Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di pig (del 16/04/2008 @ 17:04:49, in politica, linkato 736 volte)

Addebitare la vittoria di Silvio Berlusconi, e del centro-destra, soltanto al grande potere persuasivo della comunicazione sarebbe superficiale e riduttivo. È fuor di dubbio, però, che i media siano riusciti a dare al Berlusca una “buona spintarella”. Per rimanere alla nostra isola, quotidiani e tv sfacciatamente di parte come L’Unione Sarda e Videolina, attraverso un’informazione politica spudoratamente menzognera, hanno cercato di porre in essere una campagna elettorale d’appoggio pro Pdl, rimescolandola in salsa anti-Prodi, e, soprattutto anti–Soru, che non ha, però, dato risultati eclatanti come nel maggior parte del resto d’Italia. In alcune province il Partito Democratico ha, infatti, ben resistito all’onda destrorsa, mentre nella provincia di Oristano la vittoria del Pdl e del centro-destra è stata addirittura imbarazzante, tanto è stato chilometrico il distacco tra le due coalizioni. L’informazione, anche in questa tornata elettorale, ha quindi avuto il suo peso, considerato che La Nuova, da sempre ritenuto un quotidiano vicino al centrosinistra, ha assunto, come hanno fatto notare addetti ai lavori più attenti e navigati di noi, una strana posizione di  non belligeranza. Probabilmente, è stato osservato, perchè schierarsi apertamente avrebbe significato perdere una fetta consistente di lettori della Gallura e del territorio algherese, notoriamente seguaci di Silvio.  L’informazione imbavagliata quindi esiste, eccome. Ed è proprio per questo motivo, con tutta probabilità, che la giunta Soru non è riuscita, e non riesce, a far arrivare a tutti i sardi quanto di buono ha fatto in questi anni, visto che sulle pagine de L’Unione e sugli schermi di Videolina, le notizie vengono quotidianamente distorte.

Per questi ed altri motivi stiamo seguendo, con particolare attenzione, la campagna “Libera informazione in libero Stato”, che sta portando avanti Beppe Grillo, per un’informazione veramente libera.

Ecco un articolo, in proposito, da www.beppegrillo.it ,sull’informazione e uno stralcio, fra l'altro, sull’attuale legge elettorale.

L’informazione ha i suoi mandanti: ABI, Confindustria, Mediaset, partiti. I magnifici 4. Influenzano l’opinione pubblica. Possiedono le principali televisioni, i giornali più diffusi. Li usano per difendere i loro interessi. I direttori di testata sono loro dipendenti. Li scelgono, li pagano, li licenziano. E se li scambiano come le figurine. Mimun passa dal Tg1 al Tg5. Riotta dal Corriere della Sera al Tg1.
La democrazia è una bella parola, ma cosa vuol dire questa parola in realtà? La rappresentanza non esiste senza la conoscenza. La democrazia è solo un concetto astratto senza la libera informazione. Il conflitto di interessi tra i poteri economici e i media è enorme. Ha raggiunto tali dimensioni che non lo vediamo più. E’ diventato normale che un quotidiano come il Corriere della Sera abbia tra gli azionisti banche e gruppi industriali. Che la televisione pubblica sia di proprietà dei partiti e quella privata di un presidente del Consiglio, divenuto tale grazie alla proprietà di quelle televisioni.
Quando tutto è falso, il vero scompare. Diventa un concetto impalpabile, metafisico. Il cittadino arriva a dubitare persino che l’informazione possa essere libera. In nessun Paese democratico chi possiede i media può fare politica. Immaginate Obama che controlla la CNN, ABC e FOX. O Zapatero che detta gli articoli ai direttori di El Mundo e El Pais, in quanto suoi dipendenti. Una democrazia si basa sulla divisione di tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. L’informazione è definita il quarto potere. Un potere che può far vincere le elezioni, che condiziona il valore delle azioni di Borsa, che modifica le regole democratiche. E’ palese che l’informazione debba essere indipendente per non trasformare ogni notizia in propaganda. Non ci si può aspettare che chi è dentro al sistema dell’informazione: direttori, giornalisti, opinionisti, lo voglia cambiare e neppure che ammetta di essere un porta ordini. Tengono famiglia e la loro scelta di campo l’hanno già fatta.
Il 25 aprile 2008 firmate i tre referendum per una libera informazione in un libero Stato per restituire il controllo del Paese ai cittadini.

… La legge elettorale è incostituzionale. Ci hanno trattati come bestie che possono fare solo una X su un simbolo. E la X l’abbiamo messa lo stesso perché siamo condizionati da mezzi di informazione anti democratici. Rappresentano gruppi di interessi. Chi li controlla, controlla il Paese
Il punto di rottura sarà l’economia. Siamo in recessione. Il nostro PIL non crescerà nel 2008. Il risultato peggiore dell’economia mondiale, a parte l’Africa. Se il PIL non cresce, diminuisce l’occupazione. Crescita zero vuole dire da uno a due milioni di posti di lavoro in meno. Il gioco delle tre tavolette, che dura da anni, di trasformare un posto di lavoro in due precari non può continuare.
Il voto a MPA e alla Lega è un segnale di si salvi chi può. Ognuno per sé e Dio per tutti. Se Soru, per fare un esempio, avesse presentato una lista secessionista in Sardegna avrebbe vinto a mani basse.
Milioni di persone a destra e a sinistra non avranno rappresentanza nel nuovo Parlamento. Sono precari, ecologisti, disoccupati, giovani. Lasciarli fuori dal Parlamento mentre dentro ci sono un centinaio tra condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio non è una buona idea.
Senza libera informazione non c’è democrazia. Loro non molleranno mai, noi neppure.
V2 day. V2 Day. Libera informazione in libero Stato.

Stampate e diffondete il volantino del V2 Day con i mandanti e gli esecutori della disinformazione.

 

 

 

 
Di pig (del 15/04/2008 @ 01:00:00, in politica, linkato 1015 volte)

Non c’è storia, il Popolo della Libertà ha ottenuto una vittoria schiacciante, resa ancora più robusta dal dato roboante della Lega Nord. Il Partito Democratico, nonostante la sconfitta, è riuscito a dimostrare, dati alla mano (vista la marea di voti conquistata), che l’idea di Veltroni di andare da solo non era poi così peregrina, anche se alla fine non c’è stato il miracolo che molti auspicavano. Cosi come, contrariamente a quanto sostenuto da tante cassandre, non è stata negativa l’idea della coalizione con l’Italia dei Valori, che ha raddoppiato il consenso. Tutto questo, però, non è bastato al Pd per sovvertire i pronostici. Gli italiani hanno deciso, per l’ennesima volta, di mandare all’opposizione il governo in carica, e di tentare il ricambio. In democrazia il voto dei cittadini va sempre rispettato, ma non va disgiunto da un’analisi approfondita, che ci riserviamo di effettuare, come si suol dire, a bocce ferme e dati definitivi, anche se il risultato e i distacchi in percentuale non muteranno di molto. Quel che è certo è che, semplificando, dalle urne è venuto fuori un paese che ha richiesto, a gran voce, la semplificazione del quadro politico, e che ha cantato il de profundis per l’estrema sinistra, cancellandola dal Parlamento italiano, lasciando l’onere di rappresentarla sulle spalle di un partito riformista come il Pd e di Veltroni, che però comunista non è. Se per il Popolo della Libertà, e per tutto il centro-destra, oggi è il giorno dei festeggiamenti, per il resto del panorama politico italiano è il momento della riflessione. Dalla comprensibile esaltazione dei primi (con Berlusconi che ha già fatto i nomi di alcuni ministri) e una prima, superficiale analisi dei secondi (sui dati elettorali è stato detto tutto e il contrario di tutto), si passerà nelle prossime ore ad una disanima più approfondita del riscontro elettorale, partendo dal dato nazionale complessivo, fino ad arrivare al risultato locale.

 

Per una verifica ufficiale di tutti i dati elettorali, si può accedere al sito del Ministero dell’Interno

www.politiche2008.interno.it

 

Elezione del Senato della Repubblica del 13 - 14 aprile 2008

Regione: SARDEGNA

 


 

Percentuale votanti

72,487 %

 

 

Dato aggiornato alle ore 00:55 del 15/04/2008

 

 

Sezioni pervenute :
Definitivo

 

 

 

Capo Coalizione
o Singola Forza Politica

 

 

Liste

Voti

%

Seggi

 

SILVIO BERLUSCONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL POPOLO DELLA LIBERTA'

384.946

43,167 %

5

 

 

MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA ALL.PER IL SUD

5.125

0,574 %

-

 

 

 

Totale Coalizione

390.071

43,742 %

5

 

 

 

WALTER VELTRONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARTITO DEMOCRATICO

325.917

36,548 %

4

 

 

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

34.574

3,877 %

-

 

 

 

Totale Coalizione

360.491

40,425 %

4

 

 

Regione: SARDEGNA
Provincia: ORISTANO



 

 

Percentuale votanti

71,329 %

 

 

Dato aggiornato alle ore 00:34 del 15/04/2008

 

 

Sezioni pervenute :
Definitivo

 

 

 

Capo Coalizione
o Singola Forza Politica

 

 

Liste

Voti

%

 

 

SILVIO BERLUSCONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL POPOLO DELLA LIBERTA'

41.707

46,850 %

 

 

 

MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA ALL.PER IL SUD

1.072

1,204 %

 

 

 

 

Totale Coalizione

42.779

48,054 %

 

 

 

 

WALTER VELTRONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARTITO DEMOCRATICO

29.978

33,675 %

 

 

 

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

2.796

3,140 %

 

 

 

 

Totale Coalizione

32.774

36,816 %

 

 

Elezione della Camera dei Deputati del 13 - 14 aprile 2008

Circoscrizione: SARDEGNA



 

Percentuale votanti

72,300 %

 

 

Dato aggiornato alle ore 07:10 del 15/04/2008

 

 

Sezioni pervenute :
Definitivo

 

 

 

Capo Coalizione
o Singola Forza Politica

 

 

Liste

Voti

%

Seggi

 

SILVIO BERLUSCONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL POPOLO DELLA LIBERTA'

415.252

42,440 %

9

 

 

MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA ALL.PER IL SUD

6.168

0,630 %

-

 

 

 

Totale Coalizione

421.420

43,070 %

9

 

 

 

WALTER VELTRONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARTITO DEMOCRATICO

354.212

36,201 %

7

 

 

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

38.866

3,972 %

1

 

 

 

Totale Coalizione

393.078

40,173 %

8

 

 

 

PIER FERDINANDO CASINI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UNIONE DI CENTRO

54.665

5,586 %

 

Elezione della Camera dei Deputati del 13 - 14 aprile 2008

Circoscrizione: SARDEGNA
Provincia: ORISTANO

 

 

Percentuale votanti

71,220 %

 

 

Dato aggiornato alle ore 00:35 del 15/04/2008

 

 

Sezioni pervenute :
Definitivo

 

 

 

Capo Coalizione
o Singola Forza Politica

 

 

Liste

Voti

%

 

 

SILVIO BERLUSCONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL POPOLO DELLA LIBERTA'

45.166

46,159 %

 

 

 

MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA ALL.PER IL SUD

1.076

1,099 %

 

 

 

 

Totale Coalizione

46.242

47,259 %

 

 

 

 

WALTER VELTRONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARTITO DEMOCRATICO

32.733

33,453 %

 

 

 

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

3.290

3,362 %

 

 

 

 

Totale Coalizione

36.023

36,815 %

 

 

 

 

PIER FERDINANDO CASINI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UNIONE DI CENTRO

5.619

5,742 %

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FAUSTO BERTINOTTI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA SINISTRA L'ARCOBALENO

2.628

2,685 %

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIACOMO SANNA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PS D'AZ.

1.612

1,647 %

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DANIELA GARNERO SANTANCHE'

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA DESTRA - FIAMMA TRICOLORE

1.503

1,536 %

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ENRICO BOSELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARTITO SOCIALISTA

1.167

1,192 %

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BUSTIANU CUMPOSTU

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SARDIGNA NATZIONE

803

0,820 %

 

 

 

Elezione del Senato della Repubblica del 13 - 14 aprile 2008

Regione: SARDEGNA
Provincia: ORISTANO

Comune: ORISTANO

 

 

Percentuale votanti

75,466 %

 

 

Dato aggiornato alle ore 21:59 del 14/04/2008

 

 

Sezioni pervenute :
Definitivo

 

 

 

Capo Coalizione
o Singola Forza Politica

 

 

Liste

Voti

%

 

 

SILVIO BERLUSCONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL POPOLO DELLA LIBERTA'

8.930

49,201 %

 

 

 

MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA ALL.PER IL SUD

154

0,848 %

 

 

 

 

Totale Coalizione

9.084

50,049 %

 

 

 

 

WALTER VELTRONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARTITO DEMOCRATICO

5.954

32,804 %

 

 

 

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

612

3,371 %

 

 

 

 

Totale Coalizione

6.566

36,176 %

 

 

 

 

PIER FERDINANDO CASINI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UNIONE DI CENTRO

1.018

5,608 %

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Elezione della Camera dei Deputati del 13 - 14 aprile 2008

Circoscrizione: SARDEGNA
Provincia: ORISTANO

Comune: ORISTANO

 

Percentuale votanti

74,827 %

 

 

Dato aggiornato alle ore 23:45 del 14/04/2008

 

 

Sezioni pervenute :
Definitivo

 

 

 

Capo Coalizione
o Singola Forza Politica

 

 

Liste

Voti

%

 

 

SILVIO BERLUSCONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL POPOLO DELLA LIBERTA'

9.545

48,331 %

 

 

 

MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA ALL.PER IL SUD

194

0,982 %

 

 

 

 

Totale Coalizione

9.739

49,313 %

 

 

 

 

WALTER VELTRONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARTITO DEMOCRATICO

6.410

32,457 %

 

 

 

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

746

3,777 %

 

 

 

 

Totale Coalizione

7.156

36,234 %

 

 

 

 

PIER FERDINANDO CASINI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UNIONE DI CENTRO

1.075

5,443 %

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FAUSTO BERTINOTTI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA SINISTRA L'ARCOBALENO

483

2,445 %

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DANIELA GARNERO SANTANCHE'

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA DESTRA - FIAMMA TRICOLORE

327

1,655 %

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ENRICO BOSELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARTITO SOCIALISTA

194

0,982 %

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIACOMO SANNA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PS D'AZ.

188

0,951 %

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BUSTIANU CUMPOSTU

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SARDIGNA NATZIONE

175

0,886 %

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Di pig (del 12/04/2008 @ 17:38:43, in politica, linkato 778 volte)

In altri tempi, il sabato prima delle elezioni veniva definito il “giorno della riflessione”. Oggi, per tutti coloro che credono che sia giunta l’ora di una vera, autentica svolta del paese, è un giorno cruciale: quello della massima all’erta, del massimo sforzo, per cercare di convincere gli indecisi di quanto sia opportuno votare Partito Democratico, se si vuol dare ai giovani la speranza di un futuro non basato sulla precarietà, e più sicurezza alle famiglie grazie a stipendi che permettano di arrivare alla fine del mese con dignità. Queste sono solo alcune delle priorità del programma del Pd, che non promette ai cittadini la luna, ma un paese basato soprattutto sull’equità sociale. Sarebbe, questa, una grande conquista. Per attuarla occorre, però, l’aiuto di tutti. Basta, semplicemente, una croce sul simbolo del Partito Democratico.

In questi giorni abbiamo letto e sentito le riflessioni sul voto di tanti esponenti politici. Alla vostra attenzione proponiamo quella, mai banale, dell’assessore regionale, Gian Valerio Sanna:

Il PD ha già raggiunto il suo obiettivo, ora facciamo vincere l’Italia.

Ci siamo. Oramai il tempo di un possibile ed atteso cambiamento della politica e dell’Italia sta davanti a noi, davanti alle nostre scelte ed alla nostra volontà di voltare pagina.
Credo si tratti della più grande opportunità negli ultimi vent’anni per restituire ai cittadini ed al paese una politica di normalità e di servizio, soprattutto verso coloro che, per troppo tempo, si sono allontanati dall’idea che partecipare alle scelte della politica significasse partecipare ai destini di tutti e non di pochi.
Abbiamo davanti a noi un bivio, la possibilità di decidere se lo schema litigioso, inefficiente e per pochi intimi di una politica tutta giocata sul cittadino asservito alle istituzioni debba continuare e far precipitare il nostro paese nel baratro del sottosviluppo, oppure scegliere con il coraggio che appartiene a coloro che sanno di dover abbandonare tutte le certezze e le comodità costruite negli anni, quelli che si pongono su un cammino nuovo, abbandonando le case politiche fortificate da anni di parole inutili, di promesse tradite e di ricerca di visibilità personali per affrontare una stagione nuova per il sistema politico italiano.
Non esiste civiltà democratica in grado di crescere e di svilupparsi, se non si ricostruisce una democrazia della partecipazione popolare dei cittadini alla vita pubblica. Il Partito democratico riparte da questo punto, che ha rappresentato il valore fondamentale delle culture che hanno scritto la costituzione e che rispettandola, ancora la vogliono applicare.
Abbiamo bisogno di crederci fino all’ultimo, convincere, spronare gli indecisi e motivare gli sconfortati che con una scelta giusta oggi si può cambiare.
Ad un uomo senza ritegno, che insulta le istituzioni e si atteggia a padrone delle coscienze, al punto da ritenersi “in odore di santità” come il Berlusconi delirante di queste settimane, vogliamo proporre la serietà, il rispetto e l’educazione civile di Veltroni, che al contrario mostra di essere sempre di più condizionato da quel “odore di umanità “ che assicura un futuro di speranza per tutti, e, soprattutto, per coloro che non hanno voce e che non rappresentano gli interessi forti ai quali, per troppo tempo, la politica si è piegata.
Volgendo la mente alla categoria dello spirito mi è capitato di pensare in questi giorni a quanto Enrico Berlinguer e Aldo Moro sarebbero stati orgogliosi di noi che, da sponde contrapposte e spesso conflittuali, siamo stati capaci di costruire pazientemente il disegno riformista più ambizioso che le loro idee ci avevano sempre indicato.
Alla loro memoria vale la pena dedicare un impegno speciale e straordinario, quello di contribuire a scrivere una pagina nuova della storia politica italiana, quella che riguarda coloro che sono innovatori, attenti e seri costruttori del futuro degli uomini lasciando alle nostre spalle, definitivamente, i conservatori ed i tiranni.
Buon voto a tutti !

 
Di pig (del 12/04/2008 @ 16:59:14, in politica, linkato 2414 volte)

Mistero, magia, illusione, sparizione virtuale, o pura, semplice realtà? Dal parco automezzi del comune di Oristano, sarebbero spariti alcuni pullman. Poiché ci sembra difficile addebitarne l’evento alla formula magica “Abracadabra, chiudi gli occhi e guarda su, ed il pullman non c’è più!”, se questo fosse veramente accaduto, chiunque sia stato l’artefice della sparizione, è sicuramente da paragonare al mago David Copperfield. Un pullman non è, infatti, della utensileria spicciola che si può “smarrire” facilmente. Viene quindi da chiedersi se l’amministrazione comunale di centro-destra abbia mai controllato a dovere in che maniera stesse operando la Essemme, la società che aveva in appalto il servizio dei trasporti pubblici ad Oristano. Ma non solo. A quanto è dato sapere, sembra che, per quanto riguarda gli introiti, a questa azienda bastasse denunciare di aver incassato, alla fine dell’anno, una certa cifra, perché al comune nessuno si prendesse la briga di controllare se questo, effettivamente, corrispondesse alla realtà. Una gestione, insomma, sulla fiducia, che ha portato la Essemme, visti i risultati, a porre in essere una gestione non certo oculata, comprovata anche dall’assunzione di dieci autisti oltre le reali necessità. Assunzioni-marchetta le ha recentemente chiamate l’assessore regionale ai trasporti, Sandro Broccia, fatte esclusivamente a scopo clientelare, che hanno contribuito ad accelerare il dissesto della società, fino ad arrivare alla sua liquidazione, e a mettere sulla strada tutti i dipendenti. Dipendenti che, da un giorno all’altro, si sono trovati senza lavoro e nella più completa disperazione. E’ stata l’amministrazione regionale ad intervenire repentinamente e a togliere le castagne dal fuoco al comune di Oristano, assumendo ex novo i dipendenti. Lunedì prossimo, una quindicina di autisti, licenziati dalla Essemme srl, riprenderà, infatti, il servizio, grazie all’Arst (che ha ora in appalto la gestione temporanea del servizio per otto mesi) e all’interessamento dell’assessore regionale Broccia del Partito Democratico. Questo primo gruppo di autisti potrà iniziare a lavorare, perché ha superato le visite mediche (obbligatorie per legge), che precedentemente, a quanto pare, non sarebbero mai state effettuate. Gli altri ex dipendenti Essemme inizieranno a lavorare una volta completato l’iter definitivo delle visite con relativi risultati. Nell’attesa l’Azienda Regionale Sarda Trasporti, per venire incontro ai cittadini, sta utilizzando i suoi pullman e il suo personale, per tamponare una situazione che la Essemme aveva fatto precipitare, lasciando il servizio prima della naturale scadenza della gara d’appalto. L’ Arst ha poi pensato alla manutenzione dei pullman, trovati in pessime condizioni, sia dal punto di vista igienico, che meccanico, tant’è che sono stati gli stessi ex dipendenti della Essemme a dichiarare che guidare quei mezzi significava mettere a repentaglio la propria vita. I vecchi pullman sono stati puliti come non mai e rimessi meccanicamente a posto, in attesa che arrivino i nuovi mezzi messi a disposizione dalla giunta Soru. In questo modo si riuscirà, finalmente, a far decollare un servizio che, con la vecchia gestione ha fatto acqua da tutte le parti, fino ad arrivare allo stop anticipato e al licenziamento di tutti dipendenti. Dipendenti che oramai vedevano il loro futuro in maniera totalmente oscura, finchè, come detto, la giunta regionale di centrosinistra non ha dato loro un nuovo posto di lavoro,  riservandogli, in prospettiva, un futuro non in una aziendina d’infimo livello, ma  in una azienda dalle grosse dimensioni come l’Arst. Il tutto in attesa che il Copperfield di Oristano faccia una magia all’incontrario, facendo riapparire i pullman scomparsi.

 
Di pig (del 11/04/2008 @ 17:00:23, in politica, linkato 496 volte)

Dopo aver reso noti i dodici disegni di legge che presenterà al primo Consiglio dei Ministri, Walter Veltroni ha ribadito, dalle piazze e dagli schermi televisivi, quanto il programma del Partito Democratico possa essere credibile, e, soprattutto, quanto sia utile e necessario voltare pagina in questo paese. La bontà del messaggio di Veltroni è ribadita dai sondaggi "…tutti gli indici - ha dichiarato Veltroni - dicono che la partita è aperta. Noi a settembre eravamo 22 punti sotto, ora invece siamo lì. Tutto si decide nelle prossime ore. Io penso che vinceremo le elezioni, e ogni ora che passa ne sono sempre più sicuro. Guardate la manifestazione del Pdl ieri al Colosseo: è stata un flop. Mentre noi abbiamo riempito Piazza del Duomo a Milano. La posta in gioco questa volta è diversa da altre elezioni. Il paese ha davanti una possibilità di scelta che non ha mai avuto prima. Ad esempio, chiedetevi: Cosa succede dopo il voto se i leader del centrodestra perdono?. Vincerebbe la moderazione e sarebbe una svolta clamorosa per la vita politica italiana". Il nostro, d'altro canto, come ha detto Veltroni è un paese saggio e sa benissimo quando è il momento di cambiare. E, guarda caso, il Partito Democratico rappresenta il cambiamento. Una svolta che Veltroni e il Pd hanno sintezzizato in questi dodici punti, che molti conoscono ma che ci sembra opportuno rimarcare.
Primo: modernizzare l'Italia
Pensare ad un'Italia moderna significa scegliere come priorità le infrastrutture e la qualità ambientale.
Il Paese ha bisogno di infrastrutture e servizi che oggi sono ostacolati più da incapacità di decisione che da carenza di risorse finanziarie.
Noi riformeremo la normativa di valutazione ambientale delle opere, con l'eliminazione dei tre passaggi attuali e la concentrazione in un'unica procedura di autorizzazione, da concludere in tre mesi. La priorità va data agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori indispensabili per liberalizzare e diversificare l'approvvigionamento di metano, ai termovalorizzatori e agli altri impianti per il trattamento dei rifiuti, alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica.
L'Alta Velocità è il più grande investimento infrastrutturale in corso nel nostro Paese: va completato e utilizzato appieno. Il completamento della TAV metterà a disposizione del trasporto regionale un aumento del 50 per cento delle tratte ferroviarie. Noi le useremo per ridurre il traffico attorno alle grandi città e per dare ai pendolari un servizio finalmente decente.
Secondo: crescita del Mezzogiorno, crescita dell'Italia.
La priorità in materia è quella di portare entro il 2013 la rete delle infrastrutture, a cominciare dal sistema dei trasporti - strade, ferrovie, porti, aeroporti e autostrade del mare - su un livello quantitativo e qualitativo confrontabile con l'Europa sviluppata. E lo stesso vale per servizi essenziali come quelli idrici e ambientali.
La Sicilia ha bisogno di una rete infrastrutturale che le consenta di diventare davvero, con le altre regioni del nostro Mezzogiorno, la naturale piattaforma logistica per gli scambi di servizi, di beni, di persone, di culture in un'area cruciale del mondo.
Terzo: controllo della spesa pubblica.
Proprio l'esperienza di questi due anni ci consente di dire credibilmente ai cittadini italiani che nella prossima legislatura, il banco di prova decisivo per il Governo del Partito Democratico è quello di riqualificare e ridurre la spesa pubblica. Senza ridurre, anzi facendo gradualmente crescere in rapporto al PIL, la spesa sociale aumentandone la produttività e rendendola finalmente quel fattore di sviluppo e di uguaglianza che oggi ancora non è.
Mezzo punto di PIL di spesa corrente primaria in meno nel primo anno, un punto nel secondo e un punto nel terzo: il conseguimento di questo risultato è condizione irrinunciabile per onorare l'altro impegno che assumiamo con i contribuenti italiani, famiglie e imprese: restituire loro, con riduzioni di aliquota e detrazioni, ogni Euro di gettito aggiuntivo, derivante dalla lotta all'evasione fiscale. Obbiettivo del Partito Democratico è quello di semplificare il nostro barocco sistema amministrativo, ridurre le sovrapposizioni fra uffici, livelli istituzionali, organismi ed enti pubblici, accorpare in un'unica sede provinciale tutti gli uffici periferici dello Stato.
Cominceremo da subito abolendo le Province nei grandi Comuni metropolitani, ai quali andranno dati poteri reali in settori importanti come la mobilità. Utilizzeremo in modo produttivo il grande patrimonio demaniale, con l'accordo di Stato e Comuni, in modo da abbattere contestualmente di qualche punto il debito pubblico, che potrà così scendere più rapidamente al di sotto della soglia del 100 per cento sul PIL. Libereremo così risorse per almeno un punto di PIL all'anno.
Quarto: Pagare meno, pagare tutti.
Oggi è possibile ridurre davvero le tasse ai contribuenti leali, che sono tanti, lavoratori dipendenti e autonomi, e che pagano davvero troppo. Il risanamento della finanza pubblica realizzato negli ultimi due anni, combinato con questo credibile e concreto programma di riduzione e riqualificazione della spesa e con la prosecuzione della lotta all'evasione, permette per il futuro, anche per quello immediato, di programmare una riduzione del carico fiscale.
Un obiettivo che si traduce, subito, in un incremento della detrazione IRPEF a favore dei lavoratori dipendenti. E dunque in un aumento di salari e stipendi.
Quinto: investire sul lavoro delle donne.
Il modello sociale italiano è oggi afflitto da tre gravi patologie: bassi tassi di occupazione femminile, bassa natalità e alti tassi di povertà minorile. Per questo noi vogliamo trasformare l'enorme capitale umano femminile inattivo in un "asso" da giocare nella partita dello sviluppo, della competitività, del benessere sociale.Vogliamo rovesciare il circolo vizioso in un circolo virtuoso. Più donne occupate significa infatti più crescita, più nascite (come dimostra l'esperienza degli altri paesi europei), famiglie più sicure economicamente e più dinamiche e meno minori in povertà.
Sesto: aumentare il numero di case in affitto.
La scarsa disponibilità di case in affitto blocca la mobilità, specie dei giovani e delle giovani coppie. Il terzo delle famiglie che non possiede abitazioni è esposto al rischio di aumenti dei costi degli affitti e alle difficoltà di poter acquistare una casa senza venderne un'altra.
Tra le misure che proporremo per aumentare l'offerta di case in affitto, un grande progetto di social housing realizzato da fondi immobiliari di tipo etico a controllo pubblico, con ruolo centrale della Cassa Depositi e Prestiti, che può mobilitare risorse per 50 miliardi di euro, senza intervento di spesa pubblica, per la costruzione e gestione di 700 mila unità abitative da mettere sul mercato a canoni compresi fra i 300 e i 500 euro.
E una coraggiosa riforma del regime fiscale degli affitti: tassare il reddito da affitto ad aliquota fissa, ferma restando l'opzione per la condizione di miglior favore; e consentire la detraibilità di una quota fissa dell'affitto pagato fino a 250 euro mensili.
Settimo: incremento demografico.
Grande obiettivo programmatico del Partito Democratico è quello di invertire l'attuale trend demografico, aiutando in modo significativo le famiglie con figli, mediante l'istituzione della Dote fiscale per il figlio, proposta dalla Conferenza governativa di Firenze sulla famiglia.
La Dote sostituisce gli attuali Assegni per il nucleo familiare e le detrazioni Irpef per figli a carico, assicura trattamenti significativamente superiori a quelli attuali, si rivolge anche ai lavoratori autonomi.
L'asilo nido deve diventare un servizio universale, disponibile per chiunque ne abbia bisogno. Il nostro obiettivo, in collaborazione con le Regioni e gli enti locali, è quello di raddoppiare il numero dei posti entro cinque anni, in modo da assicurare il servizio ad almeno il 20 per cento dei bambini da 0 a 3 anni.
E' anche con questi strumenti che si sostiene la famiglia, che la si aiuta a svolgere la sua importante funzione sociale.
Dobbiamo fare della nostra una società a misura di bambino, riservando all'infanzia i tempi e gli spazi di cui ha bisogno.
Ottavo: Scuola, Università e Ricerca.
Abbiamo bisogno di "campus" scolastici e universitari. Abbiamo bisogno che per i ragazzi i luoghi di formazione non siano come una fabbrica o un ufficio, ma dei centri di vita e di formazione permanente. Cento "campus", universitari e scolastici, dovranno essere pronti per il 2010. Questi saranno a tutti gli effetti delle centrali di sapere per le comunità locali, dei luoghi di formazione e di "internazionalizzazione" per i nostri ragazzi.
Tutti gli studenti delle scuole italiane saranno periodicamente sottoposti a test oggettivi, che serviranno alle famiglie per valutare la qualità dell'apprendimento dei ragazzi e della scuola che frequentano.
Importante sarà l'investimento destinato alla professionalità dei docenti. Ciò significa ad esempio prevedere per gli insegnanti periodi sabbatici di aggiornamento intensivo, così come avviene per i professori universitari.
Quanto alla ricerca, dobbiamo spingere le imprese a investire più risorse, concentrando solo sugli investimenti in ricerca e sviluppo i contributi a fondo perduto.
Nono: lotta alla precarietà, miglior qualità del lavoro e più sicurezza, un diritto fondamentale della persona umana.
In questo senso si tratta di difendere e promuovere standard minimi di civiltà. Ma anche di far avanzare un'idea alta della competizione e della produttività.
Per questo bisogna creare un'unica Agenzia Nazionale per la sicurezza sul lavoro, grazie alla quale potrà essere realizzato un sistema di forti premi per le imprese che investono in sicurezza, agendo sul livello della contribuzione; bisogna, inoltre, avviare la sperimentazione di un compenso minimo legale, concertato tra le parti sociali e il governo, per i collaboratori economicamente dipendenti, con l'obiettivo di raggiungere 1.000 euro mensili.
Troppi giovani sono ora "intrappolati" troppo a lungo, spesso per anni, in rapporti di lavoro precari.
Noi contrasteremo questa situazione, facendo costare di più i lavori atipici e favorendo un percorso graduale verso il lavoro stabile e garantito. Un percorso che preveda un allungamento del periodo di prova e una incentivazione e modulazione del contratto di apprendistato come strumento principale di formazione e di ingresso dei giovani nel lavoro.
Decimo: garantire la Sicurezza.
Far sentire sicuri i cittadini, aumentando la presenza di agenti per strada e anche utilizzando nuove tecnologie è uno dei principali obiettivi programmatici del Partito Democratico.
Per questo, trasferiremo ai comuni funzioni amministrative e vareremo un piano di mobilità interna alla Pubblica Amministrazione di personale civile oggi sottoutilizzato, per impiegarlo nelle attività amministrative di supporto alle attività di polizia. La sicurezza dipende anche dalla certezza della pena. Troppo frequenti sono i casi di condannati per reati di particolare allarme sociale che vengono ammessi a rilevanti benefici di legge senza avere mai scontato un giorno di carcere.
Il "pacchetto sicurezza" approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 ottobre scorso aveva ampliato il numero dei reati particolarmente odiosi, fra questi la rapina, il furto in appartamento, lo scippo, l'incendio boschivo e la violenza sessuale aggravata. E in tutti questi casi prevedeva l'obbligo della custodia cautelare in carcere, il giudizio immediato, l'applicazione d'ufficio della custodia cautelare in carcere già con la sentenza di primo grado e l'immediata esecuzione della sentenza di condanna definitiva senza meccanismi di sospensioni. Su questa linea noi proseguiremo.
Undicesimo: giustizia e legalità
Di innovazione ha bisogno un'altra sfera decisiva nella vita di un Paese e di ogni suo cittadino: quella della giustizia, della legalità. Il Partito Democratico, sia attraverso il codice etico, sia attraverso norme statutarie relative ai comportamenti di suoi iscritti eletti nelle istituzioni, stabilisce indicazioni rigorose in particolare sulla qualità delle nomine di cui i suoi rappresentanti dispongono.
Proporremo, inoltre, norme innovative per la trasparenza delle nomine di competenza della politica. Per ognuna di esse, dovranno essere predeterminati e resi pubblici criteri di scelta fondati sulle competenze; attivate procedure di sollecitazione pubblica delle candidature; infine, pubblicato lo stato e gli esiti delle procedure di selezione. Noi proporremo anche di introdurre nel nostro ordinamento il principio della non candidabilità al Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi come quelli connessi alla mafia e alla camorra, alle varie forme di criminalità organizzata, o per corruzione o concussione. Il nostro undicesimo grande obiettivo programmatico comprende anche il motivo principale dell'emergenza giustizia: i tempi del processo, sia penale che civile.
Noi porteremo a compimento le riforme avviate negli scorsi anni, come la razionalizzazione e l'accelerazione del processo civile e di quello penale. Ma adotteremo anche provvedimenti amministrativi che possono essere presi immediatamente, per accrescere l'efficienza del sistema giudiziario italiano.
C'è poi il nodo delle intercettazioni telefoniche, informatiche e telematiche. E' uno strumento essenziale al fine di contrastare la criminalità organizzata e assicurare alla giustizia chi compie i delitti di maggiore allarme sociale, quali la pedofilia e la corruzione. Si tratta di conciliare queste finalità con i diritti fondamentali, come quello all'informazione e quelli alla riservatezza e alla tutela della persona.
Dodicesimo: banda larga in tutti Italia e TV di qualità.
L'effettiva possibilità di accesso alla rete a banda larga deve diventare un diritto riconosciuto a tutti i cittadini e a tutte le imprese, su tutto il territorio nazionale, esattamente come avviene per il servizio idrico o per l'energia elettrica. Noi realizzeremo, a partire dalle grandi città, reti senza fili a banda larga per creare un ambiente disponibile alla gestione di nuovi servizi collettivi.
Più libertà significa superamento del duopolio, oggi reso possibile dall'aumento di canali garantito dalla TV digitale. Per andare oltre il duopolio occorre correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche, accrescendo così il grado di pluralismo e di libertà del sistema. La libertà di informazione è un cardine della democrazia, come ci ha insegnato un grande giornalista, che resta nel cuore di tutti gli italiani, Enzo Biagi.
Più concorrenza significa ricondurre il regime di assegnazione delle frequenze ai principi della normativa europea e della giurisprudenza della Corte costituzionale. Più qualità: noi proponiamo di istituire un fondo, finanziato da una aliquota sui ricavi pubblicitari, che finanzi le produzioni di qualità. Dire qualità e dire Italia è la stessa cosa. Più autonomia della televisione dalla politica significa, subito, nuove regole per il governo della RAI. La nostra idea è quella di una Fondazione titolare delle azioni, che nomina un amministratore unico del servizio pubblico responsabile della gestione.

 

 
Di greg (del 11/04/2008 @ 08:08:08, in politica, linkato 503 volte)

Sia per l’elezione della Camera (scheda rosa) sia per l’elezione del Senato (scheda gialla), l’elettore esprime il voto tracciando con la matita copiativa un solo segno (esempio, una croce o una barra) sul solo contrassegno della lista prescelta: clicca per visualizzare l'esempio

E’ vietato scrivere sulla scheda il nominativo dei candidati e qualsiasi altra indicazione.

E’ importante ricordare che, anche nel caso di liste collegate in coalizione, il segno va sempre posto solo sul contrassegno della lista che si vuole votare e non sull’intera coalizione. "Eventuali 'sconfinamenti' - sottolinea il Viminale - su contrassegni limitrofi non sono un problema". "La legge prevede infatti - spiega il ministero - che, se il segno dovesse invadere altri simboli, il voto si intende riferito al contrassegno su cui insiste la parte prevalente del segno stesso. Il voto, dunque, è valido. In questo modo la volontà dell'elettore non è messa a rischio da eventuali errori materiali".

Queste e altre indicazioni sono a disposizione di tutti gli elettori sul sito del Viminale dove sono anche visionabili gli spot realizzati dalla Rai

Le operazioni di scrutinio

Lunedì 14 aprile, al termine delle operazioni di voto e di riscontro dei votanti, iniziano le operazioni di spoglio delle schede per l’elezione del Senato, seguono quelle della Camera.

Sul sito del ministero dell’Interno si potrà accedere in modo alternativo ai link: www.politiche2008.interno.it e www.amministrative2008.interno.it per consultare i dati sull'affluenza alle urne e i risultati elettorali

 

 

ALTRE NOTIZIE:

 

Prima riunione operativa per il Comitato guida dei Sindaci dell’area vasta, per le azioni di monitoraggio del Piano strategico. L’incontro è servito anche per un primo contatto con l’Ufficio di piano, che si è insediato oggi, al termine di una selezione pubblica.

Questa mattina, nella Sala Giunta del Comune di Oristano, il pool di esperti chiamati a far parte dell’Ufficio di Piano è stato presentato ai Sindaci dell’area vasta dal Sindaco di Oristano, Angela Nonnis, e dall’Assessore alla Programmazione, Alessio Putzu.

“Il Piano strategico è uno strumento dinamico e flessibile – ha osservato l’Assessore Putzu -. È nato con queste caratteristiche e con questo spirito abbiamo istituito l’Ufficio di Piano, e avviato il monitoraggio del documento. In questo senso, l’incontro di questa mattina ha offerto l’opportunità di mettere a punto le prime azioni, per dare seguito agli assi della pianificazione territoriale previsti dal Piano strategico”.

In particolare ci si è soffermati sulle azioni di comunicazione a sostegno del Piano, sulle metodologie per l’adesione ai Piani integrati di sviluppo urbano, e sul possibile ampliamento della Consulta dei giovani all’intera area vasta. Si è discusso anche della rete museale dei Fenici. I Sindaci di Oristano, Cabras e Santa Giusta, Angela Nonnis, Efisio Trincas e Antonello Figus, hanno chiesto un incontro al Presidente della Regione, Renato Soru, e all’Assessore regionale alla Cultura, Maria Antonietta Mongiu, per approfondire le tematiche relative alla nascita della rete mussale, al fine di stabilire un percorso comune e condiviso.

 

 
Di pig (del 10/04/2008 @ 15:55:47, in Politica, linkato 561 volte)

Come da questo Blog annunciato da mesi, e, visto che ci siamo (anche se la notizia non è di quelle che possano cambiare il corso dell’universo), diciamo pure “per primi”, l’area tecnica verrà divisa in due tronconi e avrà due nuovi dirigenti. Lo ha comunicato, ufficialmente, il sindaco di Oristano, “Nonna Abelarda Nonnis”, che, una volta tanto, ha mantenuto fede a quanto aveva sempre sostenuto.

Questo il comunicato diramato dall’Ufficio stampa del comune:

 

Gli ingegneri Giuseppe Pinna e Gabriele Tola sono i due nuovi dirigenti del Comune di Oristano.

Li ha nominati, con decreto, il Sindaco Angela Nonnis, proseguendo l’azione di riorganizzazione della

macchina amministrativa comunale.

L’Ingegner Pinna, proveniente dal Comune di Tempio, è al lavoro già da qualche giorno alla direzione del V settore urbanistica, edilizia privata e pubblica e ambiente.

L’Ingegner Tola , proveniente del Ministero per i Beni e le attività culturali, prenderà possesso dell’incarico domani, e dirigerà il IV settore Lavori pubblici e manutenzioni.

“La divisione dell’Area tecnica in due settori con la nomina di due nuovi dirigenti è un importante passaggio nel processo di ristrutturazione degli uffici comunali – ha spiegato il Sindaco Angela Nonnis -. Per rispondere a un’esigenza di unitarietà dell’azione amministrativa di due settori,comunque complementari, il coordinamento è stato affidato all’Ingegner Pinna, ma i due dirigenti lavoreranno con la necessaria autonomia, nell’ambito delle rispettive competenze.

Il processo di riorganizzazione della macchina amministrativa sta quindi procedendo, rispettando gli impegni assunti nei mesi scorsi”.

Domani si insedierà anche l’Ufficio del Piano strategico. La struttura, formata da tre esperti reclutati attraverso una selezione pubblica, sarà chiamata a monitorare e dare esecuzione agli impegni assunti con il Piano strategico.

“Anche questo – ha concluso il Sindaco Nonnis - è un ufficio dal quale ci attendiamo molto che andrà a presidiare il settore della programmazione che può risultare determinante per il rilancio, non solo economico, della città e dell’area vasta” .

 

Altre notizie:

 

Sabato 12 Aprile la Sala consiliare del Comune di Oristano (Palazzo degli Scolopi) ospiterà una giornata di studi in ricordo di Gianni Atzori. L’iniziativa è del Comune di Oristano, che in questo modo intende ricordare Gianni Atzori, a poche settimane dal sesto anniversario dalla scomparsa.

“Nella vita pubblica e politica della città, Atzori ha avuto un ruolo importante – ha osservato il Sindaco, Angela Nonnis -. Per tanti anni è stato, infatti, capogruppo del Partito sardo d’azione, componente della Commissione toponomastica per la lingua sarda, e consigliere comunale nella seconda metà degli anni ‘80. La figura di Gianni Atzori rappresenta una memoria anche a livello culturale. Fu un grande appassionato d’arte, lavorava l’ossidiana, il corallo e le pietre dure, facendo con questi materiali delle riproduzioni di vecchi reperti archeologici”. Con la giornata di studi di sabato prossimo, l’Assessorato alla Cultura inaugura le giornate dedicate a quelle personalità che hanno contribuito a dare lustro alla città e a farla crescere sotto il profilo sociale e culturale.

I lavori si apriranno alle 9,30 con l’introduzione del Sindaco Angela Nonnis e dell’Assessore alla Cultura Tonino Falconi.

Alle 9,50 Giorgio Cannas, esperto di archeologia sperimentale, parlerà del 'brassard', un falso nominale per l'archeologia sperimentale e per la documentazione scritta nuragica.

Alle 10,30 Franco Pilloni, Direttore della rivista Paraulas, saggista e romanziere, presenterà una relazione intitolata “Poita sigu a fueddai e a scri' in lingua sarda”.

Alle 11 l’attore Emilio Matta proporrà una lettura del racconto in sardo campidanese 'Is bomboaius' di Gianni Atzori.

Alle 11,20 lo storico Paolo Gaviano interverrà per ricordare l'attacco francese contro Oristano nel 1637.

Alle 12 lo scrittore e saggista Gigi Sanna proporrà una breve rassegna documentaria della scrittura nuragica al termine della quale si aprirà il dibattito.

I lavori proseguiranno nel pomeriggio, alle 16,30, con un intervento del saggista e romanziere Gianfranco Pintore su “Romanzos in sardu: dughentos clandestinos”.

Alle 17,10 lo storico Giorgio Farris, Direttore della rivista Quaderni Oristanesi, parlerà degli aspetti iconografici della statuaria di Monti Prama di Cabras.

Un ricordo su Gianni Atzori sarà proposto alle 17,50 dalla studiosa di tradizione popolari Mena Cossu.

Alle 18,30 lo storico e saggista, Piero Ortu, ex Sindaco di Oristano, proporrà una relazione dal titolo “Da Bentzon all'analisi storico - evolutiva delle Launeddas come strumento modale”.

I lavori si concluderanno alle 19,10 con Bruno Loi e Sergio Balia che proporranno un momento musicale con le Launeddas.

La direzione dei lavori della giornata di studi è affidata a Gigi Sanna.

 

 

 

 
Di pig (del 10/04/2008 @ 00:04:40, in politica, linkato 642 volte)

Molti punti della campagna elettorale di Walter Veltroni, e del Partito Democratico, sono già stati attuati (alcuni per intero, altri parzialmente), in Sardegna, dal governo regionale presieduto da Renato Soru. Riforme non di poco conto, che fanno della nostra isola una sorta di laboratorio. Alcuni esempi sono la semplificazione amministrativa, “attuata con la soppressione degli enti inutili e la realizzazione delle unioni dei Comuni”,e, inoltre, “semplificando le relazioni tra Regione ed Enti locali, con lo sportello unico per le attività produttive”, e la riduzione del numero delle leggi, perché c'è bisogno di meno leggi e più regole chiare”, il risanamento del deficit pubblico “con la riduzione nell’isola del 50% del debito e l’aumento del 40% delle risorse”, la diminuzione delle tasse sul salario “tradotta con la riduzione del 25% dell’IRAP alle imprese”.  E ancora, mentre il programma del Pd prevede di minimizzare il consumo del territorio, “la Sardegna ha già risposto con il Piano Paesaggistico Regionale”, il diritto ad internet  “che nell’isola significa copertura di banda larga entro l’anno”, le politiche per la casa, che “la Regione ha affrontato con lo stanziamento di 80 milioni di euro per la costruzione di nuovi alloggi e i contributi a fondo perduto”. Sul servizio alle persone sono “già attuati i piani per il sociale”, nella sanità “in Sardegna si è dato avvio a cinque nuovi ospedali, e la copertura dei trattamenti oncologi si è elevata dal 25% al 90%”, e su scuola e università “si è intervenuti con 30 milioni di euro, due nuovi campus e l’assegno di merito”. Questi sono fatti concreti, che “mettono al centro le persone e la qualità della vita, proprio come indicato nel programma di Veltroni”. E poi il ruolo delle donne, che il Pd ha portato avanti con convinzione “iniziando dalla sua costituzione la parificazione degli organismi dirigenti, perché proprio nelle donne sta la carta vincente del Partito Democratico“. Uno dei motivi di orgoglio democratico è, inoltre, l’apertura ai giovani, che oggi cominciano a perdere la speranza nel futuro proprio dalla scuola e dall’università. Ai giovani è legato anche il problema del lavoro, con  “il Pd che è stato criticato per aver messo insieme in lista imprenditori e operai. Ma questo è stato fatto per rappresentare tutto il paese, non singole categorie. Il Pd è per il recupero della competizione d’impresa, sennò resta solo l’assistenzialismo con soldi pubblici, cosa non attuabile se non ci sono crescita e ridistribuzione delle risorse. Il Pd non è il partito dell’assistenza, ma il partito del lavoro vero, inteso come dignità e umanesimo. Il patto con l’impresa è orientato anche al sociale e il lavoro atipico e flessibile, che non ha garanzie, non può essere retribuito meno del lavoro a tempo indeterminato”.

Questo ed altro ha fatto in Sardegna la giunta regionale guidata da Renato Soru, che recentemente ha invitato a osservare lo stato delle cose, considerando cosa significherebbe fare in queste elezioni la scelta sbagliata per l’Italia e per la Sardegna. “Di chi ci fidiamo di più? – si è chiesto Soru – Di Veltroni o di Berlusconi? Basta mettere la gente davanti a questa immagine. Berlusconi vuol dire anche il senatore che quando è caduto il governo Prodi si metteva la mortadella in testa e si faceva fotografare, faceva vedere ai ragazzi di tutta Italia come ci si deve comportare non solo nelle Istituzioni, ma anche in pubblico. Vuol dire Ciarrapico che fa il saluto romano, Bossi che vuole prendere i fucili e ammazzare tutti, la Lega che annuncia la crisi di governo ancora prima delle elezioni, Dini che ci diceva come fare il Pd e due giorni dopo voleva fare il governo con gli altri, Fini che era un leader di partito e ormai non è più niente, e poi la Brambilla. Tutti dietro un uomo di 72 anni, che si presenta per la quinta volta., con la sua canzoncina “…meno male che Silvio c’è, che sistema tutto lui, e così l’Italia si salverà”. Dall’altra parte, un leader di 52 anni, Walter Veltroni,  con un solo partito alle spalle, il Partito Democratico, con responsabilità e con la garanzia che questo programma sarà rispettato, grazie ad un governo di un solo gruppo e non di una pletora di persone. Questa è la scelta che gli italiani sono chiamati a fare”.  Sul caso Sardegna, Soru ha dichiarato che i sardi hanno una ragione in più per votare Pd: “L’atteggiamento di Berlusconi verso la Sardegna. Mi scandalizzavano i manifesti della precedente campagna elettorale: “vota un presidente amico”, un messaggio pietistico, non per pretendere diritti ma per chiedere favori. Bene, questo “amico” fu eletto, .e quando ha governato, prima con Pili e poi con me, è venuto in Sardegna mille volte,ha la casa qua, ma non è mai venuto nella casa di tutti i sardi, in viale Trento, dove l’ho invitato tante volte. Anche lui mi ha invitato a casa sua, ma io non ci sono andato. Qui si è preso il gusto di parlare di me, come aveva già fatto a Napoli, raccontando l’incontro a Palazzo Chigi, e dicendo di me che avevo le rotelle fuori posto o qualcosa del genere. Ma sono stato io a rimanere terrificato, ero lì per discutere della “vertenza entrate”, visto che, per due anni, non aveva ascoltato me, né il suo Ministro degli Interni, mentre la Sicilia già dalla Finanziaria del 2005 era riuscita ad avere tutto, persino le tasse automobilistiche. E lui mi rispondeva che voleva molto bene alla Sardegna ma non veniva capito, che ci voleva regalare tre musei, e all’inizio, questa, mi sembrava una bella cosa. Poi mi sono cadute le braccia, quando mi ha detto che erano il museo del cactus, del fico d’india e del rododendro. Mentre io gli parlavo di un’ingiustizia, delle preoccupazioni di un popolo, di un bilancio disastrato., lui mi parlava di questo genere di musei. Questa è la posta in gioco. Ora si tratta di saper scegliere: da una parte la credibilità del Pd e del suo leader, dall’altra il caravanserraglio del “presidente del rododendro”.

(Articolo liberamente tratto da www.pdsardo.it)

 
Di greg (del 09/04/2008 @ 19:40:28, in politica, linkato 584 volte)

Lo studio e il progetto di sviluppo integrato del porto di Oristano è stato al centro di un primo incontro di valutazione, che proseguirà nei prossimi giorni, per dar luogo ad eventuali osservazioni sul lavoro che, su incarico del Sil, è stato effettuato dal Cirem, Il Centro Interuniversitario Ricerche Economiche e di Mobilità, diretto da Italo Meloni, e quale sezione del Crenos, in capo alle due Università dell’Isola. Alla riunione, convocata dal presidente della Provincia, Pasquale Onida, hanno preso parte i rappresentanti della Camera di Commercio, Consorzio Industriale, Api Sarda, Associazione Industriali, Comune di Oristano e Sil, mentre erano assenti il Comune di Santa Giusta, la Lega delle Cooperative, e la Capitaneria di Porto. Queste assenze hanno indotto il presidente della Provincia ad auspicare una maggiore condivisione e una visione più ottimistica dei vari problemi, e, allo stesso tempo, condizioni di  maggiore serenità su aspetti che riguardano lo sviluppo del territorio e della società. L’incontro è stato aperto da Italo Meloni, il quale ha affermato che lo studio discende da uno studio più generale, redatto nel 2005, per il porto e l’aeroporto. Studio che prospettava la costituzione di una piattaforma intermodale, con l’obiettivo di movimentare merci rinfuse. Preliminare a tutto ciò, la verifica della gestione, e, nel medio periodo, la realizzazione delle infrastrutture necessarie per rendere funzionale la struttura portuale attraverso opere immediate e d’indubbia praticità. Meloni ha rimarcato il fatto che, nel momento in cui il porto è stato classificato come nazionale, siano diminuiti i volumi di traffico e le merci movimentate. Occorrerebbe, quindi, una inversione di tendenza, realizzando una autonomia funzionale del porto, e, quale primo passo indispensabile, andare alla costituzione dell’Autorità Portuale. Eventualità, questa, prevista anche nel Piano Regionale dei Trasporti.

A Francesco Fancello del Cirem è spettato il compito di illustrare la sintesi dei contenuti dello studio, ad iniziare della disponibilità operativa dello scalo portuali, che dispone di 2600 metri lineari, 275 mila metri quadri di piazzali, con un coefficiente di possibile  utilizzo che raggiunge il 143%, contro il 40% di Cagliari e l’87% di Genova. Ad Oristano la struttura e le attrezzature sono utilizzate solo al 30%, che, tuttavia, può già essere considerata una buona partenza. Per quanto riguarda i traffici, lo studio ha rilevato un trend in crescita negli anni 77-83, una sostanziale stabilità dall’84 al 1992, ancora un trend di crescita negli anni sino al 2001, e poi una successiva diminuzione del 20-25% ,sino a stabilizzarsi, in media, intorno al milione e 500 mila tonnellate. Questo mentre il mercato nazionale delle rinfuse è cresciuto del 2,25%, mentre il porto di Oristano che ha evidentemente perso competitività. Da qui, l’esame delle criticità, individuate in tratti di banchine chiuse per sicurezza, ed una quota non utilizzate per via dei bassi fondali, che occorre riportare a 12 metri evitando che per consentire il pescaggio di una nave questa debba scaricare altrove parte delle merci, prima di fare rotta verso il porto. L’accesso al porto viene, infatti, considerato fondamentale, anche nelle ore notturne, così come il completamento delle banchine, del canale Sud con il suo banchinamento, le opere di ripristino dei fondali, la presenza di un secondo rimorchiatore. La diminuzione dei traffici è iniziata con il passaggio di categoria e della gestione, assicurata dal Consorzio Industriale, quando queste competenze sono state attribuite all’Autorità Marittima, che, nel mutato scenario della portualità regionale, nazionale e internazionale, non è deputata a svolgere azioni di promozione. Occorre quindi superare questa fase andando a costituire l’Autorità Portuale del Sud Sardegna, dove gli enti locali e istituzionali dell’Oristanese dovranno avere la propria rappresentanza, con il Porto che deve rientrare, a pieno titolo, nelle competenze del territorio che lo esprime. Le parti si sono lasciate concordando un prossimo incontro per la fine di aprile.

 
Di greg (del 09/04/2008 @ 18:45:20, in politica, linkato 694 volte)

Il Consiglio comunale di Oristano ha approvato a maggioranza (22 voti a favore, 10 contrari e 4 astenuti) il bilancio di previsione 2008, il bilancio pluriennale 2008/10 e la relazione previsionale e programmatica.

Dopo la presentazione dell’Assessore al Bilancio, Alessio Putzu, l’assemblea civica ha affrontato la discussione sul primo bilancio della Giunta Nonnis. Il primo intervento è stato quello del Presidente della Commissione Bilancio, Giampaolo Atzori (DC), che ha ricordato il parere favorevole espresso dal Collegio dei revisori dei conti, e apprezzato la presentazione dell’Assessore Putzu “…chiara e semplice, ispirata senz'altro alla prudenza e al rispetto dell'attendibilità di due principi, che hanno messo in evidenza da una parte gli aspetti di criticità determinati dai vincoli sempre più stringenti, imposti dal Governo, vincoli che si caratterizzano dall'applicazione del patto di stabilità sempre più determinante per la verifica della capacità di spesa e del contestuale reperimento di risorse, dall'altra le linee guida, attraverso le quali si svolgerà l'attività di stimolo e l'azione propulsiva dell'Amministrazione per il raggiungimento degli obiettivi che la Giunta si è prefissata”. Mariano Deiana (Verso il Popolo della libertà), ha sottolineato come “…insieme al PUC il bilancio è l'atto più importante e di maggiore rilievo politico posto in essere dal Comune”. Deiana ha evidenziato l’importanza dell'istituzione dell’Ufficio del piano strategico e dell'ufficio del controllo gestionale “…perché per la prima volta in questo Comune si sta cercando, istituzionalizzando questo processo di controllo, di far funzionare in maniera efficiente, efficace e di conseguenza in maniera economica questa asfittica macchina amministrativa, rappresentata dagli uffici comunali. L'ufficio del controllo di gestione e quello del piano strategico tendono, entrambi, a costituire quel nucleo indispensabile di professionalità, che permetterà finalmente di porre in essere una corretta ed efficace pianificazione e programmazione”. Per Mimmo Serusi (SDI) “…questo bilancio non rappresenta quella svolta di cui tanto volte si è parlato. Se mi volgo indietro in questi dieci mesi mi viene in mente la raccolta differenziata, più volte annunciata e mai partita. E poi trasporti pubblici, viabilità, porticciolo di Torre Grande, Puc, mercati civici, mattatoio. Tanti annunci ai quali non hanno fatto seguito fatti concreti. Questo bilancio voleva essere un bilancio di svolta, e non è, invece, nemmeno la brutta coppia dei bilanci della Giunta Barberio”. Per Efisio Sanna (PD) “…trattandosi del primo vero atto importante della Giunta Nonnis, a questo bilancio sembra che manchi il cuore, la direzione, il solco. Non cogliamo neppure la annunciata svolta e discontinuità. Non abbiamo visto un grande coinvolgimento delle forze vive della città, in sede di predisposizione dell'atto di previsione, e tutto questo io credo che contribuisca, per certi versi, anche ad un'arretratezza culturale e che comunque aumenti la scarsa competitività del nostro sistema città”. Sanna ha poi chiesto maggiore impegno nella lotta all’evasione e più attenzione alla gestione del contenzioso. Secondo Fabio Porcu (Fortza Paris) “…questo bilancio rappresenta una continuità con quello della Giunta Barberio. Un bilancio costruito sulla base delle entrate, e non più sulla base dei bisogni, mentre mi dispiace un po' contraddire la costruzione del piano delle opere pubbliche, perché fatto solo sulla base dei bisogni e non sulla base delle entrate”. Porcu ha sollecitato un impegno particolar per migliorare l'efficienza della macchina amministrativa, attraverso la valorizzazione del personale interno. Per Umberto Capoccia (indipendente) era inevitabile che questo bilancio risentisse di quelli precedenti, ma dal prossimo occorre stabilire metodologie completamente nuove, che mettano in competizione gli Assessorati nel proporre progetti capaci di dare una nuova impronta lal governo della città.

Giuliano Uras (UDC) ha sottolineato l’impegno profuso dal Comune negli ultimi anni per la cultura, con la realizzazione e la ristrutturazione di importanti strutture e la valorizzazione dell’archivio storico, ed ha invitato la Giunta ad affrontare il problema della gestione dei beni culturali, tema assente nel bilancio. Al termine del dibattito il Consiglio ha respinto a maggioranza (17 contrari, 16 favorevoli e un astenuto) un emendamento con il quale il consigliere del Partito Democratico, Efisio Sanna, aveva chiesto il finanziamento della Mediateca comunale. A questo proposito, l’Assessore alla Cultura Tonino Falconi si è impegnato a reperire i fondi necessari per garantire la continuità del servizio. Prima della votazione generale sul bilancio l’Assessore Alessio Putzu è intervenuto per la replica, mentre hanno parlato, per dichiarazione di voto, i consiglieri Mauro Solinas, Paolo Sulis, Ernesto Pia, Angelo Angioi, Efisio Sana, Antonio Scanu, Andrea Lutzu, Giuliano Uras, Fabio Porcu, Umberto Capoccia, Franco Serra, Giuseppe Puddu, Giampaolo Atzori, Antonio Franceschi, Mimmo Serusi e Peppino Marras. Anche il Sindaco, Angela Nonnis, ha preso la parola, per sostenere la validità dell’impostazione scelta per il bilancio, e sottolineare l’importanza della istituzione dell’ufficio per il controllo di gestione, al quale sarà collegato un sistema di contabilità analitica. Per il Sindaco Nonnis la priorità assoluta è la riorganizzazione della macchina amministrativa e quella, in particolare, del settore tecnico.

 

 

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