|
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Per la rubrica la “posta dei lettori”, riceviamo e volentieri pubblichiamo un interessante intervento di Adriano Sitzia, che risponde alle domande che Giuseppe Marci si pone sulla nuova sinistra.
“Non è il dottore pietoso che riesce a curare il malato”, con queste “impietose” parole Giuseppe Marci conclude il pezzo “Qualche domanda sulla nuova sinistra”, pubblicato oggi su “www.sardegnaeliberta.it”. Uno scritto in cui, con puntigliosa precisione, vengono esposti mali e colpe, errori ed equivoci della moderna sinistra o, sarebbe più esatto dire, della sua classe dirigente. Un articolo che però si rivolge direttamente a tutti coloro, militanti, simpatizzanti o semplici ma convinti elettori, che continuano testardamente a sostenere e votare quella parte lì, facendo un po’ come il boccacciano Abraam giudeo che, pur avendo veduto la corte papale “più fucina di diaboliche operazioni che di divine”, decise ugualmente di farsi cristiano.
La domanda allora è: tutti ‘sti “fedeli” di sinistra come me, sono davvero degli inguaribili “coglioni”, per citare la definizione dataci dal profeta del nuovo rinascimento italiano?
Ognuno può naturalmente pensar quel che vuole: che la sinistra, o, meglio, le sinistre ogni volta illudono e poi deludono; promettono sempre palingenesi e realizzano restaurazioni; fondano nuovi partiti mettendoci solo vecchie facce e ancor più vecchi contenuti; propagandano etica e moralizzazione, ma poi flirtano con “golosità, fraude, invidia e superbia”. Epperò a sinistra, in quella sinistra bersaglio principe degli strali avvelenati di Marci, che, beato lui ha vissuto nell’Eden gli anni della destra, ma anche di Maninchedda, che pure dalla sinistra “soriana” è stato votato ed eletto, risiede anche gente che, da anni, faticosamente, si batte per esempio per l’introduzione di un limite nel numero di mandati e nella durata degli incarichi, a tutti i livelli; si batte per l’individuazione delle vere incompatibilità e contro l’accumulo di cariche e incarichi; si batte perché fare politica non sia solo arraffare; si batte contro la deriva leaderistica e l’ansia plebiscitaria dell’attuale politica e contro l’identificazione della democrazia con il solo momento elettorale ecc. ecc. Di tutte queste cose invece dall’altra parte, quella verso la quale Marci sembrerebbe –ma è solo una mia impressione- spingere la tenace signora di sinistra, delusa solo da L’Unione Sarda, non mi pare proprio che se ne sia mai nemmeno osato parlare.
E’ vero: la nostra destra sa leggere bene la bussola e il barometro, conosce anche meglio i venti e le correnti e, all’occorrenza, è ”brava” a vestire i panni della seudo-modernità, del (contro)riformismo, del (finto) liberalismo, del federalismo “soldidaristico” e magari perfino dell’autonomismo. Naturalmente, una volta conquistato il governo, sue eventuali riforme, se anche vengono fatte, vanno in tutt’altra direzione. Lo abbiamo visto tante volte, ma naturalmente non ce ne siamo accorti, soprattutto perché nel quinquennio 1999-2004 lavoravamo tutti, la Carlo Felice era ancora un’autostrada, i treni volavano, gli ospedali erano tutti centri di alta specializzazione e in ogni angolo della Sardegna si discuteva di cultura sarda mentre muti e impolverati stavano malinconicamente i televisori!
Credo quindi che la risposta a questa deludente sinistra non possa che essere un rinnovato impegno, un attivo, militante impegno da sinistra e a sinistra, e non invece un pellegrinaggio ad inluiarsi a Villa Certosa. Un impegno una volta tanto senza alibi e per cambiare davvero, a prescindere da chi adesso ci guida a Roma come a Cagliari, perché oggi più che mai c’è un disperato bisogno di sinistra. (Adriano Sitzia)
Altre notizie:
Riparte il progetto di installazione delle telecamere per la videosorveglianza in numerose zone di Oristano. La proposta negli anni scorsi era stata fortemente sostenuta dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Barberio, ma si era poi scontrata con numerose difficoltà. Alcune di queste però sono state superate e il Prefetto di Oristano, Giovanni Battista Tuveri, si è mostrato ottimista, ipotizzando che già l'anno prossimo si possa arrivare all'installazione delle telecamere, che saranno collegate ad una nuova centrale operativa unificata di tutte le forze dell'ordine. "E' un progetto che porteremo avanti coinvolgendo tutti i soggetti interessati, anche perché – ha dichiarato il Prefetto - ci sono problemi di privacy da risolvere. Le telecamere sorveglieranno strade, piazze, banche, negozi e obiettivi sensibili". L'installazione del sistema di videosorveglianza dovrebbe contribuire a migliorare ulteriormente i livelli di sicurezza di Oristano, che sono già tra i più alti d'Italia, come ha riconosciuto l'indagine sulla qualità della vita pubblicata dal quotidiano “Il Sole 24 ore”.
Realizzare una biblioteca in ospedale con il contributo di tutti i cittadini, privati, librai e edicolanti, che vogliano donare vecchi libri, romanzi e fumetti, che giacciono in soffitta o sugli scaffali e che invece potrebbero essere messi a disposizione delle persone sofferenti, per le quali un libro può rivelarsi uno svago. E' questa l'iniziativa lanciata dall’Asl di oristano che, in collaborazione con l'associazione Cittadinanzattiva, si appresta a far partire la raccolta dei testi per l'allestimento di una biblioteca in ospedale. Il progetto pilota partirà dal San Martino di Oristano, per poi estendersi al Delogu di Ghilarza e al Mastino di Bosa. Gli operatori di Cittadinanzattiva si occuperanno della raccolta dei volumi, della tenuta dell'archivio bibliotecario e della distribuzione dei libri, mentre la Asl si occuperà dei locali in cui dislocare il nuovo servizio. Il progetto rientra nel più ampio disegno di umanizzazione degli ospedali. A breve, infatti, sarà attivata anche la ludoteca in cui i visitatori potranno far soggiornare temporaneamente i propri figli, di età inferiore ai dodici anni, ai quali non è permesso l'ingresso in ospedale.Chiunque volesse donare i propri libri e contribuire ad arricchire la biblioteca dell'ospedale, può farlo telefonando a Cittadinanzattiva (numero 0783.317858) il martedì e giovedì dalle ore 16.30 alle ore 19.
Non saranno più attivi da domani, giovedì 1 gennaio 2009, i due punti gialli, ovvero le casse automatiche per il pagamento del ticket dislocate rispettivamente all'ospedale San Martino e al Poliambulatorio di via Pira ad Oristano. I punti gialli, installati per permettere agli utenti il pagamento del ticket negli orari di chiusura degli sportelli appositi, ma rivelatisi di scarso e difficile utilizzo in particolare per gli anziani, saranno sostituiti da un sistema più semplice e immediato: al paziente che necessita di una prestazione sanitaria urgente negli orari di chiusura delle casse ticket – in particolare per ciò che riguarda il Pronto soccorso - sarà consegnato da un operatore sanitario, al momento dell'erogazione della prestazione, un bollettino postale che potrà essere pagato successivamente, debitamente compilato, presso le stesse casse ticket, gli sportelli bancari o negli uffici postali della provincia. Nel bollettino dovrà essere indicato il nome e cognome della persona che ha ricevuto la prestazione sanitaria, la data in cui questa è stata erogata e la motivazione o il tipo di intervento. Ciò permetterà di incrociare i dati dichiarati dal paziente con quelli ricevuti al momento della sua registrazione in ospedale e di verificare l'avvenuto pagamento. La nuova misura è stata pensata come un ulteriore passo nel processo di semplificazione burocratica per il pagamento del ticket, un processo già avviato con l'abolizione della fila alle casse ticket per i soggetti esenti dal versamento. Chi è esente dal pagamento del ticket per motivi di reddito o per condizioni di salute oggi non deve più passare per le casse ticket, ma accedere direttamente alla prestazione sanitaria munito di ricetta medica che indica il motivo dell'esenzione.
Intanto, è stato concluso da parte della Asl di Oristano l'acquisto dello stabile di via Foscolo, angolo via Carducci, ad Oristano, che sorge accanto alla sede legale della Asl, e che diventerà un vero e proprio polo sanitario e amministrativo. Nel nuovo stabile, che si compone di cinque piani più un piano terra e un terrazzo, saranno ospitati diversi servizi. Al piano terra sarà dislocata la hall per lo smistamento e le informazioni al pubblico, mentre al primo piano troverà posto il servizio di Medicina Legale, oggi nella sede legale di Via Carducci, in cui sarà possibile il disbrigo delle pratiche per l'invalidità civile e di altre documentazioni. Le attività del distretto di Oristano (tra cui i servizi di Assistenza domiciliare integrata, il Punto Unico di Accesso, gli uffici per la scelta e la revoca del medico) si distribuiranno invece fra il primo e il secondo piano. Al terzo piano troverà posto la Farmacia, che oggi ha sede nei locali di via Cagliari, mentre il quarto piano sarà destinato al Consultorio, attualmente dislocato in via Casula, e al Centro screening, oggi in via Carducci. L'intero quinto piano sarà destinato all'attività ambulatoriale intramoenia: una scelta logistica che permetterà all'Azienda di garantire ai professionisti gli spazi destinati all'attività intramuraria, così come previsto dalla normativa.
L’assessorato degli Enti locali, finanze ed urbanistica ha dato il via alla terza edizione del Premio del Paesaggio. L'obiettivo principale del Premio del Paesaggio è contribuire alla sensibilizzazione dei cittadini, dei professionisti e degli amministratori locali sulle tematiche paesaggistiche e sull'importanza della qualità del progetti. L'obiettivo specifico è, inoltre, quello di promuovere la ricerca e valutare le azioni che esprimano la volontà di apportare, nelle trasformazioni del territorio, un contributo di qualità contemporanea, sulla base di una riflessione critica sul contesto naturale e culturale in cui si collocano. I premi assegnati, per un importo totale di 80mila euro, saranno destinati a riconoscere, pubblicizzare ed incentivare progetti significativi dal punto di vista paesaggistico realizzati o da realizzare nel territorio sardo. Può concorrere al premio qualsiasi persona fisica o giuridica, pubblica o privata. Ciascun soggetto può presentare una sola candidatura. Sono state previste due categorie: Categoria A - Interventi di progettazione e realizzazione di parchi urbani o periurbani; Categoria B - Interventi di progettazione di giardini pubblici e privati. Questi i criteri di ammissione: I concorrenti potranno partecipare a titolo individuale o in gruppo. Non è ammessa la partecipazione di un concorrente in forma individuale e contemporaneamente quale componente di associazione o raggruppamento; le opere ed i progetti devono essere localizzati sul territorio della Regione; i progetti concorrenti dovranno essere coerenti con i dettati del Piano paesaggistico regionale; per le opere da realizzare dovrà essere verificata la conformità urbanistica paesaggistica. Entro il 30 gennaio 2009 sarà pubblicato il disciplinare con specificati i termini e le modalità di presentazione degli elaborati che si intendono candidare al Premio del paesaggio.
In questi ultimi tempi si è molto discusso sull’attuale situazione dei lavoratori socialmente utili (Lsu) in provincia di Oristano. Tante sono le opinioni su questi lavoratori perennemente precari: se sia giusto o meno stabilizzarli, con o senza concorso, se concedere o no una proroga, o se invece, cosi come sembra abbia intenzione di fare il ministro Brunetta, estrometterli del tutto dal mondo del lavoro. Sull’argomento Lsu è intervenuto il capogruppo del Pd in consiglio comunale, nonchè consigliere provinciale, Peppino Marras, con una lettere aperta, che volentieri pubblichiamo.
“Come tutte le mattine leggo i giornali sorseggiando il caffè. La prassi è sempre la stessa, i due quotidiani regionali la fanno da padroni, spesso notizie uguali raccontate con sfumature diverse, ma questo è un bene, visto che la diversità e la pluralità sono da annoverarsi tra le componenti di un sistema democratico. E’ anche normale che amministratori e sindacati possano avere punti di vista differenti, ad esempio è di questi giorni la polemica che vuole il gruppo in Consiglio Comunale del PD sostenere tesi diverse dalla CGIL su come arrivare alla stabilizzazione degli LSU. Il gruppo dopo un approfondito dibattito è arrivato alla conclusione che nell’interesse del Comune e nell’interesse dei lavoratori l’unica strada percorribile fosse quella della società “in house “ che garantirà comunque la stabilizzazione degli stessi. Ma torniamo alla lettura dei quotidiani locali, dai quali apprendo che il neo presidente degli USA è abbronzato, che in Consiglio Regionale va avanti la legge urbanistica. Passando alle notizie della nostra provincia, leggo che la CGIL, coerentemente, sostiene che l’unica soluzione possibile per gli LSU del Comune di Oristano è l’assunzione diretta da parte dello stesso. Niente di strano, ci siamo confrontati la pensavamo in modo diverso, loro sono rimasti della loro idea, noi della nostra. Stanno solo ribadendo una loro convinzione. Vado alla pagina successiva e leggo che la CGIL a Busachi propone una soluzione per stabilizzare i lavoratori socialmente utili. Continuo a leggere e scopro che il sindacato propone all’unione dei comuni di costituire una società in house e spiega agli amministratori dell’unione quali siano i tanti vantaggi a mettere in piedi questa società e quali importanti servizi può svolgere, con quanta efficienza, garantendo il posto di lavoro a quegli operai e contribuendo a migliorare la qualità dei servizi di quei comuni. Finalmente abbiamo trovato l’accordo. Il gruppo del PD e la CGIL non sono più su barricate opposte ma siamo coerentemente dalla stessa parte”. (Peppino Marras).
Altre notizie:
Il consiglio comunale di Oristano è stato convocato per il 12 novembre, alle 18.30, e in eventuale seconda convocazione per il 13 novembre, alle 17, per la discussione del seguente Ordine del Giorno: 1) Autorizzazione sottoscrizione azioni So.Ge.A.Or. e conseguente variazione al bilancio di previsione 2008. 2) Scioglimento Oristano Ambiente Società Consortile a.r.l.. 3) Art. 3, comma 55 e segg., Legge 24.12.2007, n.244 (legge finanziaria 2008) – Approvazione programma incarichi di studio, di ricerca e di consulenze per l’anno 2008, e conseguente variazione al bilancio 2008. 4) Art. 194, lett. a) e lett .e) del D. Lgs. N.267/2000 – Riconoscimento debito fuori bilancio spese legali. 5) Mozione urgente gruppo FP:”Istituzione di un settore di programmazione, che coordini le politiche di sviluppo economico-sociale e culturale della nostra comunità, e gli interventi utili e necessari stabiliti dal Consiglio e dalla Giunta Comunale in funzione di obiettivi predeterminati”. 6)Mozione urgente Consigliere Cadeddu: “Nomina Commissione Edilizia”. 7) Integrazione del piano delle alienazioni 2008.
La difesa della professionalità dei medici, in un contesto caratterizzato dalle crescenti esigenze dei pazienti è l'obiettivo annunciato dalla lista che si candida a guidare l'Ordine dei medici di Oristano. Domani sono previste le elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo e dei revisori dei conti. La lista nasce nel segno della continuità, e si ripropone la riconferma del presidente uscente, Antonio Sulis. Le operazioni di voto per il rinnovo delle cariche direttive dell'ordine dei medici di Oristano inizieranno domani alle 9 e finiranno alle 14 di lunedì. Potranno votare tutti I medici chirurghi e gli odontoiatri, regolarmente iscritti all'Albo, nella sede dell'ordine, in Via Canalis 11, ad Oristano. Per la nomina dei tredici componenti, sono eleggibili tutti gli iscritti, compresi gli uscenti. Per ora l'unica lista in campo è quella del presidente uscente Sulis, ma eventuali altre candidature possono essere presentate fino all'apertura dei seggi. La lista presentata stamattina e è composta da Antonio Sulis, presidente, dal vicepresidente Mario Poleggi, e da Franco Ledda, Giuseppe Miculan, Augusto Cadeddu, Gianfranco Delogu, Bruno Lacu, Francesco Muscas, Gian Nicola Panichi. I revisori dei conti, candidati alla riconferma, sono Enrico Cuozzo, Maria Francesca Fadda e Tito Sedda. Sarà rinnovata anche la commissione odontoiatrica, il cui direttivo, attualmente, è composto dal presidente, Giuseppe Cicero, e da Gabriela Argiolas, Celestino Cubeddu, Sebastiano Mele, Luigi Usai. In Provincia di Oristano, i medici chiamati al voto sono 748, iscritti all'albo dei chirurghi, e 89 odontoiatri.
Partirà lunedì 10 novembre la campagna di vaccinazione antinfluenzale negli oltre ottanta ambulatori di Igiene pubblica presenti nell'Azienda sanitaria locale n°5 di Oristano. La vaccinazione antinfluenzale è gratuita per le persone affette da patologie respiratorie o cardiovascolari, diabete, malattie renali, o che hanno, comunque, compiuto i 65 anni d'età. La vaccinazione è anche prevista per i bambini affetti da gravi patologie, ma che abbiano superato i sei mesi di vita, e per le donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza. Vaccino gratuito anche per i pazienti ricoverati presso le strutture per lungodegenti, per il personale medico e infermieristico, e, più in generale, per i lavoratori a contatto diretto con il pubblico o gli animali. Gli ambulatori di Oristano saranno aperti per tre giorni alla settimana: sarà possibile effettuare il vaccino ogni lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 8.30 alle 12. I residenti negli altri comuni della provincia dovranno, invece, recarsi presso gli ambulatori di Igiene pubblica per conoscere giorni e orari di vaccinazione. Per i pazienti che presentano difficoltà a recarsi personalmente presso le strutture sanitarie per problemi di deambulazione o cattive condizioni di salute, l'Azienda sanitaria consegnerà le dosi necessarie al medico di famiglia del paziente, che provvederà alla vaccinazione a domicilio. Per la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2008 si prevede di somministrare circa 30 mila dosi in tutto il territorio, mentre nel 2007 erano state 29 mila le persone immunizzate, una cifra che non dovrebbe discostarsi da quella di quest'anno. L' “australiana”, come è stato ribattezzato il virus influenzale del 2008, colpirà presumibilmente un numero più alto di persone rispetto al 2007. Per evitare di esserne colpiti, come raccomandano i medici del Servizio di Igiene pubblica, è opportuno lavarsi spesso e accuratamente le mani prima di venire a contatto con i cibi, ed evitare i luoghi chiusi e affollati, dove è più facile che il virus venga incubato e diffuso. Nel caso l' ”australiana” colpisca ugualmente, la ricetta è quella classica delle tre “elle” - lana, letto, latte – oltre al consiglio di consultare il proprio medico. Le prenotazioni per le vaccinazioni, oltre che essere fissate direttamente, a partire da quest'anno, per i residenti oristanesi ultrasessantacinquenni, potranno essere effettuate anche telefonicamente, chiamando il numero verde 800.777.590, gratuito da rete fissa. Una mozione urgente per bandire un concorso pubblico d’idee ed opere, ad evidenza regionale e a titolo gratuito, per abbellire il “Parco delle Rimembranze Brigata Sassari” nella via Solferino, ad Oristano, stata presentata da Alberto Cauli e Giuseppe Sanna, per i gruppi consiliari di An e dei Riformatori. Questo il testo:Il sottoscritti Cauli Alberto, Capo Gruppo del partito Alleanza Nazionale e Giuseppe Sanna, Capo Gruppo del partito dei Riformatori Sardi, del Consiglio Comunale di Oristano, VISTO l’art. 32 del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale; RITENUTO che la creazione del “Parco delle Rimembranze” è stato lodevole motivo d’interesse, ricordo e orgoglio per tutta la Comunità Oristanese, e che questo Consiglio Comunale si è espresso favorevolmente ed all’unanimità per la sua creazione, dimostrando la giusta attenzione all’evento del 4 novembre 2008, di cui si è celebrato il 90° anniversario; CONSIDERATO che il partito di Alleanza Nazionale ha fin da subito sottolineato la necessità a fini educativi–culturali di uno spazio pubblico che ricordasse il sacrificio dei concittadini, caduti in tutte le guerre, per non dimenticare tale ricorrenza e per tramandarle alle generazioni future, e che il partito dei Riformatori Sardi, ha sposato con entusiasmo e interesse tale iniziativa, rimarcando il grande tributo di sangue offerto alla causa della Patria, dei fanti Sardi della Brigata Sassari, in special modo durante la Prima Guerra Mondiale; VISTA la volontà di questa amministrazione di voler collocare una targa commemorativa all’interno del “Parco delle Rimembranze Brigata Sassari”, recante il testo integrale del Bolletino di Guerra n°1268 del Gen. Armando Diaz, col quale si annunciava la fine Vittoriosa della guerra contro l’Austria-Ungheria e il conseguente ristabilimento della Pace in tutto il mondo; EVIDENZIATO che un “Concorso pubblico d’idee e opere a titolo gratuito”, non comporta eccessive spese per codesta Amministrazione, se non quella di apporre accanto ad ogni opera il nome e il luogo di provenienza dell’Artista e il titolo dell’opera; IMPEGNA il Sindaco e la Giunta del Comune di Oristano, affinché: Bandisca un “Concorso pubblico d’idee e opere a titolo gratuito e ad evidenza regionale”, per abbellire il “Parco delle Rimembranze Brigata Sassari”, che coinvolga artisti oristanesi e non, scuole e istituti d’arte oristanesi e non, affinché possano realizzare sculture, monumenti o pannelli illustrativi, che abbiano come tematiche i luoghi dove fu impegnata la Brigata Sassari e i luoghi simbolo dei teatri del primo conflitto mondiale. Pubblichi nel sito istituzionale dell’Amministrazione Comunale, tale “Concorso d’idee” e ne dia il giusto risalto pubblicitario, affinché possa avere il maggior numero di riscontri possibile. All’interno del Bando di “Concorso d’idee e opere” siano espresse le seguenti, imprescindibili linee guida per le opere, suddivise per gli anni di guerra, ed alle quali gli artisti partecipanti possano essere liberi di scegliere a seconda del loro estro artistico - per il 1915 Battaglia di Bosco Cappuccio; Trincea dei Razzi; Trincea delle Frasche – per il 1916 Altipiano dei Sette Comuni; - per il 1917 Monte Zebio; Altipiano della Bainsizza; Altipiano di Asiago – per il 1918 Col del Rosso; Col d’Echele; Battaglia di Vittorio Veneto; Testo dei Bollettini ufficiali del 12 agosto 1916 e 9 giugno 1920 con i quali venivano assegnate le medaglie d’oro alle bandiere del 151° e 152° Reggimento Fanteria “Sassari”.Possano altresì esprimersi nelle forme artistiche più appropriate e concorrere ad abbellire il “Parco delle Rimembranze Brigata Sassari”, tutti coloro che ritengano di partecipare al concorso in oggetto, con poesie, incise poi in stele o lastre di materiale lapideo.Sia riservato l’utilizzo esclusivo di materiale proveniente dalla Sardegna per sculture e steli (Granito, Basalto, Marmo, Trachite, ecc). Sia inserito tra le sculture anche l’opportunità di creare dei busti dei personaggi più illustri della Brigata Sassari che tanto lustro diedero alla formazione e alla Sardegna intera (quali ad esempio: Emilio Lussu, Attilio Deffenu, Camillo Bellieni, Ten. Gen. Carlo Sanna, Leonardo Motzo, Alfredo Graziani, ecc.).Nella predisposizione del Bando si possa avvalere dell’ausilio del Comando Militare della Regione Sardegna e del Comando della Brigata Sassari, per pareri in merito, dal punto di vista storico – militare. Almeno una scultura sia dedicata al Milite Ignoto, considerando che la Brigata Sassari tra Ufficiali e Truppa nei tre anni di guerra, contò ben 2.088 dispersi. Il “Bando di concorso pubblico d’idee e opere a evidenza Regionale e titolo gratuito” abbia esecutività immediata e disponga che entro 60 (sessanta) giorni dalla sua pubblicazione, pervengano i bozzetti delle opere; Sia nominata un’apposita commissione per la valutazione delle opere partecipanti al concorso, ella quale siano rappresentati esponenti della cultura o dell’arte della Città di Oristano,che prestino gratuitamente la propria partecipazione ai lavori, un rappresentante dell’Esercito con competenze storico-militari, il Sindaco o suo delegato, la Commissione Consiliare alla Cultura. La Giunta Municipale provveda alla nomina dei componenti esterni della commissione di valutazione. Gli esiti dei lavori della Commissione di Valutazione siano comunicati tempestivamente agli artisti–autori delle opere selezionate per abbellire il Parco delle Rimembranze Brigata Sassari , e siano attivati gli uffici interessati, affinché entro 90 (novanta) giorni dall’esito della Commissione di Valutazione, sia dato mandato di esecuzione e collocazione nel parco delle opere. (Per An e Riformatori, Alberto Cauli e Giuseppe Sanna).
Della situazione in cui versa la sanità ad Oristano e in provincia ci siamo occupati, l’ultima volta, il 25 luglio scorso, in occasione della denuncia del sindacato Ugl, che aveva segnalato una lunga serie di carenze e criticità. In precedenza, esattamente il 9 giugno, avevamo riportato alcune segnalazioni dei nostri lettori su alcuni episodi accaduti al Pronto soccorso dell’Ospedale San Martino. All’ex manager della Asl di Oristano, l’articolo aveva fatto saltare la mosca al naso (probabilmente perché il direttore generale era stato tirato in ballo non per l’inaugurazione di nuovi locali, rivelatisi spesso delle scatole vuote, ma per problemi concreti che riguardavano la salute dei cittadini) ed anziché fornire spiegazioni e dare risposte alle lamentale dell’utenza, si era adontato ed aveva avuto una reazione a dir poco stizzita, affermando fra l’altro (bontà sua) che sparare sulla sanità era diventato lo sport preferito dagli oristanesi. Il tutto senza minimamante verificare se quanto denunciato, se quanto accaduto al Pronto soccorso del San Martino rispondesse o meno a verità. Il manager, a nostro avviso, non era infatti preoccupato più di tanto per questi gravi episodi di malasanità, ma quello che gli aveva dato maggior fastidio era stata la pubblicità negativa procurata dal nostro articolo alla Asl di Oristano e, di riflesso, alla sua immagine (sic!). Insomma, la facciata innanzitutto, il resto erano quisquilie e pinzillacchere.
Su quanto accade, oramai quotidianamente, al Pronto soccorso dell’Ospedale oristanese, un fedelissimo visitatore del blog, Federico, ci ha inviato un post, che proponiamo alla vostra attenzione:
“Pronto soccorso di Oristano, un girone dantesco: Lunedì 8 settembre, alle 20, mi capita la sventura di accompagnare un congiunto al Pronto soccorso del San Martino. Dopo la procedura del colore dei codici, assisto ad un autentico girone infernale: un solo medico, personale sanitario in affanno, pazienti in preda a coliche adagiati nell’andito che vomitano l’anima; uno di questi, arrivato alle 19, è curato solo alle tre del mattino. Altri, arrivati in ambulanza da Cabras, stufi di aspettare se ne vanno in taxi; un altro che accusa una crisi ipertensiva, esausto se ne ritorna a casa, premurandosi, però, di cercare testimoni nel caso gli succedesse qualcosa; e poi, ancora, parenti ed amici, coinvolti in un incidente stradale, che giungono quasi alle mani... Noi siamo tra i fortunati, e andiamo via alle quattro del mattino! Il personale sanitario, quasi impotente, confessa che si tratta di condizioni pressoché quotidiane. Tutto ciò, in sintesi, con una sala d’attesa non più in grado di contenere le persone, un bambino con un dito spezzato anche lui in attesa, e tante altre situazioni simili. Siamo stufi di subire questa sanità, ma la stampa, le associazioni dove sono? Ad ingrossare il seguito del corteo del dottor Tersilli, del medico della mutua con tanto di musichetta? Anche il nuovo manager è sulla buona strada con comunicati e conferenze stampa,...caso mai trovasse il tempo di passare in Pronto soccorso, facendo la fila anche lui? Amministrare significa concretezza, non aria fritta”.
Giriamo il suggerimento di Federico al nuovo direttore generale della Asl di Oristano, Bruno Palmas, nella speranza che gli utenti, stanchi di tanta “gazzosa”, abbiano questa volta, al di là delle parole di circostanza e dei comunicati stampa, anche delle risposte concrete.
Altre notizie:
L'Assessorato regionale dell'Agricoltura e riforma agro-pastorale ha stabilito tempi e modalità per la presentazione delle domande per richiedere il pagamento delle misure sociali di accompagnamento a compensazione del mancato reddito e del rimborso degli oneri previdenziali ed assistenziali per il periodo di fermo biologico dell’attività di pesca. Possono presentare la domanda:
- i membri d’equipaggio delle imbarcazioni iscritte nei compartimenti marittimi della Sardegna obbligate alla sospensione dell’attività di pesca, che abbiano svolto, nel corso dell’anno, attività lavorativa per almeno 90 giorni in imbarcazioni iscritte nei compartimenti marittimi della Sardegna;
- gli imprenditori ittici iscritti nel Registro delle imprese di pesca o i pescatori marittimi iscritti nel registro dei pescatori marittimi, che esercitano l’attività di pesca nel mare territoriale antistante la Sardegna con navi da pesca iscritte nei registri dei compartimenti marittimi della Sardegna. Le domande devono essere presentate all’Agenzia Argea Sardegna entro dieci giorni dall’inizio delle interruzioni tecniche dell’attività di pesca. Ricordiamo che le interruzioni dovranno essere effettuate secondo il seguente calendario: distretti di Oristano e di Portoscuso: per le imbarcazioni iscritte nel Compartimento marittimo di Oristano e negli Uffici circondariali marittimi di S. Antioco, Portoscuso e Carloforte, dal 15 settembre al giorno 29 ottobre incluso; distretti di Olbia/Arbatax, PortoTorres/La Maddalena e Cagliari: per le imbarcazioni iscritte nei Compartimenti marittimi di Olbia, Porto Torres e Cagliari con esclusione di quelle iscritte nei compartimenti circondariali marittimi di S. Antioco, Portoscuso e Carloforte, appartenenti al distretto di Portoscuso, dal giorno 22 settembre al giorno 5 novembre 2008 incluso.
L'Assessorato regionale dei Lavori pubblici ricorda che venerdì 26 settembre scadono i termini per la presentazione delle domande per la concessione dei contributi prima casa a fondo perduto. Il Bando da 25 milioni di euro prevede la concessione di un contributo in conto capitale (a fondo perduto), fino a 25 mila euro, per l’acquisto, la costruzione, il recupero o l’acquisto con recupero della prima casa di abitazione. Nella graduatoria avranno una premialità di punteggio le coppie di nuova formazione, le famiglie costituite da genitori soli con uno o più figli a carico, e i nuclei familiari in cui uno o più componenti si trovino in situazione di disabilità grave. Premialità sono previste anche per chi recupera o acquista e recupera un alloggio costruito prima del 1960. Le domande andranno compilate on-line sul sito internet della Regione all’indirizzo www.regione.sardegna.it/bandoprimacasa, stampate e inviate per raccomandata semplice, e in bollo, all’Assessorato dei Lavori pubblici, Servizio Edilizia residenziale, entro venerdì 26 settembre. Ricordiamo che per informazioni è attivo il numero verde 800.811.188, dalle 9 alle 17, dal lunedì al giovedì, e dalle 9 alle 14 il venerdì. Eventuali quesiti possono essere formulati anche tramite e-mail, da inviarsi al seguente indirizzo di posta elettronica: bandoprimacasa@regione.sardegna.it . Inoltre, il Servizio Edilizia residenziale e i Servizi del Genio civile di Sassari, Nuoro e Oristano dell'Assessorato dei Lavori Pubblici sono a disposizione per informazioni e assistenza nella compilazione delle domande.
Per la rubrica “la posta dei lettori” riceviamo, e volentieri pubblichiamo, un articolo inviatoci da Adriano Sitzia, Angelino Meloni ed Emilio Naitza, per ricordare quanto avvenuto nel giugno dell’89, a Pechino, in piazza Tian an men.
Le ali della libertà
Una sottile linea unisce tutto il 1989 : un rinnovato e rafforzato vento di libertà che avvolse il mondo da est ad ovest.
Gli eventi più significativi che caratterizzarono quell’anno furono la primavera cinese culminata col massacro di piazza Tian an men e l’autunno tedesco con l’abbattimento del muro di Berlino.
La storia è fatta di atti coraggiosi e spesso anonimi - lo studente, simbolo di piazza Tian an men, solo e disarmato di fronte ad una fila di carri armati- animati e mossi da fortissime motivazioni nella ricerca di un valore umano fondamentale come la LIBERTA’.
Due storie, quindi, unite dal bisogno e dalla ricerca di libertà e separate, purtroppo, dagli opposti esiti finali.
< I tanks spazzarono via le barricate e la grande piazza Tian an men, con il suo ultimo carico di irriducibili e di disperati, si apriva all’alba conscia dell’estremo sacrificio che si preparava.
Pechino, e non solo, si era riversata nelle strade sicura che quella notte avrebbe assistito alla fine di un sogno, di un’illusione le cui parole chiave erano democrazia, libertà di associazione, di espressione e di stampa.
L’assalto arriva all’improvviso. Non ci sono squilli di tromba, né ordini gridati. Spari, solo spari. La fuga è drammatica, molti sono quelli che cadono e che si buttano a terra. Qualcuno è colpito. Non sembra che i soldati vogliano fare prigionieri. Con mazze, bastoni limati, gambe di tavolo, con il calcio e la canna dei mitra colpiscono dove vogliono, chi vogliono, chi è a terra e chi tenta ancora di scappare. >
Le parole di un corrispondente e testimone, immagini per altro già vissute in Ungheria e Cecoslovacchia, dipingono l’atroce finale di una esaltante esperienza iniziata dopo e per la scomparsa del leader riformista Hu Yaobang e che portò gli studenti di Pechino in piazza a chiedere ai loro governanti un riconoscimento ed un coinvolgimento nelle scelte politiche. Si chiedeva in poche parole DEMOCRAZIA e LIBERTA’.
Troppo. Troppo era quella legittima richiesta per uno stato impegnato, allora come oggi, a difendersi dai modelli ideologici occidentali.
Passando per la vittoria di Solidarnosc nelle elezioni politiche polacche si arriva al fatidico 10 Novembre 1989 di Berlino Est.
Se ogni muro che crolla è il simbolo della fine di un limite e, insieme, di una limitazione allora il muro di Berlino rappresentava in assoluto l’oppressione, ed il suo crollo la massima aspirazione di libertà e speranza. Complice lo sgretolamento del potere sovietico il muro fu abbattuto dai festanti Berlinesi quel 10 Novembre.
Il muro era crollato, la fine dei regimi comunisti dell’est Europa decretata e l’impegno personale del Papa polacco Giovanni Paolo II premiato.
L’aria di libertà in quella porzione d’Europa era tornata per farsi respirare dai suoi cittadini.
* * * *
Il concetto di libertà già nella filosofia scolastica esprimeva la capacità dell’uomo di autodeterminarsi, di essere causa delle proprie azioni e quindi il poter scegliere tra due o più alternative.
In campo giuridico, la libertà è il principio ispiratore delle moderne società democratico-liberali. Secondo tale principio ad ogni persona viene riconosciuta e garantita, compatibilmente con l’eguale diritto altrui e con le esigenze di ordine pubblico e di solidarietà sociale, l’autodeterminazione in forma attiva con il diritto di partecipare all’esercizio del potere politico (libertà politiche) e in forma passiva, riconoscendo all’autonomia del singolo l’esclusività della vita privata e sociale, in cui non possono interferire né i pubblici poteri né i privati (libertà civili).
Ma che cosa è oggi in concreto la libertà?
Chiunque nella storia ha domandato “libertà” ha consapevolmente chiesto ben definite “libertà”, che potevano essere, a seconda dell’epoca e del contesto sociale di natura economica e/o politica, religiosa, intellettuale etc. Ecco perché non riteniamo si possa parlare di libertà quando non siano stati appagati nemmeno i bisogni primari dell’uomo come nei paesi del terzo mondo; né di autentica e consapevole libertà, senza che l’individuo abbia di fronte a sé opzioni chiare e facilmente individuabili con un’adeguata conoscenza ed informazione, come nelle nostre “società avanzate” .
Se il diritto ad una piena, libera e non fuorviante informazione non viene garantito, al cittadino viene meno una delle caratteristiche principali delle scelte di libertà: la consapevolezza e, conseguentemente, qualora dovesse esistere una scala, un gradino di libertà in meno.
Questo discorso trova pieno riscontro nel nostro paese dove un giornalismo “etichettato”, una iniqua riforma del sistema radiotelevisivo ed una mai varata legge sul conflitto di interessi non consentono lo svilupparsi di un sistema informativo adeguato alle esigenze di un moderno paese.
La negazione del diritto ad una libertà di informazione può perfino arrivare come è recentemente accaduto in Cina e Birmania, in presenza di catastrofi naturali, a nascondere ai propri cittadini la partecipata solidarietà mondiale.
Non è inoltre tollerabile che esistano casi in cui un tipo di libertà sia prevaricante sugli altri e più precisamente quando gli interessi economici sopravanzano i diritti umani.
Quello a cui assistiamo oggi sul fronte Tibet - Olimpiadi di Pechino è l’esatta applicazione del concetto poc’anzi espresso. Se dovessero essere prevalenti, come sembra, gli interessi economici cinesi e occidentali, ruotanti attorno allo svolgimento delle Olimpiadi, rispetto ai diritti di autodeterminazione e di libertà del Tibet, tutti noi avremmo perso una grande occasione di reclamare la libertà per ogni angolo di mondo, ma, soprattutto, avremmo reso vano l’estremo sacrificio dei tanti anonimi studenti e cittadini cinesi - il cui numero preciso è ancora oggi sconosciuto - in piazza Tian an men quel 4 Giugno del 1989.
Rivendicare la propria libertà è facile. Rispettare la libertà altrui, questo è difficile. Eppure questa è la libertà. ( G. Salvemini )
Angelino Meloni, Emilio Naitza, Adriano Sitzia.
Come avete potuto constatare, di tanto in tanto, diamo spazio sul blog agli interventi di coloro che, per mestiere o per diletto, vogliono dire la loro su argomenti specifici. Nella fattispecie, Elia Sanna, è ritornato sulla polemica tra Soprintendenza (ringalluzzita dalle nuove competenze sul paesaggio, con il suo parere vincolante dove non esistono piani paesaggistici) da una parte, e Regione e comuni dall’altra. L’articolo è intitolato:
“I Baroni delle Soprintendenze sono vivi e sono tornati più forti di prima”.
Questi burocrati dello Stato centralista pretendono, ancora una volta, di condizionare le scelte democratiche di Regioni e Comuni. Il nuovo Soprintendente, Fausto Martino, evidentemente non in sintonia, e forse anche contrario alla semplificazione per le procedure della coopianificazione, avviate dall’assessorato regionale dell’Urbanistica e dal Comune di Cagliari, ha chiesto ora il parere dell’Avvocatura dello Stato, ed ha aperto un nuovo capitolo di questa lunga telenovela. Il caso di Cagliari è il segnale evidente di un tentativo di ingerenza “molto più politico” che tecnico, che rischia di vanificare gli sforzi, avviati dalla Regione e dal Comune, tesi ad agevolare e semplificare l’accordo sulla definizione dei vincoli paesaggistici che stanno ingessando l’edilizia. Un accordo finalizzato a rendere meno restrittivi quei vincoli imposti dal Piano Paesaggistico Regionale, in questa fase transitoria,con l’obiettivo primario di sbloccare l’edilizia e i cantieri fermi nel capoluogo regionale. Gli assessori regionali e comunali dell’urbanistica, Gian Valerio Sanna e Giovanni Maria Campus, su questo capitolo hanno voluto aprire un dialogo costruttivo e di leale collaborazione. Tutto questo, ora, potrebbe essere messo in discussione, proprio dalla mossa decisa dalla Soprintendenza. Qualcuno lo ha classificato come un vero e proprio sgarbo “istituzionale”, che rischia di creare un nuovo solco tra le due amministrazioni pubbliche. Per l’assessore regionale Gian Valerio Sanna questa scelta conferma che a bloccare l’attività edilizia non è certo la Regione. Proprio di recente, Gian Valerio Sanna, durante il tavolo tecnico Stato-Regione, convocato per le modifiche al Codice Urbani, aveva criticato la burocrazia del Ministero dei Beni Culturali. “Con le modifiche apportate al Codice del Paesaggio – aveva dichiarato l’assessore Sanna - lo Stato ha scelto di tornare indietro, di affidarsi ad un neocentralismo burocratico, secondo logiche che dimostrano la profonda arretratezza culturale dell’apparato statale, e in profonda controtendenza rispetto alle stesse raccomandazioni contenute nella Convenzione Europea del Paesaggio”. Parole chiare, che confermano le distanti posizioni tra i vertici dello Stato e la Regione, che rimane, ad oggi, l’unica e vera riformatrice di questo processo culturale in atto nel mondo.
Quelle Soprintendenze, che le recenti riforme avrebbero voluto abolire, hanno ripreso il sopravvento su Regioni e Comuni, ed espresso il volere di assumere una regia su un campo che non gli spetta certamente.
Ci sono due precedenti, sempre a Cagliari, di come le Soprintendenze hanno condizionato le scelte che spettavano alla politica. Una, la più recente, riguarda il caso dell’ex Ospedale Marino del “Poetto”, il cui progetto è stato letteralmente stoppato, per beghe soprattutto burocratiche. L’altra, quello più vecchia, ci riporta invece prepotentemente sul colle di Tuvixeddu. Quel patrimonio, unico nel Mediterraneo, è diventato, anche con le irrazionali scelte della Soprintendenza, una squallida distesa di case e cemento.
(Elia Sanna)
Altre notizie:
La Giunta regionale ha approvato le regole per la gestione della fascia costiera, rivolte agli enti locali e ai gestori dei demani marittimi. All'Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna la promozione della campagna di sensibilizzazione e di informazione rivolta a turisti e bagnanti, in collaborazione con gli assessorati dell'Ambiente e degli Enti locali.
Con l'avvio della stagione balneare la zona costiera è interessata da una notevole pressione demografico–turistica e infrastrutturale. I segnali della sofferenza ambientale dei litorali sono numerosi e tra questi figurano l'accelerazione dell'erosione, la riduzione degli habitat naturali, la persistenza e il verificarsi di fenomeni di inquinamento. Tali fenomeni potrebbero essere in parte prevenuti grazie alla messa in atto di comportamenti corretti da parte dei gestori e dei fruitori delle coste sarde. Le "Linee guida per la gestione della fascia costiera", sono il frutto del lavoro degli uffici tecnici degli assessorati dell'Ambiente e degli Enti locali, con la collaborazione dell'Agenzia della Conservatoria delle Coste.
Le linee guida non si limitano alla pulizia degli arenili e offrono uno strumento utile nei casi di: presenza di Posidonia spiaggiata; smaltimento della Posidonia spiaggiata; preservazione di ambienti di pregio quali dune
e stagni costieri temporanei; ormeggio delle imbarcazioni in prossimità delle spiagge e preservazione dei fondali soprattutto in presenza di praterie di Posidonia. Dal punto di vista ecologico-funzionale le praterie di Posidonia, le dune e le "banquettes" contrastano l'erosione costiera e le prime due costituiscono habitat naturali per numerose specie animali e vegetali adattate a questo particolare ecosistema, molte delle quali esposte a danneggiamento, minaccia e a probabile rischio di estinzione. Le linee guida prevedono misure per la preservazione delle aree dunali, retrodunali e retrostagnali dal continuo calpestio dei campeggiatori e dei bagnanti, dal parcheggio e dal passaggio di moto e auto che distruggono la vegetazione pioniera dell'anteduna e quella più stabile della duna e della retroduna. Tali misure preventive comprendono anche adeguate azioni di sensibilizzazione e di informazione mirata ai fruitori della spiaggia.
Anche il fenomeno diffuso dell'ancoraggio sottocosta delle numerose imbarcazioni da diporto, che si verifica durante la stagione estiva, causa la distruzione dei fondali. Le linee guida propongono la disposizione di campi boe per 'ormeggio finalizzati a garantire la tutela e la conservazione dei fondali.
Consulta la delibera;
Così come abbiamo fatto in altre circostanze, per la rubrica “la posta dei lettori”, pubblichiamo un ricordo di Aldo Moro, pervenutoci da Emilio Naitza e Angelino Meloni.
“Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani…. Vorrei capire con i miei piccoli occhi mortali come ci si vedrà dopo, se ci fosse luce sarebbe bellissimo…..”.
Il ricordo di Aldo Moro, a 30 anni dal suo assassinio, avvenuto il 9 Maggio 1978, non poteva non partire che da queste toccanti parole, tratte dalla sua lettera-testamento indirizzata alla moglie, che colpiscono per la loro umanità e per la triste ma dignitosa consapevolezza di un destino oramai inevitabile.
Crediamo fermamente che l’attentato contro Aldo Moro venga ad assumere un significato di rilievo nella grande storia mondiale in cui interagiscono la storia e lotta dei singoli popoli e raggiunga lo spessore e la portata, anche internazionale, degli altri grandi delitti politici degli ultimi decenni del 900, come quelli contro i due Kennedy, Patrick Lumumba, M. Luther King, Olof Palme, Rabin, ecc, delitti in cui si è colpito una prospettiva di novità coinvolgente intere comunità o popoli, prospettiva di cui la vittima era considerata l’interprete e l’espressione più elevata e precisa.
Ciò che accomuna questi delitti, da Kennedy a Moro, è che viene colpito il potere in quanto fattore di cambiamento.
In Italia a pagare il prezzo più alto al terrorismo è stata quell’area della D.C. che aveva incominciato a pensare e ragionare in termini di alternanza possibile.
Aldo Moro con il “compromesso storico“, con l’incontro, cioè, tra le masse cattoliche e le masse socialiste avrebbe reso possibile, con decenni di anticipo, l’annullamento di un “vulnus” importante nella nostra breve vita democratica, cioè quello di chiudere con la “conventio ad excludendum “ e consentire, attraverso l’alternanza e l’inclusione del PCI nelle responsabilità di governo, enormi ed importanti passi avanti nella piena attuazione della parola democrazia.
Aldo Moro aveva, senza ombra di dubbio, il senso della strategia globale, il senso storico della sua azione politica, come si vide nel congresso di Napoli del 1962, quando inchiodò la platea per sette ore consecutive per convincere il partito dell’ineluttabilità o meglio dell’opportunità della apertura a sinistra ( l’ingresso dei Socialisti al governo ).
Le verità giudiziarie sono state quasi completamente scritte, ma enormi vuoti e punti interrogativi sono stati lasciati da bugie ed omissioni varie.
Vuoti e punti interrogativi che dovranno essere oramai colmati in sede di analisi storica.
Purtroppo abbiamo assistito al facile “perdonismo“ da parte dello Stato, che ha consentito agli esecutori della sua morte di lasciare anzitempo il carcere quasi a voler essere clementi per paura che possa venir fuori qualche scomoda verità.
Il perdono dovrebbe implicare un pentimento, una collaborazione fattiva per il raggiungimento della verità, l’espiazione ed una formale richiesta, atti finora disattesi.
La vicenda del rapimento e dell’omicidio del Presidente Moro attraversa periodi inquietanti della nostra storia, in cui abbiamo assistito a collusioni con Servizi Segreti di paesi esteri, all’attività, tutt’altro che limpida, della loggia massonica P2 ed alla presenza ingombrante di apparati "deviati“ dello Stato.
Con i se e con i ma non si scrive la storia, però, non ci piace immaginare che immolando Aldo Moro si sia voluta aprire una nuova fase politica che ha avuto il suo culmine nell’ultima tornata elettorale, che vede un parlamento nominato e non eletto governare questo nostro paese.
Aldo Moro, cultore del dialogo e della tolleranza, non avrebbe certamente approvato che un marchingegno elettorale potesse estromettere dal Parlamento voci, anche fuori dal coro, dissenzienti dalla Sua visione politica.
Il nostro compito ed il nostro intento è quello di contribuire a far nascere ed alimentare una memoria collettiva, che funga da pungolo affinché sia scritta una verità storica, la più aderente possibile alla realtà accaduta ed affinché il messaggio politico ed umano lasciatoci da Aldo Moro non vada perduto.
( Emilio Naitza , Angelino Meloni)
Sulla legge statutaria, sul mancato quorum del 33,3 %, che tanto ha fatto discutere, sulla vittoria (di Pirro?) dei no, e su altri argomenti della statutaria, ci sono pervenute alcune lettere.Tra queste, pubblichiamo il testo integrale di quella che, a nostro giudizio, è sembrata la più interessante e significativa.
Incredibile, ingiustificabile, assurdo!!! 15,57 %: ossia soltanto un sardo e mezzo ogni dieci è andato ieri a votare sulla Legge statutaria (228000 su 1450000)! Sì, incredibile, ingiustificabile, assurdo!!! E proprio con questi aggettivi abbiamo commentato tra amici questo che del referendum è indubbiamente il dato più significativo e insieme più inquietante e sconfortante, tale da far passare in secondo piano lo stesso risultato finale, comunque nettamente contrario a questa (malfatta) legge (i “no” hanno sono stati ben il 68 %). Ieri, non c’è dubbio alcuno, è stata una brutta giornata per la democrazia di questo paese. Ben altra avrebbe, infatti, dovuto essere la partecipazione a un referendum, che chiedeva alla gente di decidere non sul pranzo di Natale ma sul tipo di governo da dare alla Sardegna. Ma soprattutto ben altra avrebbe dovuto essere la campagna informativa su un tema tanto importante e delicato. E invece la stragrande maggioranza dei Sardi neppure sapeva che ieri si stava votando, o, se anche lo sapeva, non ci andava per non pagare un euro! Assurdo, incredibile!!!
“La democrazia –scrisse Salvemini- ha bisogno di discussione come l’uomo fisico ha bisogno dell’aria: discussione con gli avversari per chiarire a loro e a noi le ragioni dei nostri dissidi; discussione con gli amici ... per chiarire a noi e a loro le ragioni delle nostre concordie”. Al contrario questa volta abbiamo assistito a una campagna elettorale di un silenzio persino assordante. Nessun volantino o lettera è arrivata nelle cassette postali dei Sardi. Pochissimi manifesti sono apparsi negli appositi spazi. Pochissimi sono stati i dibattiti televisivi e gli incontri, e tutti peraltro concentrati nell’ultima settimana. Non credo che in politica si sia mai vista una cosa del genere. I nostri piccoli e grandi leaders poi, in particolare quelli del centrosinistra, hanno fatto a gara nel defilarsi, tanto che di alcuni partiti abbiamo saputo la posizione ufficiale (presunta) soltanto quest’ultimo venerdì. Fino alla perla di stamattina, quando mi è successo di vedere e, quel che è peggio, ascoltare un “soriano” d.o.c. , e mica un chicco qualunque, ma uno di quelli che contano e dicono di voler cambiare le cose, esternare giubilante la propria soddisfazione per il risultato, sostenendo che i Sardi non erano andati a votare perché non erano caduti nell’inganno del colpo di stat(ut)o e dei pericoli per la democrazia paventati dai nemici della Statutaria! Trovo addirittura paradossale –e scandaloso- che un eletto, un rappresentante del popolo, un democratico nonché sostenitore del “sì” (cioè non solo della legge ma della sua sanzione plebiscitaria), si sia invece rallegrato del fatto che la gente non è andata a votare! Purtroppo non è la prima volta.
E il comitato per il “no”? E Forza Italia, AN, UDC, Riformatori e compagnia bella? La risposta emblematica è venuta da Olbia, la roccaforte forzista della Sardegna, dove ha votato ben il 10 %, dico 10 %, degli aventi diritto! Nizzi alle ultime comunali ha preso più voti.
E’ veramente strano, assurdo e incredibile che partiti, e “onorevoli”, che alle elezioni prendono voti a palate non siano stati in grado di mobilitare e sensibilizzare nemmeno i tesserati su una questione da loro stessi definita molto importante!!! Due sono le soluzioni, entrambe possibili ed entrambe inquietanti: che questi nostri politici ci abbiano, come loro costume, “mentito” con le loro affermazioni di principio e/o che la gente, ormai chiusa in se stessa, sfiduciata e troppo impegnata ad arrivare alla fine del mese, sia sempre più lontana da “cose”, che sulla vita reale delle persone, sulle loro quotidiane difficoltà e sui loro drammi, non incidono affatto. Chi è impegnato a campare e a far campare i propri figli con sempre meno soldi difficilmente ha voglia di appassionarsi, come invece i nostri straricchi politici, alle leggi elettorali o alle riforme istituzionali, che poi riforme spesso lo sono solo di nome.
Paolo Fadda qualche giorno fa, in un’intervista all’Unione Sarda a proposito delle Primarie, ha dichiarato al giornalista Pilia: “è stata una vittoria non dei leader ma dei sardi, dei tanti giovani, di quelle persone che hanno voluto dirci qualcosa. I cittadini hanno scelto la politica, e con Cabras ha vinto la politica della concertazione, del rispetto, non quella monocratica e dirigista”. Ora, alla luce di quanto è accaduto in e per questo referendum, ho i miei dubbi che abbia davvero vinto la politica della concertazione e del rispetto. Concertazione e soprattutto rispetto significano rivolgersi alla gente, alla base, al semplice tesserato o simpatizzante e chiedergli cosa ne pensa, suscitare passione, partecipazione e discussione, ascoltare e interloquire da una posizione di uguaglianza. Invece dentro i partiti non si discute più, non si parla più. Davvero qualcuno può credere ancòra che per esempio in quella che è stata la Margherita oristanese si sia mai parlato della Statutaria o del nuovo PD, o di serie regole interne o del PPR o del Piano sanitario? I suoi capi, nessuno dei quali si chiamava Soru Renato, così come i capi degli altri partiti, erano, sono e sempre saranno in altre faccende affaccendati (fuorché in occasione delle loro elezioni)!
Guido Podrecca sosteneva che il popolo è come l’asino, paziente e bastonato, ma ogni pazienza ha un limite! Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano. E allora che succederà quando “panem et circenses” diventeranno anch’essi un privilegio per pochi, come già lo sono una politica seria, un lavoro vero, una casa e un futuro?
Adriano
Il Blog, nelle intenzioni di chi lo ha inventato, doveva essere, alle origini, uno spazio virtuale usato come “diario” personale, attraverso il quale esprimere e confrontare le proprie esperienze. Col passare del tempo, da semplice diario, il Blog (che dal punto di vista tecnologico è, a tutti gli effetti, un sito web) è diventato la nuova frontiera della comunicazione on-line. Il nostro Blog, nell’immenso, affascinante mondo della “blogosfera”, è una piccola paginetta web, con taglio giornalistico, sorta, con molta modestia, per pungolare, evidenziare, denunciare, dibattere, su quanto accade (o non accade), in particolare, nella nostra città e zone limitrofe. I commenti agli articoli sono uno stimolo costante per il nostro “lavoro”, così come lo sono le lettere aperte che ci giungono, sempre più di frequente.
In attesa di dedicare alla posta dei lettori uno spazio apposito, pubblichiamo una lettera, che, a nostro modesto parere, è sembrata interessante.
Da molti mesi leggo con curiosità gli interventi dei rappresentanti delle associazioni aderenti al Comitato d’intesa sul PUC di Oristano.
Leggo e apprendo che parlano a nome di migliaia di associati.
Bene. È giusto che chi rappresenta una categoria la tuteli, ne difenda gli interessi, stimoli le controparti, medi tra posizioni differenti per il raggiungimento del bene comune.
Devo ammettere, però, che ho sempre diffidato di chi propone verità assolute e in questo caso di chi assume una posizione netta come la richiesta di revoca del PUC parlando a nome dei propri associati.
Evidentemente questo mio scetticismo era giustificato considerato che ho scoperto che l’Associazione dei Piccoli Proprietari Casa interviene a nome dei suoi aderenti per chiedere la revoca del PUC. Lo ha fatto più volte anche per sollecitare il Sindaco di Oristano a ritirare la delega dell’assessore competente.
Mi sorprende e mi dispiace.
Sono iscritto all’APPC di Oristano da alcuni anni.
Pago regolarmente la tessera associativa in cambio di alcuni servizi che l’associazione mette puntualmente a disposizione.
Questo, però, non può autorizzare nessuno a parlare in mio nome, a rappresentare il mio pensiero e le mie opinioni.
Non ho interessi specifici in materia urbanistica e non faccio parte di quella parte di città che vuole la conferma del PUC licenziato dal Consiglio comunale né dell’altra che ne chiede l’annullamento.
Non mi sembra giusto che un’associazione pretenda di rappresentarmi quando non mi ha mai convocato a una riunione per discutere di questo argomento. Non c’è mai stata nemmeno una lettera, una telefonata. Forse sarebbe bastata una e-mail. Magari un sms. Niente.
Allora, mi chiedo: devo ancora accettare che qualcuno parli a mio nome senza che io lo abbia autorizzato?
Voglio pensare che si sia trattato di una leggerezza, di un errore commesso in buona fede e che sia stata solo questa associazione a non aver coinvolto i propri iscritti prima di aver avviato una battaglia politica sul futuro della città.
Credo che tutte le considerazioni espresse a favore o contro il PUC siano legittime e che ognuno possa esprimere liberamente il proprio pensiero senza paura di censure. Sono fermamente convinto, però, che chi parla a nome di qualcun altro dovrebbe prima averne il consenso, altrimenti, e mi auguro che in futuro questo accada, che lo faccia solo a titolo personale.
Lettera firmata
|
|
|
<
|
settembre 2010
|
>
|
L |
M |
M |
G |
V |
S |
D |
| | | |
|
|
4 |
|
6 |
|
8 |
9 |
10 |
11 |
12 |
13 |
14 |
15 |
16 |
17 |
18 |
19 |
20 |
21 |
22 |
23 |
24 |
25 |
26 |
27 |
28 |
29 |
30 |
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Trovato 1 Album
|
|
|
Listening Musica...
Reading Libri...
Watching Film...
Ci sono 37 persone collegate
09/09/2010 @ 2.41.33
script eseguito in 3125 ms
|