|
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di pig (del 16/10/2008 @ 00:02:25, in politica, linkato 641 volte)
Il consiglio comunale di Oristano ha approvato la riperimetrazione dei nuclei di antica e prima formazione del comune di Oristano. Un altro piccolo, grande passo di un percors non certo facile verso il definitivo Piano urbanistico comunale, e un’altra tacca in favore dell’assessore comunale all’Urbanistica, Salvatore Ledda. Il neo assessore, dopo l’iniziale scetticismo con il quale era stato accolto nel nuovo incarico, anche da parte della stessa maggioranza di centro-destra, ha sorpreso in po’ tutti. Ma chi è, si chiedevano in tanti, questo carneade catapultato dalle Politiche sociali all’Urbanistica? Perché “Nonna Abelarda Nonnis” lo ha sistemato in una poltrona tanto delicata? E, quindi, fiato ai tromboni e alle illazioni: da frillo a supponente, da testa di legno a testone, da longa manus di costruttori a braccio armato del binomio Leoni-Mattu. Incurante di quanto si vociferava su di lui, Ledda ha affrontato il nuovo, ostico fardello con molta umiltà, trascorrendo tutta l’estate a studiare una montagna d’incartamenti, ed ha proseguito a lavorare sodo con un unico obiettivo: portare a termine il capitolo Puc. Liberandosi, poi, dal limite del colore politico, dell’autoreferenzialità e della cura del proprio orticello, che accomuna i politici di basso profilo, Ledda con molta lungimiranza ha cercato immediatamente il dialogo con la Regione, cosa questa, d’altro canto, imprescindibile se si vogliono ottenere dei risultati e se, soprattutto, si pensa in prospettiva al bene della comunità. La classica scoperta dell’acqua calda, che i suoi predecessori non hanno mai (o raramente) posto in essere, forse perché si ritenevano urbanisticamente dei luminari, e, quindi, non avevano necessità di alcun suggerimento. E che Ledda stia procedendo per il verso giusto, lo ha riconosciuto non soltanto la maggioranza (“…il nostro gruppo è favorevolissimo a questa delibera”, ha detto Angelo Angioi del PdL) ma anche la stessa minoranza, con Giuliano Uras (Udc), Fabio Porcu (Fortza Paris) e Pietro Arca (Pd), che si sono complimentati con l’assessore per l’ottimo lavoro svolto, “…anche perché – è stato detto – l’assessore Ledda ha ripreso, fra l’altro, il discorso della qualità e della dignità urbana delle frazioni”. Che cosa s’intenda per riperimetrazione, lo ha spiegato bene (anche con l’aiuto dell’ingegner Scanu dell’Area Tecnica) lo stesso assessore all’Urbanistica: “Il Piano paesaggistico regionale – ha detto Ledda - ha vincolato buona parte del centro abitato delle frazioni; un vincolo di carattere paesaggistico, che considera un'abitazione residenziale alla stregua di una sorta di nuraghe, quindi di un monumento che ha una caratteristica di carattere paesaggistico, e che perciò va tutelata e vincolata. Lo stesso piano paesaggistico – ha proseguito Ledda -, nelle norme tecniche di attuazione, ci dice cosa dobbiamo fare, per far sì che questi vincoli che sono previsti nel Ppr vengano meno”. In sostanza, secondo l’assessore all’Urbanistica, si deve presentare alla Regione una riperimetrazione, che in sostanza significa scendere in scala rispetto alle previsioni che erano state fatte all'interno del PPR. “Questo lavoro, che interessa in questa fase la perimetrazione del centro matrice, secondo le indicazioni della Regione – ha spiegato Ledda -, in realtà ci ha consentito poi di iniziare un'attività di copianificazione con l’assessorato regionale all’Urbanistica, per discutere non solo di aspetti semplicemente paesaggistici, ma di iniziare ad entrare nel merito anche degli aspetti più urbanistici. In una fase di pianificazione abbiamo anche individuato come ci si deve muovere in una fase successiva, nel momento in cui sono stati definiti i nuovi confini”. A sentire Ledda, comune e Regione hanno riconosciuto che non esiste più il vecchio centro abitato con lcaratteristiche che meritano una tutela simile, per esempio, a quella del centro storico di Oristano, perché è venuta meno l'edificazione con quelle caratteristiche, e insieme hanno quindi convenuto che era necessario fare riferimento non ai vincoli classici di un centro storico, ma ai vincoli di una zona diversa, che ha, quindi, necessità di essere riqualificata e non semplicemente tutelata. “Ovviamente - ha detto l’assessore comunale - siamo all'interno di un ambito dell'adeguamento del nostro strumento urbanistico al PPR; siamo nell'ambito di un lavoro che ci vede anticipare, in qualche modo, le attività del piano urbanistico, e lo facciamo oggi perché abbiamo la necessità di togliere i sigilli che hanno interessato le frazioni in questi mesi; questo, ovviamente, non significa che poi alcuni particolari non possano essere discussi anche nel momento in cui porteremo in aula il piano urbanistico comunale. Non fosse altro perché (e faccio riferimento ai cosiddetti beni superstiti) abbiamo la necessità, in queste settimane (tra l'altro questo ci è stato chiesto anche dalle circoscrizioni), di segnalare quelle che riteniamo essere le abitazioni che hanno delle caratteristiche che, in qualche modo, sono riconducibili alla casa campidanese. Riferimento, questo, fatto da studiosi che hanno dato vita alle linee guida, allegate al Puc”. Concludendo, Salvatore Ledda ha sintetizzato così, quanto argomentato: “Possiamo dire due cose: stiamo riperimetrando i confini dei centri matrice all'interno delle frazioni, tenendo conto che comunque facciamo riferimento alla scelta del PPR, anche perchè non può essere fatta una scelta diversa. Abbiamo semplicemente riportato in scala quelli che erano i confini del PPR, e ne abbiamo preso atto verificandoli all'interno di una cartografia più dettagliata. Abbiamo anche stabilito con la Regione che cosa poteva essere fatto, e abbiamo sottoscritto un documento, in cui sostanzialmente non facciamo altro che riconoscere, entrambi, che non esiste un centro storico, che esistono dei beni superstiti, e che insieme decidiamo di tutelarli, avendo come riferimento delle caratteristiche che siano riconducibili ad una casa di tipo campidanese”. Tutto ciò, secondo Ledda, non significa porre dei vincoli, ma significa muoversi in un ambito che tutti possono condividere. Un ambito in cui il punto fermo è quello di riportare le frazioni a delle caratteristiche che siano tali “… per cui la frazione di Donigala sia diversa da un quartiere della città di Brescia”. Ledda ha concluso parlando di ecosostenibilità. “Quando parliamo di sostenibilità dobbiamo dare un seguito a questo termine, perché se non valorizziamo gli aspetti più tradizionali e classici dell'abitato, diventa poi difficile lasciare ai posteri qualcosa che abbia le caratteristiche della sostenibilità”. Al termine del suo discorso, Salvatore Ledda ha chiesto, ovviamente, l'approvazione dell’ordine del giorno “…non fosse altro perché ci consente di liberare le frazioni di tutti i vincoli che le hanno interessate fino ad oggi “.
Altre notizie
L'Assessorato degli Enti locali, finanze ed urbanistica ha prorogatola 17 novembre la scadenza per la partecipazione a "Biddas", il bando rivolto ai Comuni per la presentazione di proposte di valorizzazione dell'edificato storico della Sardegna. "Biddas", con una disponibilità finanziaria di 25 milioni di euro, prevede l'erogazione di contributi per la realizzazione di interventi che siano in grado di incidere sulla valorizzazione del patrimonio edilizio dell'edificato storico al fine di: adottare un sistema di incentivi per l'utilizzo del patrimonio storico in forme compatibili con il turismo sostenibile e diversificato (comprensive anche di attività terziarie di appoggio al turismo) operando mediante il sostegno a interventi di recupero connotati da alta qualità urbana e finalizzati al riutilizzo di abitazioni vuote; operare la riqualificazione ed il recupero del tessuto insediativo dei centri urbani, con particolare riferimento agli insediamenti storici, anche come occasione di sperimentazione di modelli di ricomposizione spaziale e figurativa dell'assetto urbanistico, per una corretta definizione paesaggistico-ambientale dell'insieme; limitare le attività edilizie e lo spreco del territorio a favore del recupero del patrimonio edilizio esistente; contrastare il fenomeno di abbandono dei centri storici e dei borghi rurali; favorire la consapevolezza delle popolazioni in tema di identità locale e di paesaggio sardo. Possono presentare domanda di finanziamento le seguenti tipologie di reti di Comuni: Unioni di Comuni formalmente costituite da due o più Comuni; Reti costituite da una parte dei Comuni facenti parte della stessa unione di Comuni; Comuni comunque aggregati, appartenenti alla stessa provincia. La domanda di finanziamento dovrà essere presentata dal Comune capofila della rete di Comuni, e dovrà pervenire entro le ore 13 di lunedì 17 novembre.
Da lunedì 20 ottobre parte, nel comune di Oristano, il nuovo servizio pubblico di raccolta del rifiuto umido delle attività economiche, produttive e commerciali. “I rifiuti, confezionati in buste biodegradabili di "matter bi", dovranno essere esposti su strada nel giorno indicato per la raccolta, tassativamente tra le 12,45 e le 13, nelle immediate vicinanze dell’attività senza arrecare intralcio alla circolazione stradale e pedonale, conformemente a quanto previsto dal Nuovo Codice della Strada, all’interno degli appositi contenitori carrellati di colore marrone, il lunedì, mercoledì e venerdì”, ha spiegato l’assessore all’Ambiente Alessandro Lisini. “La nuova disciplina – ha aggiunto Lisini - è regolata da un’ordinanza del sindaco, Angela Nonnis, che istituisce il divieto, per le utenze interessate, di conferire ed immettere il rifiuto umido all’interno dei cassonetti per la raccolta stradale dei rifiuti. Per 110 utenze è previsto il potenziamento della raccolta fino a 6 volte alla settimana. Chi fosse interessato deve presentare richiesta al Servizio Ambiente del comune di Oristano”. I quantitativi massimi conferibili da ogni singola attività produttiva non potranno eccedere la capienza dei contenitori assegnati. Il ritiro dalla strada del contenitore utilizzato per il conferimento dei rifiuti dovrà essere effettuato, a cura dell’utenza, dopo lo svuotamento e comunque non oltre le 17. L’ordinanza stabilisce anche il divieto del posizionamento permanente dei contenitori per la raccolta nella pubblica via. Il servizio di ritiro dovrà essere concluso dalla ditta appaltatrice entro le 17. L’inosservanza degli obblighi e dei divieti stabiliti dall’ordinanza comporta una sanzione amministrativa da 25 a 250 Euro. Per ogni informazione si può contattare il numero verde 800 066 276, attivo dal lunedì al sabato dalle 7 alle 13. Per reclami e segnalazioni si può contattare il Servizio Ambiente del Comune di Oristano, in orari d’ufficio, al telefono 0783/791509 o al fax 0783/791510.
Di greg (del 08/10/2008 @ 13:00:00, in politica, linkato 756 volte)
Il consiglio regionale ha cominciato, questa mattina, la discussione della mozione di censura nei confronti dell’assessore all’Agricoltura, Francesco Foddis, presentata dal centrodestra e illustrata dal primo firmatario, Mario Diana di An, alla presenza del presidente della regione, Renato Soru, e dell’intera giunta. “Finalmente - ha detto Diana - riusciamo a vedere in faccia gran parte della giunta, cosa questa a cui non siamo abituati, se non in occasioni straordinarie”. Diana ha poi parlato di disastro nel settore agricolo e ha accusato, fra l’altro, l’assessore Foddis di conflitto d’interessi, dato il suo ruolo apicale nella azienda “3A di Arborea” (incarico che Foddis ha lasciato una vota diventato assessore) e di essere diventato il rappresentate dell’esecutivo regionale più impopolare assieme a Soru. “Non sono venuto qui in pompa magna, ma solo per partecipare al dibattito”, ha replicato il presidente Soru, in un breve intervento, a difesa delle strategie della Regione a sostegno del settore agricolo, prima di lasciare il consiglio regionale per partire a Roma, per inderogabili impegni istituzionali. “Qui non si sta parlando – ha detto Soru - soltanto dell’operato dell’assessore Foddis, ma della politica della giunta regionale in agricoltura. Qualunque mozione di censura nei confronti di uno dei componenti la giunta, è una mozione che ci vede tutti coinvolti. Sono, quindi, totalmente responsabile di ogni atto dell’assessorato all’agricoltura, così come di quelli dell’intera giunta. Il comparto agricolo – ha continuato Renato Soru - non sta vivendo, attualmente, disagi maggiori di quelli subiti in altri periodi, o in rapporto alla situazione di altre regioni del Mezzogiorno”. Soru ha poi elencato gli interventi più significativi della giunta in agricoltura, dalla riforma della agenzie agricole al piano di sviluppo rurale. “E’ un settore in cui abbiamo lavorato, e molto – ha concluso il presidente della regione -. Non lasceremo debiti, nè false illusioni agli agricoltori, e neppure disoccupati dovuti al massiccio clientelismo nei Consorzi di bonifica”. Di diverso avviso, come ruolo e prassi vogliono, il capogruppo di Forza Italia, Giorgio la Spisa, che ha parlato di “…deriva senza freni dell’agricoltura sarda, da addebitare alla giunta regionale. La descrizione della realtà fornita dal presidente l’ha vista solo lui. Forse pensate – ha concluso La Spisa, rivolgendosi alla giunta - di aver fatto tutto quello che era possibile per l’agricoltura dell’isola. Ma, evidentemente, siamo di fronte a una patologia oculistica, perché non siete per nulla presenti nel territorio”. La Spisa si è, però, dimenticato di dire e espiegare (forse perchè era impossibile) come sia, invece, presente il centrodestra. Non basta, infatti, dire “avete fatto male” per ritenere che la ragione stia tutta dalla propria partre e non nella sponda opposta. D’altro canto, gli agricoltori ricordano bene in che situazione disastrosa aveva lasciato l’agricoltura, nel 2004, il governo regionale di centrodestra. Un settore di cui, allora, era sta fatta “tabula rasa”. Alla ripresa dei lavori, Francesco Foddis si è difeso a tutto campo."Il 2008 e' stato un anno difficile per l'agricoltura, per straordinari motivi strutturali e congiunturali - ha spiegato Foddis -, ma se andiamo a vedere i dati del 2007 rispetto al 2006, il valore aggiunto del settore agricolo fa segnare in Sardegna un +1,3 % rispetto al +0,1% della media nazionale". Sul piano delle spendite, tra i vari dati elencati, l'assessore ha ricordato che, nell'anno tra 2007 e 2008, "…sono stati effettuati pagamenti per 138 milioni di euro da parte dell'agenzia Argea". La replica del centrodestra è stata molto dura: "Noi censuriamo il suo operato di assessore. In consiglio regionale avevamo votato un ordine del giorno in base al quale lei avrebbe dovuto presentarci un piano di rilancio del settore, ma non è arrivata nessuna risposta". Intanto, in serata Foddis ha potuto tirare un sospiro di sollievo. La mozione di censura è stata, infatti, respinta dal consiglio regionale con 39 no, 33 sì, e un astenuto. Durante le dichiarazioni di voto il centrodestra si è espresso compatto a favore della censura. Roberto Capelli (Udc) nel suo intervento ha accusato i consiglieri di centrosinistra di avere "poco coraggio" di fronte all'intervento di questa mattina di Soru, “… che – ha detto Capelli - vi ha detto, in poche parole, che se censurate l'assessore Foddis vi manda tutti a casa". Tra i banchi della maggioranza è stato invece confermato il no alla censura. I lavori del consiglio regionale riprenderanno domani, alle 10, con all'ordine del giorno la discussione sulla legge urbanistica, che proseguirà fino alle 14 di venerdì.
Altre notizie:
In Italia per diventare insegnante di religione, anche in una scuola pubblica, bisogna ottenere il via libera del vescovo. Una prassi in vigore dai Patti lateranensi del 1929, ma entrata in collisione con le regole europee che vietano qualsiasi forma di discriminazione in ragione del credo religioso di un lavoratore. E per vederci chiaro Bruxelles ha aperto un dossier e inviato una richiesta di informazioni al governo Berlusconi. Il caso nasce da una denuncia alla Commissione europea, promossa dal deputato radicale Maurizio Turco, dall'avvocato Alessandro Nucara e dal fiscalista Carlo Pontesilli. Le accuse del pool radicale sono molto precise e si fondano sulle regole cardine dell'Unione europea. Afferma, infatti, la direttiva comunitaria del 2000 contro la discriminazione che un lavoratore non può essere discriminato per ragioni "fondate sulla religione". Ma c'è di più, visto che la parità di trattamento, a prescindere dalla confessione, è garantita anche dalla Dichiarazione universale dell'Onu, richiamata dal Trattato di Maastricht, e dalla Convenzione europea sui diritti dell'uomo. E, a quanto sembra, la regola in vigore da ottant'anni e confermata nel 1985 in seguito al rinnovo dei Patti firmato da Bettino Craxi va in un'altra direzione. L'avallo vescovile, è la tesi radicale, rappresenta infatti una violazione delle regole comunitarie. A non andare è soprattutto la diversità di trattamento tra i professori di religione e quelli delle altre materie: chi vuole insegnare, infatti, deve svolgere un corso di abilitazione di due anni e poi sperare di diventare precario, prima tappa della sua incerta carriera. Chi insegna religione, invece, sottolinea la denuncia recapitata a Bruxelles, deve solo ottenere la nomina vescovile (fatti salvi alcuni requisiti professionali), godendo dunque di un trattamento privilegiato vietato dalla Ue. E se anche i corsi sono stati per ora sospesi dal ministro Gelmini, la disparità resta, perché va da sé che un ateo o un non cattolico non può diventare docente di religione, con palese discriminazione rispetto a chi è credente. Ma non finisce qui, visto che c'è anche una disparità di trattamento retributivo tra i circa 23 mila insegnanti di religione e gli altri, con i primi che prendono più soldi dei secondi. Prassi bocciata a luglio dalla giustizia italiana, che ha condannato il ministero dell'Istruzione a parificare lo stipendio di un professore che ha fatto ricorso aprendo la strada a nuove singole denunce (in Italia non esiste il ricorso collettivo). Argomentazioni che hanno fatto breccia a Bruxelles, con la direzione generale Affari sociali e pari opportunità della Commissione europea, che a cavallo dell'estate ha chiesto una serie di informazioni al governo, riservandosi di decidere sul caso solo quando avrà letto la risposta, attesa a breve. Insomma, non si tratta ancora di una procedura formale contro l'Italia, ma l'invio di un questionario significa che la Ue nutre seri dubbi sulla legalità della nostra legge. Esattamente come avvenuto nel 2007, quando Bruxelles ha chiesto una serie di informazioni sui colossali sgravi fiscali accordati alla Chiesa. Un dossier, questo, ancora al vaglio della Commissione che, secondo diversi interlocutori, prende tempo viste le ingombranti pressioni politiche che spingono per un'archiviazione. (Alberto D’Argenio – www.repubblica.it)
“Il Governo si impegni al monitoraggio costante sul sistema di valutazione utilizzato nei prossimi anni e a considerare la possibilità di modificarlo in corso d’opera”. Lo ha dichiarato, Caterina Pes, deputato del Partito Democratico, durante la presentazione in aula dell’ordine del giorno che porta la sua firma. “E’ necessario affiancare alla valutazione numerica – ha detto Caterina Pes - nuove modalità di giudizio espresse in modo analitico, sia sul livello di competenze conseguite nelle singole discipline, sia sul livello di maturazione globale raggiunto dall’alunno”.
L’'Unita' tecnica regionale per i lavori pubblici (Utr), il nuovo organo, istituito con una legge regionale dello scorso anno, che sostituisce il Comitato tecnico amministrativo regionale e i quattro Comitati provinciali dei lavori pubblici, è stato costituito, oggi, a Cagliari. Saranno quindici gli esperti esterni dell’Unità tecnica, a fronte dei cinquantaquattro impiegati dei precedenti Comitati. Nella riunione d'insediamento, aperta dall'assessore ai Lavori pubblici, Carlo Mannoni, l'Utr ha espresso parere favorevole (con le apposite prescrizioni) per i progetti preliminari riferiti all'Apq "Metanizzazione della Sardegna", che riguardano le reti del gas metano nei comuni, fra gli altri, di: Cabras, Baratili San Pietro, Bauladu, Milis, Narbolia, Nurachi, Riola Sardo, San Vero Milis, Siamaggiore, Solarussa, Tramatza e Zeddiani (12,7 milioni di euro). L'organismo ha espresso parere favorevole anche al progetto preliminare dei lavori di adeguamento della Strada Statale 292, nel tratto tra la statale 131 e il ponte del Rimedio (importo: 7,1 milioni), presentato dalla Provincia di Oristano.
Di greg (del 07/10/2008 @ 13:30:57, in politica, linkato 1385 volte)
Per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili in forza al comune di Oristano si prospetta l’assunzione da parte di una società in house, che si occuperà delle pubbliche manutenzioni. Non è ancora esclusa l’assunzione diretta negli organici comunali, almeno per una parte dei ventinove Lsu, ma la soluzione che, ieri sera, è sembrata incontrare i consensi maggiori del consiglio comunale è quella della società in house. La seduta di ieri è servita al consiglio comunale per esaminare i termini della proposta, illustrata dal dirigente del settore tecnico comunale, Giuseppe Pinna, relativa all’ipotesi della costituzione di una società in house, a totale capitale pubblico, con socio unico il comune di Oristano e forma giuridica di una società a responsabilità limitata, con un amministratore unico e un direttore tecnico. La società, che dovrebbe chiamarsi “Oristano servizi”, potrebbe diventare il braccio operativo del comune di Oristano, consentire di risolvere il problema della stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, e migliorare la qualità dei servizi offerti alla cittadinanza in termini di efficienza, efficacia ed economicità. Tra i possibili compiti della “Oristano servizi”, la manutenzione del verde, la gestione dei cimiteri, degli impianti sportivi e dei parcheggi, i servizi di pulizia, e alcuni servizi culturali. Oltre alla stabilizzazione dei ventinove lavoratori socialmente utili, si punta anche all’assunzione dei venti operatori del verde pubblico, il cui servizio di manutenzione (costo circa 600 mila euro ogni anno) non sarà più affidato all’esterno, come avviene adesso. “In questo modo – secondo l’Ingegner Pinna – si potrebbero ottenere delle economie di scala, una gestione unitaria dei servizi comunali, una maggiore flessibilità operativa ed un controllo diretto e costante della società e dei servizi da parte del Comune”. La stabilizzazione degli LSU consentirebbe di accedere agli appositi contributi regionali. Tra le criticità individuate dal dirigente comunale, l’individuazione di un management qualificato, i pericoli derivanti dall’eccessiva municipalizzazione della società (lentezza, scarsa motivazione …), la necessità di forti investimenti iniziali per la qualificazione professionale e per l’acquisito delle attrezzature. Il piano d’impresa presentato dall’Ingegner Pinna prevede che la società, nei primi cinque anni, si finanzi con i contributi regionali per le stabilizzazioni, e con i fondi che il Comune già destina all’erogazione dei servizi. L’obiettivo è di arrivare all’autosufficienza nel 2014, per poter concorrere anche nel libero mercato. Nel corso del dibattito l’Ingegner Pinna e il sindaco Nonnis hanno chiarito i dubbi, sotto il profilo tecnico e politico, legati all’ipotesi della costituzione della società in house. Il sindaco Nonnis, in particolare, ha spiegato che la strada dell’inserimento negli organici comunali non è esclusa, ma i vincoli cui è sottoposto l’ente imporrebbero l’assunzione di un massimo di 20 lavoratori su un totale di 29. Per una soluzione equa e razionale del problema, che da un lato tenga conto delle esigenze dei lavoratori e dall’altro della necessità di offrire dei servizi qualificati, la soluzione più idonea sembra quella della costituzione della società in house. Non sono mancati però i pareri contrari, come quelli di Ernesto Pia (Forza Italia verso il PdL) che non ritiene saggia la scelta di una società in house, e di Antonio Scanu (Udeur) che per i lavoratori socialmente utili preferirebbe l’assunzione diretta negli organici comunali.
Fin qui, il comunicato stampa dell’amministrazione comunale, su un argomento che interessa tanti lavoratori precari in forza al comune di Oristano. Il dato politico da sottolineare è la disparità di vedute tra il gruppo di Forza Italia verso il PdL (il più consistente in consiglio) e il sindaco, che non ha certo preso bene la “sparata”, del tutto inattesa, di Ernesto Pia. Questo conferma, ancora volta, come gli argomenti che approdano in consiglio comunale non vengano preparati a dovere, né discussi preventivamente dalla maggioranza, che ha dato l’ennesima dimostrazione di superficialità e scarsa coesione. Che il cammino della giunta non sarebbe stato tutto rose e fiori, soprattutto dopo il rimpasto, era facilmente prevedibile, anche perché lo smacco subito in quella occasione da Forza Italia e Verso il PdL (gruppi poi unificatisi), da parte del sindaco, è stato un rospo di difficile digestione. Ora è giunto il momento di chiedere i conti. Questa scaramuccia è stata solo una prima avvisaglia, e siamo certi che non sarà l’ultima. Intanto, evidentemente preoccupata per quanto accaduto nella seduta di ieri, il sindaco, questa mattina, ha riunito la giunta comunale e i capigruppo di maggioranza e minoranza, per un esame dei contenuti del dibattito consiliare sulla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e l’eventuale costituzione della società “Oristano servizi”. “L’incontro è servito per calendarizzare i prossimi impegni, e giungere ai prossimi appuntamenti con una proposta ben definita, corredata dei necessari pareri tecnici, ma anche per dare ai singoli gruppi politici il tempo per fare le rispettive valutazioni – ha spiegato il Angela Nonnis -. La seduta di ieri del consiglio comunale è stata molto proficua. I numerosi interventi hanno fatto emergere tante tematiche, che meritano un esame accurato al fine di consentire un dibattito costruttivo e capace di portare l’assemblea civica alla soluzione migliore, negli interessi dell’ente, da città e dei lavoratori”. Venerdì 10 ottobre si riunirà nuovamente la conferenza dei capigruppo, mentre non si terrà più la seduta di consiglio comunale già convocata per lo stesso giorno. Entro mercoledì 15 ottobre sarà consegnata la documentazione necessaria per un approfondito esame sulle possibili soluzioni. Il giorno dopo si riunirà la Commissione programmazione e bilancio. Venerdì 17, il sindaco incontrerà nuovamente i capigruppo per la definizione di un documento finale e per convocare per la settimana successiva il consiglio comunale.
Altre notizie:
All’Albo pretorio e sul sito internet del Comune di Oristano (www.comune.oristano.it) sono stati pubblicati i bandi per la fornitura gratuita, o semigratuita, dei libri di testo per l'anno scolastico 2008/2009, e per l'assegnazione di borse di studio a sostegno della spesa sostenuta dalle famiglie per l'istruzione nell'anno scolastico 2007/2008. L'intervento relativo alla fornitura dei libri è destinato agli alunni delle scuole medie inferiori e secondarie superiori, mentre l'intervento relativo all'assegnazione delle borse di studio a sostegno della spesa è destinato agli alunni delle scuole elementari, medie e superiori, le cui condizioni di reddito familiare non siano superiori ad un ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) di € 14.650,00.Le domande, corredate dei giustificativi di spesa (fatture, scontrini), dovranno essere presentate, in originale, dagli interessati al Centro Informacittà, entro e non oltre il 30 novembre 2008. I moduli per la compilazione della domanda, e i relativi bandi, sono a disposizione presso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune, il Centro Informacittà, in Piazza Eleonora, e il sito internet del Comune: www.comune.oristano.it Qualsiasi informazione potrà essere richiesta all'Ufficio P.I. 1° piano (palazzo Scolopi), dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, e nei pomeriggi di martedì e giovedì dalle 16 alle 17,30.
Di greg (del 07/10/2008 @ 12:30:10, in politica, linkato 903 volte)
Sul risultato dei referendum, è intervenuto, fra gli altri, l’assessore regionale agli Enti locali e Urbanistica, Gian Valerio Sanna, che questa mattina ha diramato una nota stampa, che volentieri pubblichiamo.
"Governare gli interessi dei cittadini è cosa troppo seria, per concedersi a trionfalismi o a tifoserie sugli esiti dell’espressione più diretta della volontà popolare. Tuttavia i risultati dei Referendum devono aprire squarci di saggezza e di riflessione in tutti coloro che, con umiltà, ascoltano e orientano le scelte della comunità. I referendum erano inutili nel merito, e mi pare ciò sia stato largamente confermato dai Sardi che, come vado sostenendo da tempo, sono persone capaci di decidere e capire le dinamiche della società, più di quanto alcune parti della politica non creda. Il risultato, peraltro, se spolpato da alcuni elementi condizionanti, come la pluralità dei quesiti ( in molti paesi dove vi sono le più consistenti risorse idriche l’affluenza è stata alta), la consistenza dei “no” e l’adulterazione dell’informazione svolta da alcuni organi, al limite della decenza, dice chiaramente che le politiche del territorio e della sua conservazione sono maggioritarie in Sardegna. I seguaci del “liberismo” edilizio ed edificatorio si riducono così ai soliti, pochi, interessati ed a coloro che, a causa della tempesta mediatica, hanno creduto che dietro questo appuntamento ci fosse davvero una “crociata di liberazione”. La verità pesante di questa tornata di consultazioni popolari è che i cittadini sono assai più avanti dei propri dirigenti politici, e, se volete, questo è un monito importante anche per noi che oggi siamo chiamati alla responsabilità di governare, e che dovremmo dismettere le lotte intestine, per raccogliere tutte le energie possibili nell’ascolto ed per il rilancio di una proposta riformista per le prossime elezioni regionali. L’astensionismo è, come spesso accade, una censura all’inadeguatezza dei mezzi come dei fini che il richiamo alle urne spesso contiene. I cittadini sanno bene che noi siamo stati investiti da loro di una responsabilità di governo e di scelta e dunque non sempre accettano, su temi inconsistenti come questi, la strumentalizzazione e il declinare delle responsabilità. Dentro questo referendum vi è ancora una resa dei conti dentro la destra sarda, tenuta in scacco dalle aspirazioni di un ex Presidente che vorrebbe riprendere il filo “illogico” del suo mal governare e che, facendosi scudo del Piano Paesaggistico, da anni cerca di riprendere una scena che ha perso da tempo. Il centro sinistra dovrà fare tesoro di questo evento, riflettere sul fatto che troppo spesso le divisioni interne si arroccano intorno alle ”fissazioni” ed ai giudizi frettolosi di qualche suo dirigente e che invece, come dimostrano i fatti di oggi, i Sardi la pensano in maniera del tutto diversa. Sono cadute le vecchie cattedrali dei cosiddetti ”riferimenti sociali” di un tempo, che trasmettevano fedelmente una condizione sociale e, conseguentemente, orientavano le scelte. La Sardegna ha una società che è cresciuta in questi anni e che si è secolarizzata anche nella capacità di discernere e di scegliere, ed è per questo che alla politica è chiesto un più consistente bagno di umiltà e di ascolto dei cittadini. Siamo contenti tuttavia di una cosa: la Sardegna può continuare la strada intrapresa per risorgere ad una nuova condizione ambientale e paesaggistica. Può ancora sperare di far sognare, e lasciare in coloro che l’abiteranno, il ricordo dell’infinità generosità del Creatore". (Gian Valerio Sanna- assessore regionale Enti locali e Urbanistica).
Altre notizie:
La spesa media sostenuta dalle famiglie, in Sardegna, per l'acqua è di 232 euro l'anno, in linea con il resto di Italia, dove si spendono 229 euro. Da segnalare, però, che nella nostra isola gli aumenti tariffari, tra 2006 e 2007, sono stati dell’8,4%, contro il 4,6% della media nazionale. Questo, quanto E' quanto scaturito da un'indagine dell'Osservatorio prezzi e tariffe dell'associazione "Cittadinanzattiva", che ha preso in esame, per tutti i capoluoghi di provincia italiani, il servizio idrico integrato (acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, e quota fissa o ex nolo contatori). Il riferimento è dato dal costo annuo sopportato da una famiglia di tre persone, con un consumo medio annuo di 192 metri cubi d’acqua, come calcolato dal Comitato di vigilanza sull'uso delle risorse idriche. In Sardegna la spesa annuale e' composta dalla quota fissa pari 7%, per il 54% dai costi dell'acquedotto, per il 28% dalla depurazione e per l'11% dalla fognatura.
La giunta regionale ha trasferito agli enti locali, singoli o associati, e alle Province, le risorse necessarie ad assicurare continuità nella erogazione dei servizi museali e bibliotecari fino al 31 dicembre 2008. La proroga è stata concessa in attesa di dare corso al riordino dell’intero comparto con l’ approvazione del Piano triennale regionale per i beni culturali. L’approvazione definitiva del Piano, già approvato in via preliminare e al vaglio dei soggetti istituzionali interessati per l’adozione definitiva, consentirà di attivare le procedure di accreditamento e di inserimento nei sistemi museale e bibliotecario della Sardegna da parte dei luoghi e istituti della cultura che vorranno aderirvi. Il Piano aprirà di fatto un importante processo di riqualificazione, modernizzazione e sviluppo dell’intero sistema culturale e identitario della Sardegna. La giunta regionale ritenendo che l’avvio e la messa a regime del processo di accreditamento e quindi di raggiungimento degli standard qualitativi e quantitativi debba attuarsi con la necessaria gradualità, così come previsto dal piano preliminare, ha ritenuto di prorogare sino al 31 dicembre 2008 i progetti in essere. Agli enti locali titolari dei progetti verrà assegnata una quota contributiva pari al 90% del costo del personale, calcolando i singoli contributi sull’importo stabilito dal contratto collettivo di lavoro riferito all’anno 2007. Gli enti beneficiari dovranno contribuire al finanziamento della restante quota del 10%.
Di pig (del 05/10/2008 @ 22:01:54, in politica, linkato 1067 volte)
Ha vinto l’astensionismo, senza dubbio alcuno. Solo il 20,4% degli aventi diritto (300.859 sardi sui 1.471.797) si è infatti recato alle urne per votare i tre referendum (in provincia di Oristano ha votato il 28%), che miravano ad abrogare, in Sardegna, la cosiddetta “Legge Salvacoste” e alcuni articoli delle norme sulla gestione dell'acqua da parte di Abbanoa (gestore unico e tariffa uguale per tutti). Perchè la consultazione fosse valida era necessario il quorum del 35,5%, in base alla legge statutaria entrata in vigore a luglio, che richiedeva il 50% piu' uno degli elettori che avevano votato alle ultime regionali del 2004. Il flop dei referendum era praticamente già evidente fin dalle 19, dopo che la rilevazione dell’affluenza alle urne aveva evidenziato che a votare era stato appena il 14,2%, cioè 202 mila elettori, ben lontano dal quorum da raggiungere di 513 mila ( 35,5%). Ed infatti un lancio dell’Ansa, la più importante agenzia giornalistica italiana, aveva preannunciato, con largo anticipo sulle 22, come per i tre referendum si fosse fatto un buco nell’acqua. Una sconfitta secca, quindi, per i fautori del SI, ad incominciare dal centro-destra (Forza Italia, An, Fortza Paris, Udc, Uds, Riformatori) e da frange varie del centrosinistra (il gruppo dei sardisti di Maninchedda e Trincas, e i socialisti di Balia), capeggiati da un Mauro Pili alla spasmodica ricerca di visibilità, che da anni, ormai, non ne azzecca una. “Sarà un test politico importante – aveva sostenuto il Comitato per il SI – per le elezioni regionali del 2009, visto che con questo voto i sardi diranno, indirettamente, la loro anche sull’operato di Renato Soru”. E per ottenere questo risultato, il centro-destra aveva approntato una campagna propagandistica a tappeto, senza precedenti, chiedendo l’intervento dello stesso Berlusconi, che aveva invitato i suoi “conterranei” dell’isola a votare SI. L’appello è però caduto nel vuoto, e se a questa consultazione si voleva dare un significato politico, semplificando alla "Catalano", è incontrovertibile che la giunta Soru e il Pd (che si erano espressi per l’astensionismo) abbiano vinto, reagendo bene all’onda d’urto della corazzata di Pili e compagnia, e che invece il centro-destra abbia perduto alla grande. Ora, in attesa dei dati ufficiali, spazio ai commenti, con il centrosinistra che si è detto ultrasoddisfatto, e che ringalluzzito dal risultato troverà nuova linfa per le battaglie future (sempre che riesca a stemperare i dissidi interni), e il centro-destra che (c’era da giurarci), pur accettando il verdetto, si è comunque detto soddisfatto del fatto di essere riuscito a portare alle urne un numero consistente di elettori, pur tra mille difficoltà. “Non si poteva fare di più – hanno sostenuto vari esponenti di spicco del centro-destra -, considerato che è mancata del tutto l’informazione istituzionale e che il centrosinistra non è voluto scendere in campo, altrimenti avrebbe perso”. Di diverso avviso, chiaramente, il centrosinistra: “ I sardi hanno dimostrato che era un’iniziativa improvvida, inutile e costosa. Le leggi, infatti, si discutono e si approvano nelle sedi istituzionali. Il centro-destra, dopo una massiccia campagna referendaria, che ha fatto scendere in campo persino Berlusconi, ha voluto dare una connotazione politica a questa consultazione, ed ha invece perso malamente. I sardi, con la loro astensione, hanno voluto dare una risposta chiara, premiando quanto realizzato dalla giunta Soru in questi quattro anni”. Per Francesca Barracciu, segretario regionale del Pd, la consultazione definita "referendum-truffa" e' stato "…un clamoroso buco nell'acqua per i promotori, nonostante la massiccia campagna referendaria e le ingenti risorse investite" e "…una sonora sconfitta politica per il centrodestra sardo e per il suo tutore Silvio Berlusconi". Secondo la Barracciu, l'esito del voto "…rappresenta, invece, una conferma della politica riformatrice di Renato Soru e del centrosinistra". “Nove milioni di euro dei contribuenti sardi sono stati 'bruciati' per soddisfare una mediocre esigenza propagandistica del Pdl o più probabilmente di due esponenti di quel partito vogliosi di promozione. La presenza militante del presidente del Consiglio in questa occasione, fortemente assistita da media amici e tifoserie esultanti, ha portato pochi consensi in favore di una missione non apprezzata dai cittadini sardi". Così il capogruppo del Pd alla Camera dei deputati, Antonello Soro, ha commentato il mancato raggiungimento del quorum nei tre referendum di ieri in Sardegna sull'acqua e per l'abrogazione della legge "salvacoste", presupposto del vigente piano paesaggistico regionale. "Se la posta del referendum - spallata a Soru - esplicitamente messa in campo dal capo del governo aveva un senso, si può concludere che i sardi hanno dato un calcio a Berlusconi", ha proseguito Soro. "Noi, più tranquillamente, pensiamo che il voto di domenica abbia un inequivocabile significato: consenso alla politica di tutela del territorio e del patrimonio ambientale dell'isola e, insieme, esplicita riconferma di fiducia nei confronti del governo regionale”.
Di pig (del 01/10/2008 @ 19:00:22, in politica, linkato 826 volte)
Umberto Capoccia si è dimesso da vicepresidente del consiglio comunale di Oristano. Qualcosa accaduta ieri serra al Palazzo degli Scolopi, durante la seduta del consiglio, gli ha fatto maturare, evidentemente, questa decisione. Per un impulsivo come lui, contare fino a tremila durante la riunione deve essergli costato tantissimo. Capoccia, anziché dare subito fuoco alla miccia, ci ha invece dormito su e poi, di buon mattino, a bocce semifredde, ha preso carta e penna, o meglio, si è seduto davanti al computer ed ha inviato una e-mail al presidente del consiglio comunale, Mario Musinu, annunciando le sue irrevocabili dimissioni da vicepresidente, riservandosi di fornire dettagliate motivazioni alla prossima seduta del consiglio comunale. Una seduta che vi consigliamo, quindi, di non perdere, perché tutte le volte che Umberto Capoccia ha dato, come si suol dire, fuoco alle polveri, se ne sono viste delle belle. Molti ricorderanno, infatti, i suoi frequenti “botta e risposta” con il sindaco, in uno dei quali l’ex vicepresidente, con un messaggio per niente sibillino, ricordò a “Nonna Abelarda Nonnis” di essere stato uno di coloro che aveva contribuito a defenestrare l’allora sindaco Piero Ortu. Oppure quando, pur facendo parte della maggioranza, tra lo stupore generale, puntò il dito contro la gestione dell’Ufficio tecnico comunale, badando bene, però, di non nominare mai l'allora dirigente dell'area, tecnica, Mario Zonchello, vera eminenza grigia del comune cittadino. Molti suoi colleghi consiglieri giudicano questo suo modo di fare imprevedibile, estemporaneo, non riflessivo, pirotecnico, ed intuiamo che addosso all’ex vicepresidente pioveranno, ora, critiche a iosa in maniera trasversale. Capoccia sa benissimo che l’incarico che ha lasciato vale come il due di picche, ma ciò che interessava , e interessa, l’ingegnere era il gesto politico, che sicuramente farà discutere maggioranza ed oposizione. Ma cosa ha fatto saltare la mosca al naso a Umberto Capoccia, tanto da indurlo a dare le dimissioni da vicepresidente del consiglio? Capoccia, in apertura di seduta, aveva chiesto l’inversione dell’ordine del giorno dei lavori, in modo tale che si trattasse, prima della discussione di alcune mozioni, l’approvazione del regolamento per la gestione del patrimonio immobiliare del comune. Questa la motivazione: “Siccome alle nove meno un quarto devo andare via, vorrei partecipare alla discussione di questo argomento”. Dopo l’interruzione della seduta, per l’ennesima riunione dei capigruppo, al rientro in aula, nonostante il parere contrario della minoranza, la richiesta di Capoccia è stata approvata. A questo punto, altra discussione: bisognava dare per letti gli articoli del regolamento, così come voleva il presidente del consiglio comunale, Mario Musinu, oppure andare avanti articolo per articolo, come sosteneva il capogruppo del Pd, Peppino Marras, ed aprire il dibattito su ciascuno di essi? Altra interruzione, ed altro conclave tra capigruppo, con annesse scintille tra Marras e Capoccia, in prosecuzione del “batti e ribatti” avvenuto nell’interruzione precedente. Alla ripresa dei lavori, parola ad Abe: “Volevo chiedere all'aula di poter riprendere i lavori seguendo l'ordine del giorno così come da convocazione, e di soprassedere su questo punto che avevamo in discussione, chiaramente se siete d'accordo”. Proposta poi approvata, con malcelato malcontento di Capoccia, che nella richiesta del sindaco ha probabilmente visto una “sconfessione”, ed un affronto personale. “Sono stanco di perdere del tempo inutilmente – sembra abbia confessato Capoccia – con riunioni e riunioni dei capigruppo, e di ascoltare discussioni infinite su mozioni, talvolta inutili, proposte solo per cercare un pò di visibilità. La mia concezione della politica è differente. Io privilegio sempre il confronto delle idee, e non concepisco, quindi, l’ostruzionismo”. Questo, quanto avrebbe sostenuto, a caldo e lontano da orecchie indiscrete, un imbufalito Umberto Capoccia. Pere saperne di più non resta che attendere delucidazioni spontanee dal diretto interessato.
Altre notizie:
La Sardegna deve avere la garanzia di una rappresentanza nel Parlamento europeo, attraverso modifiche alle leggi elettori. Questo l’ordine del giorno approvato del consiglio regionale. Il documento e' stato votato con cinque votazioni differenti, con l’astensione di An, mentre i consiglieri di Forza Italia sono usciti dall'aula al momento dell'ultima votazione, che riguardava la richiesta d'introdurre il voto di preferenza sia per le elezioni all'Europarlamento, che alla Camera dei deputati e al Senato. L'ordine del giorno è stato firmato da tutti i capigruppo, tranne quelli di An, FI e Riformatori. Nel testo si dà mandato al presidente del consiglio regionale di trasmettere l'ordine del giorno ai presidenti di Camera e Senato, e alle commissioni parlamentari competenti, perché venga istituito il collegio Sardegna nella nuova legge per le elezioni al Parlamento europeo; perchè sia previsto il voto di preferenza; e perchè venga privilegiato il principio di rappresentanza politica, rispetto all'introduzione di soglie di sbarramento. L’assenza di preferenze impedisce, infatti, ai cittadini di scegliere i propri eletti, con la Sardegna che, nell'elezione di rappresentanti a Strasburgo, è fortemente penalizzata dall'accorpamento nel collegio elettorale con la Sicilia. Dopo il voto, il consiglio regionale ha discusso su una mozione dell'opposizione, che aveva chiesto una seduta straordinaria sulla gestione degli stagni sardi e sul futuro dei concessionari in scadenza. Il testo impegna la giunta regionale a riferire sulle iniziative e a investire nel risanamento ambientale delle aree. Nel compendio ittico della Provincia di Oristano operano due consorzi di pesca (Pontis e Cooperative riunite pesca di Marceddì) e 24 cooperative. Nella mozione i firmatari esprimono preoccupazione per l'intenzione del presidente della Regione, Renato Soru, di istituire un gestore unico per gli stagni, senza rinnovare le concessioni in scadenza (Cabras, Marceddì, Santa Giusta, Is Benas, S'Ena Arrubia), come lo stesso presidente ha annunciato nei giorni scorsi, a Cabras, durante un incontro con un gruppo di pescatori. La finanziaria regionale ha previsto risorse per sistemare gli stagni, e individuato fino a cinque milioni di euro per aiutare a capitalizzare una nuova società che riesca a valorizzare la laguna.
Gli abusi edilizi nell’isola segnalati dai comuni, tra il settembre del 2006 e l'ottobre del 2007, sono stati 1.694. Il dato fa parte del rapporto sugli abusi edilizi dell'Osservatorio del governo del territorio della Regione Sardegna, e sono stati diffusi a margine della conferenza stampa convocata dal WWF, per spiegare le ragioni del NO al referendum del 5 ottobre sull'abrogazione della legge "Salvacoste". Gli abusi si riferiscono alle comunicazioni del 48% dei comuni sardi, e riguardano il 60% del territorio regionale. La provincia con il maggior numero di denunce e' Cagliari con 503 casi, seguita da Olbia-Tempio (302), Sassari (291), Nuoro (192), Carbonia-Iglesias (177), Oristano (100), Ogliastra (86) e Medio Campidano (43). In riferimento alla tipologia, il 33% riguarda nuove costruzioni e il 20% ampliamenti. Gli illeciti per sistemazioni esterne sono attorno al 6,6%, le lottizzazioni abusive al 3,3%, e le modifiche senza aumento di cubatura al 3,2%. Secondo il WWF, la maggior parte delle denunce riguarda l'assenza di qualunque concessione edilizia e l’aumento delle lottizzazioni abusive".
“I CTP, Centri Territoriali per l’Educazione Permanente, hanno svolto, in questi anni, in Italia un ruolo fondamentale per l’alfabetizzazione culturale e funzionale di adulti e cittadini stranieri, che non può essere messo in dubbio”. Lo sostengono le deputate sarde del PD, Caterina Pes e Amalia Schirru, che hanno presentato un’interrogazione al Ministro Gelmini, per conoscere la posizione che intenda assumere in difesa dei CTP. “In particolare - proseguono le deputate -, la presenza dei centri riveste un’importanza ancor maggiore in territori come la Sardegna, che si colloca agli ultimi posti per l’alfabetizzazione e il successo scolastico,e dove la presenza di cittadini stranieri si afferma sempre di più”.
Le domande per avere in concessione le palestre scolastiche dovranno pervenire, entro il 10 ottobre, alla Provincia di Oristano - Settore Attività Turistiche e Culturali - Piazza Eleonora 19, Oristano. Lo comunica l’Amministrazione provinciale, rendendo inoltre noto che rientra tra i programmi dell’Ente garantire la fruizione, da parte delle comunità locali, delle palestre degli Istituti Scolastici che siano di proprietà o, comunque, nelle disponibilità della Provincia, favorendo la concessione in uso temporaneo, in orario extrascolastico, degli impianti, con lo scopo di incentivare ed agevolare la pratica sportiva; possono essere concessionari degli impianti le federazioni sportive, gli enti di promozione sportiva, le società e le associazioni sportive, gli organismi associativi che perseguono finalità sociali, di volontariato e gli enti pubblici; le attività per cui è effettuata la concessione non possono avere fini di lucro; la concessione potrà essere rilasciata per attività o manifestazioni che presuppongono un’utilizzazione protratta nel tempo, secondo periodi di medio-lunga durata e sulla base di un predefinito calendario.
Gli Istituti Scolastici dotati di palestre sono i seguenti:
1) Liceo Classico “S.A. De Castro” – Oristano
2) Liceo Scientifico “Mariano IV d’Arborea” – Oristano
3) Istituto Magistrale “B. Croce” – Oristano
4) Istituto Tecnico Commerciale “L.Mossa” – Oristano
5) Istituto Tecnico Commerciale “A. Atzeni” – Oristano
6) Istituto Tecnico Industriale “Othoca” – Oristano
7) Istituto Istruzione Superiore – Terralba
8) Istituto Statale Istruzione Superiore “A.Volta” – Ghilarza
9) Istituto Tecnico Industriale – Ales
10) Istituto Tecnico Commerciale – Mogoro
11) Liceo Classico – Bosa
Le domande dovranno essere presentate utilizzando esclusivamente l’apposito modulo, presente nel sito istituzionale della Provincia di Oristano, www.provincia.or.it, seguendo il percorso “modulistica” e “turismo, sport, spettacolo, cultura”; oppure richedendolo, dalle 9 alle 12, dal lunedì al venerdì, presso gli uffici del Settore Attività Turistiche e Culturali. in Piazza Eleonora 19, Oristano. Per eventuali informazioni può essere contattato l’ufficio Sport, al numero telefonico 0783 3683218.
Pensano che l'informazione sia utile, anzi, la maggior parte la ritiene "utilissima". Ma le riserve su chi questa informazione la fa, ovvero i giornalisti, sono tante, e in crescita. Secondo uno studio di “Astra Ricerche” realizzato per l'Ordine dei giornalisti della Lombardia, e discusso oggi all'Università Statale di Milano dal titolo "Il futuro del giornalismo", l'opinione che gli italiani hanno della categoria è per il 32% "pessima", per il 23% "cattiva" e per il 10% appena sufficiente. I giudizi positivi si fermano al 35% del campione (il 20% dichiara di avere una "buona" opinione della categoria, solo il 15% "ottima"). Lo studio, rappresentativo di 50,6 milioni di soggetti, di età superiore ai 14 anni, mostra come nell'ultimo decennio l'immagine dei giornalisti si sia notevolmente incrinata: il 68% pensa non dicano il vero (contro il 60% del 1997); il 60% che siano incompetenti (contro il 48% di dieci anni fa); il 59% portati a gonfiare le notizia. E ancora: il 52% e' convinto che il giornalista sia al servizio di specifici interessi, di parte (48%) o addirittura corrotto (40%). Ecco allora che il 90% degli italiani chiede ai giornalisti più "competenza" (90%), più professionalità (79%) e chiarezza (77%), ma anche maggiore eticità (64%). Richieste compatibili con l'evolversi della comunicazione, sempre più all'insegna della rete e, quindi, della crescente overinformation. Sempre secondo lo studio di “Astra Ricerche”, gli utenti chiedono più selezione, approfondimento, sintesi e interpretazione; un giornalismo più critico, attento e competente. Crisi da overinformation che indebolisce credibilià e attrattiva delle testate, deprimendo la fiducia del lettore e, di conseguenza, gli investimenti pubblicitari. (AGI)
Di pig (del 01/10/2008 @ 00:15:59, in politica, linkato 959 volte)
Il dinamismo del sindaco di Oristano, Nonna Abelarda Nonnis, ha oramai varcato i confini della provincia. Non c’è convegno, manifestazione, sagra paesana, inaugurazione, festa privata, matrimonio, battesimo, comunione o cresima, a cui Abe non presenzi, deliziando sempre i presenti con la sua arte oratoria. L’avevamo lasciata, prima delle ferie estive, felice perché aveva portato a termine il rimpasto, e rimesso in carreggiata, alla grande, una coalizione di governo che, a dire la verità, sotto la sua autorevole regia di rado era uscita fuori dal seminato (le fratture, le divisioni, la mancanza di coesione sono soltanto una forzatura giornalistica). Qualsiasi altro politico avrebbe sudato le proverbiali sette camicie nel gestire la sommossa degli ultras del PdL e nel superare l’ostilità dei partiti (in particolare Forza Italia e Verso il PdL, ora riuniti nell’originale sigla Forza Italia verso il PdL). Tutti, ma non certo Abe, che ricevuti gli attributi dal Gran Mogol di Forza Italia, nonostante l’inesperienza aveva vinto la sua personalissima battaglia, grazie ad un intuito politico e ad una fine e lungimirante strategia, degna dell’acume del miglior Dedoni e dello spessore del miglior Diana messi assieme. Tutti conoscono la facciata di quanto è successo, ma pochi sanno cos’è avvenuto dietro le quinte. Ecco, in sintesi, cos’è "realmente" accaduto. “Questa giunta così com’è – aveva pensato, allora, Abe – non va avanti neppure a scudisciate; occorre intervenire prima che il bubbone si sviluppi in maniera irreversibile”. E visto che le forze politiche erano divise su quali assessori buttare giù dalla torre di Mariano, “Ma si - aveva detto la Nonna più famosa di Oristano, prendendo la palla al balzo – iniziamo proprio da Biddau. Tanto, anche se si fa male, a parte la Lipu e i venditori di kit raccogli-popò dei cani, non lo rimpiange nessuno”. A questo punto, però, resasi conto che il fragore della caduta del solo Biddau, non essendo grande e grosso, sarebbe stato insignificante e che, quindi, della sua dipartita non si sarebbe accorto nessuno, Nonna Abelarda aveva avuto un lampo di genio, e dopo essersi sperticata in laudi e parole di elogio per Paolo Vidili, “…il miglior vicesindaco che abbia mai avuto” - aveva affermato Abe -, lo aveva defenestrato senza rimorso alcuno. Non contenta della coppia, la madre di tutte le Nonne si era spinta più avanti “…quasi quasi mi tento il tris, così il repulisti fa più effetto sull’opinione pubblica ed il sindaco (che poi sono io) riesce ad ottenere uno spazio maggiore sui media”. Già, ma chi eliminare? “Certo, sarebbe bello – rimuginava Nonna Abelarda - che tutti gli assessori facessero le nomination dentro il confessionale, magari in ginocchio davanti a me, in modo tale da cacciare poi quello più votato. Anche se io due preferenze le ho, ma non le dico”. E, pensando a Falconi e Franceschi, aveva esclamato: “Tirerò a sorte”. A questo punto, messi in un’urna dei bigliettini con i nominativi degli assessori, e sedutasi davanti ad uno specchio per avere dei testimoni, con fare notarile Abe aveva dato il via, seppure con enorme lacerazione interiore, all’estrazione. “Ops, non è possibile…guarda che combinazione...è venuto fuori il mio assessore preferito, Piero Franceschi. L’unico che era riuscito a spiegarmi bene cosa fosse il Puc, e quale fosse la differenza tra revoca e adozione a distanza del Puc, salvandomi così da un’infinità di figure barbine davanti agli ordini professionali, e non solo. Insomma, un assessore del quale potevi dire: quando ne hai bisogno, lui c’è! Però pazienza, le regole di solito vanno rispettate; Franceschi è stato sfortunato e, purtroppo, è toccato a lui andare fuori da…”. Nonna Abelarda Nonnis all’estrazione ci aveva preso gusto, ma non aveva potuto procedere oltre, perchè nell’urna aveva messo tutti i bigliettini con su scritto soltanto il nome di Franceschi. Non ricordando, poi, quali fossero le competenze degli assessori rimasti, e con i giornalisti che ormai aspettavano fuori dalla porta del suo ufficio per la conferenza stampa, Abe, da grande attrice qual è, aveva fatto finta di leggere (il foglio era bianco) e aveva affibbiato le deleghe a caso: l'Urbanistica per Ledda, lo Sport per Pinna, Putzu al Bilancio (che c...!), ecc.. Per la nomina dei tre nuovi assessori aveva, invece, adottato un criterio sempre valido, quello della professionalità: il più basso (Lisini), il difensore più giovane (Lutzu), un allenatore di cricket prestato al calcio (Varsi). Questa, per non tediarvi oltre, l’estrema sintesi del retroscena delle scelte ponderate del sindaco di Oristano. Il resto è storia recente. Con un primo cittadino di tal guisa, la città può comunque dormire sonni tranquilli. E non può essere altrimenti, considerato che è dal giugno dello scorso anno che Nonna Abelarda Nonnis è entrata in un “dinamico” letargo.
Di pig (del 29/09/2008 @ 14:15:41, in politica, linkato 769 volte)
Anche il comune di Oristano è riuscito, finalmente, a capire la bontà delle direttive regionali sul SUAP, lo sportello unico per le attività produttive, attraverso il quale diventa certamente più facile fare impresa anche nel nostro territorio.
L’amministrazione comunale di Oristano, recependo le norme della Finanziaria regionale, ha infatti istituito (finalmente!) lo SUAP. Lo sportello è attivo al primo piano del Palazzo degli Scolopi, e gode dell’ausilio multimediale del sito istituzionale del Comune di Oristano (www.comune.oristano.it) dove sono ospitate le informazioni e la modulistica necessaria ad accelerare i tempi per il disbrigo di tutte le pratiche amministrative ed edilizie delle attività produttive. “Con lo SUAP già da oggi è possibile ridurre i tempi e snellire la burocrazia - ha spiegato il sindaco, Angela Nonnis, nel corso di una conferenza stampa -. Il tentativo che stiamo operando, la strada maestra sulla quale stiamo investendo è quella della modernizzazione dell’ente”. “Per i cittadini che non dovranno più fare il giro degli uffici, ma avranno un unico punto di riferimento, il vantaggio è evidente – ha aggiunto l’Assessore alle Attività produttive, Ivano Cuccu -. A breve, inoltre, per lo SUAP sarà disponibile un moderno punto di contatto, un front-office, nei locali comunali di via Ciutadela de Menorca”. Lo SUAP è responsabile di tutti i procedimenti amministrativi relativi alle attività economiche e produttive di beni e servizi, comprese le attività agricole, commerciali, artigianali, turistiche e alberghiere, i servizi resi dalle banche e dagli intermediari finanziari, e i servizi di telecomunicazione. “Lo SUAP è responsabile anche dei procedimenti relativi a interventi edilizi, destinati funzionalmente all’esercizio dell’attività di impresa e aventi ad oggetto impianti produttivi”, ha precisato Giuseppe Pinna, dirigente del settore Lavori pubblici. Lo Sportello Unico è oggi l’unico interlocutore delle aziende per svolgere tutti gli adempimenti. Bastano 20 giorni per avviare un’attività imprenditoriale o aprire un cantiere. Grazie al SUAP e all’art. 1 della Finanziaria Regionale 2008, i tempi della burocrazia sono più brevi che in qualsiasi altra Regione Italiana. È sufficiente presentare allo Sportello Unico un’autocertificazione, con la quale l’impresa e il progettista si assumono la responsabilità di rispettare tutte le norme di legge e, trascorsi 20 giorni senza che siano pervenute osservazioni, si può iniziare a costruire e operare. Grazie a questo nuovo iter abbreviato, un imprenditore può avviare una nuova attività economica in meno di un mese ed il collaudo consente l’immediata messa in funzione degli impianti. Solo per alcune tipologie di attività, tassativamente previste dalla legge regionale, o per la localizzazione dell’impianto, si deve attendere l’esito di un’apposita conferenza di servizi, che si deve tenere, comunque, entro 22 giorni dalla presentazione della DUAAP
(Dichiarazione unica autocertificativa per la realizzazione di un intervento relativo ad attività produttive).Fare impresa diventa, quindi più semplice grazie ad adempimenti più facili.
SUAP- sede: Comune di Oristano - Palazzo degli Scolopi - piazza Eleonora,44;recapito telefonico: 0783 791 289;
e-mail: elena.flore@comune.oristano.it ;orari: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12, martedì dalle 16 alle 18.
Altre notizie:
Non ci possiamo credere! Non crediamo ai nostri occhi… Un altro comunicato sulla raccolta differenziata in città! Questa volta, però, dopo tanti proclami a vuoto, forse per decenza (la raccolta sarebbe, infatti, dovuta partire ai primi di settembre), non si annuncia l’avvio della raccolta differenziata ad Oristano, ma solo un incontro “propedeutico”. “Domani mattina – si legge nel comunicato - l’assessore comunale all’Ambiente, Alessandro Lisini, incontrerà gli amministratori condominiali professionali attivi in città, per illustrare i tempi e le modalità del servizio di raccolta differenziata, che si svolgerà con il sistema del porta a porta. “Anche in città stiamo avviando le procedure per l’avvio della raccolta differenziata – ha spiegato l’assessore Lisini -. Gli amministratori condominiali potranno rappresentare le esigenze e le problematiche di una porzione importante della città e di un gran numero di famiglie. L’incontro di domani servirà, dunque, per illustrare le caratteristiche del servizio, ma anche per raccogliere eventuali osservazioni e cercare, nei limiti del possibile, di far sì che la raccolta differenziata parta con il piede giusto. L’incontro è in programma alle 10 nella sala consiliare del comune di Oristano”. Ironia e decenza a parte, l’assessore ha preferito glissare su una piccola, insignificante postilla: riferire ai cittadini quando prenderà il via la raccolta differenziata. I tempi di attuazione hanno, infatti, la loro importanza, visto che saranno i cittadini a pagare le pesanti penalità che il comune dovrà sborsare per il ritardo nell’avvio della differenziata. O sono in programma ulteriori riunioni, questa volta, solo per fare un esempio, con gli amministratori condominiali professionali inattivi, e con tutti i cittadini che non abitano in un condominio?
Il Comune di Oristano partecipa alle “Cartoniadi 2008”. Alla manifestazione, promossa dalla Regione e dal Comico, il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base di cellulosa, partecipano anche i comuni di Carbonia, Nuoro, Olbia, Quartu e Sassari. Il Comune che nel corso del mese di ottobre raccoglierà più carta e cartone si aggiudicherà un premio di 30 mila Euro. L’iniziativa sarà presentata ai giornalisti dal sindaco Angela Nonnis, dall’Assessore all’Ambiente Alessandro Lisini e da un funzionario del Consorzio Comico, domani mattina, alle 11,30, nella Sala Giunta del Comune di Oristano (Palazzo Campus Colonna).
Un magnifico esempio di come vengano ben impiegati i soldi dalla Chiesa, e nella Diocesi oristanese in particolare, lo si è avuto con la ricerca sugli atteggiamenti dei fedeli, commissionata dalla Diocesi di Oristano e realizzata dai docenti Roberto Cipriani, dell'Università Roma Tre, e Clemente Lanzetti, della Cattolica di Milano, che non riteniamo abbiano lavorato “gratis et amore dei”. La ricerca, nonostante qualcuno abbia avuto la faccia tosta di interpretare i risultati positivamente, ha fornito questi dati sconfortanti: appena il 35% degli interpellati ha dichiarato di andare a messa regolarmente, contro una media nazionale più bassa di dieci punti (ma questo non vuol certo dire che il dato sia positivo), mentre il 14% degli oristanesi ha invece dichiarato di non andare mai a messa. Per la frequenza alle manifestazioni religiose popolari il 55% del campione afferma di aver partecipato alle processioni, e solo il 21% ha dichiarato di recitare il rosario. Gli oristanesi non hanno certo risparmiato critiche alla Chiesa, e i dati sono rilevanti: il 51% lamenta un suo eccesso di potere, il 73% la vorrebbe più povera (dato, questo, notevolmente significativo), il 44% vorrebbe un atteggiamento più aperto nei confronti degli omosessuali. L'indagine sulla diocesi arborense rivela anche come la confessione religiosa più diffusa sul territorio, dopo il cattolicesimo, sia quella dei Testimoni di Geova, con lo 0,6% della popolazione, mentre l'Islam si ferma allo 0,3%. Molti cattolici, secondo la ricerca Cipriani-Lanzetti, danno inoltre un'interpretazione personalissima della loro religiosità: il 45% non crede nella vita ultraterrena, il 47% addirittura non crede nell’incarnazione (dogma centrale del cattolicesimo), e il 32% non crede all'esistenza dell’anima, e molti, invece, credono al malocchio. Queste, in sintesi, le cifre della ricerca. Peccato che, tra l’altro, non sia stato chiesto ai fedeli (e ai disoccupati), che cosa ne pensino del contributo di un milione e 400mila euro sborsato dalla Regione per la visita di un solo giorno del papa in Sardegna. Una cosa che, a nostro avviso, dato l’argomento, “non sta né in cielo, né in terra”. Dire, infatti, che sia stato un affronto alla povertà, sarebbe soltanto un eufemismo.
Solidarietà a sindaci e amministratori locali della provincia, oggetto di attentati e intimidazioni, è stata espressa dal presidente dell’amministrazione provinciale di Oristano, Pasquale Onida. “II fenomeno degli attentati a danno di sindaci e amministratori locali – ha detto Onida -, si sta sempre più accentuando, e per la lora sistematicità e frenetica frequenza sta provocando effetti devastanti sull'ordine pubblico, sulla sicurezza sociale e sulle possibilità di sviluppo, scoraggiando investimenti ed intraprese. Gli attentati e le intimidazioni rappresentano anche un attacco alle istituzioni e un pericolo per la convivenza civile e democratica”. A questo proposito ricordiamo gli ultimi atti criminosi che hanno colpito i sindaci di Sedilo e Palmas Arborea, ai quali in questi ultimi giorni si e aggiunto anche quello al sindaco di Ula Tirso. “I sindaci e gli amministratori locali – ha ricordato Onida - sono chiamati ad un servizio gravoso e impegnativo, e si trovano sempre più esposti, in ragione della loro funzione, a pressioni e minacce, che talvolta sfociano in attentati e azioni criminose”.
Da mercoledì a domenica prossimi, Oristano ospiterà il settimo congresso nazionale della Societas Herpetologica Italica, massimo momento di confronto per gli studiosi di anfibi e rettili. E' prevista la partecipazione di circa 150-200 studiosi, tra cui diversi ricercatori stranieri, che si confronteranno nel chiostro del Carmine, al teatro "Garau", e presso l'auditorium San Domenico. L'evento è organizzato dalla sezione Sardegna "Tilighelta" della Societas Herpetologica Italica, che ha sede ad Oristano, e dall'Area Marina Protetta del Sinis Mal di Ventre. Il congresso rappresenta l'occasione per fare il punto sulle attività di ricerca e di tutela che riguardano la cosiddetta "fauna minore". Sono previsti anche momenti "sul campo", con una visita nel Sinis, territorio ricco di specie di rettili, e momenti ricreativi, come l'incontro con i produttori agroalimentari locali del Gal Mbs. In concomitanza con il congresso, nello spazio espositivo di Palazzo Arcais, è stata allestita una mostra fotografica, visitabile gratuitamente fino a sabato prossimo, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. (AGI)
Di greg (del 29/09/2008 @ 09:15:16, in politica, linkato 1610 volte)
Lo sport più in voga di questi ultimi tempi tra i nostri amministratori, e tra i politici in generale, in Sardegna, sembra sia diventato il referenudm e il ricorso al Tar. Spesso, quando una parte politica si ritiene lesa nei “suoi” interessi, facendo passare il suo “tornaconto personale” come “interesse della collettività”, anziché discutere e condurre la battaglia politica nelle sedi istituzionali più opportune, ha preso oramai la pessima abitudine, anche su tematiche insignificanti e di scarso interesse generale, di ricorre al Tar o indire un referendum (una riforma, a questo punto, appare quanto mai opportuna. ndr) senza preoccuparsi minimamente dell’enorme sperpero di soldi pubblici che questo comporta. La nostra semplificazione, per esempio, sembra calzare a pennello per uno dei tre referendum, sul quale i sardi dovrebbero esprimere la propria opinione il prossimo 5 ottobre: quello relativo all’abrogazione della cosiddetta “Legge Salvacoste” (gli altri due referendum riguardano Abbanoa). L’abrogazione della “Salvacoste”, non avrà, infatti, alcuna rilevanza sul Piano paesaggistico regionale, vero obiettivo del centro-destra, così come ha ribadito l’assessore regionale all’Urbanistica, Gian Valerio Sanna, sul suo sito (www.gianvaleriosanna.it), in questo articolo che vi proponiamo:
“Avrei voluto sinceramente meravigliarmi di come la politica in Sardegna, molto spesso, si interessa e dibatte di cose inutili, dimenticando di affrontare e risolvere ciò di cui davvero la nostra gente ha bisogno, ed invece non mi meraviglio più di nulla, perché oramai questo è il tempo di quella “piccola politica”, che attraverso i sistemi della comunicazione cerca di sviare il corretto formarsi dell’opinione pubblica, a dispetto di quello che la stessa politica dovrebbe fare rendendo chiaro e trasparente il suo agire. E’ il caso del referendum per la cancellazione della Legge “salvacoste” che merita perciò una esauriente considerazione. Innanzitutto il referendum è inutile nel merito, perché chiede agli elettori di cancellare una legge che ha concluso la sua funzione, non produce più nessun effetto al punto che la proposta di nuova legge urbanistica già in esame al consiglio regionale ne ha previsto l’abrogazione. Dunque si spendono soldi pubblici per una “presa d’atto” che il legislatore poteva fare a costo zero. Il referendum è dunque utile solo come motivo di propaganda e di interesse ad una parte politica che cerca di rilanciare la candidatura alla Presidenza della Regione di uno che ha già avuto occasione di dimostrare, largamente, di non godere del consenso neppure dei suoi compagni di partito, figuriamoci dei Sardi! E’ utile a qualche ostinato interesse immobiliare che utilizza le attività editoriali “disponibili” per riaprire le strade dell’ occupazione libera ed indisturbata della Sardegna, con cemento e palazzi, non volendo prendere atto di un cambiamento mondiale nella cultura del paesaggio e del territorio, che va ben al di là dell’ esperienza sarda. Il referendum è, infine, utile a dare dignità a nuove posizioni politiche che, negli ultimi anni, a causa del dilagante trasformismo, si sono determinate in contrasto con il voto dei cittadini e che cercano disperatamente, sollevando falsi problemi, di riconquistare la benevolenza degli elettori. E’ per l’appunto il caso di consiglieri regionali che hanno votato la legge in aula, intervenendo a sostegno, alzando la mano e dichiarandosi a favore, e che oggi, anche se consapevoli della sua sostanziale inutilità, ne chiedono la cancellazione. Ci sono poi quelli che innalzano i vessilli della democrazia e che parlano di carenza di trasparenza di norme che sono state votate dal Consiglio Regionale, e persino da loro stessi, successivamente “convertiti” sulla via di Damasco. Insomma sembra tutto un grande spettacolo di contraddizioni e di inganni, che ha come unico obiettivo quello di carpire un consenso degli elettori dopo averne adulterato la conoscenza e la scienza. Auguri ai promotori e a tutti coloro che attendono “lauti” profitti da operazioni inutili poste a carico dell’erario pubblico. Noi ribadiamo una contrarietà morale e di merito ad un referendum che vorrebbe cancellare una legge che ha avuto il merito di avviare un’ importante riforma nell’uso del territorio regionale, uso e governo non più, fortunatamente, in mano ai soliti e pochi “operatori finanziari”, ma nella consapevolezza e decisione di strumenti democratici e soprattutto posti sotto il controllo popolare. Coloro che stanno dalla parte di una politica che voglia ancora essere uno strumento credibile al servizio degli interessi dei cittadini non hanno paura del referendum, ma della piccola politica che si attarda su cose inutili davanti ai problemi veri della Sardegna. Non ci resta che contare, come sempre, sulla intelligenza dei sardi”.
Di pig (del 22/09/2008 @ 00:05:45, in politica, linkato 1287 volte)
Mentre il Partito Democratico prosegue imperterrito nella sua crocifissione, i partiti di centro-destra (non immuni da problemi interni), increduli di fronte a tanta grazia, proseguono in quelle che comunemente vengono definite “grandi manovre”, in vista delle elezioni regionali del 2009. Ormai non possa giorno senza che le direzioni dei vari raggruppamenti si incontrino a livello formale, ed i big anche in maniera del tutto informale. Nelle alte sfere regionali c’è, infatti, ancora da sciogliere un nodo, in casa PdL, non di secondaria importanza. Forza Italia e An non hanno ancora deciso se il PdL dovrà presentarsi da solo (così come pare preferisca Mariano Delogu), oppure se schierarsi assieme agli alleati, che potrebbero essere l’Udc, Riformatori, Uds, e parti consistenti di Psd’Az, Psi e Sdi. Con questi ultimi partiti che avrebbero deciso (anche senza turarsi il naso) di fare il salto della quaglia, per incompatibilità politico-caratteriale con Soru. A proposito d’incompatibilità con il presidente della Regione, sembra che anche all’interno del Pd qualche politico di peso dell’area Cabras, dopo le ultime vicissitudini, abbia già preparato le valige. E tra gli indiziati principali si fa il nome di Giagu e di altri fedelissimi, che starebbero per approdare all’Udc. Il passaggio avverrebbe, però, solo nel caso in cui il partito di Oppi decidesse di non allearsi con il PdL, ma di formare un terzo polo, assieme agli altri partiti citati, o di andare addirittura da solo. La situazione, come si può facilmente constatare, è in piena evoluzione, anche se una simile, allargata coalizione, comprendente il PdL e tutte le altre forze politiche, porrebbe problemi seri. Ad iniziare dai nominativi da inserire nelle liste e proporzionalmente nel listino. Ma anche andare da soli, nonostante il vento favorevole, potrebbe essere un rischio, soprattutto se il PdL non dovesse superare al primo turno il 50%. In questo caso, con chi si schiererebbero Udc e dintorni (lasciati al loro destino dal PdL) al ballottaggio? Non bisogna, infatti, dimenticare che nel centrosinistra, e nel Pd in particolare, vi sono tanti ex democristiani che con Oppi continuano a mantenere degli ottimi rapporti. Un interrogativo, quindi, non di poco conto, e sul quale conviene meditare per tempo. L’onda, non poi tanto lunga, di quanto verrà deciso a Cagliari, arriverà certamente anche ad Oristano, dove un pezzetto di PdL esiste già, e dove si preparano a confluire, nel grande contenitore, Forza Italia e Verso il PdL (o, se preferite, Forza Italia verso il PdL), An e Fortza Paris. Un blocco granitico, che potrebbe essere scalfito dalla marea di gomitate tra i tanti papabili per le regionali. Il nostro personalissimo “toto-candidato” prevede per il PdL i nomi dei consiglieri regionali Mimmo Licandro, Oscar Cherchi, Mario Diana, Domenico Gallus; di una new entry, l’assessore provinciale Serafino Corrias; mentre c’è incertezza su chi occuperà gli altri due posti disponibili. Si parla di Giovanni Marras, nel caso che all’ex deputato di Arborea non si dovesse trovare una sistemazione a livello nazionale (e la cosa, in termini di voti, disturberebbe non poco Licandro), oppure di un professionista d’area forzista, attualmente non impegnato politicamente; dell’attuale assessore comunale Sandro Lisini; e addirittura di Pasquale Onida, anche se tre pezzi di Fortza Paris su sette sarebbero difficili da digerire. In casa Udc, oltre a Franco Cuccu (che detiene il 75% del partito e che, quindi, deciderà le candidature) si fanno i nomi di Giuliano Uras, Emanuele Cera e Alberto Deiala. Sembra che Cuccu abbia proposto una lista formata da cinque nominativi della sua corrente, più due di quella che fa capo ad Uras. Quest’ultimo preferirebbe, invece, essere l’unico candidato del suo raggruppamento, in modo tale che i voti siano concentrati solo sulla sua persona. Tra i Riformatori, a parte la riconferma del consigliere regionale uscente, Attilio Dedoni, circolano con insistenza i nominativi di Antonio Sulis, presidente dell’Ordine dei medici di Oristano; di Franco Firinu, ex sindaco di Narbolia; e di Pasquale Carboni, ex elemento di spicco di Fortza Paris. Con i Riformatori non è, poi, da scartare anche la possibilità di una candidatura del sindaco di Oristano, Nonna Abelarda Nonnis, magari nel listino. Per quanto riguarda l’attuale Uds, si era parlato, tempo addietro, di una probabile candidatura di Aldo Leoni, ma dopo che i rapporti con Mariolino Floris si sono notevolmente raffreddati, nella casa oristanese dell’Uds (o del già ex Uds?) non si è più parlato di candidature. Un’ultima annotazione per quanto riguarda il candidato del centro-destra alla presidenza della regione. Fino a qualche giorno fa, l’indice di gradimento si era notevolmente spostato a favore di Beppe Pisanu. Ma l’ex ministro ha gelato tutti, ribadendo con forza che quella della presidenza regionale è un’esperienza che non gli interessa (anche se oggi Pisanu ha "ammorbidito" la frase, tenendo fermo il no). Sul tavolo sono, quindi, rimasti i nominativi di Settimo Nizzi (che ha le sue gatte da pelare ad Olbia), Mauro Pili (ormai fuori moda), Emilio Floris (il sindaco di Cagliari ha forti oppositori nel suo partito) e Giuseppe Cossiga (poco conosciuto ai più). Nomi che pare non entusiasmino più di tanto i big della coalizione. E, soprattutto, sembra non siano del tutto graditi a Berlusconi, che sta cercando un outsider al di fuori della politica. Così com’è sempre avvenuto in Sardegna, Berlusconi farà prima dialogare tantissimo le forze politiche del centro-destra sul possibile candidato alla presidenza della Regione, poi la decisione (inappellabile) la prenderà soltanto lui. Per il Berlusca questo si chiama "decisionismo decentrato", di fronte al quale il centro-destra sardo chinerà ancora una volta la testa. Può forse fare altrimenti?
Altre notizie:
Il sindaco di Oristano, Angela Nonnis, e il vicesindaco, Andrea Lutzu, hanno ricevuto, stamattina, i lavoratori socialmente utili in forza al comune di Oristano. All’incontro erano presenti anche i rappresentanti sindacali dei lavoratori. Nel corso della riunione, il sindaco Nonnis ha confermato l’impegno dell’amministrazione comunale a trovare una soluzione per tutti i lavoratori socialmente utili, attraverso l’assunzione da parte di una società in house, appositamente costituita, che si occuperà della gestione dei servizi pubblici. Questo pomeriggio il sindaco Nonnis, insieme a un delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali, sarà ricevuta, a Cagliari, dall’assessore regionale al Lavoro, Romina Congera, per una verifica del percorso amministrativo stabilito per la stabilizzazione. Giovedì mattina, invece, Angela Nonnis illustrerà la situazione alla conferenza dei capigruppo. “Per assumere tutti i lavoratori e riuscire ad offrire un servizio utile alla città puntiamo alla creazione di una società in house che si occuperà delle manutenzioni pubbliche”, ha spiegato il sindaco nel corso dell’incontro. La costituzione della società dovrà, comunque, essere deliberata dal consiglio comunale, che a breve sarà appositamente convocato. Solo dopo questo passaggio amministrativo si potrà procedere alla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili.
Ultimi appuntamenti per “Oristanestate”, la rassegna di manifestazioni estive organizzate dal Comune di Oristano. Il concerto del coro delle voci bianche della Scuola elementare di via Bellini è stato rinviato dal 27 Settembre all’11 Ottobre, al Teatro Antonio Garau. Sono stati confermati, invece, gli appuntamenti di domenica 28 Settembre del Coro Gospel di Oristano, in piazza Eleonora; quello di lunedì 29 Settembre con il Piccolo coro e l’orchestrale della Scuola media Grazia Deledda, al Teatro Antonio Garau; e del 30 Settembre con il Coro Maurizio Carta, in piazza Eleonora.
Parteciperà anche il gruppo rock Timoria alla manifestazione “Imparis per Valentina: Suoni, Sapori e Solidarietà”, che si terrà a Solarussa il 26, 27 e 28 settembre, con lo scopo di aiutare Valentina Floris, una ventenne affetta dal morbo di West. Organizzata dall’associazione “Imparis”, la tre giorni prevede esibizioni musicali e degustazioni varie, presso il viale della stazione. Per saperne di più: www.imparis.org
I prossimi 3 e 4 ottobre si terrà, a Bosa, il nono Congresso regionale di Anestesia e Rianimazione, organizzato dalla sezione sarda dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani e dall'Associazione interdisciplinare medici ospedalieri sardi. Al centro degli interventi degli specialisti, la diagnostica e la terapia della patologia polmonare. Sono previsti tre corsi accreditati Ecm: uno in emodinamica, uno di ventilazione, ed uno di ventilazione invasiva o non invasiva. Le attività congressuali, che cominceranno venerdì 3 ottobre, a partire dalle 16, si svolgeranno nel centro storico di Bosa, nella sala A Teatro, nella sala B Cinema, e nella sede della Società operaia di muto soccorso.
|
|
|
<
|
maggio 2013
|
>
|
L |
M |
M |
G |
V |
S |
D |
| | | 1 |
|
|
4 |
5 |
|
7 |
|
9 |
10 |
|
12 |
13 |
|
15 |
|
17 |
|
19 |
|
21 |
22 |
23 |
24 |
25 |
26 |
27 |
28 |
29 |
30 |
31 |
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Trovato 1 Album
|
|
|
Listening Musica...
Reading Libri...
Watching Film...
Ci sono 29 persone collegate
21/05/2013 @ 11.53.17
script eseguito in 1578 ms
|