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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di greg (del 03/11/2009 @ 19:30:01, in salute, linkato 656 volte)
Mentre un nuovo caso di contagio da virus A/H1N1 si è verificato a Sassari (si tratta di un uomo di 44 anni, di origini campane, già affetto da patologia immunodepressa), l'Azienda Sanitaria Locale n°5 di Oristano ha ricevuto, oggi, 2.700 dosi di vaccino per l'influenza da virus A/H1N1. Si tratta del secondo lotto, dopo quello consegnato nei giorni scorsi di 1.190 dosi destinate agli operatori sanitari. Come previsto dal piano nazionale per la pandemia influenzale, la campagna di vaccinazione è stata, infatti, organizzata secondo un ordine di priorità, che parte dai soggetti a maggior rischio per proseguire a cascata con l'arrivo dei nuovi lotti di vaccino. Quattro gli step (scaglioni) previsti dal ministero per l'immunizzazione della popolazione a rischio, che avverrà non per richiesta diretta (così come avviene per la tradizionale influenza stagionale) ma esclusivamente su chiamata diretta delle categorie coinvolte negli ambulatori di igiene pubblica della Asl o presso i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta, secondo un calendario che sarà comunicato ai cittadini con l'arrivo delle nuove dosi. La prima tornata di vaccinazioni, che è attualmente in corso, coinvolge gli operatori sanitari e socio-sanitari. In questa categoria rientrano i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, le guardie mediche, gli operatori del 118, il personale che segue i servizi vaccinali e di prevenzione (i medici di igiene pubblica), il personale ospedaliero, di assistenza territoriale, le case di cura, di riposo e di assistenza, i farmacisti. Una volta immunizzate le persone che rientrano in queste categorie, si procederà con il secondo step, articolato in due sottocategorie: nella prima rientrano le donne al secondo e terzo mese di gravidanza, i bambini e adolescenti con patologie croniche tra i 6 mesi e i 17 anni, quelli tra i 6 e i 24 mesi nati pretermine e gli adulti di età inferiore ai 65 anni con patologie croniche; nella seconda categoria, i donatori di sangue, le forze dell'ordine e i vigili del fuoco. Con la terza tranche saranno vaccinati i soggetti impiegati nella protezione civile, nel settore dell'energia, della raccolta rifiuti, acquedotti, reti di distribuzione, informatiche e di telecomunicazioni, dei trasporti pubblici e del traffico aereo. Nel quarto step è, invece, prevista la vaccinazione di insegnanti, dipendenti delle poste e dei servizi essenziali. La Asl ricorda ai cittadini che non è utile recarsi, attualmente, presso le strutture sanitarie per prenotare il vaccino contro l'influenza A, in quanto non appena si avrà la disponibilità delle dosi sarà la Asl a darne notizia. Ugualmente, chi accusasse i sintomi dell'influenza non deve recarsi al pronto soccorso, ma restare a casa e, se le condizioni si presentano particolarmente preoccupanti, contattare telefonicamente il proprio medico di famiglia che effettuerà una prima diagnosi. Intanto, domani mattina, nella sala riunioni dell' assessorato regionale alla Sanità, si riunirà il comitato pandemico regionale. L'organismo, coordinato dal direttore del servizio prevenzione, Donatella Campus, dovrà discutere sulla strategia per le vaccinazioni contro l'influenza A e, più in generale, sul piano regionale per la pandemia influenzale in relazione alle ultime indicazioni ministeriali. Fanno parte del comitato: il direttore generale della Sanitaà, il direttore del servizio prevenzione e gli specialisti Maria Stella Mura (docente malattie infettive, azienda ospedaliero-universitaria, Sassari), Giuseppe Angioni (responsabile del reparto malattie infettive, ospedale S.S. Trinità, Cagliari), Fiorenzo Delogu (responsabile servizio igiene e sanità pubblica Asl 1, Sassari), Giorgio Steri (responsabile servizio igiene e sanità pubblica Asl 8, Cagliari), Paolo Emilio Manconi (docente medicina interna - azienda ospedaliero-universitaria, Cagliari), Paolo Castiglia (docente di Igiene - Università Sassari), Giovanni Panichi (responsabile servizio veterinario sanità animale, Asl 5 Oristano), Vassilios Fanos (docente di pediatria, Università Cagliari), Lucia Carta (responsabile servizio farmaceutico Asl 1 Sassari), Antonina Dolei (docente di virologia, Università Sassari), Giuseppe Vacca (rappresentante dei pediatri di libera scelta), Salvatore Cinus (rappresentante Protezione civile.
Altre notizie:
L’Assessorato regionale all’Ambiente ha accolto, favorevolmente, la richiesta della Provincia di Oristano, su proposta dell’assessore Pierfrancesco Garau, per il parziale utilizzo delle somme stanziate dalla Regione (annualità 2009) per la rimozione, lo smaltimento e la bonifica di manufatti contenenti amianto negli edifici privati. Questo permetterà il soddisfacimento totale delle 126 richieste presentate e rimaste inevase per l’anno 2008. L’assessore regionale, Giorgio Oppi, ha assicurato l’attivazione, in tempi rapidi, di tutte le procedure per ultimare l’iter burocratico già avviato. Successivamente la Provincia di Oristano pubblicherà il nuovo bando per l’utilizzo delle somme residue concesse per il 2009. Sempre per quanto riguarda la Provincia, nell’ultima seduta del consiglio Danilo Mastino ha sottolineato i rischi di un declassamento per l’ospedale di Bosa ed ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno per salvaguardare la struttura ospedaliera della Planargia. Stefano Figus ha posto in evidenza gli ostacoli che incontra la “Cooperativa Soccorso Emergenza” di Bosa, dislocata a Cuglieri ma ancora priva del codice identificatorio, non fornito da parte della sede regionale del 118 di Cagliari. Una vertenza sui problemi della pesca è stata sollecitata dal cabrarese Sandro Murana, incontrando il favore dell’assessore all’ambiente, Piefrancesco Garau. Secondo Murana la vertenza dovrebbe riguardare una serie di misure e interventi per il settore, che in parte si sono persi per strada, a incominciare dai 30 milioni di euro stanziati dalla Regione per la bonifica degli stagni della Sardegna. Un’interpellanza sugli studenti che frequentavano l’Istituto d’Arte di Samugheo ed ora sono, invece, costretti a costose trasferte, è stata illustrata da Antonello Demelas. L’assessore alla pubblica istruzione Mario Matta si è detto disponibile ad affrontare il problema, assieme al comune di Samugheo e all’Istituto d’Arte. Rimanendo in tema scolastico, sul funzionamento dell’Istituto Professionale per i Servizi Sociali, il consigliere Emanuele Cera ha dato atto all’assessore Mario Matta di aver mantenuto un corso, che altrimenti rischiava la soppressione, grazie a un intervento finanziario della Provincia. Emanuele Cera ha poi chiesto spiegazioni all’assessore provinciale all’Ambiente sulla pulizia dei canali e dei corsi d’acqua. L’assessore ha risposto che la somma attribuita dalla Regione, pari a 189 mila euro, è assolutamente insufficiente a far fronte a tutte le esigenze. Ad oggi, gli interventi riguardano i comuni di Albagiara, Busachi, Cuglieri, Fordongianus, Ghilarza, Neoneli, Norbello, Sedilo, Siamanna, Siris, Villaurbana.
Venerdì 6 novembre, alle 21, al Teatro Antonio Garau di Oristano, si esibirà la band “Fluido Rosa” in “Omaggio ai Pink Floyd”. Il concerto è organizzato dall’Ente Concerti “Alba Pani Passino”, con il patrocinio della Fondazione Banco di Sardegna, della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero per i Beni e le Attività culturali, del Comune e della Provincia di Oristano.
Di greg (del 29/10/2009 @ 10:45:12, in salute, linkato 677 volte)
Ogni anno, nel mondo, sono sei milioni le persone che muoiono di ictus. In Europa, l’ictus rappresenta la prima causa di disabilità a lungo termine ed è la terza causa di morte. “Ictus:cosa posso fare, io?”. E’ lo slogan della quinta “Giornata mondiale”, che si celebra oggi. E' un evento utile per sollecitare singoli, gruppi e governi ad agire contro una malattia dalle cifre impressionanti. Nel mondo i casi sono 16 milioni, 6 milioni muoiono. In Europa rappresenta la prima causa di disabilità permanente, la seconda di demenza e la terza di morte. In Italia le persone colpite sono 230 mila, di cui il 40% con conseguenze disabilitanti. La spesa ,in una cifra indicativa, è di 3,7 miliardi di euro/anno, cui vanno ad aggiungersi i costi indiretti. Si tratta spesso di gente ancora in età lavorativa. Occorre dunque fare di più, soprattutto nel campo di una corretta informazione ed educazione sanitaria. In tal senso, accanto al medico di medicina generale, utile è il ruolo dell’ Associazione per la lotta all’Ictus cerebrale (Alice) (www.aliceitalia.org). Ma che cos’è l’ictus? Detto anche “accidente cerebrovascolare” è l'evento che si manifesta in seguito all'improvvisa chiusura o rottura di un vaso cerebrale. Può essere emorragico (sanguinamento all’interno del tessuto cerebrale) o, all’opposto, ischemico (più frequente, soprattutto fra gli anziani). In questo secondo caso, si può distinguere il Tia ( attacco ischemico transitorio, per ridotto afflusso di sangue inferiore al minuto di tempo), con manifestazioni simili, ma transitorie, rispetto all’ictus ischemico (riduzione di forza o sensibilità di braccio e/o gamba,”bocca storta”, difficoltà a parlare, a vedere la metà degli oggetti,etc.). Circa il 12% di soggetti con Tia presenterà un ictus entro un anno. Come si può prevenire? Con un adeguato stile di vita. Alimentazione giusta fin dalla giovane età attraverso il ruolo della scuola, capace d’indicare percorsi idonei. No al sovrappeso, sì all’attività fisica e niente fumo. Ipertensione arteriosa, eccesso di colesterolo, diabete, fibrillazione atriale cardiaca sono situazioni a rischio. La pressione alta è presente in 6 anziani su 10, ma un terzo di loro non è trattato e circa la metà di quelli trattati non ha un adeguato controllo dei valori pressori. In caso di ictus, c’è in farmaco efficace? Trombolisi, salvavita di pronto soccorso. Se si inietta questo farmaco anti-trombosi entro 3 ore, e non esistono altre controindicazioni, si può ottenere un recupero funzionale in oltre la metà dei casi. Per ampliare il numero di pazienti ricoverabili in ospedale entro 3 ore, occorrono campagne di stampa informative e di sensibilizzazione continue. Attualmente la pratica coinvolge solo il 5% dei malati. In Italia sono stati trattati complessivamente 3.674 pazienti in 105 centri autorizzati, dal 2003. Certamente occorrono più “Stroke-unit”, che sono le strutture specializzate per la gestione dello “stroke” (termine inglese dell’ictus). Si pensa che, in una rete organizzativa territoriale, debbano essere ubicate negli ospedali di secondo e terzo livello. Invece che all’implementazione delle reti assistenziali (è il parere di Maria Luisa Sacchetti di Alice Italia Onlus) e a programmi d’informazione, oggi stiamo assistendo a gravi negligenze e tagli in tutta Italia, soprattutto al Centro Sud. Per questo motivi si chiede un disegno di legge ad hoc. In tutti i casi è utilissima la prevenzione. Lo studio dello stato di salute delle arterie carotidi (i principali vasi che portano sangue agli emisferi cerebrali) è importante per stabilire precocemente un’eventuale condizione di malattia. A livello di valutazione strumentale, le immagini sono infatti in grado di fornirci concrete informazioni sulla pervietà (normale apertura di un condotto) dei vasi sanguigni. Il restringimento (stenosi) del calibro delle arterie rappresenta una causa prioritaria dell’ictus. Attualmente si cerca d’identificarne la presenza in chi abbia già avuto disturbi per intervenire chirurgicamente o con angioplastica (il sondino inserito nell’arteria inguinale e capace di disostruire il trombo che occlude l’arteria al collo), mentre prosegue la ricerca di tecniche che consentano di evidenziare la presenza delle placche di aterosclerosi (un accumulo di grassi, presenza di calcificazioni) prima dell’evento vascolare. L’ecografia dei vasi carotidei, cioè l’impiego degli ultrasuoni, oltre a dare una misura della gravità dell’ostruzione, può identificare alcune delle caratteristiche strutturali delle placche che si associano ad un aumentato rischio di rottura e chiusura. E’ in sostanza la tecnica maggiormente utilizzata in proposito. Nell’ambito di questo esame, le novità riguardano un elemento predittivo del rischio di ictus, ovvero la misurazione dello spessore della parete media e di quella interna della parete arteriosa. Discorso analogo vale per il cuore. Gli aumenti di tali spessori sono predittivi di un'eventuale malattia. Ma predire non vuol significare prevenire. E’ soltanto un dato da inserire nel contesto del quadro clinico generale del soggetto. Una persona di 50 anni, in buona salute, ha certo uno spessore superiore a quello di un ventenne, ma non per questo motivo si può parlare di condizione a rischio. La presenza invece di uno stato ipertensivo, pur se controllato farmacologicamente, cambia e non di poco i parametri di giudizio anche in età giovanile. L’ecografia non rappresenta un’indagine di routine su tutta la popolazione, bensì un prezioso ausilio di diagnosi precoce e di controllo strumentale. Nella tecnologia di settore, importante attività è svolta dal gruppo Esaote, che ha sviluppato in campo cardiovascolare un approccio innovativo all'esame carotideo. Contrariamente alle aspettative, eventuali mutamenti di spessore indotti da interventi terapeutici non modificano la prognosi, cioè la gravità della situazione. Il valore clinico della composizione della placca, infatti, è tutto da dimostrare. Intanto, un nuovo farmaco anti ictus dovrebbe salvare novemila vite l’anno. La molecola è stata presentata, recentemente, al Congresso europeo di cardiologia di Barcellona davanti a trentamila esperti, e promette risultati incoraggianti rispetto al medicinale utilizzato finora sui pazienti con fibrillazione atriale. Potrebbe essere disponibile già dal 2010. Un ictus in meno ogni ora. È questa la promessa del nuovo farmaco, i cui risultati dello studio sul “dabigatran etexilato” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine. Ma che cos’è il dabigatran etexilato? E’ un farmaco anticoagulante orale per la prevenzione dell'ictus nei cardiopatici con fibrillazione atriale (un problema che colpisce 500.000 persone in Italia, con 60.000 nuovi casi all'anno), destinato a cambiare radicalmente la terapia. L'indagine, la più ampia condotta sulle conseguenze di questa malattia, ha coinvolto 18.113 pazienti in 44 paesi, Italia compresa (con 274 pazienti e 18 centri coinvolti), e ha comparato la nuova molecola con quella finora utilizzata, dimostrando una riduzione dei casi di ictus del 34% e del rischio di morte del 12%. Secondo gli esperti, dopo 50 anni, finalmente, una vera innovazione; un'arma efficace per prevenire l'ictus (che in Italia rappresenta la terza causa di morte, responsabile del 10-12% del totale dei decessi, e la principale causa d'invalidità) e un punto importante nella lotta alle malattie cardiovascolari". (la Repubblica)
Altre notizie:
“La proposta di introdurre nella scuola italiana un'ora di religione islamica facoltativa è impraticabile e non servirebbe per garantire forme di integrazione". Lo ha affermato l'arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna, vicepresidente del Servizio per il Progetto culturale della Cei e presidente della Commissione Scuola, Università ed Educazione della Conferenza episcopale italiana, in un articolo pubblicato sull'ultimo numero del giornale della diocesi “L'Arborense”. Secondo monsignor Sanna sono tre le ragioni principali che portano a bocciare la proposta formulata di recente dalle fondazioni di Gianfranco Fini e Massimo D'Alema e dal viceministro Adolfo Urso. "Anzitutto - ha scritto l’arcivescovo - bisogna dire che la natura dell'insegnamento della religione cattolica è diversa da quella di un ipotetico insegnamento dell'islam. L'insegnamento della religione cattolica, infatti, è regolato dal concordato tra il Governo Italiano e la Santa Sede, poichè il cattolicesimo è parte integrante della cultura e della tradizione del popolo italiano. Possiamo dire – ha proseguito Ignazio Sanna - che il cattolicesimo costituisce la componente principale dell'identità del popolo italiano. Per questo, l'insegnamento della religione cattolica, anche se facoltativo, non ha carattere confessionale bensì culturale, come la storia, la geografia, la storia dell'arte. In secondo luogo, nel cattolicesimo c'è una gerarchia ecclesiastica ben definita, che governa e garantisce l'unità di pensiero e di comportamento di tutta la chiesa universale. In esso, c'è una costante tradizione di interpretazione della Scrittura. Il patrimonio di verità teologiche e morali è garantito da una struttura centrale che fa capo al papa ed ai vescovi, i quali garantiscono un magistero vincolante per tutti i cattolici. Nell'islam, invece, non c'è un'unica tradizione esegetica di interpretazione del Corano. Non c'è neppure un unico islam, perchè l'islam del Marocco non è quello dell'Indonesia; l'islam della Turchia non è quello dell'Arabia Saudita”. Infine, sempre secondo l’arcivescovo “…l'insegnamento dell'islam non garantirebbe l'integrazione dei ragazzi arabi ma otterrebbe una loro ulteriore ghettizzazione, finendo per essere il metodo sbagliato che favorisce l'isolamento e non l'integrazione degli islamici nella comunità italiana”.
Le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil organizzeranno, a Cagliari, a metà dicembre, una manifestazione per sensibilizzare l'esecutivo regionale e il governo nazionale sui temi dell'occupazione e dello sviluppo economico e sociale della Sardegna. La mobilitazione sarà preceduta da assemblee pubbliche in ogni capoluogo di provincia e dal Congresso del popolo sardo, in programma alla Fiera di Cagliari il 30 novembre prossimo, al quale parteciperanno circa 1500 delegati sindacali. Il punto di partenza del dibattito sarà un documento, stilato dalle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, sulla base di analisi, studi e proposte sulla crisi economica e sociale che attanaglia la Sardegna. "Oggi abbiamo bisogno di almeno 200 mila posti di lavoro - hanno detto i tre segretari sindacali, questa mattina, durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione – e questo obiettivo non può essere raggiunto attraverso strumenti ordinari. Il lavoro è l’assoluta priorità. Il Congresso del popolo sardo e la manifestazione di dicembre devono promuovere una nuova stagione costituente, che affronti questioni come l'autonomia della Sardegna, la riscrittura dello Statuto speciale regionale e le scelte più' consone allo sviluppo economico e sociale della nostra terra. L'impegno fondamentale dei sardi e dei sindacati riguarda una società improntata alla giustizia, alla libertà e all'equità, da realizzarsi attraverso la partecipazione, e un tipo di sussidiarietà dove prevalgano, in egual misura, le opportunità per le persone con l'obiettivo di concretizzarle con uguale dignità, ruolo e rappresentanza. Proprio per questo riteniamo che il lavoro sia una condizione primaria nell'ottica di un nuovo sviluppo economico e sociale della Sardegna. Durante la conferenza stampa i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno illustrato i dati sulla grave situazione economica della Sardegna. I lavoratori in cassa integrazione guadagni sono 9.714 e quelli in mobilità 2.908. Il tasso di disoccupazione, aggiornato al secondo trimestre 2009, è dell'11%, con 78.000 persone in cerca di occupazione alle quali si aggiungono 92.000 disoccupati, che hanno rinunciato alla ricerca di un posto di lavoro. Particolarmente preoccupante appare il tasso di disoccupazione giovanile che nell'isola, nel 2008, ha toccato quota 36,8% contro il 21,3% della media nazionale.
Due anni e sei mesi per l'ex direttore generale della presidenza della giunta regionale Fluvio Dettori, un anno per gli altri tre componenti la commissione giudicatrice, Aldo Brigaglia, Roberta Sanna e Giovanni Maria Filindeu. Sono le richieste formulate dal Pm, Mario Marchetti, al termine della requisitoria al processo, con rito abbreviato, per l'affidamento della gara d'appalto per la pubblicità istituzionale della Regione all'agenzia Saatchi & Saatchi. Secondo l'accusa, Dettori è responsabile di falso, peculato, abuso d'ufficio, turbativa d'asta e rivelazione di segreti d'ufficio, perché avrebbe influito sui commissari affinché affidassero l'appalto a Saatchi, e il 30% in subappalto a un altra società. Per ottenere il risultato, Dettori avrebbe fatto pressioni su Sanna e Filiendeu (falso) mentre Brigaglia (falso e rivelazione di segreti d'ufficio) si sarebbe adoperato per favorire Twba. Renato Soru, rinviato a giudizio, comparirà davanti ai giudici del tribunale il prossimo 6 novembre.
Con una spesa di ventimila euro la giunta comunale di Oristano completerà la pavimentazione dei marciapiedi del piano di zona di via Vandalino Casu. “L’intervento sarà realizzato con le economie derivanti dall’appalto per l’illuminazione pubblica del piano di zona di via Casu – ha detto l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu -. Attualmente la superficie dei marciapiedi è costituita semplicemente da massetto in calcestruzzo cementizio, ma con questo progetto potremo completare la pavimentazione e migliorare le condizioni di vivibilità di quella zona della città”.
Va in archivio l'edizione 2009 della campagna nazionale “Mese del nastro rosa” per la prevenzione dei tumori femminili, promossa dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e supportata, ad Oristano, dall'Azienda Sanitaria Locale n°5 e dal comune del capoluogo, che ha illuminato la statua di Eleonora di un simbolico fascio di luce rosa. Anche quest'anno, gli stand allestiti dai volontari Lilt e dagli operatori Asl nelle piazze della città hanno registrato una grande affluenza e riscosso un notevole interesse da parte delle donne, che proprio nei punti informativi hanno potuto informarsi sui servizi sanitari del territorio a cui rivolgersi per effettuare la diagnosi precoce. Tre gli eventi informativi il primo si è tenuto nella hall del centro commerciale Porta Nuova, mentre gli altri due appuntamenti hanno avuto come sede il mercato cittadino di via Aristana. Centinaia le brochure distribuite, con particolare interesse suscitato dalle schede informative sull'autopalpazione del seno, illustrate attraverso immagini di semplice lettura, con mosse e comportamenti da adottare per effettuare, periodicamente, l'autodiagnosi della mammella.
Di greg (del 10/06/2009 @ 15:15:30, in salute, linkato 694 volte)
I media spesso parlano di sanità per sottolinearne, com’è giusto che sia, pecche e carenze, che nella sanità pubblica, purtroppo, abbondano. Talvolta è però opportuno evidenziare e portare a conoscenza dell'opinione pubblica anche gli sforzi di coloro che si prodigano perché pecche e carenze vengano, quantomeno, ridotte e circoscritte a livelli accettabili. E ad accorgersi che c’è anche una sanità che funziona, e in particolare ad Oristano, è stato, questa volta, il prestigioso quotidiano “Il sole 24 ore”, con l'attribuzione di una "menzione speciale" all’Azienda sanitaria locale n°5 per la riduzione delle liste d'attesa. Il quotidiano economico, nell'inserto Sanità, dedica ampio spazio alla ricetta studiata dalla Asl n°5 per contenere i tempi d'accesso alle prestazioni, con un dettagliato resoconto su tutte le misure adottate, e di quelle da adottare, per tagliare il traguardo del rientro nelle soglie indicate dalla normativa regionale. Su un totale di 48 prestazioni monitorate, evidenzia il quotidiano, grazie alle azioni messe in campo dalla Asl di oristano nel secondo semestre 2008 e nel primo del 2009, sono scese da 18 a 4 le branche cliniche che sforano i tetti posti dalla Regione. Ben 12, infatti, sono le prestazioni ricondotte entro i limiti temporali, ed appena 4 su 48 quelle in sofferenza. Le scelte che hanno permesso di “sgonfiare” le liste d'attesa sono state diverse: dai progetti ad hoc stipulati con i medici e i tecnici di radiologia (uno dei settori clinici più critici), all'incremento di ore di specialistica ambulatoriale; dall'attivazione del Centro Unico di Prenotazione, con il servizio di recall per la scrematura degli utenti che disdicono la prenotazione, all'istituzione di servizio di assistenza sanitaria dedicati alle fasce deboli (come il servizio di Odontoiatria per disabili). La formula del successo, come spiega il giornale milanese, è un complessivo incremento dell'offerta su più fronti, a cui si affianca una razionalizzazione e una riorganizzazione dei percorsi di prenotazione delle prestazioni, che diventano più snelli e razionali. Per mantenere i risultati raggiunti e per amplificare ulteriormente lo sforzo nei settori critici, il quotidiano segnala il “Piano per il contenimento d'attesa 2009”. Un progetto che, prevede, oltre all'ulteriore arricchimento dell'offerta sanitaria, l'adozione dei codici di priorità indicati nella ricetta medica, che permetteranno al paziente di accedere alla visita in tempi appropriati, in base alla diagnosi effettuata dal medico di famiglia o dallo specialista, che dovrà barrare la casella corretta sulla ricetta. Cinque le fasce temporali indicate nella ricetta, a seconda dell'urgenza con cui è necessario accedere alla prestazione: un'indicazione a cui gli operatori addetti alla prenotazione dovranno attenersi, e che servirà per smistare in maniera coerente ed efficace i pazienti più urgenti da quelli che devono effettuare una semplice visita di controllo.
Altre notizie:
Sergio Mastinu, un tranquillo pensionato di Bosa, di 75 anni, ha trafitto alla tempia pare con un coltello o un tagliacarte, la moglie invalida, bloccata al letto da sette anni, e poi, convinto di averla uccisa, si è suicidato lanciandosi da una finestra del loro appartamento in un quartiere di recente edificazione della cittadina della Planargia. E’ stata la badante dell'anziana coppia, rientrando a casa, attorno a mezzogiorno, dopo aver fatto delle commissioni, a trovare per strada il corpo di Sergio Mastinu, che è morto sul colpo, dopo il salto nel vuoto da una decina di metri. La badante ha, quindi, chiamato i carabinieri, che hanno trovato la moglie del pensionato, Giuseppina Sotgiu, 72 anni, in condizioni gravissime. La donna, che si muoveva soltanto su una sedia a rotelle, era adagiata sul letto, dove trascorreva gran parte della giornata, accudita dal marito e dalla badante. Trasportata immeditamente con un elicottero all'ospedale di Sassari la donna è stata ricoverata nel riaperto di rianimazione. Sono tuttora sconosciute le cause che hanno portato il Mastinu a compiere un gesto così estremo, anche se a Bosa molti pensano possa essersi trattato di un episodio dettato, probabilmente, dalla disperazione, nel tentativo di porre fine alla sofferenza di entrambi. L'episodio ha scosso gli abitanti di Bosa, dove Mastinu, che da tempo aveva dedicato tutte le sue energie alla cura della moglie, era molto conosciuto, anche perché aveva gestito, per tanti anni, un negozio di filati.
Entro la fine del mese di questo mese, la Regione sarà presenterà un primo testo legislativo sul piano casa. E' quanto annunciato del presidente, Ugo Cappellacci, a margine della presentazione di un'intesa fra governo e regioni in materia di attività internazionali. “A luglio - ha spiegato Cappellacci -, porteremo il provvedimento in giunta e poi in consiglio regionale. In ogni caso mi piace sottolineare che, per quanto riguarda la messa a punto di un provvedimento sul piano casa nella nostra regione, abbiamo preferito sentire, di volta in volta, il parere delle conferenze territoriali, che ci hanno aiutato a mettere a punto linee guida aderenti alla realtà". Cappellacci ha aggiunto che tra circa due settimane saranno pronte alla Maddalena le strutture ricettive, tra cui anche le sale congressi, che avrebbero dovuto in un primo tempo essere utilizzate per accogliere i lavori del G8.
Il consiglio comunale di Oristano è stato convocato per martedì 16 giugno, alle 18.30, e in eventuale prosecuzione per giovedì 18 giugno, sempre alle ore 18,30. In discussione il seguente ordine del giorno: approvazione verbali sedute consiliari del 07-14-15-19 e 20 maggio 2009; adozione definitiva del Piano di Sclassificazione delle terre civiche e della richiesta di sclassificazione dal regime demaniale civico; adozione definitiva del Piano di Trasferimento delle terre civiche e della richiesta di trasferimento dei diritti di uso. Risposta a interpellanze e interrogazioni: interpellanza del Efidsio Sanna (Pd) “Affidamento dei campi sportivi”; mozione urgente di Scanu (Udeur), Sanna (Pd), Serusi (Sdi) “Dichiarazione di Territorio Comunale Denuclearizzato”; mozioni Serusi (Sdi) “Gestione e riapertura mattatoio comunale” e “Pericolosità traffico SS. N. 292 – Incroci stradali Nuraxinieddu-Massama”; mozione del Gruppo Misto e Fortza Paris “Piano strategico dell’Area Vasta”. Adeguamento dello Statuto alle norme introdotte dal D.L. 267/2000 (testo unico delle leggi sugli ordinamenti degli enti locali).
Di pig (del 27/03/2009 @ 14:05:05, in salute, linkato 480 volte)
L'Unità mobile del Buon Compenso del Diabete, un ambulatorio itinerante in cui medici e infermieri del servizio di Diabetologia dell'ospedale San Martino di Oristano effettueranno gratuitamente l'analisi della glicemia, e, per la prima volta nelle piazze, anche il controllo dell'emoglobina glicata, farà tappa in Piazza Eleonora, ad Oristano, giovedì 2 aprile, dalle 10 alle ore 18. L'esame, rapido e indolore, sarà seguito da un breve colloquio in cui, nel caso dovesse essere riscontrata la presenza della patologia, il diabetologo darà indicazioni all'utente su come avviare la terapia e a quali centri rivolgersi. Nel corso dell'evento, sarà anche distribuito il volume “Bcd, guida pratica per imparare a controllare il diabete”, affiancando alcuni utili consigli all'indispensabile supporto medico. All'iniziativa, presentata nel corso della conferenza stampa, che si è tenuta, questa mattina, presso la sala riunioni dell'ospedale San Martino di Oristano, hanno preso parte il direttore generale della Asl di Oristano Bruno Palmas, l'assessore ai Servizi sociali della Provincia di Oristano Mario Matta, il responsabile del servizio di Diabetologia dell'ospedale San Martino di Oristano Francesco Mastinu, il segretario provinciale della Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) Alessandro Usai, il presidente provinciale del Coni Gabriele Schintu, il rappresentante provinciale dell'Aniad (Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici) Marcello Grussu. La tappa oristanese, che rientra nel tour organizzato in molte città italiane in occasione della campagna “Bcd – informati, alleati, protetti”, promossa dalla IDF (International Diabetes Federation) attraverso le affiliate Sid (Società italiana di Diabetologia), AMD (Associazione Medici Diabetologi) e le associazioni di pazienti Fand (Federazione Associazione Nazionale Diabetici) e Aid (Associazione Italiana Diabetici), è patrocinata dal Ministero della Salute, dalla Regione sarda, dalla Provincia, dal Comune e dall’Asl di Oristano. Obiettivo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare gli oristanesi al buon compenso del diabete, puntando in particolare sulla cultura, educazione a un corretto stile di vita, sane abitudini alimentari, movimento. Un controllo costante e accurato dei parametri metabolici (come emoglobina glicata, glicemia, grassi nel sangue, pressione arteriosa), accompagnati a corrette abitudini alimentari, un'attività fisica costante, un'adeguata terapia farmacologica e a periodici test di valutazione, possono permettere una buona qualità della vita anche alle persone affette da diabete. Il tour dell'Unità mobile del Buon Compenso del Diabete non solo mira a rilevare l'effettiva esistenza della malattia in chi ancora non ne è consapevole, ma può essere un'opportunità anche per quelle persone che, pur essendo già a conoscenza del problema, non effettuano sufficienti controlli. Uno studio condotto dalla Simg (Società Italiana di Medicina Generale) ha rivelato, infatti, che soltanto il 30% si sottopone ai due test annuali per la emoglobina glicata (standard minimo richiesto), mentre un paziente su due non presenta valori in linea con le indicazioni delle linee guida internazionali, rischiando di compromettere il suo stato di salute generale.
Per chi vuole saperne di più, questi i dati sul diabete:
Il diabete è in costante aumento in tutto il mondo: si calcola che nel 2025 i diabetici saranno ben 300 milioni. Una crescita che si accompagna a quella di altre malattie metaboliche, come ipertensione arteriosa e ipercolesterolemia: patologie legate ai cambiamenti radicali negli stili di vita avvenuti nell’ultimo secolo, di pari passo con la crescita economica, e che oggi si stanno allargando ai paesi in via di sviluppo, fino a poco tempo immuni a questi tipi di malattie. Tra i principali responsabili, ci sono la grande disponibilità alimentare e la sedentarietà. «L’uomo, che per millenni ha sviluppato caratteristiche genetiche che gli permettessero di sopravvivere in condizioni di carenza alimentare e di affrontare una intensa attività fisica per procacciarsi il cibo – spiegano gli esperti – oggi mantiene quel patrimonio genetico, pur in una condizione ambientale completamente modificata». Evitare l’assunzione di quantità di cibo non necessarie e riprendere l’abitudine ad una quotidiana attività fisica moderatamente intensa sono dunque i presupposti dei possibili interventi di prevenzione. In Italia le rilevazioni epidemiologiche indicano una prevalenza del 6% sulla popolazione generale: su 100 abitanti di età compresa tra gli 0 e i 100 anni, 6 sono affetti da diabete. Per quanto riguarda la Sardegna, l'isola non si discosta dai dati nazionali per quanto attiene il diabete dell’adulto (Tipo 2). Rilevante è però il problema del diabete del giovane e del bambino (Insulinodipendente o Tipo 1), per il quale la Sardegna è al secondo posto al mondo e l'oristanese è il territorio, insieme al cagliaritano, più colpito.
La situazione di Oristano
Quella di Oristano è la provincia che, con circa novemila persone affette da diabete di Tipo 1 e 2 e con una percentuale di nuovi casi di diabete di Tipo 1(giovanile, insulino-dipendente), superiore di circa sei volte rispetto a quella nazionale, registra il record negativo in Italia. Un dato, quello ufficiale, che solo in parte rivela l'effettiva gravità del fenomeno perché esiste ancora un forte sommerso: molti soggetti (addirittura un diabetico su tre, secondo alcuni studi) convivono con la patologia senza esserne a conoscenza, e continuano così ad adottare stili di vita errati, nocivi e potenzialmente letali. Una diagnosi precoce, come quella che può essere effettuata all'interno dell'Unità Mobile del Buon Compenso, può quindi aiutare a indirizzarsi verso sane abitudini ed eventuali terapie farmacologiche che mettano il soggetto al riparo da rischi per la propria salute. Per la quasi totalità delle persone affette da diabete in Sardegna il principale erogatore di cure è il centro diabetologico, seguito dal medico di medicina generale.
La Gestione integrata
Allo scopo di migliorare la qualità dell’assistenza e sulla base del Progetto di “Prevenzione delle complicanze del diabete mellito”, in Sardegna è stata avviata la Gestione integrata della persona con diabete, che prevede la collaborazione tra medici di Medicina Generale e diabetologi, inseriti in una rete operativa su base territoriale costituita dall’insieme di uno o più servizi di diabetologia, dai medici di medicina generale operanti sul territorio e dal servizio distrettuale dell’Asl territorialmente competente. Il protocollo per la Gestione integrata vede la Asl di Oristano capofila in Sardegna per l’avvio del programma che dà, di fatto, il via a una collaborazione più stretta tra i medici di famiglia e gli specialisti di Diabetologia. Ai primi è affidata l'assistenza di primo livello (i periodici controlli dei valori glicemici e delle condizioni di salute dei pazienti affetti da diabete di Tipo 2, non insulinodipendenti), mentre l'inquadramento diagnostico e la cura farmacologica più complessa restano a carico degli specialisti, che intervengono nell'assistenza di secondo livello, ovvero nella diagnosi e nella gestione delle complicanze vascolari, renali, oculari e neurologiche. In questo modo, il paziente avrà la possibilità di essere seguito in modo più costante dal proprio medico di famiglia, che conosce meglio le sue condizioni di salute. Ciò permetterà alla persona affetta da diabete di sottoporsi più spesso ai controlli e di farlo, grazie alla rete capillare costituita dai medici di Medicina Generale, senza dover raggiungere strutture spesso fisicamente distanti dal proprio domicilio.
Altre notizie:
Non sapeva come rientrare da Oristano a Cagliari e, quindi, non ha trovato di meglio che rubare un'automobile. Protagonista della vicenda una 39enne, che è stata arrestata ad Oristano. Il fatto è accaduto durante la notte, verso le 3, in una piazza centrale della città. La donna è stata colta in flagrante dalla polizia mentre tentava di impadronirsi di una Fiat Stilo. Secondo quanto riferito dagli agenti, è stato il figlio del proprietario a bloccarla e a trattenerla fino all'arrivo di una pattuglia. La donna, in stato confusionale, ha giustificato il furto dicendo che l'auto, non essendo disponibili i mezzi pubblici, le sarebbe servita per fare rientro a Cagliari. L'autrice del furto è stata arrestata e portata nel carcere di Oristano.
Lancette dell'orologio avanti di sessanta minuti nella notte tra sabato e domenica. Alle 2 in punto di domenica 29 marzo torna, infatti, l'ora legale, destinata a restare in vigore per i prossimi sette mesi, fino alla notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Il padre dell'idea è, come molti sanno, l'inventore del parafulmine, Benjamin Franklin, che ne scrisse nel 1784 sulle colonne del "Journal de Paris". Un'intuizione, la sua, per molti versi geniale, destinata però ad essere ripresa solo più di un secolo più tardi, nel 1907, per merito (o per colpa, a seconda dei punti di vista) del costruttore inglese William Willet. Altri nove anni, e la Camera dei comuni di Londra avrebbe adottato il "British Summer Time": in parole povere lo spostamento in avanti di un'ora durante i soli mesi estivi. In Italia l'esordio dell'ora legale è datato 1916, dal 3 giugno al 30 settembre. Nel 1920 l'inizio fu anticipato a marzo, ma per i successivi venti anni non se ne fece più niente. Il "contrordine" di Mussolini è del 1940. L'ora legale tornò in auge negli anni del periodo bellico e della prima ricostruzione, fino alla nuova abolizione del 1948. Il via libera definitiva arrivò solo nel 1966: per i primi tredici anni l'ora legale restò in vigore da fine maggio a fine settembre, mentre dall'81 al '95 l'inizio fu anticipato all'ultima domenica di marzo. Il regime definitivo risale al 1996, quando a livello europeo si convenne di prolungarne ulteriormente la durata all'ultima domenica di ottobre. A prescindere dalle polemiche sulla dannosità o meno di questo escamotage per la salute (secondo alcune ricerche il ritmo circadiano dell'uomo mal si adatterebbe al cambio d'ora, alterando il normale ritmo sonno-veglia), il risparmio energetico appare infatti indiscutibile. Nel corso dell'anno, secondo gli ultimi dati Tarni, con sessanta minuti di luce in più i consumi di energia elettrica saranno ridotti di 645milioni di kWh. Non solo: secondo una ricerca condotta da Eco-Way, societa' italiana di consulenza nel settore dei cambiamenti climatici, il risparmio sarebbe anche di oltre 342mila tonnellate di anidride carbonica. "I mesi in cui si registra il maggior risparmio di consumi di CO2 - spiegano gli autori della ricerca - sono aprile e ottobre. Poichè in questi due mesi le giornate sono più corte in termini di luce naturale, con un'ora di sole in più si ritarda l'utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno funzionamento. Nei mesi estivi, invece il risparmio di CO2 è meno marcato, poichè le giornate sono già più lunghe e la luce si accende solo nelle ore serali.
Di pig (del 15/10/2008 @ 20:30:10, in salute, linkato 432 volte)
Nel mese di ottobre la luce rosa che attraverserà tutta l’Italia si accenderà anche ad Oristano, illuminando il monumento di Eleonora D'Arborea. L’iniziativa è stata presentata questa sera, durante una conferenza stampa, dal sindaco, Angela Nonnis, dal presidente della Lilt, Tito Sedda, dai responsabili del centro e della campagna screening della Asl 5, Eralda Licheri e Onorato Frongia, dall’assessore alle politiche sociali, Chicco Varsi, dal presidente della Commissione Pari opportunità, Pupa Tarantini, e da Carmela Contini della sezione oristanese dell’Unesco. La Campagna Nastro Rosa, ideata nel 1989 negli Stati Uniti e promossa in tutto il mondo, ha come obiettivo quello di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando il pubblico femminile anche sugli stili di vita sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare. Ad Oristano, per l’intero mese di ottobre, la statua di Eleonora sarà illuminata con fasci di luce rosa, come simbolo visivo dell’impegno di Oristano per la campagna, ma anche come costante invito alle donne ad aderire alle iniziative di sensibilizzazione e di prevenzione contro i tumori. In tutto il mondo occidentale, il tumore al seno è il primo tumore femminile per numero di casi. La sua incidenza è in costante aumento, tanto da essere considerato alla stregua di una vera e propria malattia sociale. In Italia, i nuovi casi di cancro al seno sono circa 40 mila l’anno (39.735 nel 2007). Sono però diminuiti i decessi (9.045 nel 2007). Uno studio italiano, promosso dal Ministero della Salute e dalla Lilt, recentemente pubblicato sul 'British Journal of Cancer', dimostra che battere il tumore del seno è possibile: la mortalità, infatti, si dimezza nelle donne che annualmente effettuano la mammografia. Ad Oristano, nel mese di ottobre sono previste alcune iniziative, come le visite specialistiche senologiche, per le donne con più di 25 anni, da effettuarsi dietro prenotazione ai numeri di telefono 0783 317302 e 333 9248612. Inoltre, nell'ottica di sensibilizzare le donne ad effettuare i controlli, dal 20 al 24 Ottobre, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 18, saranno presenti due operatori della Asl per informare la popolazione femminile sugli esami e la strategie di prevenzione del tumore al seno, oltre che sulla prevenzione dei tumori femminili in generale. Il 30 ottobre, dalle 17 alle 19,30, il Teatro Garau ospiterà un convegno sui tumori femminili, sulla prevenzione e sullo screening del tumore della cervice uterina, mentre alle 21,30, sempre al Garau, è previsto uno spettacolo di beneficenza.
Di greg (del 12/09/2008 @ 09:00:50, in salute, linkato 382 volte)
Seguire «davvero» la dieta mediterranea garantisce una significativa protezione nei confronti della mortalità per qualunque causa e dell'incidenza delle principali patologie cronico-degenerative, come quelle del cuore e dei vasi, i tumori, il morbo di parkinson e quello di Alzheimer. A ribadirlo con argomentazioni scientifiche ancora più solide che in passato è una metanalisi, cioè una revisione di dati a disposizione da studi precedenti, condotta da specialisti dell’Università di Firenze e dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, pubblicata sul prestigioso British Medcil Journal.
LO STUDIO - Le ricerche prese in considerazione dai ricercatori toscani hanno «sezionato» le abitudini alimentari e lo stato di salute di più di 1,5 milioni di persone seguite dai 3 ai 18 anni. Tutti gli studi esaminati utilizzavano un punteggio numerico, chiamato punteggio di aderenza, per calcolare quanto fedelmente veniva seguita la dieta Mediterranea,. Dall’analisi di questi dati è emerso che coloro che aderivano in maniera rigorosa alla dieta Mediterranea avevano un significativo miglioramento dello stato di salute, con una riduzione del 9% della mortalità totale, del 9% della mortalità per cause cardiovascolari, del 13% dell’incidenza di patologie come Parkinson e Alzheimer, e del 6% dell’incidenza o mortalità per tumori.
LE CONSEGUENZE - I risultati di questo studio presentano importanti implicazioni per la salute pubblica, in particolar modo nel ridurre il rischio di morte prematura nella popolazione generale. Inoltre confermano le raccomandazioni delle correnti linee-guida delle più importanti società scientifiche, che incoraggiano il profilo dietetico di tipo Mediterraneo per la prevenzione delle principali malattie cronico-degenerative. La dieta mediterranea prevede un consumo abbondante di frutta, verdura, carboidrati complessi, olio di oliva, pesce, e meno di carne, insaccati, formaggi e derivati.
MA GLI ITALIANI NON LA FANNO - Ma se da un parte lo studio dell'università di Firenze è una buona notizia, dall'altra è «sconfortante», visto che In Italia la dieta mediterranea viene seguita sempre meno. Secondo i dati forniti da Coldiretti, infatti, è in costante calo il consumo dei prodotti che ne costituiscono le fondamenta. Nel 2008 quello di frutta è calato del 2,6 per cento, quello di olio di oliva del 2,8, quello del pane del 2,5 e quello della verdura dello 0,8. Certamente parte della responsabilità è da ascrivere alla crescita dei prezzi di questi generi alimentari, ma è innegabile che lo stile di vita e i gusti degli italiani si siano negli ultimi decenni inesorabilmente «occidentalizzati», spostandosi sempre di più verso un'alimentazione ricca di carne e grassi animali in genere.
Ed a proposito di cibo, siete sicuri di sapere tutto, ma proprio tutto, su come si conservano gli alimenti? La domanda non è affatto banale, assicurano gli esperti dell’FDA (Food and Drug Administration) statunitense: spesso si maneggiano i cibi con leggerezza, senza far troppo caso a date di scadenza, all’aspetto dei prodotti o alle condizioni di frigorifero e freezer. Errori che possono portare alla salmonellosi, al botulismo o a gastroenteriti varie, ammoniscono dall’FDA. Così il vademecum, stilato di recente oltreoceano per rispondere ai dubbi più frequenti dei consumatori, può riservare sorprese anche a chi pensa di non aver niente da imparare.
FRIGORIFERO – Qualche «comandamento» di base? La regola delle due ore: carne, pesce, uova, latticini e in generale tutto ciò che deve stare in frigorifero (ma anche gli avanzi da conservare per i giorni successivi) non deve rimanere a temperatura ambiente oltre due ore, un'ora se fa caldo oltre 32-33 gradi. Poi, leggere le etichette: molte salse, marmellate o cibi conservati devono essere messi in frigo una volta aperti. Altra regola d'oro, non riempire il frigorifero (l'aria deve circolare bene) e sistemare i prodotti in maniera intelligente. «Un po' tutti tendiamo a mettere i cibi nel frigo in modo disordinato, ma ad esempio la verdura a contatto con alimenti “sani” può contaminarli», interviene Augusto Panà, direttore della Cattedra di Igiene e Medicina Preventiva del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Università Tor Vergata di Roma. «Non dobbiamo dimenticare, infatti, che nel frigorifero molti microrganismi possono moltiplicarsi». Così, meglio pulirlo di frequente e gettare via il cibo scaduto, che ha cambiato aspetto o ha un odore sospetto. Tutti gli alimenti, inoltre, devono essere chiusi in contenitori coperti o sacchetti sigillati: se si lascia del cibo a marinare in un condimento, ad esempio, bisogna usare una ciotola con coperchio (mai, invece, marinare a temperatura ambiente, altrimenti i batteri trovano un «brodo» ideale per moltiplicarsi). È anche bene ricordarsi di controllare spesso la temperatura, che deve essere inferiore o uguale a 4 gradi.
FREEZER – Anche il freezer dovrebbe essere sempre mantenuto a – 18 gradi: il freddo non uccide i batteri, ma non permette che si moltiplichino. «Per questo è importante assicurarsi che la cosiddetta “catena del freddo” non venga interrotta», dice Panà. «Purtroppo spesso e volentieri capita, anche a livello di grande distribuzione: i controlli siano insufficienti e i prodotti rimangono troppo a lungo a temperature più elevate del dovuto. E possono essere guai: se in un alimento c'è una sola salmonella si può anche star tranquilli, ma se la catena del freddo viene interrotta e si consente ai microrganismi di proliferare, la carica batterica aumenta e il rischio di intossicazioni è concreto». Ma quanto sono frequenti i casi di infezione e intossicazione alimentare? «Abbastanza, anche nel nostro Paese», risponde l'esperto. «Sono di sicuro sottostimati: i casi singoli non vengono quasi mai denunciati, in più molto spesso manca una vera diagnosi di laboratorio e non sappiamo se il problema è dipeso da Escherichia Coli, da una Salmonella o altro. C'è da dire, però, che raramente si tratta di eventi che mettono in pericolo la vita, se si escludono persone anziane o debilitate in cui la disidratazione eccessiva può essere fatale». Meglio comunque evitare brutti incontri anche perché, come sottolineano dall'FDA, le norme igieniche di conservazione dei cibi sono tutto sommato semplici. (www.corriere.it)
Altre notizie:
Sabato 20 settembre, a Neoneli, si svolgerà il meeting regionale delle “Agende 21 Locali” della Sardegna. La manifestazione è una nuova ed importante occasione di incontro, scambio e riflessione tra tutti i soggetti, pubblici e privati che operano in Sardegna a favore della sostenibilità ambientale, sociale, economica ed etica. Saranno allestiti spazi espositivi, di laboratorio, di dibattito, di cultura e di divertimento aperti a tutti coloro che vorranno partecipare in maniera costruttiva, creativa e responsabile. Possono partecipare al meeting, come attori attivi, tutti i soggetti pubblici (Regione, Province, Comuni, aggregazioni e consorzi di Comuni, Gal progetto Leader, Comunità montane, Aree protette nazionali e regionali, Ente foreste Sardegna, Corpo forestale e di vigilanza ambientale , università, centri ed organismi di ricerca, scuole ed agenzie formative) che hanno realizzato o hanno in corso attività di sviluppo sostenibile, con particolare riguardo ai percorsi di Agenda 21 Locale. Possono, inoltre, partecipare soggetti privati (persone fisiche, società, cooperative, associazioni, onlus, consorzi ecc..), che hanno svolto o svolgono attività e servizi per lo sviluppo locale sostenibile o hanno collaborato con uno o più soggetti pubblici, alla promozione, attuazione e diffusione di percorsi di Agenda 21 locale o attività di educazione ambientale (Rete Infea regionale).
Il programma prevede:
- dalle ore 9 alle 18: "La citadella della sostenibilità", spazio espositivo e di laboratorio aperto a tutti i soggetti che in Sardegna operano nel campo della sostenibilità ambientale, sociale ed economica;
- dalle ore 10 alle 13: "La citadella dell’incontro", gruppi di lavoro tematici delle Agende 21 Locali su rifiuti, acqua, biodiversità e paesaggio, energia.
Pausa pranzo presso "La citadella del ristoro", poi
- dalle 15,30 alle 17,30: tavola rotonda sul tema: "Percorsi di Agenda 21 locale in Sardegna: luci, ombre e prospettive future”. Interverranno: gli assessori regionali Cicito Morittu e Gianvalerio Sanna; Antonello Licheri presidente della commissione regionale ambiente; Stefano Pinna, presidente della commissione urbanistica; Pascquale Onida, presidente della Provincia di Oristano; Paolo Soprano e Pier Luigi Manzione del Ministero dell’Ambiente; Walter Ganapini ,assessore all’ Ambiente della Regione Campania; Gianni Agnesa del Formez; Emilio D’Alessio, presidente del coordinamento nazionale Agenda 21 Locale.
- dalle 18,30: "La citadella della cultura", spettacolo culturale e musicale, legato alla sostenibilità e alla convivenza pacifica e solidale, con la partecipazione di personaggi della cultura della letteratura, della
musica e della danza.
Di greg (del 25/08/2008 @ 13:30:07, in salute, linkato 375 volte)
Una giornata di solidarietà, promossa dall’Azienda sanitaria locale di Oristano e dall’Associazione trapiantati di midollo osseo (Atmo), si terrà, domani, presso l’Ospedale San Martino di Oristano. Il calciatore torinese Loris Del Nevo, ex centrocampista del Cagliari calcio ed ex Primavera della Juventus, attualmente in forza al Perugia, sarà domani, alle 9, in ospedale, per effettuare una donazione del sangue al Centro trasfusionale e per iscriversi all’Associazione trapiantati midollo osseo della Sardegna, regione con la quale Del Nevo ha sempre mantenuto un saldo legame affettivo oltre che professionale. Più tardi, il giocatore farà visita ai piccoli pazienti del reparto di Pediatria, dove sarà offerto un rinfresco. All’evento, organizzato dal presidente regionale della Atmo, Gianfranco Canu, parteciperanno il direttore generale della Asl, Bruno Palmas, il direttore sanitario, Nicola Orrù, i responsabili dei servizi di Medicina Trasfusionale, Bonacata Pirastu e Pietro Manca, del servizio microcitemico, Antonio Carta, e di Pediatria, Giovanni Zanda, e tutti gli operatori delle strutture coinvolte. Obiettivo della giornata è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica alla donazione del midollo osseo. Un gesto di fondamentale importanza per salvare la vita a quanti soffrono di linfomi e leucemie. Un canale privilegiato per avvicinare i cittadini, in particolare quelli più giovani, alla cultura della donazione è appunto lo sport. Da qui l’idea di coinvolgere, in iniziative di solidarietà, i protagonisti del mondo sportivo. Non è la prima volta, infatti, che l’Atmo sarda (associazione nata nel 2004) organizza manifestazioni di sensibilizzazione a cui prendono parte dei calciatori. Già nel 2006, una delegazione della squadra del Cagliari, tra cui David Suazo, Rocco Sabato, Gennaro Iezzo e lo stesso Loris Del Nevo, prese parte al convegno promosso dall’Atmo presso l’ospedale San Martino. Una collaborazione, quella con l’Associazione trapiantati midollo osseo, che l’Azienda sanitaria intende rinsaldare anche attraverso l’iniziativa di domani. “Promuovere la cultura della donazione e della solidarietà – ha dichiarato il direttore sanitario della As, Nicola Orrù – è uno degli impegni che questa direzione intende perseguire con costanza, collaborando attivamente con le associazioni di volontariato”. Donare è semplice: è sufficiente rivolgersi alle associazioni Atmo e Admo (Associazione donatori di midollo osseo) o al Centro trasfusionale dell’ospedale San Martino, dove si sarà sottoposti al prelievo di un campione di sangue. Accertata l’idoneità del donatore, si sarà automaticamente inseriti nella banca dati gestita a livello regionale e nazionale. L'adesione iniziale firmata in corrispondenza del primo prelievo ha solo valore morale: il potenziale donatore può, minfatti, decidere in seguito se effettuare l’intervento, che non ha alcuna ricaduta negativa sul suo stato di salute. Al registro dei donatori può iscriversi qualunque individuo di età compresa tra i 18 e i 45 anni, che abbia un peso corporeo superiore ai 50 kg, non affetto da malattie del sangue, da malattie croniche gravi o da altri gravi forme infettive. La disponibilità del donatore resta valida fino ai 55 anni. Da sottolineare che la compatibilità con un paziente è rara, per cui è particolarmente importante dare la propria disponibilità, gratuita ed anonima, al prelievo. Il più delle volte, infatti, il donatore selezionato è l'unico al mondo a essere compatibile con quel malato ed entra dunque a far parte di un archivio mondiale.
Di greg (del 21/08/2008 @ 14:30:21, in salute, linkato 357 volte)
Prende il via, sul territorio della Asl di Oristano, la campagna di vaccinazione rivolta alle giovani nate nell’anno 1997 contro il Papilloma virus (Hpv), agente virale che può essere causa di infezioni genitali femminili e, a lunga distanza, anche del tumore della cervice uterina, malattia che causa ogni anno circa mille decessi. La campagna, promossa dal ministero della Salute e condotta dall’assessorato regionale alla Sanità, sarà varata, nei prossimi giorni, e si articolerà in tre successivi momenti: la seconda e terza dose del vaccino, che si effettua per iniezione intramuscolare nel braccio, saranno somministrate a distanza di uno e sei mesi dalla prima vaccinazione. Entro la fine di agosto saranno contattate a domicilio, tramite lettera, tutte le adolescenti della classe 1997: per loro sarà garantita la vaccinazione gratuita. Il programma – che sarà replicato di anno in anno per tutte le giovani che hanno tra gli 11 e i 12 anni – prenderà il via a partire dal 15 settembre, in modo che le seconde dosi siano somministrate ad un mese di distanza dalle prime, e concluse entro il 31 ottobre, per non sovrapporsi alla vaccinazione antinfluenzale, che sarà avviata nel mese di novembre. L’iniziativa coinvolgerà, nell’intera provincia di Oristano, 628 ragazze di età compresa tra gli 11 e i 12 anni. Oltre alla campagna rivolta alle preadolescenti nate nel ’97, sarà possibile, su richiesta dei genitori, estendere la vaccinazione a tutte le ragazze che non hanno ancora compiuto il diciottesimo anno di età, così come previsto dalle indicazioni ministeriali. In questo caso, per la somministrazione del prodotto sarà
necessario il pagamento del ticket di 94,62 euro per dose. In questi giorni sarà inviata anche una lettera informativa a tutti i medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e ospedalieri, consultori familiari, ginecologi che operano nelle strutture pubbliche e l’ Ordine dei Medici della provincia di Oristano. L’obiettivo è quello di assicurare una maggiore visibilità e una più capillare diffusione delle informazioni sulla campagna contro l’Hpv. L’Italia è il primo paese europeo a pianificare una strategia di vaccinazione pubblica di prevenzione del Papilloma virus. L’azione è mirata a produrre, di anno in anno, una progressiva immunizzazione della popolazione femminile al rischio di infezione. Secondo le informazioni scientifiche oggi disponibili, la vaccinazione è sicura, ben tollerata, e in grado di prevenire, nella quasi totalità dei casi, l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del settanta per cento dei casi di tumore alla cervice uterina. Da sottolineare che il vaccino affianca, ma non sostituisce, lo screening periodico attraverso il Pap test, raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni: il controllo, che negli anni ha già permesso una drastica riduzione delle morti attraverso la diagnosi precoce dei tumori, è partito proprio in queste settimane anche in alcuni centri pilota dell’oristanese. Per favorire la diffusione in tutto il Paese della vaccinazione pubblica contro il carcinoma della cervice uterina, nella Finanziaria 2008 sono stati stanziati 30 milioni di euro, come contributo aggiuntivo alle risorse già previste nell’ambito dei fondi per l’assistenza farmaceutica. Altri 40 milioni di euro sono stati reperiti dai capitoli di bilancio del Ministero della Salute.
Altre notizie:
La Presidenza della Regione informa che, entro il 15 settembre, le organizzazioni delle persone con disabilità, che ritengono di avere il titolo per partecipare alla 1^ conferenza regionale, dovranno presentare apposita richiesta. A tal proposito la Presidenza ricorda che la legge regionale 30 maggio 2008, n. 7, relativa all'istituzione della consulta regionale della disabilità, all'art. 6, ha istituito la conferenza regionale delle organizzazioni delle persone con disabilità, alla quale hanno diritto di partecipare tutti i rappresentanti legali, o loro delegati, delle organizzazioni operanti nel territorio regionale che abbiano le seguenti caratteristiche:
- siano iscritte al Registro regionale del volontariato;
- siano iscritte al Registro regionale delle associazioni di promozione sociale;
- siano iscritte al Registro regionale delle persone giuridiche o siano comunque legalmente riconosciute in forza di una disposizione di legge;
- organizzino o rappresentino persone con disabilità o loro familiari;
- svolgano attività da almeno tre anni e abbiano i caratteri della democraticità, della elettività degli organi e dell'assenza di finalità lucrative.
La domanda di partecipazione deve essere compilata sul modulo pubblicato dalla Presidenza, a nome del rappresentante legale o di un suo delegato, precisando gli elementi che conferiscono il diritto di partecipazione alla conferenza. La richiesta deve quindi essere inoltrata alla Presidenza della Regione – Servizio Affari Generali ed Istituzionali – Viale Trento, n. 69 – anche tramite telefax al n. 070.606.2469, o via mail all'indirizzo mcporcu@regione.sardegna.it . Ulteriori informazioni possono essere richieste contattando il numero 070.606.6374
Di pig (del 04/06/2008 @ 18:15:50, in salute, linkato 510 volte)
Sono stati eseguiti con successo i primi due interventi nel laboratorio di Emodinamica dell'ospedale San Martino di Oristano. Le operazioni, finalizzate al trattamento delle patologie cardiologiche attraverso una moderna apparecchiatura tecnologica, sono state portate a termine dall’equipe composta dal dottor Stefano Naccarato, due infermieri, e un tecnico di radiologia, con il supporto di personale specialistico addetto all’utilizzo dell’apparecchiatura elettromedicale. Eseguiti in anestesia locale, gli interventi hanno avuto una durata di circa un’ora ciascuno: trenta minuti sono stati impegnati nella parte diagnostica e altrettanti in quella interventistica, in cui è stata effettuata l’angioplastica percutanea coronaria, un sistema d’avanguardia che, attraverso l’arteria femorale, permette di risalire l’aorta per arrivare alle coronarie e agire sulla loro occlusione. I pazienti, entrambi settantenni e residenti nella provincia di Oristano, erano già ricoverati in Unità coronarica. La prima operazione, iniziata alle 9 e conclusa alle 10, ha interessato una persona che in precedenza aveva subito l’impianto di un bypass. Nella seconda, che si è svolta dalle 11.30 alle 12.30, è stato necessario tener conto delle complicazioni date dalle arterie coronariche e renali. La degenza, grazie all’anestesia locale, permetterà ai pazienti un rapido tempo di recupero. Il periodo di osservazione durerà 48 ore prima delle dimissioni. L’attività del laboratorio rappresenta perciò un passo particolarmente significativo, in una provincia che registra un’alta incidenza di malattie cardiovascolari. Nella fase iniziale, il centro sarà aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 14, e assicurerà gli interventi programmati, mentre successivamente si passerà all’orario continuato sulle ventiquattro ore. Stanno, infatti, per essere conclusi i concorsi per l’assunzione di due emodinamisti, con l’acquisizione di nuovo personale.
Altre notizie:
La Giunta Regionale ha stanziato oltre 35 milioni di euro per avviare il programma di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’amianto per gli anni 2007/2011. I fondi saranno utilizzati per interventi di bonifica da amianto su immobili e infrastrutture pubbliche, comprese le reti idriche, e dei privati cittadini con le procedure di bando pubblico. Spetterà ora agli Assessorati della Difesa Ambiente, Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale predisporre l’apposito Piano regionale, che dovrà contenere le linee di indirizzo generale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto. Le linee guida rappresentano lo strumento attraverso il quale la Regione Sardegna intende portare avanti la propria strategia per la tutela della salute dei cittadini, e per risolvere le problematiche ambientali derivanti dalla presenza dell’amianto nel territorio regionale, nel rispetto delle norme nazionali e regionali, e in coerenza con gli indirizzi del Piano regionale di gestione dei rifiuti. Grazie all’attività di programmazione sarà effettuata l’analisi generale del problema, con evidenza delle peculiarità del materiale e degli utilizzi che ne sono stati fatti in passato in campo edilizio e industriale. Il Piano dovrà anche fare l’analisi dei siti di smaltimento autorizzati nell’Isola, con l’accertamento delle volumetrie a disposizione negli impianti autorizzati e, sulla base di una stima del quantitativo del materiale contenente amianto presente sul territorio regionale, la valutazione del fabbisogno delle volumetrie per i prossimi anni. Le linee guida dovranno, infine, analizzare le problematiche sanitarie connesse all’esposizione ad amianto, attraverso l’esame di alcuni dati relativi alla situazione in Sardegna, della esecuzione della sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti e degli ex esposti all’amianto, oltre alla realizzazione di appositi corsi di formazione professionale, con rilascio di titolo di abilitazione, per gli addetti alle attività di rimozione e di smaltimento dell’amianto, di bonifica delle aree interessate e per il personale degli enti pubblici competenti alla prevenzione, al controllo e alla vigilanza.
La Giunta regionale ha assegnato fondi alle Province per l'attuazione, ciascuna nel proprio ambito territoriale, dell'attività di previsione e degli interventi di prevenzione del rischio balneare. Le risorse pari a 407mila euro saranno utilizzate per l’acquisto e manutenzione di mezzi e attrezzature, e per rimborsi e contributi alle associazioni di volontariato coinvolte nei programmi di salvamento a mare . Il 50% di queste risorse verranno ripartite in funzione del numero di residenti rispetto alla popolazione totale regionale ed in funzione dell'estensione delle spiagge fruibili per scopi balneari. Il restante 50% verrà, invece, ripartito tenendo conto degli svantaggi connessi alle condizioni di isolamento fisico e alle carenze infrastrutturali. Le Province, entro il mese di novembre, dovranno presentare una relazione finale sulle attività svolte nell'anno 2008 per l’attuazione del programma di salvamento a mare.
La Giunta regionale ha provveduto all'assegnazione dei fondi del bilancio 2008 destinati al finanziamento degli enti che operano nel settore dei "non vedenti". La normativa regionale in materia prevede che lo stanziamento complessivo, pari a 520.000 euro, venga destinato per il 70% a favore delle sezioni provinciali dell'Unione italiana ciechi alle quali sono già state assegnate risorse pari a 364.000 euro; il restante 30%, pari a 156.000 euro, è stato ora assegnato agli Enti della stessa categoria operanti in Sardegna.
Sono stati finanziati tutte le associazioni che ne hanno fatto richiesta:
- Associazione nazionale privi della vista ipovedenti (Anpvi) Sardegna – Onlus con un numero complessivo di iscritti pari a 737 beneficerà di un contributo pari a 108.106,21 euro.
- Associazione ciechi ipovedenti retinopatici (Acir) – Onlus – R.P. Sardegna, con un numero complessivo di iscritti pari a 107; beneficerà di un contributo pari a 29.030,34 euro.
- Associazione italiana ciechi di guerra, (Aicg-Sardegna) con un numero complessivo di iscritti pari a 26 beneficerà di un contributo pari a 18.863,45 euro.
Di greg (del 13/11/2007 @ 10:14:05, in salute, linkato 266 volte)
Domani si celebra la giornata mondiale del diabete, e quest’anno, per la prima volta, con il riconoscimento ufficiale delle Nazioni Unite, anche se in Italia le date previste, per le varie iniziative, erano il 10 e l’11 novembre.
Nell’ambito delle celebrazioni programmate sull’intero territorio nazionale, anche ad Oristano si è svolta una manifestazione pro-diabete, che ha avuto come punto di raduno il centro cittadino e gran parte del centro storico.
L’iniziativa aveva lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi che contraddistinguono la patologia, ponendo l’accento, in particolar modo, sull’esigenza della prevenzione, basata soprattutto sulla corretta alimentazione e sul movimento.
Il diabete, oggi, colpisce nel mondo circa 170 milioni di persone, ed è destinato a crescere nei prossimi anni in modo esponenziale. Per questo motivo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo definisce come una vera e propria pandemia, ovvero una epidemia che interessa tutto il popolo e più aree geografiche, e la cui soluzione sembra essere rappresentata dal ristabilire corretti livelli di qualità della vita.
In Italia il problema ha oramai toccato livelli di guardia, tanto che allo stato attuale si contano ben tre milioni di persone affette da diabete, ed almeno un milione che lo sono e non sanno di esserlo.
Una glicemia alta, infatti, non dà particolari ed immediati problemi, anche se l’iperglicemia provoca, a lungo andare, seri ed irreversibili danni a carico di reni, occhi, arterie, nervi e cuore.
Questi, gli aspetti che sono stati portati, in sintesi, all’attenzione delle numerose persone che, ieri mattina, si sono riversate nella piazza Roma, ad Oristano. A fornire informazioni, dare spiegazioni e a svolgere il ruolo di messaggeri, è stato, principalmente, il personale medico e paramedico del Servizio di Diabetologia della ASL 5 di Oristano, l’Ufficio Scolastico Provinciale di Oristano, il Comitato Provinciale del Coni (rappresentato dal presidente, Mario Baroli), e dalle Associazioni di Volontariato ANIAD (Associazione Nazionale Italiana Atletici Diabetici)-Sezione Sardegna e ADIG Sarda-Sezione di Mogoro. Tutti, grazie al contributo della 3A di Arborea, e sotto il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e della Provincia di Oristano, hanno dato vita, assieme alle Federazioni sportive di Pallavolo e Canottaggio, alla rappresentazione pratica di come fare movimento in modo giusto ed auspicabile.
Le centinaia di persone presenti (tra cui, il presidente regionale della FIDAL , Sergio Lai) hanno poi percorso, camminando o di corsa, il centro storico, dando una ulteriore dimostrazione di come sia possibile fare attività fisica in modo semplice ma efficace.
Adulti e bambini hanno ricevuto una T-shirt (ne sono state distribuite circa 500), con lo slogan “run to change diabetes”, “corro per cambiare il diabete”, sponsorizzate dalla casa farmaceutica Novonordisk che produce insulina. Mentre attraverso il contributo della Lifescan, che ha fornito i necessari presidi, è stato possibile sottoporre centinaia di persone al test della glicemia.
Grande la soddisfazione dei soci e del presidente dell’ANIAD-Sardegna, Marcello Grussu, per la riuscita dell’ottima iniziativa. Il presidente, al termine della giornata dedicata al diabete, ha voluto ringraziare, pubblicamente, tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, e, in modo particolare, quanti hanno lavorato, nelle settimane precedenti, alla preparazione ed al coordinamento della riuscitissima manifestazione.
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