Di greg (del 07/04/2009 @ 15:00:07, in politica, linkato 630 volte)
Quanto fatto finora dalla giunta Cappellacci è tutto da buttare a mare? Secondo l’opposizione si, considerato che gli atti finora adottati dalla giunta regionale presieduta da Ugo Cappellacci potrebbero essere illegittimi. E questo anche se, il prossimo 21 aprile, la Corte Costituzionale si pronunciasse a favore del ricorso che contesta la procedura di promulgazione della legge statutaria entrata in vigore nel luglio dello scorso anno. Pur rispettando la quota di genere del 40% imposta dalla statutaria, l’esecutivo è, infatti, composto da dodici assessori, e quindi in contrasto con l’articolo che prevede un massimo di dieci assessori. Di fronte a questo rischio, i gruppi di opposizione in consiglio regionale chiedono, in una mozione illustrata questa mattina durante una conferenza stampa, di prendere visione del parere dell’Avvocatura dello Stato acquisito da Cappellacci, che avvalla la scelta della giunta a dodici, e sollecita una breve seduta dell’assemblea sarda, durante la sessione di bilancio, in modo tale che il presidente riferisca "…sulla corretta applicazione delle disposizioni contenute nella legge statutaria. E’ sufficiente il ricorso di un privato cittadino per pregiudicare gli atti della giunta - hanno detto i capigruppo dell’opposizione (Mario Bruno, per il Pd; per i Comunisti-Sinistra Sarda-Rossomori, Luciano Uras, e Adriano Salis, per l’Idv., assieme ai consiglieri Gian Valerio Sanna e Tarcisio Agus del Pd. I primi ad avere interesse a riccorrere potrebbero essere i direttori generali sostituiti dalla nuova amministrazione regionale nell’ottica dello “spoil system”. “Non è possibile applicare una legge a pezzi”, ha precisato Gian Valerio Sanna, che ha stigmatizzando il comportamento del presidente del consiglio regionale, Claudia Lombardo, che in aula non aveva consentito all’opposizione di illustrare la propria pregiudiziale sull’applicazione della statutaria. Secondo l'opposizione, la statutaria, essendo una legge sovraordinata a quelle ordinarie, impone al presidente della Regione di costituire una giunta con non meno di otto e non più di dieci assessori, anche se non è stata modificata la normativa che disciplina l'organizzazione degli assessorati. "Non abbiamo intenzione di rallentare l'iter di approvazione della finanziaria - hanno affermato i capigruppo del centrosinistra - ; il nostro scopo è solo quello di fare chiarezza. La giunta e' composta da dodici assessori, perché il presidente aveva bisogno di garantire l'equilibrio politico fra le forze della sua maggioranza. Non vorremmo che gli appetiti dei partiti siano all'origine di un pregiudizio degli atti dell'organo di governo della Regione. Per esempio, è la giunta a decidere se la Regione deve resistere in un giudizio. Se la sua composizione fosse illegittima, la Regione rischierebbe di perdere tutte le cause e di pagare gli eventuali danni".
Altre notizie:
Una interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Interno, per sapere cosa ne pensi e quali provvedimenti intenda adottare sulla questione Mussolinea-Arborea, di cui recentemente si sono occupati i media locali, è stata proposta dal deputato oristanese del Pd, Caterina Pes. Questo, il testo: Premesso che lo scorso 18 marzo, il Comune di Arborea, nella persona del Responsabile dell’ufficio Servizi Demografici, inviava una comunicazione ufficiale (Prot. n. 4680) recante, come oggetto, la dicitura “Mussolinia di Sardegna. Modifiche denominazioni comuni.”; da notizie riportate dagli organi di stampa locali, si apprende che i destinatari della suddetta missiva erano 212 cittadini nati ad Arborea nel periodo compreso tra il 1931 e il 1944; nel 1931 è stato istituito il comune “Mussolinia di Sardegna”, il quale nel 1944, attraverso il Regio Decreto n. 68, mutava la propria denominazione in “Arborea”; in seguito al cambio di denominazione del comune, le registrazioni anagrafiche vennero modificate e tutti i cittadini ivi nati furono registrati, indifferentemente dall’anno di nascita, come natia ad “Arborea”; nella lettera dell’Ufficio Servizio Demografici del Comune di Arborea si comunicava che il Comune sta procedendo alla “correzione degli atti anagrafici”, al fine di mutare il luogo di nascita per i residenti nati tra il 1931 e il 1944, i quali dovrebbero essere registrati sotto la denominazione “Mussolinia di Sardegna” e non più “Arborea”; a tale scopo tutti i cittadini interessati sono stati invitati a recarsi presso gli uffici del Comune per provvedere alla variazione dei documenti d’identità; il comunicato dell’Ufficio Servizi Demografici motivava l’esigenza di tale variazione, oltre che “per una corretta registrazione degli eventi”, adducendo il perseguimento dello scopo di adeguarsi a non meglio specificate “disposizioni ministeriali”; il sindaco di Arborea, nel corso di un’intervista rilasciata alla stampa, ha precisato che la disposizione ministeriale a cui il Comune faceva riferimento è la circolare del Ministero dell’Interno (Circolare MI.AC. (78) 8 (5) dell’8 giugno 1978 e che il provvedimento dell’amministrazione comunale non è stato frutto di una scelta discrezionale, ma piuttosto di un “obbligo di legge che riguarda tutti i Comuni che nel corso della loro storia hanno cambiato denominazione”, e aggiungeva che “stanno per scadere i termini a quanto mi dicono e dobbiamo essere celeri nell’attuazione del provvedimento”; la circolare in questione, in realtà, non comporta alcun obbligo da parte dell’amministrazione comunale in caso di divergenze riguardanti atti già formati: in questi casi, infatti, la certificazione concernente l’avvenuto cambiamento di denominazione deve essere rilasciato solo su “ richiesta dell’interessato”; la stessa circolare, inoltre, non prevede alcuna scadenza di termini per l’attuazione del provvedimento in oggetto; l’Ufficio Servizi Demografici del Comune di Arborea sta già provvedendo alla modifica della registrazione del luogo di nascita per i residenti nati nel proprio territorio tra il 1931 e il 1944. Tutto ciò premesso, l’interrogante chiede di sapere se il Ministro ritenga necessaria la decisione dell’Amministrazione Comunale di Arborea di modificare il luogo di nascita per i nati tra il 1931 e il 1944 da Arborea a “Mussolinia di Sardegna”, anche in base a criteri di convenienza ed economicità.
In merito alla notizia relativa al caso di meningite riscontrato lo scorso martedì all'ospedale San Martino di Oristano, la Direzione generale dell'Azienda sanitaria locale n°5 precisa che è già stata avviata un'indagine interna per chiarire lo svolgimento dei fatti ed accertare eventuali responsabilità delle figure coinvolte. Secondo i primi accertamenti, quanto riportato dalla stampa non corrisponderebbe a verità e il comportamento dei sanitari, dal punto di vista clinico, sarebbe stato ineccepibile. La Asl intende, inoltre, precisare con fermezza – al fine di evitare ingiustificati allarmismi – che non esistono, e non sono mai esistiti, rischi per la salute pubblica dei familiari, dei parenti e delle persone che sono entrate in contatto con il soggetto colpito dalla meningite, in quanto non si è trattato di un caso di tipo epidemico.
Un'indagine sulle attività sanitarie dell'Asl di Oristano verrà promossa dall'associazione Cittadinanzattiva, in collaborazione con la stessa Asl e con il Ministero della Salute, per verificare la qualità dei servizi e delle prestazioni sul territorio. Ad eseguirla sarà un gruppo di volontari che terminerà il lavoro entro giugno. I risultati della ricerca saranno resi pubblici attraverso assemblee e con la pubblicazione di un rapporto. L'iniziativa è stata presentata, questa mattina, dal direttore generale dell'Asl di Oristano, Bruno Palmas, dal direttore sanitario Nicola Orrù e dalla presidente di Cittadinanzattiva, Mariagrazia Fichicelli. L'analisi valuterà la facilità di accesso alle prestazioni sanitarie, la personalizzazione delle cure, l'informazione e comunicazione, il comfort dei servizi, la sicurezza dei pazienti, delle strutture e dei impianti, l'impegno sui temi delle malattie croniche, dell'oncologia, della gestione del dolore e della prevenzione.
Sabato 18 aprile, alle 16.30, presso la Sede provinciale dell’Inpdap di Oristano, in piazza Roma, sarà presentato il libro di Giuseppe Nieddu “La decorazione architettonica della città di Tharros, edito da “S’Alvure”. L’incontro culturale sarà coordinato dal direttore dell’Inpdap di Oristano, Luca Cancelliere, mentre il libro verrà presentato da Raimondo Zucca, docente di Storia Romana all’Università di Sassari, nonché direttore dell’Antiquarium Arborense di Oristano e autore della prefazione. Giuseppe Nieddu, già archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari e Oristano, è l’autore de “La decorazione architettonica della Sardegna romana” (Oristano 1992, S’Alvure), “Terme e ville extraurbane della Sardegna romana” (Oristano 1998, S’Alvure), “Il reimpiego degli spolia nelle chiese medievali della Sardegna” (Oristano 2003, S’Alvure), e “La decorazione architettonica della città di Nora” (Oristano 2005, S’Alvure).
Di pig (del 05/04/2009 @ 18:30:01, in politica, linkato 1207 volte)
“Dopo le analisi sulla sconfitta alle regionali, bisogna mettere un punto sulle elezioni e proiettare le nostre energie su ciò che dobbiamo fare”. Lo ha detto il consigliere regionale oristanese, Gian Valerio Sanna, all’inizio della relazione che ha aperto la riunione, organizzata dall’ex assessore regionale, per dibattere sullo stato in cui versa il Pd, nel tentativo di far uscire dall’impasse un partito dove, anche in provincia di Oristano, dalle primarie ad oggi non si è fatto altro che “…parlare di noi, spesso contro di noi, e mai dei problemi della gente e dei sardi". Secondo Sanna, l’idea che si ha nel Pd attuale sul significato di “fare partito” è quella di far quadrare i diritti e le attese degli ex Margherita, ex Ds ed ex Progetto Sardegna e mantenere un determinato equilibrio tra soriani e anti-soriani. Insomma, si mantengono vive divisioni ed unioni a tempo, sulla base della propria convenienza. “A che cosa ci è servito- si è chiesto Sanna – perseguire l’idea di un partito a vocazione maggioritaria, e liberarsi degli alleati litigiosi a sinistra, se poi le nostre divisioni riproducono gli stessi effetti all’interno del partito?”. Dove vuole andare allora il Pd? Nell’immediato verso il congresso (probabilmente a luglio; scadenza ritenuta dai più troppo ravvicinata. ndr). E come ci si arrivare? Per Gian Valerio Sanna attraverso due esigenze prioritarie: recuperando la consapevolezza di un limite organizzativo e tracciando una linea politica. “Nessuna buona organizzazione – ha detto Sanna – fa oggi di per sé un partito competitivo, né l'esasperazione di una falsa democrazia interna garantisce un partito vivo. E’, invece, quanto mai necessario un partito che rompa la riga degli steccati, delle appartenenze, dei capigruppo, dei soli riferimenti istituzionali, dei “burattinai” che smuovono le decisioni dei singoli. Dentro queste mura nessuno sente accogliente, libero ed appetibile un partito”. Come lavorare allora per radicare il Pd tra la gente? Attraverso l’istituzione di circoli locali in tutti i comuni (con un tesseramento libero e vero, fondato sulla consapevolezza, identità e trasparenza), capaci di distinguersi, prima di tutto, per l’impegno verso la propria comunità, e che realizzano pian piano “…un nuovo reinserimento sociale delle nostre idee, e non soltanto del nostro partito. Perché le nostre idee ci garantiranno il consenso, mentre le tessere garantiscono, spesso, processi personali e di carriera che col consenso non hanno nulla a che vedere”. Circoli, quindi, proiettati nella dimensione dell’impegno sociale e territoriale, pensando che attraverso questi presidi sarà più facile parlare con la gente. La legittimazione di un partito, secondo Sanna, si basa, infatti, su un consenso intenso come espressione di un convincimento collettivo, formato dalle varie volontà, “…l’impegno locale dei circoli, e degli aderenti, dovrà essere la prova della loro libertà e autonomia, rispetto alle vecchie abitudini di rapportarsi a tizio e a caio. Finchè ci saranno questi gruppi e gruppetti, il Pd non avrà la garanzia che le primarie si faranno come metodo unico di selezione dei quadri dirigenti”. Ed a proposito dei gruppetti all’interno del Pd e della loro litigiosità, Gian Valerio Sanna ha auspicato un ritorno alle vecchie regole interne: “Un tempo chi si opponeva dentro un partito – ha affermato l’ex assessore regionale - faceva opposizione interna, ma verso le responsabilità istituzionali non venivano tollerate interpretazioni personali o, peggio, di corrente. Bisogna ritornare a queste regole, perchè il presidenzialismo ha introdotto una regola di fedeltà al progetto politico, che vale se si governa, ma anche se si è all’opposizione”. Sanna ha poi affrontato il tema della linea politica, basata sull’affidabilità (attraverso la concretezza, interesse generale, proposta e competenza) e la responsabilità (ovvero, capacità di coesione e di servizio, e coerenza degli attori politici). “Siamo quelli – ha detto Sanna – che quando vinciamo ci dividiamo; quando perdiamo ci uniamo. Dobbiamo superare questo limite, questa patologia. Con le elezioni regionali alle spalle, sappiamo che dobbiamo disporci ad una opposizione di controllo e rappresentanza sociale e alla costruzione di una proposta politica e di una nuova leadership. Percorso, questo, che di norma in un partito si dovrebbe fare unitariamente, e che ancora non avviene perché non si è superato il trauma elettorale, ma che dovrà avvenire, non certo con la soppressione fisica di coloro che vengono percepiti, come nel caso di Renato Soru, come un’ipoteca sulla leadership futura, ma anche con la loro partecipazione e il loro concorso. Se questo avverrà, e quando avverrà, dipenderà dalla qualità e quantità della base del partito che sapremo costruire nei prossimi mesi. Il profilo del nostro programma politico – ha proseguito Gian Valerio Sanna - non potrà discostarsi da quanto abbiamo dimostrato, negli scorsi anni, essere possibile, con l'innovazione, riformismo, solidarietà. Dovremo, caso mai, declinarlo meglio, seguendo lo sviluppo dei tempi futuri, ma non potremo che pensare all’esperienza del governo Soru; un’esperienza storica dalla quale trarre alimento e passione ideale”. Sanna ha concluso la sua relazione proponendo di inoltrare, a nome di tutti, al commissario regionale del Pd, Achille Passoni, una richiesta per la nomina di un responsabile provvisorio del partito in provincia di Oristano; proseguire nei confronti, senza gerarchie interne, sui temi del partito e della politica nel territorio; lavorare da subito per un tesseramento libero e vero, per realizzare le molecole locali del Pd. Spazio, poi, al dibattito, con gli interventi di Antioco Pischedda (“…i circoli ci sono, almeno nel Marghine e Planargia, ma non vengono ascoltati ), che ha proposto due iniziative di cui il Pd dovrebbe occuparsi: la riforma della legge elettorale e le problematiche per lo sviluppo; Caterina Pes, deputato Pd (“…dobbiamo parlare soprattutto di organizzazione, linea politica e contenuti) che, fra l’altro, ha ricordato la petizione per la scuola pubblica, contro il licenziamento di 150 mila precari; Gianni Sanna, che inerpicandosi tra i sentieri del Supramonte ha cercato di far intuire come il Pd nell’isola sia come un sentiero da trekking, affascinante ma impervio, per poi perdersi sul discorso della guida “…non suggerirei a colui che vuol fare la guida di andare avanti (perché?)… Se non si ha una guida esperta si rischia di smarrirsi” (ovvero, la classica scoperta dell’acqua calda). Un discorso (volutamente?) fumoso, quello di Gianni Sanna, sulle fughe in avanti che, se rapportato alla realtà locale, appare una sorta di avvertimento tra il sibillino e il preoccupato, forse perché anche questa volta il navigato consigliere comunale vede sfumare la possibilità della segreteria provinciale, che un tempo gli fu negata perché colpevole di essere troppo vicino a Gian Valerio Sanna, e che sembra gli sia stata promessa (prima delle regionali) da Antonio Biancu (presente alla riunione), che in precedenza lo aveva invece affossato (misteri della politica camaleontica). Dopo Gianni Sanna sono intervenuti Roberto Puddu (“…ad Oristano ci vuole un commissario, altrimenti non sappiamo come andare avanti); Claudio Atzori (“…la nostra classe dirigente deve esser conosciuta al’esterno, e per far questo usiamo i sondaggi… I nostri dirigenti devono essere i più capaci, non quelli che disturbano meno); Antonio Mameli ("...il partito nasce solo se costruiamo i circoli e se riconosciamo, prima di tutto, i nostri errori e non quelli degli altri”); Adriano Sitzia (“...è ora di fare una legge sui partiti e bisogna restituire dignità al ruolo del militante… Il Pd deve essere un partito che come direzione guardi alle socialdemocrazie europee"); Rossella Sanna (“…l’esperienza è importante e non deve essere demonizzato chi ha un’esperienza politica. Per le primarie, prima di parlarne dobbiamo darci delle regole”); Alberto Masili (“…quanto si decide all’interno del partito deve essere rispettato da tutti, e quello è ciò che deve uscire all’esterno; le regole vanno rispettate, anche quando non si è d’accordo e ciò che deve prevalere è il volere della maggioranza”); Anna Maria Uras (“ la campagna elettorale di Soru è stata bellissima, ma non ha coinvolto i giovani… La molla che spinge il Pd deve essere la solidarietà); Marcello Porceddu (“…ho creduto molto nel progetto della giunta Soru… L’energia profusa in campagna elettorale non deve essere sprecata… Ma chi non se la sente di entrare ora nel Pd lo buttiamo a mare?”); Francesco Porcu (“…questa riunione deve servire da catalizzatore per una politica che riparta dalla base”); Peppino Canu ("...c'è fame di conoscere, di sapere, e di attivarsi subito per un Pd che in Sardegna ancora non esiste"); Sandro Arcais ("...bisognerebbe organizzare una sorta di giornata dell’iscrizione: si dibatte, di discute tutta la giornata, ci si propone e poi, tra i presenti, si elegge il segretario”); Mario Tendas (“…bisogna darsi una struttura organizzativa-programmatica, e dotarci di una linea politica che attiri il cittadino”). Al termine del dibattito, Gian Valerio Sanna, nel trarre le conclusioni, ha dato appuntamento a dopo Pasqua, per dibattere con la base e con i rappresentanti del Pd, a qualsiasi livello istituzionale, della legge finanziaria regionale e della sua ricaduta sul territorio; della proposta del governo regionale sulla casa; e, anche assieme ai sindacati, del problema della scuola.
Altre notizie:
Oristano è una delle città fondatrici della Lega delle città cananeesi, fenicie e puniche. L’assessore alla Cultura Tonino Falconi, delegato dal sindaco Angela Nonnis, ha sottoscritto il protocollo che sancisce la nascita della “Ligue des Cités Cananéennes, Phéniciennes et Puniques - Route des Phéniciens”, a Parigi, nella sede dell’Unesco. Domani mattina, il sindaco Angela Nonnis, l’assessore alla Cultura Tonino Falconi e il Curatore dell’Antiquarium Arborense Raimondo Zucca, presenteranno ai giornalisti i contenuti del documento e gli importanti scenari che si aprono per la città di Oristano e per la Sardegna grazie all’accordo di Parigi. La conferenza stampa si terrà domani, martedì 7 Aprile, alle 11.30, nella sala giunta del comune di Oristano (Palazzo Campus Colonna).
Sempre domani, alle 11, nella sede legale della Asl, in via Carducci, ad Oristano, si terrà una conferenza stampa congiunta della Asl n.5 e dell'associazione Cittadinanzattiva, per la presentazione dell'Audit Civico.
Una ruspa è stata distrutta questa notte dalle fiamme, all'interno di un cantiere edile nel quartiere San Nicola di Oristano, a poche centinaia di metri dal palazzo della Prefettura. Il mezzo appartiene all'imprenditore oristanese Vittorio Franceschi, impegnato nel settore del movimento terra, mentre il cantiere appartiene alla società Cis srl. I vigili del fuoco sono intervenuti intorno alle tre per cercare di bloccare le fiamme ma ormai il mezzo era praticamente distrutto. Sono in corso indagini per accertare la natura dell'incendio.
Di greg (del 03/04/2009 @ 12:00:18, in politica, linkato 630 volte)
Un confronto pubblico sullo stato in cui versa il Partito Democratico è stato promosso, per sabato 4 aprile, alle 17, nella sede di via Canepa, ad Oristano, dal consigliere regionale oristanese, Gian Valerio Sanna. Le motivazioni che hanno spinto Sanna ad organizzare l’incontro, le spiega lo stesso consigliere in questa breve nota, che volentieri pubblichiamo.
"Carissimi, come a voi è ben evidente, il dopo elezioni regionali ci ha lasciato oltre che la comprensibile amarezza per una sconfitta non attesa e assai netta, anche un partito ancora da costruire, commissariato regionalmente, e del tutto privo di dirigenza nella nostra provincia. Allo sbandamento politico si somma il disorientamento organizzativo determinato da troppi veti, condizioni, vendette e personalismi della nota quanto antica storia delle correnti, gruppi e gruppetti, che impediscono attraverso i rispettivi burattinai il dispiegarsi di una stagione dei democratici così come tutti vorremmo. Per colmare questo vuoto, e sollecitato da molti amici, abbiamo pensato di vederci, discutere, confrontarci liberamente e trasversalmente alle vecchie logiche, per investire sui noi stessi e sul partito, in vista di una ricostruzione e di un indispensabile riscatto politico. Non voglio creare correnti (anzi le vorrei assieme a voi distruggere), ma sento il bisogno di ricostruire un partito dove le indipendenze culturali e personali siano l’alimento di una libertà profonda nell’azione e nella vita del Pd. Con questo spirito vogliamo iniziare un’abitudine di incontro, sistematico ed a cadenza regolare, perché la politica ricominci il suo dispiegarsi senza il volere di tizio o di caio, e perché il nostro radicamento sociale sia il preludio di un nostro rapido riscatto". (Gian Valerio Sanna)
Altre notizie:
E' opera, con tutta probabilità, di minorenni il furto sacrilego commesso fra il 22 e il 25 marzo scorso nella chiesa di Santa Severa, a Santa Giusta. La refurtiva è stata ritrovata in un boschetto vicino allo stagno, dopo una confidenza raccolta dalle poliziotte dell'Ufficio minori della Divisione anticrimine. Dalla chiesa erano stati rubati una catenina d'argento, che circondava il collo del simulacro di Sant'Apollonia, e una dentiera d'argento appesa al braccio della statua. Sono stati recuperati anche un paio di orecchini d'argento con incastonati dieci zirconi, e una medaglia di metallo che raffigura il cuore di Gesù. La polizia sospetta che i ladri, pentiti e forse impauriti per le possibili conseguenze del loro gesto, abbiano preferito disfarsi della refurtiva, che è stata riconsegnata al parroco della chiesa di Santa Severa.
Saranno 1.665 in meno, così come preannunciato la scorsa settimana dai sindacati regionali di categoria, i posti di docente in organico nella scuola sarda per il 2009-2010. Secondo lo schema di decreto interministeriale sugli organici, formalizzato ieri dal ministero dell'Istruzione, gli insegnanti si ridurranno a 20.009. Pino Ciulu, segretario della Cisl Scuola, sintetizza le riduzioni: nella scuola primaria spariranno 374 posti, in quella secondaria di primo grado 677, in quella secondaria di secondo grado 604. I posti d'insegnante di sostegno assegnati alla Sardegna saranno 2.485.
Ha riscosso notevole successo, anche ad Oristano, la campagna “Bcd – informati, alleati, protetti” per la prevenzione del diabete. Sono stati oltre 900, infatti, i cittadini oristanesi che, nonostante il maltempo, sono stati attirati dal camper del “Buon Compenso del Diabete” un ambulatorio itinerante che ha sostato in piazza Eleonora. Oltre 600 le brochure informative distribuite, mentre in 131 si sono messi in fila per il controllo volontario e gratuito della glicemia e, quando necessario, anche dell'emoglobina glicata, un esame più approfondito che consente di analizzare l'andamento dei valori glicemici su un arco temporale di due mesi, e scoprire così l'effettiva esistenza della malattia. Circa venti, i casi di diabete rilevati nei test, alcuni dei quali effettuati su persone non ancora consapevoli della malattia che, ora, grazie all'esame effettuato, potranno tenere sotto controllo il proprio stato di salute con una terapia adeguata, un sano stile di vita, una corretta alimentazione, ed evitare così che la patologia si aggravi. Le persone che, invece, erano già a conoscenza della propria malattia, specie quella di Tipo 2 (diabete senile), hanno approfittato dell'occasione per effettuare un controllo glicemico, un esame spesso sottovalutato e che va effettuato almeno di due volte all'anno (lo standard minimo per chi soffre di diabete) dai pazienti diabetici. Numerosi, però, anche i giovani e gli studenti che, grazie alla collaborazione dell'Ufficio scolastico provinciale e degli insegnanti, hanno potuto prendere parte all'iniziativa, ed essere sensibilizzati sui rischi connessi alla vita sedentaria, alle cattive abitudini alimentari e alla scarsa attività fisica. Insieme alla scheda corredata dei risultati del test e dei dati personali, è stato consegnato a tutti i partecipanti, anche l'opuscolo “Bcd, la guida pratica per imparare a controllare il diabete”. L'iniziativa è stata organizzata dalla Idf (International Diabetes Federation) attraverso le affiliate Sid (Società Italiana Diabetologia), Amd (Associazione Medici Diabetologi) e le associazioni di pazienti Fand (Federazione Associazioni nazionali Diabetici) e Aid (Associazione Italiana Diabetici), con il patrocinio del Ministero della Salute, della Regione Sardegna, della Provincia e del Comune e della Azienda sanitaria locale di Oristano.
Domenica, 5 aprile, verrà effettuata la raccolta del sangue a San Nicolò Arcidano e Mogoro. Per l'attività di donazione un'equipe composta da personale infermieristico dipendente dell'Azienda sanitaria locale e da un medico reclutato dall'Avis saranno a disposizione dei volontari iscritt, e di tutti i cittadini interessati alla donazione del sangue. Oltre alle sedi periferiche dell'Avis, è possibile effettuare le donazioni presso il Centro prelievi dell'Ospedale San Martino (tutti i giorni, esclusi le domeniche e i festivi), presso il Centro raccolta dell'ospedale “Mastino” di Bosa (lunedì e mercoledì), e presso il Centro raccolta del “Delogu” di Ghilarza (martedì e giovedì). Possono donare il sangue le persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni, compresi i fabici e i portatori sani di anemia mediterranea.
Superate alcune difficoltà di ordine burocratico, legate all’assunzione del personale, il 1 aprile scorso è stato riattivato “s’Ufìtziu de sa sa Limba e de sa Cultura Sarda” della Provincia di Oristano. Seguendo le disposizioni della Legge 482/99 e le indicazioni del Ministero degli Affari Regionali e della Regione, l’Amministrazione provinciale di Oristano, attraverso l’attività dell’Ufficio, è riuscita a creare un’importante rete di collaborazione con i comuni della Provincia. L’Ufficio, ubicato in piazza Eleonora 19, ad Oristano, presso l’assessorato provinciale alla Cultura (tel. 0783 36832003, fax 0783 3683206, e-mail ufitziulimbasarda.or@tiscali.it), è aperto al pubblico dal martedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13.30, per informazioni e consulenze ai comuni, enti locali, associazioni e cittadini.
Di greg (del 02/04/2009 @ 17:00:08, in politica, linkato 656 volte)
Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità le modifiche al regolamento sui servizi educativi per la prima infanzia. L’argomento è stato presentato in aula dall’assessore alle Politiche sociali, Chicco Varsi, che ha spiegato che si tratta di un adeguamento del regolamento alla nuova normativa regionale che ha imposto modifiche agli aspetti funzionali e organizzativi dei servizi per la prima infanzia. Tra le modifiche introdotte quelle riguardanti gli spazi per i bambini che dovranno essere meno rigidi e multifunzionali, la maggiore ricettività, l’aumento del rapporto educatore bambino, la previsione di tre fasce di età e l’ampliamento delle tipologie di servizi. Altre modifiche – ha spiegato Varsi – sono state suggerite dalla quarta commissione per le priorità per l'accesso degli utenti ai servizi. Nell’ultima seduta, il Consiglio comunale, su proposta di Umberto Capoccia (Fi verso il Pdl), ha rinviato l’esame del debito fuori bilancio relativo alla sentenza della Corte d’Appello di Cagliari per un esproprio. Il rinvio è stato chiesto per inserire nel testo della delibera “…un impegno ad accertare le cause che hanno originato l'obbligo anche per individuare le eventuali responsabilità”. Nella stessa seduta, Mauro Solinas (Fortza Paris) ha illustrato l’interpellanza del Gruppo di Fortza Paris sulla situazione disastrosa delle strade di campagna, precisando che “…a oggi diverse strade non hanno avuto alcun intervento di manutenzione, ance perchè questa è stata un'annata particolarmente piovosa che ha impedito che si potesse intervenire con il greder, la ghiaia e il rullo, portando a una situazione davvero disastrosa”. Solinas ha quindi citato alcune strade (prolungamento di via Cairoli, di via Ozieri, la strada che dall'incrocio di via Tore Cherchi e via Carta conduce allo zuccherificio, e la strada che conduce al sottopassaggio ferroviario di via volta) per le quali erano già stati programmati i lavori, che però non sono ancora partiti. Nella replica l’assessore ai Lavori pubblici, Andrea Lutzu, ha spiegato dettagliatamente i motivi che hanno determinato il ritardo nei lavori, precisando però che alcuni di quelli segnalati nel frattempo sono già stati realizzati. Tra i motivi che hanno determinato i ritard, l’attesa per l'autorizzazione della Cassa depositi e prestiti, per l'utilizzo delle somme necessarie derivanti da economia sugli appalti, e le abbondanti piogge di questo inverno. Lutzu ha anche annunciato la prossima presentazione del progetto per la bitumazione delle strade di San Quirico, Tiria, Pesaria e Pardu Accas. E’ stata poi la volta del Sindaco, Angela Nonnis, che ha risposto all’interrogazione dei consiglieri Efisio Sanna (Pd) e Mimmo Serusi (Sdi) sulla selezione pubblica per sei operatori di personal computer. Il Sindaco ha spiegato che la Giunta ha previsto l’assunzione degli operatori per l’ufficio elettorale con una procedura d’urgenza legata alle dimissioni del Presidente della Regione, fatto che aveva determinato il ricorso alle elezioni anticipate. A breve, però, ci sarà un’altra tornata elettorale ed è stato possibile programmare l’assunzione di personale con professionalità superiori, dotato di diploma di scuola media superiore e anche di patente europea. Efisio Sanna si è detto parzialmente soddisfatto della risposta del Sindaco su una vicenda “…che è stata gestita con un pò di confusione”. Francesco Federico (Pd) ha quindi illustrato l’interpellanza sulla gara per l’affidamento in concessione del servizio di trasporto pubblico urbano, ricordando la sentenza con cui il Tar ha prima sospeso e poi annullato l’aggiudicazione della gara dello scorso anno. “Da Gennaio – ha detto Federico -, da quando è stata annullata la gara, a oggi, sono passati tre mesi pieni e l'Amministrazione Comunale non ha ancora pubblicato il nuovo bando di gara”. L’assessore ai Trasporti, Ivano Cuccu, ha spiegato che il servizio oggi viene garantito in maniera soddisfacente e che sono in via di soluzione anche gli ultimi problemi relativi ad alcuni dipendenti del vecchio gestore. Per la pubblicazione del nuovo bando di gara l’assessore Cuccu ha precisato che “…la Regione ha sottoposto all'attenzione del Comune una bozza di contratto-ponte che non ci mette nelle condizioni di provvedere a una gara d'appalto. Abbiamo avviato un confronto con l’assessore regionale e con i sindacati per definire meglio la situazione, ma nel frattempo ci siamo impegnati a garantire il servizio. Credo che, a breve, ragionevolmente entro il mese di aprile, si possa arrivare a una soluzione ottimale insieme alla Regione”. Francesco Federico ha replicato accusando l’assessore e l’amministrazione di incapacità nella gestione del servizio. I lavori del Consiglio si sono quindi conclusi per la mancanza del numero legale, e non si terrà la seduta prevista in seconda convocazione per domani. La prossima riunione sarà convocata nei prossimi giorni.
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Quaranta milioni di euro per "Interventi strutturali per la messa in sicurezza dell'area interessata agli eventi alluvionali nel comune di Capoterra", sono la dotazione prevista nella proposta di legge presentata oggi dai consiglieri regionali del Pd, Gian Valerio Sanna e Masco Espa. "Vorremmo che in tempi brevi, cittadini associazioni, esperti e gli amministratori locali esaminassero il testo ed eventualmente lo emendassero in senso più favorevole “, hanno spiegato i due esponenti del Pd. Espa, fra i danneggiati dall'alluvione del 22 ottobre scorso, ha ricordato come sia "…importante procedere con urgenza alla discussione della psoposta di legge in commissione e in aula." "Non dobbiamo più aver paura quando piove - ha detto Espa -, sottolineando l'importanza della messa in sicurezza del rio San Girolamo -. E’ urgente far uscire gli abitanti del nostro territorio dall'emergenza, anche psicologica, e dall'angoscia che un simile evento possa ripetersi, e, nel contempo, risanare un territorio molto degradato, vista la situazione fognaria, a forte rischio per il caldo che sta per arrivare". Secondo i proponenti bisogna, inoltre, che tutti i cittadini siano informati in tempo reale su cosa succede durante eventi atmosferici rilevanti ,anche attraverso un sistema costante di sms lanciati dai ripetitori, che raggiungano i cellulari di chiunque si trovi nell'area del territorio di Capoterra. Intanto va fatto un serio piano di protezione civile comunale, che preveda momenti di educazione, formazione, informazione della popolazione, comunicazione con tecnologiemoderne a portata di tutti. La proposta prevede, fra l’altro, un finanziamento straordinario al comune di Capoterra per interventi di ripristino nelle aree comuni condominiali private (strade, marciapiedi, impianti) fortemente danneggiate, come Frutti d'Oro, Poggio dei Pini e Rio San Girolamo. Alla fine del percorso il bacino del Rio San Girolamo dovrebbe diventare un parco, un'idea lanciata “dall'Associazione 22 ottobre” , che si era costituita dopo gli eventi alluvionali.
Una mozione urgente per la restituzione della “Campana della Libertà” voluta da Ugone III Giudice di Arborea, e realizzata nel 1382 da Marco da Perugina, è stata presentata dai componenti la Commissione consiliare del comune di Oristano Istruzione e Cultura, Giuseppe Sanna, Francesco Federico, Umberto Capoccia, Davide Tatti e Alberto Cauli. Questo, il testo integrale: PREMESSO che “La campana della libertà” nella quale viene nominato Ugone III Giudice di Arborea rappresenta uno dei simboli più significativi della storia del Giudicato di Arborea, e che con Del. 563 del 13.10.1988, a seguito di una Mozione del Gruppo del Psd’Az, presentata dal Consigliere Luigi Sanna, si IMPEGNAVA LA GIUNTA a richiedere al Ministero dei Beni Culturali l’immediata restituzione dello storico cimelio. CONSIDERATO ,che sono passati più di 20 anni dal deliberato del Consiglio Comunale senza un minimo riscontro, nonostante nella citata Delibera si sia “.. concordato con il Sovrintendente ai Beni Ambientali e con il reggente della Soprintendenza Archeologica … e garantito che, dopo la mostra sugli Aragona, il glorioso cimelio sarà restituito a Oristano”, con la presente MOZIONE URGENTE IMPEGNA IL SINDACO E L’ASSESSORE COMPETENTE A RICHIEDERE al Ministero dei Beni culturali o a chi ha in possesso attualmente “la “Campana della Libertà”, voluta da Ugone III Giudice di Arborea, e realizzata nell’anno 1382 da Marco da Pertugia”, la sua immediata restituzione al Comune di Oristano, legittimo proprietario.
La risoluzione dei problemi legati al randagismo e alla custodia dei cani è certamente una delle questioni prioritarie e più sentite dalla popolazione, e sulle quali l’amministrazione comunale di oristano è impegnata a svolgere una intensa attività di vigilanza e controllo, senza più alcuna tolleranza. In questa ottica, il Consiglio Comunale di Ghilarza ha, recentemente, approvato il regolamento che disciplina la detenzione dei cani nel territorio ghilarzese, che può essere così riassunto: sulle strade e nei luoghi pubblici gli accompagnatori devono tenere i cani con il guinzaglio; è obbligatorio asportare con idonea attrezzatura le deiezioni lasciate dagli animali accompagnati; il ricovero (cuccia) deve essere dimensionato alla taglia e alle caratteristiche della razza del cane, al fine di garantire adeguato comfort e riparo dalle intemperie; i possessori dei cani devono evitare che gli animali, con il loro abbaiare, disturbino i vicini; nei giardini pubblici e altri luoghi di divertimento e svago, è vietato introdurre cani quando il divieto è portato a conoscenza attraverso apposito cartello posto agli ingressi in modo visibile. E’ sempre vietata l’introduzione dei cani nei luoghi destinati alla pratica sportiva; al fine di evitare spiacevoli inconvenienti o, peggio, gravi episodi di attacchi violenti, è sempre vietato lasciare incustoditi e liberi di vagare i cani, anche se provvisti di museruola, in luoghi pubblici o aperti al pubblico,; di fondamentale importanza risulta poi essere la registrazione all’anagrafe canina comunale e l’identificazione degli animali con l’inserimento dell’apposito microchip. A questo proposito, l’ufficio di Polizia Municipale Tributi Attività Produttive ha già avviato le procedure necessarie e, pertanto, a partire dal 6 aprile prossimo, nel normale orario d’ingresso, tutti i possessori di cani si devono recare presso l’ufficio comunale che provvederà alla prenotazione e comunicherà il giorno stabilito per l’inserimento del microchip alla presenza del medico veterinario della Asl.
Al fine di evitare le pesanti sanzioni previste dal regolamento e dalle leggi vigenti, si raccomanda la puntuale osservanza. L’Amministrazione Comunale di Ghilarza ringrazia tutti anticipatamente, perché con il buon senso di ognuno si potrà avere un paese ancora più vivibile, ordinato, pulito, e a misura di cittadino.
Di pig (del 01/04/2009 @ 00:10:48, in politica, linkato 695 volte)
Aumento delle volumetrie del 20% per le abitazioni, e del 35% per demolizioni e ricostruzioni, non con un decreto governativo ma attraverso la legislazione regionale, e, soprattutto il varo di un “piano casa”, che punti in particolare sull'edilizia sociale. Sono queste le principali proposte contenute nella bozza votata all'unanimità dalle Regioni, sottoposte al governo. Le Regioni di fatto affossano il decreto sul “piano casa”, salvaguardando comunque, attraverso la legislazione regionale, la possibilità di un aumento volumetrico fino al 20% per le case uni e bifamiliari e comunque fino a 1.000 metri cubi, e del 35% in caso di demolizione e ricostruzione, il tutto a fronte dell'impiego di tecniche di bioedilizia e di risparmio energetico. Le Regioni ritengono che il governo debba varare un decreto, ma solo per la semplificazione normativa di sua esclusiva competenza . Il “vero piano casa”, come lo hanno definito le Regioni, dovrà invece affrontare il tema dell'edilizia residenziale pubblica, partendo dall'accordo già sottoscritto, che prevede 550 milioni di euro, risorse aggiuntive e il recupero del gettito Iva ricavato dall'operazione, che dovrebbe rimanere di competenza regionale, soprattutto per politiche di sostegno all'affitto sociale. Oggi si terrà l’incontro con il governo, e le Regioni auspicano che l’impostazione, di cui vanno molto fiere, venga confermata. A loro dire, viene infatti salvaguardata la programmazione urbanistica. Il “piano casa”, secondo le Regioni, dovrà essere limitato all'edilizia residenziale, mentre si escludono cambi di destinazione d'uso, compravendite di cubature, interventi nei centri storici, aree di inedificabilità assoluta, parchi e quant’altro. Il tutto attraverso una legislazione regionale che dovrà essere adottata entro 90 giorni dalle singole Regioni. In caso contrario è prevista una procedura congiunta con il presidente del Consiglio per uscire dall'impasse. Una parte della bozza richiama, inoltre, le problematiche del lavoro nero, "…chiediamo al governo di studiare delle misure che evitino, in queste fattispecie, forme di lavoro nero o comunque irregolare". Il provvedimento del governo, ritengono le Regioni “…non sarà più un decreto sul piano casa, ma un accordo sull'edilizia". Secondo le Regioni “…questo intervento sarà una misura anticiclica importante, frutto di un accordo forte tra governo e Regioni. Ora aspettiamo, ottomisticamente, la risposta del governo”. Intanto, l'intesa tra Governo e Regioni è stata raggiunta a tardissima notte, ed oggi ci dovrebbe essere l’ok definitivo durante la Conferenza unificata. L’intesa prevede anche un tavolo comune Governo-Regioni, per mettere a punto uno studio di fattibilità volto a verificare quali misure adottare a proposito delle risorse necessarie all'edilizia pubblica. Questa mattina, la Conferenza unificata ha approvato l'accordo Governo-regioni-province-comuni sul “piano casa”. L'accordo prevede leggi regionali e un decreto legge da approvare entro 10 giorni. Dal piano casa sono esclusi i condomini e la vendibilità dell'ampliamento del 20% delle cubature.
Ecco il testo dell'accordo Governo-Regioni, approvato stamattina dalla Conferenza unificata: "visto l'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003 n. 131, che prevede una possibilità per il Governo di promuovere la stipula di intese in Conferenza Unificata dirette, tra l'altro, a favorire l'armonizzazione delle rispettive legislazioni o il conseguimento di obiettivi comuni; Rilevata l'esigenza, da parte del Governo, delle Regioni e degli Enti Locali di individuare misure che contrastino la crisi economica in materie di legislazione concorrente con le Regioni, quale quella relativa al governo del territorio; Visto l'accordo delle Regioni e degli Enti Locali in ordine alle esigenze di fronteggiare la crisi mediante un riavvio dell'attività edilizia favorendo altresì lavori di modifica del patrimonio edilizio esistente nonché prevedendo forme di semplificazione dei relativi adempimenti secondo modalità utili ad esplicare effetti in tempi brevi nell'ambito della garanzia del governo del territorio; Rilevata l'esigenza di predisporre misure legislative coordinate tra Stato e Regioni nell'ambito delle rispettive competenze; Governo, Regioni ed Enti Locali convengono la seguente intesa:
Per favorire iniziative volte al rilancio dell'economia, rispondere anche ai bisogni abitativi delle famiglie e per introdurre incisive misure di semplificazione procedurali dell'attività edilizia, lo Stato, le Regioni e le Autonomie Locali definiscono il seguente accordo: Le Regioni si impegnano ad approvare entro e non oltre 90 giorni proprie leggi ispirate preferibilmente ai seguenti obiettivi: a) regolamentare interventi - che possono realizzarsi attraverso piani/programmi definiti tra Regioni e Comuni - alfine di migliorare anche la qualità architettonica e/o energetica degli edifici entro il limite del 20% della volumetria esistente di edifici residenziali uni-b famigliari o comunque di volumetria non superiore a 1000 metri cubi, per un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi, fatte salve diverse determinazioni regionali che possono promuovere ulteriori forme di incentivazione volumetrica; b) disciplinare interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del 35% della volumetria esistente, con finalità di miglioramento della qualità architettonica, dell'efficienza energetica ed utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e secondo criteri di sostenibilità ambientale, ferma restando l'autonomia legislativa regionale in riferimento ad altre tipologie di intervento; c) introdurre forme semplificate e celeri per l'attuazione degli interventi edilizi di cui alla lettera a) e b) in coerenza con i principi della legislazione urbanistica ed edilizia e della pianificazione comunale. Tali interventi edilizi non possono riferirsi ad edifici abusivi o nei centri storici o in aree di inedificabilità assoluta. Le leggi regionali possono individuare gli ambiti nei quali gli interventi di cui alle lettera a) e b) sono esclusi o limitati, con particolare riferimento ai beni culturali e alle aree di pregio ambientale e paesaggistico, nonché gli ambiti nei quali i medesimi interventi sono favoriti con opportune incentivazioni e premialità finalizzare alla riqualificazione di aree urbane degradate. La disciplina introdotta dalle suddette leggi regionali avrà validità temporalmente definita, comunque non superiore a 18 mesi dalla loro entrata in vigore, salvo diverse determinazioni delle singole Regioni. In caso di mancata approvazione delle leggi regionali nel termine stabilito, il Governo e il presidente della Giunta regionale interessata, congiuntamente, determinano le modalità procedurali idonee ad attuare compiutamente l'accordo, anche ai sensi dell'art. 8, comma 1, della legge n. 131/2003. Entro dieci giorni dalla sottoscrizione del presente accordo, il Governo emanerà un decreto-legge i cui contenuti saranno concordati con le Regioni e il sistema delle autonomie con l'obiettivo precipuo di semplificare alcune procedure di competenza esclusiva dello Stato, al fine di rendere più rapida ed efficace l'azione amministrativa di disciplina dell'attività edilizia. Il Governo e le Regioni ribadiscono la necessità assoluta del pieno rispetto della vigente disciplina in materia di rapporto di lavoro, anche per gli aspetti previdenziali e assistenziali e di sicurezza nei cantieri e la necessità di mettere a punto una procedura che garantisca trasparenza come, per esempio, quella utilizzata per lo sgravio Irpef del 36%. Il Governo si impegna, inoltre, confermando integralmente gli impegni assunti con l'Accordo sottoscritto con le Regioni in merito al sostegno dell'edilizia residenziale pubblica, ad avviare congiuntamente con le Regioni e le autonomie locali uno studio di fattibilità per un nuovo piano casa che individui, in aggiunta alle risorse dell'Accordo sopra indicato, e compatibilmente con le condizioni di finanza pubblica, risorse pubbliche e private per soddisfare il fabbisogno abitativo delle famiglie o particolari categorie, che si trovano nella condizione di più alto disagio sociale e che hanno difficoltà ad accedere al libero mercato della locazione. Viene fatta salva ogni prerogativa costituzionale delle Regioni a statuto speciale e delle province autonome".
Altre notizie:
"A prevalere saranno le idee di chi dice di averci messo la faccia in questo programma di governo". Lo ha sostenuto l’ex presidente della regione, Renato Soru, intervenendo per ultimo in consiglio regionale, prima della replica dell’attuale governatore, nella discussione sulle dichiarazioni programmatiche di Ugo Cappellacci. Soru, fra l’altro, ha attaccato pesantemente il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, soprattutto per il suo ruolo “prevaricante” nella campagna elettorale per le regionali del febbraio scorso. "Il suo discorso – ha detto Soru, riferendosi al programma di Cappellacci - , mi fa pensare a un reality show, anzi al film Truman Show". "Il protagonista svolge un ruolo, senza rendersi conto che dietro c’e’ una serie di cordicelle che regola il suo mondo. Fino al momento in cui il protagonista si accorge che era tutta una finzione. Non è tutto sbagliato quello che vi abbiamo lasciato, non è tutto da scartare - ha aggiunto Soru, definendo l’occasione del suo intervento “…un piccolo passaggio di consegne”. “Il decreto di legge sulla finanziaria non è molto diverso da quello che avevamo predisposto, ed è forse per questo che è stato approvato così in fretta - ha sottolineato Soru, ricordando come il bilancio sia aumentato del 40% rispetto al 2004, così come le entrate proprie -. “Non fatevele cancellare, possono crescere di un altro miliardo e 600 milioni di euro – ha ribadito l’ex presidente, ricordando l’importanza della negoziazione con il governo sulle entrate. “Ho paura che questa conquista, con il federalismo fiscale, possa essere dimenticata. Lasciamo una serie di pianificazioni e documentazioni, e questo forse a qualcuno darà fastidio – ha detto Soru, sostenendo che alla Sardegna è stata sottratta un’ingente quantità di risorse, dirottate nella totale disponibilità della presidenza del Consiglio dei ministri. “Se qualcosa arriverà alla Sardegna – ha concluso - sarà solo per la benevolenza del presidente del Consiglio, anche se ci credo poco, visti i precedenti. Nell’ultima riunione Cipe, per la metropolitana leggera sono andati 30 milioni di euro, ma ne servono un miliardo; quei soldi, quindi, faranno probabilmente felice solo qualche progettista”.
Non è possibile che i direttori generali delle Asl e i vertici delle Agenzie regionali continuino ad operare come se nulla fosse: in attesa della loro sostituzione (che speriamo avvenga nei tempi più rapidi possibili) è necessario che la giunta regionale dia indirizzi precisi ai quali essi si devono attenere o dimettersi". L'ha chiesto il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa, in consiglio regionale, al presidente della giunta, Ugo Cappellacci. "Sono strutture operative al servizio della Regione, non di chi li ha nominati".
Da lunedì entrerà in funzione il nuovo semaforo all’ingresso nord di Silì. “Grazie a un accordo con l’Anas, che ha finanziato il progetto, è stato possibile mettere in sicurezza un tratto di strada particolarmente trafficato – ha spiegato l’assessore al Traffico del comune di Oristano, Ivano Cuccu -. Si tratta di un semaforo intelligente, che favorirà il passaggio dei veicoli in entrata e in uscita da Silì, quelli provenienti da Simaxis e dalla Strada statale 131. Un sistema di sensori rileverà il passaggio di veicoli provenienti dalle strade interne del paese e ne favorirà l’attraversamento dell’incrocio, migliorando le condizioni di sicurezza e riducendo al minimo i tempi di attesa”. Il semaforo è già stato attivato e in questi giorni funzionerà con la luce lampeggiante. Da lunedì, invece, entrerà definitivamente in funzione. A Silì, così come a Donigala, dovrà essere sistemato anche un impianto per la rilevazione elettronica della velocità. “È un impegno che abbiamo preso da tempo per migliorare le condizioni di sicurezza di quei tratti di strada – ha aggiunto Cuccu -. Il progetto però sta subendo qualche ritardo perché si è reso necessario verificare il rispetto di alcune specifiche tecniche e stiamo attendendo il parere del Ministero”.
L’Assessorato alla Cultura del comune di Cabras ha promosso per venerdì 3 aprile, alle 17, presso il museo civico “Marongiu”, un evento culturale, durante il quale verrà presentato il libro-saggio “Lingua e Cultura oristanese-arborense nella tradizione orale e nei documenti” di Romeo Erdas. L’incontro verrà coordinato da Mena Manca Cossu. Dopo i saluti del sindaco di Cabras, Cristiano Carrus e dell’assessore alla Cultura, Sergio Troncia, spazio ai relatori Raimondo Zucca e Salvatore Sinis.
Di pig (del 28/03/2009 @ 22:00:16, in politica, linkato 1368 volte)
"Sardegna Democratica", l’associazione fortemente voluta da Renato Soru, non nasce come corrente del Pd. Lo ha sottolineato l’ex presidente della Regione, parlando a Sanluri ad oltre mille sostenitori che hanno gremito la sala dell'Hotel Rosy, mentre centinaia di persone sono state costrette a rimanere all'esterno. "Non stiamo parlando di una corrente del Pd – ha detto Soru - ma di gente che nella società sarda vuole impegnarsi per il bene comune e che, magari, non ha alcuna intenzione di varcare la porta di un circolo di partito". Soru ha quindi rimarcato l’importanza del ruolo dei partiti nella politica, e del Pd in particolare, anche se non ha potuto sottacere il distacco crescente dei giovani dalla politica. "Non riesco a immaginare - ha evidenziato l’ex governatore - cosa potrebbe succedere se dovesse fallire il progetto del Pd. Andremo incontro a una vera deriva democratica, di cui abbiamo già segnali evidenti. Nel Paese e nell'isola è partita la restaurazione, con la cancellazione della stagione dell'autonomia praticata e della responsabilità. Per questo sono un iscritto del Pd e con “Sardegna Democratica” non penso a un movimento, un circolo o cose simili, ma a un'associazione che diventi un luogo di dibattito e confronto, tra quanto si riconoscono, iscritti o no, nelle idee di una forza progressista come il Partito Democratico. Se vi iscriveste tutti al Pd ne sarei felice come sono stato felice del ritorno di Prodi e del fatto che abbia preso la tessera del partito. Il progetto del Pd è essenziale per la democrazia in Italia, ma il partito deve aprirsi di più alla società civile e non perpetuare i vecchi metodi della politica, dove tutto viene deciso in una stanzetta, in cui si riuniscono quattro o cinque persone che decidono e si dividono gli incarichi. Spero, quindi, che il progetto del Pd vada avanti, e io voglio lavorare lealmente perchè vada avanti". Soru ha poi parlato di un Pd che in campo regionale “…dovrà essere fortemente connotato dall'idea di un sardismo diffuso; un partito che sappia rappresentare le istanze della Sardegna per il futuro. Un Pd che sappia capire le istanze dei giovani che vogliono partecipare ad un partito dove i posti non siano già tutti occupati". Renato Soru ha anche sottolineato come sia ormai venuto il momento della spersonalizzazione, per cui ha annunciato il cambiamento del nome del suo sito internet con quello di Sardegna Democratica. "Non parliamo più – ha affermato - di soriani o non soriani, ma soprattutto di programmi politici". La nuova associazione, secondo Soru, dovrà occuparsi dei grandi temi per lo sviluppo dell'isola, già toccati durante la campagna elettorale, e dell'impegno nel territorio. A questo proposito, Soru ha manifestato l'intenzione di riprendere, già da sabato prossimo, il suo tour in Sardegna, "...girerò nei diversi centri dell’isola come in campagna elettorale". Intanto, continua a far discutere l’analisi del voto effettuata da Parisi e Cabras, e suffragata da un sondaggio secondo il quale la sconfitta di Soru e del centrosinistra (visto il distacco incolmabile accumulato già dodici mesi prima delle elezioni) era scontata. "Non siamo rimasti stupiti dai sondaggi illustrati dal Pd. Noi dell’Italia dei Valori ne conoscevamo perfettamente il contenuto, perché il gruppo parlamentare dell’Idv ne aveva commissionato uno alla stessa Ipr Marketing, ai primi di gennaio, che aveva dato gli stessi risultati: 13 punti indietro la coalizione di centrosinistra, dieci punti indietro il presidente. E così è stato alla fine". Lo ha dichiarato il coordinatore regionale dell'Italia dei Valori, Federico Palomba, sottolineando che il suo partito "…ha pur tuttavia partecipato alla coalizione con il Pd per rispetto all'alleanza stabilita a livello nazionale, anche se tante erano le perplessità sulla mancanza di consenso del candidato presidente, rivelatesi poi fondate. La lealtà - ha aggiunto Palomba - ha rappresentato per noi un costo. Pagato il tributo, ora siamo liberi per le prossime elezioni europee ed amministrative. Non saremo subordinati nè al Pd, nè a Soru, fermo restando che insieme siamo avversari della destra e entrambi lavoriamo per l'alternanza. Ora spetta al Pd valutare se gli interessa l'alleanza con noi per le prossime amministrative, a partire dal fatto che, come ha detto Di Pietro, senza di noi il Pd non va da nessuna parte, tanto più se al suo interno continueranno le lacerazioni. Ma l'interesse verso di noi non può essere strumentale, cioè espresso solo nell'imminenza delle competizioni provinciali e comunali del prossimo anno. Pretendiamo che da subito ci si dimostri rispetto, e la volontà di mantenere gli impegni (mai mantenuti) assunti all'inizio della campagna elettorale dagli amministratori che abbiamo concorso ad eleggere, tutti appartenenti al Pd. E non rinunceremo ad indicare donne e uomini di valore per i ruoli di presidente e di sindaco. Per queste ragioni è da subito incardinato un contenzioso di livello regionale con quel partito e con gli amministratori che ad esso fanno riferimento in tutto il territorio regionale, come abbiamo già iniziato a fare nelle province di Cagliari e del Sulcis ed in alcuni grandi comuni. O ci sarà subito una svolta, visibile e netta, o da subito l’Italia dei Valori si preparerà per affrontare quelle competizioni con la forza propria e di chi ci vorrà stare".
Di pig (del 28/03/2009 @ 00:04:22, in politica, linkato 921 volte)
Mentre il mondo politico assiste, anche in Sardegna, alla “semplificazione” dei partiti del centro-destra (come se cambiare nome e confluire in un contenitore unico sia la panacea di tutti i mali, e il Pd insegna), in un centrosinistra ancora frastornato dalla sconfitta elettorale, faide interne e polemiche proseguono senza sosta. Polemiche che, a torto o a ragione, la costituzione dell’associazione “Sardegna Democratica” da parte di Renato Soru ha contribuito ad alimentare. In tutto questo bailamme procede a piccoli passi anche l’attività del nuovo consiglio regionale, che sta discutendo quelle che, con termine roboante, Cappellacci ha definito “dichiarazioni programmatiche”. Sull’argomento vi proponiamo l’intervento di Gian Valerio Sanna (Pd) che, a nostro modesto avviso, rappresenta un esempio di come anche dai banchi del consiglio regionale si possa volare alto.
“Commentare le dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione genera un certo imbarazzo. Abbiamo cercato a lungo i contenuti, i riferimenti fondamentali di un’idea programmatica, abbiamo trovato molti auspici e slogan, ripetuti e ben conosciuti. Qualcuno, che non è vincolato allo stretto linguaggio istituzionale, le ha descritte poco più che una bella letterina di buoni propositi, molto valida per la festa del papà. Forse scontiamo ancora i postumi della campagna elettorale, ma ora governare sarà cosa ben diversa. Dovrete trasformare molto presto la propaganda parolaia in progetti e idee precise, sapendo di questi indicare il perché e gli effetti attesi, riferiti a un quadro di bisogni di strategie. Sarebbero stati tuttavia auspicabili, davanti a questa crisi, meno solennità e linguaggi più sobri al cospetto dell’ansia e del dolore crescente della nostra gente davanti al futuro che su di lei incombe. L’imbarazzo è perché per voi il tempo si è fermato, forse al 2004. In nessuna parte delle sue dichiarazioni vi è, infatti, il riconoscimento che un Governo, comunque, in questi anni c’è stato. E pensare che non è stato neppure un Governo ordinario e privo di realizzazioni concrete. Il bagaglio di una stagione straordinaria di rinnovamento legislativo e di profonda revisione del modello regionale realizzato, sappiamo non vi è gradito. Dovrete, comunque, fare i conti con questa realtà, sia che scegliate di liberarvene, sia che con un barlume di saggezza vogliate proporre, rispetto ad essi, dei passi in avanti. Abbiamo già avvertito nel vostro programma un’idea di autonomia diversa, forse diametralmente opposta alla nostra. Quella che invece che poggiare la sua azione sulle solide fondamenta di un rapporto pattizio con lo Stato, preferisce la metodica dell’ammiccamento, della promessa, ma anche (un po’ troppo) dell’asservimento. Per esercitare i doveri e difendere i diritti dell’autonomia sarda ci vuole la libertà di essere sardi e non basta essere parte di un popolo delle libertà. Se rimarrà questa distinzione, di costituente in questa legislatura ci sarà, alla fine, solo l’esercizio retorico. Ci sono poi azioni che per far sopravvivere la nostra specialità non possono essere barattate sul tavolo delle nostre insipienti conflittualità, e nemmeno sulla supponenza di chi pensa di possedere virtù messianiche. Basterà pensare al tema delle entrate, una grande enfasi per un emendamento che si impegna a fare, rispetto all’insularità, una ricognizione dei bisogni infrastrutturali e nascondere, non citare, uno degli atti più importanti degli anni passati: la riforma dell’articolo 8 del nostro Statuto, che ha un valore perché rappresenta una cifra più che mai importante per il futuro della Sardegna in questo momento di crisi. Per non parlare delle servitù militari, dove l’iniziale approccio del Governo regionale ci pare assai preoccupante. Vi possiamo dare un consiglio: sappiate che la nuova stagione del nucleare che si sta avviando in Italia contro la volontà popolare degli italiani, avrà nelle servitù militari e nel segreto di Stato le ragioni ovvie per superare gli impatti di un dissenso popolare territoriale, normali in questi casi. In Sardegna avere e mantenere le più elevate percentuali di servitù militari d'Italia sottende, vi piaccia o no, un sicuro destino della nostra regione nella futura logistica nucleare. Pensateci oggi e presto, e quando vi verrà spontaneo sottomettervi al volere del principe, ricordate nelle vostre decisioni che potete mettere in gioco un futuro non proprio rassicurante per i sardi. Parlate di metodo partecipativo e di dialogo con i comuni; non vi è passato neppure per la mente di prendere atto e semmai rilanciare la più importante riforma degli ultimi anni a favore dei comuni, il fondo unico, la riforma che ha applicato in Sardegna per la prima volta nella storia dell'autonomia e forse ha anticipato le stesse politiche nazionali, il principio di sussidiarietà vera e il federalismo interno, in coerenza col nuovo Titolo V della Costituzione e risorse in più. Volete disconoscere anche questo? Pensate davvero di tornare indietro rispetto alla riforma delle unioni dei comuni e delle comunità montane? Voi, che vi siete sgolati nel recente passato sostenendo l'abolizione delle province? Cosa farete? Avete davvero in mente una Sardegna metropolicentrica come avete detto? Onorevole Presidente, su un punto siamo pronti a sfidarvi, nel fare meglio di noi. Noi abbiamo dimostrato, nella passata legislatura, che fra il programma elettorale, gli impegni assunti davanti agli elettori e ciò che si può realizzare e costruire ci può essere una puntuale e fedele corrispondenza. Non usare le parole per ingannare, le promesse per accattivare, è stato per noi l'esercizio di quella lealtà e della indispensabile fedeltà alla volontà popolare che legittima il ruolo stesso di chi governa. E’ vero, voi siete un Governo che si è presentato già dal primo giorno confessando di non avere una grande idea per la Sardegna, ma dovrete dare conto ai sardi perlomeno delle promesse che avete fatto, a cominciare da quella che è ancora sospesa sul cavo telefonico che comunica con la casa del Presidente russo. Voi dite: “Valorizzeremo le nostre idee migliori”. Le nostre di chi? Quelle degli amici o le proposte di quelli, e purtroppo sono tanti, che pensano ancora che sia possibile vivere parassitariamente sulle risorse dei cittadini? Non lo spiegate. Ma vale anche qui una utile precauzione. Potrete e dovrete scegliere, al bivio delle vostre dubbie autonomie, se governare o assecondare le volontà degli interessi che da sempre ruotano intorno ai poteri pubblici. Non può esistere confusione né alternativa: governare significa progetto, regole e imparzialità; assecondare significa, invece, convenienza, ingiustizia, nessun orizzonte strategico. Fra queste due vie sarete chiamati a dare risposte, così come noi abbiamo voluto fare su importanti temi come il territorio e l'ambiente. In ambito di tutela del territorio e dell'ambiente dite che volete proteggere e conservare, ma anche gestire e offrire; volete difenderlo il territorio, ma anche usarlo per un protagonismo nuovo dei comuni e di chi per loro; volete rispettare l'ambiente e il paesaggio, ma anche accettare, senza neppure un confronto di merito, i decreti che il vostro leader manda in onda ogni giorno senza valutarne minimamente le conseguenze reali; volete rispettare il codice Urbani fatto dai vostri Governi, ma anche vincolare di meno, il meno possibile, e affidare a una deregulation in capo ai Comuni il rispetto di ogni valore di cui parlate. Ma non era già così prima che il vostro buon Urbani producesse l’ottimo testo del codice dei beni paesaggistici e culturali? La coesistenza fra l’uomo e la natura, di cui parlate, come si realizza? La natura non ha molti strumenti per difendersi dall'egoismo e dalla stupidità dell'uomo, e dunque sono forse gli stessi uomini che per garantire questo equilibrio devono darsi regole e non affidamenti, approssimazioni, egoismi. La sciagura dell'ottobre del 2008, in quel di Capoterra, disegna uno dei tanti esempi di come la natura si difende dall'uomo; difesa che non sarebbe stata necessaria se le regole e i vincoli avessero superato gli egoismi e le speculazioni. Sui vincoli, poi, la propaganda e le bugie, oltre al tempo che farà giustizia della verità, valgono per noi i dati proposti da organismi indipendenti che vi contraddicono. Noi abbiamo bloccato l'economia, presidente Cappellacci? Dal 2003 al 2007 i dati che ci vengono trasferiti dal sistema delle casse edili in Sardegna ci dicono che le ore versate, cioè gli oneri pagati, passano da 34 milioni a 44 milioni, più 17,5 per cento. Nello stesso periodo, il numero degli addetti assicurati passa da 35 mila a 45 mila, più 18,3 per cento. Sarà tutta emersione dal nero? In questo stesso periodo la Regione ha immesso nel circuito economico più di 500 milioni di euro per ristrutturazioni, recupero, acquisto nuova edilizia residenziale, qualità urbanistica e architettonica. Forse la verità è proprio un risultato combinato fra regole di emersione dal nero e politiche strutturali e di investimento. Altro che “decreto casa”. Il nostro patrimonio di doppie case situate sulla fascia costiera è abbastanza ingente: se consideriamo che ciascuna di queste abitazioni possa mediamente avere 300 metri cubi, il 20 per cento in più di tutto questo patrimonio ci fa attendere un incremento volumetrico pari a 12,6 milioni di metri cubi. L'edificato in fascia costiera nelle zone F ammonta, già oggi, complessivamente a 20 milioni di metri cubi, ci dovremo dunque attendere un incremento del 60 per cento rispetto a quanto è stato già fatto. Bene, onorevole Presidente, quando dovrà decidere su questi temi si ricordi di aver affermato che la Sardegna ha nel proprio territorio la sua più grande ricchezza che va protetta e conservata. Si ricordi anche che tutta questa ricchezza non può essere usata alla stessa stregua dei prodotti finanziari e sperando solo in un loro profitto economico. Si tratta di beni universali, costituzionalmente indisponibili e come tali sottratti alle logiche economiche. Sappiamo, invece, che la crisi e la mancanza di politiche pluriennali sulla casa rendono urgenti consistenti investimenti per soddisfare le decine di migliaia di sardi, anziani, giovani coppie, disoccupati, precari e quant’altri che oggi più di ieri chiedono il diritto a un’abitazione a canone agevolato sociale per far fronte a una sorta di diritto a una vita ordinaria. Abbiamo, negli scorsi anni, avviato importanti e consistenti interventi in questa direzione e mentre aspettiamo, senza pregiudizi, che il Governo definisca una proposta su cui discutere senza dover cambiare idea il giorno dopo, potremmo riflettere se non sia più opportuno, in Sardegna, saldare la possibilità di applicare incrementi volumetrici in deroga, anziché in maniera generalizzata, principalmente con la programmazione di piani attuativi di edilizia residenziale e pubblica in grado di offrire casa, lavoro, occupazione e rilancio dell'edilizia a beneficio di migliaia e migliaia di sardi. Così come sarebbe più opportuno, invece che parlare a vanvera di piani strategici e infrastrutturali da fare, trovare strumenti urgenti per spendere e cantierare, in tempi accettabili e con le necessarie semplificazioni amministrative, i 4,2 miliardi di euro di opere pubbliche già programmate, finanziate e cantierabili oggi, adesso, nella nostra regione. Ci sono tanti modi per iniziare, onorevole Presidente, ma il peggiore sarebbe certamente quello di presentarsi come quella parte politica che non vuole avere memoria, perché elide, resetta consapevolmente il passato. Una politica senza memoria non ha futuro, così come non sopravvive a lungo una politica che dà risposte a domande inesistenti invece che a quelle vere. Dipende da voi se vorrete mettere il conflitto, la distinzione, l’egoismo, la discontinuità storica dei governi a risposta e a distintivo della vostra esperienza. Noi siamo qui per difendere un'idea che abbiamo costruito nel tempo e che in qualche misura voleva e vuole conseguire cambiamenti e riforme non sempre d'immediata comprensione e di scontato consenso, ma a volte si attuano cambiamenti veri se si accetta di seminare senza pretendere di raccogliere i frutti il giorno dopo, benché siamo coscienti di vivere in un tempo che ha smarrito la dimensione storica della vita e della società. In questo avvio di secolo, la maggior parte dei conflitti sociali e politici vede sostanzialmente due protagonisti: da un lato la libertà di agire, ovvero di muoversi, pensare, costruire, vendere, scegliere e comprare, e dall'altro la libertà dai bisogni, ovvero dai vincoli economici, dai vincoli fisici e culturali che impediscono ai singoli progetti di vita di svolgersi e che li rendono subordinati e dipendenti da scelte altrui. Alcuni grandi conflitti del ’900 tra Stato e mercato, tra collettivo e individuale, tra locale e globale, tra giustizia sociale e liberismo, ruotano attorno allo scontro per il primato tra queste due forme di libertà. E qui sta il discrimine fra due concezioni di società che si confrontano nel nostro tempo. In questo dualismo, tanto più la società è divisa fra ricchi e poveri, fra chi ha più opportunità e chi non ne ha per nulla, tanto più impera, solo per qualcuno, la libertà di agire. Siamo qui, oggi, anche per definire la nostra diversa visione di società, quella di chi ha perso il confronto elettorale, ma non ha smarrito il dovere di parlare e di disegnare la società sarda che vogliamo, quella che ci sembra più giusta e che realizza la libertà integrale di tutti i sardi. La politica non è pagata, onorevole Presidente, per raccontare ai cittadini gli ostacoli che incontra o i sogni che immagina davanti a sé, giorno dopo giorno, ma è pagata e scelta per risolverli e superarli. In questo senso noi ci sentiamo sfidati a dimostrare la nostra diversità rispetto a voi, accettando il rischio, così come abbiamo fatto, di un costo anche rilevante, se ciò serve a fare ciò che è utile alla nostra terra e alla nostra gente. Non saremo silenti, cari colleghi, né neutrali rispetto ai temi dell'equità e della giustizia sociale. Ci sono problemi assolutamente ineludibili nell'agenda dei riformisti democratici: da un'economia equilibrata e produttiva, all'energia, all'ambiente, al clima e a una convivenza multietnica e pacifica. Se il come fare non appare a tutti compiutamente definito, la necessità di fare scelte e di combattere per le nostre idee sarà il segno distintivo della nostra esperienza in questa legislatura. Gli schieramenti oggi prevalenti in Italia e anche in Sardegna coltivano entrambi la cosiddetta vocazione maggioritaria, purtroppo dentro la contraddizione dettata da una cultura ancora prevalentemente consociativa, che impera e che s’insinua frenando il processo costitutivo stesso di quei partiti. Le contraddizioni, tuttavia, si superano attraverso scelte limpide e attraverso la costruzione di affidabilità pubbliche, non basate sulle convenienze, né singole né di gruppo. Ciascuno di noi difenderà la propria storia politica, personale e collettiva che sia, soltanto con la forza dei propri valori, con i sentimenti che faremo sopravvivere sopra i nostri stessi egoismi, e con il rigore che impone la passione civile per il nostro popolo. E’ stato invocato assai spesso in quest’Aula, in questi giorni, l'aiuto di Dio. Una straordinaria lezione di laicità dell'azione degli uomini ci dice che Dio si è fatto uomo ed è venuto in mezzo agli uomini per agire attraverso gli stessi uomini; la sua sola invocazione dunque non basta, perché non ci libererà dalla responsabilità del fare, dalla capacità di vedere le cose grandi nella vita ordinaria degli ultimi e di tutti coloro ai quali le nostre parole, così come le sue ottimistiche aspirazioni programmatiche, onorevole Presidente, non bastano per cambiare l'attuale prospettiva delle proprie esistenze”.(Gian Valerio Sanna)
Di pig (del 24/03/2009 @ 21:00:13, in politica, linkato 1300 volte)
Renato Soru, dopo una pausa di riflessione ha deciso di riorganizzare i suoi sostenitori e ha proposto la costituzione dell'associazione "Sardegna Democratica", per "….difendere l'idea di una Sardegna dei diritti e delle responsabilità, totalmente alternativa a quella di Berlusconi e della sua maggioranza nella nostra regione". Dalla pagine del suo suo sito, www.renatosoru.it , l’ex presidente della Regione ha dato appuntamento al popolo del centrosinistra per sabato prossimo, 28 marzo, alle 15.30, all'hotel Rosy di Sanluri, la sua città natale, "…per proseguire il nostro percorso insieme". "Sardegna democratica ha spiegato Soru - sarà l'associazione con cui costruire la rete territoriale per l'incontro di un'area più vasta, comprensiva dell'intero centrosinistra e del sardismo diffuso". Soru ha poi assicurato che l'impegno con Tiscali, l'azienda che ha fondato, non lo terrà lontano dalla politica, che proseguirà attraverso la sua presenza in consiglio regionale. "E' necessario – ha detto Soru - radicare nella società sarda, e in tutti i territori della Sardegna, il progetto di cambiamento avviato in questi ultimi cinque anni per il rinnovamento della politica nelle diverse forme di partecipazione, discussione, formazione e selezione della futura classe dirigente. Continuerò l'impegno nella costituzione di un vero Partito democratico sardo insieme a chi in questo si riconosce. Un partito che dovrà essere capace di rappresentare in modo autorevole le istanze della Sardegna, prima fra tutte la difesa del suo irripetibile ambiente, da noi tutelato, perchè unica ricchezza di cui disponiamo, per costruire opportunità di lavoro e di benessere". Soru ha poi proposto ai suoi sostenitori di tenersi in contatto attraverso il suo sito, "...che deve evolvere in una vera e propria rivista, oltre che nella prima fonte di documentazione e informazione per tutti. Ma il lavoro più importante sarà quello che ciascuno di noi potrà fare attraverso l'apertura di sedi d'incontro in ogni provincia e paese della Sardegna: sedi anche informali, non per forza stabili, ma che ci diano la possibilità di ritrovarci e confrontarci".
Fin qui Renato Soru, che in questa maniera, pur con le più nobili e alte intenzioni di questo mondo, di fatto ufficializza e battezza la nascita di una sua "corrente" (che poi Soru la chiami "associazione" non ha alcuna rilevanza politica), che peraltro già esisteva da tempo, e che certo non agevolerà la pacificazione all’interno del Pd, sardo dove le due anime del partito sono ancora, l’una contro l’altra armata. Soru, fuor di metafora, ha paura che un partito “non partito” possa implodere, con tutto ciò che questo per l’immediato futuro potrebbe comportare. Con l’associazione l’ex presidente prepara, invece, il terreno per la legislatura futura, che secondo noi rimane, al di la delle frasi di circostanza e della fantapolitica, l’appuntamento prioritario per Soru. In “Sardegna Democratica” Soru potrà proseguire, indisturbato, il percorso intrapreso in questi anni. Cosa, questa, quanto mai difficoltosa da attuare all’interno del Pd, dove Cabras, Fadda e compagnia cantante (tra le cui fila sembra aver fatto rientro anche il camaleontico Salvatore Ladu) sono pronti (ora più che mai), in particolare dopo la sconfitta elettorale, a proseguire nel tiro al piccione. A far premere l’acceleratore per il varo dell’associazione, deve aver probabilmente contribuito anche il fuggi fuggi generale da parte delle alte sfere romane del Pd, che dopo aver prima osannato Soru come l'uomo della Provvidenza, l’uomo nuovo, l’anti Berlusconi per eccellenza, fino a pensare a lui addiritura come nuovo segretario nazionale, dopo la sconfitta non si sono fatti vivi, stando perlomeno a quanto riportato da “Italia Oggi”.
Questo l’articolo di Pierre de Nolac su "Italia Oggi", dal titolo “Solo Calderoli chiama lo sconfitto Soru”: Il caso del giorno - L'ex governatore riceve la telefonata del ministro ma non dei Pd. «Più passa il tempo, più migliora»: non si parla di un vino rosso d'annata, ma di Roberto Calderoli. E lo si sente dire tra i maggiorenti del Partito democratico, questo elogio del leghista che veniva indicato, fino a qualche tempo fa, come “quello della porcata”. Oggi coloro che ne vantano le doti di finissimo politico non si contano più, come quelli che ricordano la sua «eccezionale capacità di gestire l'aula, quando era chiamato a guidarla in qualità di vicepresidente del Senato». Uno che pubblicamente lo loda, per quell'esperienza, è Luciano Violante. Ma ora pure Renato Soru dà del galantuomo a Calderoli. Lo sconfitto ex presidente della regione Sardegna si è lamentato che, in particolare dal suo partito, il Pd, nessuno si sia fatto vivo: con tutto quello che ha speso per l'Unità, si aspettava ben altro, il patron di Tiscali. E invece, chi ha preso il telefono per sentirlo, dopo il ko con Ugo Cappellacci? Proprio Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa. Ma, dice ridendo un suo amico leghista, «lo ha fatto perché lui è uno specialista di chirurgia maxillo-facciale»?
Questo, invece, l’appello “integrale” di Soru: “Cari amici, scusate se per alcune settimane ho sentito la necessità di prendere una pausa, di riordinare le idee, di riflettere su come ripartire. Come forse molti di voi sanno, rientro nel cda di Tiscali per dare il mio contributo al rilancio e alla messa in sicurezza della società. E’ una responsabilità che ritengo di avere verso questa impresa - che ho fondato e che cinque anni fa ho lasciato per dedicarmi esclusivamente alla politica - verso la sua possibilità di crescita, i suoi finanziatori e verso le persone che ci lavorano. Tuttavia, come avrete visto e letto, continuo il mio impegno in politica attraverso la presenza in Consiglio regionale, ma più che mai consapevole che è necessario radicare nella società sarda e in tutti i territori della Sardegna il progetto di cambiamento avviato in questi ultimi cinque anni, per un rinnovamento della politica nelle diverse forme di partecipazione, discussione, formazione e selezione della futura classe dirigente. Da parte mia continuerò l'impegno nella costruzione di un vero Partito Democratico sardo insieme a chi in questo si riconosce: un partito che dovrà essere capace di rappresentare in modo autorevole le istanze della Sardegna, prima fra tutte la difesa del suo irripetibile ambiente, da noi tutelato perché unica ricchezza di cui disponiamo per costruire opportunità di lavoro e di benessere. In questa recente campagna elettorale è emersa però, in maniera persino sorprendente, la volontà di partecipare di tanti giovani, di tante persone finora distanti dalla politica perché non motivati dagli attuali modelli e assetti dei partiti, ma assolutamente disponibili ad impegnarsi nel dibattito, nella necessità di difendere l’idea di una Sardegna dei diritti e delle responsabilità, totalmente alternativa a quella di Berlusconi e della sua maggioranza nella nostra regione. E’ il momento di organizzare queste energie e questa appassionata volontà di partecipazione. Con diversi amici abbiamo deciso di proporvi la costituzione di un’associazione che chiameremo "Sardegna Democratica", attraverso la quale organizzare i nostri incontri, la discussione, il lavoro di approfondimento delle nostre proposte, la vigilanza attiva e il controllo democratico dell’attività di governo della destra. Potremo tenerci in contatto attraverso questo sito, che deve evolvere in una vera e propria rivista oltre che nella prima fonte di documentazione e informazione per tutti. Ma il lavoro più importante sarà quello che ciascuno di noi potrà fare attraverso l’apertura di sedi di incontro in ogni provincia e paese della Sardegna: sedi anche informali, non per forza stabili, ma che ci diano la possibilità di ritrovarci e confrontarci. "Sardegna Democratica" sarà l’associazione con cui costruire la rete territoriale per l’incontro di un’area più vasta, comprensiva dell’intero centrosinistra e del sardismo diffuso. Il recente esito elettorale non ha intaccato la volontà di affrancamento e di emancipazione del popolo sardo, non ha scalfito la nostra storica aspirazione di autodeterminazione, non ha messo in secondo piano la necessità sempre viva di uscire dal ritardo di sviluppo assumendoci la nostra diretta responsabilità e non affidandoci a qualcuno che lo faccia per noi. Dobbiamo insieme proseguire il percorso, comprendere il valore del cambiamento impresso in questi anni e da cui non vogliamo recedere, considerando questa una pausa per ripartire con nuova forza e determinazione. L’associazione "Sardegna Democratica" sarà la testimonianza che negli uomini e nelle donne del centrosinistra c’è una profonda ed irriducibile volontà di non perdersi nel momento di difficoltà e di superare questa fase di smarrimento a partire dalle migliori energie e intelligenze della nostra isola. Facciamo dunque il primo passo: incontriamoci sabato pomeriggio, alle 15.30, all'Hotel Rosy di Sanluri (SS 131 km 41), per proseguire il nostro percorso insieme”.
Altre notizie
Il 6 e 7 giugno prossimi in Sardegna si voterà per il parlamento europeo ma anche per il rinnovo dei consigli comunali e l'elezione del sindaco in tredici comuni. L'ha deciso la giunta regionale nell'ultima seduta, che ha confermato quanto ormai si supponeva da tempo. Gli eventuali ballottaggi per l'elezione del primo cittadino si terranno il 21 giugno. Per la provincia di Oristano saranno chiamati alle urne gli elettori di Bidonì, Bosa, Genoni, Seneghe e Sorradile .
"I Cristiano Popolari Sardi escono dalla federazione nazionale e non aderiscono al Pdl". Lo ha annunciato l'ex deputato Antonio Satta, che ha gia' rassegnato le proprie dimissioni da vice segretario nazionale della federazione, dandone comunicazione al segretario nazionale Mario Baccini, anche a nome del coordinamento regionale e degli otto coordinamenti provinciali. I Cristiano Popolari Sardi - si legge in una nota - confermano la propria scelta di autonomia e l'impegno per rafforzare il ruolo delle autonomie locali nel processo di sviluppo e di crescita della nostra Regione. Nel contempo, i Cristiano Popolari Sardi continueranno nell'attivita' organizzativa per un piu' forte radicamento del partito in tutto il territorio sardo, anche in vista dell'importante appuntamento elettorale del prossimo anno. Per quanto riguarda, infine, le imminenti elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, i Cristiano Popolari Sardi ribadiscono le proprie scelte a favore delle liste e dei candidati che rappresenteranno i veri valori del popolarismo. Ed è anche per queste ragioni, che i Cristiano Popolari Sardi guardano con grande attenzione l'evoluzione costante di partiti e movimenti, regionali e nazionali, di ispirazione cristiano popolare e che, insieme, vogliono costruire una solida alleanza, come effettiva garanzia di partecipazione democratica alla vita politica del paese. Solo in tal modo, infatti, si potrà realizzare il vero bipolarismo, con il contributo delle diverse identità e sensibilità politiche, alternativo ad un bipartitismo muscolare.
Il consiglio comunale di Oristano è stato convocato in seduta straordinaria, per martedì 31 marzo, alle 18, in prima convocazione, e, in eventuale prosecuzione o in seconda convocazione, per giovedì 2 aprile, sempre alle ore 18, per la discussione del seguente ordine del giorno: Approvazione verbali sedute consiliari del 03-10-13-16 marzo 2009. Riconoscimento debito fuori bilancio (Sentenza Corte d’Appello di Cagliari n. 344/2008). Approvazione modifiche regolamento servizi educativi per la prima infanzia. Interpellanza urgente gruppo di Fortza Paris: Situazione disastrosa strade di campagna. Interrogazione urgente dei consiglieri Efisio Sanna e Mimmo Serusi: Problematiche relative alla selezione pubblica per l’assunzione a tempo determinato di n. 6 operatori di personal computer. Interpellanza de consiglieri Francesco Federico e Peppino Marras: Gara per l’affidamento in concessione del servizio di trasporto pubblico locale nel territorio comunale di Oristano. Consulta Giovanile Comunale: nomina rappresentanti in seno all’Assemblea.
Il Comune di Oristano ha affidato la gestione dell’impianto comunale di equitazione di Sa Rodia alla Soe, la Società oristanese d’equitazione. “Per i prossimi 12 anni la struttura sarà gestita dalla Società oristanese di equitazione per le attività sportive agonistiche e amatoriali – ha spiegato l’assessore allo sport, Francesco Pinna -. Si tratta di un’importante struttura sportiva, capace di servire un vasto pubblico per un’attività che caratterizza la nostra città e il territorio. Per l’affidamento la scelta è ricaduta quasi naturalmente sulla Soe, che da anni cura questo impianto e che ha dimostrato indubbie capacità gestionali, garantendo il pieno utilizzo delle strutture, organizzando eventi di livello internazionale e consentendo la diffusione della pratica sportiva tra i giovani”. La convenzione tra il Comune e la Soe stabilisce il versamento da parte del gestore, nelle casse comunali, di una quota del 5% dell’utile di esercizio. Lo stesso gestore dovrà farsi carico degli interventi di manutenzione ordinaria, mentre quelli straordinari sono a carico del Comune. La Soe si impegna, inoltre, a collaborare per l’organizzazione di manifestazioni promosse dal Comune. “Da parte del Comune prosegue l’impegno per l’affidamento della gestione degli impianti sportivi comunali – ha aggiunto Pinna -. In questi mesi abbiamo realizzato un importante lavoro, affidando la gestione della piscina, del complesso sportivo di San Nicola, di Torangius e di Sa Rodia. Si tratta di un lavoro che consente al Comune di andare incontro alle esigenze delle società sportive, consentendo loro di operare con serenità, agli sportivi di poter svolgere nelle migliori condizioni possibili le loro attività, agonistiche e amatoriali, e contestualmente permette al Comune di indirizzare più razionalmente gli sforzi e le risorse a disposizione”.
La sezione sarda dell’Associazione grafologica, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Oristano, organizza un corso di grafologia teoretica. Venerdì 27 Marzo, alle 17, nella sede del Centro servizi culturali “Unla” in via Carpaccio 9, si terrà una riunione preliminare per l’organizzazione del corso. Per ulteriori informazioni si può contattare il consigliere dell’associazione, Paolo Arca, ai numeri 3201869084, 348925062.
Venerdì 27 Marzo, alle ore 17, presso la sala giunta del Comune di Cabras, verrà presentato, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura dell’amministrazione lagunare, dalla Soprintendenza Archeologica per le Provincie di Cagliari e Oristano, e dall’Area Marina protetta Penisola del Sinis- Isola di Mal di Ventre, il dvd inedito“Tharros, le peregrinazioni di Stilla”. Il dvd, Per l’occasione verrà distribuito gratuitamente a ciascun ragazzo delle scuole elementari e medie del plesso di Cabras, per u totale di circa 550 alunni.
Di pig (del 20/03/2009 @ 21:15:33, in politica, linkato 740 volte)
Un piano straordinario di brevissimo periodo per l’emergenza, e uno di medio-lungo periodo per il rilancio della Sardegna. Il primo prevede la lotta alla povertà e alla disoccupazione, il sostegno ai redditi familiari e alle imprese per facilitare il loro ingresso al credito, interventi organici di gestione delle emergenze del comparto agricolo, e la salvaguardia delle industrie isolane. Sono queste le priorità proposte dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, per le emergenze, da affrontare con provvedimenti e disegni di legge da adottare entro i prossimi sei mesi. Stamane, dopo le dichiarazioni programmatiche, a tutti i consiglieri regionali sono stati distribuiti il testo del discorso e un allegato su quella che sarà la strategia della nuova giunta. “Per rimettere in moto l'economia – ha detto Cappellacci - il piano per l'emergenze punterà su grandi opere infrastrutturali, sul potenziamento dei consorzi fidi e sullo sblocco di tutte quelle situazioni che, soprattutto in materia urbanistica e di pianificazione del territorio, stanno paralizzando l'economia sarda. Un gruppo di lavoro interassessoriale, inoltre, lavorerà per evitare che i fondi comunitari siano disimpegnati e restituiti all'Unione europea”. Il piano di lungo periodo, invece, che mira al rilancio strutturale della Sardegna s'incentrerà, secondo Cappellacci, sull’istruzione, formazione, ricerca, lavoro, sui servizi alla persona e alla famiglia, sanità, trasporti e reti di servizi, rilancio del turismo, valorizzazione della cultura, sulla tutela dell'ambiente, pianificazione territoriale e urbanistica. “La Regione – ha sostenuto il neo presidente - punta a ridurre il numero dei giovani che abbandonano la scuola e ad accrescere quello di dei diplomati e laureati. Un articolato sostegno sarà garantito all'università (che dovrà essere meglio collegata con le imprese), e ai parchi scientifici e tecnologici. Verrà rilanciata la formazione professionale e valorizzate iniziative varate dalla precedente giunta di centrosinistra, come il programma "Master&Back", da perfezionare e rendere più funzionale. Il nostro obiettivo – ha detto Cappellacci - è quello di assicurare parità di condizioni e standard qualitativi minimi essenziali generalizzati a tutti i cittadini, attraverso un sistema integrato dei servizi sociali e sanitari. Saranno, inoltre, incentivati gli interventi di recupero del fondamentale ruolo della famiglia” Sulla sanità (per molti sardi il vero tallone d’Achille della giunta Soru. ndr), Cappellacci non ha risparmiato critiche alla precedente gestione “…ossessivamente tesa a risparmiare risorse finanziarie, senza prestare la necessaria attenzione all'effetto pratico che queste misure potevano avere sulla salute dei sardi. Per questo vogliamo ripartire dalla centralità del malato, per garantirgli la migliore qualità di vita possibile". Il presidente della Regione si è poi occupato della grandi infrastrutture, “…il primo passo sarà una radicale riforma della normativa regionale degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, per snellire le procedure. Il piano si ripromette di rendere le reti di comunicazione idonee e adeguate a soddisfare la domanda di mobilità delle persone e delle merci, approfittando del riconoscimento delle diseconomie provocate dall'insularità e della riforma federalista”. Per quanto riguarda l’energia, la nuova amministrazione di centro-destra si ripromette di riscrivere il piano energetico regionale per promuovere un maggior uso delle fonti energetiche rinnovabili, e, allo stesso tempo, auspica il rapido completamento del programma di metanizzazione dell'isola e promette "…adeguate politiche di risparmio energetico". Quanto al carbone del Sulcis, la Regione "…intende fare ogni utile approfondimento per il rilancio del progetto integrato centrale-miniera, grazie allo sviluppo di nuove tecnologie ad “emissioni zero", in modo tale da rendere la Sardegna un polo tecnologico internazionale sulla ricerca e la sperimentazione per la cattura e separazione dell'anidride carbonica e la produzione di idrogeno e combustibili liquidi da carbone. Cappellacci si è, quindi, soffermato sui rapporti Stato-Regione. La Regione – ha sostenuto il presidente - aprirà una contrattazione costruttiva con il governo per ottenere una fiscalità di vantaggio per tutta l'isola, con l'obiettivo di rafforzare l'apertura internazionale e l'attrazione di capitali, intelligenze, iniziative innovative e auto-sostenibili. Il piano – ha proseguito Cappellacci - prevede, tra l’altro, il rilancio dell’agricoltura, agroindustria, forestazione, pesca, e una strategia unitaria per il turismo. In agricoltura la soluzione è, a nostro avviso, l'integrazione e la collaborazione fra produttori di materie prime, della trasformazione, del commercio e del sindacato, che devono superare le attuali contrapposizioni, anche attraverso tavoli settoriali di approfondimento". Altri settori da sostenere saranno quello sughericolo e della pesca. Il turismo, invece, è visto come “…snodo strategico del programma di governo: entro la fine del mandato intendiamo portare l'incidenza del settore turistico sul totale del Pil regionale, dall'attuale 8% al 15%, e incrementare le presenze dai 12 milioni ai 20 milioni nei prossimi cinque anni”. In relazione all’ambiente e all’urbanistica "…possiamo e dobbiamo investire sul nostro inestimabile e unico patrimonio ambientale, che intendiamo tutelare e salvaguardare come la risorsa più preziosa. Occuparsi d'ambiente per noi significa impegnarsi per l'affermazione di un modello di coesistenza possibile fra esseri umani e natura, e questo significa una nuova impostazione della pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistica. Negli ultimi cinque anni – ha sottolineato Cappellacci - si è assistito al sostanziale fallimento della politica urbanistica e del governo del territorio. Tutto questo è incontestabile e ben testimoniato. Sono, prima di tutto, gli amministratori locali a essere delusi per esser stati tagliati fuori dalle scelte strategiche per i loro territori. Sono gli operatori economici, le associazioni imprenditoriali, gli stessi sindacati e le categorie professionali, e i semplici cittadini che, quotidianamente, si scontrano con la severità e la complessità delle regole, e i tempi infiniti necessari per ottenere anche i più banali provvedimenti autorizzativi". Per questo motivo Cappellacci ha annunciato "…decisioni anche immediate per rimuovere gli ostacoli macroscopici che stanno penalizzando fortemente il nostro sistema". Sula prossima finanziaria, il presidente ha detto che la Regione intende "…giocare al meglio la leva della contrattazione con il sistema bancario regionale, premiando gli istituti che, in cambio della gestione del servizio di tesoreria, si dovranno impegnare in una più puntuale politica degli impieghi a favore del nostro territorio". Cappellacci ha concluso sostenendo che, per quel che riguarda la burocrazia “…l’amministrazione si adopererà per ottenere la semplificazione amministrativa, sburocratizzazione e tempi di risposta rapidi e certi”.
Altre notizie:
Vari impegni attendono, nel fine settimana e nella prossima, i rappresentanti dell’amministrazione provinciale di Oristano. Domani, venerdì 20 marzo, alle 11, nella sala giunta della Provincia, conferenza stampa dell’assessore, Pierfrancesco Garau, per la presentazione dello “Sportello Agenzia per l’Energia”. Sempre domani, alle 17.30, consiglio provinciale. Sabato 21 marzo, alle 10.30, presso la sededell’ Università di Oristano, il presidente della provincia, Pasquale Onida, interverrà all’assemblea dei dipendenti. Martedì 24 marzo, alle 11, nella sala del consiglio provinciale, presentazione del progetto “Territorio, Europa e Sviluppo”, istituzione di una piattaforma informativa al servizio dei sistemi locali. Mercoledì 25 marzo,10.30, al Palazzo Arcais, conferenza stampa per la presentazione di “Ecobus 2009”.
Sette semplici azioni che possono ridurre sensibilmente la mortalità, le malattie, le malformazioni e gli incidenti per il bambino. Sono le buone pratiche che la campagna di formazione e informazione “Genitoripiù”, promossa dal Ministero della Salute e a cui ha aderito anche la Regione Sardegna, mira a far conoscere ai genitori e agli operatori sanitari impegnati nel settore materno-infantile. Anche l'Azienda sanitaria locale n°5 di Oristano si prepara a varare sul suo territorio la campagna, attraverso appuntamenti formativi rivolti a medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, personale dei reparti di Ginecologia e Pediatria degli ospedali di Oristano e Bosa, dei consultori familiari e dei servizi vaccinali, ginecologi dei poliambulatori aziendali. Soggetti che, a loro volta, dopo aver ricevuto l'adeguata formazione, dovranno illustrare i benefici delle buone pratiche ai neogenitori o a quelli che lo stanno per diventare. Quattro gli eventi formativi che l'equipe della Asl n.5 ha organizzato per gli operatori sociosanitari, con il primo appuntamento che si terrà domani, sabato 21 marzo, presso la sala conferenze dell'ospedale San Martino di Oristano.
Domenica 22 marzo si terrà la raccolta del sangue a Simaxis e Seneghe. Per l'attività di donazione un'equipe sarà a disposizione dei volontari iscritti e di tutti i cittadini interessati alla donazione del sangue. Oltre alle sedi periferiche dell'Avis, è possibile effettuare sempre le donazioni presso il Centro prelievi dell'Ospedale San Martino, (tutti i giorni, tranne le domeniche e i festivi), presso il Centro raccolta dell'ospedale “Mastino” di Bosa (lunedì e mercoledì), e presso il Centro raccolta del “Delogu” di Ghilarza (martedì e giovedì). Possono donare il sangue tutte le persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni, compresi i fabici e i portatori sani di anemia mediterranea.
Di pig (del 19/03/2009 @ 15:15:49, in politica, linkato 1180 volte)
Il quattordicesimo consiglio regionale della Sardegna si è insediato, questa mattina (presieduto da Felicetto Contu, nella sua qualità di consigliere anziano), e, dopo il giuramento del presidente Cappellacci, ha eletto Claudia Lombardo, 37 anni, di Carbonia, coordinatrice regionale di Forza Italia, alla presidenza dell'assemblea. Claudia Lombardo, che è la prima donna della storia dell'autonomia sarda a ricoprire questo importante incarico istituzionale, è già alla quarta legislatura. Vice presidente del consiglio nell'ultima legislatura, ha anche ricoperto l'incarico di questore nell'ottobre del 2003, ed anche in questo caso è stata l’unica donna a ricoprire l'incarico. Eletta per la prima volta nell'undicesima legislatura, prestando giuramento ad appena 21 anni, è stata il consigliere regionale più giovane della storia autonomistica della Sardegna. Nella storia della repubblica italiana, inoltre, Claudia Lombardo è la donna più giovane eletta a capo di un'assemblea legislativa regionale. Nel prendere la parola per i ringraziamenti di rito, la Lombardo ha assicurato "…il massimo impegno, improntato a spirito di servizio, per garantire l'unità dell'assemblea e di ciascuno dei componenti della XIV legislatura. Per quanta riguarda gli appuntamenti – ha detto la neo presidente - il primo è, senza dubbio, l'approvazione della Legge finanziaria, perchè c'è la necessità di anteporre gli interessi generali a quelli di parte, per il bene dell’isola, che attende questo importante provvedimento. Il secondo atto riguarderà, invece, la revisione del regolamento del consiglio regionale, per una maggior efficienza dell'aula e per accelerare l'iter di approvazione delle leggi. Ho apprezzato – ha proseguito la Lombardo - soprattutto l'apertura di credito nei miei confronti da parte della minoranza che non ha opposto un candidato alla presidenza. L'imparzialità è fondamentale per il lavoro del consiglio regionale”. In riferimento alla scelta di far guidare l'assemblea regionale da una donna, fatto mai accaduto, come detto, nei 60 anni di storia autonomistica, secondo Claudia Lombardo rappresenta "…una grande conquista di civiltà e democrazia. Non abbiamo mai chiesto trattamenti di vantaggio e nemmeno riserve indiane, ma solo pari opportunità con gli uomini”. Tra i consiglieri con più legislature, il primato spetta a Mario Floris dell'Uds, eletto per la settima volta. Nella storia autonomistica della Sardegna, soltanto un altro consigliere regionale ha raggiunto le sette legislature: Giuseppe Masia della Dc. Seguono, con sei legislature ciascuno, Felicetto Contu e Giorgio Oppi. A quota cinque Tore Amadu, mentre Claudia Lombardo, Silvestro Ladu, Pietro Pittalis, Sergio Milia e Andrea Biancareddu sono presenti nell'aula di via Roma da quattro legislature. Sono stati eletti per la terza volta Giorgio La Spisa, Giacomo Sanna, Nicola Rassu, Alberto Randazzo, Mario Diana, Nello Cappai, Roberto Capelli, Pietrino Fois, Efisio Planetta. Hanno fatto invece il bis, Ignazio Artizzu, Mariano Contu, Onorio Petrini, Matteo Sanna, Renato Lai, Carlo Sanjust, Oscar Cherchi, Domenico Gallus, Michele Cossa, Pierpaolo Vargiu, Attilio Dedoni, Paolo Maninchedda, Renato Soru, Marco Espa, Chicco Porcu, Giuseppe Cuccu, Tarcisio Agus, Franco Sabatini, Mario Bruno, Gavino Manca, Marco Meloni, Francesca Barracciu, Giuseppe Luigi Cucca, Gianvalerio Sanna, Adriano Salis, Luciano Uras. I neo eletti del consiglio regionale sono il 33,7%. Alla prima seduta del nuovo consiglio regionale ha partecipato anche l'ex presidente della Regione, Renato Soru, la cui presenza non era data per certa, in quanto si vociferava che non avrebbe potuto presenziare per la concomitanza della riunione del Cda di Tiscali. Tra le novità di oggi c’è da rilevare l'ingresso in consiglio regionale di Eugenio Murgioni (al posto dell’assessore alla Sanità, Antonello Liori), e di Alessandra Zedda, subentrata a Giorgio La Spisa (assessore alla Programmazione e Bilancio). Con la Zedda salgono a sette le donne elette in questa legislatura, tre delle quali erano state indicate nel listino del presidente (Simona De Francisci, Rosanna Floris e Gabriella Greco), mentre tre sono state scelte direttamente dagli elettori (Claudia Lombardo, Francesca Barracciu e Claudia Zuncheddu). I lavori del consiglio regionale sono stati aggiornati a domani, alle 10, per l'illustrazione del programma del presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e per l'elezione dei componenti dell'Ufficio di presidenza e la discussione del programma di legislatura. Intanto, sarà sciolta entro stasera la riserva sulla rappresentanza del 40% di rappresentanti femminili nella giunta regionale, così come previsto dalla legge statutaria. L'esecutivo regionale composto da 11 assessori, tra cui quattro donne, non garantisce, infatti, la rappresentanza di genere. Per questo motivo la presentazione della nuova giunta è slittata a domani mattina, contrariamente a quanto previsto. Cappellacci, non ha escluso, infatti, una quinta delega femminile nell'esecutivo, ricordando che c'e' tempo fino a domani, quando sarà presentata, formalmente, la composizione della nuova giunta. In tarda serata, come si prevedeva, è arrivata la nomina del dodicesimo assessore: si tratta di Andreina Farris, che avrà la delega all'Industria, che in un primo momento era stata affidata ad interim a Giorgio La Spsa. Cappellaci ha poi deciso di nominare Sebastiano Sannitu, assessore al Turismo, vicepresidente della Regione.
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Pensare globale, agire locale. Lo slogan del sindaco di Oristano, Angela Nonnis, sintetizza la giornata di lavori che ha animato il convegno sulla pianificazione strategica di città ed aree vaste della Sardegna. Nella sala-conferenze dell’Hospitalis Sancti Antoni si sono ritrovati amministratori, tecnici e funzionari provenienti da tutta l’isola per parlare di strategie di sviluppo, modelli di governance, progetti integrati, collaborazioni tra istituzioni e privati. Un mix di buone pratiche che stanno alla base dei Piani strategici ed in particolare di quello di Oristano e dell’area vasta che ha visto la luce un anno fa, di cui oggi si stanno iniziando a vedere i primi frutti attraverso progetti e azioni in fase di realizzazione (alcuni approvati, altri anche già finanziati e altri ancora in fase di realizzazione). Un Piano dal quale nei prossimi anni dipenderanno tutte le politiche di sviluppo. Dopo l’approvazione del Piano strategico, Oristano ha aderito alla Rete delle città strategiche, della quale fanno parte anche centri importanti come Torino e Firenze, che in questi anni si sono distinti nel settore della programmazione, e ha avviato uno stretto rapporto di collaborazione con l’Anci, dalla quale è nata l’iniziativa di oggi. L’Attenzione dell’Associazione dei Comuni d’Italia è stata confermata da Salvatore Cherchi, Presidente di Anci Sardegna, che ha apprezzato il lavoro realizzato da Oristano e dai comuni dell’area vasta, e ha invitato a considerare i Piani strategici come strumenti indispensabili per una corretta politica di programmazione territoriale. “Il confronto e il contributo delle singole esperienze segna le linee di indirizzo per le politiche di sviluppo delle città e dei territori che si sono dotati di un piano strategico – ha osservato il Ssindaco di Oristano -. Dopo che molte città e territori si sono dotati di un piano strategico è arrivato il momento di far interagire i piani, di creare sistema. Il convegno è stato importante per gettare le basi della rete sarda delle città e dei territori strategici, ma anche per definire un documento, da presentare alla regione, che contenga le linee politiche e tecniche per la programmazione regionale, per il periodo 2007-2013. Leggere i bisogni dei territori significa anche veicolare le risorse nel migliore dei modi e in questa direzione siamo certi che troveremo nel Presidente cappellacci un interlocutore attento e sensibile”. I lavori del convegno sono stati moderati da Giorgio Pagano, Responsabile delle Relazioni Internazionali di Recs (Rete delle città strategiche).
E' stato presentato, questa mattina, a Roma, "URG! Urge ricambio generazionale", il primo rapporto sul rinnovamento delle classi dirigenti del nostro paese. La ricerca, promossa dal Forum Nazionale dei Giovani e dal Cnel (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro), affronta il nesso tra mobilità sociale e questione giovanile, monitorando la presenza dei giovani nelle rappresentanze istituzionali e in alcuni settori chiave della cultura e del mondo del lavoro. Il quadro che ne emerge non è incoraggiante: i giovani italiani, seppur capaci e meritevoli, faticano ad affermarsi professionalmente e ad emanciparsi in modo compiuto dalla propria famiglia prima dei quarant’anni. Né, data la fermezza con la quale la classe dirigente nostrana difende le posizioni acquisite, possono vantare una presenza significativa nelle posizioni di vertice della vita politica, economica e sociale del paese. Il rapporto, realizzato dal Centro Studi per le Poliche Giovanili, coordinato dal giovane oristanese, Marco Piras, si sofferma sul mondo politico, universitario e sugli ordini professionali: giornalisti, medici, avvocati, notai. Per ulteriori informazioni: Segreteria nazionale del Forum dei Giovani, tel. 0645476623 mail info@forumnazionalegiovani.it Leggi il rapporto in Pdf
Ha appena dodici anni ma per una rara malformazione non riesce più a frequentare la scuola. Laura, adolescente di Uras, necessita di un immediato intervento chirurgico prima che la malattia la divori e la riduca a un vegetale. Una storia che ha commosso la comunità di Uras: associazioni di volontariato e amministrazione comunale si sono mobilitati ed hanno deciso di sostenere la famiglia della ragazza che ha avviato una raccolta fondi per sottoporre Laura a un delicato intervento chirurgico a Barcellona. La dodicenne è stata colpita negli ultimi anni dalla sindrome di Arnold-Chiari, un insieme di segni e sintomi associato a una rara malformazione della fossa cranica posteriore che normalmente contiene il tronco encefalico e il cervelletto. Laura vive con i suoi genitori nelle case sparse di Uras. Ha dovuto rinunciare alla scuola perché i suoi problemi fisici non le consentono una vita normale e purtroppo la patologia galoppa e la condizione della ragazza potrebbe peggiorare. Per questo la comunità ha deciso di mobilitarsi per aiutare i genitori di Laura con le manifestazioni ''Solidarietà per Laura''. Domani alle 18,30 nel salone parrocchiale concerto dei docenti della scuola civica di musica della Provincia di Oristano. Mercoledì alle 15,30 nel campo sportivo parti
ta del cuore tra una rappresentanza dei calciatori di Uras e la Primavera del Cagliari (ingresso tre euro). Chiunque volesse aiutare Laura può farlo versando un'offerta sul conto corrente postale n.86140282 intestato a Maria Cristina Tomasi.(unionesarda.ilsole24ore.com)
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