Provincia Paolo Pireddu, alla direttrice generale della Asl 5 Grazia Cattina e alla direzione del dipartimento Arpa Sardegna di Oristano. “La nostra segnalazione sulla possibile presenza di una condotta in amianto ha trovato conferma – ha commentato Giampaolo Lilliu -. Continueremo a vigilare affinché le operazioni di bonifica rispettino rigorosamente la normativa. A nostro avviso, nella relazione non si sarebbe dovuto escludere a priori l’assenza di rischi per la salute e per l’ambiente: attendiamo ora i rilievi dell’Arpas”. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram)

In occasione della “Giornata Mondiale delle Zone Umide 2026”, la Lipu di Oristano organizza per il 1° febbraio, alle ore 9:30, un evento a S’Ena Arrubia (Arborea), focalizzato sul birdwatching (osservazione degli uccelli) e la sensibilizzazione sui valori ecologici e culturali degli stagni. L’evento evidenzia il ruolo dei pescatori come custodi della biodiversità. Questi i punti salienti basati sulle attività della Lipu Oristano: Evento 2026: L’appuntamento è previsto per il 1° febbraio, a S’Ena Arrubia, di fronte al Camping, per celebrare i benefici delle zone umide. Temi centrali: Viene sottolineato il forte legame tra ecologia e antropologia locale (i “Gent’Arrubia” o fenicotteri, la cultura del falasco, la bottarga), descrivendo gli stagni come laboratori di civiltà. Sensibilizzazione: La Lipu mira a evidenziare come i pescatori siano custodi attivi della biodiversità e quanto sia fondamentale la protezione di questi ecosistemi fragili. Attività passate: Le iniziative, spesso in sinergia con altre associazioni, includono escursioni guidate (come a Marceddì e Corru S’Ittiri) per osservare specie come fenicotteri, spatole e varie anatre, oltre ad attività didattiche nelle scuole. L’evento rientra nelle celebrazioni annuali della Convenzione di Ramsar.

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