Nov 29

Termodinamico S.Quirico. Grig: “Impianti industriali in mezzo alla campagna, altro che energia rinnovabile!”.

La giunta regionale ha emanato, il 22 novembre, il provvedimento conclusivo del procedimento di valutazione di impatto ambientale (Via) relativo al progetto ibrido di centrale solare termodinamica, più centrale a biomassa della società bolzanina San Quirico Solar Power srl, nella località agricola di San Quirico, verso le pendici del Monte Arci, nel comune di Oristano, che interessa circa 55 ettari.

Il provvedimento non è tuttora disponibile sul sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna (e men che meno è pubblicato sul Buras), quindi non è conosciuto, ma se ne suppone la natura positiva, seppure con prescrizioni. Se così fosse, sarebbero comunque pesanti gli impatti sull’ambiente e il contesto socio-economico locale.

L’associazione ecologista “Gruppo d’Intervento Giuridico onlus” aveva inoltrato (9 febbraio 2015) uno specifico atto di intervento con “osservazioni” nel procedimento di Via, interessando il Servizio valutazioni ambientali (Sva) della Regione (titolare del procedimento), la Commissione europea, il Ministero dell’ambiente, il Comune di Oristano. Ora valuterà la sussistenza dei margini sul piano giuridico per un eventuale ricorso in sede giurisdizionale, contro un provvedimento che autorizzerebbe un vero e proprio scempio ambientale per fini speculativi.

Il progetto ha caratteristiche propriamente industriali, ha natura ibrida, comprendendo una centrale solare termodinamica (superficie 48 ettari, specchi solari parabolici con diametro mt. 7,5 e altezza mt. 1,7 dal suolo), più una centrale a biomassa (potenza 4 MW elettrici), più opere connesse (linea ad alta tensione 150 kv lunga 7 km., stazione, ecc.) interessante complessivamente circa 55 ettari con potenza complessiva lorda 10,8 MW elettrici.

L’area individuata è parzialmente tutelata con vincolo paesaggistico, perché attraversata da corsi d’acqua (Rio Merd’e Cani, Canale Adduttore Tirso-Arborea, Canale di Bonifica Spinarba), è classificata in “zona agricola E”(E2, E3, E5) e (piccola parte) in “zona di rispetto H” (HAR 2) del vigente Puc di Oristano. Si ricorda, in proposito, che nelle zone agricole “E” degli strumenti urbanistici comunali, possono essere autorizzati soltanto interventi relativi ad attività agricole e/o strettamente connesse, in particolar modo in Sardegna (art. 13 bis della legge regionale n. 4/2009 e smi e art. 3 del Dpgr 3 agosto 1994 , n. 228, direttive per le zone agricole).

La zona ha vocazione strettamente agricola e l’impianto complesso in progetto è di sicura natura industriale, e come tale dovrebbe trovare collocazione in aree industriali a tali fini già infrastrutturate.

La prevista centrale a biomassa prevede poi l’utilizzo giornaliero di ben 70-75 tonnellate di biomassa legnosa per sette mesi (210 giorni), cioè ben 14.700-15.750 tonnellate annue di biomassa legnosa all’anno: da dove arriveranno? Dai tagli boschivi nelle foreste demaniali sarde?

I quantitativi idrici necessari al funzionamento dell’impianto complesso sono stimati in 117.000 metri cubi di acqua all’anno, che sarebbero prelevati da due pozzi da realizzare nel sito e sarebbero sottratti alle attività agricole esistenti nell’area interessata dal progetto.

Come ben noto alla stessa Società industriale, il progetto interferisce con uno degli habitat delle residue popolazioni di “Gallina prataiola, rispetto alla quale, nell’ambito del Piano d’azione per la salvaguardia e il monitoraggio della Gallina prataiola e del suo habitat in Sardegna (Assessorato della Difesa dell’Ambiente – Ras, 2011), sono state evidenziate due aree riproduttive. In una di queste, ubicata a sud rispetto al sito d’intervento progettuale e distante dallo stesso circa 1,2 km, è stata accertata la presenza di un maschio territoriale, mentre nell’altra, ubicata ancora più a sud a circa 5,2 km, sono stati censiti 15 maschi territoriali. Una parte dell’area interessata dall’intervento progettuale proposto comporta la sottrazione di potenziale habitat di alimentazione pari ad una superficie di circa 30 ettari, mentre non vi è nessuna interazione negativa con le aree riproduttive segnalate” (Sintesi non tecnica, pag. 73). La Gallina prataiola (Tetrax tetrax) è in grave pericolo di estinzione e come tale è inserita nell’allegato I della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica.

Inoltre, un evidente saldo negativo potenziale emerge dallo studio di impatto ambientale (Sia) dove vengono ipotizzati 90 posti di lavoro in fase di realizzazione e 20 posti di lavoro in fase di gestione, ma sarebbero a rischio 28 posti di lavoro già esistenti (13 Agriturismo e Fattoria didattica Archelao, 5 agrimacelleria Accareddu, 8 Aziende agricole cugini Tolu, 2 vigneto biologico locale). Una vera e propria beffa in proposito e spiace che il Comune di Oristano abbia dato la disponibilità politica in cambio di 50 mila euro all’anno.

Ancor più chiara la finalità sotto l’aspetto strettamente energetico: l’energia elettrica prodotta dall’impianto non servirebbe in alcun modo al fabbisogno regionale. Questi sono i “numeri” dell’energia in Sardegna, come emergono dal piano energetico ambientale adottato che riprende i dati Terna Spa (al 31 dicembre 2014), risultano i seguenti:

* 18 impianti idroelettrici (potenza efficiente lorda MW 466,7; producibilità media annua GWh 706,1)
* 43 impianti termoelettrici (potenza efficiente lorda MW 2.896,8; potenza efficiente netta MW 2.634,8)
* 118 impianti eolici (potenza efficiente lorda MW 996,7)
* 30.222 impianti fotovoltaici (potenza efficiente lorda MW 715,9)
* energia richiesta in Sardegna: GWh 8.804,9; energia prodotta in più rispetto alla richiesta: GWh 4.083,5 (+ 46,4%).
* consumi energia: in Sardegna sono stati utilizzati 8.377,9 GWh al 31 dicembre 2014 (- 2,63% rispetto al 31 dicembre 2013), con un picco massimo di potenza richiesta pari a 1.400 MW nel 2014 (era pari a 2.000 MW nel 2011).
* produzione energia: GWh 13.936,4 (lorda); produzione netta per il consumo: GWh 12.888,4.
* energia esportata verso la Penisola (SaPeI, capacità 1.000 MW) e verso l’Estero (SaCoI, SarCo, Corsica, capacità 300 MW + 100 MW): Gwh 4.083,5; perdita complessiva della rete: MWh 600
* fonte di produzione: 78% termoelettrica, 11% eolica, 5% bioenergie, 5% fotovoltaico, 1% idroelettrico. Fonte termoelettrica: 42% carbone; 49% derivati dal petrolio; 9% biomasse.
* emissioni di CO2 dipendenti da produzione di energia elettrica: 9,3 milioni di tonnellate (2014).
* prezzo medio di acquisto dell’energia nazionale (PUN): nel 2014 è stato di 52,08 €/MWh con un decremento rispetto all’anno precedente del 17,3%, confermando il trend del 2013 e raggiungendo il minimo storico dall’avvio del mercato.

Il dato fondamentale della “fotografia” del sistema di produzione energetica sardo è che oltre il 46% dell’energia prodotta “non serve” all’Isola e viene esportato. Qualsiasi nuova produzione energetica non sostitutiva di fonte già esistente (p. es. termoelettrica) può esser solo destinata all’esportazione verso la Penisola e verso la Corsica. L’impianto complesso in progetto appare avere, quindi, finalità puramente speculative: certificati verdi e benefici vari derivanti dalla produzione energetica da fonti rinnovabili.

L’associazione ecologista “Gruppo d’Intervento Giuridico onlus” valuterà, quindi, la sussistenza dei margini sul piano giuridico per un eventuale ricorso in sede giurisdizionale contro un provvedimento che autorizzerebbe un vero e proprio scempio ambientale per fini speculativi. (Gruppo d’Intervento Giuridico onlus).

“Sono una dei tanti elettori italiani che guardano con vera preoccupazione all’appuntamento delle prossime elezioni perché, semplicemente, non sappiamo per chi votare. Siamo elettori orfani, persone alla ricerca di un partito o una lista credibili, con candidati pronti ad affrontare un’elezione nazionale proponendo risposte di sinistra alle sfide del tempo: in primo luogo quelle del lavoro e delle disuguaglianze. Ma anche la sfida del clima e dell’ambiente, dell’istruzione e della sanità, del diritto e soprattutto dei diritti. Quello che cerchiamo è una proposta politica che possa guardare al mondo in cui ci troviamo, a cominciare dallo stesso mare Mediterraneo che ci circonda. Probabilmente abbiamo votato in modi anche diversi alle ultime elezioni, ma di una cosa siamo convinti: riteniamo che alla luce dei fatti, delle alleanze che ha stretto e delle leggi approvate dagli ultimi due governi (e di quelle passate nel dimenticatoio), l’attuale Partito Democratico non può o non vuole formulare le risposte che rivendichiamo. Per questo motivo ci appassionano ben poco le ultime manovre in atto per cercare una pezza che sia a sinistra. Vogliamo andare avanti. E siccome la speranza sarà pur sempre l’ultima a morire, continuiamo a guardare con interesse alla discussione in corso a sinistra per la formazione di una lista comune. Siamo realisti, l’obiettivo non è semplice, trattandosi, almeno in parte, di una ricomposizione tra soggetti che hanno preso strade diverse. Ma avremmo salutato con piacere delle voci nuove nel panorama un po’ polveroso della sinistra italiana. E’ stata un’attesa lunga e frustrante. Guardando infatti il comportamento di certi aspiranti federatori durante gli ultimi mesi, ci sono costruttori che si sono rivelati – speriamo inconsapevoli – sabotatori, facendo deragliare più di un tentativo avviato per mettere in piede un vero contendete di sinistra. In questo modo al Pd è stato lasciato campo libero per continuare a rivendicare uno spazio politico e la rappresentanza degli interessi di molti elettori che ha, nei fatti, abbandonato da tempo. È stato perso molto, troppo tempo prezioso, e la delusione in giro a questo punto è tanta. Questo renderà ancora più difficile il compito dei giocatori rimasti in campo, e in particolare dei promotori dell’assemblea nazionale per la costituzione di una nuova proposta politica di sinistra del 2 dicembre, fin qui Roberto Speranza, Pippo Civati e Nicola Fratoianni, a nome dei rispettivi movimenti. Forse se ne aggiungeranno altri, speriamo di si, perché con la rinuncia a partecipare dei due principali promotori di “Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza”, meglio noti come quelli del Brancaccio, dopo un percorso di ben 98 assemblee in giro per il paese con l’obiettivo specifico della costituzione di una lista comune, la futura aggregazione ha perso la sua unica componente “civica”, guidata da due promettenti new entry sulla scena politica nazionale: Anna Falcone e Tomaso Montanari. Senza di loro l’appuntamento del 2 dicembre rischia di perdere smalto, la freschezza del nuovo, ma soprattutto respiro: l’eco del movimento di opinione, in particolare di giovani, che contribuirono in modo decisivo a fare vincere il No nel referendum costituzionale dell’anno scorso. Ma c’è un altro motivo che ci fa rimpiangere la loro assenza. Ai due portavoce del Brancaccio va dato atto che sono stati gli unici a porre con forza la questione delle regole per la selezione dei candidati della futura lista comune. Non è una questione da poco. Il decollo finale della nuova proposta politica deve molto alla protervia con la quale il Pd di Matteo Renzi ha imposto una indifendibile legge elettorale. Questa forzatura politica ed istituzionale ha pubblicamente sancito la tacita alleanza parlamentare del Pd con la destra dell’impresentabile Verdini, e provocato la rottura motivata del presidente del Senato, Pietro Grasso, regalando alla nuova formazione di sinistra la possibilità di un leader di peso (o almeno di rango) e tutto meno che divisivo. La drammatica decisione di Grasso ha portato i gravi difetti della legge elettorale all’attenzione di tutti. Un marchingegno cinicamente congegnato per mantenere il potere nelle mani dei capi partito, privando gli elettori non solo del potere di scelta, ma anche di una effettiva rappresentanza. Agli alti principi e alla sovranità del popolo non badava proprio nessuno. È per questo motivo che il modo in cui si formeranno le liste elettorali del futuro soggetto politico è una questione tutto meno che secondaria, e sicuramente di pari importanza al suo programma elettorale. E questo è il secondo punto che mi preme di sottolineare. Il percorso da avviare dopo il 2 dicembre dovrà costituire la rappresentazione concreta del rigetto dei principi guida del cosiddetto Rosatellum: è una legge fatta per consegnare il potere di scelta dei candidati ai segretari dei partiti? Scegliamoli invece “con metodo democratico”, come recita la Costituzione. E’ stata abbandonata la parità di genere? Assicuriamola davvero per i componenti della nuova lista. E’ consentito l’obbrobrio delle pluricandidature, permettendo ai capilista di esercitare un potere feudale di prima scelta? La nuova lista le bandirà. Solo così si potranno smentire le rabbiose accuse lanciate nel giorno della rinuncia da un Montanari più che deluso, che, di fatto, sfida i proponenti dell’assemblea del 2 dicembre a dimostrare che quell’appuntamento non sarà, come ha detto, “un teatro che copre l’obiettivo reale: rieleggere la fetta più grande possibile degli attuali gruppi parlamentari”. Se, come me lo auguro, Montanari ha torto, bisognerà dimostrarglielo, e, ciò facendo, sperare di recuperare un bel po’ di delusi come lui nel paese. Ma se per disgrazia quel gruppo di parlamentari uscenti che si sono ritrovati intorno alla nuova proposta per un futuro soggetto politico di sinistra pensano davvero di allestire una zatterella di salvataggio personale, temo che potrebbero fare la stessa triste fine dei 147 passeggeri della famosa zattera della Medusa (di cui si salvarono solo in 15), con buona pace delle speranze nostre e loro”. (Tana de Zulueta, “il manifesto”).

Il consiglio comunale di Oristano ha approvato la variazione al bilancio di previsione per le annualità 2017 e 2018. La manovra, presentata in aula dall’assessore al Bilancio, Massimiliano Sanna, prevede per il 2017 una variazione totale di 743 mila euro, che si compone di 50 mila euro in più di maggiori entrate di natura tributaria (lotta all’evasione dei tributi dovuto per lo smaltimento rifiuti), 123 mila euro in più per trasferimenti correnti, 543 mila euro di entrate extratributarie (in parte derivanti da sanzioni al codice della strada) e 26 mila euro di entrate in conto capitale (per espropri). Per il 2018 la variazione è di 145 mila euro, derivanti da un aumento di 45 mila euro di trasferimenti correnti e 100 mila euro di entrate extratributarie. Sempre in tema di bilancio, l’assemblea civica ha ratificato una delibera di giunta di variazione all’annualità 2017 del preventivo 2017/2019. La delibera prevedeva una variazione complessiva di 727 mila euro, composta da 724 mila euro in più per trasferimenti correnti e 3 mila euro in più di entrate in conto capitale. Tra le principali voci in entrata i 232 mila euro per il progetto Inps Home care premium, i 175 mila euro dal Fondo unico regionale per la non autosufficienza, i 317 mila euro per l’attuazione del Reddito di inclusione sociale, i 73 mila euro per l’assistenza domiciliare in favore dei malati di Sla e i 45 mila euro per il potenziamento dei Punti di accesso ai servizi sociali. Tra le minori entrate 160 mila euro per la rimodulazione degli interventi in ambito Plus e 33 mila euro per il programma Adapt di cooperazione marittimo Italia-Francia. Dopo la risposta della giunta all’interrogazione del consigliere Andrea Riccio sui cumuli di materiali ferrosi stoccati al porto industriale di Oristano e alle interpellanze del consigliere Giuseppe Puddu sul progetto di Housing sociale in località Pixiarella e del consigliere Patrizia Cadau sulle competenze del comune in materia di randagismo animale, colonie feline e soccorso agli animali, il consiglio comunale ha eletto nella Consulta giovanile i consiglieri Giulia Solinas (Fortza Paris) e Maria Obinu (Pd). Approvazione all’unanimità, infine, per la mozione del consigliere Giuseppe Puddu (Udc) sulla verifica e la rimodulazione del canone di conferimento dei rifiuti biodegradabili prodotti da giardini e parchi. La mozione impegna il sindaco e la giunta a intervenire presso il Consorzio Industriale per valutare la congruità del prezzo che il comune ha versato per il conferimento dei rifiuti biodegradabili prodotti da giardini e parchi, per sollecitare la rimodulazione del canone secondo i costi di smaltimento di impianti analoghi operanti sul territorio regionale, anche in considerazione del fatto che il maggior costo per il conferimento si riflette, pesantemente, sulle tariffe Tari e, infine, per sollecitare la riduzione dei costi di conferimento, delle varie frazioni di rifiuti, applicati al comune di Oristano.

Non sappiamo a che cosa realmente possa servire, ma si è tenuto, ieri, un tavolo di confronto, da calendarizzare mensilmente, con i capigruppo di minoranza per affrontare, secondo il sindaco con più incisività, i problemi della città. E’ il nuovo metodo voluto dal primo cittadino di Oristano, Andrea Lutzu, che ritiene (a nostro parere ingenuamente) che questo possa servire per superare gli steccati che dividono maggioranza e opposizione, e trovare punti di contatto nell’azione amministrativa. “Sono convinto che si possa lavorare insieme per il bene della città pur rispettando i diversi ruoli assegnati dagli elettori – ha detto il sindaco Lutzu -. Un confronto tra chi è chiamato a governare e chi invece svolge il ruolo di controllore e di pungolo può servire per avere un diverso punto di vista sui problemi della città. Allo stesso tempo consente alla minoranza di avere un’informazione diretta e più puntuale sui temi più importanti dell’agenda comunale”. A palazzo Campus Colonna, al primo incontro, prima dei lavori del consiglio comunale, erano presenti Patrizia Cadau (Cinquestelle), Monica Masia (Sport, salute, volontariato, natura), Giuseppe Puddu (Udc), Andrea Riccio (Capitale Oristano) ed Efisio Sanna (Pd) che hanno apprezzato l’iniziativa del primo cittadino, rendendosi disponibile a offrire la loro collaborazione. Altri capigruppo di minoranza non hanno potuto partecipare. Il sindaco ha riferito le ultime notizie riguardanti la privatizzazione dell’aeroporto di Fenosu, il progetto della circonvallazione “…per il quale si rende indispensabile uno studio trasportistico”, i lavori del nuovo Palasport di Sa Rodia “…che solo oggi si scopre stia nascendo senza che siano stati previsti i parcheggi”. Il Capogruppo del Pd, Efisio Sanna, dopo aver espresso apprezzamento per l’approccio e l’atteggiamento del sindaco, ha chiesto che il consiglio comunale sia chiamato a occuparsi al più presto del Pum: “Il Piano urbano della mobilità, approvato dalla giunta Tendas, prevedeva una serie di azioni che nell’arco di un decennio potrebbero contribuire a disegnare finalmente una città a misura d’uomo. La tornata elettorale ha impedito di discuterlo in consiglio comunale, ma ora in tempi sono maturi per un suo esame. È una priorità per la città”. Sanna ha anche chiesto il ritiro dell’ordinanza che vieta l’utilizzo delle bici in una parte del centro storico. Il tema della mobilità è stato ripreso da Patrizia Cadau (Cinquestelle): “Va assolutamente ripreso e affrontato velocemente, per favorire la circolazione dei pedoni e dei ciclisti. Attenzione va riservata anche al trasporto pubblico urbano, che va ripensato”. Il capogruppo dei Cinquestelle ha poi invitato il sindaco a rispettare l’impegno per la costituzione dei comitati di frazione. Rilancio dei mercati civici (lavori in quello di via Mazzini e assegnazione degli spazi liberi di quello di via Costa) e valorizzazione del porticciolo turistico di Torre Grande (dragaggio del fondale), al primo posto tra le richieste di Giuseppe Puddu (Udc), che si è soffermato anche sui progetti dell’housing sociale di via Lepanto (il sindaco ha annunciato che il progetto sta andando avanti) e sul tagliando di cortesia per i parcheggi a pagamento. Per Andrea Riccio il problema del lavoro è in cima alle priorità e va affrontato prevedendo degli incentivi a favore del sistema delle imprese che assumono. Per il capogruppo di Oristano capitale occorre un forte impegno per combattere la burocrazia che strangola le imprese e ostacola la nascita di nuove iniziative nel centro storico. Tra le richieste anche una maggiore attenzione ai progetti per l’eliminazione delle barriere architettoniche, per l’illuminazione pubblica, per la potatura degli alberi. Riccio ha chiesto di far partire subito la programmazione del Settembre oristanese 2018, anche attraverso la valorizzazione degli eventi sportivi.

Il piano per la tutela e valorizzazione delle zone umide della Sardegna prende ufficialmente il via con la ripartizione territoriale di 20 milioni di euro di fondi Fsc del Patto per la Sardegna. Nel maggio 2016, con la delibera che istituiva il Parco regionale delle zone umide dell’area metropolitana di Cagliari, la giunta regionale ha individuato nell’Università di Cagliari il soggetto di adeguata esperienza per la predisposizione dello studio di valorizzazione delle zone umide e lagunari della Sardegna. Attraverso lo studio sono stati individuati i territori che saranno prioritariamente oggetto di intervento: Golfo di Oristano; Golfo di Palmas e Mare Interno; Golfo di Cagliari e Costa da Capoterra a Teulada; Ogliastra e VI-VII Sarrabus; Baronie e Gallura; Golfo dell’Asinara e Nurra. Al Golfo di Oristano (Montiferru, Sinis e Planargia; Costa del Sinis-Terra dei Giganti; Terralbese e Linas; Fenici) vanno 6 milioni di euro.

La Polizia di Stato ha presentato ufficialmente l’edizione 2018 del calendario istituzionale. Gli scatti sono stati affidati a undici fotografi professionisti dell’Agenzia Fotografica “Contrasto”, da tempo un riferimento per l’intero mondo della fotografia, che hanno messo a disposizione la propria sensibilità artistica per rappresentare il delicato ruolo degli uomini e delle donne della Polizia di Stato in veri scenari operativi. I fotografi, tra i trentadue e i quarantasette anni, hanno voluto puntare i propri obiettivi verso coloro che, tutti i giorni, offrono la propria dedizione e professionalità per garantire il pacifico vivere quotidiano. Offrire una possibilità per i giovani e per i più deboli, è questo il messaggio del nuovo calendario. Anche quest’anno, infatti, la realizzazione del calendario della Polizia di Stato ha trovato la partnership dell’ Unicef e il ricavato della vendita sarà destinato al Comitato italiano per l’Unicef per sostenere il progetto “Italia, emergenza bambini migranti”. Sono 14.579, al 25 ottobre del 2017, i minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane. Da un anno, per la prima volta, l’Unicef sta lavorando in Italia per assicurare a tutti i bambini migranti e rifugiati l’accesso a servizi equi, tempestivi e di qualità, che garantisca protezione, cure e inclusione sociale. Grazie alla consolidata partnership con Unicef, dal 2001 ad oggi sono stati raccolti più di 2 milioni di euro e completati diversi progetti, alcuni dei quali a sostegno dell’infanzia e contro lo sfruttamento dei minori in Cambogia, Benin, Congo, Guinea e Repubblica Centro Africana. Solo nel 2017 sono stati raccolti più di 151.000 euro, che sono stati devoluti per sostenere, in Libano, il progetto “Youth and Innovation”, finalizzato a promuovere l’integrazione sociale ed economica dei giovani a rischio. E non solo. Il Comitato italiano per l’Unicef, per la prima volta, donerà anche 8.000 euro del ricavato al Fondo assistenza Polizia di Stato, per offrire assistenza agli orfani del personale della Polizia di Stato e al personale colpito da gravi malattie. Per l’edizione del 2018, il calendario della Polizia di Stato ha introdotto una assoluta novità artistica. Uno degli scatti che correderanno l’iniziativa è stato individuato attraverso un concorso fotografico, a cui hanno partecipato molti poliziotti che hanno voluto rappresentare la propria dimensione professionale attraverso lo strumento della fotografia. Non solo la mano e l’occhio di esperti fotografi, quindi, ma anche l’intuito fotografico di un poliziotto, che ha permesso di realizzare uno straordinario lavoro artistico, che permetterà di rappresentare, nel 2018, nella sua interezza e nella sua diversità la Polizia di Stato. A partire da oggi, tutti i cittadini potranno acquistare online sul sito www.unicef.it nella sezione “Regali e prodotti” il calendario da parete, al costo 8 euro, e il calendario da tavolo per 6 euro.

Si è tenutala oggi, a Roma, la cerimonia del 70° anniversario della fondazione della Polizia Stradale. Come sempre in questa occasione, i poliziotti in servizio hanno incontrato i colleghi andati in pensione e i neo pensionati. Un filo conduttore che lega il passato al presente e che la cerimonia del 70° anniversario ha trasformato in un vero e proprio “viaggio nel tempo. Per l’occasione, il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, ha presentato il francobollo del 70^ Anniversario, realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che raffigura alcuni momenti significativi del lavoro della specialità sulle strade italiane. Il francobollo, con l’annullo speciale del 70° sarà in vendita presso tutti gli uffici postali e i negozi specializzati. Durante la cerimonia è stato presentato anche il “Quaderno storico della Polizia Stradale”, dove la storia della Stradale è stata raccontata dall’Ufficio Storico della Polizia di Stato. Da quel 26 novembre 1947, la “strada” è stata lunga e la Polizia Stradale del nuovo millennio, forte delle sue tradizioni, è pronta ad affrontare le sfide del futuro, garantendo la sicurezza delle strade e autostrade italiane, con lo scopo di ridurre gli incidenti stradali.

Nell’ambito delle iniziative della Questura di Oristano per la prevenzione e il contrasto della vendita di stupefacenti a minori e giovani, gli agenti della Terza squadra delle Volanti hanno denunciato uno spacciatore extracomunitario di 20 anni. Al ragazzo, che è ospitato presso un Cas della provincia, dopo un controllo nei giardini pubblici di Sa Rodia, sono stati trovati  20 grammi di marijuana, suddivisa in dosi. Anche presso il suo alloggio, a Ula Tirso (dove è intervenuto l’Ufficio Immigrazione e la Squadra Cinofili), è stato trovato un altro quantitativo della sostanza stupefacente. Da qui la denuncia all’autorità giudiziaria.

Dopo una lunga fase di formazione, è ormai entrato a regime, nell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione dell’ospedale San Martino di Oristano, il “Picc Team”. Si tratta di una squadra di infermieri addestrati che provvedono, in autonomia e sotto la supervisione di un medico anestesista, al posizionamento del dispositivo vascolare Picc (peripherally inserted central catheter), un catetere centrale in materiale biocompatibile, inserito con l’aiuto di un’ecoguida in una vena del braccio fino ad arrivare in prossimità della vena cava superiore del torace, per consentire la somministrazione a pazienti affetti da patologie oncologiche e non, acute e croniche, della terapia infusionale per periodi di media e lunga durata come emotrasfusioni, antibiotici, nutrizione parenterale. L’intervento viene effettuato in regime ambulatoriale, su richiesta di un reparto ospedaliero o del medico curante, con costi totalmente a carico del servizio sanitario. In Sardegna si contano pochi centri dove viene effettuato l’impianto del dispositivo, e l’attivazione del servizio all’ospedale San Martino di Oristano rappresenta un notevole passo in avanti nella qualità della vita dei pazienti con malattie oncologiche, geriatrici e traumatizzati. In precedenza, per sottoporsi a questo tipo di intervento, persone che dovevano affrontare la riabilitazione o una terapia farmacologica erano costrette a recarsi altrove per l’inserimento del Picc, mentre oggi possono trovare una risposta a Oristano. Dall’inizio dell’attività (a far data dal novembre 2016) sono stati impiantati circa 50 cateteri, e si prevede che, a regime, si possano posizionare oltre 100 dispositivi all’anno. L’attivazione del nuovo servizio, avviato a seguito della presentazione del progetto elaborato dall’Unità operativa di Anestesia e rianimazione e dalla Direzione del Servizio professioni sanitarie, rappresenta un importante traguardo assistenziale, che va nel senso dell’umanizzazione e della sicurezza delle cure, e valorizza le competenze dell’infermiere, integrando al meglio le risorse professionali. Il Picc Team attualmente è composto da tre infermieri (Maristella Argiolas, Donatella Marongiu e Gianluca Sardu) guidati dal coordinatore infermieristico, Anna Maria Martinez, e da un anestesista.

Da martedì 5 dicembre, il punto di continuità assistenziale (Guardia Medica) di Oristano sarà trasferito dall’attuale sede presso l’ospedale San Martino a quella di via Carducci, n.33 (accanto all’ingresso della sede della Assl). Il numero di telefono resterà invariato: 0783.303373.

Oristano ha festeggiato una centenaria e un ultra centenario. A compiere 100 anni è stata Maria Angela Vizilio. Il sindaco Andrea Lutzu le ha rivolto gli auguri a nome di tutta la città. La signora Maria Angela, che è nata a Terralba l’11 novembre del 1917, ha parlato a lungo col sindaco, ricordando alcuni episodi di quando lavorava allo Zuccherificio di Oristano. A festeggiarla e a spegnere le 100 candeline della torta, nel giorno del suo compleanno, c’erano la sorella Anna, i nipoti e gli amici più stretti.

Il sindaco ha partecipato anche al compleanno di Salvatore Andrea De Murtas, che ha festeggiato i 104 anni insieme ai figli (Attilio, Sebastiano, Angela, Paola, Gabriella, Gianni, Ludovico e Marco).  Andrea De Murtas è originario di Cheremule, dove è nato il 29 novembre del 1913, ma si è trasferito giovanissimo a Oristano, dove ha lavorato per decenni nella Casa circondariale di piazza Manno, prestando servizio nel corpo della Polizia penitenziaria.

 

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