Nov 11

Arrestati dai Carabinieri i presunti responsabili delle truffe ed estorsioni a Baratili e Uras.

I Carabinieri di Ghilarza, Mogoro e Oristano, insieme ai i colleghi di Cagliari, hanno bloccato all’alba, al porto di Cagliari, tre uomini residenti in Campania; due sono stati arrestati con l’accusa di estorsione, il terzo per ricettazione.

Dopo un pedinamento durato ben 15 ore, i tre, già noti alle Forze dell’ordine, sono stati fermati a bordo di una navetta che portava i passeggeri dalla zona controlli del porto di Cagliari all’imbarco di una nave diretta a Napoli, dopo un’articolata operazione dei Carabinieri volta a contrastare le truffe ed estorsioni ai danni di persone anziane, con la classica trovata del “finto Carabiniere”.

Due degli arrestati, come detto, sono ritenuti responsabili di estorsioni aggravate in concorso attuate con la tecnica del “finto Carabiniere”, avvenute nel pomeriggio di venerdì scorso, ai danni di due signore anziane, a Baratili San Pietro e Uras.

Le due donne erano state minacciate al telefono di gravi conseguenze penali perchè indagate per rapina, e poi costrette dai finti Carabinieri a consegnare denaro contante, oro e gioielli per un valore complessivo di circa 40 mila euro.

All’uomo arrestato per ricettazione, invece, sono stati trovati due gioielli di notevole valore riconosciuti dalla donna truffata a Uras.

Secondo quanto riportato in una nota dei Carabionieri “…la pretestuosa intimidazione dei malviventi alle anziane vittime, già riscontrata in precedenti analoghi fatti dalle Forze dell’ordine, mira a creare una soggezione psicologica e un senso di paura nei confronti di persone fragili, facendole sentire colpevoli di un reato inesistente, e sfruttando la credibilità dell’Arma dei Carabinieri nella popolazione per indurle a consegnare denaro contante o monili in oro per evitare consegue negative con la Giustizia”.

Nei casi in questione, le due anziane, minacciate di passare dei guai, sono state costrette a tenere attiva la comunicazione telefonica con i truffatori (così da isolare l’utenza di casa da altre chiamate in entrata), e a rispondere a domande sulla loro abitazione, in modo tale da localizzarla facilmente.

L’interlocutore ha poi anticipato che si sarebbero presentati presso l’abitazione delle vittime dei suoi collaboratori che avrebbero provveduto a ritirare quanto precedentemente convenuto. In questo modo i malviventi sono riusciti a impossessarsi di denaro e preziosi che le vittime erano state costrette a preparare per la successiva consegna.

Le tempestive indagini dei Carabinieri hanno permesso, in 48 ore, di individuare i presunti autori delle due estorsioni e il terzo complice. I soldi in contanti e i gioielli recuperati sono stati sequestrati, mentre proseguono le indagini per scoprire collegamenti con altri fatti analoghi sia in provincia di Oristano che in tutta la Sardegna.

Secondo i Carabinieri, le modalità con le quali sono state effettuate le estorsioni e la meticolosa preparazione del colpo, predisposto nei minimi dettagli, fanno pensare un elevato grado di organizzazione, “…con uno spostamento organizzato dalla Campania e con tutti gli accorgimenti del caso, eseguito dopo aver ricercato la vittima, acquisendo informazioni sul suo profilo e le sue abitudini, e anche sull’assenza di familiari in casa e sui nomi dei suoi affetti. La circostanza che siano state individuate due persone sole, molto anziane, ed evidentemente impressionabili, che si sia fatta leva sul loro comprensibile spavento,e che si sia sfruttato tale sentimento per tentare di sottrarre ingenti somme di denaro, è indicativa della totale assenza di remore di chi “criminalmente” agisce, non mostrando la minima compassione, soprattutto in danno di cittadini di piccoli Comuni della provincia oristanese”

Le persone arrestate sono state rinchiuse nel carcere di Uta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

“Sono sicuro che riusciremo a vincere la sfida che ci siamo preposti, quella contro il tempo, per approvare la manovra entro la fine dell’anno”. Sono gli auspici del presidente della terza commissione (Bilancio) del consiglio regionale, Alessandro Solinas (M5S), a proposito della legge finanziaria da circa dieci miliardi di euro. “La giunta – ha detto Solinas – sta lavorando per mettere a disposizione il testo in tempi brevi e una volta che il consiglio avrà il testo a disposizione faremo di tutto per esitare la manovra, sono certo, nei termini di legge”. La Finanziaria potrebbe arrivare già nei prossimi giorni all’attenzione dell’esecutivo e una volta approvata comincerà il suo iter nelle commissioni consiliari prima di approdare in aula. La lotta contro il tempo è per evitare l’esercizio provvisorio, che lo scorso anno è durato per più di quattro mesi. Elemento che viene rimarcato dalla minoranza di centrodestra: “Ci fa piacere l’intendimento della maggioranza – ha sottolineato Fausto Piga, vicecapogruppo FdI e componente della commissione -. È chiaro che fare peggio del 2025 è impossibile, visti e considerati i mesi di esercizio provvisorio, come non succedeva da 12 anni. Approvare la manovra entro il 31 di dicembre non è altro che il rispetto dei principi della finanza pubblica”. Non si attenderà, dunque, l’incontro con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, previsto per il 20 novembre sulla vertenza entrate, con la presidente Alessandra Todde e l’assessore Giuseppe Meloni che tratteranno per 1,7 miliardi che spettano all’Isola. Le risorse “manovrabili” a disposizione di questo bilancio ammontano ad appena cento milioni, peraltro già impegnati per compensare l’aumento del fondo sanitario nazionale. “A seconda dell’esito di questo incontro capiremo di che tipo di risorse potremmo fare uso e anche in che tempi”, ha precisato Alessandro Solinas. Per Piga “…la bella notizia è che il ministro Giorgetti si è reso disponibile a valutare tutte le richieste della Regione. Ancora una volta il governo Meloni non guarda il colore politico di chi governa in Sardegna, ma cerca di mettere in campo tutti gli strumenti necessari per far sì che i cittadini possano trovare sollievo. La presidente Todde approfitti quindi di questa disponibilità e cerchi di avviare diplomazie tali che possano portare delle risposte nel più breve tempo possibile”.

È una piccola oasi di serenità, accogliente e colorata, la scuola dell’Unità operativa di Pediatria dell’ospedale San Martino di Oristano. Due stanze, una adibita a sala studio e lettura, l’altra tutta dedicata ai giochi, all’interno del reparto, dove i piccoli pazienti ricoverati possono trascorrere le ore libere, tra una terapia e una visita, evadendo con il pensiero dalle preoccupazioni legate alla malattia. A curare la scuola in ospedale è una maestra, Remedios Cugudda, dipendente dall’istituto comprensivo 3-4 di Oristano, ma fisicamente operativa al San Martino. Ogni mattina, dal lunedì al venerdì, l’insegnante coinvolge i piccoli pazienti nelle attività scolastiche e ludiche, affiancandoli nello svolgimento dei compiti o proponendo loro letture, laboratori e giochi, a seconda dell’età dei bambini. “La missione principale della scuola in ospedale è quella di aiutare i nostri piccoli ospiti a trascorrere il più serenamente possibile l’esperienza del ricovero, a superare una diagnosi difficile e a creare per loro dei momenti di distrazione – ha spiegato la maestra -. Ma vorremmo anche che questo tempo sospeso e dilatato rappresentato dalla permanenza in ospedale fosse l’occasione per avvicinare i bambini e gli adolescenti alla lettura, che è uno strumento per arricchire il proprio linguaggio, per stimolare la creatività e per viaggiare da fermi; un’occasione tanto più preziosa in un luogo come questo nel quale si è costretti, proprio malgrado, a fermarsi”. Un tempo che spesso viene occupato dalle tecnologie digitali, di cui i libri possono essere una valida alternativa. “Questo è un altro scopo della nostra scuola: provare ad avvicinare i più piccoli al piacere della lettura, facendo loro mettere da parte smartphone e tablet, che hanno effetti estremamente negativi sulla loro crescita cognitiva”. Per questo, la scuola della Pediatria dell’ospedale San Martino ha aderito al progetto nazionale, promosso dalla catena Giunti, “Aiutaci a crescere, regalaci un libro”, che ha permesso di ricevere in dono oltre ottocento libri per bambini e ragazzi. “L’ospedale – ha affermato la direttrice del reparto di Pediatria, Enrica Paderi – non deve essere soltanto un luogo di cura del corpo dei nostri piccoli pazienti, ma anche della loro mente. C,rediamo nell’importanza della promozione della lettura fin dai primi anni e per questo abbiamo aderito al progetto promosso dalla Giunti, che ci ha permesso di raccogliere quasi mille volumi in meno di un anno che sono andati ad arricchire la nostra piccola biblioteca di reparto. Per questo vogliamo ringraziare di cuore le cittadine e i cittadini della provincia di Oristano – ha aggiunto Enrica Paderi –. Siamo stati letteralmente travolti da un’ondata di generosità: i libri donati sono stati così tanti da saturare in breve tempo i nostri spazi, per cui abbiamo dovuto interrompere la raccolta e chiedere alla libreria di destinare il resto dei libri a “case famiglia” e comunità per bambini”. Oggi la biblioteca della Pediatria conta migliaia di volumi per tutti i gusti e le età. “Una quantità tale da permetterci di regalare un libro a tutti i nostri piccoli pazienti in dimissione – ha concluso Paderi –, e questo perché ci piacerebbe che l’esperienza del ricovero lasciasse in loro l’eredità del piacere della lettura”.

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