Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Una richiesta urgente degli atti relativi alla società partecipata Sogeaor è stata avanzata, al presidente e al segretario generale della Provincia di Oristano, dal neo consigliere provinciale del Pd, Francesco Federico. “Ai sensi dell’art. 43 dell’art. 43, comma 2, del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 – si legge nella richiesta -, il sottoscritto consigliere provinciale, Francesco Federico, chiede urgentemente 1) copia del contratto, comprensivo di tutti gli eventuali allegati, ove sia comunque rilevabile la durata e il costo dell’accordo in essere tra la SO.GE.A.OR. S.p.A. (o la Fly Oristano) e la società Denim Air, riguardante gli aeromobili Fokker 50 attualmente in servizio presso l’aeroporto di Oristano; 2) copia dell’attuale piano industriale (o business plan) della SO.GE.A.OR. S.p.A.; 3) copia degli ultimi 3 bilanci della SO.GE.A.OR. S.p.A. inclusivi di tutti gli allegati; 4) copia di tutte le delibere di Consiglio Provinciale degli ultimi 10 anni riguardanti la partecipazione dell’ente Provincia a ricapitalizzazioni della SO.GE.A.OR. S.p.A. Alla luce delle recenti vicende che hanno visto protagonista una “macchinetta mangia soldi pubblici” come l’aeroporto di Oristano, bene ha fatto Francesco Federico a richiedere gli atti della società partecipata della Provincia, per vederci chiaro. Intanto, dopo la diffida dell'Enac, il sito www.flyoristano.com sui collegamenti di linea tra l'aeroporto Campanelli di Oristano e quelli di Roma Fiumicino, Brescia, Rimini e Pisa, è stato aggiornato, rendendo chiaro che i voli commercializzati sono operati dal vettore olandese Denim Air. Lo rende noto l’Enac, l'Ente nazionale aviazione civile, nel precisare che "…quanto al tema di una eventuale ingannevolezza del messaggio pubblicitario lascia ogni valutazione all'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato, competente in materia". Detto questo, quello che ancora fa specie è come mai non abbia chiesto gli atti la Corte dei Conti, e come mai la Regione continui ancora a rimpinguare con vagonate di danari pubblici un aeroporto già in forte sofferenza prima del primo decollo, e, attualmente, visto lo scarso successo ottenuto e i problemi che continuano a sorgere quotidianamente, in stato avanzato di decomposizione. Un aeroporto poco attrezzato, e che procede a singhiozzi, non può avere , infatti, vita facile. Se a ciò si aggiunge che, in un periodo di terribile congiuntura, i medi e piccoli aeroporti attraversano una crisi irreversibile in tutta Italia, non si riesce a capire (o meglio, lo si capisce benissimo) a chi giovi tenere ancora in vita una struttura destinata da tempo al fallimento, e che sta sopravvivendo solo perché attaccata all’ossigeno delle ricapitalizzazioni, ora non più possibili. Per alleviare le sofferenze della Sogeaor e, cosa più importante, di tutti i cittadini, basta staccare la spina. L’eutanasia per l’aeroporto di Fenosu sarebbe, infatti, il minore dei mali. Chi sarà il politico che, in Regione (e non solo), avrà il coraggio di staccare finalmente la spina?
Il Comitato regionale faunistico, presieduto dall'assessore regionale della Difesa dell'Ambiente, Giuliano Uras, ha approvato il calendario venatorio 2010/2011. Ecco le specie cacciabili e i relativi periodi di caccia: Tortora, nei giorni 2 e 5 settembre alla posta e senza l'uso del cane per l'intera giornata. Pernice sarda e lepre sarda, nei giorni 19 e 26 settembre, 3 e 10 ottobre 2010, anche in forma vagante e con l'uso del cane per l'intera giornata con la limitazione di 2 capi. Coniglio selvatico, volpe, allodola, alzavola, beccaccia, beccaccino, cesena, codone, colombaccio, cornacchia grigia, fischione, folaga, frullino, gallinella d'acqua, germano reale, ghiandaia, merlo, mestolone, moretta comune, moriglione, pavoncella, porciglione, quaglia, tordo bottaccio, tordo sassello, tortora nei giorni 19 e 26 settembre, 3 e 10 ottobre 2010 anche in forma vagante e con l'uso del cane per l'intera giornata, dal 14 ottobre 2010 al 31 gennaio 2011 nei giorni di domenica, giovedì e festivi infrasettimanali, anche in forma vagante e con l'uso del cane. Cinghiale, nei giorni 7, 14, 21 e 28 novembre 5, 8, 12, 19 e 26 dicembre 2, 6, 9, 16, 23 e 30 gennaio anche con il sistema della battuta e con l'uso della munizione a palla unica. Tra le novità delle prescrizioni approvate dal Comitato anche l'obbligo, a partire dalla prossima stagione, per i cacciatori e i battitori dell'uso del giubbino ad alta visibilità durante l'esercizio dell'attività venatoria con l'obiettivo di cercare di evitare gli incidenti durante la caccia. "Il Comitato regionale faunistico, composto in gran parte da cacciatori, nella riunione odierna ha sancito il ritorno della giornata intera di caccia alla nobile stanziale, con l'aggiunta della giornata intera alla tortora, riservandosi perfino un'aggiunta di 10 giorni di caccia che verrà probabilmente deliberata in occasione della prossima riunione". E' il commento del WWF alle decisioni dell'organismo. Eppure - si legge in una nota dell'associazione - la direttrice dell'assessorato Difesa Ambiente aveva rimarcato in premessa che nell'unico dato scientifico a disposizione dell'assessorato, ovvero gli ultimi studi effettuati sulla nobile stanziale, si era evidenziato un vistoso calo della lepre sarda e una leggera ripresa della pernice sarda. Nel corso della riunione del CRF sono state stravolte persino le indicazioni di ben 6 comitati provinciali su 8 che chiedevano per la nobile stanziale il mantenimento della caccia sino alle ore 14.00 (Nuoro addirittura fino alle 13.00). Solo il comitato di Sassari era favorevole alla giornata intera, mentre il comitato della provincia ogliastrina non ha inviato i dati richiesti. Ebbene il CRF ha votato a stragrande maggioranza la giornata intera alla nobile stanziale, unici contrari i due rappresentanti delle associazioni ambientaliste, con l'inspiegabile astensione dell'ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali). "L'assessore non ha voluto minimamente tenere conto delle indicazioni da fornite dal WWF, ovvero la necessità di far valere il principio della prudenza in assenza di pianificazione faunistica", ha detto Antonello Secci, rappresentante dell'Associazione Ambientalista nel CRF. "Da anni attendiamo l'emanazione del piano faunistico regionale, - continua Secci, - ma tanta acqua (e tanti assessori) sono passati sotto i ponti e ancora siamo al palo. Ci si è dimenticati perfino della sentenza 4.3.2010 della Corte di Giustizia Europea, che stabilisce il divieto di caccia nelle ZPS e nei SIC in assenza di pianificazione faunistica. Quello che stupisce è che l'assessore abbia assecondato il parere dei rappresentanti regionali del mondo venatorio, disattendendo totalmente le indicazioni dei territori, ovvero dei comitati provinciali composti anch'essi in gran parte da cacciatori. Una evidente contraddizione fra i rappresentanti delle istanze locali e chi li dovrebbe rappresentare in Comitato Regionale Faunistico. Quello che è successo oggi è veramentre vergognoso, una sorta di ritorno a Su Connottu, con la differenza che oggi la situazione faunistica in Sardegna è ben diversa dal passato, con elementi di estrema criticità, sottovalutati o, peggio, ignorati da questi ingordi esponenti del mondo venatorio".
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“La decisione della maggioranza di centrodestra di rinviare, a data da destinarsi, l'esame in commissione e in aula della manovra finanziaria di assestamento è gravissima. Non tiene assolutamente conto dell'urgenza di intervenire sul bilancio, alla luce dell'accertamento della minore entrata, pari ad oltre 400 milioni di euro". I partiti dell'opposizione in consiglio regionale hanno reagito così alla scelta del rinvio, nella conferenza dei capigruppo, sull'ordine del giorno dei lavori. "Il rinvio – ha affermato l’opposizione - non tiene conto della pesante situazione economica, sociale, ed occupazionale della Sardegna. Lascia che un bilancio “falso” regoli ancora la spesa della Regione. Una spesa bloccata anche dalla irrazionalità dei limiti del patto di stabilità e dalla inadeguatezza della azione di governo. Tutto ciò permanendo si determina un disastro a catena che si scarica soprattutto sugli enti locali, sulle imprese, sui cittadini. Una situazione, questa, che rende ancora più acuto il disagio delle fasce più deboli della nostra popolazione, e più ampie le categorie a rischio di povertà”. Perché allora tutto questo? Si chiede la minoranza. Per approvare prioritariamente un insieme di norme correttive ed interpretative del cosiddetto “Piano casa”, meglio conosciuto in Sardegna come “Piano cemento”. “Un Piano fallito, perché scritto male, illegittimo, e di fatto inapplicabile, illusorio ed ingannevole verso le aspettative di sviluppo della economia ed in particolare del settore edilizio. "Il Piano casa 2 – ha sostenuto l’opposizione -, che si propone di correggere il primo, appare, invece, ricco di disposizioni confuse che piuttosto che semplificare, complicano. Noi ribadiamo l'assoluta priorità e l'urgenza di affrontare i temi del lavoro, della situazione economica e sociale e di una coerente manovra di bilancio e finanziaria, da confrontare da subito con le forze sociali. Questo, anche in relazione all'attacco alla finanza pubblica sarda da parte del governo, e della manovra iniqua del ministro Tremonti. Avevamo inteso che fosse così anche per la maggioranza e per la giunta. Così invece non è. Continueremo ad insistere – hanno concluso gli esponenti del centrosinistra -, e a richiamare giunta e maggioranza di centrodestra ad un comportamento responsabile verso i problemi veri della Sardegna e dei Sardi".
Alla Sardegna resta il primato del tasso di disoccupazione record, attestatosi nel primo trimestre dell'anno al 16,1%. Lo confermano i dati Istat e anche il periodico “Congiuntura Lavoro Sardegna”, il periodico dell'Agenzia regionale per il lavoro, che però rileva come il numero di occupati sia cresciuto di undicimila unità, a fronte di ottomila disoccupati in più. I saldi occupazionali tra avviamenti e cessazioni al lavoro (secondo dati ricavati dal Sistema informativo lavoro della Regione) evidenziano un incremento delle posizioni lavorative di 19.041 unità, mentre alla chiusura del quarto trimestre 2009 il dato risultava negativo per 28.040 unità. Preoccupa soprattutto – ha sottolineato il periodico - il continuo calo dei contratti a tempo indeterminato della componente maschile dell'offerta lavoro (-789), che potrebbe essere spiegato anche con le crisi industriali in atto. Il fenomeno, però, è controbilanciato dalle 2.012 nuove posizioni lavorative stabili conquistate dalle donne che, così come accade dal primo trimestre 2009, continuano a guadagnare terreno in questa tipologia contrattuale, quasi esclusivamente nel settore dei servizi. Quanto alle persone in cerca di occupazione, invece, secondo Congiuntura Lavoro Sardegna, il dato di fonte Sil-Servizio informativo del lavoro Sardegna (358.336) si discosta notevolmente da quello fornito dall'Istat (112.000) in quanto quest'ultimo, oltre a discendere da un'indagine a campione, non annovera tutta una serie di soggetti che, seppur disoccupati, non dichiarano di cercare attivamente lavoro. Ecco perchè il numero delle persone in cerca di occupazione rilevato dal Sil tende quasi a coincidere con la somma dei disoccupati attivi e di quelli che hanno comunque cercato un lavoro, ma in un periodo di tempo più ampio dei 30 giorni. Quest'insieme rappresenta anche la base su cui viene calcolato il cosiddetto tasso di disoccupazione "allargato".
Sì è insediata la commissione provinciale di garanzia del Pd di Oristano, eletta recentemente dall’Assemblea provinciale. Ne fanno parte: Cristina Manca, Maria Obinu, Salvatore Manconi, Franco Caboni, Carlo Granese, Gianni Urru e Bartolomeo Di Maria. La Commissione è stata insediata dal segretario provinciale, Gianni Sanna. Introducendo la seduta (a cui hanno presenziato, fra gli altri, Marco Piras, Anna Ferrara e Selma Bellomo componenti la segreteria) il segretario ha ricordato le funzioni della commissione, sottolineandone l’importanza soprattutto nella fase di costruzione del partito. “Le regole ed il codice di comportamento – ha detto Gianni Sanna - possono aiutare al consolidamento di una prassi, capace di rendere il Pd un luogo aperto ed uno strumento efficace per partecipare alla vita delle proprie comunità, contribuendo in tal modo a costruire un’etica della politica offuscata notevolmente dai valori del berlusconismo”. La commissione ha eletto, all’unanimità, Carlo Granese come presidente e Cristina Manca vicepresidente.