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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di pig (del 16/02/2008 @ 13:59:50, in politica, linkato 541 volte)
E’ durato oltre tre ore, il confronto tra l’assessore regionale, Gian Valerio Sanna, e il Consiglio direttivo della Cigl di Oristano. Oggetto dell’incontro, le problematiche economiche e sociali dell’Oristanese, alla luce dell’intesa istituzionale siglata di recente tra la Regione, la Provincia e il Comune di Oristano. Nel corso della riunione si è discusso ad ampio raggio, tant’è che si è parlato anche dei problemi urbanistici e del Piano paesaggistico regionale. Il segretario provinciale della Cgil, Giampaolo Lilliu, ha ricordato le varie fasi che hanno portato alla definizione del documento strategico, che dovrebbe individuare le azioni di sviluppo del nostro territorio. Lilliu ha ritenuto indispensabile il confronto diretto con il rappresentante della giunta regionale, per cercare di individuare ed analizzare, in particolare, le debolezze dell’intesa istituzionale, che non ha soddisfatto totalmente le parti sindacali. E a questo proposito si è convenuto che vi saranno altri incontri periodici tra le parti, per verificare l’iter dei progetti già individuati. L’assessore agli Enti Locali, Gian Valerio Sanna, ha ricordato, fra l’altro, che l’intesa ha rappresentato un momento importante, ma ha anche sottolineato, che rispetto ad altri territori la provincia di Oristano avrebbe potuto ottenere certamente di più. Le cause secondo Sanna sono da ricercare nell’estrema debolezza dei progetti proposti. Manca, infatti, sempre secondo l'assessore, soprattutto un’ analisi di quella che dovrebbe essere la strategia del territorio, con il Comune e la Provincia che dovrebbero essere i motori propulsivi dell’avvio di quel processo atto a garantire un recupero dell’Oristanese nei confronti delle altre province dell’isola. Per il rappresentante della giunta regionale, il tessuto economico locale è, infatti, paralizzato da lungo tempo, con una infinità di errori e strategie che hanno condizionato, ulteriormente, la ripresa economica del territorio. Come esempio negativo Sanna ha citato il Sil, che è diventato solo un strumento di occupazione del potere. “I progetti per il polo universitario e per l’aeroporto non sono decollati, proprio perché carenti di strategie. E invece di avviare le strategie, si è consumato il capitale sociale – ha spiegato l’assessore Sanna - e non si è data robustezza alle scelte affrontate. L’intesa siglata è, a mio parere, carente d’interventi. Occorre, quindi, avviare progetti seri. Le risorse, infatti, ci sono – ha concluso Gian Valerio Sanna -, ma mi preoccupa soprattutto l’immobilismo del Comune. La giunta regionale ha mostrato grande attenzione, ma il capoluogo è colpevolmente fermo. Ha un Piano urbanistico comunale non approvato e senza alcun valore e un Piano regolatore vecchio, che ha solo prodotto ulteriori vincoli e penalizzato i cittadini. Nonostante dicano il contrario, la verità vera è che i veri vincoli li hanno imposti loro, non certo la giunta regionale o il Piano paesaggistico. La strada la si conosce. Se si vogliono creare condizioni di sviluppo per la città, occorre lavorare sodo, programmare ed elaborare progetti seri e credibili”.
Di pig (del 15/02/2008 @ 07:07:06, in politica, linkato 471 volte)
Dall’Ufficio stampa della Regione riceviamo e volentieri pubblichiamo...
La Regione Sardegna ha concesso al comune di Cuglieri un finanziamento di 2,5 milioni di euro, per la realizzazione di un progetto pilota finalizzato al riuso del centro storico e alla sua riqualificazione ad uso turistico-ricettivo ed economico-commerciale.
Il progetto sarà realizzato con la partecipazione anche dei privati.
L’amministrazione comunale ha predisposto un documento strategico, nel quale sono state individuate le potenzialità e i possibili interventi per il rilancio del suo territorio.
Il progetto di riqualificazione, che vedrà coinvolti anche soggetti privati, partirà dalla borgata marina di Santa Caterina, si estenderà al centro urbano di Cuglieri ed al resto del territorio.
L’obiettivo strategico è quello di favorire apposite azioni di impulso e di riqualificazione dell’economia turistica, nonché interventi mirati alla promozione del turismo sostenibile e alla valorizzazione del patrimonio storico, ambientale e culturale.
Per illustrare l’iniziativa e promuovere la manifestazione, il comune di Cuglieri, in collaborazione con la Direzione generale dell’assessorato regionale degli Enti Locali, ha organizzato un convegno-dibattito al quale prenderanno parte il Presidente della Giunta Regionale, Renato Soru, e l’Assessore Regionale dell’Urbanistica, Gian Valerio Sanna.
L’appuntamento è previsto per le ore 16, presso la sala convegni dell’ex Convento dei Cappuccini
L’ Istar, Istituto storico arborense per la ricerca e la documentazione sul Giudicato di Arborea e il Marchesato di Oristano, in collaborazione con il Comune di Oristano e la Biblioteca comunale, ha bandito l’ottavo concorso “Conoscere il Giudicato di Arborea e il Marchesato di Oristano”.
Tre i temi scelti per questa nuova edizione del concorso che è rivolto a tutte le scuole di Oristano e della provincia.
La prima sezione è rivolta alle scuole d’infanzia e primarie e si intitola “Come immagini la vita nella reggia giudicale di Eleonora d’Arborea”.
Il secondo tema è pensato per le scuole medie e ha come titolo “Alla ricerca delle testimonianze storiche della civiltà giudicale e marchionale esistenti nella città e nel territorio”.
Il terzo tema, destinato ai ragazzi delle scuole superiori, è “Leonardo de Alagòn e la fine del Marchesato di Oristano”.
Gli alunni delle scuole dell’infanzia e primarie possono partecipare al concorso effettuando una serie di disegni corredati di brevi didascalie esplicative; gli alunni delle scuole medie inferiori e superiori dovranno invece realizzare un saggio breve che potrà consistere in un lavoro di non più di dieci cartelle, con relative didascalie esplicative, doverosamente corredate di indicazioni documentarie e bibliografie.
“Il concorso in questi anni ha riscosso un ottimo successo – osserva il Direttore scientifico dell’Istar Giampaolo Mele -. In quasi 10 anni di attività sono state coinvolte decine di classi e centinaia di studenti. Il concorso, che contribuisce a diffondere nelle scuole la conoscenza del Giudicato di Arborea e del Marchesato di Oristano, si affianca alle numerose iniziative scientifiche e di ricerca promosse dall’Istar, l’ultima delle quali ha direttamente coinvolto l’Archivio della Corona d’Aragona ai suoi massimi livelli”.
Gli elaborati del concorso dovranno pervenire alla Biblioteca Comunale di Oristano entro il 10 Maggio 2008. Per informazioni ci si può rivolgere agli uffici della Biblioteca comunale in via Carpaccio 9, Oristano, tel. 0783 791255, fax 0783 216049, e-mail istar@comune.oristano.itIl bando di concorso è reperibile nella sezione Istar del sito del Comune di Oristano all’indirizzo www.comune.oristano.it
Di pig (del 13/02/2008 @ 13:41:22, in politica, linkato 521 volte)
Il Puc, il Piano urbanistico comunale, ha fatto capolino, nuovamente, tra i banchi del consiglio comunale di Oristano. Se ne è discusso, senza infamia e senza lode, grazie ad una mozione del vicepresidente del consiglio comunale, l’indipendente Umberto Capoccia, con la quale chiedeva, in sintesi, la revoca del Puc. La revoca del piano permetterebbe, infatti, la fine della vessazione nei confronti dei cittadini e, finalmente, la possibilità di ridare fiato all’imprenditoria edile della città e a tutto ciò che ruota attorno ad essa. Da questo orecchio, però, la maggioranza di centrodestra, guidata da “Nonna Abelarda Nonnis” e, nella fattispecie, dall’assessore comunale all’Urbanistica, Piero Franceschi, non vuole proprio sentire. E continua imperterrita il suo iter tortuoso, fatto di tentennamenti, scivolate, soluzioni tampone, piccoli passi, fino ad arrivare al varo dell’ufficio del piano interno all’amministrazione (presentato come la panacea di tutti i mali) utile, secondo l’assessore, per adeguare la dinamicità del Puc, che non è come il Piano regolatore generale, tale e quale da cinquant’anni. Insomma, non è stato detto, né attuato in concreto niente di nuovo che già non si sapesse. Come la solita, stantia solfa, del “..stiamo dialogando; stiamo collaborando con la Regione”, per poi, di fatto, non seguire i suggerimenti, i dettami dell’assessorato regionale e continuare ad insistere, cocciutamente, sui propri errori. Con il brillante risultato che tutto in città, al di la delle chiacchiere, è ancora inesorabilmente fermo. Tutto, tranne i sogni dell’assessore Franceschi che, prendendo spunto dal titolo di un film di Trosi “Ricomincio da tre“, si è detto certo che tre cose giuste in questo Puc ci saranno: il fatto che sia dimensionato per 46mila abitanti (sic!); la modifica delle norme di attuazione e il regolamento edilizio del Puc, e…”.E poi niente, perchè l’assessore all’Urbanistica, si è dimenticato di menzionare la terza “cosa giusta”, come ha immediatamente fatto osservare il consigliere Arca (Pd), che ha chiesto a gran voce, assieme ai consiglieri Cadeddu (Fortza Paris) e Scanu (Udeur) la revoca del Puc, per sbloccare la città e per non penalizzare ulteriormente i cittadini. Contro la revoca si sono, invece, espressi Lisini (An), Uras (Udc) e Solinas (Fotza Paris), questi ultimi due ex assessori nella precedente giunta Barberio, ed ora all’opposizione, che hanno difeso a spada tratta il loro precedente operato. In particolare lo ha fatto, come era scontatamente ipotizzabile, Giuliano Uras, che ha detto fra l'altro, letteralmente, con molta progettuale lungimiranza, “…mi auguro che il Piano paesaggistico regionale cada, perché sono sempre stato un assertore della sua cecità, perché è troppo veloce, ha una visione ambientalista di primo ordine, la condivido, ma le hanno mischiate talmente bene, in un modo tale per cui non si può buttare l'acqua senza buttare il bambino”. Per restare in tema, questa stessa immagine potrebbe dipingere in maniera perfetta quella sorta di aborto e di insipido minestrone che è il Puc varato, sulla carta, dall’ex assessore Uras. Con un’altra, piccola differenza: che Uras non è neppure riuscito, visti i risultati, a mischiare bene gli ingredienti. La mozione sul Puc è stata poi ritirata da Capoccia, che, sapendo che sarebbe stata bocciata, aveva il solo scopo di sollevare il problema. Intanto, sul Puc pare che il gruppo consiliare del Pd stia organizzando un convegno, che dovrebbe tenersi probabilmente il prossimo 23 febbraio, per spiegare alla cittadinanza come stanno realmente le cose sul Piano urbanistico comunale, e il perchè il non revocarlo abbia bloccato l'edilizia in città. Concludendo, riportiamo due fatti che sono avvenuti in apertura della seduta del consiglio. Due episodi che, a nostro modesto parere, non sono certo rilevanti dal punto di vista politico (perchè, di fatto, non cambiano assolutamente nulla, almeno che non si voglia scambiare la bigiotteria per gioielli preziosi d'alta qualità), ma che incrementeranno ulteriormente fastidi e mal di pancia all’interno della maggioranza di centrodestra, dove non tutti pare stiano facendo salti di gioia per la nuova situazione. Il primo è la costituzione in consiglio comunale, da parte dei rappresentanti del vecchio Uds (Lutzu, Pia, Coghe, Cerrone, Deiara, e gli assessori di riferimento Pinna e Vidili), del gruppo “Verso il popolo delle libertà”. Un nome che è tutto un programma, e che, come già si sapeva da tempo (da quando Oscar Cherchi aveva fatto il salto della quaglia verso Forza Italia), indica in quale lido approderanno gli anti-Floris oristanesi. Il secondo riguarda l’ex movimento “Oristano Città Nuova”, confluito nell’Uds, che con Cenza Mattu e l’assessore, Salvatore Ledda, ora (dopo l’esodo del vecchio gruppo) rappresenta ufficialmente in consiglio comunale l’Unione dei Sardi.
Cenza Mattu ha voluto anche sottolineare come il documento “anonimo” (Il documento non era, infatti, firmato, ed era stato fatto circolare, nella seduta precedente del consiglio), che contestava la legittimità della fusione del movimento con l’Uds, non abbia valore alcuno, in quanto “…la democrazia e l’etica non si esprimono con i volantini anonimi, tanto meno millantando gruppi. Noi – ha detto Cenza Mattu – abbiamo la stessa faccia di sempre, e promuoviamo i valori con le azioni e non con le parole”. Dopo aver riposto e ribadito piena fiducia in Aldo leoni, ex coordinatore del movimento e attuale commissario provinciale dell’Uds, Cenza Mattu ha concluso dicendo: “Continueremo a garantire il nostro appoggio alla giunta Nonnis, sicuri che la città abbia bisogno di una maggioranza politica”. Leggendo tra le righe (questa è la nostra interpretazione), una maggioranza politica che, evidentemente, non c’è mai stata e non c’è ancora.
Di pig (del 12/02/2008 @ 17:44:58, in politica, linkato 558 volte)
“I nomi dei candidati per le prossime elezioni politiche siano individuati con il metodo delle primarie o con un'ampia consultazione di base da tenersi in un'unica giornata prima della presentazione delle liste.
I criteri e le regole per le candidature siano definiti dopo l’approvazione del regolamento nazionale. L'Assemblea regionale potrà valutare l’adozione di criteri più selettivi. L'Assemblea regionale conferisce il mandato al suo Segretario, sentita la Commissione Statuto, affinchè predisponga un regolamento quadro da sottoporre all'Assemblea che lo approverà a maggioranza assoluta entro il prossimo 20 febbraio." Resta aperta la possibilità che il Partito Democratico in Sardegna possa chiedere di introdurre criteri più selettivi (nel regolamento per le candidature), rispetto a quanto deciso dallo Statuto e dal regolamento quadro nazionale, che ha adottato la regola di non candidare chi ha già maturato più di tre mandati come deputato o come senatore. Secondo Antonello Cabras la proposta di introdurre eventuali criteri e regole più selettive, avanzata dal delegato Matteo Marteddu e sostenuta da altri delegati, può essere accettata...
Questa, l’introduzione del resoconto dell’Assemblea regionale costituente, che gli organi del Partito Democratico hanno pubblicato sul sito ufficiale del Pd sardo. E’ ora importante che non ci si limiti alle enunciazioni e che si vada avanti, in maniera ferma e decisa, sul cumulo delle tre legislature, che impedirebbe la ricandidatura di una miriade di professionisti della politica. Di quelli, tanto per intenderci, che con la politica si sono arricchiti a dismisura, in modo addirittura sproporzionato rispetto al loro spessore, e che hanno fatto del “non basta mai”, del business politico, il loro credo personale. Di quei maghi della bottega (e peones del cervello), che passando di mandato in mandato hanno sempre anteposto il proprio interesse personale al bene comune, e che, “sistemando” e favorendo alla meno peggio servi sciocchi, idioti e opportunisti, hanno sempre avuto un ritorno elettorale ben oltre i meriti del loro intelletto. La politica è stracolma di questa particolare genia, anche perché il cittadino medio ha mandato giù a memoria il teorema dell’accozzo, ritenendo che ciò che gli spetta di diritto lo si possa avere non per merito, non in quanto dovuto, ma solo per grazia ricevuta, passando attraverso nobili intermediari, come l’onorevole tizio, il senatore caio, l’assessore sempronio. Su questo modo becero di interpretare la politica, su questa personalissima rivisitazione dei bisogni della gente, gli omuncoli della politica hanno costruito la loro fortuna. Ora basta! E’ giunto il momento di voltare pagina, di attuare un vero cambio generazionale, di “imporre” attraverso il cumulo delle legislature il rinnovamento che la stragrande maggioranza dei cittadini chiede a gran voce. E questo, a nostro modestissimo parere, lo si deve esigere non solo a sinistra ma, in maniera trasversale, anche al centro e a destra. Lo svecchiamento della politica è un’ opportunità di cui il paese e, in particolare, la Sardegna, non può permettersi di fare a meno. Siamo stanchi di vedere le solite facce, che dicono da decenni le solite cose, e che continuano a prenderci per il naso, con promesse che sanno già in partenza non potranno mai mantenere. E noi lì, come degli allocchi, a pendere dalle labbra di chi vende fumo, a chiedere l’elemosina del posto di lavoro, a mendicare speranze.
“Largo ai giovani”. All'insegna di questo slogan, vecchio come il cucco e arciabusato ma oggi quanto mai valido, non dobbiamo permettere ai “mestieranti” della politica di ripresentarsi al giudizio degli elettori. Nel caso avessero ancora la spudoratezza di farlo, abbiano un’arma letale come il voto, che può permetterci di staccare loro la sedia, incollata ormai da lustri, dal sedere. Vogliamo sprecare ancora una volta questa grande opportunità che ci offre la democrazia?
Di greg (del 11/02/2008 @ 17:58:33, in politica, linkato 485 volte)
“Chi urla e parla contro il Piano Paesaggistico Regionale lo fa senza conoscerlo e solo per fini politici. Chi ha criticato e contestato il Ppr lo ha fatto solo per strumentale uso politico, ed ancora oggi non ne ha capito le vere finalità”. Non ha usato mezzi termini, l’assessore regionale all’Urbanistica, Gian Valerio Sanna, nel corso di un convegno-dibattito, promosso dal Partito Democratico di Terralba, sulle politiche urbanistiche e lo sviluppo del territorio, per rispondere “…a chi ha sbraitato e continua a parlare senza alcuna logica del Ppr”. “Sino ad oggi- ha detto l’assessore Sanna - è stata data una informazione distorta dello strumento di pianificazione urbanistica, con il chiaro è unico obiettivo di mischiare le carte, di confondere le idee, di utilizzarlo solo per fini prettamente politici. Il Piano non è stato redatto per questo; il Ppr non è di sinistra, né di destra, ma è stata realizzato perché la Sardegna aveva bisogno di porre delle regole per il governo del territorio”. Secondo Sanna, sono solo questi i veri motivi che hanno spinto la giunta guidata da Renato Soru ad approvare, nel 2006, il Piano paesaggistico. L’assessore regionale all’Urbanistica ha ricordato, inoltre, come nel passato non si siano volute affrontare alla radice queste problematiche. Anzi, sono nate leggi e regole ad hoc un po’ in tutta la Sardegna, con l’unico obiettivo di privilegiare la cementificazione delle coste “Occorreva, quindi, - ha detto Sanna - rimettere le cose a posto e, per questo motivo, abbiamo avviato una riforma storica, dandogli anche un valore culturale. L’abbiamo fatto nel rispetto delle nuove normative europee e di quanto previsto dal Codice del Paesaggio. La convenzione europea di Firenze del 2000 lo ha poi ribadito con chiarezza: si deve utilizzare il territorio per creare sviluppo, ma senza distruggere l’ambiente. Abbiamo, quindi, realizzato il Piano paesaggistico, così come richiedeva il Governo con il Codice Urbani. Alle Regioni è stata affidata la delega per aggiornare i propri Piani paesaggistici. E, come ogni buon amministratore che deve rispettare le regole e le leggi dello stato, la Regione lo ha fatto. Non ci siamo inventati niente”. Gian Valerio Sanna ha anche ricordato che, in questa difficile fase di transizione, i grandi alleati della Regione sono stati i sindaci e tutti gli amministratori locali, che hanno lavorato per agevolare questa difficile fase di innovazione e cambiamento.”Certo – ha sostenuto Sanna -, il Ppr ha imposto dei vincoli (anche se non tanti come si vuole invece far credere), ma ha fissato e ribadito l’importanza delle norme transitorie, che sono quelle regole che governano il passaggio da un Piano all’altro”. L’assessore Sanna ha, inoltre, ricordato le più recenti modifiche governative sull’argomento. In sintesi, è stato ribadito il concetto che anche le costesono un bene paesaggistico. “Finchè sarà necessario, lungo le coste della Sardegna non si potranno costruire alberghi e seconde case – ha aggiunto Sanna –. La strada scelta dal Governo Regionale è quella di proteggere la fascia costiera; Non c’è’ dubbio, quindi, che sia necessario essere lungimiranti e preservare il territorio per le prossime generazioni. Questa è la verità. Solo questaIl resto, come ho già detto,sono solo bugie urlate soltanto per meri fini elettoralistici”. Gian Valerio Sanna ha, infine, ricordato i progetti avviati dalla Regione per la riqualificazione delle borgate marine. “Il Bando internazionale Costeras – ha concluso Sanna - vuole dare una risposta proprio a questi tematiche. E’ un segnale importante di come la Regione vuole ridare vita, ruolo e motivazione alle borgate della Sardegna. Nella Finanziaria del 2008 abbiamo inserito le risorse per avviare i progetti e rimettere in sesto le borgate. Per Marceddì e tante altre borgate della Sardegna comincia una storia diversa”.
Di pig (del 10/02/2008 @ 15:48:07, in politica, linkato 477 volte)
Il Partito Democratico è in fibrillazione. Lo si è notato, chiaramente, durante la riunione dell’Assemblea regionale costituente, tenutasi ieri a Tramatza e terminata a tarda notte. Con le politiche oramai alle porte, e con le liste dei candidati che debbono essere presentate entro il 10 marzo, su molti aspiranti, in particolare sulle “vecchie” cariatidi della politica, pende come una spada di damocle la questione delle tre legislature. Potranno essere, infatti, candidati solo coloro che non hanno superato il tetto delle tre legislature, che, così come avevamo riportato in un nostro articolo del 4 febbraio, dovrebbero essere cumulabili (camera, senato, presidenza provincia, sindaco, consigliere regionale). Il cumulo delle tre legislature porterebbe fuori dalla mischia un’infinità di mestieranti della politica, e attuerebbe, finalmente, quell’autentico rinnovamento richiesto da sempre dalla base. Ad insorgere sono stati proprio gli antichi notabili (ex Dc e PCI) delle varie correnti del partito, che stanno cercando di cambiare le carte in tavola, pretendendo di eliminare il cumulo delle legislature. Il Pd sardo è, pertanto, in attesa di chiarimenti dalla casa madre romana. In vista dei congressi provinciali e cittadini, l’ Assemblea regionale costituente ha deciso come dovranno essere composti i Comitati provinciali e cittadini provvisori., che, a loro volta, gestiranno questa fase elettorale delle politiche, tranne i candidati. Fase, questa, che sarà gestita a livello regionale senza primarie per mancanza di tempo. Il Comitato provinciale sarà composto da coloro che sono stati eletti alle assemblee nazionale e regionale, dai consiglieri e assessori provinciali, dai consiglieri regionali e parlamentari eletti nella provincia. Ci sarà poi la possibilità di cooptare un numero di componenti (figure rappresentative), non superiore al 100%, che devono avere il voto positivo dei due terzi dell’assemblea. Questo è stato fatto per coinvolgere il maggior numero possibile di persone, senza però alterare gli equilibri stabiliti nella prima fase regionale. Il Comitato cittadino sarà invece composto dai consiglieri comunali, dai consiglieri regionali, parlamentari e dai consiglieri dell’assemblea provinciale residenti in città, nonché dai consiglieri circoscrizionali. Anche se non si è deciso molto, la macchina organizzativa per le prossime elezioni politiche ha già messo in moto i suoi farraginosi meccanismi, anche se bisognerà attendere il chiarimento sulle tre legislature, che, come detto, se dovessero essere cumulative, causerebbero un vero e proprio terremoto. Ma come si sta preparando il Partito Democratico alle prossime politiche? Ne hanno discusso Renato Soru e Antonello Cabras, durante una tavola rotonda, organizzata dall’Associazione “Progettare il Futuro”, di cui riportiamo una sintesi, tratta dal sito www.pdsardo.it
La tavola rotonda: le risposte di Renato Soru e Antonello Cabras
Come andremo alle elezioni politiche? Come il Pd potrà affrontare queste elezioni: rappresentano un intralcio o un’opportunità? Questi gli interrogativi principali su cui i relatori della tavola rotonda sono stati invitati a confrontarsi.
Secondo Renato Soru "queste elezioni non erano volute, non sono state cercate e adesso non erano opportune". Ricordando la fatica fatta per vincere le precedenti e la prospettiva che attendeva il governo Prodi ha aggiunto: "Sapevamo di dover governare per cinque anni e meritavamo di farlo. E’ un problema che si vada ora a votare. Ma bisogna trasformare il problema in un’opportunità". Il Partito Democratico, come hanno ricordato anche Francesco Sanna e Chicco Porcu, è chiamato ad avere senz’altro un ruolo da protagonista perchè nasce con molte ambizioni, tra le quali quella di rinnovare lo stesso processo democratico e partecipativo, passando attraverso un processo di rinnovamento interno. Su questo punto Soru ha detto: "Si stanno sovrapponendo molte cose: il processo costituente del partito, fare il partito maggioritario, rinnovare il sistema politico ed elettorale. Bisogna stare attenti a tenere conto di tutto questo. Tuttavia sono abbastanza ottimista".
Anche il segretario Antonello Cabras ha sottolineato la difficoltà di trovarsi di fronte alle elezioni politiche in un momento in cui il Partito Democratico è in fase di completamento della sua costituzione: "Abbiamo accelerato tantissimo il nostro percorso in questi mesi, a cominciare dalla primavera del 2007. Il primo congresso del partito doveva tenersi alla vigilia delle elezioni europee del 2009. Questo era il percorso che avevamo delineato a partire dal maggio dello scorso anno, periodo in cui si sono avuti i congressi dei partiti che hanno decretato il loro scioglimento in vista della formazione nuova".
Circa gli elementi di continuità e discontinuità rispetto al passato e ai vecchi partiti che si sono sciolti, secondo il Segretario regionale si deve tenere conto che il processo è in corso: "La tradizione dei partiti che si sono sciolti non si cancella. E’ una storia molto lunga. Ciascuno ha una propria identità che affonda le radici nella storia. La fretta rischia di rovinare tutto, di minare il processo verso una costituzione unitaria".
Come rifondare la politica?
Come affrontare allora il discorso del cambiamento in vista delle elezioni? Come rispondere alla disaffezione dei cittadini verso la politica e verso i partiti che, come ha ricordato Chicco Porcu introducendo il dibattito, secondo una ricerca dell’Eurispes è ai minimi storici, al 14%? Come rifondare la politica? Elemento fondamentale, che dovrà avere un posto di riguardo nel programma del partito, è l’interesse nazionale. Secondo il Presidente Soru "dobbiamo rimettere l’interesse pubblico e l’interesse nazionale al centro della politica. Oggi non è così. Ci sono troppi interessi, quelli dei partiti, quelli dei singoli gruppi, gli interessi delle persone, degli individui. L’Italia è bloccata, siamo in un ‘cul de sac’ e siamo disarmati. Abbiamo visto quello che è accaduto in Senato quando è caduto il governo. E' stato abbastanza disarmante, e cito il caso del Presidente di una Regione che festeggia la sua condanna dicendo, 'bene, mi hanno dato solo cinque anni!'. Eppure siamo arrivati fino a qui, ci hanno portato fin qui, anche se facciamo fatica a crederlo, e non abbiamo capito neppure bene come sia successo. Circa ciò che è accaduto di recente con la crisi di governo e la possibilità di ricucire il confronto politico con il centrodestra, a partire dall’interesse nazionale, Soru ha aggiunto: "C’è stato un momento in cui mi aspettavo che Berlusconi, a oltre settant’anni, avrebbe avuto un momento di saggezza, devo confidarvi che ci ho creduto per davvero, e avrebbe scelto di mettere da parte la possibilità di vincere le elezioni per far posto all’interesse nazionale. Invece non è successo".
Sul confronto con il centrodestra sul tema dell’interesse nazionale, il Segretario Cabras ha invitato a fare una considerazione più ampia richiamando il problema del senso civico, tasto dolente del nostro paese: "Aspetto di capire cosa succederà in Sicilia, se vincerà il centrosinistra o il centrodestra. Anche la volta precedente il Presidente della Sicilia, nonostante i sospetti di connivenza, nonostante si contrapponesse a Rita Borsellino, ha vinto con un grande distacco. Ci sono differenze profonde tra i programmi di centrodestra e centrosinistra, ma nella nostra società c’è una carenza del senso della cittadinanza. Berlusconi nel ’94, che a noi si piaciuto o no, ha rappresentato per gli italiani il cambiamento, ha raccolto la maggioranza dei voti. Lo abbiamo trattato come fenomeno transitorio, pensando che poi ce ne saremo facilmente liberati. Ora si ripresenta per la quinta volta, a settant’anni suonati, con una coalizione politica con molta probabilità di successo".
Il valore del senso civico
Secondo Soru il senso civico e la capacità di creare le condizioni per la crescita culturale, sociale e non solo economica della società e degli individui è il compito a cui è chiamata la politica. E su questo nessuno sconto sulle responsabilità: "Io credo che ci sia una società debole perchè c’è una politica debole. Credo che il ruolo della politica sia quello di aiutare la società a seguire un percorso di miglioramento per tutti. Questo la politica ha smesso di farlo da tempo. Deve rappresentare, ma anche guidare. Deve mirare alle parti più nobili e più generose dell’individuo". Su cosa si intenda per azione politica responsabile e tesa a guidare e tracciare percorsi comuni, il riferimento va a quanto accaduto nel confronto recente avuto con i Presidenti di Provincia sardi: "Sulla questione dello smaltimento dei rifiuti - ha detto il Presidente Soru - "non ce stato nessuno di loro che abbia alzato la mano per dire "l'inceneritore fatelo a casa mia." E ha aggiunto: "Se parli con i sindaci è lo stesso. Nessuno è disponibile a mettersi in gioco e a rispondere ai propri cittadini".
La vera sfida sta nell'ottenere il consenso con la buona politica. Ma non è facile, perchè dall'altra parte c’è un Berlusconi, che è il maestro del consenso facile, quello che fa leva sugli istinti più immediati: "La coppa dei campioni, il calcio, gli spettacoli televisivi, l'evasione fiscale, i condoni... Insomma, la libertà nel senso del lasciateci in pace". Questo è, nelle parole di Renato Soru, ciò che in Italia fa leva e ottiene la risposta della gente. Sulla possibilità di rifondare il rapporto tra cittadini e politica, il segretario Antonello Cabras si è detto ottimista, soprattutto per il ruolo che in questo vuole assumere il Partito Democratico: "In Italia - ha spiegato - c’è il distacco dei cittadini dai partiti, ma non dalla politica. Siamo il paese in cui per la politica si registra un forte interesse e si mantiene una buona abitudine a manifestare le proprie idee e il proprio disagio. Bisogna riformare i partiti, e noi lo stiamo facendo, e avere attenzione nel lavorare per fondare davvero il senso civico".
Di pig (del 09/02/2008 @ 00:09:51, in politica, linkato 713 volte)
Si prevedeva una seduta del consiglio comunale di Oristano abbastanza focosa, considerato l’ordine del giorno con punti, sulla carta, di un certo interesse. La riunione ha invece, almeno in parte, deluso le aspettative. E se, sull’interrogazione del consigliere Peppino Marras (Pd), sulla mancata predisposizione del programma triennale e dell’elenco annuale delle opere pubbliche, e su quella del binomio Cristina Denti – Giuseppe Puddu (indipendente e Forza Italia), sulla vergognosa gestione del cimitero di San Pietro, era facile prevedere l’abituale arrampicarsi sugli specchi dell’assessore Paolo Vidili, non ci si aspettava certamente che la mozione presentata da Umberto Capoccia (indipendente) perdesse così tanto di mordente. L’argomento proposto all’attenzione dell’aula dal vicepresidente del consiglio, “costituzione di una commissione speciale per la rimodulazione della ristrutturazione dell’Ufficio tecnico”, era infatti quanto mai interessante e meritava, probabilmente, maggior incisività nella discussione. A ridimensionare il tutto, oltre alla bocciatura, nella precedente seduta, di una identica mozione presentata dalla minoranza (che ha sgonfiato le ruote ai rappresemntanti dell'opposizione), ci ha poi pensato lo stesso Capoccia, dichiarandosi incerto se ritirare o modificare la mozione. Ma se anche il proponente è incerto sul da farsi e non sa più che pesci pigliare, figuratevi gli altri, con quale forza e con quale vigore possano sostenere o contestare una mozione già monca in partenza. Ne è scaturito (e non poteva essere altrimenti) un dibattito moscio, incolore, dove molti consiglieri si sono sbizzarriti ad autocelebrarsi e a ripetere cose già dette e sentite un migliaio di volte. Per farla breve, la mozione è stata poi bocciata con i voti della maggioranza, che anche in questa occasione ha confermato quale concetto abbia, complessivamente, della chiarezza e della trasparenza amministrativa. La seduta si è, invece, improvvisamente accesa, quando si è passati a discutere sulla mozione presentata dal consigliere di Fotza Paris, Davide Tatti, sulla commemorazione del centenario della nascita del commediografo oristanese, Antonio Garau. Era, infatti, impossibile ipotizzare che la cultura potesse far scaturire tante scintille. Ad appiccare il fuoco sono stati tutti i componenti la commissione, che hanno accusato, in estrema sintesi, l’assessore Tonino Falconi di aver criticato il lavoro della commissione , di essersi disinteressato del centenario e della cultura in generale, e di occuparsi solo di Sartiglia. Le critiche non sono piaciute all’assessore Falconi, che ha replicato duramente, accalorandosi spesso durante l’intervento. “La funzione delle mozioni – ha detto l’assessore - è quella di promuovere, migliorare, stimolare, accertare, verificare fatti, eventi, situazioni, che possono essere migliorate e rimosse. In questa mozione io non ne trovo neppure una di queste caratteristiche in quanto la trovo inopportuna, inefficace, maldestra, insipida…”. Falconi, dopo aver menato fendenti a manca e a destra, ha concluso il discorso con una frecciata nei confronti di Mauro Solins (Fortza Paris), che poco prima lo aveva attaccato, “…Lei è una persona che ha avuto sempre grande consenso, ha riscosso sempre una marea di voti, però capita nella vita che possa accadere il contrario: io e la mia coalizione, per esempio, siamo passati attraverso l'alta marea, lei attraverso la bassa”. E’, quindi, intervenuto Giuliano Uras (Udc), precedentemente chiamato in causa come ex assessore alla Cultura, che, secondo alcuni, avrebbe dovuto programmare per tempo le manifestazioni del centenario. “E' singolare, è strano, che io oggi – ha detto Uras - sia stato additato come il vero e unico responsabile della mancata programmazione e organizzazione del centenario legato a Garau. ...Vi siete dimenticati che per un lungo periodo avete bisticciato su chi doveva avere certe competenze tra gli assessori? E poi non ditemi che non c'erano soldi. Sapete quanti soldi avete speso di spettacoli in estate? 90 mila euro, e non avete fatto il settembre Oristanese… In realtà non è che questa mozione sia insipida, maldestra, inefficace, ma che lei, assessore Falconi, abbia una particolare sensibilità per la Sartiglia, e questa finisca per offuscare tutte le altre sensibilità agli aspetti culturali è un dato di fatto. Mi hanno detto che non si sta occupando di biblioteca; mi hanno detto che non si sta occupando di archivio; mi hanno detto che non dà udienza, che è difficile trovarla; mi hanno detto che dedica troppo tempo al lavoro alla Asl e pochissimo all'assessorato. Io credo che sia difficilissimo fare l'assessore se arriva a mezzogiorno in comune e nessuno la trova mai. Questo dicono, e io lo dico così, come si riportano tante voci. Mi fa piacere che lei, che è un appassionato, abbia impegnato il suo tempo e risorse (nessuno glielo faceva fare), bontà sua, per la Sartiglia. Però ce la fa lei a dedicare le sue risorse anche per celebrare Garau? Lo faccia, così dimostra una sensibilità diversa”. Tatti, prima che la mozione fosse messa ai voti, l’ha ritirata. Ma gli strali di Solinas, Uras e Falconi rimangono, eccome.
Ai margini della seduta, c’è stato il comunicato di alcuni rappresentanti della lista civica “Oristano Città’ Nuova”, che non condividono la scelta di Aldo Leoni e compagni di confluire nell’Uds e, quindi, se ne dissociano. In aula, per non creare problemi, non erano presenti i “nuovi” rappresentanti dell’Uds, Cenza Mattu e l’assessore Salvatore Ledda. Per quanto riguarda il gruppo storico dell’Uds, l’ipotesi, per il momento, sarebbe quella di formare un gruppo misto, per poi eventualmente confluire in Forza Italia. Tutto dipende dall’offerta.
Fin qui, il consiglio comunale. Il consiglio provinciale di Oristano ha, invece, dedicato la seduta di ieri in ricordo e alla memoria delle vittime di tutte le dittature. In apertura di seduta, il presidente dell’assemblea, Pierpaolo Pisu, ha prima riferito sull’ordine dei lavori, ha salutato una delegazione di studenti del Liceo Scientifico, ed è poi entrato nel merito della “Giornata della memoria”, ricordando le vittime delle deportazioni naziste e delle foibe in Dalmazia. “Questa non una giornata celebrativa - ha detto il presidente del consiglio provinciale - ma di riflessione, che deve coinvolgere soprattutto le giovani generazioni”. Nel successivo dibattito sono intervenuti l’assessore proviciale alla cultura, Cristiano Carrus, e i consiglieri Alessandro Vinci (Rifondazione) per i Gruppi della minoranza, e Mauro Solinas (Fortza Paris) per la maggioranza, mentre l’adesione della scuola alla “Giornata della memoria” è stata portata da Matteo Sanna, Enrico Tedeschi e Stefania Mocci.
Di pig (del 07/02/2008 @ 17:26:06, in politica, linkato 729 volte)
Domenica e martedì, mentre assistevo alla Sartiglia, colto dalla solita, innata curiosità giornalistica, di tanto in tanto volgevo un rapido sguardo verso la tribuna delle autorità, per vedere se vi fossero dei volti nuovi, rispetto agli anni passati. Mentre “bugavo” (termine oristanese che sta per “spiare con spudoratezza”), nel tentativo di cogliere qualche “affroddio” (nel mio personalissimo vocabolario sta per “gossip”), ho notato una cosa che mi ha colpito e che ho riferito ad alcuni giornalisti a me vicini. Man mano che Enrico Fiori e Silvia Orrù, commentatori ufficiali della manifestazione, chiamavano l’autorità che doveva premiare il cavaliere che aveva infilzato la stella, gli esclusi (i politici in particolare) diventavano scuri in volto. E più il tempo passava e le premiazioni andavano avanti e non venivano chiamati, più si rabbuiavano. Consapevole che privare di visibilità un politico, in queste occasioni, è come negare un bicchiere d’acqua nel deserto, ricordo di aver commentato, a voce alta, certamente in maniera poco elegante: “Vedrai che casino ne viene fuori”. Sono stato un facile profeta. Alla riunione odierna di intergruppo della maggioranza di centro-destra è scoppiato, infatti, proprio per i motivi che ho appena esposto, un autentico putiferio tra due adepti di Forza Italia: il presidente del consiglio comunale, Mario Musinu, e il suo collega di partito, Luca Faedda, figlio di Nando, presidente del Gremio dei Contadini. Musinu ha accusato Faedda di “lesa maestà”, in quanto i Gremi, non chiamando per premiare i cavalieri alcune personalità politiche presenti in tribuna, avrebbero mancato loro di rispetto. Alla risposta piccata di Faedda, c’è stata la contro-replica di Musinu, in un crescendo di complimenti oxfordiani, conclusi da un risoluto, anche se poco originale, reciproco “mavaffa…”. Qualche buontempone, tra coloro che assistevano al nobile interscambio di vedute, pare abbia commentato “…anche questo è Sartiglia!”. Ci manca solo, per conquistare il “nobel della spudoratezza”, che si dica che questo colorito scambio di opinioni dimostri, in modo inequivocabile, quale sia l’attaccamento dei nostri politici per la giostra equestre oristanese. Ma, come se non bastasse, al teatrino tra Musinu e Faedda si è aggiunto il battibecco tra il sindaco “Nonna Abelarda Nonnis” (poteva mancare?) e i rappresentanti di An (ormai sta diventando un’abitudine) sulla questione Abbanoa. In sintesi, Alleanza nazionale, soprattutto con Lisini e Angioi, accusava il sindaco di aver già deciso cosa fare su Abbanoa, rendendo così inutile la discussione dell’argomento in consiglio comunale. La risposta del sindaco non è stata delle più tenere, anche se “Nonna Abelarda” ha affermato, fra l’altro, che nulla sulla questione era stato ancora deciso. Questo tira e molla ha avuto un unico risultato: quello di procrastinare, per l’ennesima volta, la soluzione su Abbanoa, il cui slittamento peserà, tanto per cambiare, sulle tasche dei cittadini. Sembra fatto apposta. Tutte le volte che si è ad un passo da una decisione, insorge qualcuno che manda tutto a rotoli. Il significato è uno solo: questa maggioranza non è coesa, e sta in piedi soltanto perché i tutor di “Nonna Abelarda Nonnis” pensano già alle politiche di aprile e alle non lontane regionali.
Il resto è teatrino di bassissimo livello, dove anche le comparse più scalcinate pretendono un ruolo da protagonista. Dio ce ne scampi!
Di pig (del 04/02/2008 @ 14:53:49, in politica, linkato 620 volte)
Finalmente! Era ora! Dal Partito Democratico, ed esattamente dalla “commissione statuto”, arriva una decisione che è una vera, autentica ventata di novità, grazie alla quale molte cariatidi, politicamente parlando, verranno spazzate via, per lasciare spazio ai giovani. La commissione ha infatti deciso che possono essere ricandidati solo coloro che hanno meno di tre legislature, anche cumulative, come deputati, senatori, presidenti della provincia, sindaci, mentre rimangano fuori gli assessori, non essendo quest’ultima una carica elettiva. L’emendamento della svolta, della pulizia (che era poi quello che i tanti simpatizzanti del Pd chiedevano fortemente), vale per il momento per le politiche, mentre l’anno venturo varrà per le regionali. Sarà un autentico cataclisma, per molti navigati sapientoni della politica regionale, che pare siano da ieri in preda a forti convulsioni, e stiano già meditando il salto della quaglia verso i nuovi raggruppamenti di centro. Immaginatevi la faccia dei vari Antonello Cabras,Tore Ladu, Gianni Nieddu, Paolo Fadda, Emanuele Sanna, Alberto Sanna, Antonio Biancu, solo per citarne alcuni, appena appresa la notizia, appena hanno realizzato che non conteranno più nulla. In un colpo solo, il Pd ha liberato la politica nostrana da tanti dei suoi incalliti, e "incollati" professionisti, aprendo una nuova era. Una richiesta avanzata a furor di popolo e, finalmente, accolta.
Per saperne di più sull’argomento leggete quanto scritto da Giorgio Melis, su www.altravoce.net :
Alle urne, alle urne. Bene che vada, a giugno, salvo miracoli da Francesco Marini noto Franco, senza la legge-porcata. Se va male, come finora sembra probabile, al voto in aprile: nel segno della porcilaia elettorale firmata da Calderoli ma progettata, chiesta e costruita dall'ex “tedesco” Casini, voluta da Berlusconi, Bossi e Fini: l'ultimo aveva deciso di chiudere la porta per la vergogna e farla abrogare col referendum Segni. Ma si è di nuovo distratto, ha cambiato idea e linea solo per la ventesima volta e ora è contro tutto: viva il Porcellum. Le urne dei forti e degli ondivaghi imbroglioni incombono anche in Sardegna. Dove si dovrebbe e in parte si pensa alla legge finanziaria. Ma quando l'urna chiama, i picciotti e i veterani rispondono: stavolta molti con voce strozzata dall'angoscia personale, più che politica. Con ragione, per quasi tutti i senatori e deputati uscenti del Partito democratico. Ne resterà sicuramente solo uno, come l'higlander del famoso film. Si chiama Antonello Soro, plebiscitato come capogruppo alla Camera assieme ad Anna Finocchiaro al Senato: con consenso politico e personale prima ancora che numerico. Soro è l'unico certissimo di tornare in Parlamento. Per gli altri presunti higlander di lungo e lunghissimo corso, che immaginavano di rimanere ancora in Parlamento tre anni dopo 20-25 già trascorsi anche in Consiglio regionale, l'eternità-immortalità politica finisce qui: forse con pochissime eccezioni. Sarà un terremoto. Perché la commissione statuto del Pd ha deciso ieri che gli eletti, non nell'accezione di eccellenti ma solo di espressi dalle urne, potranno essere ricandidati solo se hanno meno di tre legislature anche cumulate come deputati o senatori, consiglieri regionali, presidenti di Provincia, sindaci (cariche elettive monocratiche). Un emendamento di rinnovo forzato e coatto una volta tanto chiaro e perentorio: «Non è ricandidabile da parte del Partito democratico per la carica di componente del Parlamento o di un'altra assemblea elettiva chi ha ricoperto detta carica per tre mandati». La commissione ha previsto deroghe per personaggi di particolare rilevanza. In questo caso la deroga può essere concessa solo su richiesta dell'interessato «per un numero che non ecceda, nella stessa elezione, il 10 per cento degli eletti del Pd» nelle consultazioni precedenti. Di sicuro fuori quota - come detto altre volte - è Antonello Soro, perché saldamente presente fra i leader nazionali, in un ruolo inattaccabile guadagnato sul campo. Per gli altri, la ghigliottina dei quindici anni o tre mandati non risparmierà quasi nessuno, figurarsi chi è in carica a ogni livello elettivo da 20-30 anni: gli “immortali”, anche se di terre basse, escono dal girone dell'eternità politica, dovranno concedersi un riposo cui rinuncerebbero come un condannato scanserebbe il plotone di esecuzione. Diventeranno, ma depotenziati, mine vaganti nel circuito politico sardo: già abbastanza paludoso. Oggi vale per le liste parlamentari, domani (primavera 2009) per i consiglieri regionali: quanti sono i sommersi dei tre mandati che non saranno salvati? Molti, per un ricambio a largo spettro. Ma intanto, per chi suona la campana? Per pezzi da novanta inossidabili. Al Senato in bilico Antonello Cabras (il cardinale ha amici nella curia del Pd ma non in quella veltroniana), che cercherà e forse riuscirà a scappolarla: una salamandra che se ne ride delle fiamme, Tore Ladu, Gianni Nieddu. Per la Camera, Paolo Fadda ed Emanuele Sanna, anche Amalia Schirru rischia benché alla prima legilaslatura. Arturo Parisi è al sicuro sia perché è sul filo dei tre mandati, sia perché è il vice-Prodi. Insomma, largo al rinnovamento e ai giovani: anche se non dilagano i geni e gli statisti. Perche «se uno gli è bischero a vent'anni, lo è anche a 80», come diceva Amintore Fanfani. E perché la casta in carica ha selezionato alla rovescia, solo fedeli sottopancia di qualità scadenti: caso mai potessero dar fastidio nelle retrovie. Molti potrebbero far rimpiangere i vecchi: segnati negativamente dal cinismo del potere troppo a lungo esercitato, che ne ha spento la carica iniziale di quando erano ancora giovani e generosi, qualche decennio fa. Sarà un bel ribaltone, non necessariamente a immediato buon fine. Però è comunque ora di abrogare l'immortalità spocchiosa e ridurre la gerontocrazia politica: se non si investe sui giovani, la casta senescente si crederà insostituibile in aeterno. Sono queste le immediate prospettive che nei prossimi giorni travaglieranno il Pd anche in Sardegna: col furore impotente dei veterani al capolinea e lo sgomitamento dei successori da individuare. Con una questione aperta, grande come una casa. Chi farà le liste? Gli organismi esecutivi e i segretari provinciali non sono stati eletti, grazie alle rissosità tutt'altro che sopite. Ai vertici senza base, c'è solo Cabras, che dovrebbe decidere in solitudine anche su se stesso, e il discusso ondivago presidente Deriu, molto ambizioso, pare anche appassionato di potenti auto tedesche. Dovranno trovare in fretta un escamotage. Magari un comitato paritetico: con sicura rissa per definirne la composizione e i rapporti di forza. Insomma, un'altra patata bollente per un partito ben lontano dal compattamento.In questo scenario, non passa in secondo piano, ma certo è meno intrigante benché più concretamente importante, la querelle legata alla Finanziaria e condizionata pure dalle elezioni incombenti. «La Finanziaria sarà approvata e si farà», ha garantito Renato Soru a margine della presentazione del progetto di metrotranvia per l'area vasta di Cagliari. Riguardo i malumori sulla manovra manifestati da alcuni esponenti della maggioranza e delle parti sociali, per il capo dell'esecutivo regionale non esiste «nessuno scoglio». Ottimismo di facciata ma anche fondato sulla valutazione dello scenario. Un Pd che sabotasse ancora l'approvazione della Finanziaria a urne già quasi spalancate, si candiderebbe al suicidio: a parte i guastatori socialisti e alcuni irriducibili del partito dei Consorzi industriali che non hanno nulla da perdere. Saranno riassorbiti, perché è interesse di tutti, anche i malumori e l'aggressività della Sinistra Arcobaleno neo-unitaria e (all'apparenza) pacificata: solo dal pericolo incombente. La posta è certo sui contenuti per le politiche del lavoro, munizioni elettorali da giocare nella partita già avviata. Ma il contenzioso più serio e politico riguarda le scelte elettorali del Pd: con la porcata in vigore, il Pd veltroniano che corresse da solo metterebbe in affanno le quotazioni della Cosa rossa alle urne. Quindi c'è una richiesta perentoria, non esplicitata ma evidentissima, per imporre un patto elettorale al Pd: magari nelle forme della vecchia desistenza. Tutto da decidere ma in fretta, nel frattempo giocando di sponda sulla Finanziaria. «Riteniamo grave il perdurare dell'atteggiamento di sufficienza del Pd nei confronti delle nostre proposte, così come consideriamo grave che la Finanziaria sia arrivata in aula senza che prima venisse chiuso un accordo sui temi rimasti in sospeso». Il segretario regionale di Rifondazione Comunista, Michele Piras, ha sintetizzato così la posizione di Sinistra Arcobaleno sui rapporti con i colleghi del Partito democratico. Al centro delle rivendicazioni c'è il maximendamento alla Finanziaria che condensa le proposte in materia di lavoro e formazione professionale, recependo molte delle indicazioni date dai sindacati. Piras, affiancato dai coordinatori di Sinistra Democratica Massimo Zedda, dei Verdi Sergio Belfiori e del Pdci Giampaolo Pinna, ha anche specificato che a questo punto la questione «si sposta dal merito sul maxiemendamento a quello del terreno politico. Vogliamo capire se quello che è successo a livello nazionale debba replicarsi anche qui e se si dovrà andare alla concorrenza elettorale».«Non vogliamo rompere con il centrosinistra e con il presidente della Giunta, ma ci pare che questa rottura stia avvenendo per mano del Pd che sta cercando di eliminare la sinistra rifiutando le proposte sulla finanziaria», ha affermato Zedda, preannunciando per le prossime settimane una serie di iniziative comuni delle forze politiche che compongono la Sinistra Arcobaleno sui temi del lavoro e dell'unità della sinistra. Iniziative che si concluderanno a marzo con gli stati generali della nuova formazione politica. Tutto chiaro: serve un'intesa elettorale soddisfacente e anche una corsia riservata sulla Finanziaria per il pacchetto-lavoro. O sulla Finanziaria la Cosa rossa farà ballare ancora la Giunta e il Pd. La corda è già tesa, non sarà spezzata. L'accordo serve a tutti. ( Giorgio Melis )
Di pig (del 02/02/2008 @ 00:19:19, in politica, linkato 541 volte)
“Non riconosciamo il commissariamento e ribadiamo la nostra piena fiducia al segretario provinciale, Mario Carta (la fiducia al segretario cittadino, Elio Schintu, la aveva già espressa il comitato cittadino nella riunione del 28 gennaio) che è stato legittimamente eletto dagli iscritti”. Questo il succo (una conferma di ciò che era stato dichiarato nei giorni scorsi) di quanto scaturito nella riunione dell’assemblea provinciale dell’Uds riunitasi, ieri sera, per decidere il da farsi, dopo il recente commissariamento del partito in provincia di Oristano, da parte del presidente Mario Floris. Quest’ultimo aveva, nella stessa occasione, nominato commissario Aldo Leoni, leader della lista civica “Oristano Città Nuova”, movimento ora confluito interamente nell’Uds. Le motivazioni di Floris erano state chiare, con particolare riferimento ad Oscar Cherchi, consigliere regionale uscito dall’Uds per accasarsi in Forza Italia. “Non si può essere – aveva detto Mario Floris– Uds ad Oristano, e Forza Italia a Cagliari. Ci vuole chiarezza”. E per fare in modo che non si ripetessero altre fuoriuscite e un certo modo di agire da “furbetti di quartiere”, e visto che gli organi dell’Uds di Oristano tardavano nel prendere una decisione, Floris aveva rotto gli indugi, commissariando il partito. La cosa non era andata a genio, né ad Oscar Cherchi (che aveva replicato a Floris con un duro comunicato), né agli organi, iscritti e simpatizzanti dell’Uds oristanese, che tuttora contestano a Floris di aver deciso di commissariare il partito senza neppure ascoltarli. “La decisione di Oscar Cherchi – è stato detto – non ha nulla a che vedere con gli organismi del partito che, con o senza Cherchi, hanno sempre lavorato, seguendo la linea politica dell’Uds, nell’esclusivo interesse dei cittadini. Perché, allora, quest’atto di imperio senza preavviso da parte di Floris?”. Durante l’assemblea provinciale si è parlato, chiaramente, di quello che sarà il futuro non solo del nucleo storico dell’Uds, ma di tutto il partito nella provincia di Oristano. Non potendo coesistere due gruppi Uds, con tutta probabilità, il gruppo consiliare al comune del capoluogo dovrebbe optare per creare, visto che ne possiede i numeri, un gruppo misto, anche per non far sorgere eventuali conflittualità all’interno della maggioranza, considerati gli ottimi rapporti personali esistenti con i rappresentanti dell’ex lista civica “Oristano Città Nuova”, ora Uds. Il parlamentino provinciale, più in generale, pare invece orientato a non aderire all’invito di Floris e, cioè, quello di rimanere nell’Uds, ma di seguire Oscar Cherchi in Forza Italia. Passaggio, questo, molto delicato, che certamente rafforzerebbe notevolmente Forza Italia, ma costringerebbe molti rappresentanti del vecchio Uds a ridimensionare pretese ed ambizioni, e a sgomitare maggiormente per trovare un posto al sole. Detto in maniera chiara e senza fronzoli (anche perché si è in prossimità di vari appuntamenti elettorali), lo zoccolo duro dell’Uds ha un potere contrattuale notevole e, quindi, riteniamo che molto dipenderà da quello che riuscirà ad offrire Forza Italia ai nuovi adepti. Questo soltanto, a nostro avviso, potrebbe far pendere la bilancia in favore del partito di Berlusconi, e convincere definitivamente gli indecisi dell’Uds, che tuttora si riconoscono soltanto nel centro, grande o piccolo che sia. E a proposto di centro, “La Rosa bianca”, il partito (benedetto dalla Chiesa) fondato da Savino Pezzotta, ex segretario nazionale della Cisl, e dai due ex Udc, Bruno Tabacci e Mario Baccini, “…con l’intento di superare un bipolarismo malato, rafforzando l’area centrale e moderata del paese…”, pare aver fatto presa anche ad Oristano. Ai primi germogli della “Rosa bianca” sembra guardino, con particolare attenzione, alcuni rappresentanti dell’Udeur, Riformatori ed Udc, mentre, a livello regionale, tra i partiti posizionati al centro (non allergici ai fiori), si attende di sapere che cosa farà Fortza Paris. Come si può constatare, gli animali politici, di qualsiasi colore abbiano il manto, sentono da lontano dove tira il vento. E sono pronti a camuffarsi nel migliore dei modi, a cambiare pelle, a posizionarsi nella maniera ideale, al solo scopo di essere pronti a balzare repentinamente…sul carro del vincitore. Pur rispettando le varie posizioni, probabilmente di tutto ha bisogno il paese in questo momento, fuorché una così vasta frammentazione dei partiti. Ma, come si suol dire, “se son rose…”.
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