Lug 21

Allarme nell’Isola per temperature oltre i 40 gradi.

La Sardegna ancora nella morsa del caldo con temperature massime molto elevate sull’Isola, con la possibilità di superamento dei 40 gradi.

Per questo motivo la Protezione civile regionale ha emanato un bollettino di allerta: “Un campo di alta pressione si estende in quota dall’africa fino all’Europa centrale, sull’Oceano Atlantico, a ridosso del Canale della Manica, e sull’Europa orientale sono rispettivamente posizionati due sistemi ciclonici.

L’azione combinata di tali strutture bariche – ha spiegato la Protezione civile – sta favorendo l’afflusso di aria calda di origine africana verso il Mar Tirreno, e di aria fredda di origine polare sull’Europa nord-occidentale.

Nel corso della giornata di oggi il movimento verso est del ciclone atlantico determinerà l’afflusso di aria calda di origine africana verso il canale di Sardegna e l’Italia meridionale”.

Intanto, è sceso in campo anche il Codacons, che ha lanciato un appello alla Regione Sardegna, all’Ares e a tutte le Asl territoriali, chiedendo “…l’attivazione immediata di un piano straordinario di prevenzione sanitaria attiva con visite domiciliari da parte dei medici di famiglia, squadre sanitarie mobili, contatti diretti con le persone fragili già censite, e l’apertura straordinaria dei presìdi territoriali nei comuni più colpiti”.

Si è concluso nei giorni scorsi il progetto “Cittadini attivi per il clima”. L’iniziativa, a cura della Regione, realizzata a Oristano dal Ceas Aristanis, in collaborazione con l’assessorato all’Ambiente del Comune di Oristano, mirava alla realizzazione di un intervento concreto sulle tematiche dei cambiamenti climatici e dell’educazione alla cittadinanza globale. Il progetto è stato realizzato nell’arco di 10 mesi, attraverso 4 fasi, durante le quali studenti, amministratori locali, cittadini e turisti si sono confrontati sul fenomeno dei cambiamenti climatici e sull’educazione alla cittadinanza. “Attraverso contenuti informativi e divulgativi si è cercato di spiegare con semplicità i fenomeni in atto per capire meglio i fattori culturali che determinano il comportamento delle persone, diffondendo buone pratiche da adottare per il benessere del singolo, della collettività e dell’ambiente – ha spiegato l’assessora all’Ambiente del Comune di Oristano, Maria Bonaria Zedda -. In linea con l’Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile 2030 si vuole puntare all’educazione di qualità, equa ed inclusiva, fornendo opportunità di apprendimento per tutti”. “Il progetto – ha osservtoa il coordinatore del Ceas, Antonio Ricciu – ha visto impegnati i destinatari in attività di particolare interesse educativo e ambientale, ma anche sociale, poiché i temi affrontati hanno trattato anche il coinvolgimento attivo della comunità nell’adozione di azioni di mitigazione del fenomeno dei cambiamenti climatici, che rivestono un ruolo fondamentale per raggiungere buoni livelli di concreto cambiamento”.

Dopo le polemiche sorte attorno alla presenza degli impianti pubblicitari in acciaio corten, installati nel territorio comunale, l’assessore al Patrimonio del Comune di Oristano, Ivano Cuccu, è intervenuto, con una nota, rivolta ai cittadini, per chiarire il proprio ruolo e ricostruire l’iter del Piano generale degli impianti pubblicitari. Cuccu ha sottolineato che il piano è frutto di un lungo percorso, iniziato nel 2017 con la giunta Tendas, proseguito con la giunta Lutzu, e approvato definitivamente dal consiglio comunale nel 2022, quando lui non era ancora in carica. “Mi limito a fornire informazioni e chiarimenti in qualità di assessore – ha precisato Cuccu -, ma non posso assumermi responsabilità politiche che non mi appartengono”. L’assessore ha poi evidenziato come le sue dichiarazioni siano state in parte strumentalizzate per attribuirgli scelte amministrative altrui, e ha ribadito il proprio impegno nel rispetto delle norme e nel dialogo con i cittadini. “La buona politica – ha scritto Cuccu nella nota – si misura sulla trasparenza, sulla responsabilità e sulla capacità di distinguere tra scelte e indirizzi”. Un’ultima considerazione, però, è doverosa: se un progetto ereditato da precedenti amministrazioni non piace più o si rivela non idoneo all’attuale visione politica o ai bisogni della città, chi governa ha pieno titolo per modificarlo o annullarlo. Il resto è solo scaricabarile. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

“La rabbia del mondo delle campagne. In Sardegna. Il settore agro-pastorale e della zootecnia esprime tutto il suo malcontento. Dopo la lingua blu delle pecore, il flagello delle cavallette, il dramma degli incendi, la siccità, ora la dermatite bovina. Che sta mettendo in ginocchio un comparto fatto di quasi 290 mila capi con circa 9 mila allevatori. Queste attività rappresentano il cuore del sistema economico dell’isola. La vocazione agricola e dell’allevamento è il fulcro della espressione economica della Sardegna. Un settore che si sente trascurato. E giustamente. Perché i grandi capitali vanno all’industria delle cattedrali nel deserto, dell’inquinamento ambientale, del turismo mordi e fuggi, mentre il sistema identitario della cultura e della società delle aree interne della Sardegna continua ad essere considerato la cenerentola dei meccanismi economici. La dermatite bovina, ultima sciagura, è il segnale del perpetuarsi di una visione distratta del mondo politico verso le campagne. L’allarme lo ha lanciato Boes, l’associazione degli allevatori del settore. Ora anche la Coldiretti esprime preoccupazione. Mentre in Regione scoppia il caso dell’assessore alla agricoltura e riforma agro pastorale Gian Franco Satta. È stato voluto dai Progressisti. Ma oggi è molto lontano dal suo Partito. Che non lo riconosce più. E ne chiede la sostituzione. Un ulteriore messaggio di delusione per gli operatori delle campagne. Un assessorato che è considerato di Serie B. Visti certi assessori degli ultimi anni. Il mondo delle campagne della Sardegna ha necessità di razionalità, di efficienza, di visione politica. E di competenza. L’approssimazione con cui è gestito è il principale ostacolo al progresso di un settore economico e sociale che rappresenta l’anima della cultura della stessa società sarda. Per questo gli allevatori parlano addirittura di un complotto. Attenzione”. (dalla pagina Facebook “Il mio osservatorio” di Mario Guerrini).

Nei giorni scorsi, una pattuglia della Polizia Stradale, nel corso di un ordinario servizio di sulla 131, in territorio del comune di Santa Giusta, ha controllato di un mezzo che trasportava di merci pericolose, precisamente una cisterna di gas liquefatto. Dai controlli effettuati sono risultate varie violazioni relative al trasporto delle merci pericolose, che l’autista è stato sanzionato. Negli ultimi mesi, la Polstrada ha intensificato i controlli sul trasporto di merci pericolose, con lo scopo di garantire la sicurezza sulla rete stradale e prevenire incidenti potenzialmente gravi. Questi controlli rappresentano un elemento fondamentale per verificare il rispetto delle normative nazionali e internazionali, che stabiliscono rigide procedure per il trasporto di merci pericolose, in modo tale da garantire la sicurezza dei conducenti, degli utenti della strada e dell’ambiente.

La spiaggia era affollata di bagnanti, molti dei quali si trovavano in acqua, ma il bagnino preposto al salvataggio con c’era. Uno stabilimento balneare nel litorale di Torre Grande di Oristano è stato multato per 1.032 euro. Il fatto è avvenuto sabato scorso. L’accertamento è stato effettuato dagli uomini della Capitaneria di porto, impegnati dell’operazione “Mare e Laghi sicuri 2025”. Il bagnino è stato fatto arrivare sul posto, dal titolare dello stabilimento balneare, soltanto in un secondo momento e dopo una specifica diffida rivoltagli dai militari. Dall’inizio della stagione estiva 2025, lungo il litorale dell’oristanese questo è già il terzo stabilimento balenare sorpreso, dalla Guardia costiera, ad operare senza bagnino. Tra questi stabilimenti, uno è risultato mancante anche di alcune dotazioni di sicurezza; mentre un altro era sprovvisto dei sistemi di segnalazione del limite d’acque sicure e zona di mare riservata alla balneazione. Nell’assicurare che i controlli continueranno senza sosta per il resto della stagione estiva, la Capitaneria di porto di Oristano intende sensibilizzare gli operatori del settore turistico-balneare, ma anche tutti gli utenti del mare, al rispetto di quanto previsto dall’ordinanza balneare e a mantenere sempre dei comportamenti improntati alla massima prudenza. (Elia Sanna, Web news Sardegna – Telegram).

 

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