Università decentrate: finanziati dalla Regione 8 milioni, a Oristano 2.464.408 euro.

Otto milioni di euro serviranno a far funzionare le sedi universitarie decentrate della Sardegna nell’anno accademico 2025/2026.
La giunta regionale, su proposta dell’assessora della Pubblica Istruzione, Ilaria Portas, di concerto con l’assessore della Programmazione e Bilancio, Giuseppe Meloni, ha infatti provveduto a ripartire i finanziamenti previsti dalla legge regionale n. 5/2016.
“Le Università decentrate offrono un’opportunità formativa di qualità alle giovani e ai giovani studenti sardi residenti lontano dalle sedi dei due Atenei – ha affermato la titolare della Pubblica Istruzione -. Le sedi decentrate esistono proprio grazie ai finanziamenti della Regione, e in questi mesi di governo abbiamo rivolto molta attenzione per garantire sempre più il diritto allo studio anche a chi ha difficoltà di spostamenti”.
Entrando nel dettaglio della ripartizione, 2.464.408,76 di euro saranno destinati alla sede decentrata di Oristano (1.427.600 euro a favore del Consorzio UNO di Oristano, 463.132,56 euro a favore dell’Università degli Studi di Cagliari e 573.676,20 a favore dell’Università degli Studi di Sassari).
Per la sede decentrata di Nuoro è previsto un contributo complessivo di 2.576.870,24 euro: 1.659.374 a favore del Consorzio per la promozione degli studi universitari nella Sardegna centrale di Nuoro, comprensivo della spesa prevista di 50.000 euro per gli oneri gestionali, amministrativi e organizzativi del corso di laurea in Servizio Sociale e Innovazione attivato dall’ Università degli Studi di Cagliari presso la sede decentrata di Nuoro; 364.338,03 a favore dell’Università degli Studi di Cagliari (comprensivo della spesa prevista di 95.000 euro per gli oneri didattici e di didattica integrativa del corso di laurea in Servizio Sociale e Innovazione). 553.158,21 a favore dell’Università degli Studi di Sassari. Per la sede decentrata di Alghero è previsto un contributo di 1.106.510,11 euro a favore dell’Università degli Studi di Sassari, mentre per la sede di Olbia è previsto un contributo di 1.852.210,89 euro (1.288.000 per il Consorzio Polo universitario di Olbia e 564.210,89 a favore dell’Università degli Studi di Sassari).

L’udienza per il ricorso della presidente della Regione, Alessandra Todde, sul caso decadenza è fissata per domani, al Palazzo di Giustizia di Cagliari. La sezione civile della Corte d’Appello, presieduta da Maria Antonella Sechi, si riunirà alle 10.30 per prendere in esame l’opposizione della governatrice alla decisione del Collegio della prima sezione civile, presieduto da Gaetano Savona, che arriva dopo la sentenza della Corte Costituzionale sull’altro ricorso, quello che ha sollevato il conflitto di attribuzioni tra Stato e Regione. Sentenza sulla base della quale i legali della presidente sottolineeranno la cessazione della materia del contendere. Gli avvocati di Todde contesteranno anche la memoria difensiva presentata nelle scorse settimane dall’avvocato Riccardo Fercia, legale del Collegio di garanzia, poi revocato, chiedendone l’estromissione. Quella di domani non sarà quasi certamente una giornata risolutiva; ci si attende, infatti, un rinvio della decisione di merito, presumibilmente per il 27 novembre, quando la Corte d’Appello sarà chiamata a esaminare anche i ricorsi di alcuni consiglieri regionali. Sul fronte politico “questione chiusa” per il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, mentre il centrodestra continua ad attaccare: “Questa legislatura di fatto non è mai iniziata – ha ribadito Paolo Truzzu, capogruppo di FdI – e la situazione della decadenza non è ancora chiara. Questo blocca l’attività della maggioranza, ancora di più in vista della Finanziaria 2026, che ancora non è stata approvata in giunta”.

Farmacisti sardi di nuovo in sciopero, e nuovamente in piazza, a Cagliari, ancora sotto il consiglio regionale di via Roma, con invito a evitare gli acquisti non essenziali. Camici bianchi, bandiere, striscioni e fogli A4 con la scritta “più valore ai farmacisti”. Il motivo è lo stesso che li aveva portati a manifestare anche tre settimane fa. “Oggi in tutta Italia ci sono presidi di farmacisti e farmacisti (in migliaia) che hanno scelto di rinunciare ad una giornata del loro lavoro per protestare contro l’ostinata rigidità di Federfarma nel non voler rinnovare il contratto collettivo nazionale – ha spiegato Nella Milazzo, segretaria regionale Filcams Cgil -. Facciamo un appello a Federfarma: state rischiando di perdere per sempre il rispetto e il cuore pulsante di tutti quei collaboratori che tengono in piedi il vostro business e che garantiscono un servizio essenziale per la società”. Una mobilitazione indetta da Cgil, Cisl e Uil. “Nel Paese dove gli stipendi sono crollati più che in tutta Europa a causa dell’inflazione – hanno detto i segretari regionali Nella Milazzo (Filcams Cgil), Monica Porcedda (Fisascat Cisl) e Cristiano Ardau (Uiltucs Uil) – c’è ancora chi nega il rinnovo di contratti e salari e, nel frattempo, continua a incassare soldi pubblici dal governo nazionale”. Il nodo è il tema salariale, quello che l’Ocse segnala come punto debole in un’Italia, dove le buste paga nel 2025 sono inferiori del 7,5 per cento rispetto al 2021, dato più basso tra tutti i Paesi dell’Eurozona. Non è un caso, quindi, che lavoratori e sindacati vadano avanti da mesi con la mobilitazione per riacciuffare il potere d’acquisto perduto, “lo stesso che Federfarma si ostina a negare”. Intanto, dal 1° gennaio 2026, le farmacie pubbliche e private saranno riconosciute come strutture sanitarie del Servizio sanitario nazionale. Gli effetti? Una mole di lavoro e responsabilità – hanno denunciato i sindacati – in più per i lavoratori e le lavoratrici che, secondo i datori di lavoro, dovrebbero svolgerlo senza significativi aumenti di stipendio, senza aggiornamenti normativi e riconoscimento delle professionalità. “È inaccettabile – hanno affermato i segretari Milazzo, Porcedda (Fisascat) e Ardau (Uiltucs) – che ci si voglia arricchire sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici, e persino con risorse pubbliche che non vengono redistribuite tra chi, con abnegazione e responsabilità, offre un servizio indispensabile, oggi più che mai se si pensa alle disastrose condizioni dei servizi sanitari e alla solitudine di tante persone per le quali spesso la farmacia è l’unico punto di riferimento”.

Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Dpcm sulla metanizzazione della Sardegna, che individua nel porto di Oristano il sito per la Fsru (Floating Storage and Regasification Unit) e il punto di partenza della dorsale sud, il Consorzio Industriale Provinciale Oristanese (Cipor) torna a esprimere forte preoccupazione per gli effetti del progetto nell’area industriale. Pur riconoscendo l’importanza dell’opera per l’allineamento dei costi del metano con il resto del Paese, il Consorzio segnala che le scelte progettuali di Snam ed Enura interferiscono con infrastrutture esistenti e programmate, limitando lo sviluppo del sistema portuale e industriale. Le osservazioni tecniche inviate sin dal 2018, sottolinea il Consorzio, non hanno mai ricevuto risposta, né è stato avviato un confronto con i soggetti attuatori. Preoccupazioni vengono espresse anche sulla collocazione della Fsru nel porto, che potrebbe comportare restrizioni alla navigazione e rischi per la sicurezza e l’ambiente, con conseguenze economiche per gli operatori. “Non possiamo accettare che decisioni di tale impatto vengano assunte senza un reale confronto con chi conosce e gestisce l’area industriale – ha dichiarato il presidente del Consorzio, Gianluigi Carta -. Il progetto deve essere un’opportunità, non un vincolo per lo sviluppo del territorio oristanese”. Il Consorzio Industriale si appella alla Regione Sardegna perché venga istituito un tavolo tecnico urgente con Ministeri, enti proponenti e autorità competenti, per correggere le criticità e individuare soluzioni condivise, sicure e sostenibili per il futuro del polo energetico e industriale di Oristano. (Elia Sanna, Web news Sardegna-Telegram).

È operativa alla Asl di Oristano la piattaforma che permetterà di effettuare i servizi di televisita e teleconsulto, un sistema gestito e messo a disposizione dal Dipartimento per la Sanità Digitale e l’Innovazione Tecnologica di Ares Sardegna. Si tratta del primo sistema di telemedicina avviato in Sardegna. Le principali funzionalità della piattaforma Pohema, già disponibili, riguardano l’arruolamento dei pazienti, la programmazione delle prestazioni di televisita con i pazienti e delle attività di teleconsulto con altri professionisti sanitari, oltre alle varie altre funzionalità per completare le attività di telemedicina nell’ambito dello sviluppo dell’assistenza territoriale. La televisita permetterà al paziente, che può essere anche supportato da un familiare o da un altro caregiver, di collegarsi dal proprio domicilio con il medico tramite una app dedicata scaricabile sul proprio smartphone o sul computer dotato di videocamera: sarà così possibile effettuare una visita a distanza, in tempo reale, attivando una videochiamata sulla piattaforma, totalmente sicura dal punto di vista informatico, consentendo la condivisione di dati clinici e, se necessario, l’invio di documentazione sanitaria tramite lavagna virtuale e messaggi in chat. Il teleconsulto servirà per lo scambio delle informazioni cliniche e confronto sulle scelte del percorso di cura e assistenza tra professionisti della salute, come il medico di medicina generale, lo specialista ambulatoriale, il medico ospedaliero e i medici di distretto e Ascot. Il servizio di telemedicina è soprattutto indicato per pazienti cronici, in carico al professionista o alla struttura di riferimento, in particolare se inseriti in Pdta (percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali) o in assistenza domiciliare. “Le prime specialità interessate in Asl sono quelle di Diabetologia e Cardiologia, priorità data anche dalla importante prevalenza di cittadini con patologie croniche che beneficiano delle cure di queste discipline – ha spiegato il commissario straordinario della Asl di Oristano, Federico Argiolas –. Nel percorso di formazione sono già stati coinvolto un primo gruppo di medici di medicina generale che prestano servizio anche negli ambulatori Ascot, ma tutti i medici interessati all’utilizzo del nuovo strumento lo potranno richiedere alla Asl per riceverne l’abilitazione. Lo scopo è di estenderlo progressivamente a tutti i setting assistenziali e arrivare in modo capillare a coprire tutto il territorio, anche lontano dalle principali strutture di erogazione dei servizi sanitari, fino alla casa dei cittadini”. “Con l’avvio della piattaforma Pohema, la Sardegna compie un passo decisivo verso una sanità più digitale, integrata e territoriale – ha sottolineato Cesare Delussu, direttore del Servizio Sistemi Informativi Sanitari del Dipartimento per la Sanità Digitale e l’Innovazione Tecnologica di Ares Sardegna –. L’obiettivo è creare un modello unico e interoperabile che consenta a tutte le aziende sanitarie sarde di offrire servizi di telemedicina omogenei, sicuri e facilmente accessibili. La sperimentazione avviata a Oristano rappresenta il primo tassello di un percorso che sta coinvolgendo progressivamente tutte le aziende sanitarie dell’isola”. Come ha dichiarato la direttrice del servizio di Diabetologia della Asl di Oristano, Concetta Clausi, “…siamo attualmente in una fase di arruolamento dei pazienti candidabili al servizio di Televisita, pazienti che insieme ai loro caregiver saranno formati per poter iniziare con le vere e proprie visite a distanza. L’avvio di questa nuova attività presenterà grandi vantaggi per i pazienti, specie per quelli che hanno difficoltà a spostarsi per raggiungere le strutture sanitarie. Effettuare la visita di controllo da casa rappresenterà un passo in avanti significativo nella qualità della vita e nel monitoraggio “smart” della malattia.” “Vorrei dedicare questo progetto – ha concluso il commissario straordinario Argiolas – alla memoria di un cittadino ultraottantenne di Terralba, Reginaldo Lilliu, che avevo incontrato all’inizio del mio mandato e che aveva avanzato la proposta di attivare un servizio di telemedicina per semplificare l’accesso dei pazienti, in particolare quelli anziani e fragili, ai servizi sanitari. Oggi il signor Reginaldo non c’è più, ma abbiamo lavorato pensando a lui e a tutte le persone nella sua stessa condizione che potremo aiutare e raggiungere più agevolmente”.

Ha perso il controllo dell’auto che è finita fuori strada, schiantandosi sulla rotatoria. Un 46enne, Andrea Cammisuli, originario dell’Oristanese, è morto durante la notte a causa delle ferite riportate nell’incidente stradale avvenuto in viale Sardegna, a Villa San Pietro, sulla vecchia statale 195 nell’incrocio per Porto Columbu. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri di Pula, l’uomo ha perso il controllo della sua Bmw serie 3, finendo sulla rotatoria. Sul posto sono subito intervenuti Carabinieri, Vigili del fuoco e il 118 che ha trasportato il ferito all’ospedale Brotzu, dove i medici hanno tentato di salvargli la vita ma non c’è stato nulla da fare.

Incidente stradale, nel pomeriggio, sulla strada provinciale 15, nei pressi di Sorradile. Un uomo che procedeva in direzione Sorradile poco prima di una curva ha perso il controllo della sua Fiat Panda, uscendo fuori strada e finendo in un terreno sottostante, a circa due metri e mezzo di altezza dal livello della carreggiata. I Vigili del fuoco di Abbasanta hanno aiutato l’uomo a uscire dall’abitacolo e l’hanno consegnato al personale del 118. L’automobilista è stato trasportato all’ospedale di Oristano per le cure del caso, in codice giallo.
Commenti recenti