Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di pig (del 08/01/2008 @ 00:27:10, in politica, linkato 1279 volte)

Una mozione interessante, sulla gestione del porticciolo di Torregrande, e relative tariffe, è stata presentata dal consigliere comunale di Fortza Paris, Mario Cadeddu. Il comune di Oristano, fa osservare Cadeddu, è titolare dell’86% del capitale sociale delle Marine Oristanesi srl, il cui statuto ha come oggetto l’esercizio dei servizi portuali, compresa la riscossione dei relativi corrispettivi. Ora, il Codice del Consumo riconosce agli utenti, come diritti fondamentali, la sicurezza, qualità dei prodotti e servizi, correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali, e l’erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza. Secondo il consigliere di Fortza Paris, sia il Regolamento interno, che il Contratto di ormeggio per imbarcazioni da diporto, predisposti dalle Marine Oristanesi contengono, invece, norme vessatorie, in netto contrasto con il Codice del Consumo.  Ma altre accuse vengono mosse alle Marine Oristanesi.  La Finanziaria del 2007 (pubblicata il 27 dicembre 2006) aveva stabilito nuovi criteri per la determinazione delle tariffe per finalità turistico-ricreative, incrementando notevolmente i canoni demaniali. In conseguenza di ciò, le Marine avevano comunicato, nel gennaio 2007, agli utenti del porto turistico di Torregrande, che il canone di ormeggio sarebbe aumentato del 75% della variazione dei prezzi al consumo, e che pertanto, da tale data, il canone sarebbe stato incrementato nella misura biennale del 2,70%. Da quel momento nessun’altra comunicazione era pervenuta agli utenti, se non una raccomandata, alla fine di ottobre 2007, nella quale la società disdiceva tutti i contratti che scadevano alla fine di dicembre 2007, anche se, però, si diceva pronta alla stipula di un nuovo contratto, con l’inevitabile ritocco del canone, tenuto conto della lievitazione dei costi della concessione demaniale e di gestione dell’area portuale. Secondo Mario Cadeddu è stato accertato che ai contratti del 2008 è stato applicato un incremento medio, rispetto al 2007, di circa il 65%, ma esclusivamente per i diportisti, in quanto le quote a carico dei pescatori sono state ridotte. E questo, nonostante i pescatori siano tuttora morosi, in quanto si erano rifiutati di sottoscrivere il contratto, nel triennio 2005, 2006 e 2007. Con la mozione, lo scopo del Cadeddu è quello di impegnare il consiglio comunale a formulare precisi indirizzi da osservare da parte della società Marine Oristanesi e a definire gli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del comune presso la società.  Di impegnare, inoltre, il sindaco a verificare la sussistenza di indirizzi formulati nel decreto di nomina dei rappresentanti del comune nella società e la loro rispondenza con gli atti posti in essere; a voler fornire ai consiglieri eventuali relazioni inviate dai rappresentanti del comune nell’ultimo triennio; a voler proporre la costituzione del Collegio Sindacale; a far sospendere l’efficacia delle decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione della società relativamente alle tariffe 2008, in attesa della verifica della commissione Bilancio e Tributi; a voler accertare se il Regolamento interno ed il Contratto di ormeggio predisposto dalle Marine Oristanesi rispondano agli standard di qualità ed efficienza fissati dal Codice di Consumo. Infine, di impegnare la Commissione Bilancio e Tributi ad effettuare la verifica sull’attività della società partecipata e sulla corrispondenza fra indirizzi formulati dal consiglio e l’attività svolta; a voler accertare le motivazioni del mancato adeguamento delle tariffe portuali per il 2007; a voler verificare la congruità e la correttezza delle tariffe fissate per il 2008; a voler accertare se vi siano persistenti morosità fra pescatori e diportisti, e, in caso affermativo, quali siano le iniziative assunte dalle Marine Oristanesi.

 
Di pig (del 08/01/2008 @ 00:21:10, in politica, linkato 417 volte)

Il confronto sui contenuti dell’Intesa istituzionale, tra Regione, Provincia e Comune, sottoscritta dai tre enti il sei luglio scorso, è proseguito presso la sede Provincia, mentre per quanto riguarda le parti finali del documento l’esame proseguirà lunedì 14 gennaio. Così come comunicatoci dall’Ufficio stampa dell’amministrazione provinciale, all’incontro hanno preso parte l’assessore regionale all’Urbanistica ed Enti Locali, Gian Valerio Sanna, il presidente della provincia, Pasquale Onida, il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, e le organizzazioni sindacali rappresentate da Giampaolo Lilliu (CGIL), Antioco Patta (CISL) e Angelo Medde (UIL).

In apertura della riunione sono state fatte alcune precisazioni, in merito all’Impianto di trattamento dell’amianto esistente nelle campagne di Arborea, di cui è stato richiesto il potenziamento. A proposito dello stabilimento per le carcasse animali, la cui realizzazione è stata richiesta dal comune di Arborea, la Regione sta attualmente verificando se esso sia operativamente compatibile con l’attuale impianto di Macomer. Un’altra puntualizzazione ha riguardato il progetto industriale sull’utilizzo dello scalo aereo di Fenosu. La società incaricata dello studio consegnerà i primi documenti giovedì prossimo. Ulteriore precisazione anche per quanto riguarda il Polo Intermodale. A questo proposito è stato riferito che l’assessore regionale ai trasporti Broccia sta provvedendo agli adempimenti di sua competenza.

In apertura di riunione il rappresentante della CGIL, Giampaolo Lilliu, ha rivendicato che l’Intesa non è nata per volontà della politica, ma grazie ad un’azione rivendicativa popolare e sindacale. A Lilliu ha replicato l’assessore regionale, Gian Valerio Sanna, che ha precisato come l’Intesa sia uno strumento ordinario di programmazione, che riguarda il quadro delle istituzioni.

Entrando nel merito, queste le schede esaminate:

4) Ambiente-Turismo

F: Riqualificazione unitaria delle borgate marine da Marceddì a Bosa Marina, privilegiando l’aumento della ricettività turistica:

Torregrande. Preliminare l’osservazione dell’assessore all’urbanistica sulla borgata, che verrà considerata turistica con la presenza di alberghi e non più con le sole seconde case. Superare questo handicap significa dare corpo ai progetti di promozione turistica in capo alla Sarda Bitumi e alla Sipsa mentre resta aperta la possibilità di  trasferire la Perlite nell’area del Porto Industriale

Santa Caterina: due milioni e mezzo di euro sono stati attribuiti al comune di Cuglieri per il recupero della borgata, con lavori già in corso.

Campeggio Europa. E’ in fase di redazione un avanzato progetto di riutilizzo accanto alla ricerca di nuovi parteners.

Cabras . E’ previsto il risanamento di Funtana Meiga, l’acquisizione dell’Isola di Mal di Ventre sulla base di un progetto di utilizzo, lo spostamento degli usi civici a Su Bardoni, in modo tale consentire la realizzazione di un villaggio turistico a Is Aruttas (area campeggio) e insediamenti da definire a San Giovanni di Sinis.

Marceddì. Diversi gli interventi previsti che andranno nei prossimi bandi. Intanto il comune di Terralba ha definito il piano particolareggiato, mentre sono in corso trattative per la sdemanializzazione della borgata.   

G: Realizzazione Parco Fluviale dei Fenici-Tirso-Omodeo-Flumineddu.

Occorre rivisitare il progetto, rimuovendo le criticità annotate e procedere alla sua rimodulazione: Per i finanziamenti è da rinviare ai bandi POR.

Parco fluviale del Tirso: Progetto comunitario GREENLINK. Si tratta del Parco Periurbano con proposte operative che saranno presentate ad aprile.

H: Realizzazione del Parco fluviale della Valle del Temo.

C’è una proposta di intervento all’interno della Progettazione Integrata.

“Per fortuna - ha fatto rilevare il presidente Pasquale Onida -,Bosa avanza su una sua specifica direttrice di sviluppo turistico”, mentre l’assessore regionale, Gian Valerio Sanna, ha ricordato la recente attribuzione di tre milioni di euro per la realizzazione del braccio di protezione del porto e la costruzione di un villaggio turistico in una cava dismessa.

I: Delocalizzazione e riutilizzo a fini turistici delle attività industriali nell’Area di Torregrande

Valgono le considerazioni del punto F, con l’aggiunta che per la Sarda Bitumi mancano le indicazioni sulla bonifica ambientale.

J: Ampliamento e riqualificazione del porto turistico e da pesca di Torregrande.

“Ci sono progetti non lineari”, ha sostenuto l’assessore. Si chiede il raddoppio dei posti barca mentre l’orientamento è quello di un loro incremento. Il riferimento dovrà comunque essere quello del Piano Regionale dei Porti e le nuove regole di gestione, che entro l’anno andranno a definirsi anche per quanto riguarda le gestioni da affidare al Demanio e ai Comuni.

K: Riutilizzo ai fini turistici di Tanca Regia.

L’Agenzia Laore ha avviato un progetto di valorizzazione, che prevede l’integrazione con attività turistiche. Come primo atto concreto l’azienda è diventata la sede del servizio “Valorizzazione del Cavallo”, del relativo Dipartimento Incremento Ippico.

Il progetto prevede: percorsi di endurance, campo di gare di “completo”, base di partenza per ipovie, sede per corsi di perfezionamento FISE e per manifestazioni nazionali e regionali.

E’ in fase di approfondimento, in collaborazione con il Consorzio Costa Smeralda,

l’ipotesi di realizzare un centro per lo svernamento dei cavalli utilizzati per il Polo.

Prevista la costruzione di una foresteria e di un ristorante.

Il circuito cavallo dovrebbe chiudersi con l’utilizzo di Foresta Burgos da parte della Polizia di Stato e il coinvolgimento del Consorzio Horse Country.

L: Valorizzazione dell’Area Marina Protetta di Mal di Ventre (acquisizione dell’Isola e della tenuta di Seu.

L’assessore ha ribadito che di fronte a specifici progetti di utilizzo non sussistono problemi per la loro acquisizione attraverso l’Agenzia per la Conservatoria delle Coste in Sardegna.

M: Sostegno alla promozione del Monte Arci.

L’assessore ha posto il problema di una favorevole animazione territoriale, mentre per il presidente Onida vi è l’esigenza di svolgere un’azione convergente, che risolva i problemi avanzati dalle comunità locali: diritti di legnatico, accesso ai boschi, cacciatori.

In questa direzione sarà svolta un’azione istituzionale più incisiva nell’ambito delle iniziative legislative presentate,che vanno raccordate e portate a conclusione.

N: Sostegno allo sviluppo del sistema golfistico.

E’ considerata una opportunità per la crescita turistica dell’Oristanese anche in relazione all’utilizzo dell’aereoporto di Fenosu.

5) Cultura

A: Valorizzazione del sistema museale provinciale e promozione della rete sulla Civiltà Fenicia del Mediterraneo.

Sono stanziati 500 mila euro per redigere il progetto esecutivo per la costruzione del Museo a Torregrande. La scelta del progettista sarà a cura della Regione.

In tempi brevi deve essere definita o la possibilità di reperire e adattare locali idonei, o procedere ad individuare un’area apposita. Per quanto riguarda il sistema nel suo complesso occorrerà raccordarsi con il Piano Regionale una volta definito.

B: Realizzazione del Museo della Sardegna Giudicale e Museo delle Bonifiche.

Museo Sardegna Giudicale: è previsto uno stanziamento di 500 mila €. Sarà ospitato nel Palazzo Arcais che la Provincia ha in fase di ristrutturazione. Un gruppo di esperti redigerà il progetto museografico.

Museo delle Bonifiche: la sede del Museo è quella della “Villa del Presidente”, ad Arborea, edificata dalla Società Bonifiche Sarde. Gli interventi prevedono il restauro e la ristrutturazione dell’esistente (villa,giardino e magazzini) e la sistemazione del percorso museale). L’intervento finanziario è pari a Euro 1.860.000.

C: Riconoscimento tra i Musei regionali della Civiltà Prenuragica di Laconi.

Potrà essere contenuta nell’ambito del Piano regionale per gli istituti e i luoghi della cultura, attualmente in fase di predisposizione (art. 7 L.R. n.14/2006).

D: Valorizzazione a fini culturali del Palazzo Arcais.

E’ in atto un intervento di restauro funzionale ad ospitare la sede del Museo della Sardegna Giudicale. Costo 500 mila euro.

E: Sostegno del corso di archeologia subacquea e dei corsi delle Università sarde ad Oristano.

Il presidente della Provincia ha sostenuto l’esigenza di mantenere il corso di archeologia e di attribuire certezza all’impianto formativo che nel complesso è stato realizzato.

Intervenendo sull’argomento l’assessore ha sostenuto che le realtà universitarie di Oristano e Nuoro devono essere assegnate alla programmazione dei due Atenei e non della Regione.

Ulteriori interventi segnalati dall’Assessorato Regionale alla P.I.:

Centro di Documentazione e Museo dell’emigrazione dei Sardi – Asuni 500 mila euro; restauro conservativo di Santa Cristina e del Nuraghe Lugherras Paulilatino 300 mila euro; sistema omogeneo di identità visuali dei luoghi e degli istituti della cultura: Patrimonio culturale Sardegna. Unità introduttive presso Paulilatino (Santa Cristina), Cabras (Tharros), Fordongianus (Terme Romane), Pau (Area Archeologica dell’Ossidiana.

Restauro edifici storici da adibire a biblioteca (Bosa, Laconi, Scano Montiferro, Oristano, Busachi,  Cuglieri, Norbello), 3 milioni en 73 mila euro. Completamento e realizzazione dei teatri di Bosa, Mogoro, Oristano e Scano Montiferro 4 milioni e 732 mila euro. Costruzione del palazzotto dello sport di Oristano 6 milioni di euro con l’avvertimento di accelerare le procedure. Ampliamento e adeguamento impianto sportivo sovracomunale di Abbasanta 500 mila euro e 775 mila euro per il restauro di beni culturali, mobili e immobili a favori di comuni diversi della Provincia.

6) Istruzione-Università-Dispersione Scolastica.

A: Creazione di un Centro di accoglienza per gli studenti pendolari.

Il Comune di Oristano ha proposto di allestire un centro di accoglienza per gli studenti, presso la stazione ferroviaria, e si è tuttora n attesa di conoscere la disponibilità dei locali da parte del Comune.

L’intervento potrà essere finanziato nell’ambito dell’APQ in materia di politiche giovanili attualmente in fase di predisposizione.

 

 

 

 
Di pig (del 07/01/2008 @ 10:00:56, in politica, linkato 724 volte)

Animare il dibattito in generale, e politico in particolare, è uno degli scopi del nostro Blog. Per questo motivo nella nostra pagina web vi sarà sempre uno spazio per chiunque voglia proporre e dibattere argomenti di carattere generale che possano interessare la collettività. Oggi pubblichiamo un intervento di Gian Valerio Sanna (www.gianvaleriosanna.it), intitolato “Aspettando di uscire dal pantano…”

Tutti parlano di crisi della politica, delle diverse e svariate ingiustizie che reclamano regole, diritti e doveri che sembrano svaniti nella più grande decadenza della funzione politica che si registra dopo la stagione di tangentopoli. E’ vero che ad essa concorrono tante cause, le leggi elettorali, una mancata capacità della classe politica di rinnovarsi e di saper scommettere nel nuovo, l’eccesso di interessi che condizionano non poco il governo pubblico e, non da ultima, una burocrazia pubblica che si è modellata ad immagine e somiglianza di una certa politica che gli ha dato legittimazione. Tuttavia come sempre accade in una democrazia fondata sul consenso popolare le ragioni più profonde risiedono spesso, proprio nel corpo elettorale che decide i propri rappresentanti ed indirettamente gli conferisce un mandato rappresentativo.
Rappresentativo di che cosa? Questa rappresentatività appunto conferita alla classe politica dai cittadini da un lato è spesso esercitata come una cambiale in bianco e cioè priva di qualunque verifica intermedia e meno che mai di censure radicali e definitive, da altro lato rispecchia spesso quello che il cittadino elettore chiede al suo rappresentante, ovvero la tutela di un interesse specifico piuttosto che dell’interesse generale.
Che sia così è chiaramente rappresentato dalle infinite iniziative volte a valorizzare il carciofo di Oristano piuttosto che la produzione del carciofo in se e che costruisce quel castello perverso di corporativismi che di volta in volta emergono prepotentemente nelle iniziative, nei ricatti e nei veti di una politica proprio per questo spesso inconcludente. Domanda: davanti al bisogno della società Sarda di recuperare i ritardi di innovazione e di competitività, dovuti ad una cultura assistita e clientelare di molti decenni, serve di più difendere piccole caste, categorie, figure professionali o riprendere con decisione la strada di un riformismo che ricostruisca in chiave moderna le regole di una economia e di una società viva e positiva?
Perché qualcuno preferisce soffocare ed uccidere l’esperienza per alcuni aspetti irripetibile di riforme e di modernizzazione che la Sardegna ha avviato all’inizio di questa legislatura invece che valorizzare e continuare questa opera indispensabile? Può essere l’esigenza o l’ambizione di qualche piccolo uomo delle istituzioni più forte del bisogno di far uscire dalle ingiustizie e dalle disuguaglianze migliaia di sardi che con questa speranza hanno dato il loro consenso a questa rappresentanza politica? I cittadini non perdoneranno più simili leggerezze e per chi non se ne è accorto stanno finendo anche per le infallibili cordate politiche del passato, i tempi delle vacche grasse, delle migliaia di voti dati in nome di una abitudine, di una gratitudine o di un sentimento ideologico. Il malessere che si genera non essendo capaci di valorizzare neppure le cose positive che si riescono a fare ci ritornerà per intero sopra, magari premiando quelle forze di opposizione che oggi ci ringraziano per il “lavoro sporco” che stiamo facendo a loro vantaggio e che per visibile incapacità non lasciano presagire, nell’alternanza, scenari affatto migliori. Io credo e mi spenderò fortissimamente in questo senso, che i cittadini vadano spronati ad essere sempre di più dei veri “giustizieri” della politica, giustizieri autentici ed imparziali anche di coloro che pur legati da vincoli di conoscenza o di gratitudine non abbiano assolto al compito di perseguire l’interesse generale, l’unità indispensabile per le decisioni, il coraggio di rimuovere posizioni di rendita e di speculazione, gli impegni di disciplina e di coalizione che nel voto i cittadini suggellano sopra i governi eletti. Rinnovare significa cambiare prima di tutto i “mezzi” inutili che impediscono il raggiungimento dei “fini” attesi. Contano così poco, rispetto agli interessi generali, le questioni che stanno impantanando il Partito Democratico in Sardegna, che agli auspici di quasi tutti, di riprendere una strada virtuosa che sappia evidenziare il buon lavoro svolto e lo porti a compimento per una Sardegna diversa, dovrebbero seguire comportamenti conseguenti. Il giudizio riguarderà infatti quasi esclusivamente la coerenza di ciascuno e di tutti.

 

 
Di pig (del 06/01/2008 @ 00:25:30, in politica, linkato 479 volte)

Terminate le festività, la politica si rimette in moto. Lo ha fatto, a livello ragionale, con la deludente riunione dell’assemblea costituente del Partito Democratico, e lo sta facendo,a livello locale, sempre per quanto riguarda il Pd, con i movimenti più o meno sotterranei, con gli approcci e gli accordi per le segreterie provinciali e coordinamenti vari.  Ma le piccole, grandi manovre non riguardano solo il centrosinistra, perché è ormai risaputo che, da più parti, si guarda con attenzione ad un ancora non meglio identificato movimento centrista. Un calderone nel quale dovrebbero ritrovarsi l’Udc, parti importanti della Confindustria, elementi rappresentativi della Cisl (si fa il nome, fra gli altri, del segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde), i Riformatori, l’Udeur, altre forze politiche di scarsa consistenza che verrebbero eliminate dalla riforma elettorale, e di tutti coloro che, nonostante stiano tuttora sgomitando a manca e a destra, non dovessero riuscire a ritagliarsi un ruolo adeguato nel Pd. A questo proposito, si parla, per esempio, di un certo interesse per questa soluzione anche da parte dell'ex capogruppo della Margherita in consiglio regionale, Antonio Biancu, se le cose non dovessero andare secondo i desideri del consigliere regionale di Baressa, e di altri esponenti “centristi” del Pd, che non avrebbero digerito la loro esclusione dalle leve del comando. Una situazione, come si può facilmente constatare, in continua evoluzione, con l’onda lunga che, partendo da Roma e passando per la Regione, sta facendo sentire i suoi effetti anche in Provincia ed in comune. Più che di evoluzione, in Provincia bisognerebbe parlare di ristagno o di stallo totale. Ed è proprio per questo motivo che è stata sollecitata, al presidente Pasquale Onida, una verifica politica, e non solo da parte dei Riformatori. Questi ultimi hanno sostenuto, a più riprese, che l’ente ha quanto mai bisogno di essere rilanciato, e se Onida continuerà a fare orecchie da mercante, nulla vieta che i Riformatori possano accettare l’invito recente del presidente e lasciare la maggioranza. Ma se la Provincia soffre, al comune non si sta certamente meglio. I “mal di pancia” sono, infatti, all’ordine del giorno, sia all’interno della giunta, che, soprattutto, da parte di quei consiglieri della maggioranza (e non sono pochi) cha da questa legislatura si aspettavano qualcosa in più del ruolo di comprimari che, giocoforza, sono invece costretti a recitare. Questo malcontento generalizzato sta creando all’interno della coalizione crepe e fratture profonde, che i partiti (che in questi primi sei mesi sono completamente scomparsi dalla scena politica) non riescono a ricomporre. In tutto questo caos, “Nona Abelarda Nonnis” sembra non curarsi più di tanto di quanto le accade attorno, anche perché deve (o dovrebbe) occuparsi di problemi ben più rognosi, come il Puc e il riequilibrio di bilancio. La politica scriteriata degli ultimi anni, tanto per sintetizzare, a cui si debbono aggiungere (e non sottrarre) anche gli ultimi sei mesi, ha fatto tabula rasa delle casse comunali, tant’è che il comune sta cercando, ora, di correre ai ripari, risparmiando quanto più possibile. Ad iniziare (udite, udite) dal taglio della vigilanza, sia per la sede comunale (il compito dovrebbero svolgerlo, a turno, i commessi), che per i cimiteri. Questo a conferma della veridicità di quanto da noi affermato tempo addietro, circa la possibilità della chiusura della casa comunale per fallimento. La preoccupazione nel centro-destra è elevata, e se, in un primo momento, più d’uno non aveva ben percepito il pericolo cui si andava incontro, ora sembra che via sia maggior coscienza delle dimensioni del problema. Della questione se ne discuterà in una prossima riunione d’intergruppo di maggioranza, visto che l’ultimo incontro è stato interamente occupato dall’argomento Abba Noa, la società che gestisce le risorse idriche in Sardegna. Sono stati affrontati, per il momento, soltanto alcuni aspetti tecnici, visto che l’adesione, prevista per legge, è ineluttabile. Adesione che dovrà passare attraverso il consenso del consiglio comunale, anche se i tempi si sono notevolmente accorciati. Il comune avrebbe dovuto, infatti, già aderire da tempo all’ente unico, ed ora, se non dovesse farlo entro marzo o aprile, rischia il commissariamento. In comune si è tuttavia ottimisti e si è convinti di chiudere la questione Abba Noa quanto prima. Subito dopo si dovrà pensare alle due grane enormi, che pendono come la spada di Damocle sulla testa di “Nonna Abelarda Nonnis”: il riequilibrio di bilancio e il Puc.

Insomma, non c’è proprio di che stare allegri.

 
Di pig (del 05/01/2008 @ 02:46:35, in politica, linkato 831 volte)

Chi sia aspettava novità di rilievo dalla riunione dell’assemblea costituente del Partito Democratico, riunitasi ieri sera a Tramatza, è rimasto profondamente deluso. Deluso perché il nuovo soggetto politico, essendo ancora in rodaggio, è apparso ancora legato, impacciato, elefantiaco, e più interessato a dirimere questioni di potere interno (non riesco a definire meglio gli arroccamenti sui consorzi industriali e sul capogruppo, a cui hanno fatto riferimento, anche ieri, vari interventi) e beghe tra le varie anime, che a proseguire il dibattito politico interrotto il dieci dicembre scorso. L’altra delusione la si è avuta perché il segretario regionale del Pd, Antonello Cabras, non è riuscito (bilancino alla mano) a completare neppure l’esecutivo, fornendo per il momento solo dei nomi di quello che ha definito un “coordinamento”, ancora da integrare. Nomi scaturiti dalla mediazione tra le varie componenti (tanto per cambiare), tant’è che più d’uno ha ricordato (non sappiamo con quanta sincera convinzione) che ormai si è confluiti in un solo partito, il Pd, e che, quindi, non ha più senso parlare di Margherita, Ds e Progetto Sardegna. Chi si attendeva (visto il riserbo del segretario) dei nomi totalmente nuovi, in linea con quello che sarebbe dovuto essere, all’origine, lo spirito del nascituro, anche in questo caso è rimasto profondamente deluso. Il coordinamento, infatti, sarà composto da Franco Sabattini, Filippo Spanu, Caterina Pes, Tore Corona e Michele Schirò.  Il segretario è anche intenzionato a dar vita ad una direzione (una cinquantina di unità), anche se ha il timore che il varo di quest'ultima sottragga, in qualche maniera, dibattito e prerogative all’assemblea. Ma, come di solito accade in questi casi, più organismi si creano, più ci si allontana da quella che è stata la libera scelta dei cittadini con le primarie, ricadendo così nelle logiche dei partiti vecchia maniera, di cui il Pd è attualmente lo specchio fedele. E a questo proposito, bastava dare uno sguardo alla sala, per vedere pochissimi giovani, pochissime facce nuove, ma tanti, troppi politici di non primissimo pelo, alla faccia del tanto decantato rinnovamento.  Condurre un partito stracolmo di cariatidi, seguendo le logiche del manuale Cencelli, e agire secondo il vecchio metodo cerchiobottista, così come sta facendo Cabras, non significa fare una sintesi, ma dimostrare di non avere gli attributi necessari per rifuggire dalle logiche e dalle imposizioni della vecchia politica. Ma d’altro canto, che cosa si poteva pretendere di nuovo da un politico che si è vantato di avere il nobile primato d’essere stato segretario di quattro partiti? Altro momento elevato del suo illuminato discorso è stato quando il segretario del Pd ha prima detto di aver sempre sostenuto la giunta Soru, che ”… ha fatto delle cose buone e serie", ma hai poi aggiunto un però "...però stiamo perdendo terreno e non siamo più in sintonia con il popolo di centrosinistra”. E mentre da più parti si sosteneva che le cose fatte dalla giunta Soru erano state tante e positive, e che era ora di smetterla di remare contro, e di impegnarsi, invece, perché le riforme attuate  dalla giunta venissero pubblicizzate e fatte conoscere ai sardi all’unisono, il segretario che fa? Richiama tutti all’unità, afferma che si stanno superando le divisioni del 14 ottobre, e poi non rinuncia (c'era da scommeterci) a dare una stoccatina a Soru (che era presente ma non è intervenuto), dicendo che si, qualcosina (bontà sua) la giunta l’ha fatta, ma che appare evidente che si sta perdendo terreno e che, quindi, bisogna cercare la terapia giusta per recuperare. “E questo – ha detto Cabras – bisogna farlo in fretta, perché il nostro obiettivo è quello di vincere le elezioni (nessun accenno è stato fatto alla autocandidatura di Soru), trovando una strada condivisa anche con gli alleati per recuperare il terreno perduto. E’ vero che stiamo lavorando per i sardi, ma il processo di riforme deve incrociare l’opinione che si manifesta, e la politica deve scegliere pensando di raccogliere i risultati non tra vent’anni, ma tra un anno e mezzo”. Dopo un periodo oscuro, il segretario regionale del Pd ha potuto constatare che, nell’ultima riunione di maggioranza, il clima si era rasserenato e c’era tra gli alleati la volontà di trovare una linea comune per stare nuovamente assieme e tentare di rivincere le elezioni. “Ho notato questa volontà – ha sostenuto Cabars – quando  si è usciti dalla commissione Bilancio con la convinzione di presentare la Finanziaria al più presto, anche se, nonostante il clima sereno, alcune scelte dove non vi era accordo sono state rinviate”. Secondo Cabras anche tra le fila della maggioranza c’era chi voleva giocare un brutto scherzo a Soru, non votando la Finanziaria (“Con che coraggio ci si sarebbe poi presentati agli elettori? “), ma grazie alla sua mediazione (questo Cabras non l’ha detto ma lo ha lasciato intuire) questo non avverrà, e la Finanziaria verrà presentata quanto prima. “Non si può però trascinare – ha detto il segretario – una situazione di incertezza, di poca coesione. Il tutto può essere superato dal fatto che il governo regionale deve concludere alcune riforme e presentare poi un consuntivo persuasivo e convincente. Ma questo potrebbe non bastare. Il Pd è il primo strumento di diffusione della nostra politica, che diventerà ancora più credibile se scioglieremo il nodo delle cose da fare con gli alleati”. Ritornando al partito, Cabras ha ammesso che nel cammino del Pd vi sono certamente dei ritardi, “…forse perché si è ancora radicati ai vecchi schieramenti. La vivace dialettica interna ci rende consapevoli delle difficoltà che vi sono. Difficoltà che bisogna affrontare con pazienza e superare, perché l’agenda politica è pressante”. Il segretario non è poi voluto entrare nel merito della questione relativa hai consorzi industriali “…ho già espresso mille volte come la penso”, e ha toccato brevemente la querelle-capogruppo “…rispetto l’autonomia del gruppo, ma il partito non può astenersi; il gruppo si riunirà la prossima settimana per eleggere il capogruppo e per l’ufficializzazione del Pd in consiglio regionale”. Cabras ha concluso, ricordando i salti mortali fatti per arrivare puntuali all’appuntamento del 24 febbraio (il termine di presentazione di candidati e liste è slittato di una settimana), allorché verranno eletti i segretari territoriali; ha ribadito le difficoltà cui si va incontro nell’operare senza statuto; e ha auspicato che, a tutti i livelli, si continui a discutere e a dibattere, per portare linfa ulteriore ad un grande Partito Democratico”. Insomma, è stato un discorso alla Cabras:abbastanza piatto, senza picchi elevati. Un discorso dove il segretario ha fatto molta attenzione a non scontentare nessuno. Un qualcosa di stantio, di già sentito. Ma d’altro canto da un politico vecchio stampo, conosciuto più per la sua capacità di barcamenarsi tra i meandri delle varie segreterie dei partiti, stando sempre a galla nonostante vari cambi di casacca, che per la progettualità politica, non ci si poteva spettare di più.

 
Di pig (del 02/01/2008 @ 00:01:20, in politica, linkato 560 volte)

Le accuse e contro-accuse che si sono scambiati, negli ultimi giorni del 2007, l’indiscusso leader di Forza Paris, Pasquale Onida, e il meno indiscusso capo carismatico dei Riformatori oristanesi, Attilio Dedoni, non sono destinate a placarsi. I sassi lanciati dalle pagine de “La Nuova Sardegna” da Dedoni contro Onida sono stati pesanti: “…le astuzie e l’utilizzo scorretto del potere la fanno da padrone”, “…chi sia oggi Onida se lo chiedono elettori e partiti che hanno concorso ad eleggerlo presidente della Provincia”, “…l’impeto e il nervosismo di Onida sono un segnale che le mie affermazioni hanno colto nel segno”, “…nessun politico che non appartenga alla “casta” dovrebbe turbarsi per la richiesta di moderare la partecipazione degli enti locali nelle società compartecipate”. E appunto a quest’ultima affermazione virgolettata si riferiva, soprattutto, negli articoli de “La Nuova”, Attilio Dedoni, che aveva invitato il presidente Onida a fare un passo indietro, lasciando maggior spazio ai privati nelle società dove sono presenti gli enti pubblici. Dedoni faceva riferimento, in particolare, alla Sogeaor, la società che ha in gestione l’aeroporto di Fenosu, dove la Provincia ha, con il 48,51 %, la maggioranza delle quote. A questo proposito, il consigliere regionale dei Riformatori aveva detto che “…gli aeroporti che funzionano al meglio non hanno bisogno di ripiani  finanziari”; aveva avanzato perplessità sul collegamento con Ajaccio (fortemente sostenuto da Onida); aveva sottolineato come un’infrastruttura inaugurata da molti anni fosse ancora non operativa; come torre di controllo, strumenti ed attrezzature costate fior di danari  non fossero mai state utilizzate; e aveva poi buttato li una frase sibillina, “…troppi giochi e interessi si sono incrociati nell’aeroporto”. Pasquale Onida, sempre dalla pagine della cronaca di Oristano dello stesso quotidiano, aveva risposto per le rime, dicendo a Dedoni di informarsi meglio sulle ricapitalizzazioni; che per quanto riguarda la linea Fenosu-Ajaccio si stava tentando, col beneplacito del presidente della Regione, Renato Soru, di far parte di un programma europeo da circa 180 milioni di euro; come per qualunque passo indietro (a cui Onida si è detto peraltro disponibile) occorresse una decisione condivisa; che “…i lavori della Sogeaor (dove sono presenti diversi Riformatori) procederanno comunque spediti, così come quelli dell’aeroporto, che si concluderanno entro il 2008”; che “…ricordi Dedoni, che i Riformatori fanno parte della coalizione che governa la Provincia, e se non sono d’accordo che escano pure dalla maggioranza”. Insomma, un botta e risposta al veleno, che verrà fuori, in tutta la sua dimensione reale, non appena Onida deciderà di dar corso alla richiesta dei Riformatori, e di altri partiti, su una verifica politica in Provincia, rimasta fino ad ora lettera morta. Ma, al di la della facciata, perché tanto accanimento? Perché il doppio ruolo esercitato da Pasqualone da Sedilo, guida in Provincia e pilota della Sogeaor, viene accettato con sempre maggior fastidio? La frasi di Dedoni sull’utilizzo del potere, giochi ed interessi, a che cosa si riferiscono?  Sembra che il ruolo di “padre-padrone” (a detta dei suoi detrattori; per i sostenitori Onida, invece, è uno che nella Sogeaor si fa un c… così) che il buon Pasquale svolge nella società di gestione dell’aeroporto sia mal digerito dai suoi più forti oppositori (e Dedoni è tra questi), e pare che la nuova diatriba sia scaturita dal fatto che le prossime assunzioni (dovrebbero essere diciassette) di cui si parla, le abbia fortemente volute Onida. Ora, non è dato sapere se sia stato questo, a far dire a Dedoni “…mi meraviglio che il presidente si offenda se, in tempi di magra, in cui la povertà avanza, si chiede che le spese pubbliche abbiano maggior giustificazione e siano indirizzate alla produttività”. In questo caso, il ragionamento di Dedoni non sarebbe errato: con un aeroporto che non funziona, già non si riesce a capire che cosa facciano i dipendenti attuali, ed ora, addirittura, si vuole raddoppiare il personale, con uno “sperpero” enorme di danaro pubblico. Le lamentele di Dedoni sarebbero, invece, meno giustificate se tutto questo caos i Riformatori l’avessero fatto perché esclusi dalla spartizione “marchettara” dei posti di lavoro, che, come ben si sa, sono un ottimo investimento, in termini elettoralistici, per il futuro.  Comunque stiano le cose, è certo che, se le voci delle prossime diciassette assunzioni rispendessero al vero, ci si dovrebbe chiedere non tanto se siano legittime, quanto se siano opportune. Non siamo così sprovveduti, infatti, da non capire che l’eventuale adeguamento dell’organico non sia stato fatto secondo le norme di legge. Con un pizzico di malizia si potrebbe dire, invece, che occorrendo, come pensiamo, determinati requisiti, il classico ”uccellino verde” non abbia suggerito a tizio, caio o sempronio di fare corsi specifici alla bisogna. A meno che, in Sardegna, non ci sia, solo per fare un esempio, una lunga lista di direttori tecnici e operatori della sicurezza o antincendio, da cui attingere a piene mani.  Neppure il più ingenuotto dei cittadini può pensare, infatti, che le ricapitalizzazioni debbano essere utilizzate per pagare gli stipendi del personale di un aeroporto che tuttora non funziona e che stenta a decollare. Se così fosse, tutti (Riformatori compresi) potrebbero candidarsi a dirigere la Sogeaor.

 
Di pig (del 31/12/2007 @ 00:00:43, in politica, linkato 627 volte)

Anche il 2007 chiude i battenti. Lo fa, dopo dodici mesi trascorsi con molta infamia e poca lode, lasciando Oristano nella stessa melma in cui l’aveva lasciata, l’anno prima, la disastrosa giunta Barberio (centro-destra doc). A giugno di quest’anno, nonostante le lamentele sul degrado della città fossero il motivo conduttore di tutti i discorsi degli oristanesi, dalle urne il centro-destra (pur privo di due corazzate come Fortza Paris e Udc, che avevano intrapreso vie diverse) è saltato fuori più rafforzato che mai. Il merito? Sicuramente della memoria corta della maggior parte dei nostri concittadini, e della verve e dell’affabilità apparente del candidato sindaco, “Nonna Abelarda Nonnis”, che é riuscita in questa maniera a mascherare e a far passare in secondo piano la pochezza della sua proposta politica. Un grande merito va attribuito anche al buon lavoro dei partiti che l’hanno sostenuta, che con una faccia tosta incredibile hanno sciorinato una marea di fandonie (come se chi avesse governato nella legislatura precedente fosse stata un’altra coalizione) e, nascondendosi dietro alla novità del sindaco-donna, sono riusciti a convincere gli oristanesi di come la Nonnis fosse l’unico, vero, effettivo rinnovamento. In questo fortemente agevolati dalla crisi (evidenziata poi dal voto) e dalla poca coesione dei partiti della sinistra, che nonostante l’ottima candidatura di Marino Marchi non sono stati capaci, evidentemente, di far capire alla gente la bontà di un programma, di un progetto politico capace di ridare dignità e decoro alla città. E che la crisi del centrosinistra sia evidente, lo conferma sia il varo traumatico del Partito Democratico, che non è altro che un vecchio palazzo, ristrutturato alla meno peggio e a cui è stata ridipinta la facciata, dove all’interno convive un condominio litigioso, composto dagli stessi vecchi inquilini; sia (per stare nel nostro cortiletto) la poca incisività dell’opposizione in consiglio comunale, che fino ad ora, se non in rare occasioni, ha veramente fatto poco per incalzare, pungolare, “provocare”, stanare, e per far sentire il fiato sul collo di una maggioranza tanto rabberciata, dove le crepe ormai, al di la dell’apparenza, non si contano più. Da questo blog, più volte, abbiamo segnalato, oltre all’assenza totale di progettualità, il clima di forte tensione che regna all’interno della coalizione di centro-destra. Tante, infatti, sono state le incomprensioni, diversità di vedute, sgambetti, tiri mancini, e furiosi litigi tra “Nonna Abelarda Nonnis” e vari componenti la giunta; tra la Primadonna e i rappresentanti dei partiti (che nella sua personalissima graduatoria il sindaco ha diviso in partiti di serie A e di serie B), che spesso e volentieri non ascolta minimamente se la cosa non gli aggrada, lasciando con un palmo di naso i vari Dedoni, Diana, Leoni e compagnia; e tra la Nuova Eleonora e più di un consigliere comunale della maggioranza (Capoccia e Sulis, solo per citare alcuni esempi), che la nostra cerca di ammansire con falsa mielosità. In tutto questo caos, l’unica cosa essenziale che “Nonna Abelarda Nonnis” ha ben capito, in questi sei mesi, è quella dell’apparire ad ogni costo, della visibilità sfrenata, tant’è che più d’uno ha pensato che questo sindaco abbia il dono dell’ubiquità. E’ il bello (e talvolta anche esilarante) è che non solo “Nonna Abelarda Nonnis” riesce ad essere dovunque, ma che, purtroppo, interviene comunque, anche se dell’argomento è a totale digiuno. In questo contesto è facile capire come gli assessori (che per il sindaco contano come il due di picche) abbiano pochissime opportunità di aprire bocca (e questo, tutto sommato, non è forse il peggiore dei mali) e come siano in continua apprensione appena il loro capo inizia ad esternare. In queste “tristi” circostanze, gli assessori hanno tutta la nostra solidarietà, anche perché varie volte ci siamo sforzati di seguire fino in fondo un intero discorso della Primadonna (e la cosa ci è costata molta fatica), ma alla fine del suo eloquio abbiamo sempre capito ben poco. La cosa potrebbe spiegarsi con la nostra galoppante demenza senile, ma a supporto di quel pizzico di lucidità ancora rimastaci sono i tanti che hanno confermato la nostra tesi: di quello che dice “Nonna Abelarda Nonnis” non si capisce assolutamente niente. Anche per il più attento degli interlocutori è, infatti, oltremodo difficile seguire chi, nel corso di cinque minuti, riesce a dire tutto e il contrario di tutto, cambiando opinione nell’ambito dello stesso argomento ad ogni battito di ciglia.  I partiti del centro-destra, che hanno voluto la Nonnis (vincendo le elezioni), contro il parere degli ex alleati Onida e Cuccu (che attendono, sornioni e pazienti, sulla riva del fiume…), sanno benissimo (anche se non lo diranno mai) di avere al loro interno un candelotto di dinamite, di cui fino a questo momento sono sempre riusciti, appena in tempo, a spegnere la miccia. Ma sono anche consapevoli che questa fortuna non potrà durare in eterno. Per questo motivo girano da qualche tempo con l’estintore a portata di mano, nella speranza di bloccare sul nascere ogni tentativo di far brillare l’esplosivo, quantomeno fino alle prossime regionali. Il primo botto (che al comune cercano di far passare come un semplice petardo), checchè se ne dica, comunque c’è stato e non è di poco conto: il rischio del dissesto finanziario, di cui ancora gli oristanesi chiedono ragione, visto che saranno le tasche dei cittadini a dover pagare errori e incapacità di chi ci ha governato.

In conclusione, un pensierino per il 2008, che poi non è altro che una speranza: che il Nuovo Anno faccia, finalmente, pulizia di tutto il “marciume” e la “monnezza” della politica, anche ad Oristano.

Chiediamo troppo?

 
Di pig (del 30/12/2007 @ 13:45:17, in politica, linkato 421 volte)

Regione, Provincia e Comune hanno proseguito nella discussione dei punti cardine dell’intesa, sottoscritta dai tre enti nel luglio scorso. Attorno al “tavolo tecnico” si sono accomodati l’assessore regionale Gian Valerio Sanna, in rappresentanza del presidente della Regione, Renato Soru, il presidente della Provincia, Pasquale Onida, il sindaco di Oristano, “Nonna Abelarda Nonnis”, e i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Giampaolo Lilliu, Antioco Patta e Angelo Medde. Dopo aver discusso, la volta scorsa, di infrastrutture, si è parlato di attività produttive e, in particolare, di energia, ambiente, industria. Da più parti è stato richiesto il sostegno per la progettazione integrata, che è certamente utile ma non garantisce finanziamenti. Per questo motivo, bisognerebbe puntare su un minor numero di progetti e cercare maggiormente le aggregazioni tra le varie realtà locali. Nel corso dell’incontro è stata ribadita l’esigenza di valorizzare la filiera del pomodoro, del riso e delle colture orticole, nonché l’avvio di una società a gestione manageriale per il settore ittico. Settore importante soprattutto per Cabras, per il cui sviluppo occorre effettuare un progetto di fattibilità, e verificare il perché la base sarebbe ipoteticamente contraria ad una società di gestione. Nell’intesa sono stati previsti interventi a favore del progetto per la valorizzazione del lapideo e delle pietre naturali, come basalto e trachite. Interventi sono previsti anche per l’avvio e il rafforzamento di impianti per la produzione di costruzioni tradizionali per i restauri, terra cruda e tegole tipiche. Altro tema importante è stato quello dell’energia-ambiante-industria, settori fortemente legati tra loro. A questo proposito si darà impulso al progetto comunitario della SEA, l’Agenzia per l’Energia Sostenibile della Provincia di Oristano, anche attraverso il programma regionale di promozione delle energie rinnovabili. È stata, inoltre, ipotizzata la possibilità di localizzare nella nostra provincia le iniziative rientranti nelle nuove filiere dell’energia da agricoltura no food (biodisel). Attraverso gli incentivi ministeriali prevista dalla Finanziaria 2007, nell’ambito di Industria 2015, potrebbero, infatti, arrivare nuove imprese, visto che incentivi e agevolazioni riguardano lo sviluppo di aree tecnologiche ad alto potenziale innovativo, come biocombustibili, bionergia, e produzione da energia da rifiuti.  A questo proposito si sta valutando la proposta di una multinazionale americana per la costruzione di un impianto per la produzione di elementi per il fotovoltaico, un impianto di cogenerazione e uno per la trasformazione di oli esausti e fanghi residui per la produzione di energia. Il tutto dovrebbe comportare un investimento di circa 95 milioni di euro, e la creazione di 500 posti di lavoro. Dopo aver ricordato l’importanza della riqualificazione e della gestione delle zone umide, ci si è soffermati sulla bonifica ambientale dell’amianto.  A tal fine, la Regione sta predisponendo il piano regionale delle bonifiche e sono già in corso le attività di mappatura e censimento per gli interventi urgenti di bonifica di edifici pubblici  e impianti idrici.  Stanziamenti sono già stati impegnati per la bonifica della discarica di Masangionis, in territorio di Arborea, e in favore del Consorzio Industriale per gli interventi sugli impianti di distribuzione dell’acqua, realizzati con materiali contenenti amianto. Da più parti si è, inoltre, chiesto di sostenere la proposta per la realizzazione, ad Arborea, di un impianto per la lavorazione e lo smaltimento delle carcasse animali, nonostante i dubbi del presidente Soru, visto che esiste un analogo impianto a Macomer, non utilizzato. Sono stati già finanziati, invece, i primi due lotti dell’impianto di raccolta e trattamento dei rifiuti ad Arborea, ed ora bisogna reperire le risorse (circa 8 milioni di euro) per il terzo lotto. Il progetto ha già superato la Valutazione di Impatto Ambientale, ed è tuttora sottoposto al giudizio dell’AIA, l’Autorizzazione di Impatto Ambientale. Per il trattamento dei rifiuti è stata avanzata, fra l’altro, la possibilità di sperimentare la trasformazione dei rifiuti attraverso un impianto di trattamento molecolare. Ultimo argomento trattato è stato quello relativo al Piano Nitrati di Arborea e a un suo possibile allargamento. Il programma operativo 2005/2007 del Piano d’Ambito, predisposto dall’Autorità d’Ambito per il comparto fognario depurativo, all’interno del servizio idrico integrato, ha previsto  un primo stralcio, con interventi per  l’adeguamento dello schema depurativo di Arborea e completamento dei collettori; il collegamento del Pip di Terralba al depuratore centralizzato;  la manutenzione straordinaria ed estensione della rete fognaria di Terralba; realizzazione della rete fognaria di Marceddì e Tanca Marchesa; due interventi relativi al rifacimento dell’impianto di depurazione centralizzato ubicato nell’area del Consorzio Industriale; due interventi relativi al completamento della rete fognaria di Oristano. Il tutto per complessivi 9 milioni di euro. Per la prosecuzione della discussione e la conclusione del tavolo tecnico, la riunione è stata rinviata al 7 gennaio 2008.

 
Di pig (del 28/12/2007 @ 16:20:43, in politica, linkato 425 volte)

Oristano e i comuni dell’area vasta hanno il Piano strategico. Inizia così, il comunicato dell’Ufficio stampa del comune, che riporta, in sintesi, il pensiero della giunta e della maggioranza (anche se con vari distinguo) su quello che abbiamo sempre definito un vero, autentico “trattato sull’aria fritta”. Più volte abbiamo dato atto all’assessore Putzu del gran lavoro svolto, in tutta fretta (bisognava approvare il Piano entro il 31 decembre, per non perdere i denari della Comunità Europea), per dare decenza a un “libro dei sogni”, assolutamente non calato nella realtà, e, come si dice in un politichese orripilante, “poco partecipato”. Come si fa, infatti, a predisporre un Piano strategico senza conformarlo al Puc, il Piano urbanistico comunale, tuttora inesistente? Basterebbe solo questo semplice interrogativo per spiegare l’inutilità di questo insipido minestrone.

Per coloro che, invece, amano le fonti ufficiali, questo il resto del comunicato:

 

Ieri sera è arrivata l’approvazione, a maggioranza, del Consiglio comunale di Oristano e oggi l’importante risultato, con i contenuti del documento che sono stati presentati dal Sindaco Angela Nonnis nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno.

“Non tutte le città italiane hanno deciso di dotarsi di questo importante strumento di programmazione – ha evidenziato il Sindaco Nonnis -. Oristano è tra quelle che hanno mostrato maggiore lungimiranza. Il lavoro è stato impostato dalla precedente amministrazione, noi lo abbiamo ripreso e portato a compimento, attraverso una forte azione di coinvolgimento delle forze sociali e dei cittadini, oltre che a quello importantissimo delle amministrazioni comunali dell’area vasta”.

“Il Piano strategico si traduce in un’idea, una visione di progettualità calata nel territorio, capace di sfruttare le risorse disponibili e le iniziative già avviate, ma soprattutto di intercettare nuovi fondi per nuovi progetti di sviluppo” ha proseguito il Sindaco, che ha spiegato che in futuro il Piano sarà continuamente monitorato e rimodulato all’occorrenza dall’Ufficio di piano.

Il tradizionale incontro di fine anno ha consentito di fare il punto sui primi sei mesi di amministrazione della Giunta Nonnis.

Rispondendo a una domanda il Sindaco Nonnis ha spiegato che “...il processo di riorganizzazione della macchina amministrativa procede con gli interventi avviati nell’Area tecnica e nell’Area amministrativa. Il personale sarà incentivato attraverso una valutazione dei risultati raggiunti. Saranno premiate capacità e merito, e investiremo in formazione”. Entro Gennaio prenderanno servizio i nuovi dirigenti che arriveranno con l’istituto della mobilità per poter disporre da subito di professionisti di esperienza e di provata capacità.

L’Assessore all’Urbanistica Piero Franceschi è intervenuto sul PUC: “Attraverso le decisioni dei giudici del TAR si stanno modificando molte norme del PPR. Il nostro Piano urbanistico, approvato poco dopo l’entrata in vigore del Piano paesistico, dovrà ottenere un parere di congruità da parte della Regione, per quelle parti che non lo otterranno vedremo come procedere. Nel frattempo stiamo ragionando sul Regolamento edilizio comunale per favorire la ripresa del mercato delle costruzioni”.

L’Assessore ai Lavori pubblici Paolo Vidili ha chiarito la volontà dell’Amministrazione comunale sul mercato civico di via Mazzini: “C’è stato un bando di gara comunitario per la progettazione, la ristrutturazione e l’ampliamento del mercato. La semplice ristrutturazione non sarebbe stata opportuna, né adeguata ai tempi. Avremmo speso molto per una soluzione vecchia e inadeguata, senza considerare i costi e i disagi legati al trasferimento provvisorio delle attività commerciali. Con gli stessi fondi a disposizione avremo una struttura nuova moderna”.

L’Assessore Ivano Cuccu ha annunciato il prossimo avvio delle procedure di gara per il servizio di trasporti pubblici urbani e per i parcheggi a pagamento. E sui parcheggi Cuccu ha spiegato che si sta lavorando per trovare nuove aree da mettere a disposizione della città.

Prossima al via anche la gara per il nuovo servizio di manutenzione del verde pubblico. L’Assessore Francesco Pinna ha spiegato che per offrire un servizio migliore e ridurre i costi a carico del Comune si sta pensando all’affidamento a privati di aree verdi come il parco di viale Repubblica e i giardini di via Solferino.

Pinna ha anche annunciato il prossimo avvio della consegna dei sacchetti e dei materiali per la raccolta differenziata.

“IL 7 Gennaio avremo un incontro in Prefettura per trovare nuove soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti – ha aggiunto Pinna -. A Marzo chiuderà la discarica di Bau Craboni e stiamo lavorando per trovare soluzioni che ci consentano di abbattere i costi di trasporto dei rifiuti verso discariche fuori provincia”.

Per l’Assessore ai Servizi sociali Salvatore Ledda “...il tema più importante dal punto di vista sociale è quello della casa. C’è una vera emergenza che stiamo affrontando attraverso nuovi strumenti capaci di farci entrare nel mercato delle locazioni. Pensiamo a incentivi, per i proprietari e per gli inquilini”.

Ledda ha annunciato l’istituzione del tavolo della solidarietà che vedrà coinvolte, insieme al Comune, le associazioni di volontariato, per intervenire velocemente ed efficacemente a favore delle persone bisognose.

“Nel settore dello sport – è intervenuto l’Assessore allo Sport Mariano Biddau - attenzione rivolta alla manutenzione straordinaria degli impianti, al nuovo palazzetto finanziato con 6 milioni di Euro dalla Regione, e all’affidamento delle strutture ai privati attraverso bandi di evidenza pubblica”.

Infine la Sartiglia. “La macchina organizzativa è già in moto – ha spiegato l’Assessore alla Cultura Tonino Falconi -. Siamo impegnati a garantire la massima visibilità all’evento. Quest’anno, inoltre, avremo ospiti gli amministratori comunali di Siena con i quali contiamo di avviare fruttuose collaborazioni”.

La conferenza stampa di fine anno ha avuto un risvolto sociale.

Il 2008 sarà l’anno europeo delle malattie rare, e il Sindaco Nonnis ha voluto offrire ai rappresentanti dell’Associazione Sindrome di Crisponi e malattie rare l’opportunità di presentare le proprie iniziative .

Emanuela Serra, rappresentante dell’associazione, ha spiegato che la malattia è presente soprattutto in Sardegna e colpisce i bambini lasciando poche speranze di sopravvivenza. Nei laboratori sardi è stato individuato il gene responsabile della malattia anche grazie ai fondi raccolti (circa 84 mila euro) negli ultimi due anni.

 

 
Di pig (del 21/12/2007 @ 14:56:46, in politica, linkato 414 volte)

Il Fondo unico per il 2008 che sale a 525 milioni di euro, l'ufficializzazione della graduatoria del bando Domos, il raddoppio del finanziamento delle reti del bando Civis. Sono gli elementi salienti della relazione che l'assessore regionale degli Enti locali, Gian Valerio Sanna, ha tenuto, questa mattina, ad Arborea, nel corso dell'assemblea con i sindaci e i presidenti delle Province sarde.
Così come previsto dalla Finanziaria 2008, il Fondo unico aumenta la sua dotazione del 5% rispetto al 2007. Si tratta di un'ulteriore risorsa per i Comuni, che così potranno programmare i loro interventi con maggiori garanzie, ed è anche la conferma del buono stato di salute delle casse regionali.
Nel 2004 le ridotte disponibilità esistenti garantivano solo un misero 1% per gli investimenti. Oggi il dato sale a quasi il 60%, al netto delle altre risorse che saranno trasferite dallo Stato e dall'Unione europea.
"Contrariamente a quanto sta facendo lo Stato, che ha ulteriormente tagliato le risorse per i Comuni nella Finanziaria - ha sottolineato Sanna -, la Regione ha aumentato il trasferimento ai Comuni e alle Province del 40% rispetto al periodo precedente. Questi 525 milioni di euro saranno ripartiti per il 91% ai Comuni, mentre la restante parte andrà alle Province. Abbiamo confermato quanto avviato lo scorso anno, perché la sperimentazione è stata positiva".

Le cifre ripartite sono state sufficienti per garantire gli investimenti programmati dagli enti locali.

Le polemiche nate anche in questi giorni non modificano il cammino della Giunta regionale, che non vuole tornare di certo al passato. "Sappiamo che, in questo modo, si avvantaggeranno i piccoli Comuni - ha aggiunto Sanna -.

Tuttavia occorreva garantire un riequilibrio verso tutti i territori: ogni cittadino ha, infatti, il diritto di avere servizi di qualità in ogni parte della Sardegna".
Ulteriori trasferimenti arriveranno dallo Stato, per oltre 20 milioni di euro, e si aggiungeranno a quelli della Regione.

Le Province dovranno adeguarsi e programmare, d'ora in avanti, in base alle disponibilità finanziarie.

Entro gennaio del 2008 saranno disponibili ulteriori 100 milioni di euro per raddoppiare le reti del bando Civis: in questo modo saranno finanziate altre 20 reti, che porteranno la cifra investita a 200 milioni di euro.

Aumenta considerevolmente anche il finanziamento per la riqualificazione dei centri storici.

 

Cerca per parola chiave
 

< giugno 2013 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
11
14
15
16
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
             

NOTIZIE DALL'ITALIA

Obama a Berlino, mossa sul disarmo: "Via un terzo degli arsenali atomici"

'Ndrangheta, colpo alla cosca Acri'-Morfo':  28 arresti, anche un consigliere comunale

Effetto smoking per Madonna, alla prima come Marlene Dietrich

Viaggi ed escort con i soldi della formazione Bufera su manager e politici in Sicilia, 17 arresti

Brasile, nuove manifestazioni contro i Mondiali di calcio 2014

Depp: faccio l'indiano come omaggio ai miei avi

Operazione contro 'ndrangheta,28 arresti

Eurotech: altri ordini per 4,8 mln dollari da General Dynamics C4S

Morning Note: eventi economici e politici della giornata in Usa

Morning Note: eventi economici della giornata in Europa e in Asia

Morning note: l'agenda di mercoledi' 19 giugno

Afghanistan, uccisi 4 soldati americani

News di Topnews - ANSA.it Spread Btp-Bund apre a 273 punti

Operazione contro 'ndrangheta,28 arresti

Afghanistan, uccisi 4 soldati americani

De Gregorio chiede perdono a Prodi

Imu-Cig: sì Camera a Dl con 447 voti

Siria:Bonino, no onda islamica da Italia


DIZIONARI ON LINE
cerca:  

Articoli
cronaca (607)
cultura (17)
Musica e spettacolo (6)
poilitica (1)
Politica (941)
politiche (1)
posta dei lettori (8)
salute (13)
sport (27)
strettamente personale (32)

Catalogati per mese

Articoli piu letti
Gli interventi più cliccati
Ultimi_commenti
Oh Guido! ...inparac...
18/06/2013 @ 23:05:23
Di  Assessoreallagricolturachenonce
Chi vivrà vedrà.......
18/06/2013 @ 19:02:24
Di Vittorio Feltri
W la giunta Tendas, ...
18/06/2013 @ 18:44:30
Di C. MARX

Titolo
Bianco e nero (1)
cronaca (1)

Le fotografie più cliccate

Trovato  1 Album

Titolo
Listening
Musica...

Reading
Libri...

Watching
Film...






Ci sono 82 persone collegate

19/06/2013 @ 9.02.22
script eseguito in 1640 ms