Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di pig (del 14/03/2009 @ 01:00:28, in politica, linkato 1056 volte)

Una pessima figura. L’ennesima della giunta comunale di Oristano, guidata da “Nonna Abelarda Nonnis”, e di tutta la coalizione di centro-destra, anche se più di un consigliere della maggioranza ha criticato il comportamento dell’esecutivo ma non è stato poi conseguente al momento della votazione. Ma andiamo con ordine e sintetizziamo quanto è accaduto nell’ultima seduta del consiglio comunale. Consiglio convocato, in seduta straordinaria e urgente, per discutere sulla realizzazione del programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile, con approvazione della relativa variante al piano di zona di Torangius. La variante fa riferimento a un bando della Regione, del 9 settembre 2008, per la localizzazione di interventi di riqualificazione urbana per il recupero e la costruzione di abitazioni da assegnare a canone  sostenibile. E’ vero che un famoso detto popolare ammonisce che, spesso, la fretta è cattiva consigliera, ma dimenticare il bando nel cassetto per sei mesi e portare l’argomento in consiglio negli ultimi due giorni (la scadenza è prevista per lunedì prossimo), per evitare la perdita dei finanziamenti regionali (5 milioni di euro), da l’esatta dimensione di quanto il procedere dell’amministrazione Nonnis continui ad essere vergognosamente arrafazzonato. Mai come in questa circostanza è, infatti, balzato agli occhi, anche dei meno esperti, come la “progettualità” della squadra di Abe si affidi solo ed esclusivamente all’improvvisazione, all’estemporaneità. Solo per rimanere agli ultimi giorni, prima la convocazione improvvisa della conferenza stampa sul Puc, di cui quasi nessuno della maggioranza sapeva alcunché, poi la convocazione urgentissima del consiglio comunale, con l’intenzione di approvare, in tutta fretta, una variante al piano di zona di Torangius, per costruire abitazioni popolari dove attualmente è ubicata la vecchia chiesa di San Paolo. Un autentico obbrobrio, come hanno fatto notare non solo i consiglieri della minoranza ma anche alcuni esponenti della maggioranza, e con gli stessi assessori interessati, Chicco Varsi per la parte che ricadeva sul sociale, e Salvatore Ledda (urbanistica), che non hanno nascosto più d’una perplessità. Ledda, durante la riunione della commissione che ha preceduto il consiglio, pare abbia addirittura esternato tutta la sua contrarietà all’approvazione di una delibera, che molti ritenevano e ritengono nefasta, perché è pensiero comune che  la regione l’avrebbe comunque bocciata. Mentre Varsi ha giustificato la richiesta di approvazione con la cronica carenza di alloggi, che  vanno ad incidere soprattutto sulle fasce più deboli, e mentre il sindaco cercava (tanto per cambiare) di arrampicarsi sugli specchi con le sue amenità sul perchè fosse necessario approvare la delibera, l’assessore all’Urbanistica riferiva che dell’argomento poco sapeva. “E' con grosso rammarico – ha detto Ledda - che devo sottolineare il fatto che probabilmente c'è stato un problema nella stesura della delibera, perché l'assessore all'Urbanistica non può occuparsi di un problema come questo, giacché non esiste una proposta e un progetto…”. Sulla totale improvvisazione, sulla mancanza di organizzazione, sull’assenza di idee, e sull’incapacità di sindaco e giunta, sono arrivate dai banchi dell’opposizione delle autentiche cannonate, in particolare da Pietro Arca e Giuliano Uras. Ma non sono stati certo teneri neppure Mauro Solinas, Peppino Marras, Gianni Sanna, Fabio Porcu, Antonio Scanu, Efisio Sanna. Stilettate sono arrivate, tra una divagazione e l’altra, anche da Paolo Sulis, del "gruppo misto quasi-maggioranza verso la minoranza”, e da Mariano Deiana e Giuseppe Puddu, della coalizione di maggioranza, che pur annunciando il voto favorevole hanno bacchettato esecutivo e dirigenti,  “…il dirigente ha detto queste testuali parole: non ci siamo mossi fino a oggi; credo che questa sia una cosa molto grave”, ha sostenuto Puddu, visibilmente contrariato. Durissimo Deiana: “Un progetto di 5 milioni di euro non sono bruscolini, una cifra importante, importantissima per la nostra città, soprattutto in un periodo come questo di vacche magre, segnato dalla scarsità cronica di alloggi a basso costo, in particolare per le giovani coppie. So che il bando è stato pubblicato a settembre dello scorso anno, so di una nota di sollecito da parte degli uffici regionali, trasmessa circa un mese fa. Se la procedura progettuale fosse stata attivata con tempestività si sarebbe potuta evitare la scelta delle aree di Torangius, comparto già abbastanza appesantito dal punto di vista dell'edilizia abitativa e si sarebbe potuta scegliere un'area alternativa: esempio  l'area ubicata intorno alla chiesa di San Giovanni Evangelista, un'area comunale dove avremmo raggiunto forse anche un punteggio più alto per il bando. La cosa grave, oltre al rischio concreto di perdere il finanziamento, è l'assenza in certi assessorati di una qualsiasi forma di pianificazione e organizzazione… Poi non scarichiamo le colpe addosso al dirigente, già impegnato nel piano urbanistico, nella stesura del piano triennale delle opere pubbliche, nella organizzazione della nascitura società in house e in  tutto il suo lavoro ordinario. Sarebbe bastata una corretta procedura istruttoria della pratica progettuale da parte dell'assessorato guida, in questo caso l'assessorato ai Servizi sociali, che doveva necessariamente interagire con l'assessorato all’Urbanistica… Si è aspettata l'ultima settimana utile, confezionando un prodotto non assolutamente all'altezza. Però in questi mesi si è trovato il tempo per organizzare tante altre cose, come la conferenza stampa sul Puc, alquanto misteriosa,  in quanto non ha aggiunto nulla a quanto sapevamo già. Signor sindaco, io e i miei colleghi di gruppo vogliamo un Puc condiviso con tutto il consiglio comunale, e non un Puc deciso al di fuori di queste quattro mura. Ma soprattutto abbiamo la cultura del buon governo, della buona amministrazione, ne sono un esempio i nostri tre assessori, Purtroppo però questa cultura di buon governo e buona amministrazione non è sempre presente nella maggioranza, e oggi ne abbiamo un esempio eclatante. Per chi è abituato a una cultura amministrativa fatta di controllo gestionale, di controllo interno, di controllo giuridico sugli atti, di controllo della qualità, questa vicenda ha del paradossale, dell'inverosimile, visto che possiamo perdere un finanziamento di 5 milioni di euro. Perciò la esorto, signor sindaco a vigilare sull'operato degli assessori. Non vogliamo più assistere a nuovi casi come questo. Inoltre vigili affinché non si ripeta quello che è successo in consiglio, dove un assessore in chiara difficoltà ha cercato, inutilmente, di scaricarsi delle proprie responsabilità attaccando in maniera inopinabile, e inopportuna, un suo collega assessore e un presidente di commissione. Sa perché ho fatto questo intervento signor sindaco? Perché in questi due anni scarsi di governo della città l'abbiamo sempre sostenuta, non a parole ma con i fatti, abbiamo votato svariati bilanci, il piano strategico, il passaggio delle competenze idriche a Abbanoa, che ci permette ora di poter costruire un bilancio. E voteremo il Puc. Vede il nostro gruppo si è dimostrato il vero partito del sindaco, prima eravamo 6, ora siamo 10. Diciamo che non è, invece, ilpartito del sindaco quello dei Riformatori… Vede, signor sindaco, il suo partito siamo noi e vogliamo continuare a esserlo. Anche stavolta ci prendiamo le nostre responsabilità e opereremo per il bene della città”. Al momento della votazione la minoranza ha abbandonato i banchi del consiglio, facendo mancare il numero legale e inchiodando la maggioranza alle sue responsabilità. No cara Abe, non è questo il modo di governare. E’ da tempo che lo sosteniamo: improvvisando non si va da nessuna parte. Nonostante lo smacco, Abe non si è data comunque per vinta ed  ha riconvocato il consiglio comunale, in seduta straordinaria urgente in seconda convocazione, per lunedi' 16 marzo, alle 9, con identico ordine del giorno. Insomma, altro giro, altra corsa, altre polemiche. 

Altre notizie:

Il vertice fra i partiti della maggioranza di centro-destra convocato dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, per trovare un'intesa sul candidato alla presidenza del  consiglio regionale e sui presidenti delle otto commissioni consiliari, si è concluso con una fumata nerissima, ed è stato rinviato a domani, alle 18,30. All'incontro, iniziato questa mattina  in viale Trento e terminato nel pomeriggio, hanno partecipato per il Pdl, il coordinatore regionale reggente di Forza Italia Claudia Lombardo; il coordinatore regionale  Mariano Delogu e il consigliere regionale Mario Diana, per An; per l'Udc il segretario Giorgio Oppi e il consigliere regionale Nello Cappai; per i Riformatori il coordinatore Michele Cossa e il capogruppo uscente Pierpaolo Vargiu;  il consigliere regionale Paolo Maninchedda, per il Psd’Az; per Insieme per le Autonomie il consigliere regionale Franco Cuccureddu; e Mario Floris, per ll’Uds.  La favorita alla presidenza del consiglio rgionale è ancora Claudia Lombardo, eletta fra le fila del Pdl nel Sulcis,  nonostante, così  come confermato dal mancato accordo di oggi della maggioranza, continui il pressing di An per il suo canidato, Ignazio Artizzu, il consigliere regionale più votato.  Delogu è pronto ad andare in aula senza un accordo preventivo con gli alleati sul nome del presidente dell'assemblea, ma l'Udc, terzo partito della coalizione per preferenze, non è per nulla d’accordo su questa soluzione , e. in caso di una mancata intesa, lascia capire che potrebbe rimettere in discussione gli equilibri di giunta finora raggiunti.

 

 
Di pig (del 11/03/2009 @ 19:00:43, in politica, linkato 1574 volte)

Lo stato di inagibilità della ludoteca di Massama e le problematiche relative alla circolazione stradale, segnaletica e parcheggi, ad Oristano e frazioni, sono stati gli argomenti principali di cui si è occupato, nell’ultima seduta, il consiglio comunale. Ad illustrare la mozione sullo stato di degrado dell’ex scuola elementare di Massama, sede del centro di aggregazione e della biblioteca, è stata Maria Grazia Schintu (Pd), dopo che in precedenza erano state proiettate delle foto che evidenziavano le precarie condizioni dell’edificio, attualmente chiuso perché giudicato pericolante. “Le fotografie non rendono giustizia dello stato di degrado della struttura – ha detto Maria Grazia Schintu -, manca l'odore intenso dell'umido, manca il senso di tristezza e di rabbia che ti resta nel vedere quello che non avresti mai voluto vedere. In quel centro c'ero già stata in campagna elettorale, e la situazione non era diversa da quella di oggi. Oggi ci sono in più i segni del logorio di altri due anni di totale abbandono. Da medico quel centro l'avrei chiuso lo stesso giorno. Ho promesso solo quello che potevo promettere: il mio impegno. Ma visto come sono andate le cose ho mantenuto la mia promessa nell'unico modo in cui potevo mantenerla, con un'interrogazione. Ho coinvolto nel problema il consigliere Sanna, che è stato ben felice di collaborare. Il 24 settembre 2007, con un'interrogazione, abbiamo chiesto all'amministrazione comunale di conoscere le iniziative intraprese in merito allo stato di degrado del centro sociale di Massama. Noi in quell'occasione non abbiamo voluto inferire nei confronti di un esecutivo che si era appena insediato. Col senno di poi, forse l'avremmo dovuto fare, forse avremmo dovuto chiedere la chiusura della struttura.  L'allora assessore ai servizi sociali assicurò, infatti, tutto il suo impegno per renderla fruibile e assicurare le minime condizioni di sicurezza. Ma a conferma che le interrogazioni sono spesso parole buttate al vento e le promesse restano promesse, nulla è stato fatto. L’amministrazione comunale ha dovuto aspettare il crollo di parte del soffitto, di alcune zone della struttura, per decidere la chiusura definitiva e immediata. Spesso durante le segnalazioni, anche davanti a situazioni di rischio facciamo della mancanza di risorse un capro espiatorio, un alibi, procrastiniamo il problema e rinviamo gli interventi. Così interventi ordinari diventano straordinari. ll pericolo - ha proseguito Maria Grazia Schintu - non è solo il soffitto che rischia di cadere, ma è il freddo intenso d'inverno, è l'aria intrisa dell'odore della muffa e della polvere umida, i servizi igienici che di igienico non hanno nulla, gli spifferi negli infissi logorati dal tempo, le barriere architettoniche create nell'intento di eliminare altre barriere architettoniche. Tutto questo logora, inesorabilmente, chi quella struttura la frequenta: bambini, operatori, anziani. Ma ciò che si è logorato definitivamente è la loro fiducia verso le istituzioni”. Maria Grazia Schintu ha poi sottolineato come l’ente non possa continuare a fare affidamento solo sull'interessamento, sul sacrificio, sulla disponibilità, sull’abnegazione degli operatori e dei genitori, che hanno cercato in tutti i modi di risolvere la situazione di emergenza, in modo tale da rendere praticabile la struttura, a conferma dell'importanza che la ludoteca rappresenta per gli operatori e per gli abitanti delle due frazioni. “Credo – ha sostenuto la Schintu - che chi amministra debba sempre mettersi dalla parte di chi rappresenta, cioè del cittadino, e affrontare i problemi come se fossero i suoi... Quando parlo non riesco a sollevare la voce, ma questa volta l'avrei voluto fare, per urlare tutto il mio disappunto per questa situazione e magari rendere questo intervento più convincente. Non l'ho fatto e non lo farò, perché non ci riesco, e perché sono convinta che la capacità di convincimento e di persuasione stia nei contenuti e non nel tono della voce. Ho la speranza di poter credere che, indipendentemente dal mio intervento o da quelli che seguiranno, l'esito di questa mozione sarà positivo. Chiedo, quindi, l'impegno del sindaco e della giunta per risolvere, finalmente, questa situazione incresciosa, della quale come amministratori non possiamo certo andare fieri. Lo chiede chi la mozione ha presentato, lo chiede tutto il Partito Democratico, ma soprattutto lo chiedono gli abitanti di Massama e di Nuraxinieddu. Vorremmo che si realizzasse un sogno, quello di dare al gioco spazi importanti che ci sono stati rubati dal tempo. I bambini vogliono poter giocare ancora, gli anziani vogliono ballare con una musica nuova, noi vorremmo che questo sogno si realizzare, subito e in fretta”. La mozione, dopo gli interventi dei consiglieri Paratore, Sulis, Sanna, Serra, e la replica dell’assessore Lutzu ("...nello schema delle opere pubbliche è presente un intervento nell'annualità 2009...e di questi 300mila euro una parte sostanziale sarà destinata alla ludoteca di Massama"), è stata approvata all’unanimità. Ma è sulla mozione relativa ai problemi della circolazione stradale, presentata da due consiglieri del gruppo misto,  Michele Piredda e Paolo Sulis, che la seduta è diventata scoppiettante. “In tutto questo caos che riguarda la viabilità – ha attaccato Sulis – (e quando parlo di viabilità intendo segnaletica, parcheggi, traffico), in considerazione di tutto questo disordine, mi viene anche difficile iniziare. Iniziamo dalla segnaletica. Nelle strade di grande comunicazione (sappiamo quali sono), nelle vie interne, nelle piazze e nei viali, la segnaletica è assente del tutto o poco in evidenza. E' sufficiente farsi un giro per notarlo. Questo avviene nella città, e nelle frazioni in modo particolare, dove c'è una trascuratezza che ha dell'incredibile. Per segnaletica intendo strisce pedonali, linee di demarcazione fra corsie e linee di demarcazione dei parcheggi. E cosa vedo? Vedo che, alla fine, sono evidenti solo i parcheggi a pagamento; è chiarissimo, infatti,  che ci siano i parcheggi a pagamento. Gli altri, praticamente, non esistono. I parcheggi sono pochi e mal distribuiti. Se vi sono difficoltà a reperire parcheggi in superficie, perché non pensare a parcheggi sotterranei? Lo stanno facendo dappertutto. Perché, per esempio, non un  parcheggio sotterraneo nella zona del Tribunale? C'è grande spazio ed è vicino al centro storico. Oppure, sotto il parco di viale Repubblica: è enorme e ci stanno, mille, duemila, tremila macchine. In cinque minuti uno arriva al centro, dove ci sono le banche, i negozi, via Dritta. Poi c'è il problema delle rotonde. Che siano delle cose giuste nessuno lo mette in dubbio, e per me sono indispensabili. Ma fino a quando dobbiamo assistere alle brutture di questa specie di rotonde nella via principale? Cerchiamo di mettervi rimedio. Signor assessore, la città capoluogo, una città turistica e di cultura, deve avere più attenzione, più rispetto. I cittadini esigono questo e non solo; i cittadini, me lo permetta, esigono e pretendono un assessore attento, preparato, informato su questi problemi. Ecco perché – ha concluso Sulis - si pone l’esigenza di un piano articolato del traffico, che riguardi tutto, parcheggi, viabilità e segnaletica. Lo stiamo aspettando da decenni questo. “La città che vogliamo”, e questo mi riferisco allo slogan del programma del centrodestra, dev'essere una città diversa da quella di oggi. Bisogna studiare, utilizzare gli esperti,  viaggiare, e portare novità in questa città, una città dove tutto avviene con una lentezza esasperata. Anche perché le cose camminano non solo con le gambe delle persone, ma anche col cervello delle persone”. Dopo un breve intervento dell’assessore Lutzu, ha preso la parola  Michele Piredda del Gruppo Misto, che non ha risparmiato bordate all’assessore al traffico, Ivano Cuccu, colpevole, secondo Piredda, di non essere riuscito a realizzare le opere anche con le risorse a portata di mano. Piredda ha poi parlato della mancata realizzazione della rotonda davanti all’Iperstanda (di cui Piredda è direttore. ndr) “…utile per risolvere direttamente il problema in quel tratto di strada; per la città, sarebbe stato un bellissimo biglietto da visita… Ne abbiamo parlato più volte, ci siamo visti in assessorato, abbiamo fatto un incontro, alla presenza anche dell’assessore Pinna, del dirigente, ingegneri, esperti di viabilità. Abbiamo preso degli accordi ben precisi, e lei lo sa bene. Lei ci ha assicurato che entro il mese di gennaio ci avrebbe presentato il progetto. Dopo aver aspettato tanto, noi, purtroppo, mi dispiace dirglielo, ma quella rotonda lì non riusciremo a realizzarla con i nostri fondi (l’Iperstanda aveva stanziato per la realizzazione della rotonda circa 20mila euro. ndr), perché li abbiamo destinati ad altro. E' questo il mio rammarico. Vede assessore,  io per una cosa così grave al suo posto, probabilmente, mi sarei dimesso. Però è una cosa mia, lei è grande e non sono io che devo consigliarle cosa fare”. Piredda un consiglio all’assessore l’ha comunque dato: quello di coinvolgere di più la commissione, e non  di presenziare, invece, alle riunioni per raccontare solo ciò che aveva già deciso. Sulla falsariga dell’intervento di Piredda, anche quelli di  Federico (Pd), Coghe (Verso Pdl) e Serra (Udc), che sono stati molto duri nei confronti di Ivano Cuccu, mentre più “teneri” sono apparsi Angioni (Pdl) e Atzori (Dc), compagno di partito dell’assessore. Un colpo al cerchio e uno alla botte lo hanno dato Scanu (Udeur), Sanna (Riformatori), e Mattu (Uds?), che anche se ha esordito sostenendo di voler spezzare una lancia in favore di Cuccu, ha poi, comunque, bacchettato l’assessore. Nella replica, rispondendo in particolare a Piredda, l’assessore Cuccu ha ricordato che sulla fattibilità di una rotonda di fronte all’Iper occorreva  uno studio, i cui tempi non potevano e non possono essere necessariamente brevi, “…perchè – ha sostenuto Cuccu – quella rotonda non deve essere una necessità per “Porta Nuova” ma per la città”. Dopo aver respinto le accuse di poca collegialità, Cuccu ha chiesto alla maggioranza che la mozione venisse votata, “…non vedo per quale motivo non debba essere votata; secondo me è stata costruttiva, visto il dibattito che ne è  scaturito”. E la mozione è stata votata ed approvata. Nell’ultima seduta il consiglio comunale, fra l'altro, ha eletto Salvatore Nonnis, per la maggioranza, e Antonio Scanu, per la minoranza, come rappresentanti del comune di Oristano nel Consiglio di amministrazione della Pro loco.

Altre notizie:

Il Comune di Oristano ha appaltato i lavori per il restauro, la bonifica e la ristrutturazione dell’ex carcere militare di via Ghilarza. La gara d’appalto è stata vinta dall’impresa Geobiotecno di Ceppaloni, che ha presentato un’offerta di 586mila euro, con un ribasso del 15,63% rispetto all’imposto a base d’asta di 694 mila euro. L’impresa avrà 273 giorni di tempo per realizzare gli interventi previsti dal progetto. Il Comune ha stabilito un premio di 150 euro per ogni giorno di anticipo rispetto alla data di ultimazione dei lavori, ed una penale dell’uno per mille per ogni giorno di ritardo.“Questo progetto si colloca all’interno di un quadro più generale di interventi per rendere fruibile la struttura agli artigiani e per creare un nuovo polo di riferimento per le attività artigianali – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu -. Il programma di recupero, definito con l’accordo della Soprintendenza ai Beni ambientali, prevede interventi in tutto il complesso, attraverso la ricostituzione degli spazi e delle volumetrie adeguandoli alla nuova destinazione d’uso. Saranno rispettate e valorizzate le caratteristiche costruttive e i materiali originali. È prevista la realizzazione di laboratori per la lavorazione della ceramica, uno spazio museale per la ceramica e per gli uffici E spazi verdi”. La struttura, costruita nella prima metà dello scorso secolo, probabilmente nel 1931, ed utilizzata durante la seconda guerra mondiale, è costata al Comune 279mila euro che nel 2003 l’ha acquistata dal Servizio centrale del Demanio e Patrimonio della Regione, che l’aveva messa all’asta. Si tratta di un immobile di 5mila metri quadrati, mille e 500 dei quali coperti, distribuiti su più edifici. Inizialmente fu utilizzata come carcere militare per detenuti in attesa di giudizio. Nel 1950 una parte del complesso fu acquisita dal Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste.

I Giovani del Pd della provincia di Oristano, domani venerdì 13 marzo, alle 18, presso la sede provinciale del partito, in via Canepa 60, ad Oristano, hanno promosso un incontro per discutere ed elaborare le strategie da adottare per rispondere alle urgenze  economiche, sociali e culturali del territorio. Le nuove leve del partito si muovono per studiare e costruire un'opposizione capace di contrastare in maniera efficace l'azione di governo di Cappellacci e Berlusconi. «In un momento difficile per il nostro paese, ora più che mai si percepisce il bisogno di un'alternativa credibile alla politica dissennata del centrodestra – spiegano i Giovani Democratici -. Il rinnovamento, quello vero e consapevole, strutturato sulla conoscenza dei problemi e delle loro possibili soluzioni, è un passo indispensabile verso il cambiamento». Innovazione culturale, tecnologica ed economica, diritto all’uguaglianza e alla dignità sociale delle persone, pari opportunità di accesso allo studio,  al lavoro e alla casa sono gli obiettivi su cui i giovani del Pd intendono impegnarsi con  iniziative e progetti in grado di contribuire allo sviluppo del territorio. Temi attorno a cui, fin da subito, si comincerà a lavorare attraverso i periodici incontri che i Giovani Democratici convocheranno. All'incontro di venerdì, aperto a tutti, saranno presenti anche il Commissario del Pd, Achille Passoni, i consiglieri regionali Gian Valerio Sanna e Antonio Solinas, e il deputato Caterina Pes.


 

 
Di pig (del 09/03/2009 @ 07:59:00, in politica, linkato 1618 volte)

Nella tarda serata di ieri, il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha reso nota la composizione della nuova giunta regionale. In totale undici assessori, sette uomini e quattro donne. Solo due consiglieri (La Spisa e Liori) lasceranno i banchi del consiglio regionale per far parte dell'esecutivo. Ecco l’elenco degli assessori:


1) Maria Paola Corona, imprenditrice, Assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione;

2) Giorgio La Spisa, funzionario pubblico, consigliere regionale, Assessore alla Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio e, ad interim,  Assessore dell’Industria;

3) Gabriele Asunis, attuale Direttore Generale degli Enti Locali e Finanze dell’Assessorato degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica,  Assessore degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica;

4) Emilio Simeone, manager pubblico,  Assessore della Difesa dell'Ambiente;

5) Andrea Prato, dirigente privato settore agro-industria, Assessore dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale;

6) Sebastiano Sannitu, amministratore pubblico locale ed attuale sindaco del comune di Berchidda, Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio;

7) Mario Angelo Giovanni Carta, libero professionista (consulente del lavoro) ed amministratore pubblico locale,  Assessore dei Lavori Pubblici;

8) Maria Valeria Serra, dirigente pubblico,  Assessore del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale;

9) Maria Lucia Baire, ingegnere,  Assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport;

10) Antonio Angelo Liori, medico, consigliere regionale, Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale;

11) Liliana Lorettu, docente universitario, Assessore dei Trasporti.

Altre notizie:

"E' un esecutivo che non rappresenta la Sardegna e, sicuramente, non può essere considerato come il frutto di una scelta concertata e condivisa".  E' il commento del commissario regionale del Pd, Achille Passoni, sulla nuova giunta varata dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci.  Passoni  non ha espiesso giudizi sulle persone,  ma ha  osservato  che "…i ritardi compiuti nella formazione della nuova giunta regionale non possono che essere considerati lo specchio di quanto accade in una maggioranza già divisa.  C'è da rilevare poi – ha aggiunto l'esponente del Pd - che la Sardegna non si ferma a Cagliari, come sembra invece dall'osservazione dell'esecutivo, che non tiene conto dei territori,  delle esigenze della Sardegna e delle differenti realtà che la compongono.  La maggioranza, con quanto è  stato compiuto prima e durante la formazione della giunta è come una macchina che alla prima curva sbanda ". Sulla composizione della giunta è intervenuto anche il consigliere regionale del Pd, Antonio Solinas. “Apprendiamo con grande sconcerto che la nostra provincia non sarà rappresentata nella nuova giunta regionale".  Solinas, lamentandosi  delle scelte del presidente, Ugo Cappellacci, ha inoltre sottolineato che "…dopo la netta affermazione, anche nella provincia di Oristano dei partiti del centrodestra, ci si aspettava una significativa presenza di esponenti oristanesi all'interno della nuova squadra chiamata a guidare la Regione". Secondo il consigliere regionale del Pd "…la scelta del Presidente di non tenere conto dell'esigenza dei vari territori di essere rappresentati dentro la nuova giunta, denota la scarsa considerazione del leader del centrodestra nei confronti delle diverse problematiche che affliggono le varie aree dell'isola. La decisione di Cappellacci - ha detto Antonio Solinas – è resa ancora più grave dallo stridente contrasto con il recente passato: nella Giunta Soru, infatti, la provincia di Oristano,  che è una delle più grandi dell'isola, era rappresentata da ben tre assessori. Penso sia importante che, al di là delle differenti appartenenze, il territorio oristanese sollevi con forza e determinazione la questione, in tutte le sedi.  La preoccupazione è forte: se il buon giorno si vede dal mattino, cosa si deve attendere la provincia di Oristano per il futuro?".

Ormai non passa giorno senza che un uomo politico isolano non ricordi a Silvio Berlusconi quanto sia stato “Pinocchio” durante la campagna elettorale pro Cappellacci. Oggi a prendere posizione sono stati Federico Palomba, coordinatore regionale dell’Italia dei Valori e Claudia Zuncheddu, consigliere regionale dei Rossomori. "Avevamo avvertito i sardi: Berlusconi fa promesse per avere voti e poi le straccia con noncuranza. Passata la festa, gabbato il santo. E mi dispiace dire che non so se la cosa sarà diversa per i lavori dei settori in crisi, compresi quelli dell'Eurallumina". Così Federico Palomba ha commentato il mancato finanziamento della strada Sassari-Olbia. "A questo punto, due semplici e amare domande. Una a un onest'uomo, Carmelo Porcu, che ha espresso sconcerto: Come fa a credere ancora a Berlusconi e a dargli fiducia, lui che è un uomo di parola?",  ha detto Palomba rivolto al parlamentare del Pdl eletto in Sardegna. "La seconda, identica, ai sardi che ancora l'hanno votato: Come avete fatto a credergli di nuovo? Berlusconi non ama la Sardegna, tant’è che la terrà ancora fuori dall'Europa e forse la userà per metterci l'infausto nucleare. Berlusconi è indegno di governare nell'interesse di tutti, perchè si fa solo gli affari propri”. Questo, invece, quanto sostenuto da Claudia Zuncheddu (Rossomori): “Appena liberatosi del fastidioso Soru, Berlusconi propone una grande colata di cemento a suon di fondi pubblici, per il sostegno alle lobby che gli hanno permesso di liberarsi della vocazione ambientalista dell'ex governatore sardo". “Quello di Berlusconi – ha detto il consigliere regionale dei Rossomori – è un attacco frontale al Piano paesistico regionale" che  il premier vorrebbe abolire d'imperio rivendicando accordi con la Regione. Dato che Soru non avrebbe mai firmato nessun accordo col governo a favore della cementificazione, si presuppone  che il presidente Berlusconi, prima che fosse composta la nuova giunta e convocato il nuovo consiglio regionale, si sia arrogato il diritto di decidere per la Sardegna. Riteniamo alquanto grave e prevaricatore questo tipo di atteggiamento politico, che anche in questo caso vede la nuova maggioranza sarda di centro-destra, completamente prona e succube del noto colonizzatore di Arcore". Claudia Zuncheddu ha poi attaccato anche gli ex compagni di partito. "Nessuna protesta – ha osserva - neanche dal presunto partito dei Sardi, il Psd'Az, che, per un piatto di lenticchie, largo quanto un assessorato, dopo aver ceduto la bandiera dei sardi al padrone, con il suo silenzio abdica in maniera definitiva al suo ruolo. Vizi privati – ha concluso Claudia Zuncheddu - e lavori pubblici".

Anche ad Oristano è stata varata una nuova giunta. Si tratta di quella del Coni, nominata dal presidente, Gabriele Schintu. La nuova giunta provinciale di Oristano  rimarrà in carica per il quadriennio olimpico 2009-2012. Fanno parte dell'esecutivo Cristina Atzori (vicepresidente vicario), Guerino Polimeno (vicepresidente), Alberto Carta, Mario Maulu, Fabrizio Melis, Saverio Bisogni, Efisio Secci e Gianfranco Tomasi. Domani pomeriggio la nuova giunta si riunirà ufficialmente per la prima volta nella sede del Coni, in via Carducci 44. Sempre domani, Gabriele Schintu presenterà ai giornalisti i componenti l'esecutivo e i programmi del Comitato per il prossimo quadriennio olimpico. La conferenza stampa si terrà domani, alle 17, nella sala riunioni del Coni in via Carducci 44.

“Eco a tempo pieno”: si chiama così il progetto per l'ampliamento delle prestazioni professionali di ecografia nelle strutture sanitarie della provincia, istituito con l'obiettivo di abbattere i tempi d'attesa – fino ad oggi critici in tutta la regione - sfruttando a pieno le potenzialità offerte dalle strutture dell'Azienda sanitaria locale. Cinque sedute ecografiche settimanali, ciascuna delle quali della durata di sei ore, andranno a sommarsi a quelle attualmente garantite. Due delle cinque sedute saranno effettuate nel poliambulatorio di Terralba il cui bacino d'utenza, finora privo del servizio, era costretto a rivolgersi a Oristano o ad altre Asl, in particolare a quella di Sanluri, per le prestazioni ecografiche. Le altre tre sedute settimanali saranno suddivise fra i poliambulatori di Ales e Ghilarza e l'ospedale Mastino di Bosa, che effettueranno rispettivamente una seduta settimanale ciascuno. Il progetto partirà domani nei poliambulatori di Terralba e Ales: nella prima le sedute saranno effettuate il martedì e il giovedì pomeriggio, ad Ales il mercoledì pomeriggio. A breve il progetto sarà avviato anche a Ghilarza e a Bosa. Il servizio aggiuntivo consentirà una netta riduzione delle liste d'attesa. «Considerato che ogni esame ecografico ha la durata media di venti minuti, ad eccezione di quello dell'addome, che richiede 40 minuti, in ogni seduta sarà possibile effettuare circa 18 prestazioni aggiuntive al giorno e, complessivamente 90 alla settimana» spiega il direttore sanitario della Asl n°5 Nicola Orrù. Un'attività che, a regime, consentirà di ridurre sensibilmente i tempi d'attesa per le prestazioni ecografiche programmate, che oggi si aggirano intorno ai tre mesi per Oristano e a circa la metà negli altri poli sanitari della provincia. Il progetto “Eco a tempo pieno” si inserisce nel più ampio programma, avviato dalla Direzione generale della Asl n°5, di abbattimento dei tempi d'attesa, attraverso l'ampliamento dell'orario di erogazione delle prestazioni sanitarie con l'utilizzo esteso alle dodici ore, laddove possibile, delle tecnologie a disposizione.

 

 
Di pig (del 07/03/2009 @ 17:00:03, in politica, linkato 946 volte)
Aveva  promesso che avrebbe portato il Puc in consiglio comunale nei primi mesi dell’anno ed ha tenuto fede alla promessa. L’assessore comunale all’Urbanistica, Salvatore Ledda, ha portato a termine un’altra tappa importante del tortuoso e infinito iter del Piano urbanistico comunale. Ledda, applicando “la filosofia del fare” e stupendo un po’ tutti, ha dato una accelerazione impressionante al Puc, riuscendo dove molti suoi predecessori avevano fallito. E’ questo, infatti, il completamento di una fase importantissima, che prevede, una volta incassato l’ok (scontato) dalla giunta, l’approdo del Puc in aula (probabilmente entro la fine di marzo), per essere sottoposto all’attenzione dei consiglieri comunali di Oristano per la discussione e gli indirizzi. Lo hanno annunciato in una conferenza stampa, nella tarda mattinata, l'assessore all'Urbanistica, Salvatore Ledda, e il sindaco di Oristano, “Nonna Abelarda Nonnis”,  che hanno illustrato sinteticamente (vista la vastità dell’argomento) ai giornalisti anche i contenuti della proposta. “L’assessore mi ha detto che le carte erano pronte – ha affermato il sindaco - , che lui era pronto per la discussione, e quindi ci è sembrato opportuno portare il Puc (che è sempre perfettibile) in consiglio comunale”.  A chi chiedeva il perché di questa velocizzazione prima del varo delle nuova giunta regionale, sindaco e assessore hanno risposto all’unisono “…perchè non farlo? A che scopo dilatare i tempi, quando ormai è stata completata l’attività di riordino delle conoscenze e delle analisi? D’altro canto con l’assessore regionale all’Urbanistica abbiamo sempre lavorato in piena sintonia, al di la delle appartenenze politiche, e, a maggior ragione, con il prossimo non dovrebbero esserci problemi”.  “Nella stesura del Piano – ha detto il sindaco- ci siamo occupati, fra l’altro, delle politiche  dei trasporti e delle infrastrutture, dell’annoso problema della casa (accessibilità per le giovani coppie, edilizia agevolata, accordi con i proprietari per sconti su affitti) e di tutto ciò che ruota attorno, delle politiche della conservazione dei monumenti e della storia, degli spazi pubblici, dei servizi e della sicurezza, senza dimenticare tutto ciò che è legato al sociale, dagli asili nido alle case per anziani. Il consiglio sarà, quindi, impegnato per lungo tempo per costruire un Puc (che certamente non è definitivo) il più possibile condiviso. C’è, inoltre, da tenere presente anche il discorso delle risorse, che possiamo aver solo se possediamo gli strumenti ad hoc”. Dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno partecipato alla coopianificazione, quelli che hanno dato il loro contributo negli incontri preliminari, e, soprattutto, l’Ufficio del Piano, l’assessore Ledda ha illustrato le direttrici di crescita dalla città capoluogo. “Dalle carte emerge che vi sono zone che debbono essere recuperate ha sostenuto Ledda -, come per esempio la zona di “Sa Rodia”, dove sono previsti nuovi indici edificatori, e quella che va da “Chirigheddu” a Silì, in modo tale da avvicinare la città alla frazione;  in queste direzioni deve espandersi la città”. Per quanto riguarda la zona industriale, Ledda ha affermato che è in corso un discorso con il Consorzio Industriale per  la creazione di un nuovo agglomerato industriale nei pressi dell'aeroporto di Fenosu (nella zona dove attualmente è ubicata la Cao), con tutti gli svincoli vicini. Quello attuale, nella zona nord della città, assumerà invece una connotazione ancora più commerciale di quanto non lo sia attualmente, e avrà la possibilità di dotarsi di servizi tipici di un quartiere urbano, come sportelli bancari, asili, negozi. L’assessore comunale all’Urbanistica ha poi confermato il ruolo fondamentale e strategico  della valorizzazione ai fini turistici di Torregrande, secondo una direttrice che parte dalla pendici del monte Arci  e, attraverso la pianura, arriva fino alla borgata marina. Borgata dove, fra l’altro, sono previste nuove volumetrie per le strutture alberghiere. “Puntiamo a ridurre – ha detto Ledda – tutto ciò che non sia strategico dal punto di vista turistico. Per quanto riguarda la bonifica e la valorizzazione di alcune zone specifiche di Torregrande, come per esempio la Sarbit , da parte del comune tutto è stato fatto. Abbiamo, infatti, già approvato la variante, ed ora si è in attesa  che la Regione fissi la data per l’intesa”. L'assessore ha, inoltre, spiegato che col nuovo Piano urbanistico comunale Oristano intende recuperare 10 mila abitanti, bloccando il flusso migratorio registrato negli ultimi anni, quando i centri dell'hinterland sono cresciuti a dismisura, a danno della città, anche per i proibitivi costi di un mercato immobiliare bloccato dall'assenza di nuove regole urbanistiche. “Per raggiungere questo obiettivo – ha aggiunto Ledda -, e per dare ad Oristano il ruolo che merita, oltre alla creazione di aree di espansione, il comune lavorerà anche nel recupero dell'esistente. Per esempio, abbiamo ipotizzato un aumento di volumetrie per i quartieri di Sant'Efisio, Sacro Cuore e Corea”. Alla fine della conferenza stampa abbiamo chiesto al sindaco, quali fossero, a suo avviso, le differenze tra l’attuale assessore all’Urbanistica e il suo predecessore, Piero Franceschi. “Il precedente assessore - ha risposto Abe – ha perso troppo tempo a cercare le carte… E poi non aveva capito, come ha invece fatto Ledda, che per portare a compimento il Puc doveva collaborare con la Regione e non cercare di risolvere la questione solo all’interno del comune”.

 Altre notizie:

Si è svolto  a Oristano il congresso provinciale straordinario di Alleanza Nazionale, per l'elezione dei delegati al congresso nazionale del partito che sancirà  lo scioglimento di Alleanza Nazionale e la sua confluenza nel Popolo della Libertà. La mozione congressuale presentata dal reggente del partito, Ignazio La Russa,  è  stata sottoscritta dal 30% degli iscritti della federazione provinciale, e approvata all'unanimità dall'assemblea congressuale.  Al termine della riunione,  alla quale hanno partecipato circa centocinquanta  militanti, sono stati eletti i tre delegati all'assise nazionale: il presidente provinciale del partito, Mario Diana,  il commissario provinciale di Azione Giovani,  Alberto Cauli, e Massimiliano Desseneen.

La solita storia. Ieri Giulio Tremonti dice che la crisi nel 2009 si sentirà ancora di più rispetto all’anno scorso. E Tremonti sa perché lo dice, e sa molto bene che dal prossimo maggio saranno davvero dolori, senza che ci sia ancora in vista un’ancora, o una possibilità di rimedio. Tremonti con ogni probabilità sa anche bene che la crisi durerà fino al 2011, incluso. E che la situazione nel mondo è certamente più grave di quella del 1929. Ma Berlusconi non ci sta, si confronta con Tremonti in Consiglio dei ministri per tenere una linea comune. E usa un termine che è strepitoso: «disfattismo mediatico». Che sia mediatico poco importa, è il disfattismo quello che conta. Ora, il termine disfattista, in Italia, è associato soprattutto a Benito Mussolini, che lo usò moltissime volte durante il ventennio. E lo usò moltissime volte perché l’utilizzo abituale di quel termine gli proveniva dal suo passato di socialista massimalista. Perché fu Lenin, primo fra tutti a utilizzarlo e a parlare di “disfattismo rivoluzionario”, ovvero di quelli che non credevano si potesse arrivare alla dittatura del proletariato. I disfattisti leninisti, in realtà erano e potevano essere soltanto i proletari, che non dimostravano di voler credere in loro stessi. Lenin lo riprese dalla terminologia militare: il disfattismo dei soldati che non credevano di vincere le loro guerre, soprattutto nella prima guerra mondiale. Lo usò Mussolini che aveva letto molto bene Lenin, lo usarono i sovietici e i nazisti per incarcerare e condannare a morte i dissidenti, proprio con questa accusa: l’accusa di disfattismo. Non mi sembra sia il caso di Berlusconi: lui utilizza il termine leninista “disfattista”, forse pensando che in realtà possa essere mussoliniano. O forse ancora più banalmente arrampicandosi sugli specchi. Non avendo altri argomenti. Ma dire che il “disfattismo” è mediatico sembra un attacco in più, ancora una volta, alla solita stampa di sinistra, che non fa altro che intralciare la guerra personale del grande timoniere, dell’uomo della provvidenza. Rimangono solo due cose da fare, a questo punto. Avvertire Berlusconi che è diventato leninista. E proprio per questo spiegargli che dopo il disfattismo, deve entrare con maggior forza e incisività nella terminologia rivoluzionaria, e d’ora in poi parlare di “patriottismo sociale”, altro termine di Lenin che è il contrappeso e l’esatto opposto del “disfattismo”. Chissà, magari a Berlusconi piacerà anche il “patriottismo sociale”. Combattiamola la crisi, con il “patriottismo sociale”, non le sembra una buona idea presidente?  (Roberto Cotroneo – L’Unità)

 

 
Di greg (del 06/03/2009 @ 14:00:56, in politica, linkato 978 volte)

Con un colpo al cerchio e uno alla botte, il neo presidente della Regione, Ugo Cappellacci, proverà oggi ad assestare i fragili equilibri della sua maggioranza. L'unità della coalizione passerà indenne il banco di prova imposto dalla formazione della Giunta? Questo pomeriggio, in viale Trento, i partiti del centrodestra si sono riuniti nel primo vertice post vittoria. Il tempo stringe e le interlocuzioni delle ultime settimane dovranno trovare oggi soluzione: entro domenica o al più tardi lunedì il Governo della Sardegna dovrà prendere forma. Una volta sciolto il nodo della presidenza del Consiglio, Cappellacci potrà serenamente schierare la sua squadra composta, ormai quasi certamente, da dodici assessori e con cinque donne in campo (come vuole la Statutaria: almeno il 40%). Eppure, finora, sulla questione non c'è certezza. A parte la perentoria disponibilità di Ignazio Artizzu e le palesi pressioni dei leader regionali e nazionali perché la presidenza del consiglio sia affidata ad Alleanza nazionale. Forza Italia sulla vicenda non sembra voler fare le barricate e sull'ipotesi azzurra Claudia Lombardo, sceglie un riservato e timido basso profilo. Tanto basta ad alimentare le legittime aspettative dell'Udc: quel 9% guadagnato nell'urna, e determinante per la vittoria del centrodestra, nonostante a livello nazionale il partito di Casini abbia scelto i banchi dell'opposizione, abbandonando la vecchia casa delle libertà e dissociandosi anche come gruppo di appoggio esterno al nuovo contenitore berlusconiano del Popolo delle libertà. E allora, perché non far valere questo peso? Non si tratta di una vera e propria prova di forza, ma il risultato raggiunto ha certamente incoraggiato il leader Giorgio Oppi ad assumere una posizione di intransigenza rispetto alle proprie aspettative: presidenza del consiglio più assessorato è lo schema privilegiato e preferito alla doppia nomina in Giunta. Forzando un ragionamento, peraltro condivisibile, il Popolo delle libertà ha già il suo presidente in carica: c'è Cappellacci alla guida della Regione. Una forzatura che mette a nudo, e non sarà risolta facilmente, la questione Pdl: Forza Italia e Alleanza Nazionale hanno già mostrato in questa occasione di non volersi uniformare al progetto unico. Hanno piuttosto evidenziato la necessità di mantenere spazi e posizioni di partito che stanno sfociando nella strategia difensiva di An nei confronti degli amici-nemici azzurri. A Cappellacci l'arduo compito di governare, prima tra tutte, queste tensioni intestine. A questo punto, sarà più agevole ufficializzare la composizione della Giunta, intorno ai nomi che da giorni animano il totonomine. Nonostante la presa di distanza in occasione della formazione del listino regionale, ritorna in auge il nome di Mario Medde (che in serata ha smentito per l'ennesima volta un suo ingresso nella giunta Cappellacci. ndr) e quello di Lucia Baire (coordinatrice della visita del pontefice in Sardegna): il riconoscimento sarebbe la “giusta” contropartita per i lodevoli servizi svolti in favore del centrodsestra. Centrodestra che  ha fruito di tanti apporti, ma la vittoria di Cappellacci è stata soprattutto un successo del premier, visto il decisivo impegno e l'apporto di Silvio Berlusconi. Non solo lo ha subito detto il Cavaliere (“ci ho messo la faccia io”) ma lo ha confermato l'analisi, come sempre attenta e meditata, di “Civiltà cattolica”, la rivista dei gesuiti italiani, che sottolinea l'impatto nazionale del voto sardo. Commentando le dimissioni di Walter Veltroni, “Civilta' Cattolica” ricorda che nelle elezioni del 15 e 16 febbraio “ha vinto indubbiamente il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il quale si è recato in Sardegna in numerosi fine settimana per tenere alto l'interesse per le elezioni, valorizzando quindi soprattutto l'operato del Governo nazionale e suo personale”. (Tratto da Altravoce.net, a cura di Cinzia Isola). Intanto, tra i nominativi per un incarico  in giunta  pare sia rispuntato il nominativo di Mario Diana per l'assessorato all'Agricoltura. L'accordo, secondo quanto si vocifera, sarebbe stato raggiunto all'interno del Pdl, in modo tale da far rientrare in consiglio regionale Mimmo Licandro, che aveva pagato a caro prezzo la  dispersione di voti per la candidatura dellex deputato di Arborea, Giovanni Marras. Ritornando, invece,alla riunione del pomeriggio, sembra che  la giunta regionale sarà composta da dieci assessori e non da dodici, com’era sembrato in un primo momento. Ancora non c'è niente di ufficiale ma le indicazioni emerse nel vertice di maggioranza  non lascerebbero spazio a dubbi.  E' possibile, infatti,   che alcune deleghe vengano assunte dal presidente,  Ugo Cappellacci,  e che si proceda ad accorpamenti di diversi assessorati.  La situazione, in vista del vertice decisivo di domenica, termine ultimo per varare l'esecutivo, sembra ancora abbastanza fluida,  perché  non e' stato ancora trovato l'accordo sulla presidenza del Consiglio regionale.  An è  ancora decisa a sostenere la candidatura di Ignazio Artizzu, e non sembra accontentarsi della presidenza del gruppo del Pdl, mentre  Forza Italia chiede la presidenza per Claudia Lombardo,  anche in vista di una possibile cessione alla componente di An del coordinamento regionale del Pdl.

Altre notizie:

Sette giovani sono stati arrestati , durante la notte, a Mogoro, dai carabinieri che li hanno sorpresi mentre cercavano di svaligiare una tabaccheria del paese. Cinque sono di Orgosolo: Giovanni Antonio Monni, 18 anni; Mario Soro, 42 anni; Alessandro Dessolis, 24 anni; Giovanni Mesina, 19 anni; e Alberto Rubanu, 21enne,operaio. Gli altri due arrestati sono minorenni. I sette sono stati arrestati in flagranza di reato per tentato furto. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il gruppo ha raggiunto Mogoro nella notte su una sola auto, una stationwagon. Verso le due e mezza, i sette hanno cercato di forzare, con due grossi grimaldelli, la porta d'ingresso di una tabaccheria in via Gramsci, sfondando anche un vetro: un'operazione rumorosa che ha fatto scattare l'allarme, e svegliato molte persone. Vistisi scoperti, i sette sono risaliti in macchina e hanno tentato di raggiungere la statale 131, ma sono stati intercettati e bloccati dai militari della squadra radiomobile insieme a carabinieri della stazione di Ales. La perquisizione dell'auto ha permesso di ritrovare i due piedi di porco, oltre a 2 cacciaviti ed una torcia, usati per il tentato furto.
 
La Giunta Nonnis, su proposta dell’Assessore ai Lavori pubblici Andrea Lutzu, ha approvato il progetto per il rifacimento della copertura della chiesa di San Pietro apostolo di Silì. “Con 100 mila Euro interverremo per il restauro della struttura lignea di copertura e per il rifacimento del manto di copertura della navata principale oltre che per la revisione e la sostituzione del sistema di smaltimento delle acque piovane” spiega l’Assessore Lutzu. “Si tratta di un intervento urgente che vorremmo realizzare velocemente per consentire la riapertura della chiesa – aggiunge Lutzu -. L’edificio, infatti, è stato dichiarato inagibile dai Vigili del Fuoco. La chiesa si trova, infatti, in condizioni di avanzato degrado strutturale e questo ne impedisce l’apertura al pubblico. La Giunta Nonnis si è immediatamente fatta carico del problema e già nel Piano delle opere pubbliche 2009-2011 ha previsto uno stanziamento di 100 mila Euro, somma per la quale ha individuato la necessaria copertura finanziaria, per un primo intervento di manutenzione sull’edificio. Nei giorni scorsi abbiamo approvato il progetto preliminare ed ora attendiamo i necessari pareri, primo fra tutti quello della Soprintendenza. Nel frattempo sarà possibile lavorare per trovare i fondi per un progetto generale di recupero della struttura per il consolidamento strutturale della volta del coro, per la tinteggiatura interna, per il rifacimento degli intonaci e la sostituzione dell’impianto elettrico”.
 
Danilo Mastinu (Pd) e Gianpietro Pili (Uds) sono stati eletti vicepresidenti del consiglio provinciale di Oristano, completando così l’assetto istituzionale dell’assemblea di via Carboni, che nel suo regolamento aveva previsto le due nomine. Per quanto riguarda l’ordine del giorno, il c onsiglio ha rinviato alla commissione bilancio la proposta di aumento del capitale sociale del Sil. Sull’argomento è intervenuto il presidente del consiglio, Pierpaolo Pisu, l’assessore Pusceddu, e i consiglieri Peppino Marras, Mario Tendas, Giuseppe Deias, Alfredo Mameli, Antonello Sanna, e il presidente della giunta, Pasquale Onida. E’ stata poi presentata dai sardisti un’interrogazione urgente sulla interruzione dei lavori per la costruzione del porticciolo turistico di Bosa. L’interruzione dei lavori deriverebbe dal fatto che la cava che forniva i blocchi è andata in esaurimento. Il presidente Onida ha assicurato il suo personale e immediato intervento presso la direzione generale dell’assessorato regionale ai Lavori Pubblici, riservandosi di sottoporre il problema anche al Governatore Ugo Cappellacci. Infine, l’assessore Marcello Serra, nella sua qualità di rappresentante della Provincia nel Cda della Sogeaor, la società che ha in gestione l’aeroporto di fenosu, ha posto il problema di un adeguamento dei patti parasociali, che attribuiscano all’ente il giusto ruolo in relazione alle quote di capitale sociale, che sono pari al 58,79 per cento. Attualmente  il Cda composto da quattro rappresentanti ( Provincia, Regione, Comune e Camera di Commercio) si trova difficoltà a deliberare, con gli atti fermi allo scorso anno. Una situazione che Marcello Serra chiede venga superata quanto prima attraverso una rivisitazione dei patti parasociali.
 
Lunedì 9 marzo il parcheggio pubblico di via Mariano IV rimarrà chiuso al pubblico per consentire i lavori di rifacimento della segnaletica orizzontale. Salvo imprevisti il parcheggio riaprirà nel pomeriggio.

 

 
Di greg (del 04/03/2009 @ 19:30:45, in politica, linkato 1059 volte)

Chiedono subito una verifica politica e rivendicano libertà d'azione, i quattro consiglieri comunali di Oristano che hanno costituito il nuovo gruppo misto, presentato questa mattina dai suoi componenti: Paolo Sulis, ex Forza Italia e capogruppo della nuova formazione, Gianni Garau, Michele Piredda e Giuseppe Vacca, questi ultimi tre fuorusciti dai Riformatori, il partito del sindaco, Angela Nonnis. Il gruppo ha subito chiesto un riassetto della giunta comunale, bocciando quella attuale e dichiarandone insoddisfacente il risultato. Peraltro, come ha sottolineato il capogruppo, Paolo Sulis, i quattro consiglieri non sono interessati a un ingresso nell'esecutivo, anche se chiederanno di avere voce in capitolo nella futura redistribuzione dei posti in giunta, dove attualmente, come ha sottolineato Gianni Garau, sono rappresentati ben tre partiti che hanno un solo consigliere: An, la Dc e la lista civica Oristano Citta' Nuova. Il gruppo misto ha anche presentato un programma articolato in sei punti, aggiungendo che “…se non verranno attuati si considererà libero di votare contro la giunta”. Il primo punto riguarda l'approvazione entro aprile del Puc, già annunciata lo scorso dicembre dall'esecutivo comunale e poi sospesa per le elezioni regionali. Il secondo punto prevede un nuovo piano del traffico e la costruzione di nuovi parcheggi ad Oristano. Al terzo posto, il gruppo misto chiede alla giunta un maggiore interessamento per le frazioni e le borgate. Particolarmente dure le critiche rivolte su questo punto al sindaco, Angela Nonnis, che è anche titolare della delega sulle frazioni.  Inoltre, il gruppo misto chiede il rilancio della borgata di Torregrande e del turismo, l'avvio effettivo del Piano strategic, e il potenziamento dei servizi sociali previsti dal Plus, il piano unitario dei servizi alla persona. Tutte questioni di primaria importanza, per le quali, secondo i quattro consiglieri, la giunta Nonnis non ha operato con sufficiente decisione. Il pronunciamento dei quattro consiglieri, che continuano a considerarsi esponenti del centrodestra oristanese, avrà effetti dirompenti sugli equilibri politici della maggioranza, ma una crisi ancora più grave è destinata ad aprirsi all'interno dei  Riformatori. Appare di particolare rilevanza l'uscita dal partito di Gianni Garau, uno dei soci fondatori della formazione politica nata dal vecchio Patto Segni, e che è stato per anni il suo coordinatore provinciale. Garau ha polemizzato con l'attuale leader Riformatore, il consigliere regionale (appena rieletto) Attilio Dedoni, accusandolo di gestire il partito in modo troppo verticistico e chiedendogli di rinunciare alla carica di segretario provinciale. A dire il vero, l’annuncio della costituzione del gruppo misto, che pone a serio rischio la maggioranza in consiglio comunale, era stato annunciato, ieri sera, alli inizio della seduta. Poi sono proseguiti i lavori, e il consiglio, su proposta della  commissione Cultura, ha approvato il regolamento per la concessione delle civiche benemerenze. Il presidente della commissione, Giuseppe Sanna, ha ricordato come la commissione sia partita da una mozione presentata nella scorsa legislatura dai consiglieri Arca e Usai, per dare al comune uno strumento attraverso il quale assegnare il giusto riconoscimento morale a coloro che hanno dato lustro alla città, distinguendosi nell'ambito culturale, scientifico, artistico, professionale, assistenziale, sociale e filantropico. L’assegnazione della benemerenza avverrà in occasione del Settembre oristanese. Il consiglio comunale, ieri, ha anche eletto Luca Faedda, per la maggioranza, e Gianni Sanna, per la minoranza, come rappresentanti del consiglio comunale in seno al Comitato per il controllo analogo della società Oristano servizi.


Altre notizie:

E’ risaputo che i sondaggi vadano presi con le pinze (una dimostrazione di come siano totalmente inattendibili  l’abbiamo avuta per le recenti elezioni regionali), ma desta sorpresa, comunque, che per gli “intervistati” contini più la simpatia della capacità. Non si spiega altrimenti il primo posto del sindaco di Oristano,  Angela Nonnis, al vertice in Sardegna per gradimento, secondo il sondaggio pubblicato oggi dal quotidiano online “Affaritaliani” e realizzato dall'agenzia Ekma.  Nonnis , in base alla rilevazione raccolta nel secondo semestre del 2008, si classifica al 37esimo posto tra i sindaci dei capoluoghi italiani, ed è in risalita rispetto al semestre precedente, quando era 40esima.  La percentuale di gradimento per il sindaco si attesta sul 55,3 per cento, rispetto al 54,7 di sei mesi prima.  Al secondo posto in Sardegna c'è Mauro Zidda di Nuoro, che scala ben 15 posizioni passando dal 57esimo al 42 esimo posto a livello nazionale. La graduatoria è  guidata al primo cittadino di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti,  che sfiora addirittura il 70 per cento dei consensi.

Mauro Solinas, Mario Cadeddu, Fabio Porcu e Davide Rinaldo Tatti, consiglieri comunali del gruppo di Fortza Paris, hanno presentato una interpellanza urgente sulla situazione della strade di campagna, del seguente tenore: "Premesso che il territorio di Oristano con le sue frazioni e borgate di Sili’, Massama, Nuraxinieddu, Donigala, Torregrande,  San Quirico e Tiria possiede un patrimonio di strade campestri di oltre 100 Km. Affermato che nel corso della precedente amministrazione è stato elaborato un  progetto per la bitumazione di alcune strade extraurbane a fondo naturale vicinissime al centro abitato, quali i prolungamenti di Via Cairoli e di Via Ozieri ( direzione centrale del gas),  il prolungamento di Via Cerchi e Carta in direzione ex Zuccherificio e Foro Boario. I lavori iniziati nell’ultimo periodo di amministrazione, a tutt’oggi non sono stati portati a termine,  lasciando, ormai da un anno e mezzo, gli abitanti che vivono in quelle zone in condizioni da  terzo mondo ( vedasi l’incrocio tra Via Cerchi e Carta in direzione ex Zuccherificio). Detto che, oltre i lavori precedenti, è stato lasciato in eredità a questa amministrazione un progetto di depolverizzazione di strade campestri con un fiananziamento, già concesso, a valere sui fondi POR per i quali,  solo in questo periodo di copiosissime piogge sono stati iniziati e conclusi i lavori. Precisato che ogni anno l’Amministrazione Comunale interveniva in questi mesi per una manutenzione straordinaria delle strade comunali e vicinali a fondo naturale e che in situazioni di particolare piovosità l’intervento veniva ripetuto. Interpella il Sindaco e la Giunta, per conoscere quali sono i motivi che hanno impedito ad oggi, dopo un anno e mezzo di tempo, di completare i lavori di bitumazione  dell’incrocio di Via Cherchi e Carta in direzione ex Zuccherificio, lasciando quel tratto di strada in condizioni disastrose; per conoscere quali sono i motivi che hanno portato ad iniziare i lavori di depolverizzazione finanziati con fondi POR con un  ritardo così grande e soprattutto nei mesi nei quali abitualmente piove in maniera copiosa rendendo una parte dei lavori praticamente inutili perché distrutti dalle piogge; per conoscere quali sono i motivi per i quali, come avveniva ogni anno, i lavori di manutenzione straordinaria delle strade comunali e vicinali della città e delle frazioni ad oggi non sono stati iniziati, lasciando le stesse in condizioni di impraticabilità; se non sia il caso di affidare ad un tecnico, dipendente comunale, l’incarico di riperimetrare le strade campestri per delimitarne i confini in maniera certa, permettendo ai frontisti di consorziarsi e accedere ad appositi finanziamenti Regionali ed Europei.

Il consiglio comunale di Oristano è stato convocato per martedì 10 marzo, alle 18, per la discussione del seguente ordine del giorno:nomina due rappresentanti del consiglio comunale in seno al Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Turistica Pro-Loco; mozione urgente del gruppo Pd: “Inagibilità locali ex Scuola Elementare di Massama-sede del centro di Aggregazione Sociale e della Biblioteca”; Consulta Giovanile Comunale. Approvazione modifiche allo Statuto; mozione Consiglieri Sulis e Piredda: “Problematiche inerenti la segnaletica, circolazione stradale e parcheggi nella Città e Frazioni”.

 L’Ufficio nazionale per il Servizio civile, in collaborazione con il Civis (Coordinamento Interassociativo dei Volontari Italiani del Sangue) e con il Cns (Centro Nazionale Sangue), in occasione dell’ottavo anniversario dall'istituzione del Servizio Civile Nazionale, ha promosso fino all’8 marzo la Settimana della donazione del sangue dei volontari del Servizio Civile Nazionale.  Per questo, anche la Asl si unisce all'appello dell'Avis e degli enti promotori dell'iniziativa e invita i giovani del Servizio Civile, già sensibili al tema della solidarietà a cogliere l'occasione per effettuare, qualora non lo facessero già, la loro prima donazione. Chi fosse interessato, può rivolgersi al Centro prelievi dell'ospedale di Oristano (aperto per i prelievi dal lunedì al sabato, a partire dalle  re 7.30), ai centri raccolta  degli ospedali di Ghilarza e Bosa o alle sedi Avis presenti sul territorio per avere maggiori informazioni. La donazione, gratuita e anonima, può essere effettuata da tutte le persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni e di peso superiore ai 50 chilogrammi.

A causa delle  Elezioni Regionali anticipate, l’assessorato allo Sport e Politiche Giovanili della Provincia di Oristano aveva deciso, per ragioni di opportunità, il posticipo da fine gennaio al 28 Marzo della  manifestazione “Oscar dello Sport”,  che ha come finalità  quella di  premiare società, atleti, dirigenti, tecnici,  studenti, scuole e quanti, a vario titolo, hanno dato lustro allo Sport della provincia di Oristano nel corso del 2008. L’iniziativa, in fase di avviata programmazione, sarà abbinata alla “Prima Conferenza Provinciale dello Sport”, altro significativo momento di approfondimento e dibattito a 360 gradi sullo sport provinciale, dove tutti, indistintamente, avranno l’opportunità di intervenire per analizzare  la situazione  dello sport oristanese.

 

 
Di pig (del 03/03/2009 @ 14:05:30, in politica, linkato 1048 volte)
“Grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuto col proprio voto. Sento forte il bisogno di non deludervi ed il mio lavoro sarà come sempre al servizio di tutti”. Lo ha affermato Gian Valerio Sanna, il consigliere regionale del Pd più votato nella circoscrizione di Oristano, in una lettera aperta agli elettori, che volentieri pubblichiamo.
“Comincia un nuovo itinerario. Dopo quasi cinque anni di governo e di governo buono, si apre ora, nello spirito dell’alternanza, il tempo dell’opposizione e della ricostruzione di una legittimazione al futuro governo. E’ difficile comprendere come sia possibile una sconfitta così marcata di fronte alla proposta politica del centro sinistra e alla classica propaganda “parolaia” del centro destra, ma le ragioni che la propongono servono per evidenziare alcune analisi che è bene il PD affronti per ricostruire il proprio futuro. Innanzitutto va detto che ogni campagna elettorale comincia il giorno in cui si viene eletti a governare e non due mesi prima della scadenza della legislatura. Non si può dimenticare infatti, che fin dall’inizio la maggioranza di Soru ha reso complicato ed impervio il percorso di attuazione del programma e non tanto perché non si dovesse dare spazio e voce alle diverse opinioni ma perché il dibattito e le discussioni interne sono diventate da subito la cassa di risonanza della stessa opposizione di centro destra. Tutti parlavano e tutti dovevano dire la propria versione dei fatti, senza un costrutto, senza una linea che facesse mai comprendere quale fosse la posizione vera della coalizione. Mi si obietta e risponde: la maggioranza ha approvato quasi tutto quello che il governo regionale ha proposto. E’ vero, ma bisogna anche ricordare attraverso quale via crucis tutto questo è avvenuto, le infinite mediazioni, le contro-assemblee, le cedevolezze sulle commissioni di inchiesta, le mozioni, gli emendamenti che ci hanno condotto fino alla fine della legislatura. Qualcuno di noi che ha vissuto “in diretta” sa bene a cosa mi riferisco!  In secondo luogo non si può evitare di ricordare che le campagne elettorali si fanno, normalmente con i partiti e noi del centro sinistra senza il PD, è come non avessimo a disposizione alcun partito, dal momento che non basta una sigla o qualche bandiera per dire che eravamo in competizione. In Sardegna il PD non è mai nato e ciò che è scaturito dalle primarie altro non è apparso che l’esito di un infinito scontro fra parti dei vecchi partiti alla ricerca di una improbabile restaurazione del proprio passato. Brutta storia questa del PD in Sardegna. Dall’ottobre delle primarie, scontri e gruppi di pressione che avrebbero voluto condizionare anche gli assetti di governo in funzione dell’esito scaturito da un voto non sempre limpido, fino alla capitolazione del segretario per arrivare ad un altro segretario riconosciuto solo da coloro che l’avevano votato e poi, a legislatura compromessa, l’arrivo di un commissario per rimettere ordine e senso politico in un nascituro mai nato. Dentro tutto questo turbinio di fatti molti spostamenti, gente che da avversario passava ad alleato e viceversa, spesso non perché convertito ad una causa diversa ma solo perché si avvicinavano le elezioni e le candidature e ciò rendeva “utile” ravvedersi. Eppure il progetto Democratico meritava ben altro. Il sogno e la speranza pagata con la vita da Moro e da Berlinguer, meritava un impegno più forte, più serio e lungimirante di come, tutti, nessuno escluso, lo ha esercitato in questi anni. Il PD deve diventare un partito, senza che per questo si insegua sul versante populista e conservatore il centro destra. A noi non serve un partito liquido, serve un partito vero, concreto, organizzato nel territorio e fatto di militanti, non da opinionisti. Serve un partito che palpita in ogni comunità attraverso amministratori che abbiano il coraggio di dichiararsi democratici invece che esibire un’idea di equidistanza dalla competizione che non esalta il buon governo e che fa dilagare il populismo conservatore. Al PD serve un partito di uomini e donne che siano capaci di “contaminare” idee e valori di cui non si parla più, che hanno scritto la storia delle nostre esperienze democratiche e che quasi ci vergognamo di esibire. Al PD servono non dirigenti “occasionali”, figli di un nuovismo senza orizzonte culturale, ma serve una classe dirigente che si fondi sulla fratellanza personale prima e politica dopo, che guidi e infonda il carisma della speranza e del futuro possibile ad un progetto sociale che faccia dell’inclusione la sua bandiera. Al PD serve riscoprire il valore dell’interclassismo che ponga insieme lavoratori e disoccupati, ricchi e poveri, impiegati ed imprenditori in un progetto di società complessa dove la politica sappia dare risposte vere a tutti, nessuno escluso. Serve al PD ancor di più oggi, perché comincia la strada più dura fra quelle possibili, recuperare l’idea di una squadra compatta e solidale, dove il capitano o i capitani siano coloro che lavorano di più perché capaci di infondere energia e futuro e non essere l’oggetto del contendere quotidiano. Serve a tutti una cura di sobrietà diffusa, capace di oscurare la malattia del “divismo politico” che pone ciascuno alla ricerca ossessiva della propria visibilità a discapito di quell’autorevolezza ed affidabilità che deriva dall’essere tutti con determinazione per uno stesso progetto e da qualche buona regola di vita interna che ponga ciascuno al servizio di tutti e non viceversa. Il sogno è sogno e dobbiamo lavorare perché diventi realtà. Apriamo una stagione di fratellanza e di serenità ed il vero Partito Democratico sarà già all’orizzonte”. (Gian Valerio Sanna).

Altre notizie:

L’Assessorato alle Politiche Sociali del comune di Oristano ha riaperto i termini, e fissato la scadenza al 31 marzo, per la presentazione delle domande per usufruire delle misure di sostegno a favore delle persone affette da gravi forme di disabilità. “I piani personalizzati, in attuazione dalle Leggi nazionali 162/1998 e 104/1992, hanno l'obiettivo di fornire interventi di supporto personale e familiare tra i quali l’assistenza personale e l’affiancamento educativo di alleggerimento del carico assistenziale familiare – ha spiegato l’assessore Francesco Varsi -. L’Assessorato alle Politiche Sociali, d’intesa con i servizi della Azienda Sanitaria Locale n. 5 di Oristano e con le famiglie interessate, ha il compito di predisporre i piani per inviarli alla Regione Sardegna entro il 30 aprile 2009, ma le richieste di intervento dovranno pervenire all'Ufficio Protocollo Generale del Comune entro il 31/03/2009”. Per usufruire dei piani personalizzati di intervento occorre disporre della certificazione dell’apposita commissione dell’ASL 5 di Oristano, che attesti la condizione di handicap grave. La riapertura dei termini è riservata a: utenti entrati in possesso della certificazione attestante la disabilità grave in data successiva al 30/09/2008; utenti che, pur avendo i requisiti, non hanno presentato domanda entro il termine del 30/08/200. Le nuove richieste dovranno essere corredate dalla seguente documentazione: certificazione di handicap grave (comma 3, art. 3 L. 104/92) rilasciata dalla commissione medica di prima istanza dell’Asl 5; ultima dichiarazione dei redditi di tutti i componenti del nucleo familiare. I moduli di domanda sono disponibili presso l'Ufficio Servizi Sociali del comune di Oristano e possono essere scaricati dal sito internet: www.comune.oristano.it  Per informazioni e chiarimenti si possono contattare i Servizi Sociali, Palazzo degli Scolopi, ai numeri di telefono: 0783/791232-791288-791208-791293-791294-791220.

Antonio Manis  e Antonio Porru per la sezione artisti ceramisti, e Stefano Figus e Pierluigi Cafasso (Istituto d’arte Carlo Contini) tra i giovani artisti ceramisti, sono i vincitori del Primo concorso regionale per ceramisti  “Il Tornio di via Figoli. La cerimonia di premiazione si è svolta questa mattina all’Hospitalis Sancti Antoni in occasione dell’inaugurazione della mostra delle 61 opere, realizzate da 73 partecipanti (alcuni pezzi sono stati realizzati da gruppi di ceramisti). La mostra rimarrà aperta dal 3 al 24 marzo, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 19. La valutazione dei lavori è stata curata da una giuria composta da Giorgio Pellegrini, Antonio Corriga e Carmine Piras. Durante la cerimonia di premiazione l’assessore alle Attività produttive, Ivano Cuccu, ha evidenziato l’alta qualità delle numerose opere presentate in concorso. Per il sindaco, Angela Nonnis, l’iniziativa si è rivelata una importante occasione di confronto tra i ceramisti sardi, utile per stimolare la vitalità del settore. Il presidente della commissione cultura del consiglio comunale, Giuseppe Sanna, ha ricordato il costante impegno del comune, che nel 2003 ha consentito di ottenere il riconoscimento ministeriale di città di antica tradizione ceramica, grazie al quale è stato possibile organizzare una riuscitissima mostra il cui titolo “Il tornio di via Figoli” ancora oggi dà il nome a tutte le iniziative oristanesi legate alla ceramica. Il presidente della giuria, Giorgio Pellegrini, ha sottolineato l’importanza di Oristano quale capitale sarda del settore per il rilancio dell’antica arte ceramica, mentre Carmine Piras ha invitato i giovani dell’Istituto d’Arte “Carlo Contini” a impegnarsi per apprendere giorno per giorno le tecniche e i segreti dell’arte ceramica. Il Primo concorso regionale per la ceramica, che aveva come tema “Oristano la terra dei Figoli: Le ceramiche alla Corte di Eleonora d’Arborea”, ha favorito il confronto tra la realtà oristanese e regionale, stimolando l’interazione tra i ceramisti sardi ed offrendo anche ai giovani l’opportunità di cimentarsi nella stimolante attività della produzione della ceramica. Il Concorso era aperto a tutti i ceramisti residenti in Sardegna e ai giovani ceramisti iscritti agli Istituti d’Arte.
Questi i vincitori:
Per la sezione giovani artisti ceramisti:
1° premio Opera “Eleonora d’Arborea ad Oristano” di Stefano Figus e Pierluigi Cafasso dell’ Istituto D’Arte C. Contini - Oristano
2° premio Opera “Boccale e scivedda” di Salvatore Garau - Istituto D’Arte C. Contini Oristano
Per la sezione artisti ceramisti:
1° premio ex equo: Storia delle ceramiche oristanesi di Antonio Manis - Oristano
1° premio ex equo: Esti tottu custu su chi abarrada? Lionora  di Antonio Porru - Sanluri
2° premio ex equo: Giostra equestre del Giudicato di Pierpaolo Argiolas, Stefano Merli ed Adriana Baschieri  - Oristano
2° premio ex equo: Spina Asutt’e Ludu di Achille Monni  - Sinnai.

Oltre un quarto degli oltre trecentomila sardi over 65 è iscritto alla Federazione nazionale pensionati della Cisl regionale. Sono organizzati in 110 leghe, presenti in altrettanti comuni dell'isola, e con 150 delegati, domani , parteciperanno all'ottavo congresso regionale della categoria in programma a Oristano. Ai lavori, aperti dalla relazione del segretario generale Alberto Bottoni, interverranno il segretario generale nazionale Fnp, Antonio Uda, e il segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde.  Giovedì  il Consiglio direttivo eleggerà il segretario generale della Fnp sarda e la segreteria regionale. I pensionati rappresentano, tra la popolazione residente per classe di età, il terzo raggruppamento più numeroso (305.799 persone, pari al 18,4% dei sardi), dopo il gruppo dei 25-44 anni (516.515 persone) e 45-64 anni (454.115), che insieme formano il 69,1% dei residenti. I ragazzi tra 0-14 anni costituiscono il 12,5% della popolazione residente. E', dunque, la struttura della popolazione sarda ad attribuire naturalmente agli anziani un ruolo fondamentale nella società isolana, che gli iscritti alla Fnp Cisl della Sardegna intendono svolgere interamente, soprattutto nei campi dei servizi socio-sanitari e assistenziali. L'età media della popolazione sarda tende a salire: nel 2008 era pari a 43,8,  più  alta della media dei residenti nel Mezzogiorno (42,0), e praticamente al livello della media italiana (44,0).  L'indice di vecchiaia (cioè il rapporto percentuale tra la popolazione residente di 65 anni e oltre,  e la popolazione residente di età  0-14 anni) della popolazione sarda (nel 2008 pari a 146,9) è nettamente il più  alto d'Italia: 115,8 nel Mezzogiorno e 142,8 in Italia

 
Di greg (del 02/03/2009 @ 20:30:30, in politica, linkato 926 volte)
A due settimane dalle elezioni regionali,  sono stati proclamati, oggi, gli eletti al consiglio regionale della Sardegna.  Nella nuova assemblea di via Roma, entranno 53 consiglieri del centrodestra, tra cui il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e otto componenti il listino regionale a lui collegato. Sono 27, invece, i consiglieri del centrosinistra, compreso il presidente uscente, Renato Soru. Degli ottanta componenti l'assemblea sarda, solo sei sono donne: quattro elette nelle fila del centrodestra e due in quelle del centrosinistra. L'assemblea dovrà essere convocata entro venti giorni e la sua prima seduta sarà presieduta dal consigliere più anziano. Ecco la composizione del nuovo consiglio regionale della Sardegna: CENTRODESTRA: 44 condiglieri eletti nelle circoscrizioni provinciali (Pdl 25; Udc 7; Riformatori 5; Psd'Az 4; Uds 2; Mpa 1) più nove del listino regionale: Presidente Ugo Cappellacci. Eletti nel listino: Antonio Pitea, Simona De Francisci, Rosanna Floris, Gabriella Greco, Francesco Meloni, Teodoro Venceslao Rodin, Giacomo Sanna, Giulio Steri. Pdl (totale 25 eletti) - Circoscrizione Cagliari (8 consiglieri): Ignazio Artizzu, Giorgio La Spisa, Antonello Liori, Alberto Randazzo, Carlo Sanjust, Edoardo Tocco, Mariano Contu e Onorio Petrini . Circoscrizione Medio Campidano (2): Paolo Sanna e Sisinnio Piras . Circoscrizione Carbonia-Iglesias (2): Claudia Lombardo e Giorgio Locci. Circoscrizione Sassari (4): Nicola Rassu, Antonello Peru, Nanni Campus, Salvatore Amadu. Circoscrizione Olbia-Tempio (3): Matteo Sanna, Renato Lai e Gianfranco Bardanzellu. Circoscrizione di Oristano (3): Domenico Gallus, Oscar Cherchi e Mario Diana. Circoscrizione Nuoro (2): Silvestro Ladu e Pietro Pittalis.  Circoscrizione Ogliastra (1): Angelo Stochino. Udc  (totale 7). Cagliari (2): Nello Cappai e Felicetto Contu. Carbonia-Iglesias (1): Giorgio Oppi. Sassari (1): Sergio Milia. Olbia-Tempio (1): Andrea Biancareddu. Oristano (1): Sergio Obinu. Nuoro (1) Roberto Capelli.  Riformatori (totale 5). Cagliari (2): Michele Cossa e Pierpaolo Vargiu. Sassari (1): Pietro Fois. Oristano (1): Attilio Dedoni.  Nuoro (1): Franco Mula. Psd'Az (Totale 4). Cagliari (1): Christian Solinas. Carbonia-Iglesias (1): Paolo Luigi Dessì. Sassari (1): Efisio Planetta. Nuoro (1) Paolo Maninchedda. Uds Sardegna Unita (totale 2). Cagliari (1): Mario Floris.  Sassari (1): Massimo Mulas. Mpa (totale 1).  Sassari (1): Franco Cuccureddu. CENTROSINISTRA: 26 consiglieri eletti nelle circoscrizioni provinciali (Pd 18; Idv 3; Rosso Mori 1; La Sinistra 1; Prc 2 e PdCI 1) più  Renato Soru. Pd (totale 18). Circoscrizione Cagliari (5): Marco Espa, Giampaolo Diana, Marco Meloni, Chicco Porcu, Cesare Moriconi. Circoscrizione Medio Campidano (2): Giuseppe Cuccu e Tarcisio Agus. Circoscrizione Carbonia-Iglesias (1): Pietro Cocco. Circoscrizione Sassari (4): Mario Bruno, Gavino Manca, Valerio Meloni e Luigi Lotto. Circoscrizione Olbia-Tempio (1): Pierluigi Caria. Circoscrizione di Oristano (2): Gian Valerio Sanna e Antonio Solinas. Circoscrizione Nuoro (2): Francesca Barracciu e Giuseppe Luigi Cucca. Circoscrizione Ogliastra (1): Franco Sabatini. Idv (Totale 3) - Cagliari (1): Adriano Salis. Sassari (1): Daniele Cocco.  Nuoro (1): Giannetto Mariani.  Rosso Mori (1): - Cagliari (1): Claudia Zuncheddu. La Sinistra (1). Cagliari (1): Massimo Zedda. Prc (2). Cagliari (1): Luciano Uras. Sassari (1): Carlo Sechi. Pdci (1). Cagliari (1) Rodhouan Ben Amara.

 

 
Di pig (del 02/03/2009 @ 00:00:52, in politica, linkato 1110 volte)

Dopo le elezioni regionali, a bocce ferme, vorrei fare alcune personalissime considerazioni. Non considerazioni d’alta politica, che lasciamo ai tanti saccenti nostrani che si occupano di quella che qualcuno ha definito “l’arte di governare la società”, altri  “l’amministrare la comunità per il bene di tutti”, altri ancora  “la sfera delle decisioni collettive sovrane” (definizione non proprio calzante, in questo momento storico, nel nostro paese), ma delle spontanee riflessioni da semplice cittadino prima e da  giornalista poi, “curioso” di quanto gli accade attorno, e, in particolare di quanto succede nella città in cui vive. I numeri, al contrario di molti politici, non sono mai bugiardi ed evidenziano, al di la di qualsiasi analisi, che la vittoria del centro-destra, come già era accaduto alle politiche, è stata schiacciante. Poiché non riteniamo che tutti coloro che hanno votato Cappellacci siano degli imbecilli, occorre che il  centrosinistra si domandi, seriamente e senza supponenza alcuna, il perché tanti cittadini sardi abbiano negato la fiducia a Soru e all’intellighenzia della sinistra, ed abbiano preferito, invece, affidare il loro futuro ad un illustre sconosciuto, ancorchè sponsorizzato da Berlusconi. La sinistra, convinta che per vincere le elezioni bastasse denigrare l’avversario di turno, e che il  tour sardo e le apparizioni sulle tv nazionali di Soru riuscissero a ribaltare la situazione, è andata invece incontro all’ennesima, cocente delusione. Delusione suffragata da sondaggi quanto mai inaffidabili che ipotizzavano un testa a testa tra le due coalizioni, e che ha portato più d’uno a pensare in una rimonta difficile ma non impossibile. A scrutinio concluso, tanti sono stati coloro che, a sinistra, hanno ragionato col senno di poi. “Se Soru avesse fatto non due mesi prima, ma due anni prima il tour in Sardegna…”; E’ mancata la comunicazione, la gente non sapeva nulla delle tante cose fatte dalla giunta Soru”; “Il commissario doveva arrivare prima, in modo tale da interrompere la litigiosità interna al Pd, che ha influito pesantemente sul risultato“; “La politica di lacrime e sangue andava spalmata nei cinque anni…”. Fino ad arrivare a coloro (Cabras, Fadda e compagnia) che hanno sostenuto che “…è stata una sconfitta annunciata, con Soru non si poteva che perdere”; “Soru era benvisto solo dal suo entourage e da un parte del Pd, ma era chiaro ed evidente da tempo che i sardi gli avrebbero dato il benservito”. Altri hanno invece posto in evidenza la "solitudine" dell'ex presidente, "Soru è convincente, ma commette spesso degli errori, perché è mal consigliato. Ma chi gli sta vicino?”.  In effetti, Soru (al contrario di Cappellacci) ha ottenuto circa quattro punti in percentuale in più rispetto alla coalizione, che però, non sono bastati a vincere le elezioni, considerato che è stato proprio il centrosinistra a naufragare, sommerso dalla marea di voti attribuiti ai partiti che sostenevano Cappellacci. Per quanto riguarda la nostra provincia, la vittoria del centro-destra è stata bulgara, e solo qualcuno che di politica evidentemente non capisce alcunché, aveva ipotizzato alla vigilia che il nulla posto in essere da Pasqualone Onida alla Provincia e dal sindaco di Oristano, “Nonna Abelarda Nonnis”, entrambi alla guida di coalizioni di centro-destra, avrebbe avuto un certo peso sulla votazione. Il peso di una piuma, visto che tra i due raggruppamenti ci sono, complessivamente, circa 20 mila voti di differenza a favore del centro-destra. Un’enormità, che evidenzia più di qualsiasi altra cosa come sia impalpabile nella provincia di Oristano il peso specifico del Pd e dei suoi satelliti, e di come un’opposizione soft, solo per usare un eufemismo, in questi due enti abbia fornito il suo piccolo  contributo all’insuccesso. Ma questa non è una novità, considerato che anche nell’oristanese il Pd rispecchia ciò che è, attualmente, il partito a livello regionale: un mosaico malriuscito, dove le tessere non combaciano tra loro. Se a ciò si aggiunge che l’aggregante è scarso e il materiale usato non appare  di primissima qualità, si può facilmente capire come sia difficile portare a termine un’opera che, probabilmente, converrebbe invece cominciare daccapo. Per quanto riguarda le preferenze del Pd nella circoscrizione di Oristano, i risultati hanno dimostrato come abbiano contato poco gli ex consiglieri regionali Antonio Biancu e Alberto Sanna, rappresentanti dai rispettivi delfini, Peppino Marras e Antonello Garau (rispettivamente terzo e quinto, nella graduatoria circoscrizionale), espressione di una politica troglodita che ormai ha fatto il suo tempo, e che è lontana anni luce da quello che dovrebbe essere il progetto di un nuovo soggetto politico. Come abbiano contato poco o nulla il deputato Caterina Pes, gli ex assessori regionali Broccia e Diridin (eccelsa rappresentante di quella “sardità” di cui tanto si è parlato durante la campagna elettorale, che Soru avrebbe dovuto avere il coraggio di “dimissionare”, tempo addietro, per manifesta incapacità. ndr) e tutto l’entourage del presidente, che non sono riusciti a far eleggere Anna Maria Uras, che ha comunque ottenuto, da outsider, un discreto successo personale. Detto delle candidature, quasi per spirito di servizio, di Franca Fenu e Sonia Floris, gli elettori hanno premiato la costanza di Antonio Solinas, che tentava per la quarta volta l’assalto al consiglio regionale, e la capacità e spessore politico di Gian Valerio Sanna, che in queste elezioni, con circa 3600 preferenze, ha sfatato il luogo comune che gli avversari continuavano a ripetere “…si, è bravo, è preparato ma non ha voti,…e poi non ride mai”. A parte che alla Regione, e non solo, è bene che ci rappresentino politici capaci (sorridenti o ombrosi che siano), non avete idea delle risate che si è fatto Gian Valerio Sanna quando ha saputo di essere stato il più votato del Pd in provincia di Oristano, a dimostrazione che ci sono i momenti in cui è necessario comportarsi con serietà e quelli nei quali dar sfogo all’ilarità. Ma è risaputo che solo le persone di qualità e di un certo livello suscitano l’invidia dei mediocri, che non potendo attaccare Sanna dal punto di vista  della preparazione  e capacità politica, evidenziano “negativamente” alcuni aspetti caratteriali, che con la politica nulla hanno a che fare e che lasciano il tempo che trovano. Al di la delle facezie dei suoi denigratori, rimane l’ottimo successo personale di Gian Valerio Sanna, e la legnata inferta al Pd e al centrosinistra ad Oristano e nell’isola. Ora per il Pd inizia la difficile fase della ricostruzione, che dovrebbe partire (se il Pd vuole avere un futuro) non dalla distribuzione degli incarichi, non dai nomi, ma dal ragionamento su un progetto politico condiviso, attorno al quale ritrovare quell’unità da tutti auspicata a parole ma, nei fatti, fino ad ora sempre disattesa.     

Altre notizie:

La provincia di Oristano sarà rappresentata in consiglio regionale, oltre ai consiglieri già citati nell’articolo precedente, anche da Gabriella Greco, eletta nel listino regionale del presidente Ugo Cappellacci. L'Ufficio circoscrizionale elettorale di Oristano ha comunicato, questa mattina, alla Corte d'Appello, alla Regione e alla Prefettura, i risultati definitivi delle elezioni regionali. I giochi sono, quindi, ormai fatti, ma la grande incertezza che ha accompagnato questi ultimi 15 giorni non è finita, perchè adesso si annuncia un ricorso al Tar. Sembra, infatti, intenzionato a presentarlo il sindaco di San Nicolò d'Arcidano, Emanuele Cera. Il suo compagno di lista, Sergio Obinu, l'ha superato al fotofinish, per 63 voti, che gli hanno spianato la strada verso il consiglio regionale. Cera, però, lamenta che in numerose sezioni si è avuta grande incertezza nell'attribuzione dei voti e, dunque, ritiene che le decisioni di alcuni presidenti di seggio possano averlo danneggiato. Da qui l'ipotesi di un ricorso al Tar da esaminare col suo legale di fiducia. Intanto, questi sono i risultati finali, secondo l’Ufficio centrale del Tribunale di Oristano, relativi ai voti di lista e delle coalizioni. Eccoli nel dettaglio: Renato Soru ha ottenuto 36.844 voti, pari 38 per cento. Ugo Cappellacci, neo presidente ha toccato quota 54.106 voti con una percentuale del 56 per cento. Gavino Sale (Irs) ha ottenuto 4.025 voti e una percentuale del 4,2 per cento. Peppino Balia (Partito socialista) si e' fermato a 820 voti, con una percentuale dello 0,9 per cento. Gianfranco Sollai  (Unidade indipendentista) ha ottenuto 371 voti, pari allo 0,8 per cento. Questi, invece, i voti di lista e le percentuali delle 14 liste presenti: Pdl voti 25.553 (31.0 %), Pd 20.138 (24,5%), Udc 10.558 (12,8%), Riformatori 8.148 (9,9%), Quattro Mori 3.777 (4,6%), Idv 3.510 (4,3%), Rifondazione 3.349 (4,0%), Irs 2.954 (3,6%), Uds 1.087 (1,3%), Partito socialista 916 (1,1%), Unidade Indipendentista  626 (0,7%), Mpa 607 (0,7%), Comunisti italiani 557 (0,6%), La sinistra 520 (0,6%). I componenti dell'Ufficio circoscrizionale hanno lavorato intensamente per oltre 12 giorni, non solo per conteggiare i voti e ricontrollare i verbali, ma anche per effettuare lo spoglio di alcune sezioni: "Abbiamo avuto numerosi problemi rispetto alle precedenti elezioni del 2004 - ha spiegato il segretario dell'Ufficio Centrale di Oristano, Lucio Cauli - ; abbiamo infatti riscontrato anomalie in circa il 5% dei verbali. In alcuni erano sbagliate le somme, in altri erano errati i voti e, in alcuni casi, i verbali sono arrivati incompleti. Nel complesso abbiamo ricontrollato i 210 verbali degli 88 comuni e rifatto la somma dei voti di lista e delle singole preferenze di tutti i candidati”.

Domani mattina (martedì 3 Marzo), alle 11,30, all’Hospitalis Sancti Antoni, saranno premiati i vincitori del Primo concorso regionale per ceramisti  “Il Tornio di via Figoli”. La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in occasione dell’inaugurazione della mostra delle 61 opere, realizzate da 73 partecipanti. La valutazione dei lavori è stata curata da una giuria composta da Giorgio Pellegrini, Antonio Corriga e Carmine Piras. La mostra rimarrà aperta dal 3 al 24 marzo, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 19. Il concorso è stato promosso dall’Assessorato comunale alle Attività produttive, per dare continuità alle politiche di promozione dell’attività ceramica artistica oristanese, che negli anni scorsi hanno consentito a Oristano di essere riconosciuta Città di antica tradizione ceramica. Il Primo concorso regionale per la ceramica, che aveva come tema “Oristano la terra dei Figoli: Le ceramiche alla Corte di Eleonora d’Arborea”, ha favorito il confronto tra la realtà oristanese e regionale, stimolando l’interazione tra i ceramisti sardi ed offrendo anche ai giovani l’opportunità di cimentarsi nella stimolante attività della produzione della ceramica. Il Concorso era aperto a tutti i ceramisti residenti in Sardegna e ai giovani ceramisti iscritti agli Istituti d’Arte.

Il consiglio provinciale di Oristano è stato convocato per il 4 e 5 marzo, alle ore 17.30, per la discussione del seguente ordine del giorno: Riconoscimento debito fuori bilancio, per contenzioso “S.O.S. Sardegna – Provincia di Oristano”, anni 2000-2008; Riconoscimento debito fuori bilancio per contenzioso Euro Beton Sud Srl contro Provincia di Oristano; Società Consortile Patto Territoriale Srl – S.I.L. – Assemblea Straordinaria – Proposta di aumento di capitale. Indirizzi al Presidente; Nomina Vice Presidenti del Consiglio Provinciale art.3 comma 2 bis del nuovo Regolamento sul funzionamento del Consiglio Provinciale; Presa d’atto dimissioni Consigliere Alessandro Vinci dall’Assemblea UPS e surroga dello stesso; Richiesta avanzata dal Consigliere Tendas gruppo Consiliare PD, circa l’approvazione del piano faunistico provinciale e, contestualmente, l’adozione di idonee misure per l’abbattimento controllato dei cormorani; Approvazione regolamento per la concessione e l’erogazione di benefici economici a carico del bilancio provinciale e per la concessione del patrocinio.

 

 
Di pig (del 26/02/2009 @ 13:30:30, in politica, linkato 986 volte)

Non c’è pace per il Partito Democratico sardo. Neppure la legnata subita alle recenti elezioni regionali ha consigliato il silenzio ad alcuni esponenti, che si sono fatti apprezzare più per la loro vis polemica che per la proposta politica. Ciò che è sconcertante è che, con il fatto di richiamare gli altri “sulla retta via”, non si fa altro che incrementare la polemica, cercando in Sardegna una visibilità che a Roma non si riesce, evidentemente, ad ottenere. Non per nulla questi politici insignificanti vengono chiamati, negli ambienti parlamentari, “peones”, perchè non contano nulla e si fanno notare solo nel momento in cui pigiano il bottone della votazione. E sono veramente tanti, i sedicenti politici  che sono bravi ad abbaiare in Sardegna e stanno, invece, zitti e a cuccia a Roma.  Nel Pd, o in quel che è rimasto di un partito mai nato, in un periodo come quello attuale c’è bisogno di proposte e non certo di esternazioni come quelle del deputato Siro Marroccu che, com’è spesso accaduto in passato, predica bene e razzola male.  “Neppure una sconfitta di proporzioni disastrose riesce a imporre a qualche dirigente del Partito Democratico equilibrio, cautela e buonsenso". Lo ha affermato il deputato del Pd, Siro Marroccu, intervenendo dopo la sconfitta elettorale, per affermare fra l’altro che "…la logica dello scontro è stata forse utile a chi dallo scontro ha tratto un'utile visibilità personale non guadagnata in quattro anni di lavoro consiliare. Ma perseguirla oggi, come fanno Francesca Barracciu e Antonello Soro, è un atto inaccettabile. Ha perso chi - secondo Marroccu -, confidando su falsi sondaggi, riteneva fosse sufficiente la capacità attrattiva di consenso del presidente Soru per vincere le elezioni. Il consenso del presidente Soru si è confermato, come nel 2004, superiore alla coalizione di centrosinistra del 4%, ma non tale da recuperare il divario di oltre il 15% tra le due coalizioni. Occorreva, come da mesi veniva sostenuto dai riformisti del Pd, effettuare una politica inclusiva dentro il Pd, nel centrosinistra con la capacità di aggregare tutte le forze autonomiste e di centro". Per il parlamentare la causa principale della sconfitta è stata "…la sciocca supponenza dell'autosufficienza, e dispiace che a causa di questa miopia politica, dopo quattro anni e mezzo di straordinaria azione di governo che ha cambiato positivamente la nostra isola, si sia consegnata la Regione sarda al centro destra. Traiamo lezione da quanto è avvenuto – ha detto, bontà sua, Marroccu - e da oggi si inizi una nuova politica inclusiva, prendendo ago e filo per ricucire le lacerazioni interne e tessendo nuovi rapporti con la società sarda e con tutte le rappresentanze politiche e sociali". Il deputato ha poi rimarcato la necessità di costruire il Pd in Sardegna "…avviando da subito i congressi in tutti i comuni e in tutte le province, e realizzando un percorso unitario regionale al quale non c'è alternativa" .  Mentre i seno al Pd si affilano i coltelli, dall’altra parte il neo presidente della Regione (proclamato oggi ufficalmente), Ugo Cappellacci, rassicura i sardi sul fatto che nessuna centrale nucleare verrà realizzata in Sardegna, così come avevano paventato, nei giorni scorsi, alcuni quotidiani nazionali. Tra i siti indicati ad ospitare uno delle quattro centrali previste dall’accordo italo-francese tra Belusconi e Sarkozy, pare vi fosse anche la piana tra Arborea e Santa Giusta. «State certi – ha detto Cappellacci - che dovrebbero passare sul mio corpo, prima di fare una cosa simile.  Nessuna centrale verrà realizzatain Sardegna; il presidente Berlusconi manterrà la promessa fatta. Ricordo anche che l’accordo programmatico da me firmato con il Partito Sardo d'Azione riconosce l’ esigenza che tutto il territorio della Sardegna sia denuclearizzato». Sulla questione è intervenuta anche Caterina Pes (deputato Pd), con una interrogazione al ministro Scajola. per chiedere una conferma ufficiale o, al contrario, una formale smentita della notizia che vorrebbe il sito di Cirras, nei pressi di Santa Giusta, tra quelli designati a ospitare una centrale nucleare. “E’ necessario – ha detto, fra l’altro, la Pes - un chiarimento ufficiale, da parte del Governo, e una presa di posizione netta e reale sulla materia; una materia su cui i cittadini italiani e sardi si sono già pronunciati. L'introduzione del nucleare significherebbe non solo spodestarli di un potere di cui, democraticamente, si sono avvalsi. Ciò significherebbe perdere la scommessa sulle fonti  rinnovabili, sulla Sardegna come laboratorio verde, sulle politiche di risparmio energetico  e sulla salvaguardia dell'ambiente, per cui il Partito Democratico in Sardegna si è impegnato con forza, a costo di pagare il pegno, a volte, dell'impopolarità. Peggio, ciò significherebbe, da parte del Governo amico, tradire la parola spesa dal proprio candidato e dallo stesso ministro Scajola in campagna elettorale.  La nostra isola, inoltre, ha già pagato e continua a pagare all'Italia il pesante, pesantissimo tributo – in termini ambientali, economici, di salute pubblica – delle servitù militari:  non vorremmo, ora, subire questo ulteriore oltraggio nei confronti della nostra terra e di chi la abita”.

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Diminuiscono le consulenze e gli incarichi professionali esterni della Regione Sardegna che, assieme al calo dell'arretrato dei giudizi nel settore pensionistico, rappresentano le novità del lavoro svolto nel 2008 dalla Corte dei Conti., secondo quanto riferito, oggi, dal procuratore regionale della Corte, Tommaso Cottone, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario 2009. Se l'anno precedente i magistrati contabili avevano lamentato un utilizzo eccessivo del ricorso a professionisti esterni nella pubblica amministrazione, nel 2008 il fenomeno è stato notevolmente ridimensionato. In particolare, a fronte dei 244 incarichi e consulenze conferiti nel 2006, con una spesa superiore ai 5,5 milioni di euro, nel 2007 gli affidamenti sono calati a 199 casi, per una spesa di 3,15 milioni di euro, mentre nel 2008 sono stati 123 con 1,16 milioni di euro erogati. Lo stesso trend in flessione si è riscontrato anche per gli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa (i cosiddetti co.co.co), dove il calo è stato superiore al 60% nei tre anni. "A parte alcuni casi eclatanti di consulenze – ha detto Cottone - conferite per compiti istituzionali in assenza dei minimi presupposti di legge, la patologia, nonostante i decisi interventi della Corte, è tuttora presente, nei comuni, nelle province, nelle universià' e aziende sanitarie, tanto che la cultura della consulenza e dell'incarico esterno permane tuttora". Riguardo, invece,all'arretrato nel settore pensionistico, che fino allo scorso anno preoccupava la Corte dei Conti, lo sforzo dei magistrati contabili, nel 2008, ha contribuito notevolmente a ridurre le pendenze. Nel 2007, infatti, erano state pubblicate in materia pensionistica 1466 sentenze e 156 ordinanze, mentre nei 12 mesi dello scorso anno sono diventate 2457 le sentenze e 232 le ordinanze pubblicate, con un incremento di tali proporzioni che, per stessa ammissione del presidente della Corte dei Conti, Antonio Vetro, "…ha superato addirittura le pù' ottimistiche previsioni".

La prevenzione dei tumori si allarga al territorio. L'attività svolta finora dal vecchio Centro Prevenzione Tumori, che aveva sede nell'ospedale “San Martino”, è stata ora assorbita dai consultori provinciali di rete: è qui che ginecologi e ostetriche garantiscono gratuitamente i controlli per la prevenzione del tumore della cervice uterina e della mammella. Una scelta, quella di decentrare le prestazioni, operata nell'ottica di portare i servizi più vicino ai cittadini e alle cittadine, consentendo anche a quelli che abitano nelle zone più periferiche di accedere a prestazioni sanitarie di pari livello. Concretamente, le donne che intendono sottoporsi spontaneamente al pap test o a una visita di controllo al seno non dovranno più contattare il Centro di Prevenzione Tumori del San Martino, ma potranno rivolgersi al consultorio più vicino alla propria residenza.

Con una degustazione d'olio extravergine riservata ai buyers e ai ristoratori si è aperta, questa mattina, nei locali della Camera di Commercio di Oristano, la fase finale del Premio nazionale Montiferru per l'olio extravergine d'oliva. Presenti, tra gli altri, cinque operatori commerciali provenienti dalla Germania, dagli Stati Uniti d'America e dalla Lituania, che partecipano al workshop promosso nell'ambito del Premio dal Comitato organizzatore, composto dalla Camera di commercio di Oristano, dalla Provincia di Oristano, dal Comune di Seneghe, dall'Agenzia Laore Sardegna, dall'Agenzia Agris Sardegna e dall'Associazione Nazionale Citta' dell'Olio. Domani, a Seneghe, l'intera giornata saà' riservata agli incontri individuali tra i buyers e i ristoratori e i singoli produttori, che proseguiranno anche nella mattinata di sabato, lasciando poi spazio, nel pomeriggio, a una visita alle aziende vitivinciole della provincia di Oristano e a una degustazione di prodotti del Montiferru. L'auspicio degli organizzatori e' che gli operatori stranieri in particolare possano arrivare a concludere accordi commerciali con i produttori che partecipano al workshop del Premio Montiferru, la cui cerimonia di premiazione è prevista per domenica mattina, a Seneghe, nella Casa aragonese, con inizio alle 10.  Verrà  assegnato un riconoscimento al primo, secondo e terzo olio di ognuna delle quattro categorie: Biologico, DOP/IGP, Extravergine e Monovarietale, categoria - quest'ultima - che include oli con altissima qualità e produzione inferiore ai dieci quintali. Verranno premiati anche gli oli della categoria internazionale e la miglior confezione. Sono 217 le produzioni d'olio provenienti da tutta Italia che hanno partecipano alla selezione, in rappresentanza di 162 aziende in concorso: 67 produzioni dalla Toscana (50 aziende) 45 produzioni dalla Sardegna (34 aziende), 40 produzioni dalla Sicilia (30 aziende), 20 produzioni dalla Puglia (13 aziende), 9 produzioni dall'Umbria (8 aziende), 7 produzioni dalle Marche (3 aziende), 6 produzioni dalla Liguria (4 aziende), 6 produzioni dalla Campania (5 aziende), 5 produzioni dal Lazio (5 aziende), 4 produzioni dalla Calabria (4 aziende), 4 produzioni dalla Lombardia (2 aziende), 2 produzioni dal Molise (2 aziende) e 2 produzioni dal Trentino (2 aziende).

 

 

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