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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di pig (del 10/07/2008 @ 16:00:00, in politica, linkato 1816 volte)
Da qualche giorno non riuscivamo più a dormire sonni tranquilli. E più i giorni passavano, più la preoccupazione prendeva corpo dentro di noi. La sensazione era quella tipica di chi aspetta qualcosa a cui tiene molto, ma quel qualcosa non arriva mai. Tutti i giorni aprivamo, infatti, la posta elettronica, per avere la stessa, identica, cocente delusione: nella nostra casella c’era di tutto, ma dell’oggetto del nostro desiderio, nessuna traccia. “Strano – pensavamo – è già trascorso qualche tempo e ancora non è arrivato niente. Non è possibile, questo silenzio non prelude a niente di buono; è sintomo di malessere; deve essere, per forza, accaduto qualcosa…”. E mentre l’ansia iniziava ad aumentare e l’ironia lasciava spazio alla mestizia, quando oramai non ci speravamo più, ecco finalmente l’agognata sorpresa: un altro comunicato sulla raccolta differenziata, di cui sentivamo tanto la mancanza. Il comune di Oristano preannuncia, nel comunicato sulla differenziata (numero 1230?), con malcelata soddisfazione, che la raccolta ambientalmente corretta partirà lunedì prossimo dalle frazioni, mentre Oristano e Torregrande sono state rimandate a settembre. Poi, il sindaco Abe, a nome dell’amministrazione tutta, sollecita i cittadini a fare per bene il compitino, perché in caso di un’alta percentuale nella raccolta differenziata, il comune potrà godere delle premialità della Regione. Premialità con la quale “Nonna Abelarda Nonnis” spera, evidentemente di fare cassa, grazie al senso civico dei cittadini. Che sono, poi, le stesse persone prese per il naso per tanto tempo, e che, a causa dei ritardi dell’amministrazione comunale per il mancato avvio della raccolta differenziata, dovranno pagare di tasca propria le forti penalità cui il comune deve sottostare. Altro che premialità! Un modo, a dire il vero, per premiare i cittadini oristanesi ci sarebbe. Un esecutivo che da un anno prosegue la sua lenta agonia, dopo che in questi mesi si è fatto notare per immobilismo, incapacità e la totale assenza della pur minima progettualità, e che è riuscito a farsi apprezzare dai cittadini soprattutto per la sua litigiosità interna, non può pensare di risolvere le cose soltanto con un’operazione di tinteggiatura della facciata, sempre che tutti i condomini (che pensano più al palazzo della Regione che a quelli di piazza Eleonora) siano d’accordo. A questo punto, se è vero come è vero, che Abe non può scegliere neppure il colore della tinta, non rimane altra alternativa che fare un regalo agli oristanesi. Abbassare le serrande del comune e mandare tutti a casa.
Scusate, pensando al graditissimo regalo, avevo scordato il comunicato sulla raccolta differenziata:
Tutto è pronto nelle frazioni per l’avvio della raccolta differenziata, fissato dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Oristano, per lunedì 14 Luglio. Ieri si è concluso il ciclo di incontri pubblici nelle frazioni, che il Sindaco, Angela Nonnis, e l’Assessore all’Ambiente, Francesco Pinna, hanno organizzato insieme all’impresa De Vizia San Germano che curerà il servizio. Per tre giorni, prima a Donigala, poi a Silì e ieri a Massama e Nuraxinieddu, nel corso di assemblee molto affollate, il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti è stato presentato ai cittadini. Ma le riunioni sono state anche l’occasione per un confronto tra i cittadini e gli amministratori. Un dibattito franco, aperto e costruttivo sul servizio di nettezza urbana, con osservazioni, critiche, ma anche suggerimenti per migliorare l’ambiente e il decoro cittadino. “Finalmente si parte” ha esordito il Sindaco, Angela Nonnis, che non ha nascosto i ritardi che hanno accompagnato l’avvio del nuovo servizio. “Ora però ci siamo – ha detto -. Inizialmente sarà difficile, ci dovremo abituare alle nuove regole, ma sappiamo tutti che è un dovere e un fatto di civiltà fare la raccolta differenziata. Le nostre parole d’ordine dovranno essere: produrre meno rifiuti, differenziarli, smaltirli e riciclarli. Ognuno dovrà fare la sua parte: il Comune, l’azienda, i cittadini. Solo con la collaborazione di tutti la raccolta potrà essere un successo e, raggiungendo buone percentuali di raccolta, potremo accedere alla premialità stabilità dalla Regione, che potrà consentirci di abbattere i costi, per il Comune e per i cittadini”. Apprezzamento per l’ampia partecipazione di pubblico alle assemblee è stato espresso dall’Assessore Francesco Pinna: “È il segno di una sensibilità verso le tematiche ambientali che ormai cresce, tra i giovani come tra i più anziani. Avere avuto una risposta tanto importante dai cittadini, in termini di presenze e di qualità degli interventi, è di buon auspicio per l’avvio del servizio”. Ai tecnici della De Vizia San Germano è toccato il compito di spiegare in che modo si svolgerà il servizio, ma anche i motivi, ambientali, economici e normativi, che rendono indispensabile la raccolta differenziata. Sarà introdotto il sistema della raccolta porta a porta. Ogni famiglia dovrà sistemare i contenitori fuori dalla propria abitazione, secondo il calendario stabilito per le frazioni: per l’umido organico il lunedì, il mercoledì e il venerdì; per la carta e il cartone il martedì; per il vetro e le lattine il giovedì; per la plastica il martedì; per il secco non riciclabile il lunedì e il giovedì. I cittadini che ancora non avessero ricevuto i kit per la raccolta differenziata possono rivolgersi alle circoscrizioni o all’azienda De Vizia San Germano, che attraverso il numero verde gratuito 800 066 276 fornirà tutte le informazioni sul nuovo servizio. A Oristano e a Torre Grande la raccolta differenziata partirà nel mese di Settembre.
Fin qui, il comunicato del comune di Oristano, sperando che questa sia finalmente la volta buona. Intanto, mentre la nostra città ha sonnecchiato, la Sardegna, secondo l’iniziativa annuale di Legambiente, “Comuni ricicloni”, occupa il sesto posto nella classifica nazionale, con 31 comuni che hanno abbondantemente superato la soglia del 40% di raccolta differenziata di rifiuti urbani sul totale. Nella classifica dei comuni sopra i 10mila abitanti della classifica nazionale, al sesto e settimo posto ci sono le due città sarde: Guspini (Medio Campidano) 52% di Raccolta differenziata e Villacidro (Medio Campidano) con il 58%, mentre tra i comuni sotto i 10mila abitanti si segnala Santa Giusta (Oristano) al secondo posto, con il 70,78% di Raccolta differenziata, seguita da Solarussa, Soleminis, Serdiana, Pimentel, Guasila, Villa S.Pietro, Barrali, Pabillonis e Nurachi. Al quarto e sesto posto nazionale nella classifica delle Unioni dei comuni si classificano le Unioni del Consorzio di Uras e San Nicolò D'Arcidano con il 69,2% di Raccolta differenziata e l'Unione di Fonni,Oliena e Orgosolo con il 48,4 % di raccolta differenziata.
Altre notizie:
Statutaria Sì. La legge approvata dal Consiglio regionale il 7 marzo 2007, poi oggetto di referendum giudicato non valido dalla Corte d'Appello di Cagliari, è stata promulgata. Lo ha fatto stamattina il Presidente della Regione, Renato Soru, che subito dopo ne ha riferito in aula. “Ho riflettuto a lungo – ha spiegato Renato Soru – , ho cercato di formarmi un’opinione direttamente e ho arricchito la riflessione con il parere di illustri costituzionalisti”. Dopo aver elencato gli accadimenti che l’hanno portato alla scelta di decidere di applicare la Statutaria, il Presidente Soru ha proseguito: “Ho promulgato la legge perché è emerso che non è nella disponibilità del Presidente della Regione sindacare sulla costituzionalità di una legge regolarmente approvata dal consiglio regionale. Il Presidente della Regione non ha la facoltà di entrare nel merito della costituzionalità o meno di una legge. Ho il dovere di promulgarla e l’ho promulgata”. Renato Soru ha poi proseguito, evidenziando che è nei diritti del comitato referendario l’eventuale ricorso al Tar per arrivare ad un’ulteriore richiesta alla Corte Costituzionale, così come un ulteriore passaggio potrebbe essere il ritorno della discussione in Consiglio regionale, per valutare i punti che possono essere, modificati, migliorati e arricchiti, sottolineando che “…qualunque decisione verrà presa, sarà legittima e rispettata”. “Era una legge del Consiglio, non della Giunta – ha precisato il Presidente – e piacerà anche a me partecipare per migliorarla e puntualizzarla, e sarò felice di contribuirvi. Ora ho ritenuto, in piena coscienza, che questo fosse il mio dovere e stamattina ho promulgato la legge”.
La malvasia, il “nettare degli dei” della Planaria, sarà al centro di un’iniziativa del Comune di Magomadas, con una manifestazione di due giornate, il 12 e il 13 luglio, denominata “Le isole della malvasia”. L’importante appuntamento si avvarrà della presenza di alcuni redattori della rivista tematica “Gambero Rosso”, che molti appassionati del settore considerano un’autentica bibbia. La due giorni inizierà con l’apertura degli stand espositivi ed il convengo “Il marketing e la comunicazione del vino”, che si terrà presso le scuole elementari di Magomadas, alle 10.30. Al convegno parteciperanno l’assessore regionale all’agricoltura, Francesco Foddis; l’assessore provinciale alle attività produttive, Renzo Coghe; Giuseppe Carrus, della redazione del Gambero Rosso, che parlerà su “Il vino nella comunicazione” e l’enologo Angelo Angioi, che si occuperà della “Modifica del disciplinare di produzione”. Interverranno anche Giampaolo Perra (“Il Marketing del vino”), Giovanna Canu (“Le opportunità offerte dalla programmazione nazionale, regionale e comunitaria”), Gianfelice Delogu (“Gli adempimenti amministrativi per l’attività vitivinicola”). Moderatore dell’incontro sarà il giornalista enogastronomico, Gilberto Arru. Nelle due giornate sono previsti percorsi del gusto, con mostre e degustazioni guidate all’interno del paese. Il tutto accompagnato dal coro di Magomadas, musiche tradizionali e sfilate di costumi sardi.
Di pig (del 09/07/2008 @ 12:23:24, in politica, linkato 518 volte)
Una mozione urgente, relativa al bando Regionale rivolto agli Enti Locali per il programma di adozione di energie alternative, è stata presentata al sindaco di Oristano dai consiglieri comunali di Fortza Paris, Mauro Solinas e Davide Rinaldo Tatti. Questo, il testo:
ACCERTATO che nel mese di ottobre 2007 scadeva il bando regionale rivolto agli Enti Locali;
PREMESSO che nell’ambito delle problematiche energetiche, al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo e di diffusione delle fonti energetiche rinnovabili, che permettono il contenimento dei fenomeni di inquinamento ambientale, con particolare riferimento agli obbiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti stabiliti dal protocollo di Kyoto, l’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, ha promosso un programma, rivolto agli Enti Locali, per il cofinanziamento di impianti solari integrati nelle strutture e nelle componenti edilizie, attraverso un bando per un importo di € 6.700.000,00 con scadenza al 15/10/2007, successivamente prorogato.
CONSIDERATO che questo bando è per gli Enti Locali una importante possibilità, per dotare le strutture pubbliche di sistemi di produzione energetica eco compatibili, e, allo stesso tempo, per garantire una maggiore autonomia dalle normali fonti di approvvigionamento, i cui costi sono in continuo e vertiginoso aumento;
CHIEDE
al Sindaco e all’Assessore competente di portare a conoscenza del Consiglio quali e quanti progetti il Comune di Oristano abbia presentato alla Regione, e cosa si stia facendo per garantire ai nostri cittadini un sistema di approvvigionamento energetico alternativo. Oppure, se come già accaduto, il Sindaco e la sua giunta abbiano fatto perdere alla città un’altra occasione di sviluppo.
IMPEGNA
il Sindaco e la Giunta affinché venga avviato uno studio di fattibilità per dotare le strutture di proprietà del Comune di impianti di energia alternative, attraverso le quali si possa garantire una migliore qualità della vita ai propri cittadini, e un risparmio economico alle casse del Comune. che significa comunque un risparmio anche per le “TASCHE” dei cittadini.
(Mauro Solinas e Davide Rinaldo Tatti)
Altre notizie:
Il sostegno alle imprese passa anche attraverso la semplificazione, utilizzando al meglio gli strumenti e le possibilità d’intervento. Il nuovo passo nel raggiungimento degli obiettivi comuni a governo regionale e imprese sarde, sono le nove direttive di attuazione del nuovo sistema di incentivi a favore del settore industriale in Sardegna, che la giunta ha approvato. Il periodo di riferimento è la Programmazione 2007-2013 e gli strumenti identificati riguardano gli investimenti produttivi, le reti d’imprese, il sostegno all’innovazione tecnologica e all’internazionalizzazione, il miglioramento della finanza per le imprese e infine il contenimento del costo dell’energia attraverso aiuti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Le imprese sarde potranno contare su queste direttive per ottenere agevolazioni per l’acquisto o il leasing di nuove macchine utensili o di produzione, per l’innovazione tecnologica, la tutela ambientale e la sicurezza sul lavoro, ma anche l'acquisizione di capacità e conoscenza, e per la promozione nei mercati esteri. Prevista la costituzione di un fondo di venture capital, per creare imprese innovative, così come l’integrazione fondo rischi consorzi fidi, e il concorso di interessi su prestiti concessi alle piccole e medie imprese aderenti ai Consorzi di Garanzia Collettivi Fidi. Aiuti alle imprese anche nell’ambito di beni strumentali destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Le esigenze di semplificazione delle procedure, condivise con gli imprenditori, trovano così nuove risposte, dopo la recente creazione dello sportello unico SUAP e della legge regionale che consente di aprire un cantiere in 20 giorni attraverso una dichiarazione unica autocertificativa. Si ridurranno anche i tempi di istruttoria, come ha sottolineato l'assessore per l'Industria, Concetta Rau, permettendo di presentare le domande on line e integrando i vari interventi con la formazione e la ricerca in un’unica domanda di aiuto.
L’Assessorato regionale competente in materia di Sport, in attuazione dell’art. 9 della L.R. 17/99, ha l’obbligo di costituire e tenere aggiornato l’Albo regionale delle Società sportive. Obbligo che, limitatamente al proprio territorio, il successivo art. 10 pone in capo ad ogni Comune dell’isola. La Giunta regionale ha approvato, con la deliberazione n. 41/11 del 17/12/2002, i criteri per l’avvio dell’Albo e per il suo costante aggiornamento, disponendo, tra l’altro, che, al fine di arrivare ad un’effettiva conoscenza della dimensione e dell’articolazione del fenomeno sportivo isolano, ci si deve avvalere della collaborazione del CONI regionale. I sodalizi sportivi operanti in Sardegna, pertanto, dovranno trasmettere tutti gli elementi utili per l’inserimento nell’albo, avvalendosi della modulistica scaricabile in formato rtf. L’inserimento nell’albo costituisce requisito indispensabile per la concessione dei contributi previsti dalla L.R. 17/99.
Albo Società Sportive aggiornato al 30 giugno 2008 [file.pdf];
procedimento e modulistica;
Di pig (del 09/07/2008 @ 00:00:45, in politica, linkato 979 volte)
Avevamo visto e sentito Caterina Pes, unico deputato espresso dalla provincia di Oristano, dopo la sua elezione, in vari convegni e manifestazioni, adoperarsi fattivamente per il Partito Democratico della Sardegna, ma ancora non avevamo avuto il piacere di sentire l’eco di un suo intervento a livello nazionale. Lo ha fatto di recente, argomentando a tutto campo, in difesa della scuola e del ruolo sociale rivestito dall’istruzione per la convivenza e la crescita economica e politica dell’Italia. Nel suo discorso in Commissione Cultura della Camera (di cui è componente), alla presenza del Ministro dell’Istruzione e dell’Università, Mariastella Gelmini, Caterina Pes ha espresso le preoccupazioni del Partito Democratico sulla proposta di riforma del sistema formativo messa in cantiere dal Governo Berlusconi. “Gli interventi legislativi annunciati dall’Esecutivo- ha detto Caterina Pes -, in modo particolare il DPEF, impongono una forte riduzione della spesa in tutta la Pubblica Amministrazione, ma alla scuola italiana richiedono un sacrificio senza precedenti, che si tradurranno inevitabilmente in un taglio di 8 miliardi euro, con ricadute pesanti sull’occupazione (annunciati 150 mila tagli al personale docente e ATA, nel giro dei prossimi tre anni), sulla qualità dell’offerta formativa, e su tutti gli investimenti a favore del rilancio dell’Università.Niente più della scuola – ha aggiunto Caterina Pes - oggi è un laboratorio sociale. Quando parlo di laboratorio sociale, mi riferisco ad un luogo nel quale si incontrano e si scontrano, e talvolta si confrontano, contesti sociali e culturali differenti; dove i valori si misurano e qualche volta, quando siamo fortunati, si contaminano”. L’emergenza scuola non si affronta, quindi, secondo l’esponente del PD, in modo unilaterale. Le proposte governative inseguono, infatti, soltanto la razionalizzazione della spesa, ma sorvolano sui gravi problemi che investono la scuola italiana, che necessita di forti investimenti nella didattica, nell’aggiornamento dei docenti e nella valorizzazione in chiave meritocratica del loro operato, nell’edilizia, e nella struttura organizzativa. Il tutto, senza tralasciare il dramma dei molti insegnanti precari (ben 1 su 6), senza i quali nessun istituto scolastico potrebbe funzionare. “Ciò che mi è sembrato assente nella sua relazione – ha sostenuto la Pes, in risposta all’audizione del Ministro - è proprio la visione di insieme o, se preferisce, una valutazione del problema scuola in un’ottica di sistema. Infatti, solo attraverso questa via si possono assumere gli elementi di problematicità, che sono molti, e, nel contempo, individuare criticità e strategie d’intervento che possano provenire da più parti. La scuola e l’Università giocano un ruolo di primo piano per il rilancio del Paese, che altrimenti senza investire sul suo capitale umano rischia l’emarginazione sociale e politica, scivolando alla periferia del Mondo”.Nel suo intervento Caterina Pes ha, comunque, apprezzato la proposta fatta dal ministro di una “Grande alleanza per la scuola”, anche se l’intento di buona volontà della Gelmini è stato già tradito dalle proposte di legge, presentate in Commissione Cultura, che rischiano di sferrare un attacco mortale alla funzionalità e al ruolo della scuola pubblica. In apertura del suo intervento Caterina Pes aveva chiesto al Ministro una presa di posizione forte, a favore della difesa della dignità e dell’eguaglianza dei bambini rom. “Proprio la scuola – ha esortato l’esponente del PD – garantisce l’integrazione, e in nome dell’integrazione in molte scuole italiane sono stati raggiunti importanti traguardi per garantire la convivenza pacifica nelle nostre comunità”.
Caterina Pes ha voluto dire la sua anche sulla manifestazione di Piazza Navona, a Roma, ed ha spiegato le ragioni del perché non vi ha partecipato: “Ho riflettuto se partecipare, ieri sera, alla manifestazione di Piazza Navona. Ne ho parlato a lungo col mio amico Giovanni Bachelet, e la nobiltà delle sue ragioni, cosi come quella di tanti altri amici e compagni di valori, per molte ore mi ha fatto riflettere sull’opportunità di esserci. Tuttavia sono rimasta in Parlamento, persuadendomi che in quel momento quello era il luogo nel quale dovevo stare, a difendere i valori e i diritti violati di questo paese calpestato. In sole ventiquattro ore, con l’avallo del Presidente Fini, colui che dovrebbe essere il garante delle regole alla Camera dei Deputati, il governo ha deciso di presentare, discutere e approvare, in Commissione e in Aula, il Lodo Alfano, una norma che prevede una modifica di garanzie costituzionali. Il Parlamento, infatti, è stato svuotato delle sue funzioni e la discussione in Aula è stata contingentata alle sole giornate di oggi e di domani. Per questo ho sentito che il mio posto era là. Gli amici mi hanno raccontato, però, di una piazza bella e “sentita”, di una grande piazza etica e solidale.Tuttavia violata, nel finale, dal qualunquismo e dalla violenza verbale di alcuni.Queste persone non sono noi e, soprattutto, non sono quanti tra noi e con ruoli diversi, dagli amici della piazza al Presidente della Repubblica, si impegnano quotidianamente in difesa della democrazia violata”.
Altre notizie:
Il sindaco di Oristano incontrerà nella tarda mattinata odierna i sindacati dei vigili urbani, che avevano proclamato lo stato di agitazione, sospendendo tutte le prestazioni al di fuori del normale orario di servizio. Due le motivazioni principali della protesta della Polizia municipale: le inadempienze contrattuali e la carenza di personale, che costringe i pochi vigili in organico ad orari di lavoro impossibili. Nella lettera di “Nonna Abelarda Nonnis” per la convocazione dell’incontro, inviata oltre che ai sindacati, anche al Prefetto e al Comandante dei vigili, il sindaco ha ricordato come l’iter per le procedure di mobilità interna per coprire i posti disponibili abbia già preso il via, anche se la delibera è attualmente al vaglio dei revisori dei conti. Il sindaco spera che vi siano dei dipendenti comunali disposti a trasferirsi alla vigilanza. Ed, inoltre, si è detta disponibile a venire incontro alle esigenze dei vigili urbani “…anche se l’amministrazione deve fare i conti con le scarse risorse del bilancio comunale e con i vincoli imposti dalla Finanziaria, che impone limiti alle nuove assunzioni e alla spesa del personale”. Per le altre rivendicazioni, secondo quanto affermato dalla Nonnis, l’amministrazione farà di tutto per trovare soluzioni valide che possano soddisfare le necessità dei lavoratori, ferme restando le limitazioni imposte dalla legge, che legano le mani al comune.
Con la delibera approvata nel corso della riunione di ieri della giunta regionale sono state avviate le procedure per rettificare il rendiconto generale della Regione per l'esercizio 2006, a seguito del giudizio della Corte Costituzionale, che ha dichiarato, con la sentenza n.213 del 18 giugno 2008, l'illegittimità dell'iscrizione in bilancio di anticipazioni a valere su entrate future, per un importo di 1.500.000 euro. A sollevare la questione di legittimità costituzionale era stata la Corte dei Conti, Sezioni riunite per la Regione Sardegna, che aveva sospeso il giudizio di parificazione, sollevando eccezione di costituzionalità. Con l'atto deliberato ieri, la giunta regionale esprime la volontà di procedere alle rettifiche, mediante la cancellazione del 1.500.000 euro oggetto del rilievo della Corte dei Conti, scandisce i tempi del procedimento amministrativo, e chiede alla Corte, che ha fissato per il 17 luglio prossimo, l'udienza di riassunzione e di prosecuzione del giudizio, il differimento del giudizio di parificazione, per il tempo necessario a concludere le operazioni di
rettifica del rendiconto 2006.
Il federalismo ritorna ad animare il dibattito all’interno del Partito Democratico, mentre l’attuazione del modello proposto dalla Lega diventa un’impresa sempre più ardua e difficile per il governo di centrodestra. Lo ribadisce, in un’intervista al quotidiano La Stampa, il segretario del Partito Democratico, Walter Vetroni, in riferimento alla politica del Governo di questi mesi: “Non è pensabile che a settembre ci si possa mettere a discutere di riforme in questo clima. Per cui, con la franchezza necessaria, a Bossi dico questo: l’ostacolo sulla via del federalismo e delle riforme si chiama Silvio Berlusconi. Meglio ancora: l’ostacolo è la linea su cui si è attestato”. E circa la situazione economica in cui versa il Paese, aggiunge: “Bossi deve sapere che a settembre rischia di esser tutto ancor più complicato, perché si confronteranno due linee di politica economica molto diverse. Gli italiani si troveranno di fronte a nuovi aumenti delle tariffe e scopriranno che la pressione fiscale sarà cresciuta, e invece che sotto il 40% schizzerà al 42,3, da qui al 2013”. Dalle pagine dell’Unità rilancia Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, ministro ombra per le Riforme, secondo cui la Lega rischia di perdere consenso se non otterrà, come già accaduto agli inizi degli anni Novanta, le riforme strutturali del federalismo fiscale. Circa la possibilità che il Pd e la Lega possano trovare dei punti di interesse comuni, afferma: “può esserci una coincidenza anche con il nostro interesse perché, o noi siamo in grado di rilanciare e gestire una strategia di forte ammodernamento dello Stato e della Pubblica amministrazione, o rischiamo che una delle ragioni istitutive del Pd evapori. Questo non vuol dire andare d’accordo per forza con Bossi, perché se il federalismo egoistico proclamato dalla Lega non si piega a un’idea di federalismo moderno che rafforzi l’unità del Paese e rilanci la stessa economia non c’è possibilità di incontro”. L’imput al Partito Democratico, per una proposta alternativa al centrodestra sul tema del federalismo fiscale, è stato dato da un seminario, al quale hanno partecipato senatori, deputati, amministratori locali, coordinati da un gruppo di lavoro incaricato di presentare un’ipotesi entro il mese di luglio, o al massimo entro il prossimo autunno, perchè si possa avviare una consultazione a tutti i livelli.
“Le culture di cui noi siamo espressione hanno sempre avuto nell’autonomismo e nella valorizzazione di un assetto non centralistico il loro fondamento”, ha detto Walter Veltroni nel suo intervento, sottolineando come alla proposta della Lega, già a partire dalla metà degli anni novanta, non ci sia stata una reazione forte attraverso un modello alternativo di federalismo non improntato alla divisione del Paese sulla base della ricchezza prodotta. “Non corriamo appresso a Calderoli - ha ribadito Veltroni ai partecipanti al seminario - ma immaginiamo una nuova organizzazione del sistema dei poteri finalizzato alla crescita economica e ad un equa distribuzione sociale (sentito particolarmente nelle regioni del sud), che dovrebbero caratterizzare una forza come la nostra”. L’idea di partenza, secondo il segretario del Pd, in un tentativo di armonizzazione tra le diverse posizioni che animano il partito, è che la ricchezza prodotta dai cittadini di una regione resti a disposizione degli stessi per finanziare i servizi. Ma questa idea deve essere accompagnata da una prospettiva unitaria e solidale tra le regioni, oltre al principio di responsabilità nell’uso delle risorse che deve essere assunto dalle istituzioni locali a tutti i livelli. Secondo Veltroni, l’obiettivo prioritario deve essere quello di garantire a tutti i cittadini i servizi essenziali. “La destra sbatterà sulle cifre e per questo la Lega sembra essere diventata più saggia e moderata”, ha ribadito Veltroni durante il suo intervento. “La Lega è preoccupata perchè sa che il federalismo fiscale non avrà i soldi. Costa allo Stato Centrale e deve necessariamente mettere in atto una riforma istituzionale e non solo il federalismo fiscale”.
Di pig (del 08/07/2008 @ 00:06:06, in politica, linkato 818 volte)
“Siamo in silenzio stampa. Per il momento preferiamo non rilasciare nessuna dichiarazione”. Questo, quanto dichiarato dai cinque “birichini” del gruppo consiliare del Popolo della Libertà, al termine dell’incontro di ieri col sindaco di Oristano, che poi dovrà riferire ai partiti. Non è difficile, tuttavia, ipotizzare cosa sindaco e PdL si siano detti, oltre a quello di cui avevano già discusso nell’ultima riunione d’intergruppo. Punti prioritari del programma elettorale (sottoscritto a suo tempo) da portare avanti, un’accelerata all’azione della giunta, nuovi assetti. Ed a proposito di new entry nella giunta Nonnis, è oramai certo che anche un consigliere del PdL rappresenterà i cinque “dissidenti” nell’esecutivo. E se uno dei nuovi assessori dovesse essere Sandro Lisini, per Mario Diana, ex padre-padrone di An ad Oristano, che vede Lisini (che con Paratore e Angioi ha lasciato il gruppo di An) come il fumo negli occhi, sarebbe l’ennesimo smacco e un’ulteriore dimostrazione di quanto sia scemato, negli ultimi tempi, il suo potere sia in seno ad An, che all’interno alla coalizione di centro-destra. Diana è solo un esempio di come oramai la stagione dei “padroncini” di partito sia giunta per tutti al capolinea. La stessa cosa può dirsi, infatti, per Oscar Cherchi, che nella “vicenda Moretti” ha dovuto subire un ceffone niente male, e che starebbe per perdere un assessore (Vidili?); per Attilio Dedoni, contestatissimo all’interno del partito per non essere riuscito a strappare, a suo tempo, un assessorato per i Riformatori, che ora, invece, lo pretendono (Varsi o Sanna?); e persino per Giovanni Marras, che avrebbe perso molti punti nella particolare graduatoria di Forza Italia, dopo il suo declassamento nella lista per le politiche. Complessivamente, la vera delusione di questa legislatura, non è stata tanto “Nonna Abelarda Nonnis” (non esente da colpe, ma il cui flop era facilmente prevedibile, quantomeno a causa dell’inesperienza), quanto l’inconsistenza, la fumosità, l’incapacità, e la totale assenza dei partiti, nelle persone dei loro leader locali (e ci rendiamo conto che dicendo “leader” facciamo un’autentica forzatura), che non riescono a vedere al di la del loro personalissimo orticello (e questo capita non solo a destra, ma anche nel centrosinistra), preoccupati come sono di conservare il cadreghino in consiglio regionale. Ogni loro azione o comportamento ha, infatti, un solo e unico fine: le elezioni regionali. Tutto il resto non ha importanza alcuna. Cosa volete che importi loro, se la giunta comunale è impantanata dal momento del suo insediamento, con tutta la lunga serie di problemi che questo comporta? Agli “ex padroncini” di questo non importa niente. L’ultima dimostrazione l’hanno data durante questa crisi, lasciando la patata bollente nelle mani del sindaco, dando carta bianca alla “povera” Abe, in modo tale da scaricale, poi, se le cose dovessero andare male (e l’ipotesi non è così assurda), tutte le responsabilità del fallimento. Non bisogna però dimenticare che i partiti, al momento dell’insediamento, hanno insistito perché “Nonna Abelarda” ingoiasse i due ex assessori della giunta Barberio, Biddau e Vidili, e le hanno, successivamente, imposto “l’assenteista” Franceschi (in sostituzione del compianto Gianni Solinas) come assessore all’Urbanistica. In poche parole, e senza girarci attorno, Abe è stata spesso lasciata sola dai partiti della sua coalizione, più che per scienza, per complessiva incapacità politica di chi è al timone (più per grazia ricevuta, che per meriti) delle forze politiche del centro-destra. E se si vuole avere la conferma di quanto asseriamo, basta volgere lo sguardo indietro di qualche anno, e fare un paragone (improponibile) tra coloro che guidano ora i partiti e i leader politici di qualche tempo fa. “Nonna Abelarda Nonnis” è costretta, quindi, a prendere atto di quel poco che passa il convento, e a tentare di andare avanti, puntando su una giunta rinnovata e corretta. Giunta di cui, come vi abbiamo già riferito in precedenti articoli, potrebbe entrare a far parte anche un assessore esterno (Pettinau?), anche se, a questo punto, c’è da chiedersi quale forza politica accetterebbe di perdere una pedina, senza avere niente in cambio, e fino a che punto convenga pescare un jolly esterno dopo l’esperienza Franceschi. Insomma, per Abe, dubbi ed interrogativi non mancano, e, dopo aver annunciato che avrebbe risolto tutto in sei, sette giorni, ha ora constatato che deve andare con i piedi di piombo, anche se il varo della nuova giunta (e annesse priorità del programma) dovrebbe avvenire, intoppi permettendo, entro questa settimana. E intoppi potrebbero essercene molti. Più di un segretario ha, infatti, fatto la voce grossa, affermando: “Se toccano un nostro assessore si va tutti a casa”, anche se era consapevole che mentiva sapendo di mentire. A nessuno degli “ex padroncini” conviene, infatti, soprattutto in prospettiva delle regionali, assumersi la responsabilità di aver fatto concludere anzitempo la legislatura. Forse per questo motivo, quando sente i segretari sbraitare in questa maniera, il sindaco non se ne cura, sapendo benissimo che, come si suol dire, “can che abbaia non morde”. Per il momento, l’unica capace di mordere, e far male, è proprio Abe, che sembrerebbe quanto mai decisa ad andare per la sua strada, non prima di aver cambiato almeno tre assessori (Biddau, Franceschi, Vidili ?) e a dare, quindi, gambe al programma (quale?). I partiti reagiscano, poi, come meglio credono, ma con tatto, molto tatto, altrimenti questa volta si va veramente tutti a casa.
Altre notizie:
Proseguendo le azioni di contrasto alle povertà estreme, la Giunta regionale ha stanziato oggi quasi 23 milioni di euro "per il sostegno economico di persone e famiglie prive di reddito, in condizioni di accertata povertà e per l’abbattimento dei costi abitativi e dei servizi essenziali". "Si tratta - ha detto l’assessore Dirindin - di sostenere le persone in difficoltà duratura o transitoria, con progetti personalizzati di aiuto e monitoraggio delle azioni poste in essere attraverso la collaborazione con i Comuni. Lo scorso anno, con 5 milioni e mezzo, abbiamo potuto erogare mensilmente fino a 250 euro a persona. Quest’anno lo stanziamento è stato quadruplicato e la somma mensile erogabile è di 350 euro a persona. Un incremento notevole per un Programma che - nel resto d’Italia - solo Emilia, Friuli, Basilicata e Campania hanno adottato". Gli interventi sono finalizzati prioritariamente ad un aiuto nel pagamento di servizi essenziali (canone di locazione, energia elettrica, gas, acqua, rifiuti solidi urbani): a disposizione ci sono 15.000.000 euro da ripartire tra i Comuni della Sardegna (per il 10% in parti uguali e per il 90% in relazione alla popolazione). Sono previste poi iniziative a favore di famiglie numerose (minimo 4 figli), che abbiano un reddito insufficiente a coprire le esigenze essenziali: anche in questo caso, pur non trovandosi in condizione di povertà estreme, ci sarà un sostegno per l’abbattimento dei costi abitativi e dei servizi (canone di locazione, bollette ecc. ecc.) ma anche il pagamento di servizi come l’asilo nido, baby sitter, la frequenza di attività sportive o la partecipazione ad iniziative culturali, di studio o attività extrascolastiche. Per questa tipologia di intervento sono stati stanziati quasi 6 milioni di euro. La terza linea di intervento riguarda persone, gruppi di persone e famiglie prive di cibo, abitazione, vestiario e in condizioni di preoccupante isolamento relazionale (per esempio senzatetto, clochard). A loro è rivolto il programma “Né di freddo né di fame”, rifinanziato con 2 milioni di euro. Per l’assessore Dirindin "è necessario che il contrasto delle povertà diventi un tema centrale nella programmazione locale, per questo proponiamo che ogni Piano Locale Unitario dei Servizi (PLUS) comprenda uno specifico Piano degli interventi di contrasto della povertà, nel quale saranno indicate le tipologie e l’entità finanziaria degli interventi di assistenza economica e di prima accoglienza, erogati dai Comuni singoli e dai Comuni associati, i progetti personalizzati di aiuto, le priorità, nonché i criteri adottati per l’erogazione degli interventi".
Di pig (del 04/07/2008 @ 16:15:53, in politica, linkato 588 volte)
Per vincere le elezioni regionali occorre creare una nuova coalizione, possibilmente allargata anche alle forze di centro, federaliste e sardiste, che si riconoscano in un unico programma condiviso. A questo sta lavorando il Partito Democratico della Sardegna, che dopo i primi incontri informali ha dato il via alle riunioni congiunte, per il momento con i partiti della sinistra radicale. Tra gli argomenti affrontati, anche quello del candidato alla presidenza della giunta regionale, che deve scaturire dalla primarie di coalizione. Primarie che sono uno dei punti cardine su cui si fonda il Pd, e che sono previste, peraltro, dalla statuto. Di primarie, di statuto ed altro, si è discusso, ieri sera, presso la sala del consiglio comunale di Oristano, durante un convegno, organizzato dal Circolo “Davide Cova”, del Partito Democratico, in collaborazione col gruppo consiliare comunale del Pd, rappresentato dal capogruppo Peppino Marras.
Il convegno, dedicato al tema ‘Lo Statuto regionale del Partito Democratico della Sardegna: partecipazione e democrazia nel nuovo partito non sono facoltative, sono obbligatorie!”, è stato introdotto da Piero Spiga, a nome del coordinamento del Circolo, formato da Carlo Granese, Efisio Abis e Gabriele Chessa, nato per sopperire al deserto di partecipazione politica e di iniziativa, dopo il 14 ottobre 2007, e dopo la nomina a coordinatore di Ezio Collu, dimissionario da tempo.
Il tema centrale, “lo Statuto del Partito Democratico della Sardegna”, è stato affrontato dalla relazione di Francesco Sanna, senatore, componente della commissione nazionale statuto, da Peppino Marras, da Guido Tendas, da Antonio Solinas e da Emanuele Sanna, che ha concluso il convegno. L’interrogativo, “quale livello di autonomia debba rivestire il Partito Democratico della Sardegna?”, è stato declinato diversamente, ma ha prevalso la sintesi che il Partito in Sardegna debba godere della stessa specialità che va configurandosi per la Regione sarda, rispetto allo Stato nazionale. La nuova frontiera dell’autonomia e del federalismo si realizza nella con-partecipazione in tutte le sedi decisionali che attengono ai problemi della Regione. Piena e totale rappresentanza nell’Isola del Partito nazionale, configurazione anche diversa in Sardegna, rispetto a patti e accordi politici, che possano ampliare i soggetti fondatori del nuovo partito, estendendoli ai partiti e ai movimenti di tradizione sardista, autonomista e federalista. Ma il tema che più ha appassionato il dibattito e l’attenzione dei partecipanti è stato quello del rinnovamento della politica, dei suoi gruppi dirigenti, dei suoi rappresentanti istituzionali. L’ipotesi delle due legislature come limite del mandato regionale è stato unanimemente condiviso, e l’azione di rinnovamento della politica regionale, rappresentata dalla presidenza di Renato Soru, sono stati considerati da tutti come elementi imprescindibili della proposta politica del Partito Democratico della Sardegna. Primarie, quindi, come metodo di partecipazione e di scelta delle elettrici e degli elettori, coalizione ancor più ampia di quella del 2004, sulla base di un nuovo rapporto tra le forze dell’autonomia regionale, come condizione di una possibile vittoria di Soru e del centrosinistra, contro una destra che non merita di governare la Sardegna.
Altre notizie:
L'Assessorato dei Lavori pubblici informa che da lunedì 7 luglio sarà attivo il numero verde 800.811.188, per informazioni sulla concessione dei contributi a fondo perduto per l'acquisto, la costruzione o il recupero della prima casa di abitazione. Il numero verde sarà operativo, dalle ore 9 alle 17, dal lunedì al giovedì, e dalle 9 alle 14 il venerdì. Eventuali quesiti possono essere formulati anche tramite una e-mail da inviarsi al seguente indirizzo di posta elettronica: bandoprimacasa@regione.sardegna.it
Il Servizio Edilizia residenziale e i Servizi del Genio civile di Sassari, Nuoro e Oristano dell'Assessorato dei Lavori Pubblici sono a disposizione per informazioni e assistenza. Ricordiamo che la domanda di ammissione dovrà essere compilata sul sistema on-line, stampata, corredata da bollo e inoltrata a mezzo di raccomandata postale semplice all'indirizzo: Regione Autonoma della Sardegna – Servizio Edilizia Residenziale – Via San Simone n. 60, 09100 Cagliari. Il termine per la presentazione delle domande scade il 26 settembre 2008.
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Oristano si è riunito, in pompa magna, nell’aula della Corte d’Assise del palazzo di Giustizia, per la cerimonia di conferimento dei riconoscimenti per l’anzianità d’iscrizione all’Albo. Sono stati premiati l’avvocato Salvatore Ibba, classe 1922, per i sessant’anni di esercizio della professione, e gli avvocati Livio Tanchis, 80 anni, ed Icilio Sequi, 85 anni, per i cinquant’anni di professione. Per la prima volta, il Presidente dell’Ordine, avvocato Antonio Loy, e tutto il consiglio, hanno voluto premiare anche un giovane, istituendo un riconoscimento per chi avesse ottenuto la votazione più alta all’esame di abilitazione all’esercizio della professione. Quest’anno l’ambito riconoscimento è andato a Carla Atzori. E se il buon giorno si vede dal mattino…
Domenica 6 Luglio, alle 22, nella piazza della Torre, a Torre Grande, si terrà un concerto della “Bodega del son”. L’orchestra è composta da 8 elementi che eseguiranno musiche ballabili cubane (salsa, rumba, merengue, cha cha cha). Durante lo spettacolo, organizzato dall’Assessorato allo Spettacolo del Comune di Oristano, ci sarà la partecipazione delle “Creole” gruppo di ballerine cubane con diverse coreografie e i costumi dei vari balli popolari cubani.
Di pig (del 03/07/2008 @ 18:45:58, in politica, linkato 1074 volte)
Prima riunione, nella tarda mattinata di oggi, del sindaco di Oristano, con i segretari dei partiti che compongono quel che ancora rimane della maggioranza di centro-destra al comune di Oristano, dopo la bufera scatenatasi al termine della seduta del consiglio comunale, sciolto per mancanza del numero legale. Il tentativo della verifica è quello di fare quadrato attorno a “Nonna Abelarda Nonnis” (che ha avuto carta bianca dai partiti), e, dopo aver concordato le priorità del programma originario (sottoscritto prima della campagna elettorale) sulle cose da fare, andare avanti in maniera spedita, in modo tale da dare all’esterno l’immagine della coesione e non quella di una coalizione frantumata in mille pezzi. All’incontro non era presente nessun portavoce dei cinque componenti il PdL, visto il veto dei partiti, che considerano i “dissidenti” un gruppo consiliare e non come rappresentanti di una forza politica. Come si può facilmente capire, sono queste soltanto questioni di lana caprina, considerato che se la maggioranza vuole avere i numeri per procedere nella legislatura non può prescindere dai cinque importantissimi voti del PdL. Anche perché, a che serve fare la voce grossa o dichiarare l’ostracismo, quando un assessore il gruppo dei cinque “birichini” lo avrà comunque? Nella riunione, terminata attorno alle 15, si è infatti parlato anche di assetti. Abe ha esternato ai partiti quali assessori meritino tutta la sua stima e su quali componenti l'esecutivo nutra, invece, delle perplessità. A saltare, a scanso di sorprese, dovrebbero essere due o tre pedine. A lasciare la poltrona dovrebbe essere quasi sicuramente Marano Biddau (An), ed uno tra i forzisti Piero Franceschi e Tonino Falconi (o tutti e due?), con quotazioni in rialzo per quest’ultimo, stante il poco tempo a disposizione dell’ avvocato Franceschi, attuale assessore all’Urbanistica, da dedicare all’attività politica, e il successo personale, a suon di voti, riscosso da Falconi alle comunali. Spazio, quindi, in giunta per i Riformatori e PdL. E, a proposito del PdL, riferiamo quanto riportato da voci che circolavano negli ambienti politici cittadini, circa un presunto litigio, o un vivace scambio di opinioni che dir si voglia, tra Sandro Lisini (candidato all’assessorato) e Cristina Denti, che, secondo quanto si vociferava, aspirerebbe alla presidenza del consiglio. Sia Cristina Denti, da noi sentita nella tarda serata, che il resto del gruppo dei “birichini” del PdL hanno categoricamente smentito non solo questo presunto battibecco, ma anche che al loro interno ci sia, o ci sia mai stata, la pur minima frizione, e hanno tenuto a sottolineare che Cristina Denti non ha mai avanzato alcuna candidatura. Si tratterebbe, invece, secondo il Popolo della Libertà, di voci messe in giro ad arte, per screditare agli occhi dell'opinione pubblica i consiglieri del PdL, e nel puerile tentativo di creare tensioni all'interno di un gruppo, invece, quanto mai coeso. Certo, se il PdL dovesse spaccarsi (per la minoranza è una speranza; per la maggioranza sarebbe una iattura) per la coalizione di centro-destra sarebbero veramente grossi guai, perché con la ex troika di An da una parte e Denti e Puddu dall’altra, Abe sarebbe costretta a battere in ritirata. Almeno che non si vogliano spalancare le porte a Fortza Paris. Ma allora il prezzo da pagare, in assetti, sarebbe altissimo, e, con le regionali in vista, crediamo che nessun partito voglia perdere visibilità, per far spazio a terribili concorrenti come Solinas e company. Il sindaco andrà quindi avanti, per il momento, con la stessa coalizione, ma con una giunta ritoccata e coretta. Intanto, domani, i partiti consegneranno ad Abe la rosa di nomi per gli assessorati in discussione ed il sindaco deciderà, probabilmente entro sabato prossimo, chi più gli aggrada. Da quel momento in poi, almeno fino alle regionali, per Nonna Abelarda non ci saranno più scuse.
Di pig (del 03/07/2008 @ 14:45:30, in politica, linkato 1630 volte)
Al comune di Oristano, e a tutte le altre amministrazioni comunali, sarà convenuto aderire ad Abbanoa (dopo l’ok del consiglio, il comune di Oristano attende, materialmente, l’invito della società)? Era opportuno (al di la della querelle se l’adesione sia obbligatoria o meno, su cui ancora si dibatte) cedere gli impianti? Chi si occupa della manutenzione? Quali mutui accesi dal comune sono stati presi in carico da Abbanoa? Sono state richieste alla società tutte le dovute garanzie? A porsi questi ed altri interrogativi sono stati, recentemente, con una mozione e una interrogazione urgente (vedi articoli su questo blog del 26 e 27 giugno), i consiglieri di Forza Paris, Solinas e Tatti, ed i cinque “birichini” del Pdl (Angioi, Denti, Lisini, Paratore e Puddu), da tempo spina nel fianco della maggioranza. Il Pdl ha chiesto al sindaco, fra l’altro, se fosse a conoscenza di una comunicazione, inviata il 23 giugno dall’Autorità d’Ambito della Sardegna alla società Abbanoa, per eccepire numerosi inadempimenti contrattuali e con diffida ad adempiere entro venti giorni. In caso contrario, oltre all’applicazione di sanzioni economiche, Abbanoa corre il rischio effettivo che si veda revocare l’affidamento della gestione. Noi siamo venuti in possesso della “missiva-diffida”, inviata dall’Autorità d’Ambito ad Abbanoa, e per conoscenza ai comuni consorziati e all’Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani. Della lettera-diffida vi proponiamo ampi stralci:
Nonostante i ripetuti solleciti scritti e verbali, permangono ancora, da parte di codesta società (Abbanoa), numerose inadempienze di natura contrattuale, in merito agli obblighi assunti con la sottoscrizione della convenzione di affidamento e con l’entrata in vigore della carta dei servizi e del regolamento del Servizio Idrico Integrato. Tra queste, rivestono particolare rilievo quelle riguardanti: la qualità del servizio in generale, il rapporto con gli utenti ed il rispetto degli standard previsti nella carta dei servizi; il mancato trasferimento dei mutui e degli oneri connessi; …per esplicita richiesta del gestore, l’esercizio degli impianti e dei relativi oneri finanziari viene ancora garantito dai comuni, nonostante l’avvenuto trasferimento degli impianti, con l’impossibilità, per le amministrazioni comunali, di procedere direttamente alla riscossione delle bollette; irregolarità nell’emissione dei ruoli sia per quanto riguarda la tempistica che la determinazione degli importi, calcolati troppo frequentemente in acconto, sulla base di presunti consumi totalmente differenti dallo storico. Tale situazione, denunciata continuamente dai comuni consorziati e successivamente sollevata in maniera formale anche dall’Anci, appare non più sostenibile, e se unita alla preoccupante situazione finanziaria, derivante dai gravi ritardi accumulati nella riorganizzazione del sistema di bollettazione e, quindi, negli incassi, prefigura uno stato di grave inadempienza contrattuale da parte di codesta società, e, conseguentemente, l’obbligo per questo Ente di procedere ad una diffida formale ad ottemperare a quanto prescritto nella convenzione vigente. Si diffida pertanto codesta società a fornire, entro venti giorni dal ricevimento della presente, una relazione dettagliata, riguardante le procedure e gli adempimenti sinora posti in essere riguardo l’obbligo di proceder al trasferimento dei mutui, entro e non oltre il 31 luglio 2008; lo stato di attuazione delle procedure di trasferimento degli impianti delle gestioni in economia, con particolare riferimento alle problematiche connesse al trasferimento del personale, all’assunzione diretta dell’esercizio degli impianti, alla bollettazione, e alle situazioni debitorie nei confronti delle singole amministrazioni interessate; la riorganizzazione del sistema di bollettazione e la data certa dell’avvio delle procedure a regime; il numero delle utenze che sono state oggetto di emissione dei ruoli, distinte per comune, quelle per i quali i corrispettivi sono stati calcolati in acconto, i criteri utilizzati per la determinazione dei tali acconti, unitamente all’elenco dei comuni di recente acquisizione per i quali non è stato emesso ancora alcun ruolo, le motivazioni del ritardo, le previsioni temporali di recupero; i dati aggiornati del personale richiesti con note del 26 giugno 2006 e successive tuttora inevase. Si comunica che in caso di inosservanza di quanto previsto, la scrivente Autorità procederà all’applicazione di adeguate sanzioni economiche, nonché all’avvio del procedimento di verifica presso il gestore della sussistenza dei requisiti per il mantenimento dell’affidamento della gestione del Sistema Idrico Integrato.
Come si può constatare per i comuni consorziati non c’è proprio di che stare allegri, a dimostrazione di quanto fossero ben riposte le perplessità di coloro che si sono dichiarati sempre nettamente contrari all’ingresso in Abbanoa. Se la situazione denunciata dall’Autorità d’ambito risponde a verità (e non c’è motivo di dubitare del contrario), il comune di Oristano, alla luce di questa importante novità, per salvaguardare i cittadini, dovrebbe fare non uno ma mille passi indietro, in attesa che Abbanoa adempia a quanto richiesto dall’Autorità d’Ambito.
Altre notizie:
Luigi Mastrolilli è il nuovo Presidente del Tribunale di Oristano. La nomina ufficiale è di questa mattina, ed è stata accolta con grande soddisfazione, non solo da parte dell’interessato, ma anche da tutti gli addetti ai lavori del settore Giustizia. Luigi Mastrolilli, 58 anni, pugliese, sposato a Terralba, due figli, in Sardegna da una vita, ha iniziato a lavorare nell’Amministrazione giudiziaria come uditore nel giugno del 1978, ed è poi diventato magistrato presso il Tribunale di Oristano nel lontano 1° settembre del 1979. Presidente della Sezione Penale dal 1992, Luigi Mastrolilli, con la nomina di questa mattina, ha coronato una carriera ricca di soddisfazioni, durante la quale si è fatto apprezzare non solo per l'equilibrio e l'alta professionalità, ma anche per le sue grandi doti umane ed una disponibilità difficilmente riscontrabile. Per questi motivi (frase, questa, che Mastrolilli avrà ripetuto, nella sua carriera di magistrato, milioni di volte), appresa la notizia, al neo Presidente sono arrivati gli auguri da tutto il circondario del Tribunale di Oristano, e non solo. Una volta compiute tutte le incombenze burocratiche, Luigi Mastrolilli sostituirà nella carica più alta Carlo Angioni, 69 anni, che ha ricoperto l’incarico di Presidente del Tribunale di Oristano per oltre 16 anni. Appassionato di caccia e pesca, a Luigi Mastrolilli non rimane ora che festeggiare la nomina con gli amici pesca-cacciatori, anche se, a sentire i maliziosi, dissacranti componenti la compagnia, per la libagione difficilmente si potrà contare sulla materia prima “conquistata” direttamente dal neo Presidente. Come a dire che, a caccia e pesca, quelle del neo Presidente del Tribunale di Oristano sono... braccia sottratte alla magistratura.
Di pig (del 02/07/2008 @ 00:45:58, in politica, linkato 996 volte)
Se non è crisi definitiva, poco ci manca. Nell’arco, al massimo, di una settimana si dovrebbe sapere se questa rabberciata maggioranza di centro-destra al comune di Oristano proseguirà nella legislatura, oppure se il sindaco, constatato che non ci sono più i numeri per andare avanti, deciderà di mandare tutti a casa. “Non c’è ombra di dubbio – ha detto “Abe” ai giornalisti, nell’estemporanea conferenza stampa, convocata ieri sera subito dopo una riunione di intergruppo – che apriremo immediatamente una verifica sul programma. Domani (oggi per chi legge) incontrerò i segretari dei partiti e discuteremo il da farsi”. La “Nonna” più nota di Oristano è stata ben attenta a non parlare di verifica politica, ma poi ha parlato di mutamento di assetti, ed è come se lo avesse fatto. D’altro canto “Abe” non può non prendere atto che il quadro della maggioranza in consiglio comunale è mutato; che esiste un nuovo gruppo consiliare, il PdL, formato da cinque birichini, che giurano fedeltà ai quattro venti e poi assestano fendenti niente male; che An si è ridotta a un solo consigliere e ha in giunta due assessori; che Forza Italia perde pezzi (Paolo Sulis, ora indipendente) e continua vantare due assessori e il presidente del consiglio; che sono in costante aumento, come se colpiti da un virus, i mal di pancia dei consiglieri di maggioranza. Insomma, c’è il tanto, a proposito di dolori, perchè “Abe” abbia un persistente mal di testa. Che rischia di diventare cronico, se a ciò si aggiunge che in un consiglio comunale già spaccato, oltre ai “dissidenti” del PdL, a minare il terreno ci si sono messi, ora, anche i Riformatori (partito che ha espresso il primo cittadino), che ritenendo il sindaco al di sopra delle parti chiedono con forza di avere un loro rappresentante in giunta. Se la soluzione fosse questa, a “Nonna Abelarda Nonnis” basterebbe cambiare, come da tempo si vocifera, Mariano Biddau (An) e Tonino Falconi (F.I.) con Sandro Lisini (PdL) e Chicco Varsi o Giuseppe Sanna (Riformatori) ed il gioco è fatto. Ma in politica le semplificazioni vengono sempre viste con occhio torvo, per cui è sempre indispensabile nobilitare anche le richieste più semplici, riempiendole di contenuti, parlando per esempio di coerenza, verifica e rispetto del programma e, se è il caso, perché no, anche di verifica politica. E questo hanno fatto i cinque consiglieri del PdL., che stanchi di aspettare la tanto attesa (e promessa) verifica, nella seduta del consiglio comunale di ieri hanno riposto all’appello, e prima che iniziasse la discussione hanno lasciato l’aula. A questo punto il capogruppo del Pd, Peppino Marras, ha dichiarato che l’opposizione non avrebbe mai fatto da stampella ad una maggioranza senza numeri, ed ha annunciato che tutti i consiglieri della minoranza avrebbero lasciato i banchi del consiglio, facendo mancare il numero legale. Cosa che è puntualmente avvenuta. Il messaggio politico del PdL a “Nonna Abelarda” è stato chiarissimo, ed è come se “i dissidenti” avessero detto al microfono: “Caro sindaco, tu sai le motivazioni che ci hanno portato a costituire il nuovo gruppo, sai che da tempo chiediamo la verifica (anche se non hanno mai detto, all’esterno, di voler essere rappresentati in giunta; cosa questa, anche se minimizzano, a cui invece tengono molto. Ndr), e dopo due mesi d’ulteriore immobilismo non intendiamo più andare avanti in questa maniera. Tu hai visto che senza di noi non hai i numeri per governare, e allora o si fa la verifica, oppure te ne assumi le responsabilità e si va tutti a casa”. Questo, in soldoni, quanto ripetuto dai “dissidenti” al sindaco, durante la riunione di intergruppo, convocata seduta stante, immediatamente dopo la riunione del consiglio comunale. La verifica, quindi, ci sarà, anche se si porrà subito un problema. “Abe” incontrerà solo i segretari delle forze politiche, o i segretari e un portavoce dei “dissidenti”? Ed i segretari accetteranno di incontrare il rappresentante del PdL? Pensiamo, per esempio a Mario Diana, il cui carisma in seno ad An è stato fortemente ridimensionalo dal sonoro ceffone assestatogli dalla terna Angioi-Lisini-Paratore, che al solo pensiero di discutere di programmi e, soprattutto, di assetti con i “dissidenti” farà salti di gioia. “Deciderò tutto entro una settimana – ha detto “Abe” -; con i segretari faremo il punto della situazione, oramai non più procrastinabile, poi vaglierò le proposte, e se mi renderò conto che non ci sono più i numeri per governare, ne trarrò le conseguenze. D’altro canto, giunti a questo punto, cosa dovrei fare?”. L’interrogativo del sindaco è quanto mai opportuno, considerato che mai, come in questo periodo, “Nonna Abelarda” sente la fine della legislatura ad un tiro di schioppo. All’uscita dalla riunione d’intergruppo, tra i consiglieri si sono subito formati vari crocchi, per discutere, a caldo, della situazione, ed ognuno ha detto la sua. C’è chi è per un ritocco minimo alla giunta; chi è, invece, favorevole ad un rimpasto sostanzioso; c’è chi parla di verifica programmatica, e chi sostiene sia necessaria una verifica politica; chi tifa per un megaribaltone e chi propone un reset per poi ripartire da zero; chi si esprime per l’ingresso di Fortza Paris nella maggioranza, e chi, invece, preferisce l’Udc. Tra le voci che sono circolate ieri, c’è quella che vorrebbe Mauro Solinas tra i promotori di un ingresso immediato di Fortza Paris nel PdL (anche in vista delle prossime regionali), e chi ha parlato della imminente costituzione di un nuovo gruppo consiliare, composto dall’indipendente Paolo Sulis, da Antonio Scanu (Udeur, o ex Udeur), e da Mario Cadeddu (Fortza Paris). Come sempre accade in queste circostanze, le illazioni si sono mescolate alle mezze verità, e tanti sono stati i “mi hanno detto che…”, “ho saputo da fonte certa…”, “sono sicuro che al posto di…”. Ma a fare da motivo conduttore nelle chiacchiere post-intergruppo, è stata, soprattutto, la forte preoccupazione per il momento delicato, anche se annunciato da tempo, che sta attraversando la coalizione di centro-destra e il sindaco, che dopo esser stato per tanto tempo in balia degli eventi, sta tentando in extremis di raddrizzare la barca. Perché in extremis? In extremis rispetto alle regionali. Perché riteniamo che, in questo momento storico, sia “Abe” ad avere il coltello dalla parte del manico e possa quindi permettersi qualsiasi terremoto. Con le regionali dietro l’angolo è, infatti, difficile che i partiti abbiano gli attributi per fare la voce grossa e inchiodare il sindaco di fronte alle proprie responsabilità. Dopo le regionali (a seconda del risultato), il discorso potrebbe, invece, cambiare totalmente. Ecco perché, per il sindaco, questo è il momento opportuno per agire, prima che sia troppo tardi.
Prima di concludere, vi riferiamo di un piccolo cammeo, verificatosi nella riunione di giunta, tenutasi nella mattinata di ieri. Per la prima volta, infatti, un assessore ha espresso il voto contrario ad una proposta di un suo collega. Non solo, ma ha anche chiesto che questo fosse riportato a verbale. I protagonisti sono stati Piero Franceschi (che ha espresso il parere negativo) e Ivano Cuccu (il proponente). Il “nodo del contendere” era chi fosse il dirigente che dovesse occuparsi del Suap (lo sportello unico per le attività produttive), dopo la richiesta del dirigente Satta di non curarsene perché oberato dal forte carico di lavoro. L’assessore Cuccu ha quindi proposto che ad occuparsi dello Sportello Unico fosse il dirigente Pinna, ritenendo il Suap, in sintesi, più attinente al settore dell’urbanistica. Proposta respinta al mittente dall’assessore Franceschi, che ha invece chiesto che il Suap dovesse far capo al dirigente Dettori. Insomma, entrambi gli assessori hanno cercato di non gravare ulteriormente di lavoro i dirigenti che sono più a stretto contatto con loro, ma che poi si votasse contro e che si chiedesse che di questo voto contrario ne restasse traccia nei verbali, non era finora mai accaduto. Anche se il fatto non è eclatante, dimostra comunque quale sia la coesione, l’amalgama e la collegialità, in seno alla giunta Nonnis. Un’altra piccola chicca da annotare nel già fitto diario di “Abe”.
Di pig (del 30/06/2008 @ 02:00:14, in politica, linkato 758 volte)
La frase del titolo, mutuata dal ciclismo preistorico per le gesta di Fausto Coppi, fotografa alla perfezione il risultato di quanto accaduto ieri, ad Arborea, alla prima riunione del coordinamento (o direzione che dir si voglia) regionale del Partito Democratico. In effetti, l’investitura ufficiale di Renato Soru come candidato leader del Pd per le elezioni regionali del 2009 ancora non c’è stata. Antonello “Fabio Massimo” Cabras, “il temporeggiatore”, segretario regionale del partito, ha deciso di prendere tempo, affermando che, nonostante il termine ultimo per la presentazione delle candidature scada oggi, il tema è di una tale importanza che occorre approfondire ulteriormente la discussione fino al 15-20 luglio. In questa data dovrebbe, infatti, essere convocata una successiva riunione del coordinamento, la cui sintesi sarà poi ratificata dall’assemblea regionale. Nel frattempo Cabras contatterà le forze politiche della futura, “nuova” coalizione di centrosinistra (cosa, questa, che il coordinamento ritiene indispensabile), nella malcelata speranza che qualcuna di queste chieda le primarie di coalizione. Questo cosa significa? Significa che le primarie di coalizione sono per Cabras l'ultima spiaggia per una candidatura da opporre a Soru, perchè la corrente che fa capo al segretario regionale, proclami e gazzosa a parte, è pronta fare un passo indietro, in quanto si è resa conto della debolezza, come anti-Soru, non solo di Tore Cherchi (che pare non abbia nessuna intenzione, peraltro, di fare da vittima sacrificale, anche se si è reso disponibile alla tenzone, esprimendosi per le primarie di coalizione) ma di qualsiasi altro candidato da opporre, attualmente, al presidente della Regione. Non per nulla, da più parti, è venuto un invito a cercare un punto d’incontro, a scendere a patti, e lo slittamento è sembrato una mossa ad hoc del segretario, secondo alcuni per stemperare le tensioni, secondo altri per alzare il prezzo, una volta sfaldatasi la candidatura interna anti-Soru. Anche in questa riunione (iniziata alle 11 e proseguita, ininterrottamente, fino alle 19) sono emerse due linee ben definite: c’è, infatti, chi ritiene inutile andare alle primarie, perché questo non solo indebolirebbe la leadership di Soru, ma apparirebbe all’esterno come uno sconfessare l’operato della giunta regionale (e di tutto, è stato detto, ha bisogno il Pd in questo momento molto delicato, che di apparire spaccato). I sostenitori delle primarie, pur ritenendo positivo quanto fatto dalla giunta regionale, ritengono, invece, che sia sempre utile porsi in discussione e che la candidatura del leader, chiunque esso sia, ne uscirebbe comunque rafforzata. Nella sua relazione introduttiva, Antonello Cabras ha invitato tutti a meditare sul perché, attualmente, il centro destra sia avanti al centrosinistra e cosa si debba fare per recuperare lo svantaggio. “Siamo convinti – ha detto, fra l’altro, Cabras - di aver fatto bene, ma gli elettori, alle amministrative del 2007, alle politiche del 2008 e alle recenti amministrative, evidentemente non l’hanno percepito così. Ad un anno del voto, con al governo il centrosinistra, senza che l’opposizione abbia proposto un’idea, senza che abbia fatto nulla, dobbiamo chiederci come mai la destra sia avanti a noi. C’è un’evidente insoddisfazione, è inutile nasconderlo, sulla quantità e sulla qualità dello sviluppo che abbiano proposto, quindi dobbiamo agire per mutare questa tendenza, e sappiamo che la Regione è in grado di cambiare questa percezione”. Cabras ha poi ribadito come sia necessario aprire alle alleanze (tema questo ricorrente in tutti gli interventi) perché da soli si hanno poche possibilità di vittoria. Ed anche sulla leadership, secondo il segretario, bisogna aprire una discussione con gli alleati, che non deve essere oggetto di negoziato, ma il tentativo per cercare una soluzione condivisa. “A questo proposito – ha detto Cabras – vorrei ricordare che c’è il voto disgiunto che può premiare, ma che può anche essere penalizzante. Dobbiamo, quindi, discutere di primarie serenamente, senza guerre fratricide, senza drammi, evitando rotture e scissioni. A me non interessa una vittoria interna, m’interessa vincere fuori, mi interessa vincere le elezioni. Se designassimo il presidente in carica plebiscitariamente non ci crederebbe nessuno, se invece fosse designato dalle primarie l’effetto esterno sarebbe diverso”. Sulla stessa lunghezza d’onda del segretario, anche Paolo Fadda (uno dei più convinti sostenitori della tesi che con Soru leader il centrosinistra vada incontro ad una possibile sconfitta), Giulio Calvisi (che ha invitato il presidente a scendere a patti), Emanuele Sanna (primarie non come strumento di delegittimazione di Soru, ma come motivazione dell’elettorato), solo per citarne alcuni. Pro Soru e, data la situazione, contro le primarie, si sono espressi la maggior parte delle 31 persone che sono intervenute. E’ stata, quindi, la volta di Renato Soru, che ha ribadito non solo la sua volontà di candidarsi, ma di essere favorevole alle primarie. “Debbo dire, però, che questo è un momento particolare – ha affermato Soru – del Pd in Sardegna. Non abbiamo organismi, e per questo, recentemente, non abbiamo fatto le primarie, e non capisco come ora si debba invece cambiare idea. In una situazione senza regole, ci siamo dati la regola di presentare le candidature entro il 30 giugno e almeno questa regola dobbiamo rispettarla. Finalmente, dopo tante riunioni, abbiamo discusso delle preoccupazioni per l’attuale situazione politica, e abbiamo discusso del lavoro della giunta. Anche io vorrei discutere, magari tutti i fine settimana, su vari temi importanti, che non si possono eliminare con una semplice elencazione di dieci secondi. Si può discutere su come mai non si sia ancora adeguato un Puc al Ppr, o su come sta cambiando la pubblica amministrazione, o sui rifiuti. Ed a proposito di rifiuti, mi è sembrato, in quella occasione, di essere stato lasciato da solo, o di non essere stato abbastanza sostenuto. E’ ovvio che occorra il confronto per vedere se siamo uniti. Da solo non ce la fa nessuno. Oggi abbiamo parlato dell’operato della giunta e l’unica critica è stata fatta sul Ppr, che sarebbe da limare. Secondo me non dobbiamo togliere nulla, ma caso mai aggiungere qualcosa. In tutta la Sardegna non c’è più un posto per costruire, e non è vero che l’edilizia è bloccata. Oggi è difficile, caso mai, trovare qualcuno che voglia lavorare nell’edilizia, che voglia fare il muratore. E se qualcuno sostiene che i sardi mettono il lavoro al primo posto tra le loro priorità, forse c’è una percezione sbagliata, perché un buon 50% lo pensa per il resto del paese ma non per se. In Sardegna la disoccupazione è scesa dal 15% del 2004 al 10% di oggi, e il numero degli occupati è cresciuto. Su queste cose tra la gente c’è una percezione diversa, e noi dobbiamo lavorare per convincere, per educare i cittadini, perché abbiano la giusta percezione". Soru ha poi toccato un punto fermo: “Voglio candidarmi per vincere le elezioni. E noi dobbiamo “rassegnarci” a vincere. Dobbiamo lavorare per vincere, per rimediare agli errori, per concludere quello che abbiamo iniziato, per portare avanti un’idea di Sardegna diversa da quella della destra. Una Sardegna che si presenta con i bilanci in ordine, con enormi risorse e con grandi e lungimiranti prospettive. Ci troviamo – ha proseguito Soru – davanti ad un momento storico. E’ il momento in cui dobbiamo farci carico dei nostri problemi e risolverli da soli. La ribellione di alcune regioni del sud alla questione meridionale e la ribellione delle regioni del nord a trasferire risorse al sud, ci ha portato a questa situazione. Sono sicuro che le cose migliori sono quelle che faremo da noi stessi, come regione, come popolo, come piccolo stato. Non c’è argomento nella vita della Sardegna che possa essere affrontato meglio di quello che viene affrontato e deciso autonomamente. Dobbiamo prenderci questa responsabilità per migliorare la qualità della vita”. Renato Soru ha quindi parlato del G8, del suo incontro con Berlusconi, della leggee elettorale, della rappresentanza isolana a Bruxelles, e di altri tanti temi, sui quali non bisogna tentennare, come i beni culturali, ambiente, scuola, trasporti. “Se questi sono i temi – ha concluso Sou – allora posso essere un buon candidato; se invece i temi sono altri, può darsi che sia necessario trovare un altro candidato”. Le conclusioni finali sono state affidate, come da copione, al segretario. “ Dobbiamo continuare a dibattere – ha detto Cabras – per cambiare la percezione attuale dei sardi. La politica deve tener conto e si deve confrontare tutti i giorni col mondo nel quale l’opinione pubblica si muove. Siamo indietro e dobbiamo lavorare per colmare lo svantaggio. Ho ascoltato Soru con attenzione e se metto in fila le cose che ha detto, mi trovo di fronte a una dichiarazione di indipendenza, e questo avviene anche perché c’è una crisi dello Stato centrale. Se al nostro programma dobbiamo dare questo connotato dobbiamo, però, discuterne con gli alleati. Non possiamo, infatti, andare avanti da soli, ma dobbiamo costruire un’alleanza programmatica in maniera diversa rispetto al passato. Di questo e altro dovremo discutere con le altre forze politiche, che, come detto, potrebbero proporci le primarie di coalizione”. Anche in questa occasione, “il temporeggiatore” (appeso alle primarie di coalizione) ha, quindi, deciso di non decidere, nonostante le risultanze della riunione del coordinamento fossero chiare: al momento, nel centrosinistra, non c’è un candidato che possa competere, per la leadership, con Renato Soru. La verità è questa. Il resto è pura accademia.
Altre notizie:
La sentenza della Corte d'Appello di Cagliari, accogliendo in pieno la tesi da sempre sostenuta dalla giunta regionale, ha dichiarato non valido il referendum sulla Legge Statutaria per il mancato raggiungimento del quorum. Il presidente della Regione ha ora l'obbligo di promulgare una legge, approvata a maggioranza assoluta dal consiglio regionale, e passata al vaglio della Corte Costituzionale.
Commentando la notizia della sentenza della Corte d'Appello di Cagliari, l'assessore agli Affari generali e Riforma della Regione, Massimo Dadea, ha dichiarato: "Rimane il rammarico per una iniziativa improvvida, che ha bloccato per un intero anno il processo riformatore avviato dalla giunta e dal consiglio regionale.
E' importante che la Legge Statutaria ora entri in vigore. Da qui alla fine della legislatura sarà necessario operare perché maggioranza ed opposizione possano darne concreta attuazione, ad iniziare dalla riforma della L.R. n. 1/77 sul numero e le competenze degli assessorati, ed avviare la riscrittura dello Statuto di Autonomia. Come tutte le leggi la Statutaria è perfettibile e, se sarà necessario, potrà essere ulteriormente migliorata".
La Corte d'appello si e' attenuta alla recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha limitato in questo caso il ruolo della Corte d'Appello a una funzione strettamente amministrativa.
Di pig (del 30/06/2008 @ 01:45:36, in politica, linkato 939 volte)
Un’interrogazione sul rapporto tra il comune di Oristano e la Sogeaor, in relazione alle prospettive dello scalo aeroportuale di Fenosu, e un’interpellanze urgente, sull’affidamento del servizio di gestione delle aree di sosta a pagamento, sono state presentate, al sindaco di Oristano, per il gruppo del Partito Democratico, dai consiglieri Gianni Sanna ed Efisio Sanna.
Questo il testo:
Premesso
Che in occasione dell’adozione dalla deliberazione consiliare sull’adeguamento alla nuova normativa in essere del numero dei componenti del Consiglio di amministrazione della SOGEAOR, alcuni degli intervenuti hanno tra l’altro sollevato problematiche relative al rapporto tra questa Amministrazione e la Società partecipata, che hanno determinato la mancata ricapitalizzazione da parte del Comune di Oristano;
Che appare quanto mai opportuno, per la situazione attuale in cui versa l’infrastruttura aeroportuale, cercare di comprenderne le prospettive future con cui, da qui a qualche mese, anche il Consiglio Comunale dovrà in ogni caso confrontarsi;
Atteso
Che alcuni segnali non lasciano intravedere molti spiragli per una evoluzione positiva dell’Aeroporto “Campanelli”; infatti sulla base di quanto annunciato a più riprese dalla SOGEAOR, per dichiarazioni del suo Presidente e del suo Responsabile Tecnico, l’Aeroporto dovrebbe essere già aperto da qualche mese, con i primi traffici operativi già in essere e con problematiche di diversa e più facile lettura e risoluzione; ed invece, da un lato gli annunci ad effetto della prossima apertura al traffico commerciale prima per Dicembre 2007, poi per Marzo o Luglio di quest’anno e dall’altro le favole “tecniche-commerciali” aventi ad oggetto velivoli low-cost da 80-100 passeggeri ed il forte interessamento e persino accordi di massima già stretti con importanti compagnie nazionali, si sono scontrate con una diversa realtà , che ha presentato alla fine un conto salato in termini di denari investiti e di accresciuta sfiducia;
Rilevati altresì
tutta una serie ritardi tecnici ed organizzativi che si sono nel frattempo accumulati e che hanno riguardato la pista che era predisposta per velivoli di target medio-basso; la concessione dell’art 17, sui diritti di toccata, per la quale il Ministero delle Infrastrutture fu sollecitato all’uopo dal Comitato Unitario delle Professioni che si recò a Roma per attivare tutte le possibili iniziative; la installazione dei sistemi luminosi di avvicinamento ed atterraggio, la cui attivazione è stata conclusa solo una quindicina di giorni fa, dopo mesi di colpevole ritardo, ed in relazione ai quali non si conosce peraltro se l’ENAC abbia già rilasciato l’apposita dichiarazione di agibilità; la messa in opera degli apparati di radionavigazione, indispensabili ovviamente per poter agire come aeroporto; la costruzione dell’hangar, così tanto reclamizzata, di cui si conoscono invece solo i complessi iter burocratici che ne stanno allungando oltremodo i tempi; gli annunci, estemporanei e tuttavia ben cadenzati in prossimità di consultazioni elettorali, circa l’assunzione di 15-20-30 persone;
Considerato
Che non è emersa ancora una chiara visione della mission dell’aeroporto, come peraltro sottolineato anche da qualche autorevole intervento nel corso della Settimana Strategica promossa da questa Amministrazione , e che il vero problema del Campanelli non è infatti la sua apertura, ma che lo stesso possa reggere, anche alla luce della mutata situazione del mercato , imponendo quindi che sia ben delineato il compito che lo stesso è chiamato a realizzare;
Che non esiste ancora un vero studio di marketing e di posizionamento sul mercato , dovendosi escludere che quanto commissionato - anche dal SIL - (consulenze sul bacino di utenza e sul numero di passeggeri potenziali del Campanelli provenienti da zone limitrofe o più lontane) c’entra poco con il posizionamento sul mercato degli aeroporti della regione e sulla sinergia o concorrenza che potrebbe tra gli stessi determinarsi;
Che è stato sottolineato dagli esperti come da un po’ di tempo sia il vettore, cioè la compagnia aerea, a scegliere e fare il mercato e non viceversa e che pertanto l’avvenire di un aeroporto è determinato dal vettore ed è quindi a questi che ci si deve rivolgere attraverso politiche di marketing ed offrendo infrastrutture adeguate e personale formato;
Considerato altresì
Che tali ritardi e carenze rischiano peraltro di compromettere la credibilità e l’immagine di tutto il contesto territoriale, atteso che gli aeroporti sono elementi assolutamente fondanti all’interno del tessuto economico-produttivo, turistico e commerciale di un territorio grazie all’effetto moltiplicatore cui danno vita per il sistema delle transazioni commerciali dell’area e per l’immagine che ne proiettano all’esterno anche sul piano della dinamicità ;
Preso atto
che questa Amministrazione, dopo alcune incertezze iniziali manifestatesi con dichiarazioni e comportamenti tra loro assolutamente contradditori, ha annunciato. l’intenzione di voler esercitare un ruolo non marginale all’interno della SOGEAOR sia in occasione della approvazione del Bilancio di Previsione per il 2008 , con l’accantonamento delle relative risorse, sia nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale, attraverso le dichiarazioni del Sindaco;
con la presente si interroga il Sig. Sindaco per conoscere
- Se ed attraverso quali modalità il Comune di Oristano intende riacquisire all’interno di SOGEAOR il peso economico ed il conseguente ruolo politico che la mancata ricapitalizzazione ha naturalmente fatto venire meno;
- La valutazione sull’operato della attuale dirigenza della Società partecipata anche in relazione ai ritardi tecnici ed organizzativi accumulati in questi anni, alla base purtroppo dei ripetuti “flop” che hanno vanificato investimenti ed alimentato una diffusa sfiducia verso il futuro dell’infrastruttura;
- Le linee guida che secondo l’Amministrazione Comunale dovrebbero essere alla base di una azione rinnovata della SOGEAOR, chiamata rapidamente a definire un “pacchetto-offerta” credibile, che permetta di continuare a perseguire il progetto sull’area di Fenosu.(Per il Gruppo del Pd, Gianni Sanna).
Ed a proposito della Sogeaor, Marcello Serra, consigliere provinciale dell’Udc, sarà il nuovo presidente della società di gestione dell’aeroporto di Fenosu. Sul nome di Serra, dopo che l’attuale presidente, Pasquale Onida, aveva deciso di lasciare, c’è stata la convergenza di tutti i partiti della coalizione di centro-destra e, quindi, della maggioranza dei soci della Sogeaor (amministrazione provinciale, comune di Oristano, Camera di Commercio, Consorzio Industriale, Regione, Sfirs), che porteranno, il 4 luglio prossimo, all’attenzione dell’assemblea, questa decisione. Come si può facilmente immaginare, per Serra non sarà un compito facile, stante la tante problematiche che sono legate all’aeroporto, alcune delle quali sono state evidenziate nella mozione presentata dal consigliere comunale, Gianni Sanna, per il gruppo del Pd.
Questa, l’interpellanza di Efisio Sanna:
Premesso che,
con determinazione del 6° settore, n. 132 del 18.06.2008, si disponeva l’aggiudicazione alla Ditta Maggioli SpA del “Servizio di gestione delle aree di sosta a pagamento” e che, la suddetta aggiudicazione avveniva alle “condizioni e con le modalità specificate nel disciplinare di gara e nel capitolato speciale d’appalto, approvati con determinazione n. 27 del 19.02.2008;
Appreso che,
la ditta aggiudicataria Maggioli SpA, ha formalmente comunicato ai lavoratori l’intenzione di applicare il Contratto di lavoro “Grafici Industria Non Confapi” inquadrando il personale o gran parte di esso nel ruolo di Impiegato tecnico livello C2
Appurato che
la ditta cessante, nello svolgimento di analogo servizio, applicava correttamente l’accordo nazionale stipulato in Roma in data 15/1/2001 e aggiuntivo al CCNL del Terziario 20/9/1999 (essendo pertanto di fatto e giuridicamente una estensione dello stesso) rivolto a tutti i lavorati impiegati nel settore delle attività ausiliare della sosta e dei parcheggi;
Rilevato che,
il contratto che intende applicare la Maggioli SpA risulta essere di “minor favore” rispetto al CCNL appositamente siglato per il comparto;
Rilevato, altresì che;
la considerazione di “minor favore” oltre che basarsi sulla minore entità dei minimi salariali, potrebbe trovare ragione in istituti contrattuali di “minore interesse ed efficacia” quali ferie, permessi, salario accessorio, previdenza integrativa, trattamento economico in caso di malattia, infortuni, permessi legge 104, flessibilità di orario, eventuali incentivi o premi di risultato, etc. etc.
Rilevato, inoltre, che;
l’applicazione di un diverso contratto potrebbe aver creato una situazione di non corretta o impari concorrenza tra le ditte partecipanti determinando forse una situazione di non universalità nella predispostone dei conti economici;
Atteso che,
sulla base degli obblighi sanciti dal Capitolato D’Appalto la ditta aggiudicataria “deve garantire” al personale l’applicazione del CCNL di Categoria”;
Considerato che,
è in capo alla Amministrazione Comunale l’onere di porre in essere tutti gli atti necessari e volti a garantire che gli obblighi contrattuali derivanti dal disciplinare di gara e dal capitolato speciale d’appalto, vengano rispettati formalmente e sostanzialmente;
Tutto ciò premesso , si interpella il Sindaco e/o l’Assessore competente al fine di conoscere :
Se, l’Esecutivo e il Dirigente del 6° settore, siano a conoscenza del fatto che la Ditta Maggioli SpA intende applicare un Contratto di Lavoro diverso dal CCNL di categoria e/o di settore;
Se, nel caso lo stesso Esecutivo e il Dirigente del 6° siano a conoscenza dell’intendimento della ditta Maggioli Spa, quali atti sono stati adottati per richiamare la ditta aggiudicataria al pieno rispetto degli obblighi contrattuali;
Se, l’esecutivo e il Dirigente siano a conoscenza delle motivazioni che hanno indotto la ditta Maggioli SpA a proporre l’applicazione di un contratto di lavoro diverso;
Se, dai documenti presentati in sede di gara, fosse nota l’applicazione di un contratto di lavoro diverso da quello di categoria da parte della Maggioli o da parte degli altri concorrenti;
Quali iniziative, alla luce di quanto sopra esporto, si intendono intraprendere per garantire un immediato rispetto degli obblighi da parte della Maggioli SpA.
(Per il Gruppo del Pd, Efisio Sanna)
Altre notizie:
Dal 1° Luglio parte il nuovo servizio di parcheggi a pagamento ad Oristano curato dall’impresa Maggioli di S. Arcangelo di Romagna (Rimini). Alla gara d’appalto hanno partecipato cinque società, di cui quattro sono state ammesse alla valutazione tecnica. L’offerta della società romagnola è risultata la più vantaggiosa per l’Amministrazione comunale di Oristano, che avrà il 21% delle somme riscosse per i parcheggi. Il nuovo servizio è stato presentato, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, dall’assessore al Traffico Ivano Cuccu, dal Comandante della Polizia Municipale, Rinaldo Dettori, e da Daniele Foti della Maggioli. “Con il nuovo appalto, che avrà una durata di cinque anni, sono confermati i livelli occupativi (13 addetti) e gli 851 parcheggi a pagamento, 100 dei quali riservati ai residenti nel centro storico – ha spiegato l’assessore Cuccu -. La novità sostanziale è il posizionamento di 45 parcometri, che funzioneranno con le carte di credito, con i bancomat e ovviamente con i contanti. Si pagherà per il tempo effettivo della sosta, con un minimo di 20 minuti. Le tariffe sono di un centesimo al minuto. Sono previsti abbonamenti per i parcheggi sotterranei di vico Verdi e via Carducci. Ci sarà un miglioramento complessivo del servizio”. A Torre Grande il servizio partirà con qualche giorno di ritardo, funzionerà nelle vie Millelire e del Pontile, sette giorni su sette, fino a Settembre, dalle 9 del mattino alle 2 di notte. I residenti non pagheranno, mentre i proprietari di seconde case potranno pagare 70 centesimi al giorno. Intanto il Comune sta provvedendo ad allestire un’ ampia area di sosta gratuita nel piazzale antistante la pizzeria La Pineta, all’ingresso di Torre Grande. “I parcometri sono i più moderni ed efficienti in circolazione – ha aggiunto il Comandante Dettori -. I parcheggi coperti, una volta che saranno installati i meccanismi di automazione e di controllo elettronico, funzioneranno 24 ore su 24 e potranno essere finalmente utilizzati pienamente anche dai residenti. Il nostro obiettivo, con il miglioramento del servizio dei parcheggi a pagamento, è di favorire la rotazione delle auto e consentire un facile reperimento di aree di sosta libere”. Il Comandante Dettori, infine, ha annunciato che la Maggioli provvederà all’installazione di sistemi luminosi, per la comunicazione delle condizioni di utilizzo delle aree di sosta della città per indirizzare meglio gli automobilisti.
Una mozione sulla situazione del personale in provincia di Oristano nell’Ente Regionale AGRIS, è stata presentata, al presidente della giunta provinciale, dal consigliere di Fortza Paris, Mauro Solinas: Premesso che la RAS ha provveduto al riordino degli Enti Strumentali Regionali creando la nuova Agenzia Regionale per la Ricerca in Agricoltura a seguito dell’applicazione della riforma prevista con la LR 08.08.06, n. 13. Considerato che tale riorganizzazione mette in atto un processo di razionalizzazione e riordino delle strutture presenti nel territorio regionale, che interessa, ovviamente, tutto il personale operante prima della riforma, ma in modo ancora più significativo, proprio i lavoratori stagionali che nel processo di razionalizzazione dovrebbero essere coloro che ne farebbero le spese più di tutti. Evidenziato che la ridefinizione dei compiti istituzionali di AGRIS dovrebbe vedere ridimensionati alcuni compiti come il vivaismo su specie arboree e la sperimentazione in orticoltura con tagli che andrebbero ad incidere specificatamente sulle aziende presenti nel territorio oristanese. In questa ipotesi, come spesso accade, per la Provincia di Oristano, a trarne vantaggio sarebbero le strutture operanti nella Provincia di Cagliari.Il Consiglio Provinciale impegna il Presidente e l’Assessore competente: -Ad esercitare tutte le azioni che tutelino l’interesse del nostro territorio e che difendano in particolare le vocazioni dell’agroalimentare, settore che necessità continuamente di innovazione e applicazione delle conoscenze tecnico-scientifiche. A tutelare i posti di lavoro del personale assunto a tempo indeterminato ed in particolare quelli dei 10 lavoratori precari storici che operano presso l’azienda di Palloni, in alcuni casi da oltre un ventennio. A chiedere per tutti i lavoratori precari la stabilizzazione cosi come previsto dalla LR 29.05.07, n. - A richiedere al Comune di Oristano l’eliminazione dai terreni in uso a AGRIS degli usi civici al fine di permettere all’Azienda una più compiuta programmazione della propria attività.(Mauro Solinas)
I lavori della seduta del consiglio comunale del 26 giugno u.s. proseguiranno, in 1^ convocazione, il giorno 1° luglio 2008 alle ore 18,00 per la trattazione dei seguenti argomenti:
Istar (Istituto Storico Arborense) approvazione bilancio di previsione 2008. Relazione previsionale.
Istar (Istituto Storico Arborense) approvazione conto consuntivo dell’Istituzione anno 2007.
Mozione Gruppo PD: “Stato di abbandono delle aree verdi site nel prolungamento di viale repubblica”.
Ratifica delibera G.M. n. 98 del 06.05.2008. Variazione al bilancio di previsione 2008.
Ratifica delibera G.M. n. 100 del 12.05.2008. Variazione al bilancio di previsione 2008.
Ratifica delibera G.M. n. 106 del 13.05.2008. Variazione al bilancio di previsione 2008.
Ratifica delibera G.M. n. 109 del 27.05.2008. Variazione al bilancio di previsione 2008.
Il 7 Luglio scadono i termini per la presentazione delle domande per i cinque progetti comunali del servizio civile volontario nel campo del sociale, dell’ambiente e della cultura dove potranno essere collocati 20 operatori (4 per ciascuno dei progetti).Possono aspirare a diventare volontari del servizio civile nazionale i giovani di età compresa tra i 18 e 28 anni. Il servizio civile, prestato esclusivamente su base volontaria, ha una durata di 12 mesi e un rimborso mensile di 433,80 Euro.Questi i progetti comunali:
Liberi di apprendere: una biblioteca per la città del XXI°- Seconda annualità
Il progetto si propone il miglioramento dei servizi di reference e formazione dell’utenza per innalzare la competenza informativa e l’autonomia nelle scelte, attraverso il rafforzamento della biblioteca come “servizio essenziale”, come opportunità, punto di riferimento, luogo per vivere. Inoltre, intende promuovere programmi per adolescenti per avvicinarli alla lettura e far loro sperimentare un uso consapevole della biblioteca, contrastando, in tal modo, la dispersione scolastica, dare sostegno all’educazione permanente.
Libriciclo: attività di promozione della cultura ambientale- Seconda annualità
Attraverso questo progetto si intende fornire un servizio di informazione ed educazione ai cittadini sul tema dei rifiuti e dell’ambiente, con particolare riferimento alla raccolta differenziata e con la costituzione dell’Ecoteca.
Il Comune vicino
Il progetto punta a ridurre la distanza con i cittadini delle frazioni. Si cerca di ampliare l’area informativa con particolare riferimento al funzionamento e alle condizioni di accesso ai servizi comunali, all’attività amministrativa dell’Ente, alle iniziative e alle manifestazioni culturali, sociali e sportive. l volontari opereranno nelle circoscrizioni in particolare sinergia con l’Informacittà, con i servizi bibliotecari e i centri di aggregazione sociale.
Studio con te … - seconda annualità
L’obiettivo che si vuole raggiungere è di contrastare il fenomeno della dispersione scolastica nella scuola dell’obbligo. Il progetto, che ha come sede di svolgimento i 5 Centri di Aggregazione Sociale del sistema ludotecario comunale, intende favorire, tramite l’attività prestata dei volontari, dagli educatori professionali, dagli animatori e dai ludotecari e in stretto contatto con la scuola, lo sviluppo e il potenziamento dei fattori che contribuiscono a raggiungimento del successo scolastico dei ragazzi che frequentano la scuola dell’obbligo.
Percorsi in relazione
Il progetto si inserisce nel contesto dei servizi per l’infanzia e si realizza prevalentemente nel settore asili nido per progettare e realizzare, in sinergia con il personale operante nei servizi per la prima infanzia, percorsi ludici-educativi a favore di tutti i minori frequentanti con particolare riguardo a quelli che versano in situazione di difficoltà cognitive, relazionali edisagio psico-sociale. Si intende favorire la relazione madre-bambino, contrastare l’isolamento sociale delle famiglie svantaggiate e fornire alle famiglie e alle madri in difficoltà interventi protettivi, di sostegno emotivo e informativo
Questi i requisiti per la presentazione delle domande: età compresa tra i 18 e i 28 anni, cittadinanza italiana, assenza di condanne per delitti commessi mediante violenza contro le
persone o l’appartenenza a gruppi eversivi di criminalità organizzata, idoneità fisica certificata con riferimento allo specifico settore di riferimento. Eventuali requisiti specifici sono indicati nei singoli progetti.
È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile scelto fra quelli inseriti nella graduatoria regionale, delle province autonome, nazionale.
Il bando del Servizio civile e la modulistica per la presentazione della domanda, i progetti del Comune di Oristano sono disponibili sul sito internet del Comune di Oristano (www.comune.oristano.it) e della biblioteca comunale (www.biblioteca.oristano.it), nei locali dell’Informacittà in piazza Eleonora d’Arborea e in quelli della Biblioteca comunale in via Carpaccio.
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