Dic 11

Non vorrei ma… non mi resta che astenermi (di Gian Valerio Sanna).

“Appena passano le ultime elezioni in ordine di tempo, subito si diradano i commenti e le preoccupazioni sul crescente e inarrestabile fenomeno dell’astensionismo.

Eppure sarebbe importante indagare, scendere nelle analisi del fenomeno, ricercare le cause non tanto per un esercizio di ritorno al passato che non è possibile, perché il mondo cambia e le società assumono aspetti e caratteristiche mai paragonabili con i decenni trascorsi, ma per far emergere le cause che allontanano i cittadini dalla partecipazione e dal controllo della cosa pubblica ed approntare, se possibile, correttivi ed innovazioni.

Forse non è insensato partire da quello che afferma la nostra Costituzione, costante fonte di saggezza e di lungimiranza per la vita di un popolo.

L’articolo 49 dice così: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

Dunque i partiti sono indicati quali strumenti di libera associazione dei cittadini per concorrere alla realizzazione del governo di tutti. Sorge subito un interrogativo: cosa sono oggi i partiti? Sicuramente non l’espressione della libera associazione di cittadini ma semmai ciò che resta di piccole oligarchie, nate e alimentate da filoni di interesse quasi sempre riconducibili ai singoli individui ed alla loro pretesa di crescita carrieristica nelle istituzioni o nel perimetro delle organizzazioni o enti dipendenti dal potere.

Ho la prova di quello che affermo per averne vissuto personalmente le conseguenze attraverso una graduale e decisa forma di emarginazione, che ha determinato direttamente all’espulsione dal circuito politico per favorire la sicura elezione di un altro. Ci sono soggetti che pensano di escludere le componenti meritocratiche all’interno dei partiti al fine di mantenere da soli il riferimento del consenso. Si dimentica facilmente che la politica è un fenomeno collettivo e il suo valore cresce o scompare in ragione dell’agire di un partito o di un movimento.

Ancora la Costituzione ricorre ad un termine che riassume il fine stesso dell’articolo 49 e cioè “concorrere” a determinare la politica nazionale. Concorrere significa da un lato partecipare, sostenere, progettare l’agire politico, ma da altro verso definisce la necessaria partecipazione, diretta o indiretta, del cittadino alla formazione delle decisioni politiche e istituzionali. Quello che accade oggi ha un altro significato. Infatti concorrere è inteso soltanto come affidare un consenso nel momento elettorale e sottintende una delega tacita a tutto quello che viene fatto dopo.

Per quale motivo, dunque, i cittadini dovrebbero associarsi per concorrere a determinare la vita pubblica se questa opzione è totalmente disattesa dai partiti e dai singoli eletti? Cito ad esempio la sanità e il diritto alla salute. Cosa accadrebbe se realmente i partiti fossero davvero quello che si afferma nella Costituzione? Accadrebbe che i poteri pubblici avrebbero già individuato e realizzato le azioni e le leggi necessarie per restituire i diritti negati e riprodotto un modello sanitario in grado di non escludere centinaia di migliaia di cittadini dalle cure e dal diritto alla salute.

Invece tutto questo non accade semplicemente perché chi è eletto non è libero né autonomo nel suo mandato, risponde alle segreterie dei partiti che decidono chi candidare ed eleggere e, dunque, risulta impossibile, al di fuori delle direttive delle segreterie politiche e delle lobby che ruotano attorno, formare convergenze tali da imprimere una direzione piuttosto che un’altra alle decisioni pubbliche e istituzionali.

Non si vedono più i politici eletti, discutere e confrontarsi con la gente, anzi scappano, evitando i confronti e le critiche, consapevoli spesso dei limiti culturali che li caratterizzano e delle libertà di cui evidentemente non godono più. Al contrario li vedete in maniera ossessiva tagliare nastri, in prima fila nei convegni pur di farsi vedere dalle telecamere, quasi a segnarsi una tacca in un medagliere improbabile, salvo poi scappare con il telefonino sulle orecchie quando sarebbe utile proprio per loro, ascoltare per apprendere e migliorare la propria responsabilità pubblica.

Hanno scritto di recente che la negatività dell’agire politico “si presenta sotto le spoglie della banalità quotidiana”. E’ una sintesi splendida, che faccio mia, proprio perché esprime quante lacrime dovremo ancora versare per compensare il dolore per l’abbattimento di tante piante servite per produrre carta su cui sono stati scritti fiumi di inutilità, bestialità e insulti, totalmente inutili per “determinare la politica nazionale” come ci indica la Costituzione.

In fondo, la fuga dalla partecipazione è anche un giudizio di inadeguatezza dell’attuale personale politico e una accusa diretta a chi ha privato il cittadino di poter scegliere da chi farsi rappresentare.

Dunque, l’astensionismo diffuso, in fondo, non è altro che il disvelamento di questo inganno da parte dei cittadini verso chi li governa e, semplicemente, va a significare che mentre il popolo indica la luna, i politici, nel ruolo degli stolti, non sembrano saper fare altro che indicare e guardare il dito.

Invece che parlare con apparente preoccupazione dell’astensionismo dei cittadini dalla vita politica sarebbe più utile, per questa classe dirigente di oggi, mettere mano alle idee, se ne hanno, e riformare il senso di quel “associarsi liberamente in partiti” per rendere questo gesto di libertà, capace di essere produttivo di un nuovo modo di porre la politica al servizio dei bisogni di ogni cittadino. Un piccolo segnale d’ora in poi potrebbe essere quello di astenersi non dal voto ma dal consenso verso quelli che invece di chiedere il consenso per servire lo fanno solo per essere serviti.

Nella prossima puntata parleremo del metodo democratico, in base al quale i partiti dovrebbero concorrere a determinare la politica nazionale, e non andrà meglio”. (Gian Valerio Sanna, dal blog gianvalerio.it).

Le tensioni tra il Pd e il M5S sull’Egas, che ieri si sono trasferite nell’aula del consiglio regionale, con la seduta rinviata più volte e poi rimandata a data destinarsi per mancanza del numero legale, sono sfociate anche nello stallo dei lavori della commissione Sanità, riunita in serata. La seduta del parlamentino presieduto da Carla Fundoni (Pd) era convocata per l’audizione dell’assessore della Sanità, per esprimere il parere sulla deliberazione relativa alla riduzione tempi di attesa 2025 per le prestazioni di specialistica ambulatoriale critiche. Ma la presidente della giunta, Alessandra Todde, che ora ha l’interim della Sanità dopo la revoca di Armando Bartolazzi, non si è presentata, e da quanto si apprende avrebbe chiesto un rinvio dei lavori, non concesso però dalla presidente della commissione. L’opposizione, chiaramente, non si è lasciata sfuggire l’ennesima occasione per lanciarsi all’attacco utilizzando gli strumenti procedurali e i gruppi di minoranza hanno fatto mancare il numero legale costringendo alla sospensione dei lavori. L’opposizione a ciò che rimane del cosiddetto “campo largo” hanno così denunciato “…con fermezza quanto accaduto su un tema cruciale come quello dell’abbattimento delle liste d’attesa – si legge in una nota -, tema su cui la presidente Todde ha dichiarato in ogni sede che ci avrebbe messo la faccia, una delle emergenze più gravi che affliggono il sistema sanitario regionale e che richiede risposte immediate. I dati del Pne (Programma nazionale esiti. ndr) certificano che il servizio sanitario regionale ha avuto un forte ridimensionamento nel 2024 rispetto al 2023, evidentemente a causa delle scelte scriteriate adottate da questa giunta regionale”.

Primo confronto ufficiale e operativo tra l’Amministrazione provinciale e quella comunale di Oristano dopo l’elezione del nuovo presidente della Provincia. Questa mattina, a palazzo Campus-Colonna, il presidente della Provincia, Paolo Pireddu, ha presentato al sindaco ,Massimiliano Sanna, il programma dei principali interventi di opere pubbliche da realizzare nel capoluogo. All’incontro erano presenti anche gli assessori comunali Maria Bonaria Zedda (Ambiente), Ivano Cuccu (Urbanistica e viabilità) e Gianfranco Licheri (Lavori pubblici), il consigliere delegato alla Viablità della Provincia, Giuliano Uras, e i dirigenti dei due enti, Giuseppe Pinna per la Provincia e Alberto Soddu per il Comune di Oristano. Il confronto tra i due enti si è concentrato su alcune opere di grande importanza per la città di Oristano: riqualificazione ambientale e paesaggistica dell’areale Oristano-Rimedio – importo 3 milioni 90 mila euro (da finanziare); sistemazione della sede stradale della SP 57 tratto Silì – Tiria” per un importo complessivo di 900.000 euro; sistemazione della sede stradale della SP 70 Oristano-Fenosu per un importo complessivo di 400.000 euro a cui si aggiungerà un intervento per la “Sistemazione delle pertinenze dell’ingresso da Fenosu” per circa 600.000 euro in collaborazione con l’Amministrazione Comunale; messa in sicurezza intersezioni SSPP 57-70 e SSPP 57-68 Tiria e bivio SP 68 Pranixeddu per un importo complessivo di 1.100.000 euro; messa in sicurezza dell’infrastruttura costituita dal ponte sul fiume Tirso (uscita Oristano) e dei viadotti in località Rimedio – importo 1.039.722 euro; adeguamento della capacità portante del vecchio Ponte sulla SP n. 54 bis – importo 6.238.335 euro; sistemazione SS 292 Rimedio-SS 131 – Lotto di completamento (Nuraxinieddu-Rimedio-Oristano) – importo 1.700.000 euro; completamento della circonvallazione nord-ovest di Oristano – stralcio in esecuzione Comune Oristano – importo 2.115.000 euro. “Presentiamo un articolato programma di interventi da 18 milioni e 82 mila euro, che rafforza il sistema territoriale di Oristano e dell’intera provincia. Le opere pubbliche previste, in particolare nel settore della viabilità, sono pensate non solo per il capoluogo ma per dare risposta anche alle esigenze e alle aspettative delle comunità del territorio, con cui Oristano condivide quotidianamente servizi, relazioni e prospettive di sviluppo”, ha spiegato il presidente della Provincia Paolo Pireddu. “Dalla riqualificazione ambientale e paesaggistica dell’area tra Oristano e il Rimedio alla messa in sicurezza e all’adeguamento del Ponte sul Tirso, passando dai lavori di completamento della circonvallazione e dagli altri interventi proposti, il programma presentato oggi offre una nuova prospettiva di sviluppo per una città che si apre al territorio della provincia”, ha sottolineato il sindaco Massimiliano Sanna. Il consigliere delegato alla viabilità della Provincia di Oristano, Giuliano Uras, presentando gli interventi previsti per il capoluogo, ha sottolineato l’importanza politica e amministrativa del percorso avviato e annunciato che incontri analoghi saranno organizzati in tutti i centri della provincia per illustrare i progetti in corso. Tra i vari interventi illustrati questa mattina, quello per la riqualificazione ambientale e paesaggistica dell’areale Oristano-Rimedio sta muovendo i primi passi con un concorso di progettazione in due fasi a procedura aperta con un montepremi di 75 mila euro. Il progetto sarà realizzato all’interno di un’area di circa 330.000 mq per una lunghezza di circa 1.700 metri, ma l’intervento avrà ovviamente una dimensione inferiore. Tra gli indirizzi generali nell’ambito dei quali i progettisti dovranno presentare le loro proposte, l’ingegner Giuseppe Pinna, dirigente della Provincia, ha indicato la rimozione dei viadotti e delle rampe del Rimedio, la valorizzazione ambientale e paesaggistico e il collegamento ciclopedonale. Gli obiettivi generali del concorso puntano alla ricucitura paesaggistica e urbana favorendo la continuità tra la città, Donigala e il paesaggio fluviale del Tirso, alla riqualificazione del margine urbano nord come “porta verde” della città, alla riqualificazione ambientale e alla valorizzazione del sistema fluviale, alla promozione del recupero ecologico e alla fruizione sostenibile del Parco fluviale del Tirso, allo sviluppo delle potenzialità turistiche, sportive e ricreative del Parco fluviale. Si punta, inoltre, a integrare il progetto con le strategie di mitigazione del rischio idraulico e con le previsioni dei piani di bacino, e a individuare strategie ecosostenibili di mitigazione del rischio legato alla diffusione delle zanzare, alla riorganizzazione della mobilità e miglioramento della sicurezza con la razionalizzazione dell’assetto della viabilità esistente, all’incentivazione della mobilità dolce e collettiva con una rete di piste ciclabili e camminamenti che connettano la Basilica del Rimedio, la Casa di Cura, il fiume Tirso e il centro urbano. Si punta, infine, a migliorare l’accessibilità alle aree di interesse pubblico e ai poli di servizio, riducendo i conflitti tra flussi veicolari e pedonali e alla valorizzazione del patrimonio storico e identitario.

Qual è la nuova organizzazione della sanità territoriale nell’oristanese? A questa domanda risponderà, sabato 13 dicembre, il convegno organizzato dalla Asl 5 di Oristano e dall’Ordine dei Medici della Provincia, nella sala del Museo Diocesano Arborense, in piazza Duomo, a Oristano, dal tema “La sanità territoriale e lo stato di attuazione del Decreto ministeriale 77/2022 nella Asl di Oristano”. Il decreto 77/2022 del ministero della Salute definisce i modelli e gli standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale. L’obiettivo è riorganizzare la sanità per renderla più vicina ai cittadini, migliorando l’accesso ai servizi, la loro qualità e la sostenibilità economica, anche attraverso l’uso della telemedicina. Tra le principali novità, le Case della Comunità, gli Ospedali di Comunità, l’Infermiere di Famiglia e di Comunità, e la Centrale Operativa Territoriale. Novità, che saranno calate nella realtà territoriale della Asl oristanese dai diversi interventi, dopo i saluti del commissario straordinario della Asl 5 Federico Argiolas e del presidente dell’Ordine dei Medici di Oristano Antonio Sulis. I lavori, che inizieranno alle 10.30, saranno moderati da Marina Cossu, responsabile scientifico del convegno e direttrice del Servizio di Assistenza domiciliare integrata della Asl 5.

La Polizia di Stato, dietro le quinte e dietro la divisa: le tecniche investigative e le attività operative sempre più specializzate, ma anche la passione, le emozioni, i sacrifici della vita del poliziotto. Il tutto online, sulla piattaforma Rai Play Sound, con il nuovo podcast “La squadra. Il mestiere del poliziotto”, un prodotto di Rai Radio1, in collaborazione con la Polizia di Stato. Tante voci compongono un viaggio in presa diretta all’interno dell’attività, articolata e complessa, della Polizia: dalle indagini della sezione omicidi, agli interventi dei negoziatori in situazioni di crisi, dai poliziotti di frontiera agli operatori delle volanti, dai pedinatori del Servizio centrale operativo che si occupano di criminalità organizzata, alle unità di Polizia specializzate nel contrasto alla violenza di genere. “La squadra. Il mestiere del poliziotto” è un podcast di Carla Manzocchi, con la regìa di Leonardo Patanè, articolato in 7 puntate più i contenuti. extra. https://www.raiplaysound.it/programmi/lasquadra-ilmestieredelpoliziotto .

Questa mattina, a Cagliari, nella Caserma Zuddas, sede del Comando Legione Carabinieri Sardegna, presieduta dal generale Rizzo, si è svolta la cerimonia di consegna delle ricompense per particolari meriti in servizio. Tra i premiati, gli encomi sono andati a 11 militari del Comando provinciale Carabinieri di Oristano: Roberto Moriconi, Giulino Pala, Josè Murranca, Francesco Tedesco, Francesco Roberto Masala, Giuseppina Messina, Luigi Massimo Stiglitz, Gaspare Fogliana, Gino Garbin, Salvatore Gullotta, Tonino Imperioli.

Momenti di paura, ieri sera, in una palazzina di via Cagliari, a Oristano, a causa di un incendio che si è sviluppato all’interno di uno studio dentistico. Gli inquilini della palazzina sono stati svegliati da un boato causato dall’esplosione di un macchinario dello studio e sono corsi fuori. E’ subito scattato l’allarme. Sul posto sono arrivati i Vigili del fuoco, che nel giro di due ore hanno domato il rogo e messo in sicurezza lo stabile. Nessuno è rimasto ferito, danni solo al macchinario dello studio dentistico.

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