Di pig (del 25/07/2010 @ 18:31:57, in sport, linkato 2549 volte)
A nostra memoria, mai un oristanese in ambito sportivo è salito così in alto, conquistando il titolo di campione del mondo. Quello ottenuto da Giulia Pintor, trentenne atleta della Fiamme Azzurre, il gruppo sportivo della Polizia Penitenziaria, è quindi il risultato sportivo più prestigioso ottenuto da un nostro concittadino. Con una gara a dir poco magistrale, Giulia Pintor si è laureata campionessa del mondo di tiro a volo, nella specialità fossa universale, dopo tre giornate estenuanti di gare, che si sono disputate a Roma, dal 23 al 25 luglio, negli impianti di Valle Aniene. Nella prima giornata, su 75 piattelli da colpire, Giulia Pintor ne ha abbattuti 71. L’atleta oristanese si è poi migliorata nella seconda giornata, colpendo 72 piattelli su 75, mentre nella terza decisiva giornata ha frantumato 45 piattelli su 50. Questa performance non le è però bastata per assegnarle il titolo di campionessa del mondo, perchè anche un’altra italiana, l’aquilana Maria Carmela Petrella, aveva terminato le tre prove con lo stesso punteggio. Per assegnare la medaglia d’oro si è così dovuti ricorrere ad uno spareggio, al meglio dei 25 piattelli. Ma anche questo non è servito a stabilire chi fosse la nuova campionessa del mondo, visto che le due atlete hanno terminato lo spareggio alla pari, con 23 piattelli abbattuti. Si è reso, quindi, necessario un ulteriore spareggio (un po’ come si fa nel calcio, quando sì è ancora alla pari al termine della serie regolamentare dei calci di rigore: si va ad oltranza ed il primo che sbaglia perde). Petrella ha azzeccato due piattelli, ma ha sbagliato il terzo. Giulia Pintor, invece, nonostante la comprensibile tensione, è riuscita a mantenere la concentrazione necessaria per abbattere anche il terzo piattello, conquistando così la medaglia d’oro ai campionati del mondo di tiro a volo, nella specialità fossa universale. Seconda Maria Carmela Petrella, mentre il bronzo è andato alla spagnola Vanesa Majuelo. Grande soddisfazione, quindi, per Giulia Pintor, per aver raggiunto un risultato di così grosso prestigio, coronando anni e anni di sacrifici, durante i quali la bravissima atleta oristanese delle Fiamme Azzurre ha, comunque, ottenuto risultati di tutto rispetto. Una lunga serie di vittorie a livello nazionale e internazionale ha, infatti, permesso a Giliulia Pintor di conquistare, fra l’altro, la maglia tricolore e quella della nazionale italiana di tiro a volo, nonchè una prestigiosa medaglia di bronzo ai campionati d’Europa. Alla neo campionessa del mondo, oltre ai nostri personali complimenti, quelli di tutto il mondo sportivo oristense, e non solo, ed un “grazie” da parte di tutti i suoi concittadini per aver portato Oristano sul tetto del mondo.
Altre notizie:
Sembra intensificarsi in questo periodo l'attivismo dell'assessore regionale dell'agricoltura, Andrea Prato. Inconcludente nel concreto perché solo ad uso mediatico e per scongiurare il rimpasto. A pensar male si fa peccato, ma, come diceva Belzebù, qualche volta ci si azzecca. Ma veniamo ai fatti. L'assessore, con quotidiane "veline", generosamente propagandate dalla stampa isolana, senza contradditorio, dispensa la sua Verità. Magnifica la sua azione amministrativa e i risultati raggiunti. Evita naturalmente le sedi naturali del confronto e della concertazione, temi a cui tanto risalto era stato dato, strumentalmente, in campagna elettorale. Le campagne sarde sono in fermento, come le numerose assemblee di pastori e agricoltori, tenutesi ed annunciate, testimoniano. L'agricoltura sarda attraversa una crisi di proporzioni mai avvertite. Non ci racconti Prato che ciò è solo il frutto della crisi finanziaria partita dagli Stati Uniti. Prato si fa vanto di spendere rapidamente le risorse comunitarie e di raggiungere gli obiettivi di spesa fissati da Bruxelles per evitare la perdita di risorse. Non ha mai, con lealtà, sottolineato che il livello di spesa fissato per il 31 dicembre 2009 era stato raggiunto dalla Giunta Soru all'inizio dello stesso anno e che tale risultato gli consente oggi di dichiarare che è tranquillo anche per il 2010. Piuttosto spieghi agli agricoltori e pastori entro quali date pagherà i premi comunitari non ancora erogati. Prima attribuiva le colpe ai "ritardi" della vecchia Giunta. Oggi, essendo difficile sostenere la stessa tesi dopo 18 mesi dal suo insediamento, attacca, da controfigura del leghista Zaia, il Ministro Galan. L'assessore dica anche ai produttori quanto ha speso delle risorse del PSR attribuite agli Assi 1 e 3. Per intenderci quelli riferiti alla competitività, all'ammodernamento delle strutture aziendali e allo sviluppo locale. E dica, ancora, al popolo sardo, quanto ha speso sul bilancio ordinario della Regione 2010. La Giunta, nella situazione data, avrebbe l'obbligo di accelerare la spesa ed intervenire con provvedimenti straordinari verso, per esempio, il settore ovi-caprino, vista l'assoluta inadeguatezza della remunerazione del latte, o per l'abbattimento del costo dell'acqua di irrigazione. Continua invece a sottrarre risorse al comparto, come si evince dall'ultima manovra correttiva. Risorse, badate bene, destinate alla spesa produttiva, non a quella corrente. Anziché auspicare un'altra riforma dei Consorzi di Bonifica o deliberare ripetute proroghe dei commissari, pensi piuttosto ad attuarla, la riforma. Essa, frutto della collaborazione di maggioranza ed opposizione di allora, ha in se tutti gli elementi per consentire un costo compatibile dell'acqua. Il 30 luglio prossimo, scade il provvedimento nazionale che consente la fiscalizzazione degli oneri previdenziali agricoli nelle zone svantaggiate e montane. I costi di produzione delle serre sono negativamente influenzati dal costo del gasolio, precedentemente agevolato. Nella manovra correttiva nazionale nessun impegno è stato assunto in direzione della riduzione degli oneri in tali ambiti. In assenza di interventi, l'impatto sull'agricoltura della Sardegna, dove solo 32 Comuni non sono dichiarati svantaggiati, sarebbe devastante; la serricoltura ne avrebbe altre sofferenze. Quale azione di sensibilizzazione, di protesta, ha messo in moto la Giunta sarda verso il Governo amico? Non ci sembra poi che la Giunta abbia mostrato particolare sensibilità ed attenzione rispetto al confronto in atto per la definizione della nuova politica comunitaria post 2013, né che sia particolarmente preoccupata per il reale rischio che corre la Sardegna in vista della nuova delimitazione delle zone svantaggiate. Resta da sottolineare il mancato rispetto dell'impegno conferito dal Consiglio Regionale, con Ordine del Giorno approvato dalla maggioranza, per la tenuta di una Giornata speciale sull'agricoltura ai fini dell'elaborazione di una nuova legge di settore. L'agricoltura non è un inciampo. L'agricoltura sarda investe l'intera economia, la cultura del popolo sardo. Un suo ridimensionamento, il suo abbandono, produrrebbero effetti traumatici per la società sarda, compromettendo una vitale industria agro-alimentare, servizi connessi, l'ambiente, gli equilibri sociali. (www.sardegnademocratica.it)
Gian Valerio Sanna, ex assessore regionale all'Urbanistica e attuale consigliere regionale del Partito Democratico, ha annunciato di aver presentato una richiesta di accesso agli atti che riguardano l'ampliamento di villa Certosa, residenza sarda del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nei pressi di Porto Rotondo. L'istanza di Sanna è stata presentata dopo ilparere favorevole da parte della Commissione regionale al paesaggio per la realizzazione di cinque nuove unità abitative, per un totale di circa 800 nuovi metri cubi. “Il pronunciamento della Commissione - ha dichiarato Gian Valerio Sanna - è solo un parere. Se però l'Ufficio regionale per la tutela del paesaggio darà il via libera, che è poi l'unico atto rilevante dell'iter, siamo pronti a ricorrere al Tar, per violazione al Piano paesaggistico regionale. Siamo infatti convinti che non sia possibile andare in deroga ai principi contenuti nel Piano paesaggistico regionale, se non incorrendo in un reato”. Intanto, in Sardegna è nato il “Comitato per la difesa del paesaggio”, promosso, tra gli altri, dai consiglieri regionali del Pd, Gianvalerio Sanna e Renato Soru, rispettivamente ex assessore all'Urbanistica e presidente della Regione nella scorsa legislatura, e dai rappresentanti di Sinistra, ecologia e libertà. L'iniziativa si propone di dare vita ad un forum aperto alla partecipazione e al contributo di amministratori, partiti politici, associazioni, movimenti, per contrastare, in tutte le forme e con tutti gli strumenti possibili, gli effetti legati all'approvazione delle legge regionale n. 4, il cosiddetto Piano casa, varato in Sardegna dalla maggioranza dei centro-destra, guidata dall'attuale presidente della Regione, Ugo Cappellacci. “Per molti il territorio è solo una risorsa da sfruttare – ha affermato Gian Valerio Sanna -, mentre noi crediamo sia un patrimonio collettivo da valorizzare e da salvaguardare. Abbiamo deciso di istituire il Comitato e, in parallelo, di realizzare un sito internet, www.difesapaesaggiosardegna.com, per avviare un processo di sensibilizzazione rivolto a tutti i sardi e, al contempo, per favorire il confronto tra tutti i soggetti coinvolti'. Per Renato Soru, le vicende politiche degli ultimi giorni “…sonno la fotografia di un clima da fine impero, votato al si salvi chi può. Siamo di fronte a un attacco al paesaggio, nel tentativo di accaparrare il territorio a suon di colate di cemento, spesso abusive”. L'ex presidente della Regione, è stato il fautore, assieme all'ex assessore Sanna, della cosiddetta legge Salvacoste, che impediva la costruzione di immobili entro i due chilometri dalla costa. “Al contrario - ha rimarcato Gianvalerio Sanna -, con le norme varate dall'attuale giunta regionale di Cappellacci si tenta di tornare indietro e distruggere quanto di buono è stato fatto finora per la tutela del territorio. E il Comitato nasce proprio per opporsi a questo tentativo e promuovere una cultura della tutela del territorio, che è e rimane una ricchezza per tutti i sardi.
Il Consiglio provinciale di Oristano, dopo le sedute del 20 e 23 luglio proseguirà i suoi lavori il 3 e 5 agosto, per la discussione e approvazione del rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2009. Nelle sedute scorse, l’Assemblea ha approvato atti di variazione al bilancio per integrare gli impegni di spesa, per la campagna di salvamento a mare. Per quanto riguarda gli atti, Roberto Scema del Pd ha chiesto una istruttoria più definita. Nella discussione sono intervenuti Bepi Costella (8Udc), Efisio Trincas (Psd’Az), Cristiano Carrus (Pdl), Mario Tendas e Peppino Marras (Pd), l’assessore all’ambiente, Emanuele Cera, e Stefano Figus (Idv), che in apertura di seduta aveva illustrato una interrogazione sui problemi dei pazienti che hanno bisogno di terapie anticoagulanti. Le variazioni al bilancio sono passate con i voti dei consiglieri di maggioranza, mentre si sono astenuti i gruppi dell’opposizione. Sulla paventata chiusura dei centri Agris, il consiglio ha contestato questo orientamento. Un incontro dell’assessore alle Attività produttive, Gianfranco Attene, con i collaboratori dell’assessore regionale all’agricoltura, Andrea Prato, ha consentito di definire sull’argomento un immediato incontro congiunto (?), mentre il presidente della Provincia, Massimiliano de Seneen, ha ricevuto notizie (da chi?) su un piano di riordino di Agris per evitarne la chiusura. Sull’argomento si sono soffermati i consiglieri Battista Ghisu e Mario Tendas (Pd), Cristiano Carrus e Serafino Oppo (Pdl), Bepi Costella (Udc), Alfredo Mameli (Fortza Paris), gli assessori Gianfranco Attene e Cera e il presidente del consiglio, Mauro Solinas. L’Assemblea ha poi votato un ordine del giorno unitario. Per quanto riguarda la recente moria di pesci verificatasi nello stagno di Santa Giusta, l’assessore alle Attività produttive, Gianfranco Attene ha annunciato che si terrà un tavolo tecnico. Della moria si è discusso a lungo in consiglio, anche perché l’argomento era legato all’ordine del giorno presentato da Cristiano Carrus sullo stato della laguna di Cabras e sugli indennizzi ai pescatori per la presenza dei cormorani. Al momento è escluso un intervento finanziario da parte della Provincia, in attesa dell’erogazione delle risorse da parte della Regione. Sulla situazione dei compendi ittici della Provincia sono intervenuti , oltre al proponente l’ordine del giorno, i consiglieri Bepi Costella e Renzo lbba (Udc), Stefano Figus (Idv), Efisio Trincas (Psd’Az), Battista Ghisu, Mario Tendas e Roberto Scema (Pd), e gli assessori Gìanfranco Attene, Emanuele Cera e Sandro Murana. Il Consiglio ha, infine, approvato un ordine del giorno presentato dal Pd sui danni provocati dalla fauna selvatica, che impegna la Provincia a porre in essere azioni per una revisione della normativa che adegui gli indennizzi.
Sulla costruzione della piazza delle case minime e del centro di aggregazione sociale, ad Oristano,il consigliere comunale di Fortza Paris, Mauro Solinas, ha presentato un ordine del giorno del seguente tenore: “Premesso che l’Amministrazione Comunale è destinataria di un finanziamento regionale di oltre 800.000 euro, concesso per la demolizione delle vecchie case minime, la costruzione della nuova piazza antistante la nuova palazzina e del centro di aggregazione sociale connesso. Considerato che tutta l’area compresa tra le vie Nuoro, Iglesias e il complesso di palazzine presenti in quella zona, nonostante l’impegno dell’assessore competente, versa in uno stato di totale abbandono tra le erbacce e l’immondizia, i rami che invadono la carreggiata e i marciapiedi. Detto che per il servizio di spazzamento di strade e marciapiedi e per l’estirpazione dell’erba che cresce sugli stessi i cittadini pagano un canone per un servizio che non viene svolto, (difficile capire come non vengano contestate mancanze così macroscopiche). Considerato che in tre anni questa amministrazione, pur essendo in possesso di un progetto preliminare e del finanziamento, è riuscita solo nell’intento di demolire le vecchie case minime bonificando l’area stessa e destinandola alla crescita delle erbe spontanee e al parcheggio di autoarticolati. Affermato che il Partito di Fortza Paris, da ormai tre anni e con altri gruppi consiliari, ha presentato all’aula altri documenti tendenti alla soluzione del problema senza ottenere risultati tangibili, l’ultimo dei quali poneva il limite temporale per attuare una decisione nell’approvazione dell’elenco annuale delle opere pubbliche. Detto che il Sindaco e l’Assessore, in quella occasione, avevano promesso un incontro con i cittadini residenti in quella zona, presenti il giorno in aula, utile per raccogliere suggerimenti per l’elaborazione di un progetto condiviso. Chiede, di chiedere, nel rispetto del contratto stipulato, di riportare l’intera zona ad uno stato di pulizia e decoro accettabile eliminando le erbacce dai marciapiedi e spazzando anche manualmente le zone dove la macchina spazzatrice non arriva; di convocare, nel più breve tempo possibile, una pubblica riunione con i cittadini al fine di definire gli indirizzi di massima per la realizzazione della piazza e del centro di aggregazione; di comunicare all’aula i tempi di realizzazione del progetto esecutivo, dell’espletamento della gara d’appalto e dell’esecuzione dell’opera.
Il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell'ospedale San Martino di Oristano rinnova ai cittadini della provincia di Oristano l'invito a donare il sangue presso i centri di raccolta ospedalieri. La carenza di liquido ematico, che nel periodo estivo è particolarmente critica, per via del calo delle donazioni e dell'aumento del fabbisogno dovuto ai flussi turistici, rischia infatti di portare al blocco dell'attività chirurgica programmata. Abitualmente, in condizioni di carenza di sangue, si cerca di risolvere eventuali deficit tramite scambi con le altre Asl, ma in questo periodo esiste una grave carenza anche a livello regionale. Il Servizio, per quanto possibile, cercherà di assicurare gli interventi più delicati, fra quelli programmati, mentre saranno comunque garantite le urgenze. Sarebbe però quanto mai utile l'apporto di tutti i potenziali donatori per consentire lo svolgimento anche delle operazioni meno urgenti. Da qui l'invito della Asl 5 ai familiari dei pazienti ricoverati, agli operatori sanitari, e, più in generale, a tutta la cittadinanza a donare il sangue presso gli ospedali, così da garantire la corretta prosecuzione dell'attività chirurgica. Per dnare il sangue ci si può rivolgere al Centro Trasfusionale dell'ospedale San Martino di Oristano (dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 12); al Centro di raccolta del Delogu di Ghilarza, (il martedì e giovedì dalle 8 alle 10.30); al Centro di raccolta del Mastino di Bosa, (il lunedì e mercoledì, dalle 8 alle 10.30). Per quanto riguarda i requisiti richiesti per donare il sangue, a compiere questo gesto di solidarietà e responsabilità possono essere tutte le persone, compresi i fabici e i portatori sani di anemia mediterranea, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, in buono stato di salute, che pesino almeno 50 chilogrammi, non abbiano assunto farmaci di recente, né abbiano terapie in corso. Tutti i donatori saranno sottoposti a una visita preventiva che ne accerti lo stato di salute e di idoneità alla donazione e, dopo il prelievo, riceveranno gratuitamente a domicilio il risultato completo delle analisi. Il Servizio di Immunoematologia ricorda che non è necessario presentarsi completamente a digiuno, ma è consentita anche una colazione leggera prima della donazione.
La sede della sezione LILT di Oristano sarà chiusa dal 1 al 22 agosto per la pausa estiva. Gli utenti che hanno bisogno di contattare i volontari LILT per informazioni, consulenze psicologiche, burocratiche e per gli altri servizi offerti dallo sportello oncologico “Rosa e non solo”, possono chiamare il numero di emergenza 348.7927205.
Di greg (del 03/01/2009 @ 17:00:32, in sport, linkato 2410 volte)
E’ una grande “meta”, quella che un eterogeneo gruppo di giovani oristanesi, dai 16 ai 40 anni, sta per mettere a segno. La passione per uno sport tanto antico quanto nobile come il rugby sarà, entro breve tempo, una bella realtà anche nella nostra provincia. L’obiettivo primario della società “Asd RugbyOristano”, composta da 25 ragazzi ed allenata da Peppe Lai, giocatore di comprovata esperienza, conosciutissimo nell’ambiente rugbistico per aver militato anche in squadre di serie A, è infatti quello di riuscire ad iscriversi al campionato di serie C, per la stagione 2009/2010. Per i 25 “ragazzotti” amanti della palla ovale sarebbe già un ottimo traguardo, considerate le esigue risorse finanziarie di cui dispongono e le difficoltà logistiche cui vanno incontro settimanalmente. L’Asd Rugby Oristano si allena, tre volte la settimana, nel campo sportivo comunale di Nuraxinieddu (che condivide con una squadra di calcio femminile), occupandosi, fra l’altro, anche della manutenzione ordinaria della struttura sportiva. Le spese per luce ed acqua sono, invece, a carico del comune, anche perché, allo stato attuale, non è dato sapere fino a quando la squadra di rugby potrà continuare ad usufruire del campo sportivo della frazione oristanese. “Abbiamo partecipato – ha detto Jean Luis Manca, uno tra i più dinamici componenti la squadra - al bando comunale per la gestione esclusiva dell’impianto, ed ora siamo in attesa di una decisione da parte della commissione competente. Noi, chiaramente, speriamo in una decisione favorevole, anche perché, altrimenti, non sappiamo proprio dove andare ad allenarci. Nel frattempo, comunque, non stiamo con le mani in mano.Chi può sta facendo esperienza in altre squadre della regione, che militano nel campionato di serie C: io ed un altro ragazzo a Sassari, mentre altri giocano a Cagliari”. A puro titolo di cronaca, ricordiamo che una squadra sarda, l’Alghero, partecipa al campionato di serie A, mentre il Capoterra, prende parte al torneo cadetto. Sassari, Cagliari, Nuoro, Olbia e Sinnai giocano, invece, nel campionato di Serie C. In campo femminile , la squadra Grazia Deledda di Cagliari ha partecipato, lo scorso anno, al campionato di serie A, risultando tra le protagoniste. Quest’anno, invece, la squadra isolana, sia per motivi finanziari, sia per problemi legatialla mancanza di adeguati ricambi generazionali, non si è potuta iscrivere al massimo torneo. Per quanto riguarda l’Asd Rugby Oristano, come obiettivi nel beve termine, oltre all’iscrizione alla serie C, ha in cantiere per la prossima stagione l’organizzazione di alcune tappe dei tornei di beach rugby , probabilmente a Torregrande o nel litorale di Arborea, e il varo di una formazione femminile di rugby a 7. Tra gli obiettivi a medio-lungo termine, la non certo facile divulgazione del rugby tra i giovani, attraverso l’insegnamento nelle scuole, dalle elementari alle superiori, e la creazione di una scuola rugby in cui trovino collocazione anche ragazzi diversamente abili (in particolare bambini affetti da sindrome di down). “Per raggiungere questi obiettivi - ha detto Jean Luis Manca - ci siamo iscritti, prima di tutto, alla Fir (Federazione italiana rugby), che ci aiuta nell’organizzazione di corsi per allenatori ed arbitri e nelle forniture di base (palloni, sacchi, ecc..), e poi al registro delle società dilettantistiche senza scopo di lucro, con tanto di direttivo formato da presidente, segretario e consiglieri (composto quasi esclusivamente dagli stessi giocatori), per poter usufruire dei vari contributi statali.” Già da qualche tempo, l’Asd Rugby Oristano organizza delle partitelle in vari paesi della provincia, in modo tale da far conoscere e divulgare, soprattutto tra i giovani, istituzioni e media, uno sport divertente e “sano” come il rugby.
foto di luca piana
Per chi vuole saperne di più, eccovi alcuni cenni storici sulla nascita del rugby.
Ad onta della falsa immagine che in Italia lo relega generalmente tra gli sport brutali, il rugby ha nobili origini, perché nacque in uno dei più aristocratici college inglesi (quello di Rugby appunto, che gli ha dato il nome) anche se si tramanda che fuintrodotto, nel 1066, addirittura da Guglielmo il conquistatore. Secondo la leggenda, il giovane studente William Webb Ellis, durante una partita di calcio, disputatasi nel 1823, afferrò il pallone con le mani (allora era ancora rotondo) e anziché calciarlo come previsto, partì a razzo con la palla in mano verso l'opposta linea di fondo. All'epoca in cui Webb Ellis era a Rugby (1816-1825) non esistevano molte regole standard per il calcio, eil portare la palla prevedeva molte varianti, anche se questa storia apparve, comunque, nel 1876, quattro anni dopo la sua morte. Ad ogni modo, il trofeo della Coppa del mondo di Rugby è dedicato a Webb Ellis e una targa alla "Rugby School" commemora il suo conseguimento. Nell'ottobre del 1863, la Football Association fu costituita con l'intento di standardizzare le varie forme di calcio che venivano giocate all'epoca. Durante una serie di sei incontri, tenuti alla Freemason's Tavern di Londra, rappresentanti delle scuole pubbliche e delle università, insieme a un numero di club indipendenti di spicco, si riunirono per stabilireun singolo regolamento del calcio. La prima stesura prevedeva caratteristiche che sono ora parte del Rugby, come il correre in avanti con la palla ed essere caricati, trattenuti, sgambettati, ecc. Queste regole vennero gradualmente scartate e venne adottata una variante delle "Regole di Cambridge". Nella riunione finale i rappresentanti del Blackheath ritirarono il loro club dall'associazione, a causa della rimozione della regola che permetteva il "backing" (calciare un avversario negli stinchi). Il Blackheath e un numero di altri club continuarono a giocare la loro versione del calcio. Il 26 gennaio 1871, si formò la Rugby Football Union, che portò alla standardizzazione delle regole per tutti i club che giocavano una variante delle regole della Rugby School. Gli anniattorno al 1890 videro uno scontro di culture all'interno del gioco, tra i club del nord composti da lavoratori e quelli del sud composti da "gentleman", sulla natura del professionismo. Il 29 agosto 1895 ventuno club si separarono dalla RFU e si incontrarono al George Hotel di Huddersfield, formando la Northern Rugby Football Union, con il suo insieme di regole, che sarebbe in seguito diventata la Rugby Football League (RFL). Il rugby a 15 fece parte del programma olimpico, e, attualmente, il rugby a 7 è nel programma dei World Games. Le nazionali vincitrici del titolo olimpico sono quelle di Francia nel 1900, di Australia nel 1908, di Stati Uniti nel 1920 e 1924. Secondo ricerche recenti, la nascita del rugby in Italia va collocata tra il 1890 ed il 1895, a Genova, per merito della comunità inglese. La prima partita di rugby in Italia fu unincontro dimostrativo, giocato nel 1910, a Torino, tra il Racing Club de Paris e il Servette di Ginevra. La prima partita disputata da una squadra italiana venne giocata, invece,il 2 aprile dell’anno seguente, a Milano, tra l'US Milanese e i francesi del Voiron. Il 25 luglio venne istituito il "Comitato di propaganda", che in seguito, il 28 settembre 1928, sarebbe diventato la Fir (Federazione italiana rugby). Il primo campionato italiano si svolse nel 1929 e comprendeva sei delle sedici squadre attive in Italia: fu vinto dall'Ambrosiana Milano.
Di pig (del 27/12/2008 @ 00:02:00, in sport, linkato 1274 volte)
Il 31 dicembre 2008, il Marathon Club Oristano chiude l’ottavo anno della sua eccezionale attività sportiva. Otto anni in cui la somma dei chilometri percorsi dagli atleti della società del “millepiedi”, nelle oltre 3700 presenze in gare nazionali e internazionali disputate, è pari a ben una volta e mezzo la circonferenza del pianeta. Un attivismo, quindi, difficilmente riscontrabile nel mondo podistico amatoriale, che non fa che confermare quanto di buono si è sempre detto del sodalizio dell’ottimo presidente, Adriana Muscas. Con la recente maratona di Reggio Emilia, dove gli atleti della società oristanese hanno timbrato l’ennesimo cartellino, il Marathon ha concluso l’annata podistica 2008. Una annata iniziata un po’ in sordina, che poi, al tirar delle somme, ha invece fatto registrare numeri importanti. La società, presieduta dalla fine 2007 daAdriana Muscas, e con un direttivo completamente rinnovato, che ha potuto avvalersi, senza nulla togliere agli altri, delle indubbie capacità burocratico-organizzative del bravissimo segretario Marcello Grussu, del dinamismo dell’inossidabile Michelangelo Lotta,del pragmatismo e della competenza di Antonio Schintu, dopo aver pagato nei primi mesi lo scotto del noviziato, hafatto impennare le quotazioni del Marathon in maniera vertiginosa, come mai era avvenuto prima. Grazie soprattutto al duro lavoro del neo presidente e del nuovo direttivo, il Marathon Club Oristano può vantare, attualmente, 115 atleti (con 27 new entry nel 2008), ben 100 dei quali hanno gareggiato in almeno una occasione ufficiale. I podisti del sodalizio oristanese hanno, infatti, preso parte ad ottantacinque gare, riconosciute come tali dalla Fidal, la Federazione italiana di atletica leggera, ma sono state tante anche le manifestazioni “non ufficiali”, dove si sono registrate le presenze di atleti appartenenti al Marathon Club. Scorrendo il totalizzatore, per l’anno 2008 la società del presidente, Adriana Muscas, vanta complessivamente ben 757 presenze, ripartite tra 56 gare a livello regionale, 21 gare effettuate in campo nazionale e 8 gare disputate all’estero. Essendo il Marathon una società composta da atleti che prediligono la corsa di fondo su strada, le distanze lunghe e medio-lunghe sono state, ancora una volta, il loro naturale scenario di competizione. Le presenze nelle gare fino a 21 km sono state oltre 400, mentre sono stati 210 coloro che hanno preso parte ad una mezza maratona (21 km). Sulla distanza classica della maratona (42 km e 195 metri) hanno gareggiato 129 podisti del Marathon Club,e 9 “ironmen” hanno partecipato ad ultramaratone, con distanze comprese tra i 50 e i 100 km. In quest’ultima specialità merita una citazione particolare il bravissimo Silvestro Pisu, l’uomo d’acciaio del Marathon, nonché attuale vicepresidente dellasocietà, che oltre ad aver brillantemente portato a compimento, in questa stagione, due gare massacranti sulla distanza dei 100 km, “il Passatore” e “ la 100 km degli Etruschi”,si è sempre distinto per il gran numero di maratone portatea termine durante ciascuna annata agonistica. Ma Silvestro Pisu a parte, sono tantissime le inconfondibili canotte biancorosse del Marathon Club Oristano, riconoscibili in tutte le manifestazioni, a qualsiasi livello, visto che i podisti oristanesi sono sistematicamente presenti ai nastri di partenza di tutte le gare più famose. Tra le tante maratone disputate in Italia, ricordiamo la maratona di Roma (24 atleti partecipanti), Treviso (3), Torino (2), Padova (13), Pisa (3), Carpi (10), Venezia (5), Milano (3), Firenze (13). Le ultramaratone del Passatore, la Pistoia-Abetone e quella degli Etruschi, sulla distanza dei 100 km, rispettivamente con 6, 1 e 3 presenze. Per quanto riguarda le partecipazioni all’estero, atleti del Marathon hanno preso parte alle maratonedi Parigi, Londra, Berlino,Amsterdam, Dublino, New York, Madrid e Atene. In alcune di queste gare, oltre a tante buone prestazioni, sono stati registrati anche dei risultati cronometrici di tutto rilievo. Raffaele Leone ha chiuso col tempo di 2h51’18’’ la maratona di Firenze mentre Valentino Solinasha ottenuto 2h57’02’ nella maratona di Berlino. Da sottolineare la prestazione di Giuseppe Stara, che con l’ottimo tempo di 2h46’21’’, ottenuto nella maratona di Milano, si è aggiudicato il titolo di campione universitario italiano. Ma sono tantissimi gli atleti del Marathon Club che hanno concluso la maratona con tempi di altrettanto rispetto, appena sopra le tre ore. Questo, senza scordare che la società oristanese può vantare una numerosa e ottima pattuglia rosa, agonisticamente ed esteticamente parlando. In campo femminile sono da rimarcare le eccellenti prestazioni di Rosalba Miscali con 3h22’08’’, e Maria Antonietta Erdas con 3h24’58”, entrambe ottenute alla maratona di Carpi. Questi ottimi risultati non debbono, comunque, far passare in secondo piano quello che costituisce il vero fiore all’occhiello del Marathon Club, ovvero la passione di tutti gli altri atleti che corrono per puro diletto, senza avere il chiodo fisso del cronometro, per il solo piacere di praticare un sano e corretto stile di vita. I benefici dell’attività fisica a tutti i livelli sono oramai notori, ed anche grazie alla pubblicità, diretta ed indiretta, dell’attività amatoriale del Marathon, crescono costantemente le persone che nel nostro territorio si avvicinano alla corsa. Essere riusciti a rafforzare un gruppo già nutrito, portandolo ai numeri attuali (36 donne e 79 uomini) è il frutto del meticoloso lavoro dietro le quinte del nuovo direttivo capitanato da Adriana Muscas, che punta decisamente, per il prossimo anno, ad aumentare il numero degli esordienti che in questa annata agonistica hanno avuto l’onore di indossare le magliette biancorosse di una società di prim’ordine come il Marathon Club Oristano. (da “La Nuova” – Edizione di Oristano – pag.46)
Altre notizie:
Piccolo vademecum dell'Adoc, l'Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori, per destreggiarsi nella scelta dello spumante. Ora che si avvicina Capodanno "…una selva di sigle e di prezzi disorientano il consumatore e pongono l'ennesimo interrogativo: è un buon acquisto? Vale a dire il prezzo è giusto o si paga la moda e l'etichetta?". Per l'associazione dei consumatori, bisogna innanzitutto tenere a mente che "…le bollicine dello spumante (come quello dello champagne) non sono altro che anidride carbonica, ottenuta dalla trasformazione degli zuccheri contenuti nell'uva. I metodi per ottenere lo spumante sono due: lo charmat e lo champenois o classico, visto che non si può usare la denominazione francese perchè tutelata; quest'ultimo metodo viene indicato in etichetta. La differenza sta nel fatto che con il metodo charmat la fermentazione avviene in tini, mentre con il metodo classico avviene anche in bottiglia, quindi costa di più". Lo spumante di qualità, inoltre, è più alcolico dello spumante semplice. Gli spumanti possono essere DOC (denominazione di origine corollata) e DOCG (denominazione di origine controllata e garantita); vale a dire che sono stati prodotti in una determinata area geografica e soggetti a specifici disciplinari. La traduzione europea di queste sigle è VSQPRD (vini spumanti di qualità prodotti in regioni determinate). Vi sono, inoltre, altre indicazioni: blanc de blancs (solo da uve bianche), brut ed extra brut (secco e secchissimo), brut millesimato (con indicazione dell'annata), sec, demi-sec, doux (secco, semi secco, dolce), cremant (poco frizzante), cuvee (proveniente da diverse uve e/o di prima spremitura) pas dosè o nature (senza aggiunta di sciroppi), a fermentazione naturale (senza aggiunta di gas). Alcuni produttori indicano la data della sboccatura, cioè il periodo nel quale è stato eliminato il deposito nelle bottiglie". Come scegliere allora lo spumante, visto il numero e la complessità delle sigle? "Alcuni elementi di base- sostiene l’Adoc - possono indirizzare il consumatore verso una scelta che prenda in considerazione la qualità, piuttosto che la marca. Preferibilmente scegliere uno spumante con la data della sboccatura. I gusti di ciascuno determineranno poi la scelta relativa alla secchezza e alla quantità di anidride carbonica”.
Un Natale amaro per gli italiani, o almeno più povero. Si sapeva, ma ora ci sono i dati, elaborati dalle organizzazioni dei consumatori. Rispetto allo scorso anno gli acquisti sono calati mediamente del 20% e a risentire particolarmente della crisi sono stati soprattutto gli addobbi della casa (-25%), l'abbigliamento e calzature (-23%) e i giocattoli -10%. Stabili invece i consumi alimentari. Si tratta dei primi dati a consuntivo, cioè a pacchi scartati e cenone mangiato, elaborati dall’associazione di consumatori Codacons secondo cui gli unici settori a far registrare segno positivo sono stati hi-tech e lusso, che hanno retto molto bene in queste festività. Complessivamente la spesa pro capite per Natale (regali, casa, alimentari) non ha superato i 200 euro. «Questi dati non promettono niente di buono per i prossimi saldi invernali - sottolinea il presidente Codacons, Carlo Rienzi - prevediamo infatti una contrazione degli acquisti da parte dei cittadini che potrà arrivare fino al 30% rispetto ai saldi 2007». Secondo i dati dell'Eurochambres, l'associazione delle Camere di Commercio europee, quest'anno i consumi delle famiglie europee sono diminuiti dello 0,3% «…a causa di un generalizzato clima di sfiducia» e le stime per il 2009 confermano «…questa dinamica recessiva per la spesa familiare» (-0,3%) che dovrebbe attestarsi ai livelli simili di quelli del 2008. L'indagine delle Camere di commercio riguarda, però, ancora l'inizio del mese di ottobre e intravede solo una tendenza basata sul pessimismo dei consumatori. Più ottimiste invece le stime degli imprenditori europei e italiani per il 2009: in generale il bilancio tra quelli che prevedono un aumento delle vendite domestiche e quelli che si aspettano una contrazione sale al +13,1. Questa fiducia in Italia è concentrata, soprattutto, nelle regioni centrali, mentre nel resto del territorio le attese sono più contenute: meno del 10% nel Nord e nel Sud e isole. Anche negli Usa arrivano i primi dati sul crollo degli acquisti natalizi. Secondo i dati preliminari raccolti da SpendingPulse - divisione di ricerca di MasterCard Advisors – le vendite al dettaglio relative al periodo compreso tra il primo novembre e il 24 dicembre sono scese infatti tra il 5,5% e l'8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Escluse le vendite della benzina e del settore auto, il calo è stato tra il 2 e il 4 per cento. (da L’Unità)
Il Presidente dell’Automobile club di Oristano, Mario Maulu, è stato riconfermato per il quadriennio 2009/2012, Delegato provinciale della Csai, la Commissione sportiva automobilistica italiana.Mario Maulu è stato eletto nel corso della assemblea provinciale, convocata recentemente per il rinnovo degli organismi federali della Csai.Il 7 gennaio prossimo, in prima convocazione, alle 20, e il giorno successivo, 8 gennaio, alle ore 17 in seconda convocazione, presso i locali dell’'Automobile Club di Cagliari, in via Palomba, verrà eletto il nuovo Delegato Regionale.
Di pig (del 30/10/2008 @ 17:30:10, in sport, linkato 808 volte)
Tra i tanti articoli da “taglio basso” che ho letto in questi giorni, uno mi ha particolarmente colpito. In un periodo in cui a trionfare, a catalizzare l’attenzione della pubblica opinione, a far notizia, è soprattutto l’immagine (reale o fittizia che sia) del “divo” in senso lato, portare alla ribalta della cronaca la storia di un perdente è, a mio modesto avviso, opera meritoria e coraggiosa allo stesso tempo. Emanuela Audisio su “la Repubblica” ha proposto all’attenzione dei lettori la storia di Peter Buckley, inglese di 39 anni, di professione pugile. Fin qui niente di eccezionale, se non fosse che Buckley ha perso più combattimenti di qualsiasi altro pugile al mondo, ed ora ha deciso, dopo aver incassato un numero incalcolabile di pugni, di appendere i guantoni al fatidico chiodo. Dagli appassionati il pugilato viene definito la “nobile arte”, perché esalta le caratteristiche migliori dell’uomo: coraggio, forza, intelligenza. A queste il pugile inglese ne ha aggiunta una tutta sua: la nobile arte della sconfitta.
Se ne va il re dei perdenti, quello della carriera all'incontrario, quello che il gong l'ha sentito sempre dal tappeto. Il più grande professionista della sconfitta: 256 match persi su 299. Una disgrazia più che una statistica. Peter Buckley, pugile inglese di Birmingham, a 39 anni striscia fuori dal ring. Ha combattuto più di ogni altro al mondo. E non ne può più di occhi neri e di stringere i denti fino all'ultima ripresa. Anche se negli ultimi cinque anni ha rimediato 88 sconfitte consecutive Buckley, che ha attraversato cinque categorie e quattro generazioni di pugili, sul ring non si è risparmiato e ha sempre resistito fino all'ultima ripresa. Un eroe dell'insuccesso, uno che ha incontrato 18 futuri campioni del mondo e si è fatto stampare la faccia da tutti. Altro che Rocky, lo chiamano "The Professor". Nessuno come lui sa insegnare l'arte del non restare in piedi. L'hanno anche premiato nel 2003, per la sua onesta e tenace ricerca della sconfitta, lui ha ritirato la medaglia e poi è andato a farsi picchiare ancora una volta. Però non è un masochista, infatti domani si ritira, sarà la sua ultima volta da perdente, il match numero 300, contro un welter, quasi debuttante, Matin Mohammed, con cui ha pareggiato venti giorni fa, nel risultato più eccitante delle sue ultime cinque stagioni. Non vuole essere una maglia nera anche nella vita. "Prendere pugni non è entusiasmante. Ho una figlia e una bella casa, voglio godere un po'". Chissà se ci riuscirà. Non è il primo ad aver costruito la sua fama sulla capacità di perdere. E di riperdere. Anche Chuck Wepner, a cui Sylvester Stallone si è ispirato per il personaggio di Rocky, è stato un vero pugile, ha preso un sacco di cazzotti e ha avuto una carriera poco invidiabile. Sulla sua faccia tutti hanno fatto tutto. Non serve prova: 300 punti di sutura bastano e avanzano. Coma basta il soprannome: "Il sanguinante di Bayonne". Wepner fu l'ultimo a combattere nel 1970 contro Sonny Liston. E a straperdere: 120 punti sul viso, un martirio, un rattoppo continuo. A lui si deve una delle migliori battute sulla boxe. Quando infatti chiesero a Liston se Wepner fosse stato l'avversario più coraggioso mai incontrato lui rispose: "No, lo è il suo manager". Ma almeno il vero Rocky, sconfitto da Ali per ko tecnico all'ultima ripresa, si è preso l'unica soddisfazione della sua carriera, quella di mandarlo al tappeto al nono round. Anche se Ali dichiarò di essere scivolato. C'è una foto che ritrae proprio quel momento: Ali che cade all'indietro e Wepner, con la faccia e la ciccia sudata e l'aria di chi non crede ai miracoli, che lo guarda dubbioso: oddio, mica lo avrò mandato al tappeto?Buckley che non hai combattuto per un titolo importante sogna l'impossibile davanti alla folla di casa. Lasciare non a testa bassa, ma a braccia alzate, sarebbe la sua 32esima vittoria dopo 256 sconfitte. Il segno che andare indietro stanca e che almeno per una volta, per la mitica ultima volta, è bello ripartire con la sensazione di non essere quello che resta con i lividi. Anche se non si illude: "La boxe mi ha salvato dal finire in prigione, mio padre è morto che avevo 15 anni, ero un delinquente da strada. La palestra è stata la mia casa, ero sempre lì ad allenarmi e a disposizione, ho accettato chiamate anche all'ultimo momento, anche alle otto di sera. Se c'era un buco da tappare nelle riunioni arrivavo io, pronto a sostituire ogni avversario, mai detto no a nessuno, spesso sono salito sul ring con gli occhi ancora neri per la sconfitta precedente. Non do la colpa a nessuno, mi sono sempre gestito la carriera. E' che ad un certo punto è stato più conveniente perdere, anche se da professionista della sconfitta non mi sono mai buttato via". In America, paese che non vive bene il mito del perdente, una commissione ha proposto la perdita della licenza pugilistica alla decima sconfitta consecutiva dell'atleta, ma in Inghilterra l'unico criterio è l'idoneità medica. Purtroppo il suo non è un record: 31 successi, 256 sconfitte,12 pareggi sono un inferno sportivo, ma non bastano per finire nel Guinness dei primati che appartiene all'americano Reggie Strickland con 363 matches e 276 incontri persi. Strickland, che ha 5 figli e viene da una famiglia di pugili, tutti asini come lui, chiede subito (prima di combattere) i soldi, si accontenta anche di 100 dollari, al massimo una volta ne ha guadagnati 3.500, molto meglio del suo salario da cuoco. Viaggia su un camioncino, e prende seriamente la sua carriera da loser. Non si lamenta che alcuni stati, Ohio, Illinois, New Jersey e Pennsylvania e Nevada, l'abbiano bandito con la motivazione: "Uno che campa sulla sconfitta non è morale". Lui si difende: "So come non farmi male. E poi come farebbero i vincenti senza i perdenti?". Già, andatelo a dire a Raymond Poulidor, 14 Tour senza una maglia gialla, che nel '73 la perse per 80 centesimi di secondo nel prologo di Scheveningen, per colpa o merito di Zoetemelk. E che come ricorda Gianni Mura sulla sfortuna scoprì la sua filosofia che spiegò così: "Più ero perseguitato dalla iella, più ero popolare, più facevo soldi. Un giorno mi sono chiesto seriamente: a cosa serve vincere, se perdendo sono più amato e famoso di quelli che mi hanno battuto?". Domanda che non si pose mai il re della maglia nera, Luigi Malabrocca, detto Luisìn, sempre ultimo, ultimissimo, perché così riusciva a guadagnare due lire e a battere la miseria. Al Giro d'Italia andava in fuga dietro al gruppo, entrava nei bar e non ne usciva più. Ultimo nel '46 a 4h. 9'34'' da Gino Bartali: un'impresa. Ultimo nel '47 a 5h.52'20'' da Fausto Coppi: un capolavoro. Un uomo solo in coda, Malabrocca. Fino a quando non arrivò un altro campione nella lotta al fuori tempo massimo, Sante Carollo, che nel '49 lo fregò con la complicità dei cronometristi, che spazientiti, non aspettarono Luisìn al traguardo e gli attribuirono lo stesso distacco del gruppo. Così Carollo gli soffiò la maglia nera e Malabrocca dalla delusione lasciò il ciclismo. Chi vince non sa mai quello che si perde. (Emanuela Audisio - la Repubblica).
Altre notizie:
ll consiglio comunale di Oristano è stato convocato per giovedì 6 novembre, alle ore 18, presso la Sala Consiliare del Palazzo degli Scolo per la discussione del seguente Ordine del Giorno: 1) Approvazione verbali sedute consiliari del 29-30 settembre 2008 e del 6-14-16-20 ottobre 2008. 2) Interrogazioni e interpellanze: Interpellanza urgente gruppo PD: Servizio dei parcheggi a pagamento. 3) Mozione urgente dei consiglieri Solinas-Marras-Serra: “Cambio di sede della manifestazione Sardegnacavalli”. 4) Mozione urgente gruppo FP: Progetto di risanamento e costruzione della piazza “Case Minime”. 5) Ordine del Giorno IV Commissione Consiliare “Casa di Riposo Eleonora d’Arborea”. 6) Mozione gruppo PD: “Riconversione struttura Colonia Marina di Torregrande, ex E.C.A., in un centro di riabilitazione e soggiorno climatico per pazienti affetti da patologie dell’apparato respiratorio”. 7) Designazione di sei rappresentanti del Consiglio Comunale, e di cinque rappresentanti degli operatori del settore, per il rinnovo della Commissione Comunale per lo Sport.
Cinque persone sono state arrestate al termine di un'operazione che ha consentito di stroncare un traffico internazionale di droga tra il Nord Europa e la Sardegna. Dall'Oristanese le partite di stupefacente venivano poi smistate in Ogliastra e in Barbagia. I carabinieri della compagnia di Ghilarza hanno eseguito i cinque arresti oltre che nell’alto Oristanese, anche a Tortolì e Desulo. Gli arrestati, fra i quali alcuni pregiudicati, sono stati rinchiusi nel carcere di Oristano. Sono accusati di traffico, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di cocaina e marijuana, in concorso. L'indagine ha permesso di accertare movimenti di stupefacente per circa un chilo di marijuana e circa ottocento grammi di cocaina. I carabinieri mantengono ancora il riserbo ma, a quanto si è appreso, l'organizzazione dei cinque arrestati aveva al proprio interno un finanziatore, un intermediario fra i canali esteri e regionali, e un corriere fra l'Oristanese, l'Ogliastra e la zona di Desulo, e due detentori-spacciatori. Durante l'operazione sono stati impiegati quaranta militari e dieci autoradio con l'ausilio di un mezzo aereo dell'Elinucleo di Elmas.
Ladri in azione a Terralba, dove la notte scorsa sono stati presi di mira gli uffici della Finanziaria Xelion del Gruppo Unicredito, in piazza mercato, al centro della cittadina. Entrati da una finestra, i malviventi sono riusciti a forzare la cassaforte a muro ed a impadronirsi di circa trecento euro e di alcuni oggetti in oro di proprietà dell'agente finanziario. Secondo gli inquirenti, il colpo è stato messo a segno mentre a Terralba imperversava un violento temporale: i tuoni hanno coperto i rumori di una mazza da muratore, o di uno strumento simile, usato per l'apertura della cassaforte.
Di greg (del 16/09/2008 @ 00:00:05, in Sport, linkato 1232 volte)
“Mens sana in corpore sano” (letteralmente, una mente sana in un corpo sano). Chissà quante volte avete sentito citare la locuzione latina del poeta Giovenale, secondo il quale l’uomo dovrebbe aspirare soltanto a due beni: la sanità dell’anima e la salute del corpo. Oggi alla frase si attribuisce un senso diverso: per avere sane le facoltà dell’anima, bisogna avere sane anche quelle del corpo. Un corpo sano e in salute aiuta, infatti, la mente a dare il meglio di sé, ma è indubbio che è altrettanto vero il contrario. E di corpo e mente, e, in particolare, di “correre col corpo e con la mente”, si parlerà, fra l’altro, in un convegno dal titolo “La maratona, uno sport per tutti: dall’amatore al campione”, che si terrà a Cabras, il 27 settembre, alle 9, presso la sala convegni del Museo Civico lagunare. L’incontro è organizzato dall’Arca (Associazioni regionali cardiologi ambulatoriali) Sardegna, Sic Sport (Società italiana di cardiologia dello Sport), Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) Sardegna, con il patrocinio del Comune di Cabras. Sono tantissimi, e di notevole interesse, gli argomenti che i relatori affronteranno nelle tre sessioni in cui è stato diviso il convegno: “La forma fisica ottimale”, “Il cuore e la testa nella maratona” e “Il giusto ritmo per arrivare a New York”. Come si può constatare, i temi trattati saranno utili ad ampliare le conoscenze di tutti coloro che praticano la corsa in generale, e la maratona in particolare, sia a livello agonistico, che amatoriale. E quanto sia importante il movimento, in una società tendenzialmente sedentaria, è ormai risaputo, tant’è che medici, giornali specializzati sulla salute e mezzi d’informazione in generale, non perdono occasione per consigliare, oltre a una sana e corretta alimentazione, la corsa come la panacea di tutti i mali. Il benessere fisico e la cura del proprio corpo, in un periodo storico in cui l’immagine conta molto, hanno poi fatto il resto. Ecco perché è in continua crescita il numero di coloro che decide di indossare maglietta, calzoncini e scarpette da running, per dedicarsi alla corsa. La spinta primaria per una corsetta domenicale è sempre la stessa: buttare giù qualche chilo di troppo. Se poi, contemporaneamente, correndo all’aria aperta si tiene sotto controllo l’ipertensione arteriosa, diabete e colesterolo, e ci si rilassa dopo una stressante settimana di lavoro, tanto di guadagnato. Sia per il neofita che per l’atleta esperto, la sensazione di benessere che la corsa riesce a dare è dovuta all’elevata produzione di endorfine (sostanze proteiche con una struttura simile a quella della morfina e di altre molecole derivanti dall’oppio), che vanno a legarsi a ricettori situati nel sistema nervoso centrale. Di conseguenza, e, naturalmente, con le debite proporzioni, si avvertono sensazioni “scientificamente” analoghe a quelle prodotte dalla morfina, come il cambiamento d’umore prima e dopo la corsa, e una maggiore capacità di sopportazione del dolore. Secondo lo psicologo americano, William Glasser, le tossicomanie negative (droga, alcol, tabacco) possono essere combattute in maniera efficace praticando la corsa, che, dando luogo alla formazione di endorfine, provoca una forte sensazione di benessere. Secondo Glasser, la corsa è vista come una sorta di tossicodipendenza positiva, che apporta all’organismo notevoli benefici. A dire il vero, le affermazioni di Glasser sono state considerate da altri studiosi delle esagerazioni, perché se è fuor di dubbio, che la corsa comporti dei benefici, che possa, però, addirittura combattere (da sola) droga, alcol e tabacco, sembra proprio una forzatura. Quel che è certo è che dopo aver iniziato a correre, anche per pochi minuti, difficilmente poi si abbandona. Anzi, man mano che si procede nella corsa, e ci si rende conto che i chilometri percorsi aumentano, la “dipendenza” si moltiplica. Dal giro del quartiere alla corsetta fuori porta il passo è breve.Così com'è facile, subito dopo, arrivare ai 5-10 chilometri. Un ottimo viatico per giungere, gradatamente, ai 21 km, che altro non sono che mezza maratona. A quel punto scatta immediatamente nel cervello un meccanismo, che porta a dire: se ho fatto 21 km, perché non posso arrivare a trenta? E una volta percorsi trenta chilometri, state pur certi che il traguardo dei fatidici 42 km e rotti di una maratona diventano, da quel momento, un piacevole chiodo fisso. La maratona non è, infatti, un’impresa improba; basta allenarsi con costanza.E’ doveroso sottolineare, per chi comincia a correre (ma anche per chi corre abitualmente), l’importanza di una scrupolosa visita medica. Così come dice nel suo libro “Correre è bello”, Enrico Arcelli (medico sportivo, dietologo, preparatore atletico), è molto meno rischiosa l’attività fisica che la continua inattività. Ma è altrettanto vero, statistiche alla mano, che attraverso le visite mediche è risultato che circa l’80% delle persone hanno problemi al cuore, e che, quindi, rischiano la cosiddetta “morte improvvisa”. Questo significa che, con controlli meticolosi, almeno quattro morti improvvise su cinque possono essere evitate. E la quinta? Secondo Arcelli, un individuo ritenuto oggi perfettamente idoneo alla pratica sportiva, anche a livello agonistico, dopo qualche settimana potrebbe morire in gara o durante un allenamento. Per Arcelli certe patologie, infatti, possono sorgere improvvisamente (come nel caso della miocardite), mentre altre non possono essere identificate in nessun modo, come, ad esempio, la debolezza di un vaso sanguigno del cervello, che si può rompere senza preavviso e provocare un’emorragia. Senza fare dell’inutile allarmismo, è indubbio che quanto affermato da Arcelli non debba essere sottovalutato. A questo proposito, molto nel campo della prevenzione possano fare le società sportive, che devono sottoporre i propri tesserati a delle visite mediche (così come previsto dalla leggi federali) le più accurate possibili, senza accettare certificati di comodo rilasciati da medici compiacenti. Pratica, questa, che in passato era diventata un’incosciente consuetudine, e che (anche se nessuno lo ammetterà mai) persiste tuttora, anche se in misura minore. Per evitare di mettere a repentaglio la salute degli atleti, e la responsabilità legale dei presidenti, basterebbe che la Fidal preveda, durante la stagione agonistica, delle ulteriori visite a campione, in strutture di sua fiducia, espellendo dalla federazione chiunque dovesse rifiutarsi. E la classica scoperta dell’acqua che, contrariamente a quanto accaduto in passato, potrebbe salvare delle vite umane. Non ci sembra poco.
Altre notizie:
Una mozione urgente, sull'acquisizione e recupero dei fabbricati adiacenti al Teatro Civico '“Antonio Garau", e stata presentata dai consiglieri comunali del Pd, Pietro Arca, Peppino Marras, Francesco Federico, Marino Marchi, Efisio Sanna, Gianni Sanna, Maria Grazia Schintu. Questo, il testo integrale:
Il Consiglio Comunale
Premesso che la politica di acquisizione immobiliare costituisce il perno dell'azione pubblica nel recupero del Centro Storico;
Ravvisata l 'opportunità che alla normativa di tutela tipologica e di rivalutazione della forma urbana del nuovo piano particolareggiato del Centro Storico deve essere affiancato un quadro d’interventi dell'Amministrazione Comunale, rivolti al recupero di aree e fabbricati da destinare e riconvertire a pubblici servizi;
Considerato che nell'edificio la parte ancora di proprietà privata è costituita da un piano terra servito da due fornici di accesso, ubicati sul fronte della via Parpaglia, e da un piano primo in cui sono ricavate due unità immobiliari distinte, i cui vani finestra gravitano parzialmente su una corte interna di proprietà pubblica a servizio dell'impianto teatrale.
Delibera
Di impegnare il Sindaco e la Giunta affinché mettano in essere tutte le iniziative volte ad ottenere i finanziamenti necessari per l 'acquisizione dei fabbricati adiacenti al Teatro Civico "Antonio Garau ".
(Il Gruppo del Pd)
Mercoledì 17 settembre, alle 10, presso l’Hotel ISA di Oristano, si terrà la conferenza di presentazione del Comitato Provinciale del Referendum per il SI, per abrogare la Legge Regionale 25 novembre 2004, n. 8, recante “Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la Pianificazione Paesaggistica e la tutela del Territorio Regionale”. Successivamente si terranno altri sei appuntamenti territoriali:
20 settembre – ore 10.00 – Ghilarza – “Auditorium Comunale”
20 settembre – ore 17.00 – Terralba– “Salone Parrocchiale”
26 settembre – ore 16.30 – Ales – “Aula Consiliare dell’Unione dei Comuni”
27 settembre – ore 10.00 – Tresnuraghes – “Centro di Aggregazione Sociale”
27 settembre – ore 17.00 – Cabras – “Museo Civico”
(Per il coordinamento del Comitato per il SI, Pasquale Onida)
Ultim’ora:
Si conoscerà tra pochi giorni (ma, probabilmente, non prima di sabato, quando si riunirà di nuovo l'Assemblea costituente del partito) la decisione del giudice del Tribunale civile, Gianni La Rocca, sul ricorso presentato da Antonio Lai, consigliere provinciale e vice sindaco di Quartu, contro l'elezione di Francesca Barracciu, segretario regionale del Partito Democratico, avvenuta il 27 luglio scorso, a Tramatza. L'ha stabilito, questa mattina, il giudice nella seconda udienza, alla quale erano presenti l'avv. Giuseppe Macciotta, per Francesca Barracciu, e Guido Chessa Miglior per Tonio Lai. Il dottor La Rocca ha acquisito, 15 giorni fa, il documento della Commissione di garanzia nazionale del Pd, che ha sancito la legittimità dell'elezione a segretario della Barracciu. Secondo l’avvocato Macciotta “…la decisione dei Garanti preclude la competenza del giudice ordinario e la convocazione dell'Assemblea costituente per il prossimo 20 settembre, con all'ordine del giorno la mozione di sfiducia della segretaria, presentata dall'area che fa capo all'ex segretario Antonello Cabras, e fa venir meno anche la questione di urgenza”.”La commissione di Garanzia non e' un arbitro - ha sottolineato, invece, l'avv. Chessa Miglior - ma ha dato un indirizzo piu' politico che tecnico, in quanto ha funzioni di vigilanza, mentre l'urgenza viene rafforzata proprio dalla decisione dei Garanti”. (ANSA).
Di pig (del 24/08/2008 @ 13:00:03, in sport, linkato 808 volte)
Gli amanti del calcio della mia generazione hanno avuto una particolare predilezione per i calciatori che indossavano la maglietta n.10. Chi portava quella maglia era, infatti, l’elemento tecnicamente più dotato della squadra, quello con maggior inventiva e fantasia, colui che con il suo estro riusciva, più degli altri, ad accendere l’animo dei tifosi. Insomma, spesso e volentieri il n.10 era un autentico fuoriclasse. Era, quello di allora, un calcio dove la tecnica pura veniva prima di ogni altra cosa; dove l’abc veniva insegnato con l’uso continuo dell’attrezzo del mestiere: il pallone; dove non era necessario per emergere avere un fisaccio, ma piedi buoni e, calcisticamente parlando, un ottimo cervello. Era, per farla breve, un calcio dove gli interpreti di spessore non erano dei robot costruiti in laboratorio, ma veri artisti che dipingevano con la palla. La differenza, tra i “veri” numeri dieci del mio calcio preistorico e quelli di adesso, è la stessa che passa, con tutto il rispetto, tra un pittore ed un imbianchino. Artisti che hanno fatto la storia del calcio, come Pelè (a mio avviso il più grande di tutti), Sivori, Rivera, Platinì, Maradona, Baggio, solo per citare quelli che, a mio modesto avviso, meritano un posto assicurato nel paradiso pallonaro, resteranno per sempre nel cuore dei tifosi di tutto il mondo. A proposito di Roberto Baggio, uno tra i calciatori italiani più amati, e non solo dai supporters delle squadre dove ha militato (Fiorentina, Juventus, Milan, Bologna, Inter, Brescia), dopo quattro anni dal suo addio al calcio ha rotto un lungo silenzio, spiegando in un’intervista su “La Repubblica”, rilasciata a Ivan Zazzaroni, perché non ha voluto e non vuole un “dopo” nel mondo del pallone. Questa l’intervista:
Passi vent'anni sperando che torni il più presto possibile e gli altri venti augurandoti che non torni più. Perché hai invocato ostinatamente il miracolo: il rientro sempre più rapido dall'infortunio sempre più grave, per la voglia di rivedere in campo le sue giocate e la sua fantasia. E perché, soltanto dopo il ritiro, hai scoperto che l'uomo con i suoi desideri più semplici aveva preso il posto del campione e delle emozioni uniche che sapeva regalare. Dalla normalità della straordinarietà alla straordinarietà della normalità: un percorso che Roberto Baggio ha saputo compiere senza ostentazioni, con umiltà e tenacia. In mutande l'avevo lasciato quattro anni fa, Milan-Brescia l'ultima partita, e in mutande me lo ritrovo di fronte in un giorno d'agosto, "nel limbo del nulla estivo". Altavilla Vicentina, una strada in salita e una mezza curva a destra prima del portone di legno: Robi è rientrato un paio d'ore fa da Asiago e ha cominciato a tagliare l'erba con una macchina moderna eppure rumorosissima. Ettari di prato all'inglese. I pantaloni li ha sacrificati al caldo e all'umidità, ha tenuto addosso soltanto una camicia verde bottiglia e un berretto calzato alla ciclista. Sul berretto è impressa una delle tante battute importate dall'Argentina, "que perro camorrero...", "che casinista...". Indimenticabile la volta in cui Robi si presentò a Lippi - stagione nervosamente interista - con la scritta "matame si no te sirvo", ammazzami se non ti servo. Sudato, le cicatrici che gli segnano le ginocchia e raccontano la sua storia più tormentata, conserva ancora il brillantino al lobo sinistro. "Negli ultimi mesi ho ripreso qualche chilo", quasi si scusa, "colpa del vino. Quando sono a tavola non so resistere a un paio di bicchieri di prosecco bello fresco, soprattutto in giornate come questa. Se smetto per un mese, di chili ne perdo subito quattro o cinque. E poi ho un metabolismo che fa schifo: ingrasso soltanto guardandolo, il cibo. Sono fuori registro, da sempre. Quanti aerei ho perso per colpa dell'antidoping quando giocavo. Catania, Lecce, Napoli, troppe volte mi è toccato dormire fuori e rientrare da solo la mattina seguente. Finivo la partita totalmente disidratato: le funzioni riprendevano dopo sei, sette ore. Ti lascio immaginare cosa accadeva dopo una notturna. Soltanto negli ultimi due anni a Brescia sono riuscito a risolvere il problema, evitando di fare pipì nelle ore che precedevano la partita. Poi, però, mi toccava tenerla per novanta minuti". Cosa fa Baggio? come vive? quando torna? ma ha voglia di tornare? si annoia senza il pallone? davvero non gli manca? e i vuoti come li riempie? Sempre le stesse domande per quattro anni, quelli dell'assenza. Poste con un affetto e un rispetto speciali però. "Sto bene, sul serio. Questo che vedi è il mio mondo, la casa, il prato, il bosco, il capanno, gli uccelli, il magazzino. Non credo che potrei azzerare tutto per risalire sulla giostra, oggi. Un altro trasloco non è possibile e in questo momento neanche lo desidero. Siamo in cinque, devo pensare innanzitutto ai figli, diciotto, quattordici e tre anni: hanno il diritto di essere seguiti da vicino. Mi godo la libertà di guardare con fiducia a ciò che li attende. Con tutte le cose che devo fare non ho il tempo per annoiarmi, e in fondo un po' di noia l'avevo messa in conto. Mi sento padrone delle mie giornate, è una sensazione fantastica. Avevo a lungo sognato di potermi permettere una vita del genere: di non avere più presidenti, direttori, allenatori, obblighi, scadenze, orari da rispettare. Quel che dovevo fare l'ho fatto, al calcio ho dato tutto me stesso. Fin da quando ero ragazzino, domandalo a mio padre, non ho pensato ad altro. Allenamenti, ritiri, viaggi, alberghi, partite e ancora allenamenti: mi sembrava di essere Cutolo... Non ho fatto un passo indietro, ma due avanti". Soprattutto come uomo. "Non mi va di fare discorsi troppo seri ma questo pezzo di vita l'avevo preparato. Se ci pensi, in quattordici anni di amicizia e collaborazione con Vittorio (Vittorio Petrone, il suo agente, ndr) non abbiamo mai progettato una seconda carriera, un dopo nel calcio. Volevo vedere com'è il mondo, provare il gusto delle cose semplici e fare a tempo pieno tutto quello che da calciatore mi era permesso di fare per solo venti giorni all'anno. Anche frequentare gli amici: l'amicizia è il più alto valore dell'essere umano, come mi ripeteva Ikeda, il maestro". Al polso destro porta due braccialetti di gomma con la stessa scritta, "Heroes Company". Spiega che è una delle iniziative che lo impegnano maggiormente. "Un'organizzazione no profit che ho fondato con Vittorio un anno fa, settembre duemilasette. Eravamo ospiti in un villaggio a una settantina di chilometri da Vientiane, la capitale del Laos, dove avevamo portato degli strumenti didattici per combattere l'aviaria - da sei anni sono ambasciatore della Fao. Mi aveva conquistato il lavoro dei volontari, gli eroi moderni, e ho sentito il desiderio di dare una mano. Lì è nata Heroes Company. Da mesi stiamo progettando interventi di assistenza alle persone rimaste ferite in modo grave dalle mine anti-uomo, donando arti artificiali. Sogno anche di andare in Birmania per consegnare al Nobel per la Pace San Suu Kyi - agli arresti domiciliari - il riconoscimento che le hanno assegnato il presidente Napolitano e Walter Veltroni, da sindaco di Roma. È stata lei a volere che fossi io a riceverlo al suo posto. Il problema è che in questo momento sia io sia Vittorio siamo nella black list degli indesiderati dal governo birmano". Robi sembra appagato, in perfetta armonia con le cose che lo circondano. E al presente. Gli unici ritorni che si concede sono quelli dall'Argentina, dalla Pampa. Il più recente a fine luglio. Mi mostra una foto scattata dopo una battuta di caccia: la metà del cinghiale di oltre due metri che ha centrato nella notte. "Di giorno animali di queste dimensioni non li vedi. Un maschio di 168 chili, furbo, doveva averne viste di tutti i colori: conosceva il cacciatore, le cartucce, i cani, li sentiva a chilometri. Tre uscite a vuoto e finalmente l'abbiamo incrociato di nuovo. Nelle sere precedenti avevamo incontrato soltanto femmine e piccoli, e le femmine e i piccoli non si toccano. Riuscire a pensare come l'animale che stai inseguendo, anticiparne le mosse è un gioco alla pari: istinto contro istinto, esperienza contro esperienza. E siamo nel suo territorio. Sapessi quanti contadini ci chiamano per chiederci di fermare i cinghiali che devastano i loro campi... Diverse volte ho provato a spiegare il mio rapporto con la caccia, senza riuscirci. Soltanto chi la vive con il mio stesso entusiasmo e rispetto può capire". Da una prima vita costruita con i piedi a una seconda fatta con le mani, nuovi strumenti, nuovi temi, nuovi elementi. Robi colleziona gabbie per uccelli, le restaura personalmente: ne ha più di duecento. E specchietti per le allodole: ne possiede di inglesi, di francesi, dei primi del Novecento. E poi richiami, stampi, anatre di legno povero annerite col catrame: quattro appartenevano a Giacomo Puccini ("le ho trovate sul lago di Massaciuccoli dove andava a caccia"). Lavora volentieri e con insospettabile abilità il legno, ha anche rimesso a posto un barcone da pescatori acquistato a Grado. L'ha piazzato al centro di una delle tre stanze dedicate a questa sua passione. Poche le tracce di calcio, nella villa su tre livelli. Alle pareti foto di Ronaldo, Zamorano, Zanetti con Valentina e Mattia (i due primi figli di Baggio, ndr). Il Pallone d'oro ha il posto più nobile, nel corridoio che porta alla camera da letto e di fianco ai primi scarpini, del numero ventotto, che sua madre gli ha restituito trentatré anni dopo, quando Robi ne ha fatti quaranta. Le maglie ci sono tutte, riempiono una serie di armadi bianchi chiusi a chiave, di sotto, nel magazzino. "Non le ho mai mostrate a nessuno, ne avrò più di seicento, quella di Maradona ai Mondiali, di Pelé nel Santos, e poi Van Basten, Gullit, Zico, Baresi. Ho conservato anche le scarpe e le tute". Un ordine sorprendente, quasi maniacale. "Tengo dietro a tutto io. Non ho più bisogno dei fuochi d'artificio, ma neppure di sacrifici. Ricordo gli anni con Sacchi in Nazionale, ogni stagione con lui ne valeva cinque con un altro. Non staccava mai. Tra campionato e coppe giocavamo la domenica, il mercoledì e di nuovo la domenica. Ci allenavamo tutti i giorni, anche il trentuno dicembre e il primo gennaio e, insomma, lui nella settimana libera, a febbraio mi pare, si inventò gli stage alla Borghesiana. Campo, pranzo, videocassette, e ancora campo. Quando mi riusciva di scappare a casa per un giorno mi sembrava di entrare in Paradiso. La fatica era soprattutto mentale, per uno spirito libero come il mio. A Vale, a Mattia ho portato via quattordici anni di presenza". Ricicla una delle sue battute: "Leonardo, il mio più piccolo, quando mi ha visto la prima volta ha urlato: nonno!". Una doccia rapida, il codino non c'è più da un pezzo: capelli corti e grigi, comodi. Mi porta a pranzo a dieci minuti d'auto da Altavilla: da Benetti, che curiosamente si chiama Romeo, alleva gustosissimi polli ruspanti e coltiva amicizie di qualità, da Mario Rigoni Stern ("abbiamo trascorso tante giornate insieme e non mi ha mai parlato dei suoi libri, se non una volta, alla vigilia di Natale di qualche anno fa, quando sottolineò il rapporto tra la ricchezza di oggi e la miseria di allora: è stata una grande perdita") a Gian Antonio Stella, a un altro straordinario giornalista, Gigi Riva. Con noi c'è Claudio, il padre della moglie di Roberto, Andreina. Chiacchierano senza soluzione di continuità - e bevono - in veneto strettissimo, una lingua che si apre ogni tanto al calcio. "Quando Berlusconi e Galliani hanno cominciato a parlare di Ronaldinho", dice Robi, "ho capito che l'avrebbero preso. Al Milan sono fatti così, amano quel genere di giocatore: volevano costruire un blocco brasiliano e soprattutto recuperare Ronaldinho stimolandolo con la concorrenza di Kakà e Pato. Non può permettersi di arrivare terzo nel suo Brasile. Non so cosa gli sia capitato a Barcellona, ma qualcosa dev'essere successo perché a un certo punto Rijkaard non l'ha più convocato e hanno cominciato a far uscire voci su presunti dissapori con Eto'o, ai quali non ho mai creduto. Se hai Ronaldinho non lo tieni in panchina. A meno che tu non abbia un motivo molto serio. Adesso il Barcellona lo allena il mio amico Pep Guardiola: un tipo molto intelligente, gli auguro di ottenere i successi che merita. Ha iniziato alla grande, nei preliminari di Champions". Un secondo di silenzio prima di parlare di Inter. "Mancio si è tagliato la testa da solo dopo la partita col Liverpool, lì l'allenatore mi ha ricordato il calciatore. Un giocatore formidabile ma con un limite, o almeno così dice la sua storia: nelle sfide che contavano andava in difficoltà". Un'altra pausa e una sorta di affondo: "E non era, non è il solo. Rimpianti? Piuttosto pensieri che ogni tanto si riaffacciano. Il tiro al volo nella partita con la Francia ai Mondiali del '98, ad esempio. In quell'occasione Barthez scivolò ma io me ne accorsi in ritardo, quando avevo già preparato la battuta di prima intenzione. Se fossi stato più freddo, avrei segnato di sicuro e non ci avrebbe più fermato nessuno".
Di greg (del 19/08/2008 @ 14:30:30, in sport, linkato 2043 volte)
Rombo dei motori a distanza in quel di Cuglieri. Fervono, infatti, i preparativi per l’allestimento della diciottesima edizione della cronoscalata “Cuglieri - La Madonnina”, in programma domenica 7 settembre 2008. La gara di velocità in salita, inizialmente programmata per il 7 luglio, ha trovato una nuova collocazione nel calendario nazionale, poiché nella data prevista era concomitante con la sagra di San Costantino, a Sedilo. Si è preferito, quindi, di concerto con la Prefettura di Oristano, trovare una data che consentisse di assicurare un adeguato servizio d’ordine. La manifestazione, organizzata dall’Aci di Oristano e dalla Ichnusa Pro Motor’s, è patrocinata dalla Provincia di Oristano, che ha provveduto a preparare un percorso di prim’ordine, con la distesa di un nuovo manto d’asfalto. Cosa, questa, che oltre a garantire una maggiore sicurezza per la viabilità ordinaria, consentirà di realizzare prestazioni sportive certamente superiori. L’edizione 2008 vedrà un’importante novità: la formula delle due manches e la classifica che verrà stilata sommando i tempi delle due prove. Oltre agli specialisti nostrani, guidati da Franco Lasia, vincitore assoluto della passata edizione, saranno presenti il pilota reggino Carmelo Scaramozzino, al volante della Breda BMW; l’abruzzese Stanislao Bielaski, che disporrà della Lucchini BMW; e l’orvietano Fabrizio Fattorini, già vincitore della edizione numero 16, al volante della Osella PA 21 Honda. Da seguire con particolare attenzione, su un tracciato così impegnativo, la potente Chevrolet Corvette del fiorentino Silvano Brandi. Tra le ladies, assieme alla fiorentina Silvana Defeo, che disporrà della Mazda MX 5, saranno in gara Patrizia Melis, sempre più a suo agio con la Renault Clio V6, Martina Siddi e Roberta Locci, mentre sarà assente Alessia Zuncheddu. Difficilmente potranno essere presenti, perché impegnati nella concomitante Pedavena Croce D’Aune, il campione sassarese Omar Magliona, in lizza con ottime possibilità per conquistare il Campionato Italiano CN, ed il cagliaritano Gianclaudio Dessi, anche lui impegnato a Pedavena per difendere la leadership nella categoria prototipi CN fino a 1600. Altri attesi protagonisti nella gara del Montiferru potrebbero essere (se la CSAI dovesse accordare la deroga per la partecipazione) il giovane sassarese Sergio Farris, al volante della Gloria Suzucki, con la quale sta disputando con successo il TIVM, ed il pilota di Nuxis, Marco Satta, che abbandonata la Osella PA 20 BMW, con la quale ha vinto tantissime gare, potrebbe essere al volante della nuovissima Lola 3000 Formula Euroseries. La gara sarà diretta da Fabrizio Berneti di Ascoli Piceno, coadiuvato dal sassarese Vittorio Falchi. Commissario sportivo delegato sarà Ivo Marinato di Saronno, mentre completeranno il collegio giudicante Graziella Arberi e Vincenzo Finocchi. Il cagliaritano Sergio Vicentini Scarsella sarà il commissario tecnico delegato, coadiuvato da Alberto Lecca e Salvatore Orru’. Il programma prevede, per domenica 7 settembre, alle 9, la partenza della prima vettura storica partecipante al raduno della “Cuglieri - La Madonnina”, mentre la cronoscalata prenderà il via alle 10,30 con la prima manche. Ultimata la prima prova, i concorrenti saranno accompagnati nuovamente alla partenza, e sarà dato il via alla seconda tornata. E’ bene ricordare che, nell’intermezzo tra le due prova in saluta, è assolutamente vietato invadere la sede stradale con qualsiasi mezzo. Il termine della manifestazione è previsto intorno alle 14. In occasion della manifestazione, il traffico verrà chiuso, sabato 6 settembre, dalle 14 alle 19, e, domenica 7 settembre, dalle 8 alle 14.
Officina autorizzata FIAT Farina in Cuglieri Corso Umberto I°
06/09/2008
Verifiche tecniche Post-gara c/o
Officina autorizzata FIAT Farina in Cuglieri Corso Umberto I°
07/09/2008
Al termine della gara
Direzione Gara
Presso la partenza S.P. 19 Km 17,500 tel. 335 42 39 93
06 e 07/09/2008
Albo di Gara Prove
Presso la partenza S.P. 19 Km 17,500 e presso il parco chiuso
06/09/2008
Gara
Presso la partenza S.P. 19 Km 17,500 e presso il parco chiuso
07/09/2008
Esposizione Classifiche
Parco chiuso
07/09/2008
30' circa dopo l'arrivo di ogni classe
Premiazione e pagamento eventuali Premi in denaro
Cuglieri presso la piazzetta antistante Liceo Scientifico Sa Serra
07/09/2008
Alle 18.00
Sala stampa Prove Gara
La Madonnina
Dalle 14.30
Dalle 09.30
Alle 18.30
Alle 14.00
Altre notizie:
Gli stand della società Tiro a Volo Arborea ospiteranno, da oggi e fino al 22 agosto, il raduno nazionale giovanile di Tiro al piattello. I 50 ragazzi convocati dal responsabile tecnico nazionale, l’olimpionico Luciano Giovanetti, saranno impegnati nelle specialità della fossa olimpica, dello skeet e del double trap. Durante il raduno i giovani tiratori, tutti di età compresa tra i 16 e i 19 anni, saranno seguiti e coordinati daicommissari tecnici nazionali Rossano Moretti per la Fossa Olimpica e il Double Trap, e Rossana Bernardini e Gino Corrado per lo Skeet. Saranno presenti anche il consigliere nazionale della Federazione tiro a volo, Italo Mastrangelo, e il coordinatore nazionale dei centri C.A.S., Alberto Di Santolo. I ragazzi convocati vengono dall’Umbria (4), Calabria (5), Lazio (12), Puglia (4), Lombardia (4), Veneto (3), Piemonte (2), Sicilia (1), Campania (1), Friuli(1), Toscana (1), Marche (1), Emilia Romagna (1), Basilicata (3), Molise (1), Sardegna (4). Della selezione sarda (tra le più numerose) fanno parte: Pietro Maria Sechi di Oliena, Alessio Pinna di Olbia, Francesco Campus di Sassari, e il campione italiano di fossa olimpica Matteo Usai di Olbia. Oggi, alle 19, presso l’Hotel “Le Torri”, ad Arborea, si terrà una conferenza stampa per la presentazione del raduno. All’incontro con i giornalisti parteciperanno il Sindaco di Arborea Bepi Costella, il Presidente della Provincia di Oristano Pasquale Onida, Gli assessori allo Sport della Provincia e del Comune di Arborea Serafino Corrias e Mauro Porceddu, il Presidente e il Vice Presidente del Coni Regionale Gianfranco Fara e Antonio Pinna, il Presidente del Comitato Provinciale del Coni di Oristano Mario Baroli, il Presidente del Comitato Regionale Fitav Sergio Scalas, il Delegato Provinciale della Fitav di Oristano Aldo Petucco e il Presidente della società Tiro a Volo Arborea Agostino Bergo.
I tecnici del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro (Spresal) dell’Azienda sanitaria locale di Oristano sono intervenuti, questa mattina, su specifica segnalazione, in un cantiere stradale in località Pardu Accas, nel comune di Oristano, per verificare la regolarità delle opere in esecuzione sulla condotta idrica. I lavori, condotti per conto della società di gestione delle acque Abbanoa, prevedevano la sostituzione di un giunto per la ripulitura di un tubo in cemento amianto dai depositi di fanghi e detriti, tubo che corre sul ciglio di una strada di penetrazione agraria. Il personale qualificato Spresal si è tempestivamente recato sul posto, per verificare il rispetto della normativa sulla sicurezza dei lavoratori e la correttezza delle operazioni in corso. L’intervento di questa mattina si inquadra nel programma di monitoraggio delle strutture e degli elementi realizzati in amianto, che l’Azienda sanitaria esegue sul territorio. «Il sopralluogo – ha dichiarato Alessandro Medda, tecnico dello Spresal che ha visionato il cantiere di Pardu Accas – risponde all’obiettivo di assicurare un’attenzione costante nei luoghi in cui è presente materiale composto da cemento amianto: ciò, oltre che essere un obbligo imposto dalla legge, rappresenta un preciso impegno del nostro servizio».
Di greg (del 11/02/2008 @ 16:44:59, in sport, linkato 586 volte)
La fase regionale dei Giochi Sportivi Studenteschi 2008, di corsa campestre, si svolgerà a Sedilo. La scelta non è certo casuale, ma è stata fortemente voluta dagli organi competenti, in modo tale da contribuire a spezzare quel clima di paura che tuttora sta vivendo la comunità sedilese, dopo il duplice, inspiegabile delitto dei due giovanissimi fratelli Salvatorangelo e Piergiuseppe Meloni.In un paese nuovamente scosso da fatti delittuosi è, infatti, quanto mai necessario che i giovani riacquistino fiducia nei valori più importanti della vita, affinché siano sempre presenti in loro, fra l’altro, il rispetto, la fratellanza e la pacifica convivenza. Valori che lo sport racchiude in se, ma che non hanno significato alcuno se i giovani non se ne appropriano, se non li pongono in essere nelle discipline di rispettiva competenza, e non ne diventano, poi, divulgatori nella società. Nella conferenza stampa di presentazione della manifestazione, tenutasi presso l’aula consiliare dell'amminstrazione provinciale, hanno ribadito questi concetti il presidente della Provincia, Pasquale Onida, il sindaco di Sedilo, Angelo Putzolu, e l’assessore provinciale allo Sport, Serafino Corrias. Simili argomentazioni sono state anche alla base dell’intervento del presidente della commissione consiliare, Gianfranco Attene, e dell’ assessore allo Sport del comune di Sedilo, Mario Zacchino.
La fase regionale di corsa campestre avrà luogo, giovedì 14 febbraio, alle 10,30, nell’area antistante il Centro Servizi, con Sedilo che sarà invaso da oltre trecento studenti, in rappresentanza di cinquanta istituzioni scolastiche della Sardegna, ai quali si aggiungeranno accompagnatori, familiari, supporter, e tanti sedilesi. Sedilesi che, con la loro presenza, testimonieranno come l’immagine vera del paese non è certo quella della violenza, visto che la stragrande maggioranza dei suoi cittadini è gente onesta e laboriosa, che niente ha a che vedere con gli episodi delittuosi, che ogni volta riportano alla mente dei non più giovanissimi un periodo molto oscuro della storia del paese. Per cancellare gli anni bui delle bande e delle faide ci sono voluti decenni, e Sedilo, dopo tanta fatica, non può permettersi che all’esterno si abbia un’immagine distorta del paese.
Oltre alla fase agonistica, indubbiamente importante, il paese ospiterà, quindi, una autentica festa sportiva, con la consapevolezza che i valori dello sport possono essere trasferiti, come detto, anche all’interno della società locale, che vanta un crescente numero di associazioni sportive, atleti e appassionati di varie discipline.
Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Gabriele Schintu, coordinatore provinciale per l’educazione fisica e sportiva, il presidente del comitato provinciale della Fidal, Saverio Bisogni, e Mario Maulu in rappresentanza del Coni di Oristano.
Il Consiglio provinciale del Comitato olimpico di Oristano, riunito nei giorni scorsi nella sede di via Carducci, ha definito una serie di importanti appuntamenti per il 2008. “Nell’ambito dell’attività formativa programmata a livello nazionale, il CONI di Oristano continuerà la collaborazione con il mondo della scuola con il progetto Giocosport – ha spiegato il Presidente del Comitato provinciale di Oristano Mario Baroli -. Dopo l’ufficializzazione, da parte del Ministero, del potenziamento dell’attività motoria nella scuola primaria, il progetto Giocosport è stato ritenuto uno degli interventi prioritari in tema di promozione educativa giovanile”.
L’edizione 2007 di Giocosport ha coinvolto 3 scuole e 1126 studenti. Nel 2008 saranno coinvolte 12 scuole e oltre 1700 studenti. CONI e scuola continueranno la collaborazione anche con iGiochi della Gioventù rivolti a ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 14 anni. Dopo l’ottimo successo del 2007 con 11 scuole coinvolte e 850 ragazzi partecipanti, quest’anno saranno interessate 18 scuole e 1200 alunni. Il terzo progetto che vede il CONI ancora alleato con la scuola è quello del Giochi sportivi studenteschi per ragazzi tra gli 11 e i 18 anni. “Il 2008 è anno olimpico e il CONI vuole promuovere anche nella nostra realtà i Giochi olimpici giovanili – ha proseguito il Presidente Baroli che ha invitato alla riunione anche il Coordinatore dell’Ufficio provincia di educazione fisica del Provveditorato agli studi Gabriele Schintu -. È uno degli obiettivi più importanti di quest’anno e l’impegno del Comitato olimpico sarà al massimo livello per garantire la buona riuscita della manifestazione che coinvolgerà ragazzi dai 14 ai 18 anni”.
Nel programma dell’attività 2008 grande spazio sarà riservato ai centri CON-I-GIOVANI per i bambini dai 5 ai 10 anni e ai Centri di avviamento allo sport per i ragazzi dagli 11 ai 16 anni. I CAS, in particolare, dopo essere stati per anni il nucleo organizzativo privilegiato per i programmi di promozione sportiva, dopo la recente riorganizzazione devono essere adeguati ai nuovi obiettivi del CONI e su questo tema un gruppo di lavoro della Conferenza nazionale delle strutture territoriali si sta già impegnando. Nel 2008 il CONI ha previsto anche la cerimonia di consegna della benemerenze agli sportivi che più si sono distinti nel corso degli ultimi due anni.
Alla riunione del Consiglio provinciale era presente anche il Presidente regionale del CONI Gianfranco Fara che ha annunciato la prossima apertura della Scuola regionale dello sport. La scuola si qualificherà come un prezioso strumento a disposizione del Comitato olimpico e delle Federazioni sportive per la formazione di tecnici, dirigenti e atleti su tutto il territorio regionale.
Di greg (del 09/01/2008 @ 20:14:57, in sport, linkato 551 volte)
Società, atleti, dirigenti, tecnici e quanti, a vario titolo, hanno dato lustro nel 2007 allo sport nella provincia di Oristano, verranno premiati nel corso della manifestazione “Oscar dello Sport 2007”, in programma sabato 12 gennaio, alle 10.30, presso l’aula magna del Liceo Scientifico “Mariano IV” di Oristano.
L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’assessore provinciale allo Sport e Politiche Giovanili, Serafino Corrias, che, insieme all’Ufficio Provinciale scolastico per l’Educazione fisica e sportiva, coordinato da Gabriele Schintu, e al Panathlon International Club Penisola del Sinis-Milis, presieduto da Beniamino Bagnolo, hanno creduto importante promuovere una manifestazione, il cui unico obiettivo è quello di conferire dei riconoscimenti a coloro che si sono particolarmente distinti nelle attività sportive, anche a prescindere dai risultati assoluti in termini tecnici ed agonistici. “Per questo motivo – ha spiegato l’assessore Serafino Corrias - mi preme sottolineare, a scanso di equivoci o fraintendimenti, che quanti riceveranno i riconoscimenti rappresentano, idealmente, tutto il modo sportivo provinciale. E questo vale sia per quelli che hanno ottenuto brillanti successi, ma soprattutto per quanti, pur non ottenendo grandi risultati o eccellenti riscontri cronometrici, anche per le difficili condizioni in cui sono costretti ad operare, affermano giornalmente con il proprio impegno gli alti valori dello sport. La giornata di sabato – ha aggiunto Corrias - ha pertanto lo scopo di far incontrare un “campionario” significativo di quanti, anche con grandi sacrifici, lavorano per la promozione e per la crescita dello sport provinciale. Altri enti, come il Coni, hanno il compito istituzionale di premiare i migliori risultati tecnici ottenuti sia singolarmente che nei vari campionati, e questa manifestazione non vuole assolutamente sostituire altre iniziative, ugualmente meritorie”. Nel corso della manifestazione, che verrà presentata da Alessia Simoncelli del gruppo “La Pola Sciò”, e alla quale prenderà parte, come ospite d’onore, il pluricampione mondiale di sci nautico, Jeff Onorato, verranno attribuiti non solo riconoscimenti, come detto, a società, atleti, dirigenti e tecnici, ma anche ad eventi sportivi di altissimo valore sportivo, sociale ed educativo, che si sono svolti nello scorso anno, come “ LaPasqua dello Sportivo” e “Stragiochiamo - Sport e Centri Storici”. Riceveranno attestati, fra gli altri, gli studenti che si sono particolarmente distinti nelle fasi nazionali dei Giochi sportivi studenteschi e gli atleti che hanno ottenuto significativi risultati alle recenti Paraolimpiadi. Per l’importante lavoro quotidiano svolto in favore della capillare diffusione delle notizie sull’attività sportiva e, in particolare, di quella dilettantistica provinciale, saranno consegnati riconoscimenti a giornalisti e testate della carta stampata, web, radio e televisione.
Di pig (del 03/01/2008 @ 13:37:11, in sport, linkato 806 volte)
Agli oristanesi che hanno superato gli anta, i nomi di Leonardo Tatti ed Ottavio Lombardi, dicono certamente moltissimo. Ma, con tutta probabilità, anche coloro che per la loro giovane età non hanno avuto la fortuna di conoscerli personalmente, avranno sentito parlare dai genitori o dai parenti di queste due magnifiche persone, venute a mancare anni addietro, che hanno dedicato tutta la loro vita allo sport, e al calcio in particolare. In questi casi è facile cadere nella retorica, ma i nostri concittadini un po’ avanti negli anni sanno che quanto abbiamo appena detto non sono frasi di circostanza, né l’esaltazione spropositata, così come avviene di solito, delle doti delle persone defunte. Signor Leonardo (ad Oristano lo chiamavano tutti così) ed Ottavio ("Cammello" per gli amici, perché, data la sua altezza, tendeva a camminare in maniera un po’ curva, quasi a formare, con molta esagerazione, una gobba sulla schiena), due allenatori vecchio stampo (un maniaco della tecnica il primo, della tattica il secondo) sono stati i simboli di un calcio che oggi non c’è più. Un calcio senza dubbio empirico, ma che aiutava il giovane virgulto non solo a dare due calci ad una palla, ma a crescere, a formarsi, a diventare uomo. Personalmente, più di una volta mi è capitato di udire, sia da Tatti che da Lombardi, magari dopo che la delusione per la sconfitta era già sfumata, “…non preoccuparti, una partita persa non è poi la fine del mondo. Esistono cose peggiori”. Un modo come un altro per stemperare l’amarezza, e un indubbio insegnamento, indirizzato ad inculcare nel calciatore principi tanto semplici, quanto basilari. E, cioè, che le sconfitte nello sport sono una cosa naturale e che non sempre si perde per sfortuna, per colpa degli arbitri, o per nostra dabbenaggine, ma semplicemente perchè gli avversari sono stati più bravi. Questa è la cosiddetta “cultura della sconfitta”, che attualmente manca, e la cui assenza ha portato, generalizzando, il mondo del calcio all’attuale punto di non ritorno.
Dopo questa lunga e, a nostro modesto parere, doverosa premessa, la mozione del capogruppo del Pd al consiglio comunale di Oristano, Peppino Marras, è veramente da sottolineare. Marras ha, infatti, proposto di dedicare due campi di calcio della zona sportiva di “Sa Rodia” a Leonardo Tatti ed Ottavio Lombardi.
Ecco il testo integrale:
IL CONSIGLIO COMUNALE DI ORISTANO
Considerato quanto ancora sia vivo, a distanza di tanti anni, il ricordo di molti oristanesi nei confronti di Leonardo Tatti e Ottavio Lombardi, nostri illustri concittadini, che hanno dedicato gran parte della loro esistenza ai giovani sportivi oristanesi ;
preso atto che il loro impegno è stato contraddistinto da un amore incondizionato verso tante generazioni di atleti, che sotto la loro guida sono diventati anche uomini, poiché il loro grande pregio era quello di essere innanzi tutto maestri di vita;
valutato che in una società nella quale tutto ha un prezzo, la loro dedizione non ne ha maiavuto uno, e questo rende la loro opera ancora più esaltante;
certi che la città debba avere come riferimento, soprattutto per i più giovani, persone come Leonardo Tatti e Ottavio Lombardi, al fine di esaltare quelle doti che gli hanno fatti amare ed apprezzare come persone e come sportivi, anche per i tanti risultati conseguiti;
valutato che i campi di calcio di “Sa Rodia” sono il luogo nel quale hanno operato, quotidianamente, per anni ed anni, senza pausa, facendo crescere col loro esempio tanti ragazzi;
sicuri che le precarie condizioni dell’impianto sportivo di “Sa Rodia” non rendano merito alla città, agli atleti che lo frequentano, e che sia necessario una immediata opera ristrutturazione del complesso medesimo;
considerato che, ad oggi, i tre campi di calcio vengono chiamati “A-B-C” e che sarebbe opportuno trovare una dedica più appropriata;
certi che una tale iniziativa possa essere da stimolo per riportare il complesso sportivo in questione alle condizioni che merita;
DELIBERA
di intitolare i campi di calcio di “Sa Rodia”, oggi denominati “A e B”, ai nostri illustri concittadini, Leonardo Tatti e Ottavio Lombardi, che tanto hanno contribuito alla crescita umana e sportiva di molte generazioni di oristanesi.
Peppino Marras
Questa, la mozione di Peppino Marras.
Se poi si volessero dedicare anche gli altri campi di calcio, a personaggi che con il loro esempio hanno dato lustro allo sport oristanese, non ci sarebbe che l’imbarazzo della scelta: Cabella, Martinez, Ibba, Sulis, Casu, Perdixi, Loddo, solo per citarne alcuni.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della L.62 del 7/03/2001 -