Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di pig (del 15/03/2008 @ 02:30:55, in politica, linkato 1227 volte)

Gli impianti comunali connessi con il sistema idrico sono stati concessi gratuitamente ad Abbanoa, gestore unico e affidatario del servizio idrico integrato della Sardegna. Lo ha deciso, a tarda notte, il consiglio comunale di Oristano, dopo una seduta tra tuoni, fulmini e saette, che lasciava ipotizzare chissà quale cataclisma, e che, invece, alla luce dei fatti, si è poi tramutato in una semplice pioggerella di marzo. Certamente i malumori e le spaccature all’interno della maggioranza comunque vi sono, e il fatto che ”Nonna Abelarda Nonnis” avesse minacciato le dimissioni, in più di una circostanza, se la giunta fosse andata sotto nella votazione su Abbanoa, la dice lunga sull’attuale stato di totale disgregazione in cui versa la coalizione di centro-destra. E che manchi la coesione nella maggioranza lo ha fatto notare lo stesso sindaco, quando concludendo gli interventi (tra una interruzione è l’altra), alla fine della riunione, ha parlato della necessità di una immediata verifica. Eppure in apertura di seduta “Nonna Abelarda” e la sua giunta ostentavano, almeno apparentemente, tranquillità e sicurezza, derivate dal fatto d’essere in seconda convocazione e dalla consapevolezza d’avere i numeri per superare un ostacolo che definire ostico sarebbe soltanto un eufemismo. A far cambiare espressione e colorito a “Nonna Abelarda” e a tutta la maggioranza, ci hanno pensato, immediatamente, i cinque “dissidenti”, Angelo Angioi, Cristina Denti, Sandro Lisini, Alberto Paratore e Giuseppe Puddu, che, in apertura di seduta, hanno presentato quello che nelle loro intenzioni doveva esser un emendamento all’emendamento del consigliere Luca Faedda, esposto nella precedente seduta del consiglio comunale. I dissidenti chiedevano che la cessione degli impianti ad Abbanoa fosse sospesa fino all’esito del referendum, “…e comunque, per almeno centoventi giorni da oggi, previa presentazione da parte della giunta al consiglio comunale di una relazione analitica sullo stato di consistenza degli impianti, nonché per le eventuali integrazioni, modifiche o annullamento del presente atto deliberativo da parte del consiglio comunale di Oristano”. Un apertura col botto, che ha accesso subito la discussione sul fatto se quest’ ultimo fosse da considerarsi un emendamento all’emendamento e andasse votato subito, oppure se fosse da considerare un emendamento alla delibera originaria, con votazione, quindi, successiva all’emendamento di Faedda. Dopo vari interventi a favore e contro (Lisini, Efisio Sanna, Marras, Scanu, Capoccia, Paratore, Uras) l’interpretazione del segretario generale, notaio del consiglio, faceva porre ai voti per primo l’emendamento di Faedda. A questo punto i cinque dissidenti hanno abbandonato l’aula, mentre i consiglieri di Fortza Paris si sono astenuti. In favore della proposta Faedda ha votato anche Gianni Sanna del Pd, che da tempo aveva esternato il suo parere favorevole all’adesione ad Abbanoa. Il presidente del consiglio Musinu ha, successivamente, posto ai voti l’emendamento dei cinque “contestatori”, che, come detto, avevano precedentemente abbandonato l’aula. Superate le perplessità di alcuni consiglieri (Marras, Uras, Giuseppe Sanna, Scanu), che chiedevano se l’assenza dei proponenti facesse decadere automaticamente l’emendamento, con l’intervento del segretario “…l’emendamento è stato presentato per iscritto, non è stato ritirato, quindi si deve votare”, la proposta Lisini-Angioi-Paratore-Denti-Puddu è stata respinta. Si è poi passati alle dichiarazioni di voto sulla deliberazione originaria emendata da Faedda, e dopo gli interventi di Uras, Scanu, Marras, Gianni Sanna, Piredda, Carta, Serra, Efisio Sanna, Federico, Sulis, Atzori, e il sindaco, la proposta di concedere l’uso gratuito degli impianti idrici ad Abbanoa è stata approvata con 20 voti favorevoli, 11 contrari, e un astenuto.  Questa, la decisione del consiglio comunale di Oristano. Ora non resta che attendere come reagirà l’opposizione, e quali saranno le decisioni all’interno dei partiti in cui militano quelle che un tempo venivano definite “schegge impazzite”. La questione è, infatti, più delicata di quanto potrebbe apparire. Se è certamente vero che è  bene che ognuno ragioni con la propria testa e che esprima liberamente ciò che pensa, è altrettanto vero, però, che quando si fa parte di un gruppo politico si debbano democraticamente accettare le decisioni della maggioranza, facendo in modo che le diverse opinioni sfocino, in aula, in una intesi, la più condivisa possibile. In caso contrario regnerebbe il caos, si cadrebbe nell’anarchia più assoluta, e all'esterno l'immagine del gruppo apparirebbe spaccata. Questa è la nostra modesta, opinabile opinione, su un ragionamento che ci porterebbe molto lontano.  Rientriamo, quindi, nel seminato, e, tornando ad Abbanoa, sarebbe interessante conoscere in proposito l’opinione e la reazione dei cittadini, che già pensano, con malcelato terrore, al momento in cui arriveranno le prime bollette. In quella circostanza non vorremmo essere nei panni di “Nonna Abelarda Nonnis”. Chiaramente, se sarà ancora sindaco.

 
Di pig (del 14/03/2008 @ 00:05:09, in politica, linkato 628 volte)

La Commissione consiliare Trasporti del comune di Oristano ha esaminato la situazione del trasporto pubblico locale. Una situazione abbastanza critica, dopo che la società che ha in appalto il trasporto pubblico urbano, la Essemme srl, ha deciso di sospendere unilateralmente il servizio, il 31 marzo prossimo, lasciando in panne l’amministrazione comunale, i dipendenti e i cittadini. I costi di gestione complessivamente troppo elevati avrebbero costretto la Essemme a mettere in liquidazione la società ed a sospendere il servizio, per sopravvenute cause di forza maggiore. Secondo il comune queste, invece, sarebbero solo illazioni, scuse senza fondamento, perchè la Essemme per il servizio sarebbe stata, invece, ricompensata lautamente. Le voci che circolano ad Oristano, parlerebbero di una gestione non oculata e fin troppo clientelare e di alcune assunzioni oltre quelle previste dal capitolato. Certo è che l’annuncio dello stop al servizio dei trasporti pubblici ha creato non pochi problemi al comune, che, oltre ad affidare la questione ad un legale, per verificare se possa ravvisarsi un’interruzione di pubblico servizio da parte della Essemme, ha cercato immediatamente di attivarsi per trovare una soluzione tampone. Durante la riunione della Commissione, l’assessore comunale ai Trasporti, Ivano Cuccu, ha comunicato ai presenti (Renzo Coghe, Cenza Mattu, Michele Piredda, Mauro Cadeddu, Mimmo Serusi, Francesco Federico, Umberto Capoccia) che la giunta aveva appena deliberato sugli indirizzi a cui dovrà attenersi il dirigente dell’area vigilanza, Rinaldo Dettori, per espletare una gara diretta, con carattere d’urgenza, in modo tale da affidare, immediatamente, il servizio dei trasporti pubblici per un tempo di sei mesi. Il dirigente inviterà a partecipare alla gara le cinque società più rappresentative, in senso lato, in Sardegna, nel settore trasporti, che, se interessate, dovranno presentare l’offerta entro il 25/26 marzo. Nei giorni immediatamente successivi verranno aperte le buste, ed il servizio  affidato subito al vincitore.  Il primo di aprile, invece, scade il termine per presentare le domande di partecipazione per la gara d’appalto vera e propria per la gestione del servizio dei trasporti pubblici urbani, per un periodo di ben nove anni. In questo modo, il comune avrà la certezza della continuità del servizio e non cadrà in paranoia in caso di eventuali ricorsi da parte di chicchessia.  La cosa importante, in questa fase, è quella di sfuggire alle pressioni politiche, che indubbiamente vi sono, e approntare un gara la più trasparente e cristallina possibile, che non favorisca società il cui presidente, il cui consiglio di amministrazione sia di centro-destra, privilegiando,solo per fare un esempio, anziché l’aspetto economico, soprattutto quello tecnico, in modo da escludere ditte che dal punto di vista economico potrebbero, invece,  fornire maggiori garanzie. In sintesi, se volessimo dar retta alle malignità (ma siamo sicuri che per il comune di Oristano questo non avverrà, anche perché Corte dei conti, Guardia di Finanza e magistratura, di questi tempi, hanno un occhio di riguardo per quanto l’ente pone in essere) l’amministrazione comunale privilegiando l’aspetto tecnico in maniera spropositata rispetto all’elemento economico, e chiedendo certificazioni di qualità fini a se stesse, potrebbe di fatto indirizzare la gara verso una parte anziché un’altra.  Probabilmente si tratta solo di voci messe in giro ad arte, come di solito accade in questi casi, che riferiamo per mero dovere di cronaca. Voci, secondo le quali il comune (che fino a poco tempo fa esaltava, anche per i servizi, l’imprenditoria privata, dicendo peste e corna delle società pubbliche o partecipate) vorrebbe in qualche modo privilegiare il consorzio CTM (una municipalizzata alla quale partecipano la Provincia e il comune di Cagliari, e l’amministrazione comunale di Quartu) perché sarebbe molto vicino ad Alleanza Nazionale. Chiaramente riteniamo che queste siano solo illazioni, perchè un’amministrazione seria, un ente che si rispetti non deve (o non dovrebbe) badare al colore politico dell’azienda, ma alla qualità del servizio che si vuol fornire ai cittadini, a costi accessibili per chiunque. Ma perché, stando sempre ai cosiddetti “bene informati”, si starebbe cercando di esaltare l’aspetto tecnico e non quello economico? Perché sotto il profilo economico l’Arst non avrebbe, perlomeno sulla carta, concorrenti. Se poi si pensa che l’azienda è in continua espansione (recentemente ha assorbito anche le ferrovie complementari), che il suo raggio d’azione comprende tutta la Sardegna, che ha strutture e pullman moderni e funzionali (comprese le pedane per disabili), e se a tutto ciò si aggiunge che i trentasei operai, che la Essemme sta per lasciare a spasso, sarebbero ben felici di essere assunti da una azienda così economicamente solida, si ha un’idea chiara di quali siano le garanzie che l’Arst potrebbe offrire sotto tutti i punti di vista. Questo, come detto, quanto si vocifera. La speranza è che la gara non si risolva, quindi, per le solite “compiacenze politiche” ma solo nell’interesse dei cittadini. Quei cittadini a cui il sindaco, “Nonna Abelarda Nonnis”, nell’ultima seduta del consiglio comunale, ha detto di volere un bene pazzo. E’ giunto il momento, caro sindaco, di dimostrarlo. Non a parole ma con i fatti, affrancandosi da tutor (il cui basso spessore politico è sotto gli occhi di tutti) che fino ad ora, come spesso ha potuto constatare (anche se non lo ammetterà mai), con i loro consigli scalcinati le hanno procurato solo guai, mettendo a repentaglio la solidità della sua già scricchiolante maggioranza. Usi la sua testa, “Abe”, e se deve sbagliare, sbagli da sola. Che se ne fa di tutor la cui encefalografia, politicamente parlando, è risultata inesorabilmente piatta?

 

 

 

Eliminazione di quattro semafori e realizzazione di una rotonda capace di snellire il traffico. Con il progetto “Infomobilità”, grazie alla collaborazione tra l’ACI e l’Assessorato al Traffico e alla viabilità del Comune di Oristano, presto cambierà il volto della parte nord della via Cagliari. Il progetto è stato presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, dal Sindaco Angela Nonnis, dall’Assessore Ivano Cuccu, dal Presidente dell’ACI di Oristano, Mario Maulu, e dal Direttore dell’Automobil Club regionale, Alessandro Paita.Tutti hanno rilevato l’importanza della collaborazione tra il Comune e l’ACI, per trovare soluzioni ai tanti problemi del traffico che condizionano la viabilità cittadina, e in particolar modo quella all’ingresso nord, nella via Cagliari, dall’incrocio con il centro commerciale sino al bivio con la via Tirso. Prima di giungere a un’ipotesi progettuale, l’ACI ha effettuato diverse rilevazioni da tre postazioni, per 13 ore giornaliere, negli orari di maggior traffico, per valutare la direzione, la provenienza dei flussi e le dimensioni del problema. È stato effettuato uno studio approfondito, dal quale è emersa la necessità di creare una rotatoria ad anello all’incrocio tra via Cagliari e via degli Artigiani, che smaltirà un flusso di circa 28.500 veicoli. Contemporaneamente saranno spenti quattro semafori e realizzato un nuovo sistema di sensi unici che dovrebbe consentire di alleggerire il traffico. In particolare dalla via Cagliari sarà eliminata la svolta verso via dei Maniscalchi, Curreli, Romagna e Campania, mentre i flussi di traffico in uscita dal Centro commerciale saranno deviati verso viale Brianza, da via dei Muratori per Torre Grande, e da via Romagna per il centro cittadino. È prevista anche la deviazione del traffico in entrata al Centro commerciale da Torre Grande attraverso l’utilizzo della rotatoria. Particolare attenzione sarà prestata alla sicurezza dei pedoni, con la creazione di un salvagente pedonale nel tratto antistante la sede dell’ACI e la conservazione del semaforo di via dei Maniscalchi solo per uso pedonale. La sperimentazione durerà sei mesi. Novità in vista anche per la rotonda di Piazza Mannu. L’Assessore Ivano Cuccu ha fatto inserire nel nuovo bilancio di previsione 100 mila euro per poter sistemare definitivamente la piazza.

 

 

 

 

 
Di pig (del 13/03/2008 @ 00:02:23, in politica, linkato 726 volte)

Il dibattito sull'ingresso o meno del comune di Oristano in Abbanoa sta catalizzando, da qualche tempo, l’attenzione non solo dei consiglieri comunali, ma anche della stragrande maggioranza dei cittadini. In un periodo, in generale, economicamente non florido, chiedere ulteriori sacrifici alla propria comunità è cosa improba, che tutti vorrebbero evitare. Per coloro che sono favorevoli all’ingresso in Abbanoa, è inutile girarci attorno, lo si deve fare per legge, facendo in modo che i cittadini facciano i minori sacrifici possibili. Per chi, invece, è contrario, l’adesione sarebbe una iattura, perché non si avrebbero altri vantaggi se non quelli dell’aumento delle bollette. Abbiamo chiaramente semplificato al massimo il nodo del contendere, anche perché il nostro compito è quello di capire, e far comprendere ai lettori, le differenze tra le due tesi. Tesi che hanno portato l’Udc a “minacciare” persino il ricorso al Tar, e il Pd, se dovesse passare l’adesione, ad attuare manifestazioni di protesta clamorose, e a continuare a verificare cosa si nasconderebbe dietro al gestore o alle sue società più o meno consociate,  come Abbanoa Service, dietro la quale ci sarebbe la longa manus  di politici locali (anche se questo dal punto di vista legale non significherebbe niente). Dopo aver dato spazio al sindaco, nell’articolo precedente, per spiegare il perché si sia sdoppiata la proposta di determinazione su Abbanoa, portata all’attenzione del consiglio comunale dalla maggioranza, riportiamo, oggi, per un ulteriore contributo alla chiarezza, la sintesi di alcuni interventi: quello di Peppino Marras (Pd), contrario all’adesione, e quello di Giuseppe Sanna (Riformatori), favorevole all’ingresso in Abbanoa.

Peppino Marras: “...La sua proposta, signor sindaco, è peggiorativa rispetto alla precedente. Prima il suo ragionamento era: concediamo le nostre strutture ad Abbanoa e poi, contemporaneamente, entriamo in Abbanoa,  e decidiamo insieme a loro le cose da fare. Adesso l'emendamento è peggiorativo, perché dice: cediamo le nostre strutture della rete idrica, però non entriamo in Abbanoa. Ma per i cittadini non cambia niente, perchè si vedranno arrivare le bollette e pagheranno l'acqua il triplo di quello che pagavano ieri; però il comune non  sta dentro Abbanoa per poter decidere, assieme al gestore, che cosa fare e che cosa non fare. Lei ha sostenuto, non motivandola, una proposta che per la città è più devastante di quella che ha avuto il coraggio di presentare la settimana scorsa. Già la situazione era difficile, ora lei l'ha peggiorata. Ma perché quando altri paesi del circondario, parlo di Santulussurgiu, Bonarcado e altri comuni ancora, hanno provato a coinvolgerla per vedere se c'era un sistema per uscire dalla morsa di Abbanoa, per capire se esisteva un’alternativa per gestire l'acqua, che costasse meno per i cittadini, lei non ha sposato questa causa? Il comune di Oristano, e altri comuni, come per esempio Santulussurgiu, non sono uguali al comune di Cagliari, Olbia, o altre realtà della Sardegna. Siamo diversi, nel senso che noi abbiamo tutto: a partire dalle sorgenti, le strutture, i depositi. I sacrifici enormi e la visione intelligente degli amministratori che ci hanno preceduto, hanno fatto sì che la città fosse indipendente per quanto riguarda gli approvvigionamenti e la distribuzione dell'acqua. Questo, quindi, ci mette in una condizione diversa da una città come Cagliari, che invece per l'acqua non è autonoma, non è indipendente. In virtù di questa nostra indipendenza, di questa nostra autonomia, per quanto riguarda il sistema idrico, noi potremmo gestire l’acqua da soli e non far pagare ai nostri cittadini le bollette il triplo di quello che lei, con questa proposta, secondo me scellerata dal punto di vista politico-amministrativo, sta facendo ingoiare ai cittadini… Il problema vero (ha detto bene lei l'altro giorno) è che il comune di Oristano, a prescindere dal problema dell'acqua, sta andando incontro al dissesto finanziario. Io mi auguro che lei, da buon amministratore, non porti la città, per la prima volta nella sua storia, in questa situazione. Ho però la sensazione che questo possa succedere, ma spero davvero per tutti che non accada. Il problema, la verità vera, caro sindaco, è che lei non ha dietro, su un problema così strategicamente importante per la città, ventuno consiglieri. Lei in questo momento è costretta a presentare una delibera, che non è una delibera conveniente per i cittadini, e che, ripeto, è peggiorativa rispetto a quella porcheria, in termini politico-amministrativi, che ci aveva presentato la volta precedente. Lei sta facendo questa proposta peggiorativa contro la città (una proposta che  mortifica i cittadini), perché non ha una maggioranza, non ha i numeri per governare. Veda lei quali sono le conseguenze che deve adottare un amministratore, il capo, la guida di una città, che non ha una maggioranza al seguito".

Giuseppe Sanna: "Cosa si intende per adesione? L’adesione è un atto programmatorio; parliamo di programmare il futuro di questa città su un bene primario come l'acqua. Non stiamo, quindi, perdendo tempo, ma è stata proposta una delibera di programmazione della gestione complessiva dek sistema idrico, che è legata ovviamente a delle risorse finanziarie, che questa amministrazione non può gestire, perché non ha risorse, e che non potrà gestire nel futuro. Oggi l'amministrazione comunale non ha una struttura operativa ad hoc, ma utilizza delle risorse umane, interne a questa amministrazione, che si prestano con la loro professionalità a risolvere, per quanto possono, i vari problemi. A questo proposito, non dimentichiamo che abbiamo una condotta foranea abbastanza ampia, vasta, e che le risorse umane che abbiamo a disposizione non consentono di coprire tutte le necessità della rete. Abbanoa ha fatto delle proposte, e, per quanto riguarda le capacità gestionali, saremo noi a valutare con l'ente gestore Abbanoa, quelle che saranno le nostre esigenze, per avere un servizio di qualità. Badate bene che non stiamo cedendo la rete idrica così, sic et simpliciter; questo significherebbe non avere rispetto dei cittadini di Oristano. Ma dobbiamo, comunque, assumerci le nostre responsabilità. Siamo stati eletti per questo, non per alzarci, dire la nostra opinione e poi andare via (Sanna, probabilmente, si riferiva ai cinque consiglieri della maggioranza dissidenti. Ndr). Assumersi le proprie responsabilità significa amministrare, questo dobbiamo fare, ma qualcuno ogni tanto lo dimentica. Ad Abbanoa abbiamo chiesto delle garanzie per i nostri concittadini, a partire dalla bollettazione, che non va contro il cittadino, perchè è stata richiesta la massima rateizzazione. E abbiamo chiesto di venire incontro alle esigenze del cittadino, perché anche noi viviamo in questa città, non siamo dei marziani che vengono qui ad amministrare; siamo cittadini di Oristano che conoscono i problemi tutti i giorni, abbiamo il contatto diretto con i nostri elettori, sappiamo quanto prende un'anziana pensionata, ci siamo posti il problema, perché comunque questi soldi dovranno entrare, di diritto, nelle casse del Comune. Sono due anni che non abbiamo risorse fresche. Risorse che dovranno poi essere riutilizzate per la città e, quindi, indirettamente, per tutti i cittadini. Non arriveranno, com’è stato detto, queste grandi maxi rate, non è così. Su questo faremo un attento controllo: noi amministratori dal punto di vista politico, mentre dal punto di vista gestionale, amministrativo, sarà la struttura, l'apparato burocratico e amministrativo del comune a controllare.  E sarà l'esecutivo a far sì che questo avvenga. Le tariffe. Penso che il costo dell'acqua a Oristano sia il più basso in Sardegna, e questo significa che abbiamo dato un buon servizio al cittadino, che non è stato vessato dal costo dell'acqua. A noi interessa ora dare continuità al servizio, per questo parliamo di programmazione. Stiamo programmando il futuro della gestione della risorsa idrica, per evitare di trovarci in situazioni spiacevoli, per evitare di dare al cittadino un disservizio. Quindi le tariffe, giocoforza, vanno adeguate, ovviamente cercando di tutelare le categorie più deboli, che sta a noi, in quest'aula, individuare. L'adesione ad Abbanoa è una scelta politica, dettata dalla ragione, dalla razionalità. Significa che vogliamo dare un futuro certo all'utilizzo di questa risorsa. Il fatto poi che ci sia Abbanoa, o che ci siano quattro ambiti territoriali, o che ci sia il referendum, questo non significa che dobbiamo dilatare i tempi.  La fase contrattuale tra Abbanoa, ente gestore, e comune, non è detto, poi, che debba essere trentennale, perché variando o modificando la normativa degli ambiti territoriali, sicuramente  verrà modificata anche la fase contrattuale. Quindi non capisco perché non possa essere rivisto e rimodulato anche il contratto…”.

ALTRE NOTIZIE:

Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha proposto, all’attenzione del Consiglio Comunale di Oristano, una “Mozione urgente sulla regolare conclusione dell’attività didattica della Scuola Civica di Musica di Oristano per il corrente anno scolastico”.

Questo il testo integrale:

IL CONSIGLIO COMUNALE DI ORISTANO

considerato

che tra i servizi culturali offerti nella nostra città quello erogato dalla Scuola Civica di Musica è sicuramente da considerarsi di eccellente qualità, nonostante le varie difficoltà che la stessa scuola è continuamente costretta a d affrontare (la più importante è certamente quella legata alla sede non idonea);

la vasta offerta di corsi (canto lirico, chitarra classica, clarinetto, sax, flauto traverso, pianoforte, violino, propedeutica musicale (per bambini dai 5 ai 7 anni), canto corale, launeddas,  fisarmonica e chitarra moderna) che la scuola garantisce ad una importante utenza, composta da circa 200 allievi, e grazie al contributo di 22 docenti di sicura professionalità e tutti forniti di specifico diploma di Conservatorio;

che le competenze e le risorse relative alle Scuole Civiche di Musica sono state trasferite dalla Regione alla Province con la legge 9 del  2006, art. 73, comma e;

che pertanto è la Provincia a dover garantire alle Scuole Civiche di Musica il contributo che in passato veniva ad esse erogato direttamente dalla Regione;

che la Scuola Civica di Musica di Oristano non ha ancora ricevuto dalla Amministrazione Provinciale il contributo spettante per il corrente anno scolastico,  necessario a permettere la regolare conclusione dei corsi prevista per il prossimo mese di giugno;

che l’assessore alla cultura del Comune di Oristano si sta attivando affinché l’Amministrazione Provinciale provveda al più presto a riconoscere quanto spettante alla Scuola Civica di Musica di Oristano;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

ad antipare i fondi necessari a permettere la regolare conclusione dell’attività didattica della Scuola Civica di Musica per il corrente anno scolastico, il tutto per sopperire ai gravi ritardi dell’Amministrazione Provinciale in attesa che la stessa provveda per quanto di sua competenza.

FRANCESCO FEDERICO,  MARIA GRAZIA SCHINTU,  PEPPINO MARRAS, PIETRO ARCA,  MARINO MARCHI,  EFISIO SANNA,  GIANNI SANNA

 

 

 

L’ACI e l’Assessorato alla viabilità del Comune di Oristano hanno elaborato un progetto che prevede modifiche alla viabilità nella via Cagliari.

Il progetto sarà presentato domani mattina ai giornalisti dal Sindaco di Oristano, Angela Nonnis, dall’Assessore al Traffico e viabilità, Ivano Cuccu, dal Direttore regionale dell’ACI, Alessandro Paita, e dal Presidente dell’ACI di Oristano, Mario Maulu.

La conferenza stampa è in programma domani, venerdì 14 Marzo, alle 11, nella Sala Giunta del Comune di Oristano (Palazzo Campus Colonna).

 

 

Il museo del Carmine di Mogoro ospiterà, a partire da venerdì 14 marzo, la mostra dell'artista Mauro Podda. Il pittore, che ultimamente si sta facendo largo tra gli artisti dell'Oristanese, propone una personale, intitolata "Ad occhio nudo". La mostra, che sarà visitabile sino al 2 giugno, come ha spiegato lo stesso artista, vuole essere un viaggio, un itinerario fantastico in un universo mai abbastanza visitato. Un viaggio interiore da intraprendere con un mezzo apparentemente inconsueto: l'occhio. Nei dipinti di Mauro Podda l'occhio diventa, infatti, strumento di ricerca dell'io e delle origini. Ricerca che avviene con vascelli, che attraversano mari di paesaggi reali o fantastici. L'artista, attraverso occhi azzurri e cerei di uomini, ma anche gialli ocra di barbagianni, ricerca appunto l'io attraverso i valori.

L'inaugurazione della mostra è fissata per domani, alle 19. (da “La Nuova Sardegna”)

 

 
Di pig (del 12/03/2008 @ 01:53:04, in politica, linkato 1609 volte)

Ancora una fumata nera. Dal conclave del Palazzo degli Scolopi si è andati a casa, poco prima di mezzanotte, con un nulla di fatto, perché l‘opposizione ha abbandonato l’aula facendo mancare il numero legale. Ma anche se la minoranza fosse rimasta tra i banchi, non sarebbe successo alcunché, perché la maggioranza di centro-destra che guida il comune di Oristano non aveva i numeri per raggiungere l’obiettivo. Obiettivo che non era più l’adesione ad Abbanoa, ma solo il passaggio degli impianti dall’amministrazione comunale al gestore unico del servizio idrico integrato. La proposta originaria prevedeva, infatti, le due cose congiunte, ovvero sia la cessione gratuita degli impianti comunali, che l’adesione ad Abbanoa, tramite la sottoscrizione dell’aumento del capitale sociale. La richiesta che la proposta di deliberazione venisse sdoppiata (chiaramente concordata in precedenza) è stata avanzata da Luca Faedda (Forza Italia), con un emendamento che oltre alla concessione dell’uso gratuito degli impianti ad Abbanoa, prevede, per il gestore unico, l’onere di accollarsi i mutui contratti per la realizzazione delle strutture connesse con il servizio idrico. Per l’aspetto commerciale, potendo Abbanoa emettere le bollette, è prevista una fatturazione con cadenza trimestrale, mentre per il pregresso, in caso  di fatture con consumi  elevati, nella prima fase di recupero dell'arretrato è ammissibile la rateizzazione. Gli investimenti sulla rete, secondo la "nuova" deliberazione, saranno realizzati sulla base del piano operativo triennale dall’autorità d’ambito.  Abbanoa garantirà, inoltre, il pronto intervento, per la riparazione degli eventuali guasti, comprendo il sevizio mattina e sera, e garantendo nelle ore notturne un servizio di pronto intervento con la reperibilità. Il personale del comune, attualmente adibito al servizio idrico, potrà essere trasferito ad Abbanoa, con qualifica e trattamento economico non inferiore a quello corrisposto dal comune. Dal momento dell’adozione della delibera, Abbanoa  si farà carico della gestione del servizio idrico integrato per un periodo transitorio di tre mesi, durante il quale il comune collaborerà con il nuovo gestore per garantire la continuità del servizio. Dopo la presentazione dell’emendamento, in consiglio si è scatenata la bagarre, soprattutto da parte dell’opposizione, che ha sostenuto come fosse impossibile discutere su un argomento totalmente diverso da quello per il quale si era stati convocati. Di parere contrario la maggioranza, che ha poi votato ed approvato l’emendamento. Come gia avvenuto nelle seduta precedente, anche in questa circostanza, con gli opportuni distinguo, cinque consiglieri della coalizione di centro-destra, Lisini, Paratore, Angioi (An), Puddu (Forza Italia), Denti (indipendente), si sono pronunciati contro la cessione degli impianti e il passaggio ad Abbanoa, mentre due rappresentanti della minoranza, Fabio Porcu di Fortza Paris, e Gianni Sanna del Pd (il suo è stato tra i migliori interventi della serata), si sono detti favorevoli all’adesione, anche se hanno evidenziato di non capire molto le motivazioni dello sdoppiamento della delibera. Con tutta probabilità, la divisione in due parti della proposta di deliberazione è stata effettuata, sia perché con la cessione degli impianti e la possibilità di emettere le bollette da parte di Abbanoa, il comune può fare cassa (Nonna Abelarda da questo punto di vista è bramosa) e, soprattutto, lasciare intonso il bilancio corrente (cosa che, in caso contrario, non avverrebbe), e, allo stesso tempo, non essendo più pressato per l’adesione (considerato, peraltro, che ora non avrebbe i numeri per farlo) può attendere con calma che i cittadini si esprimano attraverso il referendum. E proprio i costi che ne deriveranno per i cittadini per il caro-bollette, l’obbligatorietà o meno e l’opportunità dell’adesione, lo slittamento dei tempi in attesa del referendum, sono stati il motivo conduttore di quasi tutti gli interventi (Faedda, Scanu, Efisio Sanna, Marras, Capoccia, Solinas, Uras, Gianni Sanna, Cauli, Federico, Porcu, Atzori, Lisini, Denti, Sulis, Arca, Puddu, Giuseppe Sanna, Serusi), sindaco compreso. “Nonna Abelarda Nonnis”, probabilmente perché gasata dalla presenza delle telecamere e dal folto pubblico presente, si è lasciata andare, in apertura del suo discorso fortemente populista, a una dichiarazione d’amore nei confronti dei cittadini (asserzione scontata, perchè vorrei vedere chi è il consigliere che dice di odiare i suoi concittadini), ed ha poi spiegato (dopo forti insistenze dell’opposizione) perché si è ritenuto opportuno dividere in due la deliberazione. Secondo il sindaco, in sintesi, mentre la legge impone la cessione gratuita degli impianti, perché i comuni non hanno più competenza ad agire sulle reti idriche, gli enti non sarebbero, invece, obbligati ad aderire come soci ad Abbanoa. “Se per esempio succede – ha detto il sindaco - che una rete necessita di interventi per cui bisogna spendere delle risorse, visto che non ho più la competenza per utilizzare queste risorse, perché la legge me lo vieta, lo faccio utilizzando le risorse del bilancio corrente. In questo caso la Corte dei Conti, se dovessi utilizzare le risorse per mettere mano ad un intervento che riguarda un bene primario come l'acqua, potrebbe chiedermi i danni.

Proprio stamattina - ha proseguito il sindaco - ho saputo che la Corte dei Conti ha attivato il monitoraggio dei comuni che attualmente stanno spendendo le risorse senza averne le competenze, e noi lo abbiamo fatto. Sto ammettendo, praticamente, di aver fatto un'illegittimità. E’ vero, abbiamo probabilmente, speso dei soldi che non avremmo dovuto spendere, ma non ho intenzione di continuare a fare questo; non sarò mai d'accordo a contravvenire alle norme. Allora cosa significa affidare la gestione ad Abbanoa? Significa che se passa questa delibera, la competenza passa subito ad Abbanoa, che ha le risorse, che gli provengono dalla Regione, mentre al comune non  danno più una lira, e quindi Abbanoa avendo  le risorse può intervenire, può operare immediatamente. E’ dal mese di luglio che non abbiamo fatto altro che studiare il problema. Abbiamo chiesto ad Abbanoa di venire incontro ai cittadini, in modo che possano avere un servizio di qualità, addirittura  superiore alle nostre attuali capacità di gestione. Quindi non stiamo entrando in Abbanoa perché vogliamo fare del male ai cittadini di Oristano, ma per rispondere a delle norme di legge. Da qui, la necessità di separare le due delibere, perché mentre da un lato la cessione delle reti è obbligatoria, l'essere in società con Abbanoa non è invece obbligatorio. Però è anche vero che entrare in società significa acquisire 1.200.000 euro di risorse in più, e quindi chiedo ai cittadini se si può rinunciare a una risorsa così consistente. Per il momento rispettiamo le norme, poi si vedrà”. Questo, un estratto delle risposte, a chiarimenti, di “Nonna Abelarda Nonnis” alla minoranza, su un argomento di indubbia importanza per il consiglio e, soprattutto, per i cittadini che, come si dice in questi casi, in maniera un pò macabra, ancora non conoscono di che morte debbono morire. Se ne saprà di più, probabilmente, nella prossima seduta, che dovrebbe tenersi venerdì prossimo, così come ha preannunciato il presidente del consiglio, Mario Musinu, in seconda convocazione. In quell’occasione, perchè la proposta venga approvata, basteranno quattordici voti favorevoli. Per il momento resta assodato che l'attuale esecutivo non ha una maggioranza, e che, nonostante le conferme dei dissidenti di fedeltà a "Nonna Abelarda Nonnis", i mal di pancia nella coalizione persistono. Non è, quindi, difficile ipotizzare per la coalizione di centro-destra un futuro irto di insidie. Il Puc, da questo punto di vista, sarà l'ennesimo banco di prova. La mina vagante che potrebbe far saltare la poltrona di "Nonna Abelarda".

 

 
Di pig (del 11/03/2008 @ 00:15:22, in politica, linkato 478 volte)

"Credo sia fondamentale sottolineare i grandi risultati che in questi venti mesi la Regione Sardegna e il governo di centrosinistra hanno ottenuto lavorando insieme". Così Enrico Letta ha cominciato l’incontro con la stampa, a Cagliari, nella sede del Partito Democratico, insieme al Presidente della Regione, Renato Soru, e al segretario regionale, Antonello Cabras. Alla conferenza stampa erano presenti alcuni candidati delle liste sarde per Camera e Senato. Antonello Cabras ha introdotto l’incontro, sottolineando lo sviluppo raggiunto dalla Sardegna in questi ultimi due anni. "I risultati che abbiamo conseguito nel rapporto con lo Stato, quindi con il Presidente della Regione, Renato Soru, e il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, sono senza precedenti nella nostra storia - ha detto Antonello Cabras - Dobbiamo tornare indietro ai tempi dei primi piani di rinascita. La Sardegna prima di allora era caratterizzata da un’economia agricola e neppure sviluppata; cambiò molto e conobbe quasi la piena occupazione. Fatte le dovute differenze con il passato, teniamo presente che i risultati appena ottenuti entreranno a regime tra due anni. Si tratta di realizzarli, e ci sono tutte le premesse. Ci presentiamo all’appuntamento con gli elettori sardi con le carte ben in regola, perché ciò che abbiamo fatto finora non solo possa essere difeso, ma utilizzato per la vittoria alle elezioni politiche". Enrico Letta ha proseguito spiegando che, in questa importante occasione, ha voluto fare il punto con il Presidente Soru sui grandi risultati ottenuti dal governo di centrosinistra nell’isola. "L’elenco degli obiettivi raggiunti è lungo – ha spiegato il Sottosegretario della Presidenza del Consiglio -, ma con la vittoria del Pd alle prossime politiche potremo fare ancora molto. Tra le cose realizzate, è importantissima la risoluzione della vertenza sulle entrate: è un accordo storico per la Sardegna, ed è merito del Presidente Soru. L’intesa sulle entrate riequilibra un torto, porterà alla regione una gran quantità di risorse e per questo necessita di continuità da parte dei prossimi governi. Definirei, poi, impressionanti, i risultati ottenuti sul fronte della restituzione dei beni demaniali, ottenuta proprio in questi giorni. Lo stesso vale per le servitù militari, anche se la fine della legislatura non ci ha permesso di risolvere il nodo completamente, così come era previsto, e sarà, quindi, la prossima legislatura a concludere il discorso. Profondamente legata a questi temi è la scelta della Maddalena per il prossimo G8: la realizzazione di questo risultato offre alla Sardegna l’opportunità di una vetrina planetaria, un’occasione unica di rilancio e di sviluppo, e se siamo riusciti a concludere così bene e così in fretta anche la questione dell’accordo demaniale è stato anche perché la Sardegna sarà la sede del G8. Senza il vertice sarebbe stato ben più complicato gestire lo smantellamento della base americana. Altri campi in cui si sono ottenuti risultati concreti sono i beni culturali, l’energia, i trasporti. Penso, per esempio, al trasporto merci, e all’impegno anche attuale del governo per ottenere miglioramenti ed evitare qualunque interruzione dei servizi". A proposito della campagna elettorale in Sardegna Enrico Letta ha illustrato l’importanza del voto nell’isola. "Il Pd oggi affronta la sua prima prova elettorale, e credo che si presenti in unità d’intenti, con liste formate da persone che rappresentano esperienza e rinnovamento. In Sardegna il Pd ha l’obiettivo di essere il primo partito, dando un contributo fondamentale alla partita nazionale, che sappiamo bene che si gioca in Sardegna, in Liguria e nelle Marche, e questo vale soprattutto per il Senato. Quindi qui lo sforzo è doppio, sia per le politiche di aprile e  per confermare il governo regionale alle elezioni del prossimo anno". Letta ha poi sottolineato la responsabilità del centrodestra nell’aver rifiutato l’intesa per una nuova legge elettorale prima di andare al voto, costringendo gli italiani ad accettare l’attuale sistema, che ha definito "uno scempio".
Sulla situazione nazionale Letta ha ipotizzato una possibile apertura del Pd verso il Centro, definendo la scelta autonoma fatta da Udc e Rosa Bianca la vera novità, insieme al Partito Democratico, e auspicando l'apertura di un dialogo-confronto dopo il voto. "Credo che questo sarebbe utile per tutti". Alla richiesta di un commento su Romano Prodi e la sua volontà di abbandonare la politica, Enrico Letta ha detto: "Penso che le parole di Prodi diano un’idea alta della politica come missione e costituiscano un grande contributo al Pd a livello europeo. Penso rappresenti l’Italia più internazionale, e sarebbe fondamentale che questa caratteristica venga spesa bene per l’Italia, soprattutto oggi, all’epoca della globalizzazione".
A seguire, l’intervento del Presidente della Regione, Renato Soru, che ha ripreso i temi toccati dal Sottosegretario Letta, cominciando dall’importanza dell’isola nella sfida del voto. "E’ la campagna elettorale che il Partito Democratico in Sardegna vuol vincere - ha detto Soru - e con convinzione, per supportare la vittoria nazionale del partito. Io credo che l’Italia possa dare un buon giudizio sul governo Prodi, su ciò che ha fatto in questi due anni in tema di risanamento finanziario, di modernizzazione, di conquista e credibilità di ruolo a livello internazionale. Con la Sardegna il governo Prodi si è comportato in maniera seria, leale, attenta e pienamente istituzionale". "Già dopo pochi mesi – ha proseguito Renato Soru – il governo insieme alla Regione sarda ha modificato il nostro statuto all’articolo 8, che rappresenta il cuore dell’autonomia, stabilendo la possibilità di reggersi finanziariamente e politicamente, e ciò è avvenuto grazie soprattutto all’impegno di Enrico Letta. Nel corso dei due anni, poi, con il governo abbiamo segnato un’altra conquista, dando piena attuazione all’articolo 14, a proposito dei beni demaniali, per cui ogni bene che non è più utilizzato deve essere restituito alla Regione. Con la modifica alla norma di attuazione, il diritto vale non solo per i beni dimenticati nei libri del demanio che appartenevamo allo Stato fino al ’48, ma anche per i beni dei periodi successivi". Importante, nelle parole di Soru, anche l’approvazione della nuova norma di attuazione sul trasporto pubblico locale. "La Regione – ha spiegato il Presidente - aveva competenze in materia di trasporti, con gestioni in concessione, e il governo Prodi ha risolto il problema già con la prima Legge finanziaria. E lo dobbiamo a questo intervento se oggi possiamo parlare di metropolitana leggera per Cagliari, di mobilità interna nell’isola in centri come Sorso, Alghero, Sassari, Macomer e molti altri".
Renato Soru ha fatto riferimento anche al prossimo G8: "In passato c’è stato un governo che cercava di privatizzare l’arsenale militare della Maddalena, di metterlo all’asta, di venderlo ai francesi, con un processo che vedeva completamente esclusa la nostra regione. E poi c’è stato un governo che ha applicato il principio statutario e lo ha restituito alla Regione, per far sì che il suo utilizzo avvenisse nel più breve tempo possibile, e ha scelto di fare, sempre alla Maddalena il prossimo G8". "Alla luce di risultati come questi - ha concluso Soru - se in Sardegna il voto deve essere dato a Veltroni e al partito in virtù di quello che ha realizzato il governo Prodi, allora il voto dei sardi può essere dato con convinzione e in piena gratitudine. E non ho nessun dubbio su quello che accadrà il prossimo 13 aprile". (dal sito: www.pdsardo.it)

 
Di pig (del 10/03/2008 @ 00:06:17, in politica, linkato 800 volte)

Chi pensava che le liste del Popolo delle Libertà, al contrario di quelle del Partito Democratico, in Sardegna, sarebbero state almeno parzialmente all’insegna della novità e del rinnovamento, è rimasto fortemente deluso. I rimescolamenti a livello nazionale hanno lasciato al palo nelle posizioni che contano, per quanto riguarda la Camera, sia Fortza Paris che Riformatori, che, a questo punto, si stanno chiedendo che glielo ha fatto fare ad entrare nel Pdl. Silvestro Ladu è stato infatti inserito al sesto posto al Senato, in una posizione a forte rischio esclusione. E le diecimila firme raccolte dai giovani di Forza Italia per l’elezione di almeno un nome nuovo? Niente da fare. La sommossa giovanile resterà inascoltata. Il Belusca ha deciso che alla Camera per le posizioni utili, dietro lui e Fini, i candidati nell’isola saranno: Mauro Pili, Bruno Murgia, Salvatore Cicu, Giuseppe Cossiga, Carmelo Porcu, Piero Testoni, Settimo Nizzi, Luca Barbareschi, Paolo Vella, Giovanni Marras, Ada Lai, Antonella Zedda, Luisella Sarritzu, Sisinnio Piras, Davide Pillai. Al Senato, capolista il giovane virgulto Beppe Pisanu, seguito da Mariano Delogu, Piergiorgio Massida, Filippo Saltamartini, Fedele Sanciu, Silvestro Ladu, Battista Corda, Ada Granata, Anna Casula. Conferma, quindi, per tutti gli uscenti, anche se alcuni sono scivolati nel limbo, e poi le solite imposizioni romane, come nel caso dell’attore Luca Barbareschi, imposto dai vertici di An, e il segretario nazionale del Sap, il Sindacato di Polizia, Filippo Saltamartini, per precedere il quale Massidda ha dovuto fare la voce grossa. Nell’isola non è, infatti, certo il premio di maggioranza, e, in questo caso, gli eletti al Senato sarebbero tre e non cinque, come invece il Pdl prevede. Alla Camera, dove il Popolo delle Libertà ritiene di conquistare dagli otto ai dieci seggi, il binomio Berlusconi-Fini, una volta eletto, dovrebbe optare per un altro collegio e lasciare così due posti liberi. In questo modo, quantomeno i primi otto nomi dei candidati cha abbiamo citato per la Camera verrebbero eletti. Ci sarà invece da sudare per Barbareschi, mentre per l'ingresso di Marras ci vorrebbe un exploit. Come già era accaduto per il Partito Democratico, anche le liste del Popolo delle Libertà hanno creato tensioni in tutta l’isola, dove gli scontenti hanno fatto sentire la loro voce. Lamentele che risulteranno parole al vento, anche perchè i vertici nazionali, già da tempo, avevano annunciato che, prima di tutto, sarebbero stati riconfermati gli uscenti. Poi, se era il caso, spazio ai giovani e alle altre new entry. In Sardegna, evidentemente, non è stato il caso, anche perché le esigenze di An di piazzare nell’isola Barbareschi e Saltamartini hanno prevalso sulle pressioni dei vari territori sardi per avere un loro rappresentante. Insomma, le “porcate” imposte dal Porcellum (senza offesa per i suini), secondo cui vale la pena sgomitare soltanto per la “top ten” alla Camera e per il podio al Senato, ha lasciato col naso per aria molti pretendenti sardi, visto che per le poltroncine delle prime file il diritto di scelta spettava a chi già possedeva l’abbonamento dall’anno precedente. Per gli altri, una lunga lista d’attesa, nella speranza di trovare all’ultimo momento un volo per Roma. A questo punto, con due liste pessime su entrambi i fronti, varate all’insegna del “deja vu”, del più squallido vecchiume, della totale mancanza di rinnovamento, e, per quanto riguarda il Pdl, senza alcuna considerazione per le donne, al cittadino non rimane altro da fare che informarsi bene sul programma, turarsi il naso, e non solo, e, se ne ha voglia, andare a votare. Auguri.

 
Di pig (del 08/03/2008 @ 18:00:37, in politica, linkato 1032 volte)

“L’assessore regionale all’Urbanistica, mi ha convinto. Sono d’accordo con Gian Valerio Sanna, e sono quindi favorevole alla revoca del Puc”. Questo, in soldoni, il succo delle affermazioni del sindaco di Oristano, “Nonna Abelarda Nonnis”, che, in un silenzio tombale, ha fatto scender il gelo tra gli annichiliti rappresentanti della maggioranza e lo stupore della minoranza, durante la riunione della commissione urbanistica, tenutasi per l’occasione nella sala giunta del palazzo Campus-Colonna. La cosa, personalmente, non ci ha per niente sorpreso, abituati come siamo ai mutamenti d’opinione (anche repentini) di “Nonna Abelarda”, anche se va detto, ad onor del vero, che solo gli imbecilli non cambiano mai parere, soprattutto quando ci si rende conto di aver sbagliato. All’incontro, al quale hanno presenziato alcuni sponenti degli ordini professionali, era stato invitato anche l’assessore regionale Gian Valerio Sanna, che sul Puc non ha fatto che ribadire quanto detto ai presenti in tanti altri incontri precedenti, sia pubblici che privati. E, cioè, in sintesi, che la revoca dell’ibrido Puc attuale sbloccherebbe di fatto la città. Dopo la premessa di Ernesto Pia (presidente della commissione consiliare urbanistica), e gli interventi di Piero Franceschi (assessore comunale all’Urbanistica), di Pietro Arca (Pd) e del sindaco, ha preso la parola Gian Valerio Sanna, che ha detto di aver aderito all’invito, spogliandosi prima di tutto della sua appartenenza politica, in quanto né lui, né la Regione possono sostituirsi al comune di Oristano nelle scelte che gli competono. “Quello che dirò sul Puc – ha esordito l’assessore Sanna – sarà, quindi, privo di qualsiasi giudizio di valore, trattandosi esclusivamente di un fatto tecnico. Sul Puc si è perso, fino ad ora, molto tempo, ma se si vuole, se c’è la volontà politica, il tempo perso si può recuperare. Ci sono, infatti, dei processi possibili ed altri impercorribili. Ho sentito parlare di Ufficio del Piano – ha proseguito l’assessore regionale – ma, a mio giudizio, non serve alcun Ufficio del Piano, ma un Ufficio tecnico che funzioni, perché l’ufficio del Piano non è altro che il nuovo nome dell’Ufficio tecnico. Avete poi parlato di varianti, che certamente sono possibili; ma varianti di che cosa? Cosa bisogna variare? Non bisogna partire da qualcosa che non esiste, ma identificare lo strumento di partenza, dando certezza di diritto allo strumento che oggi per la Regione è vigente, secondo la Legge regionale n.8 del 2004 (la cosiddetta Legge Salvacoste)”. Gian Valerio Sanna ha, quindi, dato lettura del comma 2 dell’articolo 8 della legge citata, relativo alle norme transitorie:  I comuni che, alla data di pubblicazione della deliberazione della giunta regionale n.33/1 del 10 agosto 2004, hanno adottato il Piano urbanistico comunale…possono, entro sei mesi dalla data in vigore della presente legge, procedere alla sua definitiva approvazione, purchè venga corredato dallo studio di compatibilità paesistico ambientale, di cui all’articolo 5”.  Se manca lo studio di compatibilità, il Piano è ovviamente non adeguato e, quindi, non ricevibile. Solo riferendosi al Piano Regolatore Generale, secondo l'assessore Sanna, sono possibili le varianti, che potrebbero riguardare, solo per fare un esempio, le zone C contigue a quelle già costruite con possibilità di edificare, i piani di edilizia economica popolare e gli insediamenti turistici. Gian Valerio Sanna si è detto disponibile, a nome della Regione, ad assicurare al comune di Oristano una corsia preferenziale, a mettere a disposizione un dirigente dell’assessorato per ogni chiarimento, e a definire, in una sede mista tecnico-politica, un comitato di indirizzo per accompagnare la procedura. Queste sono solo alcune delle cose più importanti esposte dall'assessore Sanna davanti alla commissione comunale Urbanistica. Affermazioni che, come detto, devono aver ulteriormente convinto il sindaco, “Nonna Abelarda Nonnis”, a cambiare opinione e ad intravedere la possibilità di revocare il Puc nel più breve tempo possibile. Resosi conto che il discorso dell’assessore regionale aveva fatto presa sul sindaco (e non solo, visto che parti sempre più consistenti della maggioranza si stanno convincendo della necessità della revoca. Ndr), Piero Francheschi, assessore comunale all’Urbanistica, è immediatamente intervenuto, per ribadire che, nonostante il Puc attuale non lo soddisfi, ha accettato l’incarico per portare avanti ciò che giunta e consiglio avevano deciso a suo tempo, e, cioè, l’adeguamento e non la revoca del Puc, e in questa direzione sta procedendo. “La fretta - ha detto Franceschi – è sempre stata una cattiva consigliera. Ringraziamo l’assessore regionale per la collaborazione, e, alla luce di questo, incontriamoci, ragioniamo tutti assieme, apportiamo se necessario le correzioni del caso, ma andiamo avanti sulla strada intrapresa”. Franceschi ha svolto bene il suo ruolo di “difensore” di questo squinternato Puc. Da tempo, l’assessore comunale all’Urbanistica sta cercando di arrampicarsi sugli specchi, anche perché, da persona intelligente qual è, ha capito perfettamente come la revoca sia l’unica strada percorribile per ridare fiato all’edilizia e non vessare ulteriormente i cittadini. Ma il mandato affidatogli, ricevuto su indicazione della casa madre, Forza Italia (il partito di maggior opposizione al Piano paesaggistico regionale), gli ha legato le mani e non gli permette eccessiva libertà d’azione. Per questo motivo, se il sindaco dovesse rivedere le sue decisioni e optare per la revoca, a Franceschi  non rimarrebbe altro da fare che rassegnare le dimissioni, aprendo una crisi di non facile soluzione. E, con i tempi che corrono, con la maggioranza già claudicante, che ha rischiato la crisi non soltanto sulla questione Abbanoa, è l’ultima cosa che “Nonna Abelarda Nonnis” vorrebbe. Ma perché ci si ostina così tanto a non voler revocare il Puc, contro il parere dei più, e in particolare degli ordini professionali, che non riteniamo siano composti da una marea di dementi, amanti dell’autolesionismo? Il motivo (e non bisogna certo essere dei luminari per capirlo) riteniamo sia uno solo: i forti interessi dei palazzinari nostrani vicini al centro-destra, che possedendo delle aree a macchia di leopardo nel territorio, hanno tutto l’interesse ad indirizzare l’espansione edificatoria verso una direzione ben determinata, anziché un’altra. Si tratta solo ed esclusivamente di business, di speculazione, e nient’altro. Questa è la nostra opinabile ipotesi. La giustificazione politica ci sembra, infatti, troppo debole, troppo peregrina, e partorita da persone irresponsabilmente ottuse, per essere vera: “Ormai abbiamo deciso per l’adeguamento, e, per quanto sbagliato possa essere, continuiamo ad andare avanti, altrimenti perdiamo la faccia”. Un’autentica balordaggine politica, frutto di una visione ristretta e di nessuna lungimiranza. Ha detto bene il vice presidente del consiglio, Umberto Capoccia, riferendosi all’attuale situazione del Puc: “Abbiamo un asino, abbiamo un pessimo fantino, e con questi pretendiamo di vincere il Gran Premio…”. Una fotografia perfetta. 

Ma per uscire dalla paralisi una via ci sarebbe: affidare ai cittadini la decisione, chiedendo loro di esprimersi sul Puc tramite referendum. Visto che ci si riempie tanto la bocca con affermazioni del tipo ”… lo facciamo per il bene della gente, per l’interesse della comunità”, lasciamo che, per una volta, siano i cittadini a decidere il futuro della loro città.

 
Di greg (del 07/03/2008 @ 10:00:00, in politica, linkato 713 volte)

La rima fotografa, in sintesi, l’esatta situazione: in comune la giunta Nonnis non ha più la maggioranza. Questo, al di la della apparenze e dei sorrisi di facciata, è la dura reltà. La dimostrazione lampante la si è avuta nella burrascosa seduta del consiglio comunale di ieri, sulla discussione su Abbanoa. Un argomento importante, ritenuto dal sindaco Nonnis addirittura prioritario, e sul quale aveva chiesto alla maggioranza un voto di fiducia. Angela Nonnis in questo era stata coadiuvata anche da alcuni esponenti dei partiti di centro destra (alla seduta erano presenti i consiglieri comunali Diana di An  e Licandro di Forza Italia), che avevano affermato che in caso di non votazione positiva per l’adesione ad Abbanoa, il sindaco si sarebbe dimesso mandando tutti a casa. La “minaccia” di Diana, a dimostrazione di quanto sia ascoltato nel suo partito, non ha sortito alcun effetto, considerato che proprio tre consiglieri di An (Lisini, Angioi e Paratore) hanno abbandonato l’aula, mentre il giovane Cauli è rimasto tra i banchi. Alla votazione non hanno partecipato neppure l’indipendente Denti e l’azzurro Puddu, oltre chiaramente alla minoranza. Resasi conto che non aveva i numeri per far passare la proposta di adesione ad Abbanoa (vista la particolarità  dell’atto, occorrevano 21 voti, la maggioranza del consiglio e non dei presenti, per l’approvazione), al sindaco non è rimasto altro da fare che ingoiare chili di bile e rinviare la seduta a martedì. Certo se fosse conseguente, Angela Nonnis, dovrebbe, come minacciato più volte, rassegnare le dimissioni, ma siamo certi  che questo non avverrà, primo perché “can che abbaia non morde”, e secondo perché con le elezioni politiche alle porte sarebbe una stupidaggine enorme, un autentico suicidio, che solo elementi di bassissimo spessore politico (che sanno solo dare fiato alla bocca) potrebbero attuare. Come più volte abbiamo sostenuto su questo blog, questa maggioranza non solo non è coesa ma fa acqua da tutte le parti, ed anche in questa circostanza  lo ha confermato. Ogniqualvolta si discute su argomenti di una certa rilevanza, il centro destra sbanda paurosamente e, nonostante tantissime riunioni preparatorie di intergruppo, che evidentemente non servono a niente, ognuno in aula agisce di testa propria. Certo, pensare con la propria  testa, senza portare il cervello all’ammasso, non è male, ma a che servono gli incontri prima di affrontare l’argomento in consiglio, se non a trovare una sintesi? Angela Nonnis ha spiegato, sinteticamente, l’improvvisa accelerazione per l’adesione ad Abbanoa con le difficoltà di bilancio, che sta mettendo alle corde il comune, che da questo punto di vista sta attraversando una crisi senza precedenti. L’amministrazione comunale non ha, infatti, più le competenze, per emettere le bollette e riscuotere dai cittadini quanto dovuto per l’acqua, ma se, come spesso capita, vi sono delle riparazioni da fare e da sostituire dei pezzi, il comune deve fare ricorso  per acquistare ciò che occorre al bilancio corrente, con tutte le conseguenze che ne derivano. Aderendo ad Abbanoa si riuscirebbe, invece, secondo mil sindaco, a recuperare i circa tre milioni di euro mai entrati nelle casse comunali. Le motivazioni della Nonnis non hanno per nulla convinto la trasversalità di chi è  contrario all’adesione, tant’è che Giuliano Uras dell’Udc ha ribadito in aula quanto detto durante una precedente conferenza stampa (vedi articolo del 6 marzo sul blog), ritenendo sospettosa e inspiegabile questa improvvisa svolta pro-adesione ad Abbanoa del sindaco, in particolare  se si pensa che a giugno si terrà il referendum che chiederà ai cittadini che cosa ne pensino su questa delicata questione. Sulla stessa lunghezza d’onda sono stati anche gli altri interventi dell’opposizione (Scanu e Solinas), in particolare, dopo che la maggioranza aveva respinto una richiesta del capogruppo del Pd, Peppino Marras, che chiedeva un rinvio della seduta a martedì prossimo, per avere l’opportunità di sentire i tecnici di Abbanoa (già ascoltati dalla maggioranza in una riunione di intergruppo), a chiarimenti. Il diniego del rinvio è stato un atto politico grave, e stupido, che si è rivelato poi un boomerang,  in particolare alla luce di quanto accaduto al termine della seduta, quando a chiedere il rinvio è stata proprio la maggioranza, una volta constatato che non aveva i numeri per far passare la proposta. Insomma, la spaccatura nel centro destra al comune di Oristano è reale, e a nulla sono serviti gli interventi dei vari Deiana, Atzori, Cauli, Mattu, Pia, Sanna, Capoccia, Faedda, e della stessa Nonnis, per convincere i dissidenti della propria coalizione (e più di un rappresentante della minoranza, con cui sono stati tentati degli approcci) dei benefici che l’ingresso in Abbanoa potrebbe comportare. Intanto, in tutto questo caos, i cittadini attendo di conoscere quale sarà la loro sorte, anche se hanno già intuito che, comunque vada a finire, qualcuno le mani nelle loro tasche le metterà ugualmente. Sarebbe, però, interessante sapere per quanto tempo dovranno ancora sopportare di pagare salato per la politica scriteriata di questa vacillante maggioranza. Maggioranza sempre più in crisi, dopo che i tre consiglieri di An hanno confermato che voteranno contro l'adesione di Abbanoa.

 
Di pig (del 06/03/2008 @ 00:00:32, in politica, linkato 601 volte)

"Il consiglio comunale di Oristano sarà chiamato, nella seduta di stasera, a decidere sull’ingesso in meno in Abbanoa. O meglio all’atto propedeutico all’ingresso. Considerato che sull’ingresso in Abbanoa il sindaco, “Nonna Abelarda Nonnis”, pare abbia chiesto una sorta di voto di fiducia, la cosa ci preoccupa non poco". Questo, quanto affermato, in mattinata, durante una conferenza stampa, dal consigliere comunale Giuliano Uras, a nome di tutto l’Udc, alla presenza del segretario cittadino, Carlo Mandas, e del consigliere provinciale, Lello Sanna. Per quale motivo, dopo essersi detto sempre contrario, si chiede Uras, il sindaco vuole aderire oggi? Perché vuole svendere un grande patrimonio fatto di fonti, impianti e professionalità? Perché vuole esporre i cittadini a inutili e nuovi sacrifici economici in un momento così difficile? Perché il sindaco non considera i differenti costi sociali a carico dei diversi territori. Questi gli interrogativi posti da Giuliano Uras, a cui non è, però, riuscito a dare una risposta, anche se giudica l’improvvisa volontà di adesione di "Nonna Abelarda Nonnis" ad Abbanoa “…sospetta e suicida”. “L’accelerazione che la giunta Nonnis – ha detto Uras – sta imprimendo all’adesione ad Abbanoa  sembra intempestiva e inopportuna (e come noi la pensa gran parte della minoranza e della stessa maggioranza). Intempestiva, perchè è prossima la consultazione referendaria, in occasione della quale i sardi saranno chiamati a pronunciarsi sul futuro della gestione del sistema idrico. Inopportuna, perché fino ad oggi il comune ha resistito alle pressioni dell’autorità d’ambito, sulla base di considerazioni e valutazioni ben ponderate. E, cioè, un sistema delle tariffe che penalizza i cittadini; l’individuazione di un ambito unico regionale, al posto di quattro sub-ambiti provinciali, che non tiene conto della specificità dei singoli territori; il costo sociale dell’acqua, una gestione più onerosa degli impianti. Oristano, peraltro – ha proseguito Uras -, è la città sarda che più di tutte, in tanti decenni, è riuscita ad assicurare un gestione virtuosa del bene acqua, e questa è una condizione che non è stata considerata in alcun modo”.  Nel corso della conferenza stampa, il rappresentante dell’Udc ha poi ricordato come la legge regionale, che ha istituito l’autorità d’ambito, non preveda l’obbligo di adesione. Altrimenti non si spiegherebbe come mai Abbanoa stia offrendo degli incentivi ai comuni che non hanno ancora aderito. La legge, inoltre, parla di collaborazione tra comuni e Regione e non della subalternità di un soggetto rispetto ad un altro. La stessa legge  stabiliva l’obbligo per la Regione di predisporre, entro il 12 dicembre del 2007, una relazione dell’ stato d’attuazione della normativa sull’acqua “proponendo eventuali integrazioni e modifiche alla legislazione vigente”. E stata quindi, secondo l’Udc, la regione, non rispettando questa scadenza, a violare la legge. “Dalle regione – ha sostenuto Uras- ci aspettiamo, ora, una valutazione adeguata sulle motivazione che hanno portato 25 comuni a non aderire, e sulle contestazioni di quelli che vi hanno aderito. Il nodo è quello dello spropositato aumento delle tariffe (che dovrebbero essere differenziate), incomprensibile rispetto a un servizio che non solo non è migliorato, ma che, in alcune realtà, è addirittura peggiorato. Il referendum dovrebbe suggerire maggior prudenza alla giunta Nonnis, e che, invece, sembra ignorare l’interesse dei cittadini, che, molto presto, potrebbero dover fare i conti con bollette quintuplicate”. Le ripercussioni negative del passaggio al gestore unico , denominato Enas, si sentiranno anche nel settore agricolo, dove i costi saranno esosi. All'Enas sono state trasferite dalla regione tutte le concessioni di acqua pubblica e tutte le opere appartenenti al sistema unico idrico multisettoriale di competenza della Regione.  "Attualmente il Consorzio di Bonifica di Oristano - ha sostenuto Lello Sanna - è titolare di concessioni ad uso irriguo per 443 milioni di metri cubi, sufficienti a irrigare 44000 ha, ma a causa delle limitazioni imposte dalla crisi dell'agricoltura, vengono irrigati in provincia circa 16000 ha, con l'utuilizzo di 130 milioni di metri cubi d'acqua. Ora l'Enas sta, di fatto, vincolando la quantita d'acqua da distribuire, ed  è chiaro che in questo modo, a causa della scarsa quantità d'acqua utilizzabile, si pregiudica una crescita dello sviluppo agricolo".

 

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Al fine di garantire l'immediato rilascio delle certificazioni necessarie alla presentazione delle liste per le prossime elezioni politiche, l'Ufficio elettorale del Comune di Oristano giovedì 6, venerdì 7 e sabato 8 Marzo aprirà anche di pomeriggio. Domenica 9 e lunedì 10 Marzo l'ufficio rimarrà aperto ininterrottamente dalle 8 alle 20.

 

Una mozione urgente, per i finanziamenti per le scuole civiche di musica, è stata presentata all'assesore alla Cultura della provincia di Oristano, Cristiano Carrus, dal consigliere Peppino Marras. Ecco il testo integrale:
Il sottoscritto, Marras Giuseppe, considerato che il Consiglio Regionale ha approvato un emendamento riguardante la creazione, all'interno del fondo unico, di un capitolo vincolato di spesa, pari alla somma di euro 1.500.000 per le scuole civiche di musica che sono in funzione da almeno 3 anni, chiede se sia possibile attivare una forma di anticipazione sui suddetti fondi, in maniera tale da garantire alle scuole civiche che ne abbiano titolo la continuità didattica. A tal proposito, il sottoscritto fa presente la situazione della Scuola Civica di Musica di Oristano, che è stata autorizzata dall'amministrazione comunale a svolgere l'attività dal 12.12.07 al 12.03.08, salvo proroga.Tale proroga è legata allo stanziamento di fondi dell'Amministrazione Provinciale, così come prevede la legge regionale che ha attribuito alle province le competenze in materia. Al fine di evitare la dispersione del patrimonio culturale creato in questi anni dalle scuole civiche di musica, il sottoscritto rinnova la richiesta di un intervento di urgenza, da parte di questa Amministrazione, anticipando con fondi propri parte delle somme stanziate dalla legge finanziaria 2008.
Considerando l'urgenza, data soprattutto dalla situazione della Scuola Civica di Oristano, il sottoscritto chiede che l'argomento venga posto all'attenzione del Consiglio Provinciale alla prima data utile.

 

Entro il mese di Marzo dovranno essere costituiti i tavoli di concertazione e co-progettazione partecipata del PLUS del Distretto di Oristano.Le Associazioni di volontariato ed altri Organismi che intervengono nell'ambito dei servizi alla persona, iscritte e non iscritte agli Albi e Registri Regionali, le Cooperative Sociali e i loro Consorzi che e intendono prendere parte alle attività dei tavoli tematici Permanenti sono invitati a dare la loro adesione entro il 20/03/2008.L'iscrizione sarà anche finalizzata alla costituzione della Consulta del Volontariato e alla Consulta del Terzo Settore in ambito del Distretto di Oristano. Le iscrizioni, da presentarsi su apposito modulo disponibile presso tutti i Comuni dell'Ambito Distrettuale, nonché sul sito www.comune.oristano.it del Comune di Oristano, dovranno pervenire all'ufficio di Piano (anche a mezzo fax), c/o Comune di Oristano Piazza Eleonora, con specificazione dell'area di intervento nella quale operano, in modo tale da poter individuare i referenti delle associazioni che parteciperanno ai tavoli di co-progettazione. Per eventuali informazioni ci si può rivolgere all'assistente sociale del Comune di Oristano Giannina Busia (Tel. 0783/791288 fax 0783/300099).

 

Una vetrina d'eccezione per assicurare alla ceramica tradizionale oristanese il giusto risalto.
Con questo spirito l'assessorato alla Cultura del comune di Oristano ha varato il progetto "Azulejos de la Ciudad de Oristan - Ceramiche della città di Oristano", che consentirà di valorizzare la storia e la cultura della città attraverso pannelli in ceramica che renderanno più accogliente la piazza Eleonora d'Arborea.
"L'iniziativa prevede la realizzazione di quattro pannelli in ceramica da sistemare su una delle pareti che delimitano il salotto buono della città, piazza Eleonora d'Arborea - spiega l'assessore alla Cultura, Tonino Falconi -. La finalità del progetto è quella di disporre di uno spazio espositivo pubblico, che consenta di rendere visibile ai cittadini e ai turisti le produzioni artistiche di pregio della città, collegandole ad una più ampia iniziativa di valorizzazione storico, culturale e turistica. Il comune di Oristano da anni è impegnato in una politica di valorizzazione del centro storico - prosegue l'assessore Falconi -. Con questo progetto confermiamo questo impegno e, allo stesso tempo, lavoriamo per promuovere gli elementi tipici della nostra cultura e per valorizzare la nostra attività ceramica che da qualche anno ci ha consentito di far parte del circuito delle Città ad antica tradizione ceramica". Per la realizzazione dei pannelli in ceramica il comune intende bandire un concorso di idee aperto agli studenti dell'Istituto d'arte, ma anche a tutti gli artisti che vorranno cimentarsi in questa iniziativa. Le scene da rappresentare dovranno essere ispirate alla storia giudicale e alla Sartiglia: Oristano capitale giudicale, veduta della città murata; Eleonora d'Arborea guerriera; Eleonora d'Arborea legislatrice; la Sartiglia. I pannelli saranno sistemati su uno dei muri di cinta delle case che si affacciano sulla piazza e, per preservarlo dall'attacco dei vandali, il Comune pensa di realizzare un idoneo impianto di illuminazione e un sistema di videosorveglianza. "Il costo del progetto è di 70 mila euro - conclude l'assessore Falconi -. Per realizzare l'intervento abbiamo partecipato a un bando della Fondazione Banco di Sardegna, ma il comune intrverrà con una quota pari al 10%.

 

Domani pomeriggio apre i battenti la Fiera di Oristano. La cerimonia di inaugurazione è fissata per le 17 presso il Padiglione Melis, alla Ex Tre O, lungo la Strada per Fenosu. La Fiera, che si svolgerà dal 7 al 16 Marzo su 5mila metri quadri di area espositiva e centosessanta stand, è organizzata dalla società Aladino Fiere nasce con il patrocinio della Provincia e dell’Assessorato al Commercio del Comune di Oristano.Le aziende espositrici sono circa un centinaio, provenienti da tutta l’isola e da altre regioni d’Italia, distribuite in un area fieristica di 5 mila metri quadri ed una superficie coperta di circa 3 mila metri quadri. Nei giorni feriali l’orario d’apertura sarà dalle 16.00 alle 21.00, sabato e festivi dalle 10.00 alle 21.00 con orario continuato.

 

Eleonora d’Arborea sarà protagonista per una settimana in Australia.
L’iniziativa è del Circolo dei Sardi del Nuovo Galles del Sud Sidney, dell’ Istituto italiano di cultura di Sindey e del Circolo degli emigrati sardi in Australia, che hanno scelto la figura della Giudicessa per celebrare la Giornata internazionale della donna. Domani mattina, venerdì 7 Marzo, il programma delle iniziative in programma in Australia sarà presentato ai giornalisti dal Sindaco di Oristano Angela Nonnis, dall’Assessore alla Cultura Tonino Falconi e dalla studiosa Pupa Tarantini che è stata invitata in Australia a partecipare alle manifestazioni in onore di Eleonora d’Arborea. La conferenza stampa si svolgerà domani mattina, alle 11, nella Sala Giunta del Comune di Oristano (Palazzo Campus Colonna).

 

 

 

Il Sindaco di Oristano Angela Nonnis ha chiesto ufficialmente alla Regione di inserire il nome del commediografo Antonio Garau nell’elenco dei personaggi illustri della Sardegna che l’Assessorato alla Cultura intende celebrare. “L’iniziativa della Regione è ammirevole per l’alto valore culturale che la accompagna – spiega il Sindaco Angela Nonnis -. È importante dare il dovuto riconoscimento a personaggi come Francesco Cocco Ortu, Luigi Pilloni, Giovanni Maria Angioy, Giorgio Asproni, Raffaello Delogu, Costantino Nivola e Giovanni Spano che hanno contribuito, per doti morali, intellettuali e artistiche, a esaltare l’identità della comunità sarda. In una iniziativa tanto lodevole, mi sembra però, che si sia trascurato di valutare la figura di Antonio Garau, il personaggio che ha dato di più al teatro sardo. Quest’anno, peraltro, ricorre il ventennale della sua morte e sarebbe doveroso un ricordo anche da parte della Regione. Il Comune di Oristano sarà lieto di cooperare con la Regione e con l’Assessore alla Cultura per concretizzare ogni iniziativa utile a valorizzare la figura dell’eclettico commediografo oristanese che per mezzo secolo ha arricchito ed emancipato il teatro isolano in lingua”

 
Di pig (del 04/03/2008 @ 00:07:25, in politica, linkato 1404 volte)

Renato Soru è riuscito nel suo intento, ovvero quello di piazzare Caterina Pes, la ex coordinatrice regionale di Progetto Sardegna, in un posto utile che possa valerle, comunque vadano le elezioni, l’ambita poltrona della Camera dei Deputati. Non sappiamo, a questo punto, quanto possano essere felici, invece,  tutti coloro che, intervenendo su questo Blog, hanno espresso aperto dissenso per la candidatura di Caterina Pes, non ritenendola politicamente all’altezza (vedi commenti all’articolo “I tre criteri di Cabras per le candidature”, del 27 febbraio). Ma quando a decidere le candidature non sono i cittadini, attraverso le primarie, bisogna farsene una ragione, e capire che lasciando le decisioni ai vertici, i pastrocchi sono sempre possibili. E’ inutile negarlo, c’è stata, anche in questa occasione, la solita, becera, spartizione: uno alla componente Cabras, l’altra alla corrente Soru, l’altro ancora a Soro. E questo nonostante in tutti questi giorni ci si sia riempita la bocca del tanto auspicato cambiamento, di un rinnovamento, evidentemente campato in aria e fine a se stesso, che, se non si aggiusta il tiro, non porterà al Partito Democratico frutto alcuno. Diciamolo subito, per noi, comunque vada a finire,  si tratta di una lista pessima. Nessun giovane, scarse novità di rilievo e tanto vecchiume. Questo il nostro sommesso e opinabile parere. E non poteva essere altrimenti, considerati i nomi “pilotati” che sono scaturiti dalle assemblee provinciali, che confermano come neppure la ventata veltroniana  è, almeno per il momento, riuscita a sconfiggere la mercificazione della politica.  Ma vediamo le prime posizioni nella hit parade della Camera, ad iniziare dal capolista, il giovincello Arturo Parisi. Nome imposto da Veltroni, su chiara indicazione dei Prodi; altrimenti, se così non fosse, non riusciamo a capire quale genio possa aver sponsorizzato un nome “sgradito” e senza alcun appeal politico come quello di Parisi, rifiutato da molte regioni e imposto nell’isola, come se la Sardegna fosse la pattumiera della politica italiana. Al secondo posto una donna, Amalia Schirru, impalpabile parlamentare uscente, e, a seguire, l’inossidabile Paolo Fadda, altro deputato uscente di basso profilo, graziato dalla mancata applicazione del cumulo delle tre legislature. Al quarto posto l’oristanese Caterina Pes, la cui candidatura, fortissimamente voluta da Soru, come già detto, ha causato in tutta la Sardegna un autentico vespaio, in particolare tra gli ex amici di Progetto Sardegna e tra l’elettorato femminile. A Soru è stato imputato, nella circostanza, di predicare bene e razzolare male, soprattutto dopo che, in tante occasioni, aveva sostenuto che mai avrebbe mosso un dito per perorare la causa di un amico, un conoscente, un militante, per soddisfare ambizioni personali. Ci manca solo, per chiudere il cerchio, che Renato Soru dica, ora, con una bella faccia tosta, che l’ha fatto per il bene dei cittadini di Oristano e dei sardi in generale. Nel quinto gradino, Giulio Calvisi, ex segretario regionale dei Ds, che ha fatto prevalere l’anagrafe, e la veemente spinta dei vertici nazionali del Pd di estrazione diessina, sul vecchio Emanuele Sanna, che speriamo abbia finalmente capito che è giunto il momento di godersi la meritata (?) pensione. Subito dopo, un altro fedelissimo di Soru, Siro Marroccu, consigliere regionale sconosciuto ai più (recente vincitore del braccio di ferro con Antonio Biancu per l’incarico di capogruppo Pd in consiglio regionale), la cui competenza principale è quella di essere presidente del Villacidro calcio. Da Marroccu in giù, non si gode più della quasi sicurezza, ma si vive di speranze. Nella settima postazione c'è stato un faccia a faccia tra un soriano come l’intellettuale Guido Melis, la cui candidatura è stata avanzata a gran voce dal territorio sassarese, e l’ex assessore Francesco Pigliaru (che ancora non sappiamo quanto sia rimasto amico di Soru, dopo che il governatore lo aveva, di fatto, defenestrato); ha prevalso il primo. Dopo Melis, chiunque abbia trovato un posticino  può sperare solo in un miracolo. Per il Senato, Luciana Sbarbati, leader dei Repubblicani europei, nome fatto da Veltroni, non sarà capolista, per lasciare spazio sul gradino più alto del podio allo stantio, ma scaltro cardinale-segretario regionale del Pd, Antonello Cabras (da decenni  in politica, anch’egli un miracolato dalla deroga). Non solo, ma la Sbarbati (terza nella lista) non ha ottenuto neppure la piazza d'onore, occupata invece dall'ex sottosegretario Gian Piero Scanu (nominativo imposto da Antonello Soro). A  Francesco Sanna (suggerito da Enrico Letta) quarto posto nella lista. Insomma, anche al Senato, senza sponsor non c’è spazio alcuno, chiaramente nelle posizioni che contano.

Una lista, quindi, che non rappresenta per nulla il nuovo, e che non stimola chi si trova nelle posizioni di rincalzo ad impegnarsi più di tanto per portare acqua a coloro che la sorte (e non il merito e la competenza) ha posizionato nelle caselle che portano dritte a Roma. E sarà così, finchè non si darà ai cittadini la possibilità di scelta con la preferenza.

Ma vediamo il quadro completo dei candidati per la Sardegna:

 

I candidati sardi al Senato:
1. Cabras Antonello
2. Scanu Gian Piero
3. Sbarbati Luciana
4. Sanna Francesco
5. Tidu Costantino
6. Cabras Cristina
7. Unida  Giuseppina  
8. Casula Antonangelo
9. DettoriBruno

(Aveva rinunciato Alberto Sanna)

I candidati sardi alla Camera:
1. Parisi Arturo
2. Schirru Amalia
3. Fadda Paolo
4. Pes Caterina
5. Calvisi Giulio
6. Marroccu Siro
7. Melis Guido
8. Cucca Giuseppe Luigi
9. Giagu Giovanni
10. Balloi Carlo
11  Demuru Gianmario   (Pigliaru Francesco ha rinunciato)
12. Daga Enrico            (Marongiu Carmen ha rinunciato) 
13. Demuru Efisio
14. Medau Carla            (Lavinio Cristina ha rinunciato)
15. Pinna Rossella
16. Pintus Massimo
17. Mameli Tiziana        (Comerci Nicola ha rinunciato)
18. Secci Giuseppina     (Lai Dolores ha rnunciato)

 

Fin qui le liste elettorali, ma non è stato difficile essere stati buoni profeti, sostenendo che da più parti si sarebbe alzata la voce contro la mancanza totale di rinnovamento, quantomeno nelle posizioni che contano. Ad essere messi sotto accusa sono stati, nelle convulse ore dopo la presentazione delle liste, soprattutto Cabras e Soru. Il primo perchè ha fatto passare la restaurazione (ma la cosa non ci ha per niente sorpreso, essendo lo stesso segretario un'espressione del "giurassico"), il secondo perchè ha piazzato due suoi fedelissimi, come Pes e Marroccu, che, a detta degli scontenti, non sono nè nuovi, nè giovani, nè tanto meno competenti e rappresentativi, lasciando al palo gli altri soriani. Pigliaru e Sanna hanno rifiutato le candidature, perchè fuori da un posto al sole. Ma, se permettete, questa non è una notizia. Prima di tutto perchè le rinunce dei supponenti sono fisiologiche, in quanto, è risaputo, a nessuno piace fare il portatore d'acqua quando dello spirito di servizio non gli è mai importato niente. E secondo perchè delle rinunce di Sanna e Pigliaru non importa niente a nessuno, tant'è che verrebbe voglia di dire "ma chi se ne frega!". Riteniamo, infatti, che quella fosse la loro giusta collocazione nella lista (anzi, forse anche troppo in alto), in quanto di Pigliaru (ottimo docente e pessimo politico) come assessore (una deleteria meteora) proprio non si ricorda nessuno, mentre per Alberto Sanna è giunto il momento che lasci spazio ai giovani che dalla politica non hanno avuto quanto ha ottenuto l'ex sindaco di Villaurbana, ben oltre, come dicono al Pd, le sue limitate capacità. Quindi, per cortesia, risparmiateci piagnistei e lamentele. La politica vera non ha bisogno  di docenti illuminati con la testa tra le nuvole, nè di chi si lagna, con una bella faccia tosta, di scelte piovute dall'alto. Ma la grande, vera delusione di questo spaccato elettorale è stato Renato Soru. Le lamentele a posteriori per il mancato rinnovamento, che sanno tanto di arrampicata sugli specchi, sono, infatti, una autentica presa in giro per tutti coloro che hanno apprezzato il  suo accorato discorso a Tramatza, e non solo, sul cambiamento e sulla svolta della politica. Dopo discorsi del genere ci si aspetta che si sia conseguenti. E, invece, che fa Soru? Spiazza tutti, e si batte per Marroccu e Pes, lasciando a terra i giovani, ed alza la voce solo a cose fatte, predicando bene e razzolando malissimo. Ma dov'era Soru in tutto questo tempo? Di che cosa si stava occupando mentre si tenevano le assemblee provinciali per le candidature? Non si è accorto che, negli ultimi tempi, non ne ha azzeccata una? Se Soru fosse capace di fare un pizzico di autocritica, giungerebbe alla conclusione che è questo il momento per fare un serio esame di coscienza, per mettersi in discussione. E' giunta l'ora, prima che sia troppo tardi, che il governatore sia più politicamente lungimirante, correggendo (in corso d'opera) obiettivi e impostazione, in modo tale che, nel futuro (pensiamo alle regionali), non ricada "in tentazione" e commetta i macroscopici errori degli ultimi tempi. Non si è accorto, il presidente, che recentemente è riuscito (Pes e Marroccu a parte) a scontentare proprio tutti, elettori compresi?

 

 

 

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