Martedì la “Giornata della Memoria”. Sartiglia: niente di fatto.

Martedì 27 gennaio anche a Oristano si celebra la “Giornata della Memoria”. Alle 9.30, in piazza Eleonora, nell’aiuola di fronte alla chiesa di San Francesco si terrà la cerimonia a cura del Comune di Oristano.
Davanti all’ulivo che ricorda la tragedia della Shoah, il sindaco Massimiliano Sanna e il prefetto di Oristano, alla presenza di autorità e istituzioni cittadine, deporranno una composizione floreale.
L’Anpi provinciale di Oristano, in collaborazione con il Centro servizi culturali, ha programmato una mostra e una conferenza sulla cultura materiale della Resistenza, dedicata agli oggetti della quotidianità, ordinaria ed extraordinaria, di chi scelse la via della clandestinità e della Resistenza armata contro il nazifascismo.
La mostra, allestita al Centro Giovani, intitolato al partigiano oristanese Flavio Busonera, trucidato dai fascisti, sarà aperta martedì 27 gennaio, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, e mercoledì 28 gennaio dalle 10 alle 12.
Sempre martedì, alle 17, il Centro Servizi Culturali Unla ospiterà la conferenza del ricercatore storico Francesco Marchetti, il quale ha personalmente cercato, rinvenuto e raccolto e custodito migliaia di oggetti nei luoghi in cui nacquero la nostra libertà, la nostra dignità, la nostra Costituzione.
Carla Cossu (presidente provinciale dell’Anpi di Oristano) e Francesco Marchetti dialogheranno per capire come vivevano, specie in montagna, i ragazzi e le ragazze, i renitenti alla leva repubblichina, i soldati sbandati, e gli appartenenti ai diversi corpi del Regio Esercito che dissero “no” al nazifascismo, nei terribili inverni del 1943 e del ’44, come si sfamavano, dove trovavano armi, vestiario, rifugio e riparo.
La “Giornata della Memoria” è stata istituita per Legge nel 2000, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
Domani si commemoreranno i tragici avvenimenti che colpirono l’Europa nella prima metà del secolo scorso, per testimoniare l’impegno delle istituzioni e dell’intera comunità oristanese in ricordo della Shoah, e del coraggio dei giusti, uomini e donne, che salvarono altre vite proteggendo i perseguitati, e per fortificare perciò, oggi e nel futuro, la memoria di un nefasto periodo della storia, italiana ed europea, affinché simili eventi mai più possano accadere.

“Il Governo ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nei territori della Sicilia, Sardegna e Calabria colpiti dal violento maltempo dei giorni scorsi”. Lo ha annunciato, in una nota, dopo il Consiglio dei ministri, il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, spiegando che “…lo stato di emergenza può durare 12 mesi, prorogabile per altri 12, come prevede il Codice di Protezione civile. Per fare fronte ai primissimi interventi previsti dall’art. 25 lettere a,b,c del Codice di protezione civile, è stata deliberata la somma complessiva di 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. In questo momento sono 100 milioni per le tre regioni, che servono essenzialmente per fare fronte alle prime spese sostenute dai comuni, cioè la rimozione di detriti e il ripristino della funzionalità di alcuni servizi essenziali. Non appena dalle Regioni arriverà un quadro dettagliato dei danni potremo procedere all’ulteriore stanziamento che invece servirà alla ricostruzione. Verrà adottato un provvedimento interministeriale, perché su questo tema della ricostruzione interverranno più ministeri – ha aggiunto Musumeci -, e si potrà procedere in deroga alla ricostruzione delle infrastrutture danneggiate. Ove le opere fossero alcune particolarmente complesse, si attiverebbe la legge 40, che è lo stato di ricostruzione, quindi cessa lo stato di emergenza e si apre lo stato di ricostruzione, per il quale il competente non sarà più il commissario delegato, cioè il presidente della Regione, ma un commissario straordinario, esattamente come abbiamo fatto nel centro Italia e in Emilia Romagna”. “Questi primi 100 milioni” per le tre Regioni – ha detto la presidente della Regione, Alessandra Todde, dopo aver partecipato al Consiglio dei ministri che ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nei territori della Sardegna, Sicilia e Calabria – sono una primissima tranche per rispondere immediatamente alle esigenze più importanti che noi dovremmo portare avanti. Abbiamo fatto presente quelle che sono le criticità della nostra regione, in particolare problemi infrastrutturali, di strade, di strade rurali, di aziende agricole, ma anche di porti e coste che chiaramente sono state impattate. Quindi lavoreremo su questo e lavoreremo da subito. La nostra giunta ha già deliberato una prima somma di 5 milioni e mezzo, ma sicuramente nella finanziaria che stiamo discutendo questi giorni delibereremo ulteriori risorse. Lavoreremo con la Protezione civile – ha concluso Todde – per capire quali sono i comuni impattati in maniera tale da poter non fare interventi a pioggia ma interventi mirati per poter dare delle risposte puntuali”.

Si è riunita questa mattina, nei locali della Prefettura, la Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo per esaminare gli aspetti legati allo svolgimento della Sartiglia, la storica giostra equestre di Oristano. “Questa mattina – ha dichiarato il sindaco di Oristano, Massimiliano Sanna – abbiamo presentato alla Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo il parere “pro veritate” richiesto dal Comune allo studio legale Barberio-Porcu che rafforza la nostra convinzione sull’interpretazione del Decreto Abodi relativamente all’utilizzo dei dispositivi di protezione dei cavalieri della Sartiglia. Il presidente della Commissione ha aggiornato i lavori a venerdì mattina per motivi tecnici”. La Commissione ha deciso di aggiornare la seduta per proseguire l’analisi e assumere le determinazioni di competenza. L’Amministrazione comunale ribadisce il proprio impegno a garantire lo svolgimento della Sartiglia nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, salvaguardando al contempo il valore storico, culturale e identitario della manifestazione.

L’applicazione delle nuove norme di sicurezza alle manifestazioni equestri e, in particolare, l’eventuale obbligatorietà di caschi e dispositivi di protezione per i cavalieri della Sartiglia 2026 approda ufficialmente in consiglio comunale. È questo, infatti, il tema di un’articolata interrogazione presentata dall’opposizione, prima firmataria Maria Obinu, rivolta al sindaco di Oristano, all’assessore alla Cultura e al presidente del consiglio comunale, che mette nero su bianco il contrasto istituzionale emerso nelle ultime settimane tra Comune e Prefettura. Al centro del documento c’è la Sartiglia, definita una manifestazione storica e identitaria, patrimonio culturale immateriale della città, con rituali, costumi e modalità di svolgimento che da secoli ne caratterizzano l’unicità. Proprio in vista dell’edizione 2026 si è aperto un ampio dibattito sull’applicazione del recente decreto in materia di sicurezza delle manifestazioni equestri, con particolare riferimento all’uso obbligatorio dei dispositivi di protezione individuale. L’Amministrazione comunale ha reso nota una propria interpretazione della norma, suffragata da un parere legale richiesto dallo stesso Comune, secondo cui il decreto consentirebbe all’autorità competente di autorizzare l’evento “tenendo conto delle tradizioni, degli usi e delle consuetudini locali”. Una lettura che permetterebbe, dunque, una modulazione delle misure di sicurezza tale da non snaturare l’estetica e il valore rituale della Sartiglia. Di segno opposto la posizione espressa dalla Prefettura di Oristano, che ha richiamato l’applicazione integrale delle disposizioni di legge, ritenendo obbligatorio l’utilizzo dei dispositivi di protezione, in particolare del casco, a tutela dell’incolumità dei cavalieri. La Prefettura, pur chiarendo di non voler assumere un ruolo diretto di interdizione della manifestazione, ha di fatto rimesso al Comune e all’autorità organizzatrice le responsabilità amministrative e decisionali. In questo quadro di incertezza si inserisce anche la scelta della Fondazione Oristano, ente strumentale del Comune incaricato dell’organizzazione della Sartiglia, che ha già proceduto all’acquisto di un numero significativo di caschetti protettivi, impegnando risorse pubbliche nonostante l’assenza di una decisione definitiva e condivisa sul loro effettivo utilizzo. Una circostanza che, secondo i firmatari dell’interrogazione, contribuisce ad alimentare confusione e preoccupazione, con potenziali ricadute sul piano organizzativo, giuridico, assicurativo e delle responsabilità. Da qui le domande rivolte al sindaco e all’assessore alla Cultura, ai quali viene chiesto di chiarire quale sia, allo stato attuale, la posizione ufficiale e definitiva dell’Amministrazione sull’obbligatorietà dei caschi e degli altri dispositivi di protezione per la Sartiglia 2026, alla luce del contrasto tra il parere legale comunale e le indicazioni prefettizie. Si sollecitano, inoltre, iniziative concrete per risolvere il conflitto istituzionale con la Prefettura e per definire in modo inequivocabile il quadro delle competenze e delle responsabilità. L’interrogazione chiede anche su quali basi giuridiche e amministrative il Comune intenderebbe eventualmente confermare una lettura “modulata” del decreto, quale sarà il destino dei dispositivi di protezione già acquistati e se tale scelta sia stata frutto di un indirizzo politico o di un atto prudenziale. Non mancano, infine, i quesiti sui profili di responsabilità civile, penale e amministrativa, in caso di mancato utilizzo dei caschi, sulle coperture assicurative e sugli strumenti di confronto che l’Amministrazione intende attivare con gremi, cavalieri, organizzatori e cittadinanza. Un passaggio che riporta al centro del dibattito cittadino il delicato equilibrio tra sicurezza, responsabilità istituzionali e tutela dell’identità storica e culturale della Sartiglia. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

È stato sottoscritto, questa mattina, in Prefettura, un protocollo di intesa tra il prefetto e il sindaco di Oristano per una nuova campagna di prevenzione “Non farti beffare!”, finalizzata a contrastare il fenomeno delle truffe ai danni delle persone anziane, con particolare attenzione a quelle perpetrate attraverso i canali telefonici e informatici. La firma del protocollo è stata preceduta da una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto, alla presenza del sindaco di Oristano, dei vertici provinciali delle Forze di Polizia e del presidente della Provincia, nel corso della quale è stato espresso parere favorevole alla progettualità, ritenuta pienamente coerente con le finalità del finanziamento erogato dal Ministero dell’Interno, nell’ambito delle risorse del Fondo unico di Giustizia. Il prefetto e il sindaco hanno espresso unanime soddisfazione per la rinnovata collaborazione istituzionale, orientata a mettere in campo ogni utile azione volta a tutelare gli anziani da truffe e raggiri, sempre più sofisticati, spesso attuati anche attraverso l’uso di tecnologie avanzate. “La prevenzione rappresenta la migliore arma per contrastare le truffe”, è stato detto durante la riunione, ed è stato richiamato l’incessante lavoro svolto dalle Forze di Polizia, “impegnate quotidianamente sia nell’attività di contrasto alle truffe, sia in una preziosa opera di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza”. “La tutela delle persone anziane è una priorità dell’Amministrazione comunale – ha dichiarato il sindaco di Oristano, Massimiliano Sanna –. Con “Non farti beffare!”, giunto alla terza edizione, vogliamo rafforzare la rete di protezione intorno a chi è più fragile, fornendo informazioni chiare e strumenti concreti per riconoscere e prevenire le truffe. La sicurezza passa anche dalla conoscenza e dalla vicinanza delle istituzioni ai cittadini”.

Intorno alle 16.30 di oggi , i Vigili del fuoco di Abbasanta sono intervenuti sulla strada provinciale 15, in territorio di Sorradile, per un incidente stradale. Il conducente di un’auto, per cause in via di accertamento, ha perso il controllo della macchina, che ha cappottato, finendo sulla banchina stradale. L’uomo è rimasto incastrato nell’abitacolo. I Vigili del fuoco hanno estratto l’uomo dall’auto, fortunatamente illeso, e lo hanno affidato alle cure del personale sanitario giunto nel frattempo sul posto, e hanno poi messo in sicurezza l’area dove si è verificato l’incidente Sul posto anche le Forze dell’ordine per quanto di loro competenza.

Si è concluso nelle prime ore del mattino l’intervento di salvataggio di una cagnolina rimasta bloccata in un cunicolo tra grossi massi, nelle campagne di Narbolia. Durante una battuta di caccia, una cagnolina, di nome Kenya, inseguendo una volpe si è infilata tra le frasche e dei grossi massi, rimanendo incastrata con il collare gps tra due radici. La prima squadra dei Vigili del fuoco di Oristano ha liberato il luogo dai rami e dalle pietre, iniziando a scavare per avvicinarsi il più possibile alla cagnolina. Dopo alcune ore è intervenuta una seconda squadra, che con varie attrezzature ha proseguito ad aprire il varco, evitando di far arrivare fango e detriti addosso alla cagnolina. In seguito, con l’arrivo del buio, è stato necessario utilizzare i fari per lavorare con più visibilità. La terza squadra dei Vigili del fuoco, giunta sul posto per dare il cambio ai colleghi, dopo diverse ore ha raggiunto Kenya, che è stata affidata al personale veterinario.
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