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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di pig (del 04/08/2007 @ 00:51:15, in salute, linkato 505 volte)
Meduse: i consigli per difendersi
Lavarsi con acqua di mare non con acqua dolce
Il Consorzio Mediterraneo ha stilato un decalogo per chiarire quali sono gli interventi di primo soccorso se si viene punti.
Le meduse sono uno degli incubi dei bagnanti. Quest'anno hanno già fatto 15 mila «vittime» sulle coste spagnole. Tuttavia le loro punture non sono pericolose, soprattutto se si ricorre ai rimedi giusti.
Mentre infatti le specie tropicali del Pacifico possono avere effetti mortali su chi viene colpito, quelle che popolano le coste del mediterraneo in genere causano solo arrossamenti, prurito e piccoli spaventi.
Le dolorose punture sono causate dai cnidociti, cellule specializzate che, se stimolate, reagiscono emettendo una specie di micro-frusta, alla cui estremità è presente una sostanza urticante.
Il Consorzio Mediterraneo, struttura di ricerca della Lega Pesca, e il Centro Studi hanno stilato un decalogo che indica come difendersi per chiarire quali sono gli interventi di primo soccorso da mettere subito in atto se si viene punti.
IL DECALOGO
1) Evitare di strofinarsi occhi e bocca
2) Non lavare la parte con acqua dolce perchè favorisce la produzione di neurotossine, capaci di causare danni a livello del sistema nervoso centrale
3) Non utilizzare acqua fredda o ghiaccio
4) Non grattarsi, in quanto ciò stimolerebbe l'attività muscolare, mettendo in circolo più velocemente la sostanza tossica
5) Lavare la parte colpita con acqua di mare e disinfettarla con bicarbonato
6) Evitare l'utilizzo, secondo quanto consigliato dalle credenze popolarì, di impacchi con aceto o ammoniaca, perchè sulla loro efficacia la medicina moderna ha avanzato numerosi dubbi
7) È sconsigliato anche l'uso di alcool che può stimolare l'apertura dei nematocisti, le cellule urticanti delle meduse
8) Prima di utilizzare creme o pomate chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista
9) Non rimuovere i frammenti dei tentacoli con pinzette, utilizzare, invece, le mani, per evitare di lacerare i tessuti e causare la fuoriuscita di tossine dannose
10) Se presi dalla disperazione, come rimedio estremo, usare pomate antistaminiche o cortisoniche, ma sempre sotto il controllo di un medico.
Quando ci si deve preoccupare? Solo quando si evidenziano una forte reazione cutanea, crisi respiratoria, pallore, sudorazione e disorientamento. In questo caso è consigliabile chiamare subito il 118. (Dal Corriere della Sera)
Di pig (del 19/09/2007 @ 09:19:52, in salute, linkato 429 volte)
Quando apprendiamo del decesso, per infarto, di un conoscente, che, almeno apparentemente, sembrava sprizzare salute da tutti i pori, rimaniamo sconcertati. E, subito, ci domandiamo, come mai sia potuta accadere una simile disgrazia, e se i soccorsi siano stati repentini.Un neurologo sostiene che, se si riesce ad intervenire entro tre ore dall’attacco cardiaco (sempre che non sia, come si suol dire, fulminante), si può facilmente porvi rimedio ed evitarne le conseguenze. Il “trucco” è riconoscere per tempo l’attacco, riuscire a diagnosticarlo e portare il paziente entro tre ore in terapia. Cosa, questa, non sempre facile.
L’importante, quindi, è come riconoscere un attacco cardiaco.
Quanto state leggendo, a me è arrivato tramite e-mail. E- mail, che, con tutta probabilità, molti di voi avranno già ricevuto.
Ritengo, comunque, opportuno divulgarla, nella speranza che, nel malcapitato caso dovesse capitare, sappiate come agire.
Come riconoscere un attacco cardiaco
Durante una grigliata tra amici Federica cade. Le si offre di chiamare l'ambulanza, ma lei, rialzandosi, dice di essere soltanto inciampata con le scarpe nuove in una pietra. Siccome appare pallida e tremante, la aiutiamo a rialzarsi, le diamo una mano a pulirsi, e le porgiamo un piatto nuovo. Federica trascorre il resto della serata serena ed in allegria.
Il marito di Federica mi telefona la sera stessa, dicendo che ha portato sua moglie in ospedale.
Verso le 23.00, mi richiama e mi dice che Federica è deceduta. Federica ha avuto un attacco cardiaco durante la grigliata. Se gli amici avessero saputo riconoscere i segni di un attacco cardiaco, Federica, probabilmente, sarebbe ancora viva. La maggior parte delle persone non muoiono immediatamente, ma spesso hanno bisogno d'aiuto in una situazione disperata.
Basta 1 minuto per leggere il seguito:
Nei prossimi 4 punti vi è il "segreto" per riconoscere se qualcuno ha avuto un attacco di cuore:
* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);
* Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa (esempio: oggi è una bella giornata); se non ce la fa è sotto attacco;
* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);
* Chiedete al paziente di mostrarvi la lingua
(se la lingua sembra ingranfita, o la muove solo lateralmente, è anche questo un segno che è stato colpito da attacco cardiaco).
Nel caso si verifichino uno o più dei 4 punti citati, chiamate immediatamente il pronto soccorso e descrivete i sintomi della persona per telefono.
Un cardiologo sostiene che se mandate questa e-mail al maggior numero di persone possibile, si può essere certi che avremmo salvato la vita di Federica, ed eventualmente anche la nostra.
Quotidianamente mandiamo tanto rottame per il Globo, usiamo i collegamenti per una volta per essere d'aiuto a noi ed agli altri.
Sei d'accordo?
Di greg (del 26/10/2007 @ 13:02:29, in salute, linkato 2757 volte)
Quante volte si può essere presi dal malumore a causa del maltempo. Il corpo ha bisogno di acclimatarsi e adeguarsi ai mutamenti climatici attraverso meccanismi protettivi endogeni, quali cambiamenti nella sudorazione e nell'irrorazione ematica cutanea.
Ora poi che l'autunno è entrato nel vivo ed inizia a dare i primi segni del sopraggiungere dell'inverno è molto probabile alzarsi la mattina, guardare fuori dalla finestra e osservare non più i caldi raggi del sole estivo, ma piuttosto un cielo grigio, magari nuvoloso e piovoso. Si tende di conseguenza a passare meno tempo all'aria aperta e a coprirsi di più; le giornate sono più corte, meno luminose e si trascorre più tempo in ambienti chiusi: queste condizioni climatiche possono provocare sbalzi d'umore e peggiorare i sintomi depressivi.
Inizia così, un interessante articolo, apparso su “donna.tiscali.it”, a firma di Elisabetta Rotriquenz, psicologa e psicoterapeuta, docente presso l’Università di Firenze,sull’attuale ondata di freddo e sul cambio dell’ora, che portano, spesso, a strani e incomprensibili mutamenti d’umore. Cosa fare per porvi rimedio?
Continuate a leggere l’articolo…
Si parla di meteorosensibilità, quando si è in presenza di una accentuata suscettibilità a vento, temporali e neve che provoca malesseri psicologici, nervosismo, ansia, ma nessun disturbo fisico specifico. In particolar modo da alcune ricerche è emerso che sono soprattutto le persone emotive, nervose, rigide e con la tendenza a voler tenere tutto sotto controllo, ad essere predisposte alla meteorosensibilità; inoltre risulta anche che ne soffrono più facilmente le donne ed in particolare quelle che hanno superato i quarant'anni.
Un'ipersensibilità ai fenomeni atmosferici alla lunga però può predisporre a soffrire di meteoropatia. La cosiddetta meteoropatia è un disturbo legato a improvvisi cambiamenti climatici i quali influenzano in modo determinante la sfera psicologica e fisica di una persona. Tale disturbo colpisce in Italia una persona su tre ed è più frequentemente riscontrabile nelle aree industrializzate. Le cause del malessere dovute alla meteoropatia non sono ancora chiare ed infatti molte sono le ricerche in corso rispetto a questo problema. I sintomi più frequenti consistono in: dolori reumatici, nervosismo, artrosi accentuata, ansia, depressione, spossatezza fisica e mentale, mancanza di concentrazione, tachicardia, emicrania e insonnia.
La causa che spiega tale disturbo risiede nell'ipotalamo in cui è localizzato anche il centro di termoregolazione corporea. Questo "termometro interno" ha il compito di mantenere costante la temperatura corporea, regolando i processi di dispersione e di produzione del calore. La reazione meteoropatica si innesca durante il passaggio da una situazione climatica all'altra, dove soprattutto i venti (ma anche il temporale, l'umidità, il freddo e il caldo), che comportano una variazione nello stato elettrico dell'aria con un aumento di ioni positivi, provocano i sintomi più fastidiosi.
Dagli studi effettuati in questo settore è emerso che questo problema è in aumento, anche a causa di aria condizionata e riscaldamento che rendono "pigro" il sistema di termoregolazione corporea, facendolo risultare meno reattivo quando deve fronteggiare repentini cambiamenti climatici resi più frequenti dall'inquinamento e dall'effetto serra. Inoltre, anche lo stress e i ritmi di vita frenetici rendono le persone meno inclini a reagire positivamente e ad adattarsi alle stimolazioni atmosferiche.
Ma come è possibile sconfiggere la meteoropatia? È importante stimolare il sistema di termoregolazione, ciò significa prima di tutto stare all'aria aperta, praticare una costante attività fisica (soprattutto nuoto), fare idromassaggio e sauna (in questo caso è opportuno verificare che non ci siano controindicazioni). È consigliabile utilizzare uno ionizzatore per contrastare lo squilibrio elettrico immettendo nell'aria ioni negativi. Bisogna anche evitare gli ambienti fumosi e con un riscaldamento troppo elevato, utilizzare umidificatori e favorire il ricambio d'aria aprendo spesso le finestre.
Ecco alcuni consigli basilari da tenere in considerazione soprattutto durante i cambi di stagione per chi soffre di meteoropatia:
- seguire una dieta ricca di vitamine (in particolare di vitamina C);
- dedicarsi ad attività piacevoli che servano anche a diminuire l'ansia;
- vestirsi a "cipolla" per adattarsi ai vari ambienti e alle diverse temperature;
- fare docce alternando acqua calda e fredda;
- programmare le proprie attività in base alle previsioni del tempo, anche - per essere psicologicamente preparati;
- non abusare del riscaldamento o dell'aria condizionata;
- tenere a mente che i malesseri legati ai cambiamenti climatici spariranno quando il fenomeno atmosferico scatenante finisce.
È importante a mio avviso soffermarsi sul fatto che il clima sta diventando sempre più "pazzo" e questo, alla luce di quanto detto finora, rappresenta un problema fondamentale per i meteoropatici, e non solo. Cerchiamo allora nel nostro piccolo di contrastare l'inquinamento, lo spreco energetico e tuteliamo di più la terra e i posti in cui viviamo per una qualità della vita migliore e più salutare.
Oltre alle variazioni climatiche improvvise può influire sull'umore (soprattutto per le persone più abitudinarie) anche il passaggio dall'ora legale all'ora solare e viceversa. Non a caso dovremo mettere le lancette dell'orologio un'ora indietro nella notte tra sabato 27 e domenica 28 ottobre; l'ora solare rimarrà fino all'ultima domenica di marzo 2008. Gli effetti del cambiamento d'orario dovuto all'ora legale comportano uno sfalsamento nei ritmi biologici delle persone talvolta come un vero e proprio jet lag, con conseguenze quali la perdita di sonno, la modifica delle abitudini alimentari, cefalea, irritabilità, sbalzi d'umore.
Le modalità per fronteggiare questi disturbi sono:
- cercare di non modificare troppo l'orario abituale della sveglia;
- fare un pasto leggero la sera prima del cambio d'orario;
- se si è un po' giù di tono fare passeggiate con la luce durante la giornata.
Anche i bambini, particolarmente legati alle abitudini sia nei pasti che nel sonno, possono risultare svogliati, distratti, assonnati, irrequieti a causa di questi cambiamenti stressanti. Alcuni consigli per tutte le mamme:
- anticipate l'ora del sonno dei vostri figli di venti minuti al giorno per tre giorni circa fino a che non si sono abituati al nuovo orario (il tempo necessario di solito è una settimana);
- spegnete la televisione un po' prima e leggete una favola ai più piccoli;
- armatevi di pazienza al mattino quando fuori ci sarà buio e vostro figlio avrà meno voglia di alzarsi.
Elisabetta Rotriquenz (articolo tratto da www.donna.tiscali.it)
Di greg (del 13/11/2007 @ 10:14:05, in salute, linkato 565 volte)
Domani si celebra la giornata mondiale del diabete, e quest’anno, per la prima volta, con il riconoscimento ufficiale delle Nazioni Unite, anche se in Italia le date previste, per le varie iniziative, erano il 10 e l’11 novembre.
Nell’ambito delle celebrazioni programmate sull’intero territorio nazionale, anche ad Oristano si è svolta una manifestazione pro-diabete, che ha avuto come punto di raduno il centro cittadino e gran parte del centro storico.
L’iniziativa aveva lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi che contraddistinguono la patologia, ponendo l’accento, in particolar modo, sull’esigenza della prevenzione, basata soprattutto sulla corretta alimentazione e sul movimento.
Il diabete, oggi, colpisce nel mondo circa 170 milioni di persone, ed è destinato a crescere nei prossimi anni in modo esponenziale. Per questo motivo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo definisce come una vera e propria pandemia, ovvero una epidemia che interessa tutto il popolo e più aree geografiche, e la cui soluzione sembra essere rappresentata dal ristabilire corretti livelli di qualità della vita.
In Italia il problema ha oramai toccato livelli di guardia, tanto che allo stato attuale si contano ben tre milioni di persone affette da diabete, ed almeno un milione che lo sono e non sanno di esserlo.
Una glicemia alta, infatti, non dà particolari ed immediati problemi, anche se l’iperglicemia provoca, a lungo andare, seri ed irreversibili danni a carico di reni, occhi, arterie, nervi e cuore.
Questi, gli aspetti che sono stati portati, in sintesi, all’attenzione delle numerose persone che, ieri mattina, si sono riversate nella piazza Roma, ad Oristano. A fornire informazioni, dare spiegazioni e a svolgere il ruolo di messaggeri, è stato, principalmente, il personale medico e paramedico del Servizio di Diabetologia della ASL 5 di Oristano, l’Ufficio Scolastico Provinciale di Oristano, il Comitato Provinciale del Coni (rappresentato dal presidente, Mario Baroli), e dalle Associazioni di Volontariato ANIAD (Associazione Nazionale Italiana Atletici Diabetici)-Sezione Sardegna e ADIG Sarda-Sezione di Mogoro. Tutti, grazie al contributo della 3A di Arborea, e sotto il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e della Provincia di Oristano, hanno dato vita, assieme alle Federazioni sportive di Pallavolo e Canottaggio, alla rappresentazione pratica di come fare movimento in modo giusto ed auspicabile.
Le centinaia di persone presenti (tra cui, il presidente regionale della FIDAL , Sergio Lai) hanno poi percorso, camminando o di corsa, il centro storico, dando una ulteriore dimostrazione di come sia possibile fare attività fisica in modo semplice ma efficace.
Adulti e bambini hanno ricevuto una T-shirt (ne sono state distribuite circa 500), con lo slogan “run to change diabetes”, “corro per cambiare il diabete”, sponsorizzate dalla casa farmaceutica Novonordisk che produce insulina. Mentre attraverso il contributo della Lifescan, che ha fornito i necessari presidi, è stato possibile sottoporre centinaia di persone al test della glicemia.
Grande la soddisfazione dei soci e del presidente dell’ANIAD-Sardegna, Marcello Grussu, per la riuscita dell’ottima iniziativa. Il presidente, al termine della giornata dedicata al diabete, ha voluto ringraziare, pubblicamente, tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, e, in modo particolare, quanti hanno lavorato, nelle settimane precedenti, alla preparazione ed al coordinamento della riuscitissima manifestazione.
Di pig (del 04/06/2008 @ 18:15:50, in salute, linkato 896 volte)
Sono stati eseguiti con successo i primi due interventi nel laboratorio di Emodinamica dell'ospedale San Martino di Oristano. Le operazioni, finalizzate al trattamento delle patologie cardiologiche attraverso una moderna apparecchiatura tecnologica, sono state portate a termine dall’equipe composta dal dottor Stefano Naccarato, due infermieri, e un tecnico di radiologia, con il supporto di personale specialistico addetto all’utilizzo dell’apparecchiatura elettromedicale. Eseguiti in anestesia locale, gli interventi hanno avuto una durata di circa un’ora ciascuno: trenta minuti sono stati impegnati nella parte diagnostica e altrettanti in quella interventistica, in cui è stata effettuata l’angioplastica percutanea coronaria, un sistema d’avanguardia che, attraverso l’arteria femorale, permette di risalire l’aorta per arrivare alle coronarie e agire sulla loro occlusione. I pazienti, entrambi settantenni e residenti nella provincia di Oristano, erano già ricoverati in Unità coronarica. La prima operazione, iniziata alle 9 e conclusa alle 10, ha interessato una persona che in precedenza aveva subito l’impianto di un bypass. Nella seconda, che si è svolta dalle 11.30 alle 12.30, è stato necessario tener conto delle complicazioni date dalle arterie coronariche e renali. La degenza, grazie all’anestesia locale, permetterà ai pazienti un rapido tempo di recupero. Il periodo di osservazione durerà 48 ore prima delle dimissioni. L’attività del laboratorio rappresenta perciò un passo particolarmente significativo, in una provincia che registra un’alta incidenza di malattie cardiovascolari. Nella fase iniziale, il centro sarà aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 14, e assicurerà gli interventi programmati, mentre successivamente si passerà all’orario continuato sulle ventiquattro ore. Stanno, infatti, per essere conclusi i concorsi per l’assunzione di due emodinamisti, con l’acquisizione di nuovo personale.
Altre notizie:
La Giunta Regionale ha stanziato oltre 35 milioni di euro per avviare il programma di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’amianto per gli anni 2007/2011. I fondi saranno utilizzati per interventi di bonifica da amianto su immobili e infrastrutture pubbliche, comprese le reti idriche, e dei privati cittadini con le procedure di bando pubblico. Spetterà ora agli Assessorati della Difesa Ambiente, Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale predisporre l’apposito Piano regionale, che dovrà contenere le linee di indirizzo generale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto. Le linee guida rappresentano lo strumento attraverso il quale la Regione Sardegna intende portare avanti la propria strategia per la tutela della salute dei cittadini, e per risolvere le problematiche ambientali derivanti dalla presenza dell’amianto nel territorio regionale, nel rispetto delle norme nazionali e regionali, e in coerenza con gli indirizzi del Piano regionale di gestione dei rifiuti. Grazie all’attività di programmazione sarà effettuata l’analisi generale del problema, con evidenza delle peculiarità del materiale e degli utilizzi che ne sono stati fatti in passato in campo edilizio e industriale. Il Piano dovrà anche fare l’analisi dei siti di smaltimento autorizzati nell’Isola, con l’accertamento delle volumetrie a disposizione negli impianti autorizzati e, sulla base di una stima del quantitativo del materiale contenente amianto presente sul territorio regionale, la valutazione del fabbisogno delle volumetrie per i prossimi anni. Le linee guida dovranno, infine, analizzare le problematiche sanitarie connesse all’esposizione ad amianto, attraverso l’esame di alcuni dati relativi alla situazione in Sardegna, della esecuzione della sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti e degli ex esposti all’amianto, oltre alla realizzazione di appositi corsi di formazione professionale, con rilascio di titolo di abilitazione, per gli addetti alle attività di rimozione e di smaltimento dell’amianto, di bonifica delle aree interessate e per il personale degli enti pubblici competenti alla prevenzione, al controllo e alla vigilanza.
La Giunta regionale ha assegnato fondi alle Province per l'attuazione, ciascuna nel proprio ambito territoriale, dell'attività di previsione e degli interventi di prevenzione del rischio balneare. Le risorse pari a 407mila euro saranno utilizzate per l’acquisto e manutenzione di mezzi e attrezzature, e per rimborsi e contributi alle associazioni di volontariato coinvolte nei programmi di salvamento a mare . Il 50% di queste risorse verranno ripartite in funzione del numero di residenti rispetto alla popolazione totale regionale ed in funzione dell'estensione delle spiagge fruibili per scopi balneari. Il restante 50% verrà, invece, ripartito tenendo conto degli svantaggi connessi alle condizioni di isolamento fisico e alle carenze infrastrutturali. Le Province, entro il mese di novembre, dovranno presentare una relazione finale sulle attività svolte nell'anno 2008 per l’attuazione del programma di salvamento a mare.
La Giunta regionale ha provveduto all'assegnazione dei fondi del bilancio 2008 destinati al finanziamento degli enti che operano nel settore dei "non vedenti". La normativa regionale in materia prevede che lo stanziamento complessivo, pari a 520.000 euro, venga destinato per il 70% a favore delle sezioni provinciali dell'Unione italiana ciechi alle quali sono già state assegnate risorse pari a 364.000 euro; il restante 30%, pari a 156.000 euro, è stato ora assegnato agli Enti della stessa categoria operanti in Sardegna.
Sono stati finanziati tutte le associazioni che ne hanno fatto richiesta:
- Associazione nazionale privi della vista ipovedenti (Anpvi) Sardegna – Onlus con un numero complessivo di iscritti pari a 737 beneficerà di un contributo pari a 108.106,21 euro.
- Associazione ciechi ipovedenti retinopatici (Acir) – Onlus – R.P. Sardegna, con un numero complessivo di iscritti pari a 107; beneficerà di un contributo pari a 29.030,34 euro.
- Associazione italiana ciechi di guerra, (Aicg-Sardegna) con un numero complessivo di iscritti pari a 26 beneficerà di un contributo pari a 18.863,45 euro.
Di greg (del 21/08/2008 @ 14:30:21, in salute, linkato 712 volte)
Prende il via, sul territorio della Asl di Oristano, la campagna di vaccinazione rivolta alle giovani nate nell’anno 1997 contro il Papilloma virus (Hpv), agente virale che può essere causa di infezioni genitali femminili e, a lunga distanza, anche del tumore della cervice uterina, malattia che causa ogni anno circa mille decessi. La campagna, promossa dal ministero della Salute e condotta dall’assessorato regionale alla Sanità, sarà varata, nei prossimi giorni, e si articolerà in tre successivi momenti: la seconda e terza dose del vaccino, che si effettua per iniezione intramuscolare nel braccio, saranno somministrate a distanza di uno e sei mesi dalla prima vaccinazione. Entro la fine di agosto saranno contattate a domicilio, tramite lettera, tutte le adolescenti della classe 1997: per loro sarà garantita la vaccinazione gratuita. Il programma – che sarà replicato di anno in anno per tutte le giovani che hanno tra gli 11 e i 12 anni – prenderà il via a partire dal 15 settembre, in modo che le seconde dosi siano somministrate ad un mese di distanza dalle prime, e concluse entro il 31 ottobre, per non sovrapporsi alla vaccinazione antinfluenzale, che sarà avviata nel mese di novembre. L’iniziativa coinvolgerà, nell’intera provincia di Oristano, 628 ragazze di età compresa tra gli 11 e i 12 anni. Oltre alla campagna rivolta alle preadolescenti nate nel ’97, sarà possibile, su richiesta dei genitori, estendere la vaccinazione a tutte le ragazze che non hanno ancora compiuto il diciottesimo anno di età, così come previsto dalle indicazioni ministeriali. In questo caso, per la somministrazione del prodotto sarà
necessario il pagamento del ticket di 94,62 euro per dose. In questi giorni sarà inviata anche una lettera informativa a tutti i medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e ospedalieri, consultori familiari, ginecologi che operano nelle strutture pubbliche e l’ Ordine dei Medici della provincia di Oristano. L’obiettivo è quello di assicurare una maggiore visibilità e una più capillare diffusione delle informazioni sulla campagna contro l’Hpv. L’Italia è il primo paese europeo a pianificare una strategia di vaccinazione pubblica di prevenzione del Papilloma virus. L’azione è mirata a produrre, di anno in anno, una progressiva immunizzazione della popolazione femminile al rischio di infezione. Secondo le informazioni scientifiche oggi disponibili, la vaccinazione è sicura, ben tollerata, e in grado di prevenire, nella quasi totalità dei casi, l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del settanta per cento dei casi di tumore alla cervice uterina. Da sottolineare che il vaccino affianca, ma non sostituisce, lo screening periodico attraverso il Pap test, raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni: il controllo, che negli anni ha già permesso una drastica riduzione delle morti attraverso la diagnosi precoce dei tumori, è partito proprio in queste settimane anche in alcuni centri pilota dell’oristanese. Per favorire la diffusione in tutto il Paese della vaccinazione pubblica contro il carcinoma della cervice uterina, nella Finanziaria 2008 sono stati stanziati 30 milioni di euro, come contributo aggiuntivo alle risorse già previste nell’ambito dei fondi per l’assistenza farmaceutica. Altri 40 milioni di euro sono stati reperiti dai capitoli di bilancio del Ministero della Salute.
Altre notizie:
La Presidenza della Regione informa che, entro il 15 settembre, le organizzazioni delle persone con disabilità, che ritengono di avere il titolo per partecipare alla 1^ conferenza regionale, dovranno presentare apposita richiesta. A tal proposito la Presidenza ricorda che la legge regionale 30 maggio 2008, n. 7, relativa all'istituzione della consulta regionale della disabilità, all'art. 6, ha istituito la conferenza regionale delle organizzazioni delle persone con disabilità, alla quale hanno diritto di partecipare tutti i rappresentanti legali, o loro delegati, delle organizzazioni operanti nel territorio regionale che abbiano le seguenti caratteristiche:
- siano iscritte al Registro regionale del volontariato;
- siano iscritte al Registro regionale delle associazioni di promozione sociale;
- siano iscritte al Registro regionale delle persone giuridiche o siano comunque legalmente riconosciute in forza di una disposizione di legge;
- organizzino o rappresentino persone con disabilità o loro familiari;
- svolgano attività da almeno tre anni e abbiano i caratteri della democraticità, della elettività degli organi e dell'assenza di finalità lucrative.
La domanda di partecipazione deve essere compilata sul modulo pubblicato dalla Presidenza, a nome del rappresentante legale o di un suo delegato, precisando gli elementi che conferiscono il diritto di partecipazione alla conferenza. La richiesta deve quindi essere inoltrata alla Presidenza della Regione – Servizio Affari Generali ed Istituzionali – Viale Trento, n. 69 – anche tramite telefax al n. 070.606.2469, o via mail all'indirizzo mcporcu@regione.sardegna.it . Ulteriori informazioni possono essere richieste contattando il numero 070.606.6374
Di greg (del 25/08/2008 @ 13:30:07, in salute, linkato 688 volte)
Una giornata di solidarietà, promossa dall’Azienda sanitaria locale di Oristano e dall’Associazione trapiantati di midollo osseo (Atmo), si terrà, domani, presso l’Ospedale San Martino di Oristano. Il calciatore torinese Loris Del Nevo, ex centrocampista del Cagliari calcio ed ex Primavera della Juventus, attualmente in forza al Perugia, sarà domani, alle 9, in ospedale, per effettuare una donazione del sangue al Centro trasfusionale e per iscriversi all’Associazione trapiantati midollo osseo della Sardegna, regione con la quale Del Nevo ha sempre mantenuto un saldo legame affettivo oltre che professionale. Più tardi, il giocatore farà visita ai piccoli pazienti del reparto di Pediatria, dove sarà offerto un rinfresco. All’evento, organizzato dal presidente regionale della Atmo, Gianfranco Canu, parteciperanno il direttore generale della Asl, Bruno Palmas, il direttore sanitario, Nicola Orrù, i responsabili dei servizi di Medicina Trasfusionale, Bonacata Pirastu e Pietro Manca, del servizio microcitemico, Antonio Carta, e di Pediatria, Giovanni Zanda, e tutti gli operatori delle strutture coinvolte. Obiettivo della giornata è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica alla donazione del midollo osseo. Un gesto di fondamentale importanza per salvare la vita a quanti soffrono di linfomi e leucemie. Un canale privilegiato per avvicinare i cittadini, in particolare quelli più giovani, alla cultura della donazione è appunto lo sport. Da qui l’idea di coinvolgere, in iniziative di solidarietà, i protagonisti del mondo sportivo. Non è la prima volta, infatti, che l’Atmo sarda (associazione nata nel 2004) organizza manifestazioni di sensibilizzazione a cui prendono parte dei calciatori. Già nel 2006, una delegazione della squadra del Cagliari, tra cui David Suazo, Rocco Sabato, Gennaro Iezzo e lo stesso Loris Del Nevo, prese parte al convegno promosso dall’Atmo presso l’ospedale San Martino. Una collaborazione, quella con l’Associazione trapiantati midollo osseo, che l’Azienda sanitaria intende rinsaldare anche attraverso l’iniziativa di domani. “Promuovere la cultura della donazione e della solidarietà – ha dichiarato il direttore sanitario della As, Nicola Orrù – è uno degli impegni che questa direzione intende perseguire con costanza, collaborando attivamente con le associazioni di volontariato”. Donare è semplice: è sufficiente rivolgersi alle associazioni Atmo e Admo (Associazione donatori di midollo osseo) o al Centro trasfusionale dell’ospedale San Martino, dove si sarà sottoposti al prelievo di un campione di sangue. Accertata l’idoneità del donatore, si sarà automaticamente inseriti nella banca dati gestita a livello regionale e nazionale. L'adesione iniziale firmata in corrispondenza del primo prelievo ha solo valore morale: il potenziale donatore può, minfatti, decidere in seguito se effettuare l’intervento, che non ha alcuna ricaduta negativa sul suo stato di salute. Al registro dei donatori può iscriversi qualunque individuo di età compresa tra i 18 e i 45 anni, che abbia un peso corporeo superiore ai 50 kg, non affetto da malattie del sangue, da malattie croniche gravi o da altri gravi forme infettive. La disponibilità del donatore resta valida fino ai 55 anni. Da sottolineare che la compatibilità con un paziente è rara, per cui è particolarmente importante dare la propria disponibilità, gratuita ed anonima, al prelievo. Il più delle volte, infatti, il donatore selezionato è l'unico al mondo a essere compatibile con quel malato ed entra dunque a far parte di un archivio mondiale.
Di greg (del 12/09/2008 @ 09:00:50, in salute, linkato 679 volte)
Seguire «davvero» la dieta mediterranea garantisce una significativa protezione nei confronti della mortalità per qualunque causa e dell'incidenza delle principali patologie cronico-degenerative, come quelle del cuore e dei vasi, i tumori, il morbo di parkinson e quello di Alzheimer. A ribadirlo con argomentazioni scientifiche ancora più solide che in passato è una metanalisi, cioè una revisione di dati a disposizione da studi precedenti, condotta da specialisti dell’Università di Firenze e dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, pubblicata sul prestigioso British Medcil Journal.
LO STUDIO - Le ricerche prese in considerazione dai ricercatori toscani hanno «sezionato» le abitudini alimentari e lo stato di salute di più di 1,5 milioni di persone seguite dai 3 ai 18 anni. Tutti gli studi esaminati utilizzavano un punteggio numerico, chiamato punteggio di aderenza, per calcolare quanto fedelmente veniva seguita la dieta Mediterranea,. Dall’analisi di questi dati è emerso che coloro che aderivano in maniera rigorosa alla dieta Mediterranea avevano un significativo miglioramento dello stato di salute, con una riduzione del 9% della mortalità totale, del 9% della mortalità per cause cardiovascolari, del 13% dell’incidenza di patologie come Parkinson e Alzheimer, e del 6% dell’incidenza o mortalità per tumori.
LE CONSEGUENZE - I risultati di questo studio presentano importanti implicazioni per la salute pubblica, in particolar modo nel ridurre il rischio di morte prematura nella popolazione generale. Inoltre confermano le raccomandazioni delle correnti linee-guida delle più importanti società scientifiche, che incoraggiano il profilo dietetico di tipo Mediterraneo per la prevenzione delle principali malattie cronico-degenerative. La dieta mediterranea prevede un consumo abbondante di frutta, verdura, carboidrati complessi, olio di oliva, pesce, e meno di carne, insaccati, formaggi e derivati.
MA GLI ITALIANI NON LA FANNO - Ma se da un parte lo studio dell'università di Firenze è una buona notizia, dall'altra è «sconfortante», visto che In Italia la dieta mediterranea viene seguita sempre meno. Secondo i dati forniti da Coldiretti, infatti, è in costante calo il consumo dei prodotti che ne costituiscono le fondamenta. Nel 2008 quello di frutta è calato del 2,6 per cento, quello di olio di oliva del 2,8, quello del pane del 2,5 e quello della verdura dello 0,8. Certamente parte della responsabilità è da ascrivere alla crescita dei prezzi di questi generi alimentari, ma è innegabile che lo stile di vita e i gusti degli italiani si siano negli ultimi decenni inesorabilmente «occidentalizzati», spostandosi sempre di più verso un'alimentazione ricca di carne e grassi animali in genere.
Ed a proposito di cibo, siete sicuri di sapere tutto, ma proprio tutto, su come si conservano gli alimenti? La domanda non è affatto banale, assicurano gli esperti dell’FDA (Food and Drug Administration) statunitense: spesso si maneggiano i cibi con leggerezza, senza far troppo caso a date di scadenza, all’aspetto dei prodotti o alle condizioni di frigorifero e freezer. Errori che possono portare alla salmonellosi, al botulismo o a gastroenteriti varie, ammoniscono dall’FDA. Così il vademecum, stilato di recente oltreoceano per rispondere ai dubbi più frequenti dei consumatori, può riservare sorprese anche a chi pensa di non aver niente da imparare.
FRIGORIFERO – Qualche «comandamento» di base? La regola delle due ore: carne, pesce, uova, latticini e in generale tutto ciò che deve stare in frigorifero (ma anche gli avanzi da conservare per i giorni successivi) non deve rimanere a temperatura ambiente oltre due ore, un'ora se fa caldo oltre 32-33 gradi. Poi, leggere le etichette: molte salse, marmellate o cibi conservati devono essere messi in frigo una volta aperti. Altra regola d'oro, non riempire il frigorifero (l'aria deve circolare bene) e sistemare i prodotti in maniera intelligente. «Un po' tutti tendiamo a mettere i cibi nel frigo in modo disordinato, ma ad esempio la verdura a contatto con alimenti “sani” può contaminarli», interviene Augusto Panà, direttore della Cattedra di Igiene e Medicina Preventiva del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Università Tor Vergata di Roma. «Non dobbiamo dimenticare, infatti, che nel frigorifero molti microrganismi possono moltiplicarsi». Così, meglio pulirlo di frequente e gettare via il cibo scaduto, che ha cambiato aspetto o ha un odore sospetto. Tutti gli alimenti, inoltre, devono essere chiusi in contenitori coperti o sacchetti sigillati: se si lascia del cibo a marinare in un condimento, ad esempio, bisogna usare una ciotola con coperchio (mai, invece, marinare a temperatura ambiente, altrimenti i batteri trovano un «brodo» ideale per moltiplicarsi). È anche bene ricordarsi di controllare spesso la temperatura, che deve essere inferiore o uguale a 4 gradi.
FREEZER – Anche il freezer dovrebbe essere sempre mantenuto a – 18 gradi: il freddo non uccide i batteri, ma non permette che si moltiplichino. «Per questo è importante assicurarsi che la cosiddetta “catena del freddo” non venga interrotta», dice Panà. «Purtroppo spesso e volentieri capita, anche a livello di grande distribuzione: i controlli siano insufficienti e i prodotti rimangono troppo a lungo a temperature più elevate del dovuto. E possono essere guai: se in un alimento c'è una sola salmonella si può anche star tranquilli, ma se la catena del freddo viene interrotta e si consente ai microrganismi di proliferare, la carica batterica aumenta e il rischio di intossicazioni è concreto». Ma quanto sono frequenti i casi di infezione e intossicazione alimentare? «Abbastanza, anche nel nostro Paese», risponde l'esperto. «Sono di sicuro sottostimati: i casi singoli non vengono quasi mai denunciati, in più molto spesso manca una vera diagnosi di laboratorio e non sappiamo se il problema è dipeso da Escherichia Coli, da una Salmonella o altro. C'è da dire, però, che raramente si tratta di eventi che mettono in pericolo la vita, se si escludono persone anziane o debilitate in cui la disidratazione eccessiva può essere fatale». Meglio comunque evitare brutti incontri anche perché, come sottolineano dall'FDA, le norme igieniche di conservazione dei cibi sono tutto sommato semplici. (www.corriere.it)
Altre notizie:
Sabato 20 settembre, a Neoneli, si svolgerà il meeting regionale delle “Agende 21 Locali” della Sardegna. La manifestazione è una nuova ed importante occasione di incontro, scambio e riflessione tra tutti i soggetti, pubblici e privati che operano in Sardegna a favore della sostenibilità ambientale, sociale, economica ed etica. Saranno allestiti spazi espositivi, di laboratorio, di dibattito, di cultura e di divertimento aperti a tutti coloro che vorranno partecipare in maniera costruttiva, creativa e responsabile. Possono partecipare al meeting, come attori attivi, tutti i soggetti pubblici (Regione, Province, Comuni, aggregazioni e consorzi di Comuni, Gal progetto Leader, Comunità montane, Aree protette nazionali e regionali, Ente foreste Sardegna, Corpo forestale e di vigilanza ambientale , università, centri ed organismi di ricerca, scuole ed agenzie formative) che hanno realizzato o hanno in corso attività di sviluppo sostenibile, con particolare riguardo ai percorsi di Agenda 21 Locale. Possono, inoltre, partecipare soggetti privati (persone fisiche, società, cooperative, associazioni, onlus, consorzi ecc..), che hanno svolto o svolgono attività e servizi per lo sviluppo locale sostenibile o hanno collaborato con uno o più soggetti pubblici, alla promozione, attuazione e diffusione di percorsi di Agenda 21 locale o attività di educazione ambientale (Rete Infea regionale).
Il programma prevede:
- dalle ore 9 alle 18: "La citadella della sostenibilità", spazio espositivo e di laboratorio aperto a tutti i soggetti che in Sardegna operano nel campo della sostenibilità ambientale, sociale ed economica;
- dalle ore 10 alle 13: "La citadella dell’incontro", gruppi di lavoro tematici delle Agende 21 Locali su rifiuti, acqua, biodiversità e paesaggio, energia.
Pausa pranzo presso "La citadella del ristoro", poi
- dalle 15,30 alle 17,30: tavola rotonda sul tema: "Percorsi di Agenda 21 locale in Sardegna: luci, ombre e prospettive future”. Interverranno: gli assessori regionali Cicito Morittu e Gianvalerio Sanna; Antonello Licheri presidente della commissione regionale ambiente; Stefano Pinna, presidente della commissione urbanistica; Pascquale Onida, presidente della Provincia di Oristano; Paolo Soprano e Pier Luigi Manzione del Ministero dell’Ambiente; Walter Ganapini ,assessore all’ Ambiente della Regione Campania; Gianni Agnesa del Formez; Emilio D’Alessio, presidente del coordinamento nazionale Agenda 21 Locale.
- dalle 18,30: "La citadella della cultura", spettacolo culturale e musicale, legato alla sostenibilità e alla convivenza pacifica e solidale, con la partecipazione di personaggi della cultura della letteratura, della
musica e della danza.
Di pig (del 15/10/2008 @ 20:30:10, in salute, linkato 754 volte)
Nel mese di ottobre la luce rosa che attraverserà tutta l’Italia si accenderà anche ad Oristano, illuminando il monumento di Eleonora D'Arborea. L’iniziativa è stata presentata questa sera, durante una conferenza stampa, dal sindaco, Angela Nonnis, dal presidente della Lilt, Tito Sedda, dai responsabili del centro e della campagna screening della Asl 5, Eralda Licheri e Onorato Frongia, dall’assessore alle politiche sociali, Chicco Varsi, dal presidente della Commissione Pari opportunità, Pupa Tarantini, e da Carmela Contini della sezione oristanese dell’Unesco. La Campagna Nastro Rosa, ideata nel 1989 negli Stati Uniti e promossa in tutto il mondo, ha come obiettivo quello di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando il pubblico femminile anche sugli stili di vita sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare. Ad Oristano, per l’intero mese di ottobre, la statua di Eleonora sarà illuminata con fasci di luce rosa, come simbolo visivo dell’impegno di Oristano per la campagna, ma anche come costante invito alle donne ad aderire alle iniziative di sensibilizzazione e di prevenzione contro i tumori. In tutto il mondo occidentale, il tumore al seno è il primo tumore femminile per numero di casi. La sua incidenza è in costante aumento, tanto da essere considerato alla stregua di una vera e propria malattia sociale. In Italia, i nuovi casi di cancro al seno sono circa 40 mila l’anno (39.735 nel 2007). Sono però diminuiti i decessi (9.045 nel 2007). Uno studio italiano, promosso dal Ministero della Salute e dalla Lilt, recentemente pubblicato sul 'British Journal of Cancer', dimostra che battere il tumore del seno è possibile: la mortalità, infatti, si dimezza nelle donne che annualmente effettuano la mammografia. Ad Oristano, nel mese di ottobre sono previste alcune iniziative, come le visite specialistiche senologiche, per le donne con più di 25 anni, da effettuarsi dietro prenotazione ai numeri di telefono 0783 317302 e 333 9248612. Inoltre, nell'ottica di sensibilizzare le donne ad effettuare i controlli, dal 20 al 24 Ottobre, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 18, saranno presenti due operatori della Asl per informare la popolazione femminile sugli esami e la strategie di prevenzione del tumore al seno, oltre che sulla prevenzione dei tumori femminili in generale. Il 30 ottobre, dalle 17 alle 19,30, il Teatro Garau ospiterà un convegno sui tumori femminili, sulla prevenzione e sullo screening del tumore della cervice uterina, mentre alle 21,30, sempre al Garau, è previsto uno spettacolo di beneficenza.
Di pig (del 27/03/2009 @ 14:05:05, in salute, linkato 792 volte)
L'Unità mobile del Buon Compenso del Diabete, un ambulatorio itinerante in cui medici e infermieri del servizio di Diabetologia dell'ospedale San Martino di Oristano effettueranno gratuitamente l'analisi della glicemia, e, per la prima volta nelle piazze, anche il controllo dell'emoglobina glicata, farà tappa in Piazza Eleonora, ad Oristano, giovedì 2 aprile, dalle 10 alle ore 18. L'esame, rapido e indolore, sarà seguito da un breve colloquio in cui, nel caso dovesse essere riscontrata la presenza della patologia, il diabetologo darà indicazioni all'utente su come avviare la terapia e a quali centri rivolgersi. Nel corso dell'evento, sarà anche distribuito il volume “Bcd, guida pratica per imparare a controllare il diabete”, affiancando alcuni utili consigli all'indispensabile supporto medico. All'iniziativa, presentata nel corso della conferenza stampa, che si è tenuta, questa mattina, presso la sala riunioni dell'ospedale San Martino di Oristano, hanno preso parte il direttore generale della Asl di Oristano Bruno Palmas, l'assessore ai Servizi sociali della Provincia di Oristano Mario Matta, il responsabile del servizio di Diabetologia dell'ospedale San Martino di Oristano Francesco Mastinu, il segretario provinciale della Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) Alessandro Usai, il presidente provinciale del Coni Gabriele Schintu, il rappresentante provinciale dell'Aniad (Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici) Marcello Grussu. La tappa oristanese, che rientra nel tour organizzato in molte città italiane in occasione della campagna “Bcd – informati, alleati, protetti”, promossa dalla IDF (International Diabetes Federation) attraverso le affiliate Sid (Società italiana di Diabetologia), AMD (Associazione Medici Diabetologi) e le associazioni di pazienti Fand (Federazione Associazione Nazionale Diabetici) e Aid (Associazione Italiana Diabetici), è patrocinata dal Ministero della Salute, dalla Regione sarda, dalla Provincia, dal Comune e dall’Asl di Oristano. Obiettivo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare gli oristanesi al buon compenso del diabete, puntando in particolare sulla cultura, educazione a un corretto stile di vita, sane abitudini alimentari, movimento. Un controllo costante e accurato dei parametri metabolici (come emoglobina glicata, glicemia, grassi nel sangue, pressione arteriosa), accompagnati a corrette abitudini alimentari, un'attività fisica costante, un'adeguata terapia farmacologica e a periodici test di valutazione, possono permettere una buona qualità della vita anche alle persone affette da diabete. Il tour dell'Unità mobile del Buon Compenso del Diabete non solo mira a rilevare l'effettiva esistenza della malattia in chi ancora non ne è consapevole, ma può essere un'opportunità anche per quelle persone che, pur essendo già a conoscenza del problema, non effettuano sufficienti controlli. Uno studio condotto dalla Simg (Società Italiana di Medicina Generale) ha rivelato, infatti, che soltanto il 30% si sottopone ai due test annuali per la emoglobina glicata (standard minimo richiesto), mentre un paziente su due non presenta valori in linea con le indicazioni delle linee guida internazionali, rischiando di compromettere il suo stato di salute generale.
Per chi vuole saperne di più, questi i dati sul diabete:
Il diabete è in costante aumento in tutto il mondo: si calcola che nel 2025 i diabetici saranno ben 300 milioni. Una crescita che si accompagna a quella di altre malattie metaboliche, come ipertensione arteriosa e ipercolesterolemia: patologie legate ai cambiamenti radicali negli stili di vita avvenuti nell’ultimo secolo, di pari passo con la crescita economica, e che oggi si stanno allargando ai paesi in via di sviluppo, fino a poco tempo immuni a questi tipi di malattie. Tra i principali responsabili, ci sono la grande disponibilità alimentare e la sedentarietà. «L’uomo, che per millenni ha sviluppato caratteristiche genetiche che gli permettessero di sopravvivere in condizioni di carenza alimentare e di affrontare una intensa attività fisica per procacciarsi il cibo – spiegano gli esperti – oggi mantiene quel patrimonio genetico, pur in una condizione ambientale completamente modificata». Evitare l’assunzione di quantità di cibo non necessarie e riprendere l’abitudine ad una quotidiana attività fisica moderatamente intensa sono dunque i presupposti dei possibili interventi di prevenzione. In Italia le rilevazioni epidemiologiche indicano una prevalenza del 6% sulla popolazione generale: su 100 abitanti di età compresa tra gli 0 e i 100 anni, 6 sono affetti da diabete. Per quanto riguarda la Sardegna, l'isola non si discosta dai dati nazionali per quanto attiene il diabete dell’adulto (Tipo 2). Rilevante è però il problema del diabete del giovane e del bambino (Insulinodipendente o Tipo 1), per il quale la Sardegna è al secondo posto al mondo e l'oristanese è il territorio, insieme al cagliaritano, più colpito.
La situazione di Oristano
Quella di Oristano è la provincia che, con circa novemila persone affette da diabete di Tipo 1 e 2 e con una percentuale di nuovi casi di diabete di Tipo 1(giovanile, insulino-dipendente), superiore di circa sei volte rispetto a quella nazionale, registra il record negativo in Italia. Un dato, quello ufficiale, che solo in parte rivela l'effettiva gravità del fenomeno perché esiste ancora un forte sommerso: molti soggetti (addirittura un diabetico su tre, secondo alcuni studi) convivono con la patologia senza esserne a conoscenza, e continuano così ad adottare stili di vita errati, nocivi e potenzialmente letali. Una diagnosi precoce, come quella che può essere effettuata all'interno dell'Unità Mobile del Buon Compenso, può quindi aiutare a indirizzarsi verso sane abitudini ed eventuali terapie farmacologiche che mettano il soggetto al riparo da rischi per la propria salute. Per la quasi totalità delle persone affette da diabete in Sardegna il principale erogatore di cure è il centro diabetologico, seguito dal medico di medicina generale.
La Gestione integrata
Allo scopo di migliorare la qualità dell’assistenza e sulla base del Progetto di “Prevenzione delle complicanze del diabete mellito”, in Sardegna è stata avviata la Gestione integrata della persona con diabete, che prevede la collaborazione tra medici di Medicina Generale e diabetologi, inseriti in una rete operativa su base territoriale costituita dall’insieme di uno o più servizi di diabetologia, dai medici di medicina generale operanti sul territorio e dal servizio distrettuale dell’Asl territorialmente competente. Il protocollo per la Gestione integrata vede la Asl di Oristano capofila in Sardegna per l’avvio del programma che dà, di fatto, il via a una collaborazione più stretta tra i medici di famiglia e gli specialisti di Diabetologia. Ai primi è affidata l'assistenza di primo livello (i periodici controlli dei valori glicemici e delle condizioni di salute dei pazienti affetti da diabete di Tipo 2, non insulinodipendenti), mentre l'inquadramento diagnostico e la cura farmacologica più complessa restano a carico degli specialisti, che intervengono nell'assistenza di secondo livello, ovvero nella diagnosi e nella gestione delle complicanze vascolari, renali, oculari e neurologiche. In questo modo, il paziente avrà la possibilità di essere seguito in modo più costante dal proprio medico di famiglia, che conosce meglio le sue condizioni di salute. Ciò permetterà alla persona affetta da diabete di sottoporsi più spesso ai controlli e di farlo, grazie alla rete capillare costituita dai medici di Medicina Generale, senza dover raggiungere strutture spesso fisicamente distanti dal proprio domicilio.
Altre notizie:
Non sapeva come rientrare da Oristano a Cagliari e, quindi, non ha trovato di meglio che rubare un'automobile. Protagonista della vicenda una 39enne, che è stata arrestata ad Oristano. Il fatto è accaduto durante la notte, verso le 3, in una piazza centrale della città. La donna è stata colta in flagrante dalla polizia mentre tentava di impadronirsi di una Fiat Stilo. Secondo quanto riferito dagli agenti, è stato il figlio del proprietario a bloccarla e a trattenerla fino all'arrivo di una pattuglia. La donna, in stato confusionale, ha giustificato il furto dicendo che l'auto, non essendo disponibili i mezzi pubblici, le sarebbe servita per fare rientro a Cagliari. L'autrice del furto è stata arrestata e portata nel carcere di Oristano.
Lancette dell'orologio avanti di sessanta minuti nella notte tra sabato e domenica. Alle 2 in punto di domenica 29 marzo torna, infatti, l'ora legale, destinata a restare in vigore per i prossimi sette mesi, fino alla notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Il padre dell'idea è, come molti sanno, l'inventore del parafulmine, Benjamin Franklin, che ne scrisse nel 1784 sulle colonne del "Journal de Paris". Un'intuizione, la sua, per molti versi geniale, destinata però ad essere ripresa solo più di un secolo più tardi, nel 1907, per merito (o per colpa, a seconda dei punti di vista) del costruttore inglese William Willet. Altri nove anni, e la Camera dei comuni di Londra avrebbe adottato il "British Summer Time": in parole povere lo spostamento in avanti di un'ora durante i soli mesi estivi. In Italia l'esordio dell'ora legale è datato 1916, dal 3 giugno al 30 settembre. Nel 1920 l'inizio fu anticipato a marzo, ma per i successivi venti anni non se ne fece più niente. Il "contrordine" di Mussolini è del 1940. L'ora legale tornò in auge negli anni del periodo bellico e della prima ricostruzione, fino alla nuova abolizione del 1948. Il via libera definitiva arrivò solo nel 1966: per i primi tredici anni l'ora legale restò in vigore da fine maggio a fine settembre, mentre dall'81 al '95 l'inizio fu anticipato all'ultima domenica di marzo. Il regime definitivo risale al 1996, quando a livello europeo si convenne di prolungarne ulteriormente la durata all'ultima domenica di ottobre. A prescindere dalle polemiche sulla dannosità o meno di questo escamotage per la salute (secondo alcune ricerche il ritmo circadiano dell'uomo mal si adatterebbe al cambio d'ora, alterando il normale ritmo sonno-veglia), il risparmio energetico appare infatti indiscutibile. Nel corso dell'anno, secondo gli ultimi dati Tarni, con sessanta minuti di luce in più i consumi di energia elettrica saranno ridotti di 645milioni di kWh. Non solo: secondo una ricerca condotta da Eco-Way, societa' italiana di consulenza nel settore dei cambiamenti climatici, il risparmio sarebbe anche di oltre 342mila tonnellate di anidride carbonica. "I mesi in cui si registra il maggior risparmio di consumi di CO2 - spiegano gli autori della ricerca - sono aprile e ottobre. Poichè in questi due mesi le giornate sono più corte in termini di luce naturale, con un'ora di sole in più si ritarda l'utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno funzionamento. Nei mesi estivi, invece il risparmio di CO2 è meno marcato, poichè le giornate sono già più lunghe e la luce si accende solo nelle ore serali.
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